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La natura suprema e la rigidità della costituzione, i procedimenti di revisione costituzionale e le leggi costituzionali. Viene inoltre analizzato il procedimento per la formazione di leggi di rango costituzionale, i limiti alla revisione costituzionale e i tipi di riserve di legge. Inoltre, vengono presentati gli atti normativi equivalenti alla legge, come decreti legislativi e decreti-legge, e i regolamenti parlamentari e governativi.
Tipologia: Dispense
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La costituzione è l'atto supremo dell'ordinamento: di fronte ad essa tutti gli altri sono subordinati. La sua caratteristica essenziale è la rigidità, ovvero può essere modificata solo mediante uno speciale procedimento di revisione costituzionale.
della costituzione; dal 1948 ad oggi sono state approvate 15 leggi di revisione.
determinate materie. Il procedimento di formazione delle leggi di rango costituzionale viene chiamato procedimento aggravato e prevede la duplice lettura da parte di ciascuna camera:
senza approvazione della commissione in sede legislativa;
a) se il progetto di legge costituzionale è approvato dalla maggioranza dei componenti di ciascuna camera, viene pubblicato sulla gazzetta ufficiale a scopa notiziale, senza essere immediatamente promulgato dal presidente della Repubblica. Dal giorno della pubblicazione decorrono tre mesi entro cui un quinto dei componenti di una camera o cinque consiglieri o 500.000 elettori possono richiedere che la legge approvata sia sottoposta a referendum costituzionale e qualora non vi sia nessuna richiesta di referendum dopo tre mesi, la legge viene promulgata e pubblicata. b) Se il progetto è approvato a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna camera, non è consentito richiedere referendum e la legge viene direttamente promulgata e pubblicata. Esistono, tuttavia, limiti alla revisione costituzionale: l'unico limite espresso è stabilito all'articolo 139 della costituzione, secondo cui la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale; vi sono anche limiti impliciti, non individuati nella costituzione ma dipendenti dai principi fondamentali della costituzione (dignità umana, sovranità popolare, eguaglianza, tutela giurisdizionale). La legge ordinaria dello Stato è fonte a competenza generale: può disciplinare qualsiasi oggetto, fatto salvo quanto già disciplinato direttamente dalla costituzione stessa o da questa attribuito ad altre fonti. La costituzione affida alla legge importanti materie mediante le riserve di legge le quali sono stabilite allo scopo di garantire il principio democratico e, in generale, di garantire i diritti fondamentali e il rispetto del principio di eguaglianza. Ci sono vari tipi di riserve di legge:
discrezionalità dell’esecutivo;
secondo una certa procedura oppure che debba avere contenuti costituzionalmente prestabiliti Equiparati alla legge vi sono degli atti normativi del governo: decreti legge e decreti legislativi:
deliberato dal Consiglio dei Ministri ed emanato dal presidente della Repubblica. La delegazione legislativa è un procedimento di produzione del diritto che vede protagonisti sia il parlamento, cui spetta di approvare mediante legge la delega, sia il governo, cui spetta approvare sulla base di quella legge il decreto delegato. La legge delega deve: individuare l’oggetto o gli oggetti della delega; stabilire le norme che regolano la materia e le regole per l'esercizio del potere legislativo e indicare il termine entro il quale la delega deve essere esercitata.
straordinaria necessità e urgenza; esso deve essere presentato alle camere per la conversione in legge lo stesso giorno in cui è stato adottato: In sede di conversione le camere sono libere di apportare modifiche al testo del decreto: tuttavia hanno efficacia solo dal giorno successivo a quello della pubblicazione della legge di conversione; il decreto-legge dura solo 60 giorni e ha dunque efficacia provvisoria (se non convertito perde efficacia sin dall’inizio).
I regolamenti parlamentari : sono atti fonte di rango primario a competenza materiale riservata e disciplinano non solo l'organizzazione e il funzionamento delle camere, ma anche i loro rapporti con altri organi soggetti. I regolamenti delle due camere prevedono a loro volta l'adozione di regolamenti parlamentari speciali che disciplinano l'organizzazione e il funzionamento di alcuni organi delle camere (ad esempio la giunta delle elezioni).La corte costituzionale ha affermato l'insindacabilità dei regolamenti parlamentari sia perché non menzionati espressamente nell'articolo 134 sia perché li considera espressione dell'autonomia garantita alle camere. I regolamenti governativi : sono approvati dal Consiglio dei Ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve pronunciarsi entro 90 giorni dalla richiesta e sono emanati con decreto del presidente della Repubblica; tutti i regolamenti devono essere sottoposti al visto e alla registrazione della corte dei conti. Fra i regolamenti governativi bisogna annoverare i regolamenti di delegificazione che svolgono la funzione di ridurre l'area delle materie disciplinate dalla legge. La loro adozione avviene secondo un procedimento diviso in tre fasi: deliberazione della legge di autorizzazione del potere regolamentare, emanazione del regolamento di delegificazione ed abrogazione delle norme legislative vigenti. I regolamenti ministeriali sono adottati nelle materie di competenza di un ministro o di autorità sottordinate al ministro; I regolamenti interministeriali sono adottati in materia di competenza di più ministri; entrambi, sono sempre subordinati ai regolamenti del governo. Le fonti del diritto regionale sono: a) gli statuti ordinari : di cui il procedimento di approvazione e revisione consta di due fasi:
possibile. Statuti speciali: Quando la revisione dello statuto speciale è di iniziativa del governo o di iniziativa parlamentare, il progetto di legge costituzionale deve essere comunicato all'assemblea regionale, la quale ha due mesi di tempo per esprimere un proprio parere e inoltre non si fa comunque luogo a referendum nazionale. b) la legge regionale è approvata nelle forme nei modi previsti da ciascuno Stato regionale: incontra gli stessi limiti previsti per la legge statale (comma 1 dell'articolo 117 della costituzione); inoltre l'articolo 117, dopo aver individuato le materie di competenza esclusiva della legge dello Stato (comma 2) provvede a elencare le materie di competenza tra lo Stato le regioni (comma 3) stabilendo che alle regioni spetta la potestà legislativa residuale, cioè quella in riferimento a ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato (comma 4). c) I regolamenti regionali: in base all'articolo 117 la potestà regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva, mentre per tutte le altre materie essa spetta alle regioni. Prima il consiglio regionale era titolare, oltre che della funzione legislativa, anche della potestà regolamentare; adesso il consiglio regionale esercita le potestà legislativa attribuita alla regione, mentre il presidente della giunta promulga le leggi ed emana i regolamenti regionali. Le fonti degli enti locali sono:
dell'ente locale; lo statuto del Comune è deliberato dal consiglio comunale a maggioranza qualificata: tuttavia, se la maggioranza non viene raggiunta il progetto di statuto è messo in votazione nelle sedute successive entro 30 giorni dalla prima ed è approvato se in due successive deliberazioni ottiene la maggioranza assoluta; lo statuto della provincia è adottato dall'assemblea dei sindaci su proposta del consiglio provinciale; lo statuto della città metropolitana è deliberato dalla conferenza metropolitana su proposta del consiglio metropolitano;