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riassunto vita e le confessiones di Agostino molto sintetico
Tipologia: Appunti
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Nacque nel 354 a Tagaste in Numidia. il padre era un piccolo proprietario agricolo pagano mentre la madre Monica era una fervente cristiana entrambi di modeste condizioni economiche che però furono aggravate dalla morte del padre ma comunque Agostino concluse gli studi di retorica a Cartagine grazie al sostegno di Romaniano. A 20 anni tornò a Tagaste a insegnare grammatica ma la madre non lo vuole in casa perché Agostino conviveva con una ragazza da cui aveva avuto due anni prima un figlio e perché aveva aderito al manicheismo. Il manicheismo è un movimento religioso fondato dal persiano Mani che presentava la realtà come lotta fra i principi del bene e del male. Agostino ritornò poi a Cartagine per insegnare retorica dopo va a Roma e poi a Milano dove si mise in vista recitando il panegirico per commemorare il decimo anniversario dell'ascesa al trono imperiale di Valentiniano II. Cadde presto però in una crisi del dubbio sperimentando l'ansia dolorosa di chi ha perso la speranza di poter raggiungere la verità: questo è il momento accademico in cui si avvicina allo scetticismo della nuova Accademia. A Milano compì l'accostamento al cristianesimo favorito dall'ascolto delle prediche di Ambrogio e dall' incontro con la filosofia neoplatonica, infatti, credeva che Plotino potesse possedere la dottrina del verbo come annunciata nel Vangelo di Giovanni e che il neoplatonismo lo aiutasse a raggiungere la concezione del male come privazione di bene. Agostino decise così di rinunciare alla carriera che gli si apriva davanti e si ritirò nel podere di un amico a far vita cenobitica. Tornato a Milano fu battezzato nel 387 con il figlio e l'amico Alipio per mano di Ambrogio e da quel momento non si dedicò ad altro che ad approfondire intellettualmente e a vivere la fede cristiana. A Ippona fu acclamato prete dalla folla e poi ordinato vescovo coadiutore ed al 396 fu il titolare della cattedrale episcopale di Ippona fino alla morte il 28 agosto del 430.
in 13 libri scritti tra il 397 e il 398. Il titolo può prestarsi a equivoci, infatti, il termine ha un che di autobiografico ma per Agostino il titolo dell'opera ha un valore religioso, infatti, è di programma la sua fede in un Dio buono e ogni potente che solo è degno di lode da parte dell'uomo peccatore. Le confessioni, quindi, sono un’autobiografia nel senso che Agostino vi testimoniali inquieta ricerca della verità e della felicità che ha agitato la sua vita fino alla conversione al cristianesimo.
Lo stile è caratterizzato da una commissione del linguaggio biblico con la lingua letteraria fusi a esprimere in modo personale e originale la piena dei sentimenti dell'autore. Risultano così pagine ricche di figure retoriche attraverso cui lo scrittore esprime la complessità contraddittoria della sua esperienza di una vita lontana da Dio. Utilizza quindi l’allegoria (DANTE) poiché sostiene il fatto un parola può avere più significati.