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Alterazioni, Cirus Rinaldi, Appunti di Sociologia della Devianza e della Criminalità

Lezioni sul libro Alterazioni di Cirus Rinaldi

Tipologia: Appunti

2012/2013

In vendita dal 24/10/2013

aleunam88
aleunam88 🇮🇹

4.8

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9 documenti

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Alterazioni
A.INTRODUZIONE
1.Alterare la sociologia? di Cirus Rinaldi
Alterare ha in la radice alter ed indica trasformazione e tensione verso il cambiamento ma
significa anche guastare ed intervenire sull'aspetto. Abbiamo paura di alterarci, di cambiare. Ma può
essere anche inteso un cambiamento volontario: una volta alteratosi si diventa qualcun'altro.
La sociologia ha normalizzato la realtà rendendola immune alle alterazioni; ha avuto difficoltà nello
studio della sessualità e si è occupata di omosessualità inserendola tra le condotte devianti al fine di
normalizzarne gli assetti, le manifestazioni e le pratiche. La sociologia dovrebbe interrogarsi sulle
differenze fra le relazioni che costituiscono la realtà che non è mai statica.
Seidman distingue fra teoria sociologica (tenta di fornire una spiegazione totalizzante della società e
delle nuove soggettività emergenti: è prodotta da e per professionisti) e teoria sociale (si sotanzia
approssimandosi all'interno del dibattito pubblico e del conflitto sociale: spiega i fenomeni sociali e
tenta di influenzarli).
Dapprima l'omosessualità è stata considerata come la negazione e la contraddizione
dell'eterosessualità. Non si può parlare di omo senza includere la eterosessualità con i suoi modelli
normativi. Si tendono ad usare le dicotomie (etero/omo ma anche maschile/femminile) il che porta
alla definizione di categorie identitarie con l'illusione che la sessualità sia fissa e statica. La matrice
eterosessuale prescrive che si possa essere maschio (genere predominante) etero e femmina (genere
derivato) etero, tutte le altre possibilità non sono prese seriamente. Risulta fondamentale studiare i
significati culturali che vengono attribuiti alla sessualità.
B.COSTRUIRE,MISURARE E PRODURRE LE OMOSESSUALITA'
2.La costruzione medica dell'omosessualità e la sua relazione con il diritto nell'Inghilterra del XIX
secolo di Ivan Crozier
Gli atti contro-natura erano considerati un crimine, in base al decreto di Enrico VIII del 1533; solo
nel 1967 si prese atto che la legge non riusciva a prevenire le pratiche omoerotiche e così gli atti
omosessuali, compiuti fra uomini, in privato, furono depenalizzati.
Difficilmente si scriveva in maniera esplicita di sesso, le cose cambiarono con gli scritti di Ellis. I
comportamenti omoerotici furono oggetto di studio soprattutto per due branche: la medicina ed il
diritto. Per quanto riguarda la medicina se ne occuparono per lo più psicologi come Ellis (che
costenevano che le norme vigenti andavano abrogate e che l'omosessualità non dovesse essere di
competenza dei giuristi) e i venerologi (i quali hanno ideato parecchi test usati dai medici legali
nella lotta alla sodomia).
La medicina nell'Inghilterra del XIX secolo
Nel corso di questo secolo la medicina ha cominciato la sua trasformazione in professione e nuove
idee in campo medico stavano per essere importate dal Continente. Assistiamo anche alla creazione
delle specializzazioni mediche. La medicalizzazione dell'omosessualità fu ostacolata dal diritto. I
nuovi specialisti cercarono di colmare tale lacuna.
La medicalizzazione della sodomia: la medicina legale
La descrizione di atti omoerotici si è sviluppata tra i medici legali ma ciò non significa che essi
avessero una conoscenza approfondita dell'argomento. In particolare ricordiamo l'opera dei Beck
che descrissero i segni corporei da cui si poteva evincere la prova della sodomia. Affermarono
inoltre che le prove di carattere medico non potevano essere le uniche da prendere in considerazione
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Alterazioni

A.INTRODUZIONE

1.Alterare la sociologia? di Cirus Rinaldi Alterare ha in sè la radice alter ed indica trasformazione e tensione verso il cambiamento ma significa anche guastare ed intervenire sull'aspetto. Abbiamo paura di alterarci, di cambiare. Ma può essere anche inteso un cambiamento volontario: una volta alteratosi si diventa qualcun'altro. La sociologia ha normalizzato la realtà rendendola immune alle alterazioni; ha avuto difficoltà nello studio della sessualità e si è occupata di omosessualità inserendola tra le condotte devianti al fine di normalizzarne gli assetti, le manifestazioni e le pratiche. La sociologia dovrebbe interrogarsi sulle differenze fra le relazioni che costituiscono la realtà che non è mai statica. Seidman distingue fra teoria sociologica (tenta di fornire una spiegazione totalizzante della società e delle nuove soggettività emergenti: è prodotta da e per professionisti) e teoria sociale (si sotanzia approssimandosi all'interno del dibattito pubblico e del conflitto sociale: spiega i fenomeni sociali e tenta di influenzarli). Dapprima l'omosessualità è stata considerata come la negazione e la contraddizione dell'eterosessualità. Non si può parlare di omo senza includere la eterosessualità con i suoi modelli normativi. Si tendono ad usare le dicotomie (etero/omo ma anche maschile/femminile) il che porta alla definizione di categorie identitarie con l'illusione che la sessualità sia fissa e statica. La matrice eterosessuale prescrive che si possa essere maschio (genere predominante) etero e femmina (genere derivato) etero, tutte le altre possibilità non sono prese seriamente. Risulta fondamentale studiare i significati culturali che vengono attribuiti alla sessualità. B.COSTRUIRE,MISURARE E PRODURRE LE OMOSESSUALITA' 2.La costruzione medica dell'omosessualità e la sua relazione con il diritto nell'Inghilterra del XIX secolo di Ivan Crozier Gli atti contro-natura erano considerati un crimine, in base al decreto di Enrico VIII del 1533; solo nel 1967 si prese atto che la legge non riusciva a prevenire le pratiche omoerotiche e così gli atti omosessuali, compiuti fra uomini, in privato, furono depenalizzati. Difficilmente si scriveva in maniera esplicita di sesso, le cose cambiarono con gli scritti di Ellis. I comportamenti omoerotici furono oggetto di studio soprattutto per due branche: la medicina ed il diritto. Per quanto riguarda la medicina se ne occuparono per lo più psicologi come Ellis (che costenevano che le norme vigenti andavano abrogate e che l'omosessualità non dovesse essere di competenza dei giuristi) e i venerologi (i quali hanno ideato parecchi test usati dai medici legali nella lotta alla sodomia). La medicina nell'Inghilterra del XIX secolo Nel corso di questo secolo la medicina ha cominciato la sua trasformazione in professione e nuove idee in campo medico stavano per essere importate dal Continente. Assistiamo anche alla creazione delle specializzazioni mediche. La medicalizzazione dell'omosessualità fu ostacolata dal diritto. I nuovi specialisti cercarono di colmare tale lacuna. La medicalizzazione della sodomia: la medicina legale La descrizione di atti omoerotici si è sviluppata tra i medici legali ma ciò non significa che essi avessero una conoscenza approfondita dell'argomento. In particolare ricordiamo l'opera dei Beck che descrissero i segni corporei da cui si poteva evincere la prova della sodomia. Affermarono inoltre che le prove di carattere medico non potevano essere le uniche da prendere in considerazione

per accusare qualcuno. I contributi più importanti, nell'ambito della medicina legale, si devono a Alfred Taylor, il quale, oltre a descrivere i segni corporei della sodomia, sostenne che fosse altamente improbabile che un rapporto anale potesse essere frutto di uno stupro. (Rammentiamo che il sesso orale non era considerato illegale, almeno fino al 1885; tuttavia poteva essere considerato un atto di conspirazione a commettere sodomia). I contenuti di tale testo furono usati nel famoso processo in cui Boulton e Park furono accusati di aver commesso atti contro natura. I due imputati furono visitati da ben sette medici. L'arresto avvenne nel 1870 in un teatro di Londra, mentre i due indossavano abiti femminili. Ogni medico interpellato espresse opinioni diverse riguardo i corpi degli imputati; molti di loro non avevano esperienza e gli veniva chiesto, come requisito per provare la loro competenza in materia, se avessero letto i testi di Tardieu e Casper. Il fatto che molti medici non avessero mai visto segni evidenti di sodomia portò a pensare che tale pratica fosse molto rara in Inghilterra. (I due furono assolti). Altri modi di medicalizzare la sodomia: la venerologia I testi più importanti furono quelli di Acton; egli non considerava la sodomia come mezzo per l'appagamento sessuale. Criticò i medici che cercavano in maniera eccessiva i segni corporei arrivando ad affermare che un atto sodomitico può essere commesso senza lasciare alcun segno. Si occupò anche dei comportamenti omosessuali fra gli studenti, invitando chi di dovere al controllo e alla prevenzione di tali atti. Aveva paura che la relazione fra due giovani potesse avere le parvenze di un rapporto sentimentale e accusò i testi classici di coltivare la lussuria nei giovani. (Ricordiamo che, prima del 1861, uno poteva essere impiccato per aver sodomizzato la moglie consenziente). La medicalizzazione dell'omosessualità: la psicologia della sessualità Savage suggerì, velatamente, che il diritto non è lo strumento più idoneo da utilizzarsi in casi di omosessualità. Symonds illustrò le sue categorizzazioni del comportamento omosessuale:

  1. forzata astinenza da rapporti con donne;
  2. sfrenatezza e curiosa ricerca dopo la scoperta del nuovo piacere;
  3. indifferenza per le donne ed innata e istintiva preferenza per gli uomini. Per la prima volta l'omosessualità è stata concepita come un tipo e non come una serie di segni corporei o sintomi comportamentali. Symonds affermò che il diritto non preveniva l'omosessualità ma favoriva il ricatto. Altri medici affermarono che l'omosessualità poteva essere congenita o acquisita. Ellis e Symonds sostennero che non vi era nessuna oscenità se due persone adulte e consenzienti compivano atti sessuali nel privato. Affermarono inoltre che compito della legge dovrebbe essere proteggere i minori, prevenire la violenza, perseverare l'ordine pubblico e la decenza e tutto ciò non si ottiene perseguitando gli omosessuali. Ovviamente il loro approcio non fu tenuto in considerazione dai giuristi. 3.I desideri delle donne per altre donne: l'inversione sessuale e altre rappresentazioni nella sessuaologia italiana (1870-1900) di Chiara Beccalossi Il sesso smise di essere solo una questione di pratiche e divenne uno strumento per identificare tipologie di individui e gruppi all'interno della popolazione. Il sodomita era un'aberrazione temporanea mentre l'omosessuale è diventato una specie. Più che altro ci si è occupati, nel corso della storia, dell'inversione sessuale maschile. Le pratiche sessuali fra donne avevano poche implicazioni sociali in quanto non erano punite dalla legge. Prima che il termine inversione sessuale facesse il suo ingresso nel vocabolario italiano, esistevano già nozioni di varie forme di desideri femminili per il proprio sesso all'interno della conoscenza medica. I desideri per individui del proprio sesso prima dell'inversione sessuale Medicina forense e psichiatria: prima dell'unificazione d'Italia, la sodomia veniva punita con la pena

4.Le inchieste sull'omosessualità in America di Julia Ericksen Le ricerche sull'omosessualità si intensificarono con la comparsa del virus dell'HIV. Prima di allora vi furono altri studi ma di minor portata. Secondo taluni l'omosessualità implicava il concetto che una persona fosse stata dotata, dalla natura, del sesso sbagliato. Essendo il desiderio biologicamente innato, gli individui non hanno colpe. Kathleen Davis fu una delle prime a fare ricerche sui comportamenti omosessuali (anni 20); intervistò delle donne e scoprì che un terzo di loro aveva provato sentimenti per altre donne e che la metà delle intervistate aveva avuto rapporti omosessuali. Sosteneva che l'omosessualità fosse più diffusa di quanto si credesse e che non vi fosse nulla di patologico. Il ginecologo Dickinson affermò che non vi erano differenze di adattamento sessuale fra le donne che avevano avuto rapporti omoerotici e tutte le altre. Lo psichiatra Henry si occupò invece di omosessualità maschile, asserendo che gli omosessuali erano persone anormali, con una confusione di genere e andavano curati piuttosto che essere trattati da criminali. Lo studio più importante lo si deve però a Kinsey; riteneva che il comportamento omosessuale sarebbe stato comune laddove non fosse stato causa di disapprovazione sociale e che non interferiva col matrimonio eterosessuale. Egli stesso era sposato ed aveva avuto varie relazioni extraconiugali con entrambi i sessi. Probabilmente Kinsey arrivò a sovrastimare la percentuale di popolazione gay (10%). Negli anni 60 i due sociologi Weinberg e Williams fecero ulteriori ricerche: dai risultati emerse che i gay maschi avevano l'idea fissa del sesso (dichiaravano di avere avuto anche più di 500 partner) e che le lesbiche fossero monogame. Uno studio del 1977 cercò di dimostrare che le donne erano interessate al sesso tanto quanto gli uomini; non venne mai dimostrarlo. La diffusione dell'HIV permise, grazie a dati medici, di ampliare (erroneamente) le ricerche sui gay che ebbe il merito di conoscere, almeno in parte, le abitudini dei gay e creare campagne di sensibilizzazione per proteggersi dal virus. Il National Institute of Child Healt and Development iniziò a pianificare due inchieste sui comportamenti sessuali; ciò portò ad una feroce reazione oppositiva da parte dei Repubblicani che, riuscirono a bloccare i fondi per le inchieste. I ricercatori usarono fondi privati e le inchieste furono fatte su scala molto più ridotta. Ci si accorse che molte persone, pur avendo avuto rapporti omosessuali, non si dichiaravano nè consideravano gay. Quanto all'HIV emersero dati preoccupanti circa la sua diffusione fra le comunità povere nere e latino-americane. Da un articolo pubblicato sul New York Times si venne a conoscenza del fenomeno del down low: uomini, che non si considerano gay ma ipersessuali, che hanno rapporti (spesso non protetti) con altri uomini. Ovviamente la conseguenza fu la paura, per tutte le moglie e le fidanzate, di ritrovarsi infettate. Secondo ricerche successive emerse invece che la probabilità di avere rapporti non protetti fra i neri era scarsa. Rammentiamo infine lo studio di Kalichman e Rompa secondo cui i rapporti anali non potretti erano associati alla presenza di depressione e bassa autostima nonchè aa abusi subiti che portavano gli uomini a cercare situazioni sessuali a rischio. Altri studi affermarono che i rapporti non protetti rigurdano soprattutto uomini della classe socio-economica inferiore e taluni complessi (come avere un pene piccolo). In realtà certe situazioni possono riguardare anche gli etero. C.ETEROSESSUALITA', ETEROSESSUALIZZAZIONE E VIOLENZA ANTI-OMOSESSUALE

5. Atti innaturali: disciplinare l'eterosessualità di Chrys Ingraham Per decenni, gli attivisti per i diritti degli omosessuali si sono confrontati con dibattiti nei quali si affermava che l'eterosessualità fosse sia naturale che normale. La domanda è: quali significati diamo all'eterosessualità, e quali interessi vengono serviti da questa attribuzione di significati? Va

sicuramente citato il caso di bambini (intersessuali) che nascono con due sessi. È uso comune che i medici scelgano di eliminarne uno. Ciò viene fatto pechè nella nostra società sono previsti solo il sesso maschile e quello femminile e, a seconda di quello che la natura ci ha dato, dobbiamo conformarci ad esso. Quello che noi consideriamo normale e naturale altro non è che una costruzione sociale (che ha anche a che fare con interessi economici). La scienza stessa, nel corso della storia, si è ritrovata ad affermare assurdità per seguire interessi politici ed economici salvo poi correggersi quando i tempi erano maturi. Diverse femministe hanno affermato, attraverso le loro opere, che l'eterosessualità è un'istituzione, al servizio della dominazione maschile, obbligatoria,artificiale e costruita, che è data per scontata. Monique Witting afferma invece che l'eterosessualità è un regime politico che invade e scandisce ogni settore della nostra vita (ad esempio quando si compila qualsiasi documento viene chiesto lo stato civile). Si pensa che una relazione è seria solo se fondata sul matrimonio, chi non vuole sposarsi è un immaturo che ha paura di impegnarsi. Le lesbiche ed i gay che vogliono formalizzare le loro unioni, con un matrimonio "classico", altro non fanno che piegarsi alle rigide norme dell'eteronormatività. L'immaginario eterosessuale (spesso accompagnato da una romanticizzazione dell'eterosessualità) naturalizza la regolarizzazione della sessualità mediante l'istituzione del matrimonio e le leggi nazionali che disciplinano le relazioni tra le persone. Probabilmente non ci si rende conto che il matrimonio non è qualcosa che si desidera sin dalla nascita: siamo stato educati a desiderarlo. Dietro al matrimonio vi è un'industria multimiliardaria. Il matrimonio stesso è stato contaminato da stereotipi e pregiudizi: sembra quasi che il matrimonio sia solo per i bianchi ricchi. 6.Analizzare ed interpretare l'omofobia: eterosessualizzazione, costruzione delle maschilità e violenza anti-omosessuale di Cirus Rinaldi Una condotta omofobica, così come ogni altra condotta, dipende dai contesti storici e culturali che la esprimono. L'espressione omofobia è stata coniata nel 1971 da Smith e venne definita, un anno dopo, da Weinberg, come la paura di trovarsi a stretto contatto con omosessuali. Nello stesso periodo vennero coniati i termini omosessofobia, omosessismo, omonegatività (non solo paura ma anche l'insieme degli atteggiamenti cognitivi verso l'omosessualità), omopregiudizio. Parlare di omofobia potrebbe far correre il rischio che certi atteggiamenti ostili verso i gay vengano giustificati da una paura incontrollabile. L'azione violenta, anti-omosessuale, riveste una valenza comunicativa ed espressiva nel senso che, una condotta apertamente e visibilmente anti-omosessuale prova inequivocabilmente l'eterosessualità del soggetto che la mette in atto, divenendo una pratica maschilizzante. I bersagli non sono i singoli individui in quanto tali, ma i soggetti gay o percepiti come tali che fanno quindi parte di un gruppo sociale odiato. È difficile reperire dati certi delle vittime; inoltre sono veramente poche le notizie di atteggiamenti anti-omosessuali nei confronti delle lesbiche che spesso passano come violenza domestica. L'analisi delle condotte violente anti-omosessuali: profili degli aggressori, delle vittime e dinamiche della violenza Secondo taluni la violenza anti-omosessuale è vista come un rivendicazione della propria eterosessualità, secondo altri è la conseguenza della svalutazione dei gay presente in una cultura eterosessista (anche i media possono influire, pensiamo all'immagine del vecchio gay che adesca i giovani), secondo altri ancora è una reazione psicologica a desideri omosessuali latenti. Solitamente sono i maschi i più intolleranti e molti di loro rifiutano che si possa nascere gay, la vedono piuttosto come una scelta o come una malattia che può e va curata. L'agressore tipo è un giovane maschio, che agisce in gruppo. La vittima è tanto più perseguitata quanto più è considerata effemminata. Le vittime maschili subiscono violenze in luoghi pubblici molto più delle donne che invece le subiscono spesso dai propri familiari. Gli agressori sono soprattutto bianchi e quasi sempre sono più

all'interno del contesto di un nuovo interesse per la vita dei gay da parte del consumismo capitalista e della cultura eterosessuale mainstream (corrente convenzionale e dominante). La visibilità gay è di tendenza nelle rappresentazioni dei mass media. I primi gay apparvero nelle trasmissioni tv già negli anni 70 ma venivano rappresentati come chiusi nel proprio segreto e nella negazione di loro stessi. Spesso i personaggi gay e lesbiche sono rappresentati, anche attualmente, in maniera superficiale e unidimensionale. Seidman ci parla del closet in cui un gay decide di passare per etero nella vita quotidiana arrivando a rinnegare i propri desideri omosessuali. La situazione cambia negli anni 90 grazie alla decriminalizzazione dell'omosessualità. La comunità lesbica e gay è una forza sociale chiave nell'avvalorare un'identità sessuale unitaria e, talvolta, una normativa di genere binaria. I talk show hanno cominciato a dar spazio agli omosessuali però hanno creato la distinzione fra gay buoni e gay cattivi (bisex o comuqnue soggetti non monogami e ancora cattive lesbiche che sono maschiacci e lesbiche buone). Beckhus ci mostra come molti gay hanno deciso di vivere nelle periferie suburbane piuttosto che nelle enclave urbane gay ed ha delineato due tipi di gay dei suburbi:

  • I camaleonti: vedono l'identità gay come uno status sociale situazionalmente specifico. Durante la settimana si comportano da etero per poi mostrarsi gay durante il week-end in appositi luoghi.
  • I centauri: integrano il loro essere gay nella vita quotidiana ma non nascondono altre le loro altre identità e non permetto l'identità gay di influire su queste. L'omofobia non è più pesante come un tempo e si realizza con forme più blande attraverso due pratiche sociali fondamentali:
  • gli etero dispiegano pratiche di identità di genere egemonica iperconvenzionali al di proiettare e assicurare identità maschili e femminili eterosessuali irreprensibili;
  • gli etero costruiscono limiti di distanza sociale rispetto agli individui, ai significanti e agli spazi sociali gay per mentenere un'identità eterosessuale. Nell'era post-closet molto etero americani proiettano e si radicano in una maschilità eterosessuale senza ricorrere a pratiche omofobiche pesanti. Riportiamo tre casi:
  1. Eric: è un maschio bianco che si definisce eterosessuale. Gli amici scherzano sul fatto che possa essere gay perchè insegna ai ragazzini. Lui risponde afferma di essere etero, non offende pesantemente i gay ma nemmeno sostiene che non ci sia nulla di male nell'esserlo. Egli ha bisogno di trovare giustificazioni per le sue capacità caratteriali che potrebbero sembrare gay. Anche il vestire diviene un modo per affermare la propria mascolinità eterosessuale. Eric cela la sua omofobia solo perchè pensa che sia sbagliata l'intolleranza e il pregiudizio.
  2. Mark: ha 30 anni ed è afro-americano. È sposato con una donna ma frequenta, anche con lei, locali gay. Egli si richiama alle norme razziali circa l'abbigliamento per stabilire l'identità virile eterosessuale. Non si ritiene un omofobico ma vede il gay come effemminato e ribadisce spesso, specie quando gli viene chiesto, che è eterosessuale.
  3. Nick: spesso viene scambiato per gay e lui non fa nulla per dimostrare il contrario. Ha 20 anni ed è bianco. Non vede la virilità come strettamente connessa all'eterosessualità. 8.Gay pendolari, gay integranti: strategie di Wayne Brekhus L'autore distingue tre modi di essere gay:
  4. Lifestyler o pavone: "io sono omosessuale e tutto ciò che mi riguarda è gay". Vivono nella eclave gay o gayborhood. Frequentano solo gay e il loro mantra è: "se sei romano trasferisciti a Roma".
  5. Gay pendolare o camaleonti: il suo essere gay si concretizza nel qualcosa che si fa e non in qualcosa che si è. Tiene distinta dalla vita di tutti i giorni la sua identità gay e il suo motto è : "quando sei a Roma comportati da romano". Effettuano il cosidetto code-switching durante la notte o il fine-settimana quando si recano in città e si comportano da gay.
  1. Gay integrante o centauro: l'identità gay è solo una parte del suo essere. Il suo motto è: "quando sei a Roma sii te stesso". 9.Omosessuali e sieropositivi: segreti, confidenze e strategie identitarie per gestire socialmente due identità stigmatizzanti di Laura Mellini Essere omosessuale e sieropositivo significa gestire due identità stigmatizzanti. Il modello identitario costituisce un sistema che riunisce in sei componenti: identità sentita, desiderata, assunta per sè e assunta per gli altri (livello soggettivo) e identità attesa e assegnata (livello oggettivo). Lo studio che segue è stato svolto in Svizzera e riguarda sedici uomini gay e sieropositivi. Il lavoro identitario interno È indispensabile per rendere l'omosessualità accettabile ai propri occhi. In caso contrario abbiamo il diniego che va di pari passo con il segreto assoluto. Solo l'identità sentita è gay. La costruzione identitaria omosessuale è una forma di lotta all'eterosessismo interiorizzato. Nessuno degli intervistati dichiara la sua omosessualità come una scelta e viene sempre giustificata. Può essere utile nella lotta sudetta anche trasferire lo stigma ad altri: i travestiti, bisex, infedeli. Ciò porta alla costruzione di un ordine gerarchico. Essere gay ma non dimostarlo a tutti significa vivere una doppia vita. Il lavoro identitario esterno In una società eterosessualizzata come la nostra risulta necessario il coming out. Lo svelamento della propria identità gay può essere parziale o diffuso (esibizione o normalizzazione discreta). Cotruzione identità individuale Circa la sieropositività l'individuo può farsi passare per non malato o farsi acettare per quello che è anche se non desidera esserlo. La prima strategia si concretizza col passing (nnon dire a nessuno che si è malati) o col covering (affermare di avere un'altra malattia). A loro volte connessi con il diniego o la clandestinità. La seconda stretegia si realizza con l'accomodamento (svelamento parziale) o l'esibizione (svelamento diffuso o pubblico). Cotruzione identità collettiva Si realizza assumendo un ruolo attivo in organizzazioni che operano nell'ambito dell'AIDS. L'identità collettiva sembra oggi meno possibile perchè la sieropositività non è più interessante come in passato. Resta ora da capire come le due identitià possano coesistere: Continuità nel dire: la logica dell'appagamento e la logica della sofferenza. La prima logica prevede che svelando la propria malattia sia più facile gestirla perchè essa è arrivata proprio quando l'omosessualità è stata vissuta più liberamente e apertamente. La seconda prevede che si riveli la propria omosessualità perchè ha bisogno che gli altri l'accettano. La scoperta della malattia può servire a farsi accettare in quanto gay. La continuità nel tacere: la logica della coerenza. Si tacciono entrambe le identità. La rottura con il tacere: la logica del rinforzamento identitario. Tace la sua omosessualità salvo rivelarle entrambe quando scopre che è sieropositivo. La frattura nella rottura: la logica della protezione. Dapprima decide di svelare la sua omosessualità ed aspettare che venga accettato prima di dichiarare la sua malattia. La frattura nella continuità del tacere: la logica del bisogno. Ha evidentemente bisogno di aiuto e svela la sua sieropositività, celando i modi in cui l'ha contratta. La frattura nella continuità del dire: la logica dela salvare la faccia e la logica della prudenza. La prima prevede che si taccia sulla malattia perchè ormai si è stati accettati come omosessuali e non si vuole rischiare di perdere quanto conquistato. La seconda avviene quando è stato svelato l'orientamento sessuale ma si ha l'impressione che non sia accettao ma solo tollerato, quindi si tace sulla malattia.

12.La cultura della fecondazione. Barebacking, bugchasing, giftgiving di Tim Dean Tutto inizia con la richiesta di un texano all'autore: "Voglio che tu mi fecondi". Il termine Barebacking si riferisce a un rapporto sessuale anale consumato senza preservativo (il termine inglese significa letteralmente cavalcare a "pelo" cioè senza sella, come fanno i veri uomini). Lo scopo di tale pratica consiste nell'essere infettati, volontariamente, dal virus dell'HIV. In un periodo in cui si lotta per avere il matrimonio fra individui dello stesso sesso, gli appartenenti alla community del barebacking sostengono che sia possibile creare rapporti di parentela attraverso lo scambio di fluidi corporei che porta ad un legame per tutta la vita. Non è possibile collocare tale attività nella teoria della scelta razionale, almeno non completamente poichè coinvolge anche delle fantasie. Risulta errata anche la convizione opposta (che prende spunto dalle teorie di Freud) di una scelta totalmente irrazionale, dettata dall'eccitazione del momento. Altri termini attinenti sono: bugchasers (sono coloro che nutrono un'adorazione feticista verso lo sperma infetto e lo vogliono nel loro corpo) e giftgivers (sieropositivi disposti a "fecondare" altri uomini). Esiste un vero e proprio rituale di iniziazione, durante il quale si svolge una gang bang; in tale contesto culturale colui che subisce molteplici penetrazioni anali è visto come un soggetto dominante, forte e assolutamente mascolino che sopporta il dolore. Molti non vogliono fare il test dell'HIV affinchè possono fantasticare su chi, come e quando sono stati fecondati. Lo sperma infetto viene chiamato poz. Legata alle norme di questa comunità vi è la teoria antropologica del dono. 13.Pagati per essere gay. Perchè gli uomini etero sono diventati star della pornografia gay di Jeffrey Escoffier Fino agli anni 70 la pornografia gay era distribuita e prodotta in condizioni da mercato nero. Le pellicole hanno contribuito a dar forma alla cultura gay fissando standard di bellezza e pubblicizzando determinate attività sessuali. I costi diminuirono e la pornogrrafia divenne accessibile a tutti; molti la utilizzavano per evitare rapporti sessuali a rischio di AIDS. Fu proprio la suddetta malattia ad accrescere il fascino degli "attivi" che avevano meno probabilità di essere contagiati. I mestieranti, che si definivano etero, si prestavano solo al sesso orale passivo e al sesso anale attivo. Gagnon e Simon hanno elaborato una tesi secondo cui la condotta sessuale richiede un continuo apprendimento e gli atti sessuali fisici diventano possibili perchè sono previsti da copioni sessuali. All'interno della teoria dei copioni sono distinti tre livelli:

  • cannovacci culturali che forniscono istruzioni sui requisiti narrativi dei vari ruoli sociali;
  • copioni interpersonali che rappresentano schemi istituzionalizzati dell'interazione sociale di tutti i giorni;
  • copioni intrapsichici che sono utilizzati da un individuo nei suoi dialoghi interiori con le aspetttative comportamentali culturali e sociali. Ogni attore porno deve crearsi un personaggio che gli permetta, tra le altre cose, di giustificare taluni atti compiuti sul lavoro nella vita di tutti i giorni. Ricordiamo che più si lavoro nel porno tanto prima arriverà l'età della pensione; molti attori ne sono consapevoli e pensano al loro futuro cercando un lavoro dietro le quinte o un lavoro lontano dal porno. 14.Fare pornografia queer attraverso l'autoetnografia e l'attivismo di Zeb Tortorici L'autore ci descrive il suo studio attivo all'interno del porno affrontato attraverso l'autopornografia e l'autoetnografia. Ha risposto ad un annuncio in cui si ricercavano giovani studenti bianchi dal fisico sportivo. Ha partecipato ad un solo video in cui vi erano altri omosessuali per poi dedicarsi esclusivamente a video in cui era da solo. Spesso nel porno si richiedono soggetti twink: giovani studenti, bianchi, biondi, glabri e non troppo intelligenti. Il termine nasce probabilmente dalla torta twinkie che è soffice e cremosa. Molto richiesti sono anche gli skater-boy. Nel suo studio Tortorici indaga e critica la preferenza per i corpi bianchi. Dopo alcuni esperimenti ha cercato di fare politica

attraverso l'autopornografia utilizzando un sito di vegani, dove, accanto a ricette vegani troviamo video porno. Ricordiamo che l'autore è egli stesso vegano e ha deciso di farsi un tatuaggio con scritto vegano sul polso. F.RELAZIONI, POLITICHE E COMUNITA' 15.L'impatto politico e sociale delle relazioni gay e lesbiche di Peter Nardi Secondo Giddens stanno emergendo delle relazioni pure: costruite nel proprio interesse, in virtù dei vantaggi che ciascuna delle parti può trarre dal rapporto e viene mantenuta in vita finchè entrambe le parti hanno i suddetti benefici. Le relazioni interpersonali fra omosessuali sono un esempio di questo tipo di relazione. Prendiamo in esame l'amicizia, vista dai gay, come alternativa alla famiglia biologica. Il matrimonio omosessuale è ben lontano dalla concezione secondo cui i gay avrebbero un'opportunità di costruire nuove modalità relazionali e contrastare l'assetto eteronormativo. Secondo Foucault si dovrebbero inventare nuovi modi di stare assieme e nuove possibilità relazionali (riconosciute anche giuridicamente). L'amicizia fra uomini, che talvolta sfociava in rapporti sessuali, è sempre esistita ed è stata vista negativamente solo quando si cominciò a parlare di omosessualità come inversione sessuale. Le relazioni interpersonali fra gay possono diventare politicizzate in quanto sfidano e talvolta riproducono l'ordine egemonico. Le comunità costituiscono le amicizie. Le comunità sono costruite dai gay che hanno bisogno di nuovi punti di riferimento non potendo contare ad esempio sui genitori o reti sociali di eterosessuali. L'orientamento sessuale può anche influenzare la scelta del luogo dove le persone scelgono di vivere e quindi i loro modelli di amicizia. 16.Genitori lesbiche e gay come soggetti situati di Yvette Taylor C'è stato un aumento della visibilità e dei diritti delle famiglie gay negli USA e in Europa anche se vi è ancora una forte affermazione dei valori familiari tradizionali. Molti studi sulla genitorialità gay continuano a trascurare il ruolo della classe sociale. Sono stati intervistati 14 padri gay e 46 madri lesciche nel Regno Unito. Alcuni di loro avevano figli frutto di relazioni etero precedenti, altri pur essendo gay erano ricorsi a rapporti etero, altri ancora (per lo più della classe media) avevano utilizzato l'inseminazione assistita e l'adozione. Anche le famiglie gay devono subire discriminazioni in base alla loro classe sociale. I genitori di classe media resistono alla stigmatizzazione dimostrando di essere più responsabili e attenti rispetto a genitori gay della classe operaia. La rilevanza della classe è osservabile nelle scelte genitoriali e negli interventi sull'istruzione dei figli. 17.L'est visto dall'ovest. Dei discorsi occidentali sull'omofobia nell'Europa centro-orientale di Robert Kulpa Negli ultimi anni l'Europa centro-orientale ha attirato l'attenzione della comunità LGBT dell'Europa occidentale per via di una percepita omofobia da parte dell'Est. Prenderemo in esame alcuni film-documentari riguardanti i LGBT nell'Est Europa. Tali documentari si concentrano motlo sugli eventi chiamati gay pride spesso contestati e che sfociano in violenza omofobica. Ida è una co-organizzatrice del festival per la tolleranza di Cracovia, ella esorta a fare coming out trascurandone però le conseguenze per le persone più anziane o per chi vive in provincia. La violenza che spicca in questi documentari è spesso associata a irretratezza culturale. È costente il binomio: Ovest buono ed Est cattivo. Enfatizzare ed estremizzare l'omofobia presente nell'Europa centro-orietale potrebbe essere un modo per attirare l'attenzione su di sè e obbligare, moralmente ed eticamente, l'Ovest ad intervenire. In realtà le differenze fra i due blocchi non sono solo simbolici ma soprattutto economici.