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accessibilità turistica, Appunti di Geografia Del Turismo

appunti delle lezioni del corso di geografia e pianificazione turistica del professore Marco Brogna anno 2020/2021

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 15/01/2021

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alessia-miranda-1 🇮🇹

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LEZIONE 9
Mercoledì 14 ottobre 2020
Cocco Valeria
L’accessibilità territoriale e l’accessibilità turistica sono due concetti diversi tra loro.
Accessibilità territoriale: facile raggiungibilità di un territorio, facile accesso ad una
destinazione, a un luogo, a un territorio.
Accessibilità turistica: l’accesso al turismo deve essere facilitato per tutte le tipologie di
turisti, deve essere garantito a tutti turismo inclusivo/turismo per tutti.
Il turismo sociale ha tre sfaccettature principali:
turismo responsabile
turismo accessibile/inclusivo/per tutti
turismo sostenibile
A partire dal turismo accessibile si è iniziato a parlare di turismo inclusivo o turismo per tutti.
Ci sono alcune destinazioni turistiche per le quali non è facilitato l’accesso a tutte le categorie di
turisti ed è per questo che si è iniziato a riflettere. Si è iniziato a preoccuparsi di concentrare
l’attenzione allo sviluppo di destinazioni turistiche accessibili, in modo tale che per esempio anche
chi è in sedia a rotelle possa accedere a quel determinato albergo, anche chi è non vedente possa
accedere a quelle bellezze museali.
Quindi si inizia a considerare, pian piano che il turismo si sviluppa, che alcune categorie di target
turistici potevano risultare escluse da alcuni circuiti turistici e da alcune destinazioni. Per questo si
apre il mercato turistico anche a questa tipologia di persone.
Nella progettazione turistica all’inizio si parla solamente di persone con disabilità fisiche ma bisogna
considerare tutte le persone con specifiche esigenze.
Le prime normative italiane relative al turismo accessibile si hanno solo a partire dal 1999. Già dal
2000 quindi si inizia a capire che il turismo accessibile non può essere considerato un turismo solo
per persone con disabilità, perché in questo modo non sarebbe più inclusivo ma esclusivo in quanto
non va a considerare tutti i turisti.
A chi si riferisce il turismo accessibile?
Il turismo accessibile si riferisce a tutti, non è da intendersi “solo” per determinate categorie di
persone (esempio solo per le persone disabili) ma è da intendersi per tutti, sia per chi ha
problematiche o necessità di qualche tipo sia per chi non ha specifiche esigenze, per questo può
essere chiamato anche turismo inclusivo, altrimenti se si applicasse una distinzione tra una
determinata categoria di persone e un’altra si fa un tipo di turismo esclusivo.
Nel turismo accessibile vi sono tre target specifici:
famiglie (anche con bambini piccoli)
anziani (over 75)
persone con disabilità (fisiche, sensoriali, motorie, temporanee, permanenti) (bisogni
speciali)
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LEZIONE 9

Mercoledì 14 ottobre 2020 Cocco Valeria L’accessibilità territoriale e l’accessibilità turistica sono due concetti diversi tra loro. − Accessibilità territoriale: facile raggiungibilità di un territorio, facile accesso ad una destinazione, a un luogo, a un territorio. − Accessibilità turistica: l’accesso al turismo deve essere facilitato per tutte le tipologie di turisti, deve essere garantito a tutti → turismo inclusivo/turismo per tutti. Il turismo sociale ha tre sfaccettature principali: − turismo responsabile − turismo accessibile/inclusivo/per tutti − turismo sostenibile A partire dal turismo accessibile si è iniziato a parlare di turismo inclusivo o turismo per tutti. Ci sono alcune destinazioni turistiche per le quali non è facilitato l’accesso a tutte le categorie di turisti ed è per questo che si è iniziato a riflettere. Si è iniziato a preoccuparsi di concentrare l’attenzione allo sviluppo di destinazioni turistiche accessibili, in modo tale che per esempio anche chi è in sedia a rotelle possa accedere a quel determinato albergo, anche chi è non vedente possa accedere a quelle bellezze museali. Quindi si inizia a considerare, pian piano che il turismo si sviluppa, che alcune categorie di target turistici potevano risultare escluse da alcuni circuiti turistici e da alcune destinazioni. Per questo si apre il mercato turistico anche a questa tipologia di persone. Nella progettazione turistica all’inizio si parla solamente di persone con disabilità fisiche ma bisogna considerare tutte le persone con specifiche esigenze. Le prime normative italiane relative al turismo accessibile si hanno solo a partire dal 1999. Già dal 2000 quindi si inizia a capire che il turismo accessibile non può essere considerato un turismo solo per persone con disabilità, perché in questo modo non sarebbe più inclusivo ma esclusivo in quanto non va a considerare tutti i turisti. A chi si riferisce il turismo accessibile? Il turismo accessibile si riferisce a tutti, non è da intendersi “solo” per determinate categorie di persone (esempio solo per le persone disabili) ma è da intendersi per tutti, sia per chi ha problematiche o necessità di qualche tipo sia per chi non ha specifiche esigenze, per questo può essere chiamato anche turismo inclusivo, altrimenti se si applicasse una distinzione tra una determinata categoria di persone e un’altra si fa un tipo di turismo esclusivo. Nel turismo accessibile vi sono tre target specifici: − famiglie (anche con bambini piccoli) − anziani (over 75) − persone con disabilità (fisiche, sensoriali, motorie, temporanee, permanenti) (bisogni speciali)

A questi si aggiungono persone celiache, persone con allergie (respiratorie, ecc.), persone con intolleranze alimentari, persone vegetariane/vegane, ecc. Le persone con animali domestici non fanno parte di questo tipo di turismo. Gli anziani hanno più tempo libero e una possibilità di spesa maggiore rispetto ad esempio agli giovani che non hanno la stessa disponibilità economica. Le statistiche Istat e Eurostat dimostrano che, anno dopo anno, il tasso di invecchiamento della popolazione europea e mondiale aumenta. Al di là dell’aspetto etico, morale e sociale di questo tipo di turismo, che tipo di vantaggio economico hanno gli imprenditori che operano nel turismo a sviluppare questo tipo di turismo? Il turismo accessibile dà la possibilità di aumentare il flusso dei turisti apportando vantaggi a livello di immagine e anche a livello territoriale. Gli imprenditori sviluppando quindi questo tipo di turismo hanno la possibilità di avere maggior guadagno in quanto il target del turismo accessibile è molto più ampio rispetto a quello che tratta solo turisti con particolarità bisogni. Ampliando il target, intercettando tutte quelle categorie di turisti che altrimenti sarebbero esclusi, per l’imprenditore ci sarà più possibilità di guadagno alla luce del fatto che gli anziani hanno maggiore capacità di spesa per esempio. − Esempio: due alberghi uno accessibile e uno non accessibile, uno affianco all’altro, tutti e due 5 stelle, io persona con determinate esigenze scelgo quello accessibile, quindi l’altro oltre a perdere un guadagno perde anche a livello di immagine per via del passaparola che si genera. L’immagine e il passaparola influenzano la competitività dei territori. Un albergo accessibile è più competitivo sul mercato e all’interno del territorio nel quale opera. Un turista con disabilità che ha voglia di una vacanza culturale o enogastronomica, non si interessa tanto sulla destinazione in sé per sé ma sulla ricerca di un luogo con una struttura che gli dia la possibilità di godere della sua vacanza in tutta sicurezza; sceglie la destinazione che è più confortevole per il suo viaggio. Tutto il target delle persone con disabilità deve essere raddoppiato perché si deve considerare anche l’accompagnatore, necessario per il viaggio. L’anziano spesso viaggia con un altro anziano, o le famiglie sono di almeno tre persone. In generale è molto difficile che si viaggi da soli, soprattutto quando si tratta di un viaggio di piacere. Quindi il valore economico si raddoppia. La legge tendenzialmente fissa norme a tutela delle persone con disabilità andando a definire alcune attrezzature che risultano necessarie per la fruibilità degli spazi. Dal 2000 la legge ha definito delle normative tali per cui è necessario che delle strutture abbiano determinate funzionalità. Tuttavia ogni legge ha le sue lacune. La legge impone qualcosa però è anche vero che la “colpa” non necessariamente è da attribuire ad essa se le normative non vengono rispettate in pieno; è l’imprenditore che deve capire che non serve fare il bagno accessibile solo perché la legge te lo ha imposto, ma serve fare il bagno accessibile (che lo sia veramente) perché in questo modo può intercettare tutti i target turistici.

Quanto la tecnologia o il digitale possono essere utili per superare determinate barriere? Il digitale oggi è parte integrante della nostra vita e anche in questo caso la tecnologia può essere usata per creare degli strumenti per giungere in determinati spazi e quindi permettere di fruire di questi determinati spazi. Ci sono degli studi in merito che mostrano come lo strumento della digitalizzazione possa essere importante per superare le barriere fisiche: esperienze virtuali che permettono al turista di accedere all’interno di musei o monumenti storici, per i quali l’acceso non è possibile per delle limitazioni tecniche del territorio. Le categorie di persone che abbiamo considerato finora potrebbero avere difficoltà ad accedere ad un luogo o ad una struttura perché ci sono delle barriere culturali, architettoniche, ecc. Barriere materiali (fisiche): − verticali, salire su più livelli, dal piano 1 al piano 2 − orizzontali, attraversare una stanza da un punto A a un punto B, arredamento d’ostacolo − architettoniche, rampe di scale (soluzione: ascensore) − strade difficili da percorrere (soluzione: aree pedonali) − enogastronomica Barriere immateriali: − culturali (una religione diversa non è una barriera culturale) − informative − linguistiche Barriere culturali: vengono escluse determinate categorie di persone perché le strutture ricettive o gli imprenditori non hanno gli strumenti adatti per gestirle (presenza di una barriera anche materiale), o perché semplicemente non le vogliono (assenza di una barriera materiale). Anche la situazione politica di un paese influisce sulla scelta e sull’accessibilità della stessa destinazione quindi potrebbe essere una barriera all’entrata a quella destinazione. Se una struttura ricettiva dà un’informazione corretta ed esaustiva in suo riguardo, ha la possibilità di evitare determinate situazioni scomode per i clienti, affinché non abbiano brutte sorprese. Se invece c’è una carenza informativa o una poca accuratezza delle informazioni, se si tratta di informazioni non aggiornate, tutto questo va ad influire sull’inaccessibilità turistica di una destinazione. Un imprenditore può decidere di fare turismo come vuole, ma se decide di aprirsi a un turismo accessibile sarebbe lungimirante perché è consapevole che il mondo sta andando verso l’invecchiamento, includere quindi questi target, che altrimenti sarebbero esclusi, gli favorirebbe un aspetto sia economico che di destagionalizzazione. Per esempio per gli alberghi la destagionalizzazione è molto importante. Di solito l’albergo ha i dipendenti che lavorano solo nell’alta stagione, se invece si destagionalizza allora può garantire che lavorino invece durante tutto l’anno perché resta aperto anche nei periodi di bassa stagione. Questo accade perché l’albergo si è aperto al turismo inclusivo e di conseguenza può anche assumere dei dipendenti più qualificati, aspetto che va ad incidere sulla qualità del prodotto che offre.

Il turismo non dovrebbe avere barriere culturali perché alla sua base c’è un’interazione tra le diverse popolazioni e i diversi territori. Chi fa turismo è una persona senza barriere dal punto di vista culturale e linguistico perché altrimenti non lavorerebbe nel turismo. Tendenzialmente col turismo accessibile, al di là delle idee proprie che ognuno ha, la barriera culturale è una barriera che fa emergere l’incompetenza di un determinato imprenditore a non capire lo sviluppo che potrebbe avere non solo di immagine ed etico ma anche economico (stagionalità, turismo domestico, numero raddoppiato grazie agli accompagnatori). Quante sono le strutture accessibili in Italia? È difficile definirlo. Non esistono delle statistiche ufficiali ed esaustive sul numero delle strutture alberghiere o extralberghiere accessibili. Su Booking o su Airbnb spesso si può avere accesso a dei dati a riguardo, ma non sono sufficienti e forse nemmeno molto affidabili. Capita a volte che una struttura sia indicata come per disabili per via delle normative che me lo impongono, ma poi nel momento in cui si va a visitare quella struttura si trova effettivamente il bagno per disabili ma non l’ascensore, lo stesso accade nelle metropolitane dove non ci sono addetti per aiutare le persone disabili quando ne hanno bisogno. Un’ultima statistica sulle strutture ricettive in Europa risale al 2013 da parte della Commissione europea, dove vengono presi dei dati che fanno riferimento non a dei sopralluoghi fatti su delle strutture ricettive ma fanno riferimento a quanto le strutture ricettive dichiarano, quindi andando a fare dei sopralluoghi casuali su queste strutture si scopre che almeno la metà non hanno detto la verità perché non sanno di cosa c’è bisogno e soprattutto quando in queste strutture si parla di accessibilità si pensa soltanto all’accesso ai disabili ma ci sono tanti altri target (non vedenti, celiaci) da considerare. Non c’è una vera e propria sensibilizzazione e una vera formazione degli imprenditori e del personale turistico che li aiuti a comprendere che cosa significa accessibile e cosa significa avere una struttura inclusiva. Gli imprenditori stessi non sono in grado di autodefinirsi accessibili, non sanno se lo sono veramente per cui ti danno un’informazione della quale non sono certi.