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fluidi - fluidi
Tipologia: Appunti
1 / 21
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Il concetto di Pressione
Si consideri un fluido ed una superficie di esso
. Si applichi
in direzione normale all’elemento di superficie una forza
Si
definisce pressione esercitata da
su
perp
2
In generale la pressione può variare da punto a punto nelfluido.
La pressione è uno scalare!
Questi
esempi
rappresentano
quanto
descritto
dal
Principio di Pascal, la cui definizione recita così: La pressione, esercitata in una regione qualsiasi di unfluido, si trasmette in tutte le direzioni con la stessaintensità
Elevatore idraulico
: secondo il principio di Pascal la pressione si
trasmette invariata in tutte le direzioni su superfici di area ugualeall'interno di un fluido. In un sistema di recipienti comunicanti traloro come quello in figura è possibile sfruttare il principio perottenere
forze
di
intensità
diversa
per
superfici
diverse
del
liquido. Applicando una forza di intensità
F
1
sulla
superficie
S
1
,
la
pressione
risultante avrà intensità
p
1
=F
1
/S
1
che, per
il principio di Pascal, si
trasmette dal basso verso l'alto sulpistone di destra di sezione
S
2
. Se
F
2
è
l'intensità
della
forza
trasmessa,
sarà
F
1
/S
1
= F
2
/S
2
, da cui
F
2
= F
1
(S
2
/S
1
)
2 2
1 1
F S
F S
=
La
pressione
esercitata
dall’atmosfera
al
livello
del
mare,
indicata con P
0
, espressa in
pascal
(Pa) è pari a
0
= 1 Atm = 1.013·
5
Pa = 1.013·
5
N/m
2
Per bilanciare la pressioneatmosferica P
0
occorre una
colonna di 760 mm
Hg
torr
0
δ
Hg
g
h
mm
m
g
P
h
Hg
760
81
.
9
10
6
.
13
10
013
.
1
3
5
0
≈
⋅
⋅
⋅
=
=
∆
δ
δ
Hg
=13.6 g/cm
3
da cui:
8
Qual è la pressione esercitata su un sub che scenda alla profonditàdi 10 m dal livello del mare?
h
g
P
p
O
H
∆
=
2
0
δ
0
=1 Atm = 1.013·
5
Pa = 1.013·
5
N/m
2
δ
H2O
3
Kg/m
3
g = 9.81 m/s
2
h = 10 m
p = (1.013·
5
3
· 9.81 · 10) N/m
2
5
N/m
10 m di acqua incrementano la pressione di circa 1 Atm.
10
Si consideri un corpo di densità
δ
c
immerso in un fluido di densità
δ
f.
La parte di volume immersa sia
e sia il corpo all’equilibrio.
In questo caso la risultante della forza peso
e della spinta di
Archimede
è nulla.
(
)
"
"
'
V
g
A
V V g g V P
f
c
c
δ
δ
δ
=
"
≤
=
=
f
c
f
c
V
V
V
g
V
g
δ
δ
δ
δ
Un
corpo
per
galleggiare
deve avere densità minoredi quella del fluido in cui èimmerso.
0
=
A
P
Consideriamo un fluido
incomprimibile
, cioè avente densità
indipendente
dalla
pressione
a
cui
è
sottoposto,
in
moto
stazionario
, cioè con velocità che, punto per punto, non variano
nel tempo.
La portata volumetrica e la legge di Leonardo
La quantità
Q = A
◊
v
si dice
portata volumetrica
: è il volume di fluido che
passa nell'unità di tempo attraverso una sezione di tubo.
v] = m
3
/s = l/s
il prodotto
v
è INVARIANTE
Nel
sistema
cardio-circolatorio,
l’area
della
sezione
trasversa
aumenta
dall’aorta
verso
i
capillari,
dove
raggiunge
il
massimo valore, e si riduce poidai capillari fino alle vene cave.Di conseguenza, la velocità delsangue prima diminuisce, ed èminima
a
livello
dei
capillari
(questo
favorisce
i
processi
di
scambio),
e
poi
aumenta
di
nuovo.
Es: Si consideri un condotto di raggio
che si dirama in
condotti
derivati di stesso raggio
. Se il liquido nel condotto primario ha
velocità
v
, quale sarà la velocità
v’
nei condotti derivati?
Dalla
legge di Leonardo
si ottiene
la portata volumetrica in ingresso: Q = (
p
R
2
) v
che deve essere uguale a quella inuscita: Q’ = 3 (
p
R
2
) v’
da cui
(
p
R
2
) v = 3 (
p
R
2
) v’
v’ = v/
16
Ma
dove
è
la
somma
dell'energia
cinetica
e
dell'energia
potenziale
gravitazionale
posseduta
dalla
massa
m
; perciò
2
1
m v
2
2
m g z
2
m v
1
2
m g z
1
ed essendo
m
≈ δ
1
x
1
δ
sia la densità del fluido) si avrà:
δ
v
2
2
δ
g z
2
δ
v
1
2
δ
g z
1
1
x
1
Il lavoro totale compiuto sul volume di fluido compreso tra
1
e
2
risulta essere
L = p
1
1
x
1
- p
2
2
x
2
(p
1
-p
2
1
x
1
17
Uguagliando le due espressioni si ottiene (p
1
-p
2
) A
1
∆∆∆∆
x
1
= [(1/
δ
v
2
2
+
δ
g z
2
) - (1/
δ
v
1
2
+
δ
g z
1
)] A
1
∆∆∆∆
x
cioè 1/
δ
v
1
2
+
δ
g z
1
+ p
1
= 1/
δ
v
2
2
+
δ
g z
2
+ p
2
e dunque
1/
δ
v
2
+
δ
g z + p = costante
È questa l’espressione del
teorema di Bernoulli
.
Come
applicazione di questo teorema, si ha che, se il fluido si muovesolo su un piano orizzontale, il termine
δ
g z
(energia
potenziale) rimane costante per cui
1/
δ
v
2
+ p =
costante
ossia
v
2
e
p
risultano
tali
che
se
aumenta
un
termine,
diminuisce l'altro.
Se una molecola che si trova nello strato limite viene sollevata, ilegami tra essa e le molecole adiacenti vengono tesi, generandouna forza che tende a richiamare la molecola verso la superficie.Allo
stesso
modo,
appoggiando
un
corpo
minuscolo
sulla
superficie di un liquido, le molecole superficiali di quest' ultimovengono spinte verso il basso generando una forza di richiamodiretta verso l'alto.La
superficie
di
un
liquido
si
comporta
quindi
come
una
membrana tesa. La
tensione superficiale
di un liquido è il lavoro
che
deve
essere
fatto
per
portare
un
numero
sufficiente
di
molecole dall'interno del liquido alla superficie per poter formareuna nuova area unitaria di detta superficie. Si vede che questolavoro
coincide
numericamente
con
la
forza
di
contrazione
esercitata su una linea ipotetica (linea di contatto) posata sullasuperficie.
Si definisce
coefficiente di tensione superficiale
( misurato in N/m oppure in
J/m
2
):
Il fatto che la forza sia proporzionale al doppio della lunghezza del filo sispiega pensando che vi è superficie di liquido da entrambi i lati di questo.
La
tensione
superficiale
viene
misurata
direttamente misurando la forza necessaria arompere la superficie del liquido sollevandoun filo sottile dalla superficie stessa.La forza necessaria ad estrarre un filo dimassa
m
e lunghezza
L
è:
g
m
L
F
=
τ 2 L F 2 = τ