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3_CAP 2 (seconda parte) - _. e sua rappresentazione.ppt, Slide di Statistica Economica

3_CAP 2 (seconda parte) - _. e sua rappresentazione.ppt

Tipologia: Slide

2020/2021

Caricato il 26/01/2022

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Scarica 3_CAP 2 (seconda parte) - _. e sua rappresentazione.ppt e più Slide in PDF di Statistica Economica solo su Docsity!

Grafici a barre

e a nastri

Grafici ad aree

Istogrammi

Grafici a torta

Grafici radar

Cartogrammi

Diagrammi cartesiani

1 9 95 (^1996 1) 9 97 (^1) 9 98 (^1999) (^2000 ) 0 500

0 10 20 30 40 Gen. (^50) Feb. Mar. Apr. Mag. Giu. Lug. Ago. Set. Ott. Nov. Dic. 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 DISTRIBUZIONI STATISTICHE E RAPPRESENTAZIONI GRAFICHE

 (^) Se il carattere ordinatore (X) è uno solo ed è qualitativo (mutabile sconnessa, rettilinea o ciclica), la distribuzione statistica semplice (o univariata) si definisce SERIE Le rappresentazioni grafiche hanno lo scopo di illustrare, mediante linee o segmenti, superfici o aree, solidi o altri simboli convenzionali, una distribuzione di frequenze, in funzione delle modalità, qualitative o quantitative, di uno o più caratteri statistici  (^) Se, invece, il carattere ordinatore (X) è quantitativo (variabile), la distribuzione statistica semplice si definisce SERIAZIONE DISTRIBUZIONI STATISTICHE E RAPPRESENTAZIONI GRAFICHE

 (^) Maggiore impatto visivo dei risultati  (^) Maggiore capacità di individuazione delle relazioni e connessioni tra più caratteri  (^) Maggiore intuitività Caratteristiche e vantaggi:  (^) Per ogni distribuzione statistica esiste il tipo di rappresentazione grafica adatta  (^) La scelta deve essere basata sul criterio di individuare la rappresentazione grafica più adatta alla natura dei dati, semplice ed auto-esplicativa Scelta della rappresentazione grafica: Requisiti:  (^) Titolo, deve indicare oggetto, luogo ed epoca cui i dati si riferiscono  (^) Carattere e modalità in funzione delle quali sono classificate le unità statistiche RAPPRESENTAZIONI GRAFICHE  (^) Unità di misura impiegata per graduare l’asse (o gli assi) della rappresentazione  (^) Fonte di provenienza dei dati

GRAFICI A BARRE:

CARATTERI STATISTICI E RAPPRESENTAZIONI GRAFICHE caratteri qualitativi ordinati, caratteri quantitativi discreti

GRAFICI A NASTRI:

caratteri qualitativi non ordinati

GRAFICI AD AREE:

caratteri quantitativi continui nel tempo

ISTOGRAMMI:

caratteri quantitativi continui suddivisi in classi

GRAFICI A TORTA:

caratteri qualitativi non ordinati o caratteri ordinati ciclici

GRAFICI A RADAR: caratteri ciclici

CARTOGRAMMI: serie territoriali

DIAGRAMMI: serie storiche

Ogni frequenza della distribuzione è rappresentata da una barra, così da ottenere una successione di rettangoli aventi la stessa base e altezze proporzionali alle frequenze GRAFICI A BARRE

Esempio:

Distribuzione della popolazione italiana in età superiore ai 14 anni secondo la Condizione professionale Condizione^ Censimento 1961 professionale N. (in migliaia) % Forze di lavoro: 20.039 51, In condizione professionale 19.458 49, In cerca di 1° occupazione 581 1, Non forze di lavoro: 19.056 48, Studenti 1.737 4, Casalinghe 12.482 31, Ritirati dal lavoro 3.466 8, Altre condizioni 1.371 3, TOTALE 39.095 100,

GRAFICI A NASTRI Distribuzione dei dipendenti di un’azienda di credito in relazione alla Macro- ripartizione geografica di appartenenza 0 100 200 300 400 500 600 700 800 90 Mezzogiorno Centro Nord m igliaia Macro Ripartizione Numero dipendenti Nord 810 Centro 408 Sud 220 Tot. Italia 1. ESEMPIO GRAFICI A BARRE MULTIPLI Distribuzione delle non forze lavoro di 15 anni e oltre in Italia per condizione e per ripartizione geografica. Ripartizione geografica Casalinghe Studenti Ritirati dal lavoro Altri Nord 3.209 1.553 5.322 780 Centro 1.668 844 1.999 446 Mezzogiorno 3.661 1.823 2.689 1. Totale Italia 8.538 4.220 10.010 2. Fonte: ISTAT (2001), Rapporto sull’Italia, p. 164. ESEMPIO

Rappresentazione grafica molto utilizzata per le SERIE TERRITORIALI CARTOGRAMMI Una SERIE TERRITORIALE consiste nell’osservazione di un carattere su unità territoriali omogenee, quali province, regioni, nazioni, ecc. ESEMPIO Ore concesse dalla Cassa Integrazione Guadagni degli operai per regione – Anno 2006 (dati in migliaia) Fonte: ISTAT (2007), Bollettino mensile di statistica, p. 156

Grafico costituito da rettangoli contigui, tanti quante sono le classi di valori, con base uguale alle ampiezze delle classi e superfici UGUALI o PROPORZIONALI alle frequenze delle classi ISTOGRAMMA LA MODALITÀ DI COSTRUZIONE DIFFERISCE A SECONDA CHE LE CLASSI DI VALORI ABBIANO:

  1. AMPIEZZA COSTANTE
  2. AMPIEZZA VARIABILE

Caso 1 – Classi della stessa ampiezza

Distribuzione per classi di reddito familiare annuo di un collettivo di 20 famiglie

  • valori in migliaia di euro

Caso 2 – Classi di ampiezza diversa

Distribuzione di un collettivo di 200 dipendenti secondo la Paga giornaliera

Paga giornaliera N. dipendenti

fino a 35 8

oltre 90 8

Totale 200

(*) Per gli estremi della distribuzione si ipotizza un limite inferiore di 30 e un limite superiore di 100 Per garantire l’UGUAGLIANZA o la PROPORZIONALITÀ fra le aree e le frequenze di classe, si assumono le altezze uguali o proporzionali non alle frequenze assolute ( n j ), ma alle densità di frequenze ( h j ): dove: a j è l’ampiezza della classe nj dove: (^) h j =^ aj densità di frequenza ESEMPIO

Con riferimento all’esempio precedente: (Ampiezza) (Densità di frequenza)   CARATTERE FREQUENZE BASE X ALTEZZA 30 - 35 8 5 X 1,6 = 8 35 - 45 16 10 X 1,6 = 16 45 - 55 48 10 X 4,8 = 48 55 - 70 90 15 X 6 90 70 - 90 30 20 X 1,5 = 30 90 - 100 8 10 X 0,8 = 8 200

Trasformazione di una distribuzione unitaria semplice in una distribuzione di frequenze e in una distribuzione con raggruppamento in classi e costruzione dell’ISTOGRAMMA L’INFORMAZIONE DELLA TABELLA 1.1 SI PRESTA AD UNA LETTURA PIÙ AGEVOLE SE TRASFORMATA IN UNA DISTRIBUZIONE DI FREQUENZE OVVERO ASSOCIANDO A CIASCUNA MODALITÀ DISTINTA LA SUA FREQUENZA ASSOLUTA Tabella 1.1 Distribuzione unitaria semplice delle Età dei Direttori di Dipartimento di alcune Facoltà della Università di Napoli (anni). 48 42 53 51 36 45 51 62 49 50 44 56 53 59 55 41 39 58 57 46 45 38 41 57 64 46 53 55 62 47 58 Fonte: Fuller M.F. ed altri, La Statistica, p. 14.

ESEMPIO

Tab. 1.2 Distribuzione di frequenze dell’età in anni di un collettivo di 31 Direttori di Istituto dell’Università di Napoli. Età dei direttori di Istituto in anni Frequenze (n. di persone) 36 1 38 1 39 1 41 2 42 1 44 1 45 2 46 2 47 1 48 1 49 1 50 1 51 2 53 3 55 2 56 1 57 2 58 2 59 1 62 2 64 1 Totale 31 Fonte: Elaborazioni da Fuller M.F. ed altri, La Statistica, p. 14.

  • (^) La modalità più frequente è “53 anni”
  • (^) L’età del collettivo esaminato va da un minimo di 36 anni (direttore più giovane) ad un massimo di 64 anni (direttore più anziano)
  • (^) Nel collettivo esaminato non vi è alcuna persona di età pari, ad esempio, a 52 anni; pertanto, la frequenza relativa alla modalità “52 anni” è 0 (non indicata in tabella)
  • (^) CASO 2: classi aperte a sinistra e chiuse a destra (includono l’estremo superiore ma non quello inferiore) Classi di età Frequenze (n. di persone) 35  | 40 anni (da 36 a 40) 3 40  | 45 anni (da 41 a 45) 6 45  | 50 anni (da 46 a 50) 6 50  | 55 anni (da 51 a 55) 7 55  | 60 anni (da 55 a 60) 6 60  | 65 anni (da 61 a 55) 3 Totale 31 Fonte: Fuller M.F. ed altri, La Statistica, p. 15.
  • (^) CASO 3: classi aperte a sinistra e a destra (includono sia l’estremo inferiore che quello superiore) Classi di età Frequenze (n. di persone) Fino a 40 anni 3 Da 41 a 50 anni 12 Da 51 a 60 anni 13 60 anni e più 3 Totale 31 Fonte: Fuller M.F. ed altri, La Statistica, p. 15.
  • (^) CASO 4: classi di ampiezza differente Classi di età nj aj= xj+1 – xj hj=nj/aj 35  | 45 anni 9 10 0, 45  | 50 anni 6 5 1, 50  | 55 anni 7 5 1, 55  | 65 anni 9 10 0, Totale 31 Fonte: Fuller M.F. ed altri, La Statistica, p. 15.