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Una panoramica dettagliata sulla nutrizione clinica, con un focus particolare sull'alimentazione e la dietoterapia. Viene trattato il ruolo primario di queste pratiche per prevenire la malnutrizione e il loro importante contributo a livello emotivo. Il documento copre diverse condizioni come obesità, diabete, pancreatiti e disfagia, e descrive gli obiettivi terapeutici per ciascuna di esse. Viene inoltre discusso il processo assistenziale, la ristorazione ospedaliera e la nutrizione artificiale, oltre alla dietoterapia per malattie come dislipidemie, ipertensione e ipoproteiche. Il documento si basa su un modello mediterraneo e offre consigli pratici per pazienti con diabete mellito, dislipidemie e ipertensione.
Tipologia: Dispense
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Funzione principale prevenire malnutrizione e importante anche a livello emotivo. L’idoneità igenico-sanitaria HCCP. Ristorazione ospedaliera : vitto comune (può mangiare chiunque) e pasti dietetici (diverso dal vitto comune per rispondere a singole esigenze nutrizionali). Processo assistenziale : ristorazione ospedaliera e nutrizione artificiale (problematiche) per chi è digiuno per intervento chirurgico o non vogliono alimentarsi autonomamente, si divide in enterale e parenterale. Dietoterapia: per obesità, diabete, pancreatiti, disfagia (difficoltà alla deglutizione)… Si basa su modello mediterraneo. Diabete mellito: obiettivo terapia dietetica: mantenimento peso accettabile, valori glicemici stazionari e stabili, ridurre rischio di complicanze a livello cardiologico e renale. Paziente deve mantenersi attivo ; scelta di carboidrati a più basso indice glicemico (es. preferire pasta integrale); controllare dolci; verdura 1-2 al giorno; frutta 2-3giorno; pesce due volte a settimana; distribuire l'assunzione di carboidrati nella giornata. I carboidrati con alto indice glicemico come patate, pizza e riso devono essere consumati associandoli a fibre che ne limitano l’assorbimento. Dislipidemie: valori alterati di colesterolo o trigliceridi nel sangue. Molto comune in tarda età. Porta grandi rischi cardiovascolari. Dieta obiettivo: abbassare livelli di colesterolo LDL “cattivo”, colesterolo totale e trigliceridi. Introdurre: colesterolo alimentare <200 mg/giorno; di acidi grassi<7% calorie totali; di acidi grassi polinsaturi <7% calorie totali; di acidi grassi monoinsaturi 15-16% delle calorie totali; apporto di fibre di almeno 30 gr/giorno. Ipertensione: aumento costante dei valori pressori sistolici e diastolici. Ci si aspetta una terapia farmacologica. Obiettivo: ridurre peso o mantenere normopeso o diminuire valori pressione arteriosa. Diete ipoproteiche: riduzione di apporto proteine a seconda gravità patologia. Per bilanciare apporto energetico fare ricorso a cibi aproteici. Dieta a basso contenuto di fibre: limita l’assunzione di prodotti ricchi di fibre. Necessaria per la preparazione di esami radiografici/ecografici e endoscopici o per il trattamento di situazioni infiammatorie intestinali acute. Allergie/intolleranze alimentari: allergia è reazione di ipersensibilità immunologicamente mediata in risposta all’esposizione ad un alimento
normalmente innocuo, la reazione può verificarsi dopo minuti o ore. L’intolleranza alimentare non è immunomediata al cibo e i suoi additivi. Dieta senza glutine: eliminazione di alimenti contenenti glutine (in molti cereali- frumento o le farine e amidi prodotti a partire da loro, anche prodotti preparati utilizzandoli). Indicata per celiaci, sprue celiaca (enteropatia sensibile al glutine), dermatite erpetiforme. Evitare contaminazioni da glutine. Nutrizione enterale: somministrazione direttamente del tratto gastro-intestinale per mezzo di sonde posizionate al suo interno.(1600). I pazienti sono divisi in 4 gruppi:
Principali vie di somministrazione:
Complicanze: introduzione accidentale in trachea o il passaggio della sonda per via transbronchiale nello spazio pleurico. Durante la nutrizione: estubazione involontaria, dislocazione in esofago, attorcigliamento della sonda nello stomaco, sinusiti…
P.E.G.: tipo di stomia (boccatura all’esterno di un qualcosa es. gastrostomia), significa (gastrostomia endoscopica percutanea). Procedimento: inserire tubo endoscopico nel tratto digerente fino allo stomaco, il tubo endoscopico produce una luce visibile all’esterno dal chirurgo che in quel punto effettua l’incisione, a
pazienti chirurgici (chirurgia maxilo-facciaale, toracica, addominale, urologica, ORL-sist. resp.); pazienti internistici ovvero quelli sottoposti a protesi ventilatoria interna, in coma o affetti da tossinfezione tetanica; pazienti che non devono mangiare come quelli con fistole digestive, pancreatiti croniche acute, immediato decorso post-operatorio del tratto digestivo; pazienti che non mangiano abbastanza come anziani debilitati, cardiopatici gravi...
Intubazione naso-gastrica: introduzione di apposito sondino nello stomaco attraverso le prime vie digerenti (4-6 settimane); Intubazione naso duodeno/digiunale: sonda più lunga che deve sfociare nel duodeno, indicata per pancreatite acute, in coma...; pazienti non collaboranti o incoscienti è difficoltosa perché dopo aver raggiunto rinofaringe paziente deve deglutire per agevolare introduzione sonda in esofago e ridurre rischio che vada in trachea. O procedura endoscopica con telacamerina gida o sondini di calibro più piccolo, incoscenti possono tollellerarla anche in bocca.