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Un breve escursus sul PCI e sulla figura di Aldo Moro
Tipologia: Appunti
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Chi Era Aldo Moro? E di cosa si occupava? Aldo Moro nasce a Maglie, in provincia di Lecce, il 23 settembre 1916. Si iscrive a Giurisprudenza nell'Università di Bari, e, dopo la laurea, inizia la carriera accademica. Nel 1939 pubblica il suo primo libro, che è dedicato alla 'capacità giuridica penale'. In quegli anni matura anche l'impegno politico nella FUCI: la federazione degli universitari cattolici di cui è presidente dal 1939 al 1943. Dal 1945 al 1946 dirige il Movimento Laureati dell'Azione Cattolica. Fu più volte ministro; cinque volte Presidente del Consiglio Dei Ministri, guidò governi di centro- sinistra (1963-68), promuovendo nel periodo 1974-76 la cosiddetta strategia dell'attenzione verso il Partito Comunista Italiano. Fu rapito il 16 marzo 1978 e ucciso il 9 maggio successivo dalle Brigate Rosse]. Nel 1946 è eletto all'Assemblea Costituente come rappresentante della DC di cui è uno dei fondatori. Poco dopo entra a far parte della Commissione dei Settantacinque che ha il compito di redigere il testo costituzionale. Nelle elezioni dell'aprile 1948 viene eletto alla Camera e fino al 1959 ricopre alcuni fra gli incarichi governativi più importanti: nel quinto governo De Gasperi è nominato sottosegretario agli esteri. Nel 1955, con il primo governo Segni, è ministro di Grazia e Giustizia. Due anni dopo, è ministro della Pubblica Istruzione nel governo Zoli. È a lui che si deve l'introduzione dell'educazione civica come materia d'insegnamento nelle scuole elementari e medie. Lavora alla costruzione del centro sinistra dalla fine degli anni Cinquanta. È d'accordo con Fanfani. Comprende che la stagione del centrismo è terminata, e che occorre spostare a sinistra la politica del governo per dare al paese le riforme di cui ha bisogno. Ma è una strada difficile. Deve superare le resistenze interne al suo partito e quelle del PSI che, fino allora, ha sostenuto una politica di collaborazione con il PCI. Il 1959 è l'anno della svolta. Al VII congresso della DC ottiene la segreteria del partito: è il risultato di un compromesso fra le correnti democristiane. Nello scontro fra Fanfani e la destra del partito, che si oppone all'apertura verso i socialisti, Moro riesce ad imporre una linea che esclude l'appoggio parlamentare dei partiti di destra per ogni futuro governo e che equivale a sostenere l'ipotesi del centro sinistra. Centrismo: Il centrismo nella storia d'Italia è stata la formula politica imperniata sulla Democrazia Cristiana che ispirò i governi della Repubblica Italiana dal 1947 al 1958 e, almeno formalmente, fino al
Questo simbolo era utilizzato come amuleto dalle civiltà antiche e dopo la svastica è uno dei simboli più antichi della storia. Chiamato anche pentacolo veniva accostato a simboli magici. Il simbolo è il più noto nella cultura pagana. Il vero significato del pentacolo non è per nulla da attribuire a riti satanici nel quale viene utilizzato impropriamente ma ha un senso più profondo. I cinque vertici rappresentano i cinque elementi .Lo Spirito nel vertice superiore dal quale originano in senso orario gli altri quattro elementi Terra, Acqua, Fuoco e Aria. Il significato descritto è relativo al Macrocosmo ed è una delle interpretazioni legate al divino e alla creazione. Altra interpretazione è data dalla rappresentazione del pentagramma dove è raffigurata la figura schematizzata di un corpo umano, con le braccia aperte e le gambe divaricate, come mostrato nel famoso “Uomo Vitruviano” di Leonardo da Vinci. Il pentagono stellato era anche uno dei simboli caratteristici della Scuola Pitagorica dell’antica Grecia. Il motivo è facilmente intuibile. Infatti partendo dal pentagono e ottenendo la stella si genera un pentagono più piccolo rovesciato. Dallo stesso nasce un altra stella capovolta con il vertice in basso la stessa stella usata nei riti satanici. Da qui l'equivoco. Il procedimento potrebbe essere continuato all'infinito creando stelle e pentagoni sempre più piccoli e il collegamento con la sezione aurea e il numero di Fibonacci è immediato come la scelta da parte della Scuola Pitagorica. Il pentacolo, usato come talismano, lo possiamo trovare nella bandiera del Marocco e dell'Etiopia. Come già detto venne adottato dalle Brigate Rosse negli anni di piombo ma da dove venne l'idea di un simbolo "esoterico" per un gruppo terroristico? << Scegliemmo la stella a cinque punte perché era il simbolo delle Brigate Garibaldi, dell’Armata Rossa sovietica e dei guerriglieri uruguaiani Tupamaros. E poi la inserimmo in un cerchio >> Questo è quello che possiamo leggere in una lunga intervista a uno dei fondatori delle B.R. Anche la scelta del nome non fu per niente casuale. << "Brigate” - continua l'intervista - perché così si chiamavano le formazioni partigiane comuniste, le Brigate Garibaldi: quel nome evocava un legame con la Resistenza [...] E poi la stella. Perché era nel simbolo delle Brigate Garibaldi e dell’Armata Rossa. Compariva anche nella bandiera dei Vietcong. E soprattutto era nel simbolo dei Tupamaros, il movimento guerrigliero urbano uruguaiano. Il problema però era come disegnarlo. Perché noi volevamo che ogni cosa che facevamo fosse facilmente riproducibile. Qualsiasi persona momento doveva essere in grado di riprodurre quel simbolo, senza strumenti particolari. Volevamo che chiunque avesse voluto, avrebbe potuto facilmente emularci. >> Come nei migliori uffici di guerrilla marketing studiarono il nome e il disegno del logo. Ragionarono in termini di comunicazione: come costruire un marchio con un messaggio immediatamente comprensibile e insegnarono cosi ai compagni che bastava una moneta da 100 lire per riprodurlo.