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Accordi Salt e Start, Appunti di Storia Delle Relazioni Internazionali

Breve descrizione degli accordi salt e start

Tipologia: Appunti

2011/2012

Caricato il 23/01/2012

litterau
litterau 🇮🇹

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SALT I(Strategic Armaments Limitations Talks), progetto proposto nel 1967 dall'allora Presidente
degli Stati Uniti Lyndon Johnson all'Urss per la limitazione degli armamenti strategici. Nel 1971 gli
esperti dei due paesi convennero sul fatto che gli armamenti strategici erano i missili
intercontinentali a lunga gittata (Icbm) e i missili antimissile (Abm), e previdero non tanto una
limitazione quanto il congelamento del numero dei missili posseduti dalle due potenze.
Il 26 maggio 1972 ebbe luogo la firma del trattato Salt I che prevedeva in definitiva il congelamento
del numero dei missili posseduti dalle due potenze.
SALT II è la sigla utilizzata per la seconda serie di Strategic Arms Limitation Talks ovvero, di
Negoziati per la Limitazione delle Armi Strategiche intercorso fra gli Stati Uniti e l'Unione delle
Repubbliche Socialiste Sovietiche. I colloqui si aprirono a Ginevra nel settembre del 1972 per
completare l'accordo sulle armi strategiche difensive. Le trattative ben presto si arenarono e solo
dopo gli incontri tra Brežnev e Nixon a Mosca, nel luglio 1974 e tra Breznev e Ford a Vladivostok (
novembre 1974) per riprendere poi a Ginevra nel gennaio 1975 . L'accordo per la limitazione della
costruzione di armi strategiche fu raggiunto a Vienna il 18 giugno 1979, e firmato da Leonid
Breznev e l'allora Presidente Jimmy Carter. Con l'intervento sovietico in Afghanistan, alla vigilia del
Natale 1979, si ebbero dure reazioni su scala Mondiale, soprattutto da parte americana.
Il 3 gennaio 1980, Carter propose al senato di posporre indefinitamente la ratifica del trattato SALT
II. Poi egli assunse una serie di misure restrittive, fra le quali, la sospensione delle previste vendite
di grano, culminate poi nell'annuncio che gli atleti americani non avrebbero preso parte alle XXII
Olimpiadi, indette a Mosca per l'estate 1980. Con l'accrescersi della tensioni all'inizio degli anni
Ottanta le grandi potenze si accusarono vicendevolmente di tradire gli accordi presi, ma ciò non
impedì che le trattative per la riduzione delle armi strategiche, seppure con continue interruzioni,
riprendessero fino a giungere agli accordi START (START I e START II).
Il trattato START è stato siglato il 31 luglio 1991 tra Stati Uniti e Unione Sovietica su proposta
dell'allora presidente statunitense George H.W. Bush. Venne poi ribattezzato START I quando fu
varato il secondo accordo, START II.
Il trattato prevedeva limiti al numero di armi e mezzi di cui ogni fazione poteva dotarsi. Essendo
collassata l'Unione Sovietica cinque mesi dopo la sua stipula, il trattato rimane oggi in vigore con le
nazioni di Russia, Bielorussia, Kazakhstan e Ucraina. Questi ultimi tre paesi hanno da allora
azzerato completamente il loro potenziale offensivo nucleare.
L'accordo START II è stato siglato il 3 gennaio 1993 tra il presidente statunitense George H. W.
Bush e quello russo Boris Eltsin. Con esso è stato bandito l'uso dei MIRV (Multiple independently-
targetable reentry vehicle, sistemi di trasporto e lancio multiplo di testate).
Ratificato dapprima nel gennaio 1996 dal senato degli Stati Uniti, è rimasto in sospeso per alcuni
anni alla duma russa, la ratifica fu posposta varie volte in segno di protesta contro gli interventi
militari statunitensi in Iraq e in Kosovo, nonché contro l'espansione nell'Europa orientale della
NATO.
Col passare del tempo perse di interesse per le parti; gli Stati Uniti iniziarono a premere per una
modifica del trattato ABM per poter sviluppare una tecnologia anti-missile (il cosiddetto "scudo
spaziale"), modifica che incontrò il netto rifiuto russo. Il 14 aprile 2000 la Russia ratificò il trattato
vincolandolo all'intoccabilità del trattato ABM.
START II è stato ufficialmente superato dall'accordo SORT, siglato dai presidenti George W. Bush
e Vladimir Putin il 24 maggio 2002, col quale le parti abbandonano la logica dei trattati precedenti -
con le loro accurate limitazioni al numero di armi specifiche - e impegnano invece entrambi i loro
stati ad una riduzione unilaterale indipendente del numero totale delle testate.

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SALT I( Strategic Armaments Limitations Talks ), progetto proposto nel 1967 dall'allora Presidente degli Stati Uniti Lyndon Johnson all'Urss per la limitazione degli armamenti strategici. Nel 1971 gli esperti dei due paesi convennero sul fatto che gli armamenti strategici erano i missili intercontinentali a lunga gittata (Icbm) e i missili antimissile (Abm), e previdero non tanto una limitazione quanto il congelamento del numero dei missili posseduti dalle due potenze.

Il 26 maggio 1972 ebbe luogo la firma del trattato Salt I che prevedeva in definitiva il congelamento del numero dei missili posseduti dalle due potenze.

SALT II è la sigla utilizzata per la seconda serie di Strategic Arms Limitation Talks ovvero, di Negoziati per la Limitazione delle Armi Strategiche intercorso fra gli Stati Uniti e l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. I colloqui si aprirono a Ginevra nel settembre del 1972 per completare l'accordo sulle armi strategiche difensive. Le trattative ben presto si arenarono e solo dopo gli incontri tra Brežnev e Nixon a Mosca, nel luglio 1974 e tra Breznev e Ford a Vladivostok ( novembre 1974) per riprendere poi a Ginevra nel gennaio 1975. L'accordo per la limitazione della costruzione di armi strategiche fu raggiunto a Vienna il 18 giugno 1979, e firmato da Leonid Breznev e l'allora Presidente Jimmy Carter. Con l'intervento sovietico in Afghanistan, alla vigilia del Natale 1979, si ebbero dure reazioni su scala Mondiale, soprattutto da parte americana. Il 3 gennaio 1980, Carter propose al senato di posporre indefinitamente la ratifica del trattato SALT II. Poi egli assunse una serie di misure restrittive, fra le quali, la sospensione delle previste vendite di grano, culminate poi nell'annuncio che gli atleti americani non avrebbero preso parte alle XXII Olimpiadi, indette a Mosca per l'estate 1980. Con l'accrescersi della tensioni all'inizio degli anni Ottanta le grandi potenze si accusarono vicendevolmente di tradire gli accordi presi, ma ciò non impedì che le trattative per la riduzione delle armi strategiche, seppure con continue interruzioni, riprendessero fino a giungere agli accordi START (START I e START II).

Il trattato START è stato siglato il 31 luglio 1991 tra Stati Uniti e Unione Sovietica su proposta dell'allora presidente statunitense George H.W. Bush. Venne poi ribattezzato START I quando fu varato il secondo accordo, START II.

Il trattato prevedeva limiti al numero di armi e mezzi di cui ogni fazione poteva dotarsi. Essendo collassata l'Unione Sovietica cinque mesi dopo la sua stipula, il trattato rimane oggi in vigore con le nazioni di Russia, Bielorussia, Kazakhstan e Ucraina. Questi ultimi tre paesi hanno da allora azzerato completamente il loro potenziale offensivo nucleare.

L'accordo START II è stato siglato il 3 gennaio 1993 tra il presidente statunitense George H. W. Bush e quello russo Boris Eltsin. Con esso è stato bandito l'uso dei MIRV ( Multiple independently- targetable reentry vehicle , sistemi di trasporto e lancio multiplo di testate).

Ratificato dapprima nel gennaio 1996 dal senato degli Stati Uniti, è rimasto in sospeso per alcuni anni alla duma russa, la ratifica fu posposta varie volte in segno di protesta contro gli interventi militari statunitensi in Iraq e in Kosovo, nonché contro l'espansione nell'Europa orientale della NATO.

Col passare del tempo perse di interesse per le parti; gli Stati Uniti iniziarono a premere per una modifica del trattato ABM per poter sviluppare una tecnologia anti-missile (il cosiddetto "scudo spaziale"), modifica che incontrò il netto rifiuto russo. Il 14 aprile 2000 la Russia ratificò il trattato vincolandolo all'intoccabilità del trattato ABM.

START II è stato ufficialmente superato dall'accordo SORT, siglato dai presidenti George W. Bush e Vladimir Putin il 24 maggio 2002, col quale le parti abbandonano la logica dei trattati precedenti - con le loro accurate limitazioni al numero di armi specifiche - e impegnano invece entrambi i loro stati ad una riduzione unilaterale indipendente del numero totale delle testate.