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I cinque assiomi della comunicazione di Paul Watzlawick, Schemi e mappe concettuali di Psicologia della Comunicazione

descrive quali sono i 5 assiomi della comunicazione senza i quali non avviane uno scambio comunicativo efficace

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2022/2023

Caricato il 09/01/2023

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nicole-turco 🇮🇹

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1°ASSIOMA:non si può non comunicare. La non-comunicazione è impossibile, perché qualsiasi
comportamento comunica qualcosa di noi ed è impossibile avere un non-comportamento. Per quanto una
persona con la sua passività e i suoi silenzi trasmetta la volontà di non comunicare con un altro individuo, sta
comunque inviando un messaggio, e quindi, comunica di non voler comunicare. Qualunque cosa fai o dici,
qualunque scelta o qualunque atteggiamento assumi, comunica alcuni aspetti di te stesso agli altri.La
comunicazione può essere involontaria, non intenzionale, non conscia e addirittura inefficace.Anche
l’indifferenza e l’inattività sono forme di comunicazione come le altre, poiché portano con sé comunque un
significato. La domanda non è “se” una persona stia comunicando, ma “cosa” stia comunicando, anche tramite la
sua apparente assenza. Due estranei che si trovano per caso nello stesso ascensore molto probabilmente si
ignoreranno ed eviteranno il dialogo, ma tale silenzio rappresenta un’interazione, alla pari di una discussione
accesa.
2°ASSIOMA:all’interno di ogni comunicazione si possono individuare due livelli. Il primo livello è quello
delcontenuto, e dice “cosa”stai comunicando; il secondo è quello dellarelazione, e indica il“tipo di
relazione”che vuoi instaurare con la persona a cui ti rivolgi. I messaggi che gli esseri umani si scambiano tra loro
non possono essere considerati mere trasmissioni di informazioni. Oltre al contenuto oggettivo del linguaggio,
ossia i dati che esso trasmette in superficie, c’è anche un aspetto che definisce la relazione stessa dei soggetti
interessati.Per fare un esempio molto semplice, ma allo stesso tempo pratico, la frase “apri la finestra” esprime
un contenuto (la richiesta di aprire la finestra) e potrebbeessere pronunciato con tono tranquillo o aggressivo,
stabilendo due tipi di relazioni diverse con l’interlocutore. In sostanza, conta “che cosa diciamo” e anche “come lo
diciamo”. Ogni comunicazione comporta di fatto unaspetto di metacomunicazioneche determina la relazione
tra i comunicanti. Ad esempio, un individuo che proferisce un ordine, oltre al contenuto (cioè la volontà che il
destinatario del messaggio compia una determinata azione), esprime anche la relazione che intercorre tra chi
comunica e chi è oggetto della comunicazione, nel caso particolare quella di superiore/subordinato.
3°ASSIOMA:il flusso comunicativo è espresso secondo la punteggiatura degli eventi. A seconda della
“punteggiatura” usata, cambia il significato dato alla comunicazione e alla relazione. La comunicazione
comprende diverse versioni della realtà, che si creano e modificano durante l’interazione tra più individui. Queste
diverse interpretazioni dipendono dalla punteggiatura della sequenza degli eventi, ossia dal modo in cui ognuno
tende a credere che l’unica versione possibile dei fatti sia la propria. Nella vita di coppia, per esempio, il rischio è
quello di osservare la situazione esclusivamente dal proprio punto di vista,usando cioè la propria punteggiatura e
non riuscendo a cogliere quella dell’altro. In particolare, nelle relazioni conflittuali può accadere che si ritenga in
torto sempre e solo l’altra parte, come conseguenza di unadistorta visione della punteggiatura nella relazione.
4°ASSIOMA:la comunicazione avviene attraverso i canaliverbalienon verbali. Il primo utilizza
modalità digitali, il secondo criteri definiti analogici.La comunicazione analogica si basa sulla somiglianza
– detta appunto analogia – tra la comunicazione in essere e l’oggetto della comunicazione; rientrano in essa la
comunicazione non verbale e l’utilizzo di immagini. Il linguaggio analogico veicola prevalentemente gli aspetti di
relazione e prevede una perfetta corrispondenza tra il significato e il significante. La comunicazione digitale,
invece, riguarda l’uso delle parole, cioè dei segni usati convenzionalmente per designare qualcosa. Ciò che
caratterizza questa modalità comunicativa è l’arbitrarietà tra le parole e ciò che rappresentano. L’unione delle
lettere a-l-b-e-r-o, per esempio, riproducono nella nostra mente ciò che tutti sappiamo, ovvero un albero, ma
avrebbero potuto rappresentare anche una casa o una strada. Non esiste un’analogia strutturale tra l’albero reale
e la sequenza delle lettere a-l-b-e-r-o: il fatto che esso ricordi una pianta è il risultato di una convenzione fissata
nella nostra lingua.La congruenza tra i due sistemi è un elemento a cui facciamo continuamente riferimento nel
corso delle nostre interazioni con gli altri. Se una persona afferma di essere interessata a ciò che stiamo
raccontando e poi evita di guardarci negli occhi, si verifica una discrepanza tra il contenuto e la forma che mina
l’esito della conversazione stessa. 
5°ASSIOMA:la Scuola di Palo Alto individua due tipologie di relazioni che si possono instaurare tra individui che
interagiscono tra loro, riguardanti la posizione di leadership assunta durante la conversazione. Gli scambi
comunicativi possono esseresimmetriciocomplementari. Si ha un’interazione simmetrica quando gli
interlocutori siconsiderano sullo stesso piano, e quindi di pari livello: nessuno dei due sembra voler essere
sottomesso dall’altro, arrivando spesso ad accesi scontri e toni aggressivi. L’interazione complementare, al
contrario, si verifica quando gli interlocutori non si considerano sullo stesso piano; ciò emerge chiaramentedai
loro scambi, che pongonouno dei due in una posizione di superiorità (one-up) e l’altro in una posizione
subordinata (one-down): ne sono un classico esempio le interazioni tra dipendenti e datori di lavoro, o tra genitori
e figli. È fondamentale avere chiaro in mente che le relazioni simmetriche e quelle complementari non devono
essere equiparate a “buona” e “cattiva”: si tratta solo di una suddivisione che ci permette di classificare ogni
interazione comunicativa in uno dei due gruppi indentificati.

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1°ASSIOMA: non si può non comunicare. La non-comunicazione è impossibile, perché qualsiasi comportamento comunica qualcosa di noi ed è impossibile avere un non-comportamento. Per quanto una persona con la sua passività e i suoi silenzi trasmetta la volontà di non comunicare con un altro individuo, sta comunque inviando un messaggio, e quindi, comunica di non voler comunicare. Qualunque cosa fai o dici, qualunque scelta o qualunque atteggiamento assumi, comunica alcuni aspetti di te stesso agli altri. La comunicazione può essere involontaria, non intenzionale, non conscia e addirittura inefficace. Anche l’indifferenza e l’inattività sono forme di comunicazione come le altre, poiché portano con sé comunque un significato. La domanda non è “se” una persona stia comunicando, ma “cosa” stia comunicando, anche tramite la sua apparente assenza. Due estranei che si trovano per caso nello stesso ascensore molto probabilmente si ignoreranno ed eviteranno il dialogo, ma tale silenzio rappresenta un’interazione, alla pari di una discussione accesa. 2°ASSIOMA:all’interno di ogni comunicazione si possono individuare due livelli. Il primo livello è quello del contenuto , e dice “ cosa” stai comunicando; il secondo è quello della relazione , e indica il“ tipo di relazione” che vuoi instaurare con la persona a cui ti rivolgi. I messaggi che gli esseri umani si scambiano tra loro non possono essere considerati mere trasmissioni di informazioni. Oltre al contenuto oggettivo del linguaggio, ossia i dati che esso trasmette in superficie, c’è anche un aspetto che definisce la relazione stessa dei soggetti interessati. Per fare un esempio molto semplice, ma allo stesso tempo pratico, la frase “apri la finestra” esprime un contenuto (la richiesta di aprire la finestra) e potrebbe essere pronunciato con tono tranquillo o aggressivo, stabilendo due tipi di relazioni diverse con l’interlocutore. In sostanza, conta “che cosa diciamo” e anche “come lo diciamo”. Ogni comunicazione comporta di fatto un aspetto di metacomunicazione che determina la relazione tra i comunicanti. Ad esempio, un individuo che proferisce un ordine, oltre al contenuto (cioè la volontà che il destinatario del messaggio compia una determinata azione), esprime anche la relazione che intercorre tra chi comunica e chi è oggetto della comunicazione, nel caso particolare quella di superiore/subordinato. 3°ASSIOMA:il flusso comunicativo è espresso secondo la punteggiatura degli eventi. A seconda della “punteggiatura” usata, cambia il significato dato alla comunicazione e alla relazione. La comunicazione comprende diverse versioni della realtà, che si creano e modificano durante l’interazione tra più individui. Queste diverse interpretazioni dipendono dalla punteggiatura della sequenza degli eventi, ossia dal modo in cui ognuno tende a credere che l’unica versione possibile dei fatti sia la propria. Nella vita di coppia, per esempio, il rischio è quello di osservare la situazione esclusivamente dal proprio punto di vista, usando cioè la propria punteggiatura e non riuscendo a cogliere quella dell’altro. In particolare, nelle relazioni conflittuali può accadere che si ritenga in torto sempre e solo l’altra parte, come conseguenza di una distorta visione della punteggiatura nella relazione. 4°ASSIOMA: la comunicazione avviene attraverso i canali verbali e non verbali. Il primo utilizza modalità digitali, il secondo criteri definiti analogici. La comunicazione analogica si basa sulla somiglianza

  • detta appunto analogia – tra la comunicazione in essere e l’oggetto della comunicazione; rientrano in essa la comunicazione non verbale e l’utilizzo di immagini. Il linguaggio analogico veicola prevalentemente gli aspetti di relazione e prevede una perfetta corrispondenza tra il significato e il significante. La comunicazione digitale, invece, riguarda l’uso delle parole, cioè dei segni usati convenzionalmente per designare qualcosa. Ciò che caratterizza questa modalità comunicativa è l’arbitrarietà tra le parole e ciò che rappresentano. L’unione delle lettere a-l-b-e-r-o, per esempio, riproducono nella nostra mente ciò che tutti sappiamo, ovvero un albero, ma avrebbero potuto rappresentare anche una casa o una strada. Non esiste un’analogia strutturale tra l’albero reale e la sequenza delle lettere a-l-b-e-r-o: il fatto che esso ricordi una pianta è il risultato di una convenzione fissata nella nostra lingua. La congruenza tra i due sistemi è un elemento a cui facciamo continuamente riferimento nel corso delle nostre interazioni con gli altri. Se una persona afferma di essere interessata a ciò che stiamo raccontando e poi evita di guardarci negli occhi, si verifica una discrepanza tra il contenuto e la forma che mina l’esito della conversazione stessa. 5°ASSIOMA: la Scuola di Palo Alto individua due tipologie di relazioni che si possono instaurare tra individui che interagiscono tra loro, riguardanti la posizione di leadership assunta durante la conversazione. Gli scambi comunicativi possono essere simmetrici o complementari. Si ha un’interazione simmetrica quando gli interlocutori si considerano sullo stesso piano, e quindi di pari livello: nessuno dei due sembra voler essere sottomesso dall’altro, arrivando spesso ad accesi scontri e toni aggressivi. L’interazione complementare, al contrario, si verifica quando gli interlocutori non si considerano sullo stesso piano; ciò emerge chiaramente dai loro scambi, che pongono uno dei due in una posizione di superiorità ( one-up ) e l’altro in una posizione subordinata ( one-down ): ne sono un classico esempio le interazioni tra dipendenti e datori di lavoro, o tra genitori e figli. È fondamentale avere chiaro in mente che le relazioni simmetriche e quelle complementari non devono essere equiparate a “buona” e “cattiva”: si tratta solo di una suddivisione che ci permette di classificare ogni interazione comunicativa in uno dei due gruppi indentificati.