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è il riassunto delle due prime lezioni del corso di anatomia curriculum calcio
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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L’anatomia ha origine antiche e non nasce dalla medicina. L’anatomia nasce dal greco ανατομή,
anatomè = “dissezione", formato da ανά, anà = "attraverso" e τέμνω, tèmno = “tagliare”.
L’anatomia quindi
è una branca della biologia che studia la forma e la struttura degli organismi .
Quindi ce uno studio tra le relazioni di diversi organi e tra gli organi di diverse specie. Infatti noi
possiamo suddividere l’anatomia in normale e patologica e in anatomia artistica, superficiale, di
comparazione anatomica, esperenziale.
Da dove parte l’anatomia?
I primi studi anatomici, svolti dagli egizi, erano puramente di tipo descrittivo. Aprivano i cadaveri e
descrivevano quello che vedevano all’interno. Gli egizi seguivano nelle loro trattazioni mediche un
ordine pressoché geografico, partendo dall’alto, cioè dal capo, e proseguendo descrittivamente
fino ai piedi.
1850 a.C —> Papiro Kahum, trattato ginecologia
1550 a.C —> Papiro Ebers, anatomia, patologie..
Papiro Hearst, apparato urinario, sangue, denti, chirurgia fratture, medicamenti.
I papiri sono dei veri e propri reparti archeologici importantissimi e tra i primi vi sono le mummie.
Le mummie ci hanno permesso di avere un idea abbastanza estesa e di conoscere quali erano le
conoscenze nell’era egiziana e di come questa popolazione avevano nella loro mente quella che
era un po la patologia, la fisiologia, la struttura anatomica del corpo... si sono dedicati cosi allo
studio e alla rappresentazione degli apparati. Il fulcro della medicina e anatomia egiziana era il
cuore, il quale era il centro della vita intellettiva che aveva sia delle implicazioni morale e anche
legate all’anima. Ad oggi pensiamo che sia il nostro cervello ad essere più legato all’anima,
mentre il cuore non è altro che un muscolo. Questo è molto importante perche alle mummie
venivano estratti gli organi tranne il cuore.
I primi esperimenti di anatomia veri e propri nascono in Grecia. Le prime dissezioni dei cadaveri
avvengono nel XIII secolo, prima per “l’esame autoptico del corpo di chi era morto in circostanze
dubbie” e poi a scopo didattico, per conoscere meglio gli organi e l’architettura del corpo umano.
Il primo trattato, il più importante, era medievale, che è risalente al 1316 , ed è un testo,
l’Anathomia Mundini ” di Mondino. Quest’opera si rifà alla
scuola di Galeno e viene sottolineata
l’importanza la superiorità dell’uomo rispetto agli altri animali. Viene dimostrato quindi la
conoscenza della dissezione umana, spiega nei dettagli come si devono sollevare e distaccare gli
organi li uni dagli altri per non ledere e rompere i legamenti e le vene. Tratta inoltre una parte
riguardante le funzioni nell’organismo e le relative malattie. Diciamo che non era facile preservare
un cadavere, il quale inizia ad andare incontro a degli atti putrefativi. Non è quindi controllabile.
Avevano iniziato cosi a pensare ad una lotta contro il tempo. Cosi iniziarono a capire che una
parte del corpo umano, in particolare la cavità addominale conteneva gli organi più deteriorabili.
Quindi era il primo reparto che veniva sezionato. Seguiva poi la parte toracica e poi si passava
alla testa e infine alle estremità. Erano delle operazioni che richiedano molto tempo. All’epoca
dedicavano più o meno un giorno intero per reparto. Per rallentare il processo di putrefazione
pensarono di usare i giorni più freddi dell’anno e per questo i cadaveri spesso venivano congelati.
Spesso queste dissezioni venivano organizzate in concomitanza con il carnevale perché la scuola
di medicina aveva il quel periodo gli studenti in festa. Nasce quindi cosi l’anatomia moderna.
La parte più bella e storica dell’anatomia nasce nel Rinascimento dove si hanno osservazioni
dirette del cadavere
. In questo periodo la medicina era di tipo pratico e diretta. Le cure potevano
essere stregonerie, incantesimi o terapie a base di erbe. Allo stesso tempo nascono gli ospedali,
ospizi e monasteri.
Nel
Medioevo non cerano degli anatomisti veri e propri, ma cerano dei barbieri, erano chiamati
barbieri-chirurghi ”, ne sapevano più di tutti all’epoca e usavano molto spesso coltelli affilati per
tagliare la barba. Sono stati tra i primi che studiarono in modo impegnativo quindi il corpo umano
per maneggiare nel miglior modo gli attrezzi. Questi attrezzi erano forbici, pinze, forcelle, aghi,
bisturi, filo, sega...
Uno dei più grandi anatomisti italiani fu Mondino de’Liuzzi. Egli utilizzò cadaveri di criminali e
lottava contro il tempo a causa del deterioramento. È colui il quale scrisse il trattato chiamato
“Anothomia”. Un altro tipo di anatomia è quella di tipo artistica, della quale uno dei maggiori
esponenti fu Leonardo Da Vinci. L’occhio dell’artista vede linee e volumi e perfette composizioni
di proporzioni. Aveva seguito delle dissezioni dal vivo e cercò di farlo anche egli stesso
rappresentando tutto ciò che ha visto nei suoi disegni. Non rappresenta e basta ciò che vede, lui
dà le prime informazioni di quella che è la anatomo-fisiologia. La vera innovazione nei suoi studi
è la ricerca della funzione degli organi ed apparati da lui esaminati. Applica costantemente lo
studio fisiologico a quello anatomico, caratteristiche della “ricerca della funzione” sono le “vedute
esplose”, che scompongono nello spazio i particolari, per meglio comprenderli.
Nel 1800 iniziano i trafugamenti dei cadaveri, il sezionamento di persone vive e di abusi. Inizia
cosi la storia della Anatomia Patologica e lo studio della morfologia, che studia la forma delle
strutture e i rapporti tra i diversi organi. Oggi si studia la struttura a molti livelli di osservazione:
Il corpo umano consiste di un sistema biologico, composto da organi ed apparati, costituiti da un
tessuto biologico, il quale è a sua volta composto da cellule biologiche e tessuto connettivo.
Il più grande libro scritto di anatomia è “L’Anatomia del Gray” che rappresenta, non solo per gli
studenti di medicina e per gli specializzandi, ma anche per i medici di medicina generale e per gli
specialisti, un punto di riferimento per l’apprendimento dell’anatomia, disciplina considerata, la
base della pratica clinic
Nascono anche:
Anatomia microscopica: studia quelle strutture che NON possono esser viste senza
l’ingrandimento miscroscopico.
Citologia: analizza i singoli componenti cellulari
Istologia: esamina i tessuti, ovvero l’insieme di cellule e prodotti cellulari che cooperando tra loro,
determinano lo svolgersi di una o più specifiche funzioni. Tutte le cellule del corpo possono
essere suddivise in:
Ossa lunghe: si sviluppano in lunghezza. Es: radio, ulna, omero, tibia e perone.
Ossa
corte: forma cuboidale. Es. carpo/tarso
Ossa piatte, con lunghezza e larghezza superiori allo spessore, come scapole, sterno e le ossa
del cranio.
non classificate. Es vertebre
. Es patella, osso pisiforme
La struttura dell’osso
Per quanto riguarda le strutture anatomiche, si ha la parte dell’epifisi, cioè la “testa” dell’osso,
poi si ha la metafisi, in cui si trova il “collo”, poi tutto il corpo dell’osso definito diafisi,
successivamente un altro “collo” quindi nuovamente la metafisi e infine per concludere l’epifisi.
All’interno dell’osso si trova una cavità midollare, che contiene il midollo osseo. Il midollo osseo
è tessuto molle che occupa i canali delle ossa lunghe e la fascia centrale delle ossa piatte. Esso si
divide in due tipi:
rosse e bianche che possono essere mature, immature e staminali.
La vascolarizzazione dell’osso
Le ossa inoltre sono altamente vascolarizzate e innervate. Le fonti nutritive per l’osso quindi sono:
Le arterie nutritizie
Le arterie periostie
Possiamo avere quindi una vascolarizzazione diafisiaria e una metafisiaria che sono fittamente
anastomizzate (legate, collegate) tra loro.
Le caratteristiche di superficie
Le superfici esterne sono rivestite da una spessa capsula connettivale costituita da tessuto
connettivo denso a fibre intrecciate: il periostio. Esso protegge l’osso e supporta l'azione trofica
mediata dai vasi sanguigni di cui è ricco. A seconda dell’osso si hanno caratteristiche diverse tra
loro. Il cranio per esempio è costituito da parti liscia, perdi più sporgenti, le pelvi, cresti, linee...
quindi le caratteristiche cambiano in base al tipo di osso.
Articolazioni
Noi
non ci muoviamo senza articolazioni
. Rendono le ossa solidali, consentono il movimento
reciproco delle ossa contigue e quindi di segmenti scheletrici tra loro. A seconda della mobilità, le
articolazioni possono essere:
di tipo mobile (a. della spalla)
semimobile (fra le vertebre)
fisso (ossa del cranio).
Articolazioni per contiguita ̀(del ginocchio)
In questa immagine quello che si vede è il femore che si articola con la parte tibiale, l’osso della
patella, il tendine del quadricipite, le borse sinoviali, le capsule articolari, che si dividono in
membrana sinoviale e fibrosa. Diciamo che la
cartilagine articolare riveste tutte le articolazioni
mobili ed è una struttura resistente, mentre la cavità articolare serene liquido sinoviale per
filtrazione del plasma. È molto vascolarizzata, nutre e lubrifica e la viscosità è data dall’acido
iarulonico disciolto nel plasma.
Artrodia
Si trova su due superficie articolari pianeggianti. Permette solo movimenti di scivolamento dei
due capi articolari (x es tra i processi articolari delle vertebre). Le superfici articolari sono
pianeggianti e permettono leggeri movimenti di scivolamento.
Enartrosi
I capi ossei sono due e sferici, uno concavo e uno convesso. Permettono movimenti angolari su
tutti i piani, inclusa rotazione. Es. art. coxo-femorale (articolazione dell'anca) e la gleno- omerale
(articolazione della spalla propriamente detta).
Condiloartrosi
Sono delle articolazioni elissoidali, quindi una concava (cavità glenoidea) e una condilo. Ha dei
movimenti angolari su 2 piani perpendicolari ai 2 assi dell'ellissoide. Es: è l'articolazione
temporo- mandibolare. L'articolazione temporo-mandibolare è una diartrosi doppia formata da 2
articolazioni sovrapposte con interposto un disco completo che le separa.
Sono:
una superiore—> articolazione disco-fossa glenoide
una inferiore —> articolazione disco-condilo
Le superfici articolari contrapposte hanno la forma di un ellissoide cavo e di uno pieno.
Permettono movimenti angolari.
Articolazioni a sella
Si hanno 2 corpi biassiali concavi e convessi a incastro reciproco: permettono una rotazione
assiale. Le superfici articolari hanno la forma di una sella di cavallo concava longitudinalmente e
convessa trasversalmente. Es: articolazione fra il trapezio e il I osso metacarpale e l'articolazione
femoro-rotulea. Permettono movimenti angolari in un solo piano.
Ginglimo angolare o troclea
La sup. articolare è a forma di puleggia (troclea), l’asse è perpendicolare alla diafisi dell’osso.
L'altra sup articolare è una incavatura percorsa longitudinalmente da una cresta corrispondente
alla gola della troclea. Es: art. omero-ulnare e femoro-tibiale. I capi articolari hanno la forma di
cilindri. Il ginglimo angolare permette l’esecuzione di movimenti angolari.
Dorsale: posto posteriormente Prossimale: posto vicino all’inserzione Distale: posto vicino
all’estremità
Punti e linee di repere
Punti e linee individuabili utilizzando parti dello scheletro apprezzabili durante un'esplorazione
superficiale del corpo. La definizione che danno gli anatomisti ai punti e alle linee di repere è per
trovare delle parti del corpo, che servono per definire delle posizioni e delle aree rispetto ad altre.
Repere significa trovare. Nel nostro corpo ce ne sono tanti. Eccone alcuni:
Sono molto utili quando vengono effettuati dei test elettrofisiologici.