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capitolo 4 del libro marketing e fiducia, castaldo s. (ed.), 2009
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Il settore commerciale è dato dall’insieme delle imprese distributrici , quelle aziende che svolgono la funzione di raccordo tra produzione e consumo, agevolando le relazioni di scambio tra produttori ed utilizzatori dei beni. In passato i distributori si limitavano a svolgere attività di tipo logistico, connesse al trasporto dei beni e alla capacità di renderli disponibili all’interno dei punti vendita. Oggi lo scenario è radicalmente mutato. Si è verificato, infatti, un forte sviluppo delle imprese distributrici che ha determinato un notevole aumento del loro potere di mercato nei confronti dei fornitori, rispetto al passato. Al contempo, si è verificato anche un accrescimento della capacità dei distributori di condizionare le preferenze dei consumatori finali, sviluppando delle strategie di marketing proprie; le imprese distributrici hanno, quindi, sviluppato una autonoma capacità progettuale nell’ambito del marketing management. L’analisi della struttura del settore commerciale e delle principali attività svolte dalle aziende che lo compongono, è fondamentale per le imprese industriali che vogliono approcciare la domanda intermedia e, conseguentemente, raggiungere la clientela finale.
Abbiamo già detto che la gestione della domanda intermedia da parte delle imprese industriali è fondamentale per il raggiungimento della clientela finale. Per analizzare la gestione della domanda intermedia è indispensabile attuare una classificazione dei punti vendita. Ad un livello macro è possibile distinguere tra:
Nella nostra analisi ci soffermeremo sui punti vendita fissi che rappresentano la maggioranza all’interno del settore commerciale. Questi a loro volta possono essere distinti sulla base di alcune caratteristiche:
I punti vendita moderni si sono sviluppati seguendo delle “regole”che permettono di distinguerli in formati o format distributivi , che sono dati da un mix delle caratteristiche principali dei punti vendita (es. dimensione, genere, modalità di vendita ecc.). I principali format distributivi sono:
Caratteristiche : generalmente di proprietà di piccoli imprenditori, ubicati in quartieri residenziali dei centri abitati, all’interno di edifici preesistenti la loro apertura per cui la loro struttura deve adattarsi alle caratteristiche dell’edificio in cui si inseriscono. Assenza di un parcheggio; attraggono le persone che abitano nelle vicinanze e che considerano la comodità uno degli elementi prioritari per la scelta del punto vendita o che vi si recano per l’acquisto di prodotti di cui hanno un bisogno immediato.
generalmente a libero servizio, possono essere localizzati sia nei centri cittadini che in periferia o anche nei centri commerciali. Es. Decathlon, Zara, Bricocenter ecc.
La clientela all’interno dei punti vendita acquista un binomio: beni (prodotti dall’impresa industriale) e servizi commerciali (prodotti dell’impresa distributiva). L’impresa distributiva/ commerciale è un impresa che produce servizi commerciali. Il servizio commerciale può essere definito come un mix di attributi o servizi elementari combinati in modo da appagare i bisogni; è possibile effettuare una distinzione tra:
Secondo questa classificazione il servizio centrale è costituito da quello logistico; tuttavia è possibile effettuare un’altra classificazione dei servizi commerciale che li distingue in:
■ Servizio di prossimità , portare il prodotto il più vicino possibile all’acquirente
■ Servizio di stoccaggio , grazie alla loro vicinanza, si evita alla clientela lo stoccaggio (sistemazione e conservazione dei prodotti)
■ Estensione dell’orario di apertura
■ Ampiezza dell’assortimento , definita dal numero di categorie merceologiche presenti nel punto vendita
■ Preselezione , l’impresa selezione un set di prodotti limitato che va a comporre la propria offerta, per evitare la ricerca di informazioni
■ Profondità dell’assortimento , definita dalla quantità di alternative, in termini di marche, offerte dall’impresa con riferimento ad una singola categoria merceologica. Consente al cliente di ottenere un maggior numero di informazioni utili nel proprio processo di scelta
■ Informazione diretta , supporti informativi ottenuti dal personale o da altri strumenti presenti nel punto vendita (es. display)
■ Assistenza postvendita
■ Velocità di servizio
■ Comfort , elementi che rendono più gradevole la visita all’interno del punto vendita (es. la climatizzazione, la musica ecc.)
Questo tipo di classificazione permette di cogliere l’importanza oltre che dei servizi logistici, anche di quelli informativi e aggiuntivi.
Il settore commerciale come già abbiamo evidenziato ha vissuto un periodo di intenso cambiamento, che è stato identificato con il termine di rivoluzione commerciale e che ha determinato una radicale modifica dell’organizzazione delle aziende e delle formule distributive prevalenti nel mercato.
Le imprese commerciali, quindi, in seguito alla rivoluzione commerciale hanno acquisito una crescente autonomia in termini di marketing; in questo senso le imprese distributrici hanno avviato la progettazione e la realizzazione di politiche di marketing proprie finalizzate soprattutto alla valorizzazione dell’offerta. Essi hanno addirittura sviluppato linee di prodotti propri: le marche commerciali (o private label). Si definiscono marche commerciali o private label tutti quei prodotti che hanno il marchio del supermercato in cui vengono venduti. Esistono diverse tipologie di marca commerciale:
Una volta definito l’assortimento, si deve provvedere alla sua manutenzione nel tempo, che consiste nell’eliminazione di referenze obsolete, nell’inserimento di nuovi prodotti ecc. Per le imprese industriali è fondamentale comprendere tale processo per proporre un offerta che non risponda solo alle esigenze dei consumatori finale, ma anche a quelle delle imprese commerciali. Sempre in riferimento alle imprese industriali, è importante valutare quali sono le caratteristiche che le imprese commerciali prendono in considerazione nel momento in cui valutano l’inserimento di un prodotto all’interno del loro assortimento:
Le aree di comunicazione che assumono maggiore criticità per le imprese commerciali sono:
È importante analizzare maggiormente la comunicazione esterna proprio perché ad essa è destinata una parte considerevole degli investimenti dell’impresa distributrice. Le modalità a disposizione dell’impresa commerciale per comunicare al proprio mercato sono molteplici, e in particolare, i principali mezzi sono:
Con riferimento alle politiche di prezzo, le imprese devono prendere delle scelte in merito alla dimensione strategica e alla dimensione operativa del prezzo.
Per ciò che attiene alla dimensione strategica l’impresa commerciale può creare un’immagine del proprio punto vendita che sia orientato alla convenienza o al prestigio. Qualora l’impresa scelga un immagine di convenienza adotterà tutte una serie di strategie che possano attrarre la clientela più sensibile al prezzo (es. decidere di abbassare il prezzo di un prodotto con un elevato potere segnaletico, per indurre la clientela a recarsi nel punto vendita e, quindi, acquistare altri prodotti).
La dimensione operativa del prezzo, invece, riguarda le modalità con cui le imprese commerciali determinano i prezzi dei singoli prodotti. La maggior parte delle imprese ricorre al mark-up come metodo di determinazione dei prezzi. Il mark-up rappresenta quel quantum da aggiungere al costo del prodotto, che comprende la copertura dei costi di acquisto e il raggiungimento di un margine di profitto prefissato. Tale margine si può calcolare in funzione del costo d’acquisto, e in questo caso prende il nome di margine di ricarico:
PREZZO DI VENDITA – COSTO DI ACQUISTO/ COSTO D’ACQUISTO = %