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Parte I- competenze socio-psico-pedagogiche
SVILUPPO SOCIALE E RELAZIONI GRUPPO
Ambito di indagine della psicologia sociale e contesti dell’individuo
La psicologia sociale studia l’attività mentale e i comportamenti dei soggetti che agiscono in uno stesso spazio e che si influenzano in maniera reciproca. Un individuo è immerso in 3 grandi contesti primari nel corso della vita:
- Famiglia , in cui il bambino trova le risposte ai suoi primi bisogni e in cui stabilisce le prime relazioni significative.
- Scuola , una sorta di palestra sociale, in cui il bambino può svilupparsi insieme ad altri.
- Lavoro , in cui l’individuo entra con le competenze acquisite per usarle nelle situazioni significative per autodeterminarsi. Questi 3 sistemi chiaramente interagiscono e ci sono delle teorie che spiegano come fanno.
L’ambiente ecologico di Bronfenbrenner
Bronfenbrenner ritiene che sia necessario tener conto del rapporto con l’ambiente
ecologico per comprendere lo sviluppo di un individuo e quindi l’interconnessione tra i diversi contesti. Per questo, parla di ● Micro sistema. ● Meso sistema, cioè contesti che favoriscono il coinvolgimento di relazioni sempre più complesse, come la famiglia, la classe, il gruppo dei pari. ● Eso sistema, cioè situazioni in cui il soggetto non è direttamente coinvolto, ma ne rimane influenzato come la condizione lavorativa dei genitori. ● Macro sistema che costituisce la situazione culturale complessiva, come le politiche sociali del paese, le economie.
Processo di socializzazione
Risulta fondamentale il processo di socializzazione che inizia alla nascita e migliora durante tutta l’evoluzione, attraverso processi di apprendimento. Questi processi di apprendimento conducono le persone ad agire secondo dei modelli di comportamento simili a quelli delle altre forme del gruppo di appartenenza. Per descrivere ciò, dagli anni 60, si parla di sviluppo sociale, che descrive l’idea di processo in cui l’adulto è un modello che il bambino può osservare, dove quindi l’adulto è un facilitatore che agevola l’organizzazione delle competenze sociali, per acquisire sistema di norme e di valori. Si parte con l'Intersoggettività primaria e verso i 9 mesi, il bambino è pronto a entrare in relazione anche con altri soggetti, e via via acquisisce sempre maggior consapevolezza di essere un individuo che pensa, sente, agisce.
Teoria dell’attaccamento di Bowlby
L’intersoggettività primaria è stata oggetto di studio di Bowlby , che elabora la sua teoria
dell’attaccamento , in cui si analizza un legame con una persona specifica nei primi mesi di vita, solitamente la madre. “ Attaccamento” sta per il bisogno del bambino di potersi lanciare nell’esplorazione del mondo certo però di avere comunque un punto di riferimento. Si individuano 3 tipi di attaccamento per Bowlby:
- Attaccamento ansioso evitante, tipico del bambino che non sceglie la madre in maniera significativa indicando così una scarsa relazione reciproca con questa;
- attaccamento sicuro, in cui viene scelta la madre con decisione;
- attaccamento ansioso ambivalente, tipico del bambino che oscilla tra il contatto con la madre e il rifiuto. Dopo delle revisioni grazie a collaborazioni come con Ainsworth, vengono modificate le tipologie di attaccamento così:
- Attaccamento insicuro evitante, quando il bambino non mostra fiducia e sicurezza verso la madre;
- attaccamento sicuro, quando il bambino nutre fiducia e sicurezza verso la madre e mostra disagio nel momento della separazione;
- insicuro, ansioso, ambivalente quando il bambino sperimenta un legame in cui la madre è stata intrusiva e ipercontrollante, tanto che egli mostra disagio alla separazione ma non riesce a placarlo nemmeno al ricongiungimento.
- attaccamento disorganizzato, quando il bambino ha sperimentato un fallimento nel legame con la madre e mostra segnali non coerenti sia in presenza che in assenza. Da queste tipologie di attaccamento, sembrano derivare 5 tipologie di adulto secondo Ammaniti e Cimino:
- Adulti sicuri e autonomi, che ripercorrono i ricordi chiaramente e coerentemente dimostrando autoconsapevolezza e apertura alle relazioni.
- Adulti distanziati, che tendono a svalutare le esperienze di attaccamento considerando i genitori un porto sicuro e si mostrano forti e indipendenti.
- Adulti preoccupati, ancora coinvolti nella relazione d’infanzia, hanno scarsa autostima perché sentono di non essere riusciti a soddisfare le aspettative dei genitori.
- Adulti irrisolti e disorganizzati, hanno subito traumi o lutti che hanno generato confusione.
- Adulti inclassificabili, che hanno caratteristiche di tutti i modelli precedenti mescolate in maniera incoerente.
Il gruppo e le dinamiche
In sintesi, sin dalla nascita, le relazioni e il loro tipo incidono sul nostro sviluppo e formazione di identità, quindi é importante l’esperienza di gruppo che facciamo. Per questo, il gruppo costituisce un ambito di ricerca della psicologia sociale, la quale propone una divisione tra: ● Gruppi primari , costituiti da un numero minimo di persone che interagiscono per un periodo di tempo lungo e in cui le relazioni sono personali, dirette e intime. ● Gruppi secondari, costituiti da soggetti senza legami affettivi uniti per delle finalità specifiche. All’interno, generalmente, ci sono relazioni strutturate e formalizzate. Un esempio tipico è il partito politico o il gruppo classe. Può succedere talvolta che un gruppo secondario è formato da soggetti che con il progressivo aumento della conocenza arriva ad essere gruppo primario.
La comunità di pratica è un gruppo di persone che si ritrova insieme perché hanno un comune un problema legato a una pratica da risolvere nell’interesse di tutti. Quindi hanno come obiettivo la realizzazione di un’impresa comune riconosciuta da tutti i membri del gruppo in cui tutti mettono dell’impegno reciproco.
Wenger e la teoria dell’apprendimento sociale
Negli anni 90, Wenger approfondisce cosa fosse la comunità di pratica, elaborando una teoria dell’apprendimento sociale basata su questa comunità e su alcuni assunti principali: a. Siamo esseri sociali, quindi apprendiamo dalle comunità sociali a cui partecipiamo. Qui cambiando il nostro apprendimento, cambiano anche la nostra relazione con il gruppo. b. La conoscenza reale dipende per forza dal fare e dall’esperienza. La conoscenza e la pratica sono connesse, perché apprendiamo solo dall’esperienza c. Le occasioni di apprendimento nascono dalla nostra capacità di partecipare e contribuire alla comunità.
I meccanismi di difesa del gruppo secondo Bion
Bion approfondisce gli studi sui gruppi, sottolineando all’interno del gruppo la presenza di due componenti:
- gruppo di lavoro
- assunti di base, cioè quei meccanismi di difesa che il gruppo mette in atto per fronteggiare le ansie derivanti dal proprio lavoro di gruppo. Esistono 3 tipi di assunti di base:
- assunto di dipendenza, che è il meccanismo di difesa per cui il gruppo diventa passivamente dipendente a un leader, che viene idealizzato; questo avviene perchè c’è la paura che il gruppo non ci sia più, per cui ci si appiglia a all’unico elemento in comune. Avviene soprattutto nei momenti iniziali della formazione del gruppo.
- assunto di attacco e fuga , è il meccanismo di difesa che si attiva quando un membro del gruppo tende a combattere o fuggire dalla minaccia interna o esterna. Il leader diventa il membro più portatore di tale meccanismo. Se questo non viene superato può portare a distruggere il gruppo.
- assunto di accoppiamento , quando tutto il gruppo riversa le proprie aspettative e speranze su una coppia che si è formata all’interno del gruppo. I membri si pongono in uno stato di passività totale e aspettano che la coppia salvi tutti. IL LINGUAGGIO E LA COMUNICAZIONE Parlando di vita sociale, è necessario parlare di comunicazione perché lo sviluppo sociale e la crescita di un individuo si realizzano all’interno di una rete di comunicazione. Il processo comunicativo prevede:
- emittente, colui che invia il messaggio
- messaggio, insieme di info trasmesse dall’emittente
- codice, sistema di regole che dà un certo significativo
- canale, il mezzo utilizzato per trasmettere il messaggio
- ricevente, colui che capta il messaggio
- feedback, è la risposta di ritorno
- contesto, è la situazione concreta in cui avviene lo scambio di informazioni
- interferenze, cioè degli ostacoli che disturbano il processo comunicativo. Esistono diversi tipi di comunicazione in base al tipo di rapporto tra emittente e ricevente:
- comunicazione simmetrica, che si basa sulla parità dei ruoli
- comunicazione asimmetrica, che si basa su un dislivello tra il ruolo di chi parla e chi ascolta. Nella comunicazione un elemento fondamentale è il linguaggio , cioè l’attitudine dell’uomo a rappresentare oggetti, idee, eventi grazie a suoni, gesti, e atteggiamenti.
Le funzioni del linguaggio
Von Frisch sostiene che il linguaggio verbale assolva 4 funzioni fondamentali, cioè:
- espressiva, che consente l’eliminazione e/o l’allenamento di una tensione interna
- comunicativa, che consente la regolazione delle interazioni tra gli individui
- cognitiva, che permette la rielaborazione interna delle conoscenze, dando supporto a una serie di operazioni cognitive, come memorizzazione, astrazione
- regolativa, che facilita l’autoregolazione del comportamento
A queste, Jakobson affianca 6 funzioni:
- Funzione emotiva, che si realizza quando il messaggio è usato per esprimere il vissuto di chi lo emette
- funzione fatica, che si realizza quando il messaggio è usato per verificare se il canale di comunicazione funziona
- Funzione conativa, si realizza quando il messaggio è usato per indurre un atteggiamento o un comportamento nel destinatario
- Funzione poetica, che si realizza quando il messaggio è usato per dare enfasi al significato
- Funzione metalinguistica, che si realizza quando il messaggio è usato per comunicare e riflettere in merito alla lingua stessa
- Funzione referenziale, che si realizza quando il messaggio è usato per dare info in merito al contesto di cui si sta parlando
La comunicazione non verbale
Oltre alla comunicazione verbale, esiste la comunicazione non verbale , che trasmette informazioni mediante il coinvolgimento dell’apparato sensoriale e canali non verbali. Questo tipo di comunicazione viene utilizzata soprattutto per 4 diverse funzioni:
- Espressiva, manifestando emozioni e sentimenti;
- Interpersonale, segnalando vari aspetti dell’interazione;
- Regolazione dell’interazione, tenendo sotto controllo lo scambio faccia a faccia
- Supporto al linguaggio. La comunicazione non verbale, non avvenendo con il linguaggio parlato, avviene attraverso dei canali differenti, che sono:
- La forza vocale, cioè l’intensità della voce, modulata a seconda delle circostanze
Il facilitatore è colui che avendo una capacità comunicativa organizzata riesce a costruire una relazione efficace tramite empatia e ascolto attivo, per sostenere il processo di sviluppo e crescita dell’educando, mettendo in pratica, quindi,
- l’ascolto attivo
- messaggio io, tramite cui si comunica come ci si sente senza far dell’altro la causa. Secondo questa prospettiva, esistono 12 barriere o atteggiamenti che danno vita al non ascolto e al rifiuto della comunicazione.
- Imperativi-ordini: quando si dà un ordine a un adolescente si rischia di ottenere in cambio ostilità e rabbia, perché lo si fa sentire inferiore.
- Avvertire-minacciare: quando l’adolescente si sente minacciato può contrattaccare oppure sottomettersi per timore, perdendo comunque la capacità di affrontare il problema in maniera concreta e costruttiva.
- Fare la morale: l’adulto cosi comunica una mancanza di fiducia nelle capacita dell’adolescente.
- Dare soluzioni o consigli non richiesti: le soluzioni preconfezionate impediscono all’adolescente di riflettere con attenzione sul proprio problema perché ostacolano lo sviluppo dell’autonomia.
- cercare di persuadere con argomentazioni logiche, come “si, ma se ci pensi, sono certo che ti accorgerai dell’errore”
- complimentarsi e fare elogi immeritatamente, perché l’adolescente li percepisce come falsi,
- Giudicare-criticar: che finiscono spesso per ledere l’immagine che la adolescente ha di sé incidendo sull'autostima.
- Umiliare o ridicolizzare: induce l’adolescente a chiudere la comunicazione.
- Analizzare i comportamenti altrui: “secondo me non è questo che pensi davvero”.
- Consolare, minimizzare: quando i ragazzi sono giu di morale spesso si cerca di distrarli, di parlare di argomenti diversi, oppure negare la reale importanza della questione. Questo fa sentire il ragazzo poco ascoltato.
- Cambiare argomento o fare sarcasmo: quando l’adulto cerca di fare dello spirito o di eludere il problema l’adolescente tende a pensare che i suoi problemi siano sottovalutati.
- Mettere in dubbio: se l’adolescente si sente sotto interrogatorio tenderà a chiudere la comunicazione e non raccontare più nulla di se. PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E DELL'APPRENDIMENTO Il concetto di sviluppo potrebbe essere definito come il processo evolutivo di un individuo con modificazioni di struttura, funzione e organizzazione. Lo sviluppo può avvenire per 3 cause:
- Maturazione intrinseca (di capacità innate)
- Influenza dell’ambiente
- Apprendimento.
È utile capire l’andamento dello sviluppo e capire le caratteristiche e i confini delle diverse fasi evolutive, per sviluppare modelli educativi adeguati. Quindi è importante presentare i principali filoni teorici della psicologia dello sviluppo per capire come sono analizzate queste fasi.
I filoni della psicologia dello sviluppo
Prima di tutto, bisogna distinguere tra
- psicologia dell’età evolutiva, che si occupa di osservare e studiare il periodo 0-18, in cui ci sono una serie di cambiamenti per raggiungere la maturità.
- psicologia del ciclo di vita, che studia come le persone si adattano alle diverse tappe della vita e acquisiscono coscienza dell'insieme di scadenze che scandiscono queste tappe evolutive.
- psicologia dell’arco di vita, per cui si sottolinea il concetto di crescita continua, dato che delle semplici fasi non possono spiegare tutto il processo di costruzione considerando che ogni persona, interagendo con l’ambiente, incontra infinite variabili.
Prospettiva ambientalista di Locke
John Locke sostiene che il bambino nasce come una tabula rasa e ogni sua caratteristica
viene poi plasmata dall’esperienza e quindi l’apprendimento esterno è l’unico a generare conoscenza.
Prospettiva naturalistica di Rousseau
Rousseau sostiene che l’individuo è per natura buono e rimane tale se cresce secondo il
disegno della natura.
Prospettiva sociologica di Émile Durkheim
Emile Durkheim sostiene che la società condiziona sviluppo e obiettivi in maniera
radicale, proprio perché l’individuo vive in gruppi regolati da leggi che ne condizionano i comportamenti.
Le principali teorie dello sviluppo: i filoni
In sintesi, si possono distinguere 3 grandi filoni:
- Comportamentista: per cui il cambiamento dipende dagli stimoli dell’ambiente. Tra i principali esponenti ci sono Pavlov, Thorndike e Skinner.
- Organismico: considera l’individuo come un organismo attivo spontaneo volto a sviluppare le proprie potenzialità. Tra i principali esponenti sono Piaget per cui lo sviluppo è un processo che nasce dall’interazione tra individuo e ambiente, Vygotskij per cui lo sviluppo mentale è condizionato dal contesto sociale e culturale, Bruner per cui lo sviluppo dipende dalle strategie messe in atto per affrontare una determinata situazione.
- Psicoanalitico, che considera l’individuo come un organismo in grado di dare significato. I principali esponenti sono Freud, che intende lo sviluppo come un susseguirsi di fasi psicosessuali, Erikson che amplia alla dimensione sociale. Tutti e 3 i filoni, per ciò che riguarda le teorie di sviluppo infantile, rispondono a 3 domande:
- Quale è la natura del cambiamento che porta allo sviluppo? Per i comportamenti il cambiamento è quantitativo, quindi tanti piccoli cambiamenti che si fanno in maniera progressiva l’uno dopo l’altro; per gli organismici il cambiamento è qualitativo, cioè una trasformazione dovuta a specifici cambiamenti in cui l’uomo è attivo costruttore.
Erikson è l’unico a fornire un quadro completo dell’arco di vita.
Si concentra principalmente sull’interazione tra individuo e ambiente per la ricerca dell’identità. Per Erikson nel ciclo di vita ci sono tappe evolutive caratterizzate da un fallimento e una conquista, che portano ad una crisi psicosociale e, di conseguenza, al rinforzo delle qualità dell’Io.
- fiducia-sfiducia (0-12 mesi) la fiducia nasce da un rapporto affettivo incentrato sull’amare;
- autonomia-vergogna (12-36 mesi) Con acquisizione di linguaggio e controllo di sfinteri si acquisisce autonomia, ma al contempo la paura di non essere compreso nel parlare, di cadere, essere giudicato.
- iniziativa-senso di colpa (4-5 anni) Lo spirito di iniziativa è legato alla conquista di autonomia, ma allo stesso tempo il bambino si interfaccia in modo goffo o violento con giochi e compagni. Per far crescere un io equilibrato questi momenti di aggressione devono essere considerati non come cattivi, altrimenti si sviluppa il senso di colpa.
- industriosità-senso di inferiorità (6-11 anni) Il bambino entra nella vita sociale tramite il contesto scolastico, per questo il concetto di industriosità si riferisce all’ottenimento dell’approvazione sociale, grazie alla propria produttività, ma lo stesso tempo anche senso di inadeguatezza se confrontandosi con i compagni, non si riesce ad integrarsi.
- identità-dispersione (12-18 anni) Periodo di adolescenza piena, in cui i cambiamenti portano i soggetti a mettere in discussione la propria identità. Il rischio è che il bisogno di trovare la propria identità si trasformi nella ricerca inconcludente di modelli identificativi.
- intimità-isolamento (19-25 anni) L’individuo tende a conservare se stesso e a stabilizzare i rapporti con gli altri componenti del suo ambiente, come colleghi di lavoro e partner
- generativitá-stagnazione (26-65 anni) Generatività riguarda anche la voglia di creare qualcosa di utile con il proprio lavoro.
- integrità dell’io-disperazione (over 65 anni) si accetta tutto ciò che si è fatto e che si è, se si e costruito un fortissimo io, accettando il tempo passato.
Teoria dei tratti e personalità di Allport
Allport parte sostenendo che i tratti siano innati, ma la personalità e l’identità sono
qualcosa di malleabile, quindi la personalità è dinamica. I tratti sono divisibili in
- comuni, descritti tramite test della personalità;
- individuali, dividi a loro volta in 3 categorie: a. Cardinali , cioè predisposizioni che influenzano la maggioranza delle azioni b. Centrali , che influenzano in minima parte le azioni c. Secondari , atteggiamenti meno frequenti, gusti e preferenze.
Istinti e pulsioni di Fromm
Fromm distingue tra
- istinti, cioè bisogni primari legati al mondo animale, come fame sete ecc,
- pulsioni, cioè frutto dell’evoluzione e riguardano la sfera del desiderio e bisogni secondari.
Sviluppo morale
Una tematica importante nell’ambito della psicologia sociale e dello sviluppo e lo sviluppo della morale. Ci sono 3 grandi teorie che provano a descrivere lo sviluppo della morale degli individui:
- La teoria psicoanalitica , che ritiene che l’uomo sia dominato dal principio del piacere. Freud sostiene che la coscienza morale, cioè il super Io, è il risultato del complesso edipico e del legame con i genitori. Allora, l’io ideale che deriva dall'identificazione con gli adulti di riferimento è fondamentale, perché si tratta di un modello di comportamento. Klein ritiene che il bambino manifesti la propria morale fin dalla prima infanzia, perché è mosso da spinte aggressive verso la madre che tende subito a riparare.
- La teoria dell’apprendimento sociale, in cui le norme vengono acquisite attraverso imitazione di modelli esterni. Qui Bandura ritiene che le norme vengono apprese con l’esperienza, tramite rinforzi positivi o negativi. La sua teoria si fonda su meccanismi di autoregolazione che permettono alla resa di comportarsi in base alle conseguenza e prevedono, ad esempio, la giustificazione morale, attraverso la quale i comportamenti deleteri vengono socialmente resi accettabili, oppure il confronto vantaggioso, per mettere a confronto la propria pessima azione con una peggiore che la renda meno grave, oppure ancora la dislocazione della responsabilità, che permette alle persone di compiere azioni che solitamente ripudiano perché non si sentono direttamente responsabili.
- La teoria cognitiva , sostiene che lo sviluppo intellettivo promuove quello morale. In
questo filone, si prendono di riferimento Piaget e Kohlberg. Piaget , basandosi
sull’osservazione delle regole dei giochi, scopre che la moralità è un processo evolutivo. La prima fase è caratterizzata da assenza di regole, (anomia), poi del realismo morale fino ai 9 anni, il relativismo morale, in cui il bambino comprende il concetto di responsabilità soggettiva, in cui si è capaci di rielaborare e scegliere, in cui la giustizia non è più grata al danno e alla punizione, ma anche all’ordine sociale. Kohlberg , invece, ritiene che l’acquisizione della morale sia legata alla convenzione. I PRINCIPALI CONTRIBUTI PEDAGOGICI IN TEMA DI SVILUPPO E APPRENDIMENTO L’oggetto di indagine della pedagogia è il processo formativo che coinvolge l’essere umano all’interno di una precisa situazione.
La pedagogia dagli albori fino al 1600
Uno dei primi contributi è dato da Agostino , che analizza la dinamica tra maestro e
discepolo affermando che la comprensione intellettuale non avviene tramite parole, ma ponendosi in ascolto del maestro interiore. In questo contesto l’educatore deve favorire l’apprendimento così che il discepolo conosca in maniera diretta le cose.
- fanciullo, in cui il linguaggio è fondamentale perché serve per organizzare le idee e il mondo;
- scolaro, in cui l’istruzione diventa fondamentale.
Herbart , individua 3 tappe per la moralità dell’uomo, che è il fine ultimo dell’educazione:
- minaccia, divieto di fare qualcosa o l’obbligo di farlo;
- sorveglianza, cioè la capacità del maestro di essere guida;
- amore. Sostiene che l’apprendimento sia mosso dall’interesse, che si distingue in
- interessi conoscitivi, oggettivi e legati alla conoscenza del mondo;
- interessi partecipativi, riguardano i rapporti sociali, come 2a) simpatetico, cioè gli stessi sentimenti degli altri 2b) sociale,come solidarietà e cooperazione 2c)religioso. La programmazione dell’insegnamento si delinea in gradi formali
- Chiarezza: l’insegnante deve deve rappresentare le caratteristiche dell’oggetto
- Associazione: l’insegnante favorisce l’associazione tra oggetto e quelli già nella mente.
- Sistemazione: si sistemano le rappresentazioni legandole tra loro con criteri.
- Metodo: si mette in pratica quello che si e appreso.
La pedagogia positivista
Comte sostiene che lo sviluppo individuale si forma attraverso tre stadi e suggerisce di
adeguare l’educazione europea a un'educazione positivista, basata principalmente sulla scienza.
Ardigò sostiene che il processo educativo ha come fine la formazione di abilità e abitudini
positive per la società e per l’individuo e per questo è necessario che gli educatori abbiano un metodo oggettivo e intuitivo.
Don Bosco è l’autore della pedagogia povera volta ad aiutare i giovani degli ambienti
disagiati perché è convinto che bisogna fornire a tutti i giovani un’istruzione elementare, un'educazione morale e un lavoro. Il suo principio educativo è il metodo preventivo , per cui è necessario interessarsi della formazione dei giovani per prevenire il disagio morale.
Dalle scuole nuove all’attivismo pedagogico
Le scuole nuove nascono tra la seconda metà dell’800 e i primi anni del ‘900. Queste hanno l'obiettivo di rivedere contenuti, modelli e organizzazione della scuola tradizionale. Sono, quindi, degli esempi di scuole centrate sul ruolo attivo degli alunni dando attenzione all’istruzione scientifica, allo studio della lingua e all’esperienza diretta.
Da queste scuole, Freire pone le basi per una pedagogia attivistica, che ha tali principi:
- puerocentrismo
- ciascun alunno ha le proprie attitudini, abitudini
- l’azione educativa deve favorire la collaborazione tra gli alunni
- l’ambiente offre stimoli positivi
Dewey
Dewey è il maggior esponente dell’attivismo e declina la sua teoria pedagogica in 5 articoli:
- l’educazione permette di entrare in contatto con le risorse intellettuali;
- la scuola è una comunità in cui tutto e tutti servono per far partecipare attivamente lo studente alla vita sociale;
- l’educazione viene attuata mediante le esperienze;
- il metodo educativo deve tener conto della natura del fanciullo;
- Il progresso sociale è dato soprattutto dalla scuola. La scuola deve contribuire alla crescita degli alunni, partendo dai bisogni e dagli interessi che non devono essere repressi, ma canalizzati verso attività educative. Un aspetto fondamentale di questa scuola è il lavoro, che trasmette conoscenze pratiche e abilità, facendolo anche riflettere su risvolti storici. Egli è famoso per il learning by doing , che sostiene come il fare aiuta il fanciullo ad apprendere, e non è sostituibile con lezioni frontali. Infatti, approfondisce il concetto di esperienza, partendo dalla distinzione di due scuole:
- scuole tradizionali, con programmi statici e lontani dalle esigenze del singolo;
- scuole nuove , in cui si segue lo sviluppo cognitivo di ciascuno. Non tutte chiaramente sono esperienze educative, per esserlo devono seguire i seguenti principi: -continuità, perché devono essere fatte in continuità l’una rispetto all’altra; -crescita, deve accrescere abilita o conoscenze; -interazione. Altro aspetto fondamentale è il pensiero riflessivo , cioè una modalità di pensiero che permette all’uomo di conoscere, che ha le seguenti caratteristiche:
- un flusso controllato di idee in modo logico, in ci un’idea determina quella successiva come risultato;
- un flusso di idee che ha un obiettivo. Prevede delle fasi:
- suggestione, che porta a un dubbio;
- intellettualizzazione, in cui il problema inizia ad essere inquadrato in alcuni aspetti fondamentali;
- guida o ipotesi, che arriva dopo aver definito le caratteristiche del problema;
- ragionamento, in cui si elabora una risoluzione;
- controllo delle ipotesi.
Claparede e il funzionalismo pedagogico
Claperede studia le tappe evolutive del bambino e individua le leggi dello sviluppo
funzionale:
- Successione genetica, secondo cui le fasi di sviluppo si susseguono;
- Esercizio funzionale, ogni funzione si sviluppa se viene esercitata;
- Adattamento funzionale, un’azione si presenta se soddisfa un bisogno, se c’è un interesse;
- Autonomia funzionale, il bambino è autonomo e perfetto se si considera che l'attività mentale è funzionale ai bisogni. Quindi, la scuola attiva promuove la centralità dell’alunno, cercando di risvegliare l’interesse dell’ allievo, per poi proporre attività ad hoc. Allora, individua delle soluzioni:
Cousinet e il metodo centrato sul discente
Cousinet parla di un metodo centrato sul discente e sullo sviluppo libero del fanciullo.
L’insegnamento tradizionale qui impedisce lo sviluppo libero perché promuove un insegnamento statico e indifferenziato, che ostacola la comunicazione e la cooperazione. Allora, il metodo giusto potrebbe essere il lavoro libero per gruppi , in cui i gruppi si formano liberamente. L’insegnante, qui, organizza un ambiente di apprendimento funzionale, disponendo gli spazi e offrendo adeguati materiali.
Sorelle Agazzi e l’ambiente familiare
Le Sorelle Agazzi delineano un metodo improntato sull’ambiente familiare, ordinato e
dove ci si aiuta a vicenda. In questo contesto i bambini hanno la possibilità di apprendere dalle attività quotidiane, come apparecchiare, hanno la possibilità di partecipare a dialoghi con un linguaggio curato e senza storpiature da bambini. L’evento fondamentale è l’esperienza e allora si propongono attività come giardinaggio, allevamento, e l’utilizzo di cianfrusaglie che sono fondamentali per lo sviluppo sensoriale dei bambini.
Il comportamentismo
Leggi di frequenza e recenza della risposta di Watson
Watson , padre del comportamentismo, sostiene che ci sia un ambiente circostante attivo
che influenza un soggetto passivo che apprende solo se viene stimolato. Avanza 2 leggi:
- legge della frequenza, per cui la probabilità di una risposta dipende al numero di volte in cui tale risposta si verifica in seguito allo stimolo;
- legge della recenza, in cui si sostiene che la risposta più recente è quella più probabile.
L’apprendimento per prove ed errori di Thorndike
Thorndike , usando la gabbia problema nei suoi esperimenti, arriva a sostenere
l’apprendimento per prove ed errori. Questo prevede che per raggiungere un obiettivo, si adottano diversi comportamenti fino ad individuare quello che ci permette di ottenere quanto voluto. Il comportamento quindi sarebbe un’associazione stimolo-risposta adeguata. Così formula delle leggi sull’apprendimento:
- Legge dell’effetto, per cui se il comportamento porta alla soddisfazione, questa associazione stimolo risposta sarà più ricercata e utilizzata
- Legge dell’esercizio , per cui se un’associazione viene ripetuta spesso, si rinsalda automaticamente
- Legge della prontezza , per cui un soggetto compie un determinato comportamento se si ritiene e pronto.
Il condizionamento operante di Skinner
Skinner tratta il condizionamento operante e delinea 2 tipi di comportamento:
- comportamento rispondente, che segue il paradigma stimolo-risposta
- comportamento operante , in cui il soggetto produce un comportamento pur non avendo particolari stimoli esterni, per ricevere un rinforzo positivo. Il condizionamento operante quindi vede l’intenzionalitá del soggetto.
Skinner, quindi, approfondisce il concetto di rinforzo e sostiene che ci possa essere quello positivo e quello negativo, e che entrambi si distinguono dalla punizione in quanto più efficaci. Il rinforzo, inoltre, può essere primario, se soddisfa un bisogno primario, o secondario. Questo può essere fornito a intervalli fissi, quindi con intervalli di tempo regolari, oppure a rapporto fisso, quindi dopo un numero prefissato di volte. Da questo studio, afferma che nell’ambito dell’educazione è necessario rinforzare e favorire comportamenti desiderabili sin dalla nascita, invece di reprimere e punire comportamenti errati. Inizialmente, l’apprendimento deve essere rivolto ai concetti semplici e basilari come le tabelline, poi può essere applicato il rinforzo per promuovere comportamenti ritenuti desiderabili e incentivare lo studio. Allora, è fondamentale anche pensare alla strutturazione del programma in cui
- il rinforzo sostituisce punizione
- il rinforzo è fornito con tempi giusti
- l’apprendimento è progressivo
- l’apprendimento è personalizzato
Tolman e l’apprendimento molare
Tolman sostiene che il comportamento di un soggetto debba essere osservato nella sua
totalità, ma senza doverlo considerare per forza come un insieme di pezzi a sé, chiamandolo comportamento molare.
L’apprendimento sociale di Bandura
Bandura svolge una serie di esperimento dell'apprendimento per imitazione, per formulare
la teoria dell’apprendimento sociale. Dopo una serie di esperimenti, giunge a sostenere che un modello aggressivo tende a essere giustificato e imitato dai bambini quando questi sono irritati, secondo un apprendimento osservativo. La teoria dell’apprendimento sociale prevede delle idee riassumibili nel fatto che non si apprende solo tramite stimolo-risposta o prove ed errori, ma anche tramite l’osservazione. Il modeling in cui lo stimolo fornito al soggetto può essere di tre tipi:
- osservazione fisica diretta, in cui un individuo svolge alcune azioni da replicare.
- Descrizione verbale di un comportamento, cioè la rappresentazione della procedura del comportamento tramite il linguaggio
- Rappresentazione simbolica, cioè immagini disegni e filmati per dimostrare il comportamento L’apprendimento osservativo è suddiviso in diverse fasi
- processi di attenzione, in cui il soggetto pone attenzione al processo da osservare
- processi di ritenzione, per cui è necessario che un processo per essere ricordato debba essere impresso nella memoria, magari tramite immagini di cose, persone
- processi di esecuzione, perché non è detto che una persona possa svolgere un compito in sicurezza, magari per mancanza di abilità o mancanze fisiche
Bloom e il mastery learning
totalità, come affermato dalla gestalt. Le leggi di segmentazione del campo visivo sono quelle associazioni di elementi fatte per
- vicinanza
- somiglianza
- continuità di direzione
- chiusura.
Cognitivismo
Piaget e teoria stadiale dello sviluppo
Piaget sostiene che il pensiero opera secondo delle strutture logiche pre impostate, che
evolvono e si adattano in ciascun soggetto. Il punto di partenza della sua teoria è l’interazione tra soggetto e ambiente. Inoltre, individua 4 stadi evolutivi dell’uomo
- stadio senso motorio (0-2 anni). Il primo sotto stadio è caratterizzato dalle prime strutture cognitive semplici, cioè i riflessi (come la pressione della mano che porta il bambino a chiudere la mano quando sente nel palmo della mano un oggetto o il riflesso di moro, cioè quando il neonato apre le braccia quando viene appoggiato in posizione supina). Il secondo sotto stadio vede il neonato che connette tra di loro i diversi riflessi, come la coordinazione mano-bocca. Nel terzo sotto stadio le reazioni circolari secondarie, che prevedono degli schemi che hanno un effetto sull’ambiente.
- stadio preparatorio, che si caratterizza principalmente per compiti o operazioni che il bambino non riesce ancora a svolgere. Il primo sotto stadio è costituito dal pensiero simbolico e il secondo dalla fase del pensiero intuitivo. Ci sono però ancora due limiti, cioè quello dell’egocentrismo del pensiero e l’artificialismo (la tendenza a pensare che gli elementi naturali siano frutto della fabbricazione dell’uomo).
- Stadio delle operazioni concrete, in cui si svolgono operazioni di classificazioni e inclusione per cui il bambino comprende il significato di una classe più ampia e delle sottoclassi che appartengono ad essa. Si svolgono anche operazioni di seriazione additiva, per cui il bambino è in grado di mettere in ordine, secondo una caratteristica specifica, un insieme di oggetti.
- Stadio operazioni formali (12 ai 16 anni), in cui si sviluppano giudizio e i diversi punti di vista.
Vygotskij e la zona di sviluppo prossimale
Vygotskij apporta contributi determinanti allo studio del rapporto tra linguaggio e pensiero.
Sostiene che il linguaggio aggiunge alla capacità del bambino i fattori seguenti:
- la moltiplicazione di stimoli, cioè mentre svolge un compito usando il linguaggio riesce a creare ulteriori stimoli
- Funzione auto regolativa, per cui il bambino grazie al linguaggio è più riflessivo. Sostiene che nella risoluzione di un problema o svolgimento di un compito, l’essere umano disponga di due tipi di funzioni psichiche:
- funzioni psichiche inferiori, che permettono di utilizzare un attrezzo con le mani
- Funzioni psichiche superiori, che permettono di svolgere compiti e attività di livello superiore, comprendendo anche sviluppo storico, culturale e sociale. L’esempio è dato dall’uso della memoria.
Vygotskij affronta anche il rapporto tra sviluppo del bambino e apprendimento. L’attività da svolgere in classe deve seguire due vie principali:
- problemi e attività proposte all’alunno per favorire il suo sviluppo
- Per lo svolgimento di queste attività bisogna che sia guidata discretamente dal bambino. Parla di concetti scientifici, cioè di tipo formale che sono distaccati dall’esperienza personale, e concerti spontanei che provengono dall’esperienza.
Il pensiero narrativo di Bruner
Bruner considera la cultura come il fattore principale della mente e dell’apprendimento.
Sarà fondamentale il suo pensiero narrativo , cioè quel pensiero che consente alla persona di produrre delle rappresentazioni di sé stessa e del proprio essere in relazione con il mondo, anche per raccontarle agli altri. Per Bruner, quindi, il pensiero narrativo è forma cognitiva di organizzazione mentale universale e prevede delle caratteristiche:
- Sequenzialità, cioè la disposizione sequenziale degli eventi.
- Concretezza, cioè la trattazione di avvenimenti e questioni specifiche
- Intenzionalità, perché i protagonisti della narrazione hanno scopi e ideali
- Formazione a 5: per essere ben fatta, la narrazione prevede attori, azioni, scopo, scena e strumenti. Egli elabora la teoria dello sviluppo cognitivo , per cui lo sviluppo cognitivo è delineato mediante il concerto di rappresentazione , cioè una modalità di elaborazione delle info. Esistono 3 tipi di rappresentazione
- esecutiva (1 anno)
- Iconica, ( 2 anno di vita), che avviene sotto forma di immagine
- Simbolica, basata sul linguaggio e per cui non c’è bisogno di una somiglianza con la realtà, come i simboli matematici. Per Bruner è necessario apprendere ciò che può essere utile in futuro, e un apprendimento è utile in un futuro se diventa applicabile ai compiti molto simili o se si tratta di un principio o idea fondante. Gli aspetti fondamentali di ciascuna disciplina possono essere insegnati a chiunque se messi in una certa forma. Un argomento fondante di una disciplina può essere presentato in forma semplice in modo da renderlo pronto quando dovrà affrontarlo in maniera più approfondita nei gradi scolastici più avanzati, secondo il concetto di curricolo a spirale. Inoltre, elabora 4 caratteristiche della teoria dell’istruzione, cioè 1- predisposizione, cioè se si occupa di fattori che predispongono il bambino a e apprendere in maniera efficace 2- struttura, cioè il fatto di non avere una struttura statica, bensì dinamica perché il sapere si aggiorna 3- sequenza, cioè in che modo e in che ritmo si devono presentare i concetti. Non esiste una sequenza ottimale chiaramente, ma è importante introdurre un campo di esplorazione dove gli alunni possono muoversi e fare pratica. 4- conseguenza, cioè gestione delle ricompense e delle punizioni. Allora è fondamentale il concetto di apprendimento per scoperta , che è la modalità adatta per favorire negli alunni un modo di pensare autonomo.