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ANATOMIA E ISTOLOGIA
APPARATO LOCOMOTORE
Partendo dal sistema scheletrico possiamo distinguere due gruppi:
1. Ossa pari → compaiono due tipi di ossa uguali
2. Ossa impari → compare solo un osso.
Sutura coronale → tra osso frontale e parietale
Sutura squamosa → tra parietale e temporale
Sutura lamboidea → tra parietale e occipitale
Splancrocranio → ossa zigomatiche, due ossa mascellari, ossa lacrimali, nasali, seni paranasali o
cornetti, vomere mandibola Troviamo:
- Osso frontale (fronte): compone anche la parte superiore delle orbite
- Osso mascellare: forma la mascella ed è un osso impari
- Osso zigomatico: forma la mandibola e gli zigomi e partecipa anche alla formazione della cavità oculare, ed è pari
- Osso sfenoidale : è un osso nascosto e si trova alla base della scatola cranica e partecipa alla formazione della cavità orbitaria e parte della cavità nasale, è un osso impari
- Osso parietale: si trova tra l’osso occipitale e l’osso sfenoidale. È un osso pari
- Osso temporale: si trova sotto quello parietale, dove ci sono le orecchie e si articola con il processo zigomatico. Troviamo poi il foro meatoacustico che collega l’ambiente esterno con l’orecchio
- Osso occipitale: si trova nel postero-inferiore nel cranio è un osso impari e presenta un
evidente elemento anatomico → il foro occipitale dal quale fuoriesce il midollo spinale ed
entrano i vasi. I condini sono articolazioni che si legano alla prima vertebra per permettere il movimento del cranio e del suo ritorno in asse. Sopra i condini troviamo altri due fori:
- Foro giugulare
- Foro carotideo : transita l’arteria carotidea Osso temporale forma una scavatura chiamata fossa mandibolare che si collegherà con l’osso mandibolare Le ossa del cranio sono collegate tra di loro tramite articolazioni, che possono sembrare delle suture per la loro struttura anatomica sono molto robuste e non mobili. Se dovessimo scalottare il cranio potremmo vedere l’osso sfenoidale che presenta una morfologia simile a quella di un pipistrello. È composto da dei fori chiamati seni sfenoidali (frontali, sfenoidali, mascellare). I seni sono ossa piatte che servono per alleggerire l’osso , sono in comunicazione con l’esterno tramite la cavità nasale e sono rivestiti dall’epitelio respiratorio; quindi, se ho un infezione alle vie respiratorie potrebbe andare ad interessare i seni e comparire la sinusite. La sinusite può essere acuta (data da un fattore infettivo) o cronica (il tessuto stesso crea l’infiammazione). L’osso sfenoidale è composto da una serie di processi che proseguono posteriormente andando a creare
una sorta di pavimentazione che prende il nome di sella turcica (sede dell’ipofisi) , la parte superiore della sella turcica si chiama tubercolo della sella , mentre quella inferiore dorso della sella. Sopra al tubercolo della sella troviamo il solco ottico dove entrano i nervi ottici. All’interno della sella turcica troviamo l’ipofisi che è una ghiandola endocrina (protetta da un legamento) la quale è collegata all’ipotalamo tramite un ponte chiamato infundibolo, creando così un dialogo vascolare e endocrino. Nella parte inferiore delle grandi ali dell’ osso sfenoidale troviamo altri fori che permettono il passaggio delle fibre nervose. CAVITA’ NASALE: è una cavità riempita da: OSSO ETMOIDE: ha una forma a trapezio dominata da strutture che hanno una forma a conca chiamati turbinati che possono essere superiori, medi o inferiori e sono formati da 3 lamine. CRESTA DI GALLI: si trova in basso rispetto all’osso etmoide ed è appoggiata su una struttura forata, la lamina cribrosa. Questa struttura permette il passaggio di filamenti “ recettori” del nervo olfattivo. LAMINA PERPENDICOLARE: è una lamina che esce dal palato duro e permette di dividere il setto nasale nelle due cavità nasali comunicanti. Il setto nasale interno è formato da una struttura ossea, il setto nasale intero da una struttura cartilaginea. COMPONENTE MANDOBOLARE: è un osso piatto, ha una forma ad arco strutturata da alveoli (scavature dove si posano i denti) e termina con due processi angolari. IL SISTEMA NERVOSO Il sistema nervoso è costituito da tante porzioni: È costituito da tre elementi principali: un sistema di recettori, un sistema di elaborazione e un sistema di risposta. I recettori possono essere di tre categorie:
- la sensibilità specifica (i 5 sensi) sono tutte sensazioni e le avvertiamo quotidianamente e trasportate dai nervi arriveranno al sistema di elaborazione
- I recettori viscerali che non possiamo vedere e “apprezzare” perché non avvertiamo queste sensazioni rilevate, ma sono recettori all’interno dei nostri apparati (ad esempio, nel periodo postprandiale abbiamo attività da parte dei recettori de ll’apparato digerente).
- I recettori della sensibilità somatica , quindi tutta la componente recettoriale a livello cutaneo, muscolare. Tutti questi recettori inviano sempre delle indicazioni perché sono sempre attivi, anche quando non ce ne rendiamo conto (solo una minima parte diventa cosciente). Questi tre gruppi, una volta attivati, trasmettono i loro segnali attraverso dei potenziali d’azione che vengono spediti attraverso i nervi e arrivano a livello centrale.
viene co ntrollata dall’emisfero sinistro e viceversa), ma anatomicamente non vi è nulla che suggerisca questo concetto. I lobi encefalici sono:
- Lobo frontale
- Lobo parietale
- Lobo temporale
- Lobo occipitale
- Insula (ancora oggetto di studio) e si trova tra frontale e temporale Tutte le parti encefaliche sono collegate tra loro e questa collaborazione funziona tramite la sostanza bianca (fibre composte da mielina). Queste fibre sono organizzate in diversi modi:
- Fibre associative (comunicano del medesimo emisfero)
- Fibre arcuate (collegano le circonvoluzioni all’intero del medesimo lobo)
- Fibre longitudinali (collegano cose distanti)
- Fibre commensurali (ponte di comunicazione tra due emisferi)
- Fibre di proiezione (tutto ciò che avviene nella struttura celebrale viene trasferito alle parti
più antiche → DIENCEFALO, TRONCO, CERVELLETTO, MIDOLLO)
SCLEROSI MULTIPLA: quando la mielina delle fibre viene distrutta si vanno a formare delle placche che non rendono possibile il passaggio degli impulsi. È una malattia progressiva e neurodegenerativa che colpisce principalmente i giovani. Inizialmente sono coinvolti il nervo ottico, il midollo spinale e il cervelletto con ripercussioni sugli arti. Al momento esistono terapie volte al rallentamento della malattia ma non una vera cura. AREE DI BRODMAN: Esistono delle zone chiamate aree di Brodman nei due emisferi e hanno funzioni specifiche, sono numerate:
- AREA 1, 2, 3 – Corteccia sensitiva primaria - AREA 4 – corteccia motoria primaria - AREA 6 – corteccia premotoria - AREE 17, 18, 19 - corteccia visiva primaria - AREA 40 WERNICKE – percezione del linguaggio - AREA 41, 42 – corteccia uditiva primaria - AREA 44, 45 BROCA – linguaggio articolato Queste aree contengono un programma che elabora le sensazioni, le integra con altre e creano una risposta completa. Queste aree sono state localizzate in diversi punti, ma non hanno confini precisi e delineati, quindi risulta impossibile osservarli. AREE MOTORIE E SENSITIVE
Le vie piramidali (le cellule hanno una forma che ricorda le piramidi) ed extrapiramidali, chiamate anche vie motorie dirette e indirette, costituiscono dei complessi sistemi di comunicazione in grado di trasferire impulsi motori a partire dalla corteccia motoria verso gli effettori periferici. Funzionalmente i due sistemi non devono essere considerati come due strutture sperate in quanto compartecipano integrando differenti informazioni per ottenere un movimento il più adeguato possibile (deambulazione arti inferiori piramidale, arti superiori extrapiramidale). Entrambe convergono sul motoneurone pur seguendo vie differenti.
- Via piramidale : sono tipiche della corteccia motoria primaria (area 4) e sono tipiche della gestione volontaria del nostro movimento (quando camminiamo o scriviamo). La via piramidale è molto rapida , in tempi piccoli trasmette gli impulsi motori, che vanno dalla componente corticale a quella spinale e poi muscolare (area piramidale cortico-spinale) e fa parte del giro precentrale). Lesioni a questa via compromettono il movimento volontario.
- Via extrapiramidale : La via extrapiramidale invece origina nella corteccia premotoria (area 6 nella parte anteriore a quella motoria) e interviene nella motricità involontaria, ad esempio il tono muscolare: se alziamo la mano destra, si nota che le dita sono leggermente flesse e questo significa che ogni muscolo non è mai completamente rilassato, altrimenti andrebbe incontro a una paralisi del muscolo. Lesioni a questa via conservano il movimento volontario ma determinano la comparsa di ipertonie, ipocinesie, tremori, spasmi (tipici nel morbo di Parkinson).
- Corteccia sensitiva primaria (1, 2, 3): gestisce la corteccia visiva, olfattiva, uditiva e gustativa. Insieme ad altre aree gestisce i 5 sensi. (giro post centrale)
- Area associativa frontale: fanno parte del lobo frontale (il più evoluto) e si occupa del pensiero astratto , dell’aspetto intellettivo e comportamentale. I lobi frontali permettono la comprensione, la capacità di parlare e una parte della memoria.
- Area associativa posteriore: questa aria è legata al riconoscimento di modelli, volti. Combina differenti input sensoriali ed astratti per la comprensione di intere situazioni, legata all’immaginazione e ricordare. VENTRICOLI Nel sistema nervoso troviamo i ventricoli. Il I e II ventricolo hanno una forma a C e sono dotati di estensioni chiamati corna posteriori, sono collegati tra loro a livello del corpo calloso e nella parte mediale tramite il foro ventricolare si agganciano al III ventricolo. Il III ventricolo continuerà nella parte centrale restringendosi sempre di più procede attraverso il diencefalo fino ad arrivare al midollo allungato. Ha una forma a falce e nella parte infero- posteriore si osserva un piccolo canale chiamato acquedotto mesencefalico, che si aprirà nel IV ventricolo, posizionato dove inizia il ponte. Alla fine, il IV ventricolo : insiste tra il ponte e il cervelletto, esso prosegue come canale che attraverserà il midollo allungato e continuerà lungo tutto il midollo spinale. percorre la colonna vertebrale.
- Giro dentato
- Fornice: sostanza bianca che collega ippocampo con l ’ippotalamo le cui fibre terminano nei corpi mammillari
- Giro ippocampale che incorpora:
- Ippocampo: coinvolto nei processi di apprendimento e nel richiamo della memoria a breve e lungo termine_. La sua degenerazione porta all’ Alzhe_ imer.
- Amigdala: coinvolta della regolazione della FC, nella risposta combatti o scappa, nella paura e nell’ansia. 2. Parte diencefalica: Talamo, Ipotalamo, epitalamo. Le funzioni del sistema limbico sono le regolazioni degli stati emotivi, gli impulsi e i comportamenti associati, elabora la memoria. Fornisce il legame tra funzioni intellettive consce della corteccia celebrale e le funzioni inconsce e autonome del tronco encefalico. Chiamato anche “cervello emotivo” per il ruolo fondamentale in una vasta gamma di stati emotivi come piacere, rabbia, tristezza, affetto, paura. Ma anche nelle percezioni olfattive e della memoria. Un danno all’ amigdala rende difficile riconoscere la paura , un danno all ’ippocampo o in generale al sistema limbico impedisce il ricordo di eventi recenti e quindi non sarà più possibile imparare a memoria (Alzheimer). ALZ HEIMER Placche amiloidi Formazione di placche amiloidi che distruggono il tessuto nervoso
TRONCO ENCEFALICO
MESENCEFALO
Al disotto del diencefalo troviamo il mesencefalo che dal punto di vista anatomico è a forma triangolare, troviamo un foro chiamato acquedotto mesencefalico che mette in comunicazione il III e il IV ventricolo. Il mesencefalo è costituito da:
- Tetto : parte posteriore, che contiene due nuclei chiamati collicolo sup e collicolo inferiore, il collicolo sup ha a che fare con l’elaborazione visiva mentre quello inferiore ha a che fare con l’elaborazione uditiva. I collicoli si possono distinguere anatomicamente perché hanno un confine delineato
- Peduncoli: parte anteriore, i peduncoli sono dx e sx e costituiscono la parte vertebrale del mesencefalo.
- Sostanza grigia: corpi neuronali
- Sostanza bianca: fibre mieliniche.
- Nucleo rosso : che si trovano tra il tetto e i peduncoli, dietro la sostanza grigia. Estremamente vascolarizzato che ne caratterizza il colore rossa ha la capacità di scambiare delle info di tipo motorio, tra la parte superiore del mesencefalo e del cervelletto. Questo continuo scambio di informazioni fa in modo tale che ci siano gli opportuni stimoli affinché si possa avere un tono muscolare adeguato e questo aiuta anche al mantenimento di una postura corporea corretta.
- Sostanza nera : circonda il nucleo rosso anteriormente, ha a che fare con il controllo del movimento involontario. Contiene neuroni in grado di produrre dopamina, quando la sostanza nera non produce dopamina compare il morbo di Parkinson. La sua struttura ci dà un’idea della sua funzionalità, ha funzioni sia di tipo visive e uditive sia di tipo muscolare. Nel mesencefalo troviamo una struttura che proseguirà caudalmente costituita sia da nuclei che da fibre chiamata formazione reticolare. È un elemento importante legato allo stato di coscienza di un individuo. MORBO DI PARKINSON
- I movimenti involontari : i movimenti involontari sono provocati da tono muscolare (i muscoli del nostro corpo non sono mai quasi completamente rilassati). Se il muscolo perde il tono muscolare abbiamo una paralisi del muscolo.
- Gli schemi motori acquisti : sono tantissimi, li abbiamo dovuti imparare nel corso della vita fino a che non li abbiamo imparati perfettamente e riusciamo ad attuarli senza pensare (es: scrivere o guidare la macchina).
- Elaborazione e trasmissione delle informazioni dalla corteccia al talamo e riceve impulsi dal talamo e dalla sostanza nera Queste funzioni insieme alla componente cerebellare collaborano per poter armonizzare i movimenti del corpo. Questi nuclei della base, oltre alle cose dette in precedenza, fanno in modo che gli schemi si possano adattare alle situazioni perché in risposta ad un certo stimolo, ad un certo evento, ma anche in risposta al fatto che si sta facendo una determinata azione e questo movimento deve essere compensato o riadattato nelle circostanze (esempio: camminare su un piano è differente dal camminare su un percorso di montagna; lo schema si deve riadattare). Queste cose sono importanti per la stabilità dell’organismo. Per esempio: Nucleo caudato e putamen: partecipano al dondolio degli atri quando camminiamo per far si che il nostro corpo mantenga l’ equilibrio. Globo pallido: prepara la spalla, avambraccio e mano per la presa di un oggetto Interconnettività dei nuclei della base creano 4 circuiti:
- Motorio: dalla corteccia motoria si proietta su Putamen e Caudato, su cui giungono proiezioni delle Sostanza nera, da questi sul Talamo che proietta nuovamente sulla corteccia. 2. Cognitivo: le aree corticali di associazione proiettano sul Caudato che a sua volta proietta sul Globo pallido e sul Talamo che proietta nuovamente sulla corteccia. **_È il circuito che programma in anticipo i movimenti da fare in seguito
- Limbico:** dall’amigdala si proietta si proietta al Globo pallido che a sua volta si proietta sul Talamo che proietta nuovamente sulla corteccia. **È il circuito che impartisce il senso emotivo dell’azione (gestualità)
- Oculomotore:** dal lobo frontale e parietale si proietta sul Caudato, Sostanza nera e Talamo che proietta nuovamente sulla corteccia. **È il circuito che consente veloci movimenti dell’occhio quando si analizza un oggetto di nostro interesse. Formazione reticolare_** struttura che occupa più strati, si distribuisce lungo il tronco che prende in considerazione il mesencefalo, il ponte e il midollo allungato. Questa formazione svolge diverse funzioni come: Controllo sonno-veglia: lo stato di coscienza che interviene nel ciclo del sonno, mentre dormivano la sua funzionalità è ridotta che però può riattivarsi se siamo disturbati da qualcosa (es un suono).
Schemi motori: movimento degli occhi, della masticazione e deglutizione. Controllo del ritmo respiratorio (espirazione, inspirazione) per la presenza di centri respiratori presenti nel ponte Controllo cardiovascolare: attraverso le fibre provenienti dal seno carotideo e dell’arco aortico, genera risposte che regolano la pressione arteriosa. Controllo dolore: attraverso un particolare nucleo chiamato grande rafe che influisce sulle strutture nervose delle corna posteriori del midollo (sensitive). la compromissione della formazione reticolare può portare alle convulsioni. CONVULSIONI: COSA FARE: proteggere la persona, aiutare la respirazione, restare vicino e descrivere la crisi e la durata ai soccorsi COSA NON FARE: rialzare la persona o cambiare posizione, contenere le convulsioni, mettere qualcosa tra i denti, dare da bere, respirazione artificiale AL TERMINE DELLA CRISI: mettere in posizione di sicurezza e non contenere il paziente, liberare la cavità orale, non somministrare farmaci, restare accanto al paziente. TERAPIA: anticonvulsionante tipo il valium. PONTE Il ponte si si trova tra mesencefalo e midollo allungato e si chiama così perché fa da elemento di congiunzione tra il tronco encefalico e il cervelletto. Questo ponte è separato dal cervelletto attraverso il quarto ventricolo. Una serie di strutture chiamate lobi cerebellari connettono, si attaccano e fanno in modo tale da mantenere ancorato il ponte al cervelletto e viceversa. Il ponte è importante perché:
- Contiene dei nuclei che sono coinvolti nella respirazione, questi nuclei fanno parte di centri chiamati pneumotassico, apneustico e il centro del ritmo che sono i centri che permettono la respirazione, la sequenza respiratoria ciclica involontaria;
Questo elemento è fortemente coinvolto negli aspetti come la postura, osservare e sentire, e contiene gli schemi motori acquisiti. Armonizza anche la componente motoria, anche se il più delle volte è un movimento automatico. Lesioni al cervelletto possono compromettere l’ attività motoria FUNZIONI CORTICALI: La coscienza: dipende dalle fibre che mettono in connessione la funzione reticolare Il linguaggio : è impiantata nei lobi frontali, parietali e temporali. Il sistema limbico: gestisce l’aspetto emozionale con la partecipazione anche di altre strutture Apprendimento +e memoria L’apprendimento è la capacità di acquisire nuove informazioni mentre la memoria è la capacità di creare un ricordo in modo tale da poter richiamare le informazioni acquisite. Il meccanismo di conversione in memoria prevede un cambiamento a livello nervoso tramite dei processi chimici. Questo cambiamento può portare anche alla creazione di nuovi neuroni, viene definita come plasticità di trasferimento alla memoria, avviene per step e coinvolge le aree di associazione dei lobi: frontali, occipitali, temporali, parietali, limbico, diencefalo. Classificazione della memoria I. II. Memoria immediata: (IT) ricorda il presente Memoria a breve termine: (STM) solitamente ricorda per qualche minuto, le aree coinvolte sono l’ippocampo, i corpi mamillari e parte del talamo. Dipende da più da cambiamenti elettrici/chimici che da sinapsi. Memoria a lungo termine: (LTM) ricorda per anni o per tutta la vita. Coinvolge i nuclei della base e del cervelletto. Si basa sul rafforzo, richiamo al ricordo, consolidamento. III. PERCHÉ RICORDIAMO ALCUNE COSE E ALTRE NO? Un ricordo viene mantenuto in base a tanti fattori, le emozioni per esempio sono elementi di rafforzo. È comunque difficile definire il funzionamento dei ricordi. Il passaggio tra le diverse memorie può essere immediato. Alo 1% dei ricordi finisce nella LTM. Traumi, anestesie possono modificare la LMT che possono portare ad una perdita di memoria localizzata o no. Prima che i ricordi si consolidino definitivamente ci vuole circa un’ora Vie sensitive e somatiche Il sistema somatosensoriale ci permette di percepire tatto, pressione, temperatura, dolore, attraverso le fibre sensitive che si trovano, in quantità differenti, in tutto l'organismo.
Il sistema somatosensoriale è quello che ha la funzione di traportare dal sistema nervoso centrale all’intero corpo, e viceversa, le informazioni che riguardano nello specifico il movimento e l’espressione dei sensi , cioè dei contatti che il corpo ha con l’ambiente esterno ( “soma” , in greco significa “corpo” ). I neuroni sensitivi (o afferenti) portano le informazioni dai nervi al sistema nervoso centrale. I motoneuroni (o efferenti) trasportano invece le informazioni dal cervello e dal midollo spinale alle fibre muscolari. Le vie sensitive sono più semplici, passano per alcune strutture corticali
- Neuroni di primo ordine: dalla periferia al midollo
- Neuroni di secondo ordine: dal midollo al talamo
- Neuroni di terzo ordine: dal talamo alla corteccia Via del cordone posteriore e Via spino talamica Questi processi sono involontari e seguono un processo invertito (decussazione) Le vie motorie comprendono il sistema piramidale (volontario) ed extrapiramidale (involontario) che sono distinguibili ma comunque si integrano a vicenda per esempio l’extrapiramidale interagisce sugli schemi imparati come camminare. Nervi cranici Nascono solitamente all’interno dei nuclei e collegano elementi intra craniali (dentro il cranio) e altri escono dal cranio, alcuni percorsi sono relativamente brevi altri sono molto più estesi. Si dividono in SENSITIVI, MOTORI E MISTI. Uno dei più importanti è il VAGO che ha una diffusione molto amplia a livello toraco/addominale. Nonostante appartenga al parasimpatico a livello dello stomaco ha un effetto eccitatorio. Il test di funzionalità neurologico del vago corrisponde al riflesso della deglutizione. Un altro nervo molto esteso è il TRIGEMINO che si suddivide in 3 rami principali:
- Oftalmico (regolazione del movimento degli occhi)
- Mandibolare
- Mascellare Come il vago anche il trigemino è un nervo misto per cui ha sia elementi sensitivi che motori. Il test di funzionalità neurologica prevede l’opporre resistenza all’apertura della mandibola e se il paziente riesce a creare questa resistenza allora il TRIGEMINO funziona.
SENSITIVI → olfattivo, ottico e stato acustico, vestibolo-concelare
MISTI → vago, trigemino, facciale e glossofaringeo
MOTORI → OCULOMOTORE, trocleare, abducente, accessorio, ipoglosso
Trigemino, abducente, trocleare, facciale, ottico → ponte
Vago, ipoglosso, glossofaringeo, accessorio → midollo allungato
LIVELLO TORACICO
I corpi vertebrali dei tratti superiori sono più piccoli rispetto a quelli inferiori e i processi spinosi sono più tozzi verso il basso. Solo a livello toracico vi sono delle articolazioni (FACCETTE) da dove parte la gabbia toracica. LIVELLO LOMBARE Il corpo vertebrale diventa più ampio e il processo spinoso più tozzo. Il canale vertebrale si restringe sempre di più in quanto le fibre fuoriescono dai fori vertebrali e intervertebrali e il midollo diminuisce sempre di più. PATOLOGIE DELLA COLONNA VERTEBRALE: scoliosi: inclinazione a destra o a sinistra dell’asse, maggiore di 40 gradi è considerata grave ipercifosi: alterazione delle curve primarie es. toracica iperlordosi: alterazione delle curve secondarie es. lombare Tra i corpi vertebrali vi sono i dischi vertebrali che però necessitano di altre misure di contenimento. Queste misure sono i legamenti che aiutano a mantenere tutta la struttura solida. Esistono legamenti che interessano tutta la colonna e altri che la interessano solo in parte. Quali sono i legamenti?
- Legamento longitudinale: collega i corpi della colonna vertebrale. Si trova all’interno del canale vertebrale, davanti e dietro
- Legamento sovra spinoso: lega gli apici dei processi spinosi, si trova in tutta la colonna
- Legamenti localizzati:
- Legamenti intertrasversali: uniscono gli apici dei processi traversi
- Legamenti interspinosi: uniscono la parte inf di un processo spinoso con la parte sup di quello sottostante
- Legamento interdiscale: nasce dal bordo superiore della vertebra e si lega al bordo della vertebra superiore ed è formato da strati di fibre intrecciate e sono molto resistenti, non percorre tutta la vertebra ma la circonda a ferro di cavallo. DENTRO IL CORPO VERTEBRALE: Disco, che contiene… nucleo polposo: ha una consistenza simile a gel e assorbe gli impatti, ha uno spessore maggiore degli anelli. anello fibroso: è costituito da tanti strati e l’andamento delle fibre è peculiare, più le fibre sono esterne e più sono oblique. Al contrario più queste sono interne e più sono verticali può succedere che nel tempo avvengano delle microfratture dell’anello e il nucleo polposo tenta di uscire da queste fratture.
Di conseguenza il nucleo spinge contro il legamento longitudinale (è un legamento parziale) che si può rompere e far uscire parte di questo nucleo che schiaccia la radice nervosa provocando dolore. Questo fenomeno prende il nome di protrusione discale o ernia discale, più frequente nella zona lombare. Perché il nucleo polposo esce?
- Posture sbagliate quando ci si siede
- Familiarità
- Traumi Le ernie sono più frequenti in L5 e S1 sia per i carichi sia perché la colonna vertebrale cambia curvatura e vengono chiamate anche discopatie. Vanno ad impattare sulla componente nervosa Tipicamente le ernie sono a livello cervicale e lombare. Sintomi: lombalgia (dolore a fascia), impedimento movimento, dolore e se interessa anche il nervo sciatico può diventare LOMBOSCIATALGIA Aspetto nervoso Il midollo fa parte del sistema nervoso centrale e contiene sostanza grigia centralmente la quale è circondata dalla sostanza bianca organizzata in cordoni cioè delle fibre. Il midollo nasce dal foro occipitale (foro magno) e termina circa in L2. L’organizzazione del tessuto all’interno del midol lo (sostanza grigia) di destra è uguale a quella di sinistra e la sua struttura è ad ala di farfalla. Segue la stessa classificazione “ lettera – numero ” delle vertebre, ma nelle cervicali in questo caso compare un segmento in più. Perché la prima radice nasce al di sotto del cranio e al di sopra della prima vertebra (C1) e viene chiamata C1 nonostante non sia una vera vertebra (quindi la numerazione andrà da C1 a C8). Il diametro del midollo andando verso il basso diventa sempre più piccolo fino ad arrivare a L2 dove perde la sua struttura ma continua con dei filamenti nervosi che vengono chiamati coda equina e c ontinua fino all’ultimo elemento sacrale. Vi sono dei rigonfiamenti in due sezioni, una cervicale e una lombare. In queste sezioni il tessuto nervoso diventa più denso e in particolare questi sono i punti da dove nasce la componente nervosa che innerverà gli arti. La cervicale innerva gli arti superiore e la lombare quelli inferiori. La radice in uscita crea delle reti per creare una struttura nervosa e insieme ad altre origineranno un nervo. VI SONO DELLE SCISSURE DEL MIDOLLO:
- Scissura mediana anteriore: la più evidente
- Solco mediano – posteriore: meno evidente
Noi già all’interno della catena simpatica abbiamo una ramificazione molto importante, alcune di queste fibre si uniranno formando tre nervi:
- il grande nervo splannico
- il piccolo nervo splannico
- e lo splannico lombare Grossi nervi pre-gangliari che hanno una via breve che immediatamente entrano all’interno di tre grossi gangli: celiaco che innerva il pancreas, lo stomaco e serve alla struttura epatica, mesenterico superiore (intestino tenue) e mesenterico inferiore (intestino grasso) sono rami che nascono dall’aorta addominal e e vascolarizzano l’intestino. Dai gangli sopra indicati fuori escono le fibre post gangliari MOLTO LUNGHE (amieliniche) innervano la muscolatura liscia, le ghiandole e gli organi toracici escono dal ganglio della catena come nervi simpatici e vanno direttamente all’organo effettore. Vasi anteriori al midollo PARAVERTEBRALI Vi è l’eccezione di una fibra che nasce dal ganglio celiaco che è ancora pre-gangliare, perché passa da un ganglio ma non crea nessuna sinapsi con esso e innerva direttamente la sostanza midollare del surrene che produce ADRENALINA. Funzioni Ortosimpatiche:
- Aumento funzioni cardiovascolari
- Movimento delle riserve energetiche
- Senso di euforia e forza
- Stimolazione del sistema extrapiramidale
- Stimolazione del sistema reticolare
- Aumento delle attività del bulbo e del ponte, con conseguente aumento della PA, FC, ritmo e profondità del rispiro. Parasimpatico: INIBITORIO Il parasimpatico è costituito da elementi midollari e va dalle ultime radici sacrali da S2 a S 4 e da 4 nervi cranici che sono:
- Facciale: dal ponte
- Oculomotore: dal mesencefalo
- Vago: dal bulbo
- Glosso-Faringeo: dal bulbo Le fibre pre-gangliari fuori escono direttamente dal sistema craniale e vanno ad innervare direttamente gli organi creando dei plessi, che nelle parti sup andranno ad unirsi con le strutture sacrali. Con tutti questi plessi si vengono a creare poche sinapsi e infatti ha risposte molto più prevedibili. Le fibre pre-gangliari so no molto lunge e giunte a livello dell’organo creeranno delle sinapsi all’interno di piccoli gangli posizionati sulla superficie dell’organo, da questi nasceranno delle fibre post- gangliari che sono brevi e che innervano l’organo. La maggior parte dell’inn ervazione del parasimpatico è sostenuta dal nervo Vago
Funzioni del Parasimpatico:
- Stimolazione delle ghiandole del digerente → vomito
- Stimolazione della muscolatura liscia del digerente → digestione
- Rimpicciolimento della pupilla, e aumento della messa a fuoco su oggetti vicini
- Stimolazione e e coordinamento della defecazione
- Contrazione della vescica durante la minzione
- Costrizione delle vie respiratorie
- Ammassamento della FC e della forza contrattile
- Controllo del desiderio sessuale e stimolazione della ghiandole RIFLESSI EVOCABILI
- Riflesso patellare: per verificare il funzionamento di questo riflesso bisogna colpire il tendine del quadricipite femorale anteriore, a seguito del colpo avviene lo stiramento del tendine per cui possiamo dire che evoca il riflesso, in questo caso possiamo dedurre che il segmento L1 – L4 è funzionante.
- Riflesso bicipite: in questo caso dobbiamo poggiare il dito sul tendine del bicipite anteriore e percuoterlo fino alla risposta del riflesso conseguente
- Riflesso plantare o di Babinscki: bisogna tenere ferma la caviglia e con un movimento deciso creare un “arco” sulla pianta del piede, se le dita si flettono il risultato è negativo mentre se le dita si stendono il risultato è positivo questo vuol dire che potrebbe esserci un problema a livello cortico-spinale, tipico della SLA. Il risultato positivo però viene considerato normale nei bambini fino ai 18 mesi. MENINGI Le meningi sono costituite da tre foglietti:
- Pia madre: è lo strato più interno, più sottile e funge da pavimento, è molto vascolarizzato e segue tutte le superfici del sistema nervoso. È ancorata in parte alla BEE attraverso astrociti.
- Aracnoide: è composta da dei piccoli filamenti che prendono il nome di trabecole aracnoide i quali creano uno spazio dalla Pia Madre colmato da vasi o da liquor
- Dura madre: è lo strato più esterno composta da due foglietti, è molto dura e in certi punti si sdoppia per accogliere un vaso, il seno sagittale, che si occupa del drenaggio del sangue. Composta da due strati detti:
- Strato endostale: vicino al cranio
- Strato meningiale : sopra l’aracnoide Per adattarsi la dura madre emette delle pieghe chiamate pieghe di riflessioni:
- Tentorio del cervelletto: Separa i lobi occipitali dal cervelletto