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Appunti sul libro Adolescenti navigati di Matteo Lancini
Tipologia: Appunti
Offerta a tempo limitato
Caricato il 27/11/2021
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Nativo digitale→ in grado fin da piccolo di usare le nuove tecnologie intuitivamente (senza sforzo), dedica una quantità di tempo ed energia significativa all’interazione quotidiana con i nuovi media. Implicazioni (Tapscott, Priesky): ● tutti i membri delle nuove generazioni sono trasformati dai nuovi media; ● la trasformazione riguarda non solo i comportamenti ma anche i processi cognitivi e la dimensione simbolica; ● la trasformazione, in particolare quella cognitiva, avviene nella prima fase della vita del soggetto e lo differenzia indelebilmente dalle generazioni precedenti; ● la tecnologia diventa trasparente e viene usata in modo intuitivo. Medium (dispositivo di mediazione)→ ogni strumento che permette di comunicare senza il limite principale della comunicazione faccia a faccia, ossia la continuità spazio-temporale. Caratteristiche del medium: ● fisiche ; ● simboliche → linguaggio specialistico o gergo non immediatamente comprensibile a chi non fa parte di un certo gruppo; ● pragmatiche → pratiche veicolate in base al medium utilizzato e alle opportunità e vincoli del contesto. Vygotskij→ l’uomo supera i vincoli ambientali esterni tramite i media, ma modifica se stesso attraverso l’uso che ne fa. Rappresentazioni: ● analogiche → descrivono un fenomeno in maniera continua (ad esempio l’orologio con le lancette); ● digitale → descrivono un fenomeno in maniera discontinua, discreta (ad esempio l’orologio a cristalli liquidi).
Variabilità→ il contenuto dei nuovi media è riutilizzabile e modificabile, oltre che comprimibile in poco spazio (ad esempio la codifica digitale nel formato audio Mp3). Multimedialità→ integrazione di informazioni provenienti da più canali (visivo e audio). Interattività→ l’utente fruisce del contenuto come vuole grazie alla sua organizzazione. Automazione→ il medium svolge in modo automatico una serie di operazioni sui propri contenuti.
Padri e madri avevano compiti ben differenziati: madri accudivano e padri sgridavano. Concezione rigida dell’infanzia: ● bambino eccessivamente istintuale con desideri e pulsioni da domare nel rispetto delle regole della società e della buona educazione; ● mente del bambino come “tabula rasa” da plasmare e riempire; ● strategia educativa→ privazione e frustrazione; ● trasmissione dei valori e principi giusti e sani secondo gli adulti.
Si deve obbedire.
La cultura è cambiata, si sono trasformati i modelli educativi e si è modificato il modo di funzionare degli individui. Concezione della tabula rasa→ bambino dotato di competenze relazionali fin dalla nascita. Emergente senso di sé e della propria identità attraverso i primi contatti con la madre→ bambino come piccola persona, completa realizzazione personale dei genitori.
Comprensione e identificazione con le ragioni dei figli: talenti naturali che hanno bisogno di essere lasciati liberi di esprimersi. Ragionevolezza al posto dell'obbedienza a ogni costo. Si deve capire.
Strumenti più usati sono la spiegazione delle ragioni di un intervento, la vicinanza e la relazione. Genitori sono sempre più spesso confidenti, consulenti e “sponsor evolutivi” dei propri figli→ la salvaguardia del legame, la realizzazione e la felicità del figlio sono gli aspetti più importanti della relazione educativa e affettiva nella famiglia odierna.
Poco a bada lo strapotere dei figli che diventano troppo vulnerabili alle frustrazioni e poco pronti ad affrontare la realtà. Figli che si fanno carico dei bisogni affettivi dei propri genitori. Nuovo padre→ non più autoritario: ● capacità di mediazione e gestione dei conflitti (i propri padri come modelli di contro-identificazione); ● sintonizzazione con i figli piccoli e relazione empatica; ● esperto nel sostenere la crescita affettiva e relazionale dei figli; ● non impone principi e regole provenienti dal contesto sociale e culturale. Madre: ● figlio come progetto atteso, pensato e deciso; ● compito principale è di affiancare il figlio nello sviluppo delle proprie potenzialità e aspirazioni→ sostenerlo verso la realizzazione di sé e della propria felicità. Abbassamento notevole della soglia di dolore mentale che si ritiene giusto somministrare a fini educativi.
Gli adolescenti navigati arrivano alla pubertà avendo sperimentato bassissime quote di dolore mentale e sviluppato bassissima capacità di tollerarle→ la riduzione drastica di frustrazioni e ferite narcisistiche nell’infanzia ha contribuito a rendere i ragazzi particolarmente sensibili e fragili rispetto a delusioni e privazioni.
Cambiato l’investimento sul sapere e sulla valutazione→ bugie sui voti scolastici (l’insufficienza come disconferma del fatto che si credeva di essere speciali al di là di tutto). Abbassata moltissimo la soglia di dolore mentale, noia e tristezza sperimentabili nella solitudine della stanza/cameretta in cui avviene lo studio pomeridiano→ interferenze affettive nei processi di apprendimento→ fatica a tollerare silenzio e solitudine dei pomeriggi di studio pre-digitali.
Corpo: ● ricettacolo di pulsioni da inibire; ● ricettacolo di implacabile sentimento di vergogna→ senso di inadeguatezza e incapacità→ se la prendono con se stessi (ad esempio affamare e ipernutrire il corpo, assumere sostanze). Alterare lo stato di coscienza può servire a non pensare→ non sentire il peso dei propri fallimenti e delle proprie inquietudini→ evitare di provare troppo dolore, apparire più disinvolti e leggeri nelle situazioni di contatto e aggregazione.
La rete consente l’accesso a una dimensione “senza corpo”, priva dello sguardo giudicante degli altri→ si protegge la propria immagine dietro lo schermo di un computer→ si sta in contatto con gli altri senza correre il rischio di “metterci la faccia”. Problema→ le relazioni di amicizia e amore nel mondo virtuale sono prive di nutrimento per la crescita? Rete come importante mezzo per potenziare i legami e condividere esperienze che si fanno nella vita reale→ “palestra sociale”, in cui collaudare le proprie capacità di farsi pensare, desiderare, di essere simpatico, ecc.
Assumere condotte disinibite e spregiudicate (vetrina online). Si vergognano molto e sono bloccati→ contatto possibile senza mostrarsi, mantenendo invisibile ciò che non piace. Le proprie abilità intellettive e strategiche sembrano più adatte di quelle estetiche e corporee a costruire legami nella dimensione virtuale. Eccesso di dedizione nei confronti degli amici sia dal vivo che attraverso gli strumenti virtuali: ● gruppo dei pari ha forte potere orientativo; ● vivere nella mente dei pari è oggi fondamentale per gli adolescenti navigati che vivono in famiglie ad alta densità affettiva; ● un oggetto d’amore può attrarre perché possiede aspetti di novità, parti di sé che non si trova il coraggio di esprimere.
Ritirati sociali→ rifiuto del contatto con gli altri. Sovraesposti sociali→ agiti virtuali (sexting, cyberbullismo).
Nasconde un bisogno immenso di approvazione e riconoscimento da parte degli altri a causa di una fragile identità→ mettersi in pericolo tramite sovraesposizione (ragazzi tanto sofferenti quanto sfacciati, disinibiti e aggressivi).
Messaggi di insulti o atti umilianti senza far entrare in scena il proprio volto e corpo reale. Espressione della propria impotenza, dell'impossibilità di mentalizzare le proprie fatiche evolutive→ sfogo a un dolore che non può essere elaborato con la mente e viene esercitato sugli altri.
Sintomi fisici. Episodi di incomprensione. Internet consente di anestetizzare vissuti di tristezza e solitudine. Sé reale. Sé grandioso e fittizio. Giochi virtuali→ sé ideale si esprime in mondi di fantasia. Realtà concreta→ Realtà virtuale (mediatore)→ onnipotenza narcisistica. Presa in carico dell’adolescente dipendente da internet: ● intercettare le rappresentazioni profonde dei ragazzi per capire quali compiti della crescita siano bloccati (i sintomi sono tentativi di proteggersi dalle difficoltà evolutive); ● identificarsi con le sofferenze dei ragazzi mediante atteggiamento empatico e rispecchiante. La rete non è la causa del ritiro dalla realtà, ma un estremo tentativo di restarvi agganciati.
Sapere la verità significa essere in grado di elaborare mentalmente e affettivamente→ molti comportamenti a rischio hanno a che fare con il dolore della scoperta della propria fragilità. I segreti materni e paterni non sono mai di sostegno alla crescita.
Problema→ governare la propria ansia di ruolo Suggerimento→ comunicare con chiarezza al figlio il motivo che li ha spinti a introdursi nell’ambiente virtuale o fisico, cosa si è scoperto e cosa si intende fare ora→ se non lo si fa, si confonde la relazione (si comunica al di là del dire).
● happy slapping. Possibile anonimato, difficile reperibilità, indebolimento delle remore etiche, maggiore disinibizione e assenza di limiti spazio-temporali→ prevaricazione digitale particolarmente penetrante, insidiosa e dolorosa per la vittima.
Complessità che va oltre il semplice emergere del problema e la confessione dei protagonisti→ individuare il modo per trasformare una situazione di crisi istituzionale in un’occasione di crescita per quelle comunità di bambini e preadolescenti: ● allestimento di dispositivi e setting adeguati; ● interventi effettuati su misura; ● partecipazione convinta dei genitori (vittima-bullo); ● collaborazione scuola-famiglia.
Autoritarismo e punizione sono inefficaci se utilizzati tardivamente per limitare il potere decisionale e i comportamenti dei figli→ rischio abbandono della scena educativa quando ce ne sarebbe più bisogno. Correlazione positiva tra visione del proprio futuro (adolescenti) e il ruolo svolto dal padre. Padre che valorizza e crede in loro→ visione più serena e positiva del proprio futuro. Adolescente in crisi serve un padre che avvicini non solo risorse materiali ma anche affettive e relazionali compatibili, progettate e confezionate su misura→ un padre testimone delle possibilità della realizzazione del Sé futuro, che accompagna accettando difficoltà e opportunità. Il padre sostiene la realizzazione del vero sé in adolescenza, così come il ruolo materno ha sostenuto il sé infantile.
Scuola→ migliore luogo dove crescere e formarsi per gli adolescenti italiani→ solo con i compagni di classe trascorrono da svegli 6-7 ore al giorno in una società delle relazioni virtuali. Classe degli adolescenti navigati→ dinamica di gruppo di elevata complessità che richiede lavoro adulto di gruppo. All’interno di un gruppo, per non sperimentare troppo dolore psichico, talvolta è meglio avere un'identità negativa che non averla affatto. Il protagonista è il gruppo (sia per gli studenti che per gli insegnanti).
Interventi aggiuntivi invece che privativi (fare qualcosa di più, rimanere di più in un luogo). Interventi inclusivi e coerenti. Interventi in sintonia con il tipo di comportamento appropriato. Non sono violenti e dimostrano interesse e coinvolgimento educativo dell’adulto, consentendo di elaborare il significato del comportamento più in profondità. Pattern stimolo-risposta sempre attuale ma poco efficace.
Internet come escamotage per organizzare una scuola aperta, che non tema contaminazioni, sicura di svolgere una funzione portante anche nella società attuale.
Scuole social (apertura virtuale)→ creatività adolescenziale→ cultura partecipativa. Crowdfunding (di scuola e aula), coding, flipped classroom, scuola-laboratorio→ nuovo modo di ingaggiare gli adolescenti nell’esperienza scolastica.