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6b. FOLDING CO- E POST-TRADUZIONALE, Appunti di Biologia Molecolare

Folding co-traduzionale folding post-traduzionale

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 04/06/2021

nicole-chiarucci
nicole-chiarucci 🇮🇹

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FOLDING
La sintesi delle proteine avviene nel ribosoma, però le proteine devono essere ripiegate affinché possano assumere
la propria conformazione nativa che gli consente di svolgere l’attività biologica
Alcune proteine sono ripiegate durante la sintesi altre dopo, quelle che non riescono a ripiegarsi vengono degradate
dal macchinario della Ubiquitina-proteasoma
Tutte le proteine devono ripiegarsi, il folding riguarda sia le cellule eucariote che le cellule procariote
Nelle cellule eucariotiche si deve individuare la sede dove la proteina deve essere indirizzata
Una proteina unfolded può essere curata o degradata, per smaltire le proteine mal ripiegate interviene il sistema
Ubiquina-proteosoma
La termodinamica del ripiegamento delle proteine è visto come imbuto di energia, le proteine devono raggiungere la
conformazione più stabile (della proteina nativa) passando per stadi intermedi con ripiegamenti parziali
Proteina misfolded è una proteina che ha raggiunto una conformazione con elevata stabilità e non riesce a
raggiungere la conformazione della proteina nativa
Il meccanismo di folding è guidato da diversi fattori, che impediscono l’assunzione di conformazioni sbagliate
Il ribosoma forma la catena polipeptidica che si deve ripiegare correttamente per svolgere la sua funzione, in alcuni
casi il ripiegamento è co-traduzionale in cui le proteine possono raggiungere direttamente la conformazione nativa
oppure possono essere necessarie altre proteine (chaperones molecolari) che assistono il ripiegamento
Ma in altri casi può accadere che i chaperones che assistono il ripiegamento della proteina durante la traduzione
portino ad una conformazione non proprio stabile quindi è necessario un nuovo ripiegamento in fase post-
traduzionale guidato da un’altra classe di chaperones
Chaperones molecolari aiutano le proteine di nuova sintesi a ripiegarsi per la prima volta ma fungono anche da
correttori anche le proteine che hanno perso il loro ripiegamento (unfolded) quindi cerca di riportarle alla loro
conformazione nativa
Nelle cellule eucariote questi chaperones prendono il nome di Hsp+peso molecolare (Hsp70, Hsp40)
Ci sono chaperon che intervengono nel folding co-traduzionale e altri che intervengono nel folding post-traduzionale
Folding co-traduzionale: Il ribosoma rilascia la catena polipeptidica e i chaperon co-traduzionali impediscono il
ripiegamento prematuro della proteina prima che venga rilasciata completamente, se il ripiegamento ottenuto alla
fine del processo di folding non è sufficiente allora il ciclo si deve ripetere fino a raggiungere la conformazione nativa
La presenza di regioni idrofobiche con aminoacidi idrofobici sulla superficie della proteina indica che questa deve
ancora ripiegarsi, perché la proteina si trova all’interno di un ambiente acquoso quindi non può essere idrofobica
infatti in una proteina ben ripiegata gli aminoacidi idrofobici si trovano all’interno non sono esposti
Per una proteina che si trova nel citosol è difficile ripiegarsi correttamente infatti è necessaria una sede in cui non vi
è interferenza dovuta dalle altre proteine
Folding post-traduzionale: I chaperones post-traduzionali sono costituiti da due anelli proteici con 7 subunità uguali
che si associano a formare un cilindro cavo, ingrado di richiamare le proteine che non sono correttamente ripiegate
Una volta che la proteina viene fatta entrare in questo cilindro, la cavità da cui entra è chiamata cavità prossimale
che è definita dell’attacco del substrato a una molecola di ATP, mentre l’altra cavità distale
Quando la proteina viene internalizzata, l’ATP viene idrolizzato e guida il cambiamento conformazionale delle pareti
interne del cilindro che espongono i residui polari, perciò la proteina è costretta a ripiegarsi nascondendo
internamente i residui idrofobici, poi la proteina viene rilasciata dalla cavità prossimale
Questo meccanismo di assistenza al ripiegamento fa un ripiegamento per volta rilasciando sempre la proteina quindi
viene consumata molta energia
Le proteine non correttamente ripiegati sono inviate alla degradazione tramite il sistema Ubiquitina-proteosoma
Il proteosoma è un grosso macchinario degradativo a forma di cilindro con all’interno le attività catalitiche,
proteasiche e all’estremità l’attività regolatoria, questo macchinario degrada le proteine che sono state marcate per
la degradazione alle quali sono state attaccate catene di Ubiquitina (almeno 4 residui)
L’Ubiquitina viene attivata dall’enzima attivante dell’Ubiquitina E1 che utilizza ATP con una scissione pirofosforica,
prima la lega a sé poi la passa ad un altro enzima E2 che a sua volta la passa a E3 responsabile di riconoscere i
substrati da degradare, questo processo si ripete più volte perché la proteina per essere riconosciuta dal proteosoma
deve avere legata una catena di Ubiquitina di almeno 4 residui
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FOLDING

La sintesi delle proteine avviene nel ribosoma, però le proteine devono essere ripiegate affinché possano assumere la propria conformazione nativa che gli consente di svolgere l’attività biologica Alcune proteine sono ripiegate durante la sintesi altre dopo, quelle che non riescono a ripiegarsi vengono degradate dal macchinario della Ubiquitina-proteasoma Tutte le proteine devono ripiegarsi, il folding riguarda sia le cellule eucariote che le cellule procariote Nelle cellule eucariotiche si deve individuare la sede dove la proteina deve essere indirizzata Una proteina unfolded può essere curata o degradata, per smaltire le proteine mal ripiegate interviene il sistema Ubiquina-proteosoma La termodinamica del ripiegamento delle proteine è visto come imbuto di energia, le proteine devono raggiungere la conformazione più stabile (della proteina nativa) passando per stadi intermedi con ripiegamenti parziali Proteina misfolded è una proteina che ha raggiunto una conformazione con elevata stabilità e non riesce a raggiungere la conformazione della proteina nativa Il meccanismo di folding è guidato da diversi fattori, che impediscono l’assunzione di conformazioni sbagliate Il ribosoma forma la catena polipeptidica che si deve ripiegare correttamente per svolgere la sua funzione, in alcuni casi il ripiegamento è co-traduzionale in cui le proteine possono raggiungere direttamente la conformazione nativa oppure possono essere necessarie altre proteine (chaperones molecolari) che assistono il ripiegamento Ma in altri casi può accadere che i chaperones che assistono il ripiegamento della proteina durante la traduzione portino ad una conformazione non proprio stabile quindi è necessario un nuovo ripiegamento in fase post- traduzionale guidato da un’altra classe di chaperones Chaperones molecolari aiutano le proteine di nuova sintesi a ripiegarsi per la prima volta ma fungono anche da correttori anche le proteine che hanno perso il loro ripiegamento (unfolded) quindi cerca di riportarle alla loro conformazione nativa Nelle cellule eucariote questi chaperones prendono il nome di Hsp+peso molecolare (Hsp70, Hsp40) Ci sono chaperon che intervengono nel folding co-traduzionale e altri che intervengono nel folding post-traduzionale Folding co-traduzionale : Il ribosoma rilascia la catena polipeptidica e i chaperon co-traduzionali impediscono il ripiegamento prematuro della proteina prima che venga rilasciata completamente, se il ripiegamento ottenuto alla fine del processo di folding non è sufficiente allora il ciclo si deve ripetere fino a raggiungere la conformazione nativa La presenza di regioni idrofobiche con aminoacidi idrofobici sulla superficie della proteina indica che questa deve ancora ripiegarsi, perché la proteina si trova all’interno di un ambiente acquoso quindi non può essere idrofobica infatti in una proteina ben ripiegata gli aminoacidi idrofobici si trovano all’interno non sono esposti Per una proteina che si trova nel citosol è difficile ripiegarsi correttamente infatti è necessaria una sede in cui non vi è interferenza dovuta dalle altre proteine Folding post-traduzionale : I chaperones post-traduzionali sono costituiti da due anelli proteici con 7 subunità uguali che si associano a formare un cilindro cavo, ingrado di richiamare le proteine che non sono correttamente ripiegate Una volta che la proteina viene fatta entrare in questo cilindro, la cavità da cui entra è chiamata cavità prossimale che è definita dell’attacco del substrato a una molecola di ATP, mentre l’altra cavità distale Quando la proteina viene internalizzata, l’ATP viene idrolizzato e guida il cambiamento conformazionale delle pareti interne del cilindro che espongono i residui polari, perciò la proteina è costretta a ripiegarsi nascondendo internamente i residui idrofobici, poi la proteina viene rilasciata dalla cavità prossimale Questo meccanismo di assistenza al ripiegamento fa un ripiegamento per volta rilasciando sempre la proteina quindi viene consumata molta energia Le proteine non correttamente ripiegati sono inviate alla degradazione tramite il sistema Ubiquitina-proteosoma Il proteosoma è un grosso macchinario degradativo a forma di cilindro con all’interno le attività catalitiche, proteasiche e all’estremità l’attività regolatoria, questo macchinario degrada le proteine che sono state marcate per la degradazione alle quali sono state attaccate catene di Ubiquitina (almeno 4 residui) L’Ubiquitina viene attivata dall’enzima attivante dell’Ubiquitina E1 che utilizza ATP con una scissione pirofosforica, prima la lega a sé poi la passa ad un altro enzima E2 che a sua volta la passa a E3 responsabile di riconoscere i substrati da degradare, questo processo si ripete più volte perché la proteina per essere riconosciuta dal proteosoma deve avere legata una catena di Ubiquitina di almeno 4 residui

Molte malattie neurodegenerative sono dovute a folding incorretto: Polineuropatia familiare amiloide, Alzheimer, Malattie da prioni (mucca pazza), Parkinson, Hungtington, Insonnia acuta familiare.. L’Alzheimer è dovuto al mal ripiegamento della proteina peptide beta-amiloide che forma degli aggregati prima in lunghi filamenti e poi in fibre dando origine a placche neuritiche La malattia da prioni (mucca pazza) si basa su un folding non corretto di una determinata proteina che causa problemi a livello fenotipico provocando atassia che è un disordine neurologico che si manifesta con l’incapacità di mantenere l’equilibrio (nelle pecore è chiamata scrapie) Questa malattia perpetuata inoculando l’animale con tessuti derivanti da animali infetti, la preparazione infettiva non contiene acidi nucleici ma l’agente infettivo è una proteina resistente alle proteasi e con una conformazione alterata rispetto a quella fisiologica (con molti più foglietti beta che si aggrega a formare placche) La propagazione di questa malattia avviene per trasmissione conformazionale perché la proteina con la conformazione alterata è in grado di indurre un cambiamento conformazionale in quella endogena normale Se la proteina alterata di un topo infettato viene iniettata in un topo sano questo viene infettato mentre se il topo in cui viene iniettata la proteina è knockout (senza il substrato endogeno) questo non viene infettato quindi il gene della proteina è necessario per il successo dell’infezione Se la proteina alterata viene presa da un criceto e iniettata nel topo questo non viene infettato mentre se nel topo viene prima iniettato il gene del criceto allora può essere infettato quindi l’infettività della proteina dipende dalla specie Una proteina neosintetizzata nei batteri viene legata da uno chaperon SecB e viene ripiegata lassamente per favorirne un più facile passaggio attraverso il canale (traslocone), dopo aver legato il canale gli chaperon sono rilasciati, SecA accetta la proteina legando sia la sequenza segnale che il segmento che la segue e utilizza ATP per spingere la proteina tratto dopo tratto nel canale Gli chaperones citoplasmatici impediscono il ripiegamento prima di raggiungere la sede definitiva Nelle cellule eucariote animali la sintesi proteica avviene nel reticolo endoplasmatico rugoso, nel citosol e nei mitocondri (in quelle vegetali anche nei cloroplasti) I ribosomi arrivano come subunità slegate (si associano solo durante la traduzione dei mRNA) Ogni sintesi proteica inizia a partire da ribosomi liberi nel citosol e inizia la traduzione poi o la traduzione continua fino infondo e la proteina viene rilasciata nel citosol e portata alla sua posizione finale oppure la traduzione viene bloccata e la proteina viene portata sul reticolo endoplasmatico rugoso (o sul Golgi) dove la traduzione riparte SRP riconosce prima il peptide segnale e blocca la traduzione, poi riconosce le proteine di attacco sul RER e inserisce la sequenza segnale, a questo punto la SRP viene rilasciata la sintesi proteica viene ripresa così che la catena polipetidica è spinta attraverso la membrana, con la rimozione della sequenza segnale da parte della peptidasi del segnale, e la proteina entra nel lume del RER, rilasciando il ribosoma La proteina di riconoscimento del segnale (SRP) è una piccola ribonucleoproteina costituita da una molecola di RNA (300 nt) con diverse subunità e da una componente proteica (6 proteine) SRP riconosce il peptide segnale arrestando temporaneamente l’allungamento, un GTP si lega a SRP che poi viene idrolizzato provocando riarrangiamenti conformazionali nel complesso e il rilascio di SRP per iniziare un nuovo ciclo di trasporto di una proteina, il ribosoma attracca sul canale di membrana del traslocone Le proteine che sono sintetizzate nel citosol vengono portate nella destinazione finale, ad indirizzarle vi sono sequenze segnale che sono localizzate della regione ammino terminale, che vengono tagliate una volta raggiunta la destinazione, le proteine destinate al nucleo hanno un segnale interno che quindi non viene rimosso Oltre al folding e a raggiungere la giusta destinazione queste proteine possono subire ulteriori modificazioni:

  • Modificazioni amino- e carbossi-terminali  deformilazione  rimozione Metionina  rimozione di altri residuiaminoacidici
  • Formazioni di legami disolfuro (disolfuro isomerasi)
  • Modificazioni di singoli aminoacidi  fosforilazione/defosforilazione  metilazione/demetilazione  acetilazione/deacetilazione