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5. interfaccia sintassi semantica, Appunti di Linguistica Generale

Interfaccia sintassi semantica

Tipologia: Appunti

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Caricato il 26/03/2016

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3/28/2012
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Interfaccia sintassi-semantica
Analisi della coreferenza
(1)a Gianniidice che ___ivincerà la gara
b *___idice che Gianniivincerà la gara
(2)a Gianni ha convinto Maria
i
che la
i
p
otremmo aiutare a vincere la
i
i
gara
b *Gianni laiha convinta che potremmo aiutare Mariaia vincere la gara
Una prima ipotesi: Perché la coreferenza sia possibile, il nome deve
precedere il pronome:
a ……Ni…..…Proni…..
b *..…Proni…..Ni……..
Falsificazione dell’ipotesi di
precedenza
L’ipotesi fondata sulla precedenza è immediatamente falsificata dal fatto
che l’italiano (e le lingue naturali in genere) ammette un’infinità di
frasi in cui il pronome precede il nome, eppure la coreferenza è
possibile :
(5) Quando ___iè in forma, Gianniivince sempre
(6) Quelli che laiconoscono bene dicono che Mariaiè molto intelligente
C-comando
Un nodo X c-comanda un nodo Y quando
1. Non c’e’ dominanza tra X e Y,
2. il primo nodo che domina X domina anche Y. (Reinhart 1976)
A
3
X B
6
….. Y …..
Qui il primo nodo che domina X, cioè A, domina anche Y, quindi X c-
comanda Y.
N
B: si dice anche che in questo caso Y è nel dominio di X.
Esempi
Negli esempi seguenti le parentesi indicano il dominio del pronome:
(1)a Gianniidice che[ ___ivincerà la gara]
b*[
di h
Gi i
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(5) Quando [___iè in forma], Gianniivince sempre
(6) Quelli che [laiconoscono bene] dicono che Mariaiè molto intelligente
L’effetto di non-coreferenza
Quando un pronome c-comanda un nome non ci può
essere coreferenza.
(Lasni
k
1976)
NB: L’effetto di non coreferenza costituisce un caso
particolare di un problema più generale, quello delle
dipendenze referenziali tra posizioni della frase. Il
problema generale è affrontato sistematicamente dalla
teoria del legamento.
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Anteprima parziale del testo

Scarica 5. interfaccia sintassi semantica e più Appunti in PDF di Linguistica Generale solo su Docsity!

Interfaccia sintassi-semantica

Analisi della coreferenza

(1)a Giannii dice che ___i vincerà la gara b *___i dice che Giannii vincerà la gara

(2)a Gianni ha convinto Mariaii che la (^) ii potremmo aiutare a vincere la gara b *Gianni lai ha convinta che potremmo aiutare Mariai a vincere la gara

Una prima ipotesi: Perché la coreferenza sia possibile, il nome deve precedere il pronome: a ……N (^) i …..…Pron (^) i ….. b *..…Proni …..N (^) i ……..

Falsificazione dell’ipotesi di

precedenza

L’ipotesi fondata sulla precedenza è immediatamente falsificata dal fatto che l’italiano (e le lingue naturali in genere) ammette un’infinità di frasi in cui il pronome precede il nome, eppure la coreferenza è possibile :

(5) Quando ___i è in forma, Giannii vince sempre

(6) Quelli che la (^) i conoscono bene dicono che Mariai è molto intelligente

C-comando

Un nodo X c-comanda un nodo Y quando

  1. Non c’e’ dominanza tra X e Y,
  2. il primo nodo che domina X domina anche Y. (Reinhart 1976)

A 3 X B 6 ….. Y …..

Qui il primo nodo che domina X, cioè A, domina anche Y, quindi X c- comanda Y.

NB: si dice anche che in questo caso Y è nel dominio di X.

Esempi

Negli esempi seguenti le parentesi indicano il dominio del pronome:

(1)a Giannii dice che[ ___ (^) i vincerà la gara]

b *[b *[___ (^) i didice che Gianni h Gi i (^) i vincerà la gara]i à l ]

(5) Quando [___ (^) i è in forma], Giannii vince sempre

(6) Quelli che [lai conoscono bene] dicono che Mariai è molto intelligente

L’effetto di non-coreferenza

  • Quando un pronome c-comanda un nome non ci può essere coreferenza. (Lasnik 1976)

NB: L’effetto di non coreferenza costituisce un caso particolare di un problema più generale, quello delle dipendenze referenziali tra posizioni della frase. Il problema generale è affrontato sistematicamente dalla teoria del legamento.

Esercizio

Disegnare gli alberi delle frasi (1), (2), (5), (6)

e mostrare l’applicazione dell’effetto di

non-coreferenza

Teoria del legamento (Chomsky 1981)

Tratta delle dipendenze referenziali necessarie o possibili tra espressioni linguistiche:

  • Certe espressioni devono essere legate, nel senso che devono acquistare le loro proprietà referenziali da altri elementi dellaq p p struttura: le anafore (i riflessivi, ecc.).

(1) Gianni (^) i si (^) i vede nello specchio (riflessivo clitico) (2) Gianni (^) i parla di séi (di se stesso (^) i ) (riflessivo tonico)

Teoria del legamento

  • Altre espressioni possono essere legate: I pronomi

(3) Giannii pensa che io lo (^) i, k veda nello specchio (pronome clitico)

(4) Giannii pensa che io veda luii, k nello specchio (pronome tonico)

Anafore

Il “legatore” e il “legato” devono essere in una certa configurazione strutturale:

(1)a(1)a Gianni ha tradito se stessoGiannii ha tradito se stesso (^) i b * Se stesso (^) i ha tradito Giannii c [k il fratello di Giannii ] ha tradito se stesso (^) k, *i

(2) [k il fratello di Giannii ] sik, *i vede nello specchio

Legamento

Definizione: X lega Y quando

  1. X c-comanda Y, e
  2. X e Y hanno lo stesso indice

Quindi, una anafora deve essere legata.

Questo spiega la possibilità di (1)a, l’impossibilità di (1)b, e la non-ambiguità di (1)c, (2).

Legamento e località

(3) Giannii dice che Piero (^) j sij, *i vede nello specchio

Il requisito di c-comando basta a spiegare la non ambiguità di (3)?

No. Il soggetto della frase principale c-comanda l’anafora, eppure non può essere il suo legatore. Quindi c’e’ anche un requisito di località: il legatore deve essere strutturalmente “vicino” al legato.

Principio C

Principio C: una espressione referenziale deve essere libera

(1)a Giannii dice che[ ___ (^) i vincerà la gara] b *[___ (^) ii dice che Gianniii vincerà la gara] (5) Quando [___i è in forma], Giannii vince sempre (6) Quelli che [lai conoscono bene] dicono che Mariai è molto intelligente

La frase (1)b è esclusa come violazione del principio C: il pronome lega l’espressione referenziale “Gianni”; (5) e (6) non violano il principio C perche’ il pronome non c-comanda l’espressione referenziale, e quindi non la lega..

Teoria del legamento

Principio A: una anafora deve essere legata nella frase semplice.

Principio B: un pronome deve essere libero nella frase semplice.

Principio C: una espressione referenziale deve essere libera.

Definizione: X lega Y quando

  1. X c-comanda Y, e
  2. X e Y hanno lo stesso indice

Esercizio

Epiteti come “il poveretto” hanno un comportamento simile ai pronomi nel discorso, nel senso che possono riprendere un referente già introdotto da una frase precedente:

(1) Gianni è rimasto a casa. Il poveretto non stava bene

Tuttavia si consideri il comportamento seguente:

(2) * Giannii dice che il poveretto (^) i non stava bene (3) [ (^) k Il fratello di Giannii ] dice che il poveretto (^) i *k non stava bene

Che cosa indica questo comportamento sullo status degli epiteti rispetto alla teoria del legamento? Si comportano come anafore, come pronomi, o come espressioni referenziali?