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Anatomia veterinaria sistematica e comparata 2, Sbobinature di Anatomia

Questo file raccoglie le sbobinature prese a lezione del corso di Anatomia Sistemica e Comparata 2. Il contenuto è stato rivisto, ordinato e integrato per offrire un supporto chiaro ed efficace allo studio. Il materiale comprende le lezioni della professoressa Modina, relative agli apparati respiratorio, circolatorio e tegumentario, e della professoressa Di Giancamillo, per quanto riguarda gli apparati digerente e urogenitale.

Tipologia: Sbobinature

2024/2025

In vendita dal 19/06/2025

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SPLANCNOLOGIA

La splancnologia è la branca dell'anatomia che si occupa dello studio dei visceri, ovvero quegli organi situati in profondità all'interno del corpo, alloggiati in spazi o cavità viscerali. Questi organi hanno prevalentemente un'origine embriologica ento-mesodermica.

CLASSIFICAZIONE DEI VISCERI

I visceri si distinguono in due categorie principali:

  1. Visceri Cavi : caratterizzati dalla presenza di una cavità centrale, detta lume. Strutturalmente, sono costituiti da quattro strati, denominati tonache, che si dispongono dall'interno verso l'esterno nel seguente ordine: ○ Tonaca mucosa : lo strato più interno, a diretto contatto con il lume dell'organo. Rappresenta un elemento morfofunzionale determinante, poiché la sua struttura specifica influenza la funzione dell'organo. È composta da: ■ Epitelio di rivestimento : costituito da cellule strettamente adese, non vascolarizzate, poggiate su una membrana basale glicoproteica che, grazie alla componente glucidica, trattiene acqua e permette il passaggio di molecole. ■ Lamina propria : situata sotto l'epitelio di rivestimento, è costituita da tessuto connettivo lasso, altamente vascolarizzato e con matrice extracellulare fibrosa; può contenere ghiandole. ■ Muscularis mucosae : uno strato di cellule muscolari lisce, a controllo involontario, che separa la tonaca mucosa dalla tonaca sottomucosa. ○ Tonaca sottomucosa : situata immediatamente sotto la mucosa, è composta da tessuto connettivo lasso, molto vascolarizzato e innervato. Può contenere ghiandole ed è fondamentale negli organi con elevata capacità di distensione (esofago, stomaco, intestino), permettendo lo scivolamento della mucosa sulla sottomucosa grazie alla presenza della muscularis mucosae. ○ Tonaca muscolare : costituita da due strati principali di fibre muscolari: ■ Strato interno con fibre muscolari a disposizione circolare. ■ Strato esterno con fibre muscolari a disposizione longitudinale. ○ Generalmente è composta da muscolatura liscia, ma in alcuni casi può essere striata involontaria. In specifiche regioni, lo strato circolare può ispessirsi per ipertrofia o iperplasia, formando gli sfinteri, strutture che regolano il passaggio del contenuto tra diverse porzioni dell'apparato digerente e altri sistemi. ○ Tonaca sierosa o avventizia : l'avventizia è costituita da tessuto connettivo lasso che contiene vasi sanguigni. Se rivestita da mesotelio, diventa tonaca sierosa, con cellule epiteliali appiattite che producono un liquido sieroso funzionale per la lubrificazione e il movimento degli organi.

APPARATO DIGERENTE

Durante l'organogenesi, l'apparato digerente si sviluppa come una struttura cava soggetta a numerose trasformazioni. Le sue funzioni principali comprendono la prensione e la frammentazione meccanica degli alimenti, la digestione chimica, l'assorbimento delle sostanze nutritive e l'eliminazione dei residui non assimilati. Il sistema inizia con l'apertura orale e termina con lo sfintere anale. All'apparato digerente sono annesse ghiandole esocrine ed endocrine, derivate da tessuto ghiandolare. Le ghiandole esocrine, caratterizzate dalla presenza di un dotto escretore, possono essere situate all'interno della parete degli organi (intraparietali) o all'esterno di essa (extraparietali), ma sempre collegate tramite un dotto.

ORGANOGENESI DELL’APPARATO DIGERENTE

L'apparato digerente ha origine prevalentemente endodermica. Durante l'embriogenesi, dallo zigote si sviluppano i tre foglietti embrionali (ectoderma, mesoderma ed endoderma), che danno origine ai vari tessuti dell’organismo. L’apparato digerente inizia come un tubo semplice, che, grazie ai processi di proliferazione e differenziamento, acquisisce progressivamente maggiore complessità.

Segmentazione embrionale del tubo digerente

Intestino anteriore (intestino faringeo) : ha origine dallo stomodeo, una depressione embrionale inizialmente chiusa da una membrana, che darà luogo alla bocca. ● Intestino medio : in comunicazione con il dotto vitellino. ● Intestino posteriore : termina con il proctodeo, una primitiva apertura anale chiusa da una membrana. Con lo sviluppo embrionale, l’intestino anteriore subisce una divisione interna creando il diaframma, che separa la cavità toracica da quella addominale. Il diaframma è attraversato da strutture importanti come lo iato esofageo, l’aorta e il forame della vena cava. La sua conformazione genera una cupola diaframmatica che determina la posizione di alcuni visceri all’interno della cavità toracica, pur appartenendo funzionalmente alla cavità addominale. Durante la fase fetale, l'apparato digerente si sviluppa secondo una suddivisione in tre sezioni principali: intestino anteriore, medio e posteriore. Nell’animale adulto, invece, la suddivisione si basa sulle regioni anatomiche definitive: ● Regione prediaframmatica : comprende la cavità orale, le ghiandole salivari, la faringe e gran parte dell’esofago (che attraversa il diaframma tramite lo iato esofageo). ● Regione retrodiaframmatica : costituita dal tratto digestivo (stomaco, intestino e ghiandole annesse come fegato e pancreas) e dal tratto espulsivo (dove avviene il

riassorbimento di acqua e sali minerali, con eliminazione dei residui sotto forma di feci).

Classificazione degli animali in base alle abitudini alimentari

CarnivoriErbivori ○ Monogastrici (es. equino, coniglio) ○ Poligastrici (es. bovino, ovi-caprini) ● Onnivori (es. maiale) L’apparato digerente, dalla sua origine embrionale alla struttura adulta, è un sistema altamente specializzato che varia notevolmente in base alle esigenze alimentari della specie. CAVITÀ ORALE La cavità orale è organizzata in diverse strutture anatomiche: ● Pareti laterali : le guance. ● Pareti rostrali : le labbra. ● Soffitto della cavità orale : il palato. ● Pavimento della cavità orale : su cui si trova la lingua. ● Apertura caudale : l’istmo delle fauci, che comunica con la faringe. ● Denti e ghiandole salivari (intraparietali ed extraparietali). LABBRA Le labbra sono pieghe muscolo-membranose composte da una tonaca mucosa e una robusta componente muscolare. Non presentano una tonaca sottomucosa. Il labbro superiore e inferiore convergono formando le commessure labiali (angolo della bocca), delimitando uno spazio chiamato rima buccale.

Peculiarità di specie

Cane : presenta un tartufo e un filtro, una profonda linea mediana che divide il labbro superiore. ● Bovino : labbra poco mobili, con il labbro superiore spesso fuso con le narici (naso labiale). ● Capra, cavallo, pecora : labbra sottili e molto mobili, adatte alla prensione del cibo. ● Maiale : labbro superiore fuso con le narici, con un osso del grugno utile per scavare.

Struttura del labbro

Versante esterno : epitelio pavimentoso pluristratificato con annessi cutanei (peli e ghiandole sebacee).

Il rafe mediano è una linea longitudinale che divide il palato in due metà simmetriche e sul quale si inseriscono le creste palatine , rilievi trasversali che agevolano la deglutizione facilitando il movimento del bolo alimentare. Il dotto incisivo , situato nella papilla incisiva , stabilisce una connessione tra la cavità orale e quella nasale in alcune specie, ad eccezione del cavallo, dove tale comunicazione è assente. Questo dotto è associato all’ organo vomeronasale , coinvolto nella reazione di Flehmen , un comportamento osservato nei cavalli quando sollevano il labbro superiore per intensificare la percezione olfattiva. Il palato molle , caudalmente, si estende nella faringe e la divide in: ● Orofaringe (ventrale, per il passaggio del cibo). ● Nasofaringe (dorsale, per il passaggio dell’aria).

Deglutizione

La deglutizione è un processo complesso e coordinato che coinvolge diverse strutture anatomiche. Essa avviene attraverso più fasi, ciascuna con un ruolo essenziale nel garantire il corretto passaggio del bolo alimentare:

  1. Fase orale (volontaria): il bolo viene spinto dalla lingua contro il palato duro, facilitandone il movimento verso la parte posteriore della cavità orale. Le creste palatine svolgono un ruolo chiave in questa fase, agevolando la progressione del cibo verso l’orofaringe.
  2. Fase faringea (involontaria): il palato molle si solleva per impedire al bolo di refluire nella cavità nasale, mentre l’epiglottide si abbassa per chiudere l’accesso alla trachea. Questo movimento garantisce che il cibo venga diretto correttamente nell’esofago e non nelle vie respiratorie.
  3. Fase esofagea (involontaria): il bolo entra nell’esofago e viene spinto verso lo stomaco attraverso contrazioni peristaltiche coordinate della muscolatura esofagea. Nel cavallo, il palato molle è particolarmente lungo , causando una configurazione anatomica che ha delle implicazioni specifiche: ● Respirazione orale impossibile : il palato molle si posiziona sotto l’epiglottide, impedendo il passaggio dell’aria attraverso la bocca. ● Limitazione del rigurgito e del vomito : a causa della posizione e della lunghezza del palato molle, il cibo può tornare indietro solo attraverso la cavità nasale. Durante la deglutizione, il bolo segue un percorso preciso: viene spinto ventralmente rispetto al palato duro, attraversa l’orofaringe e, grazie alla coordinazione tra il sollevamento del palato molle e la chiusura dell’epiglottide, entra nell’esofago senza compromettere il flusso d’aria nella trachea. Questo coordinamento assicura che non vi sia interferenza tra la funzione respiratoria e digestiva. Il problema principale del palato molle lungo nei cavalli è che riduce la mobilità dell’epiglottide, causando una maggiore difficoltà nel regolare il passaggio di aria e cibo. Per questo motivo, i cavalli sono obbligati a respirare esclusivamente attraverso il naso.

Inoltre, la struttura anatomica del palato molle nei cavalli rende il vomito e il rigurgito estremamente difficoltosi , in quanto il reflusso alimentare viene deviato verso la cavità nasale piuttosto che tornare attraverso la bocca. A bocca chiusa, il palato molle si posiziona ventralmente all’epiglottide, garantendo la continuità del passaggio aereo verso la trachea. Durante la deglutizione, la lingua spinge il bolo caudalmente, inducendo l’apertura dell’epiglottide che chiude la trachea temporaneamente, permettendo il passaggio sicuro del cibo nell’esofago. Questo stretto coordinamento tra palato molle ed epiglottide è fondamentale affinché il bolo alimentare non entri nelle vie respiratorie. In altre specie, la conformazione del palato molle è più corta e permette un maggiore adattamento, consentendo la respirazione orale in condizioni particolari e un migliore controllo del riflusso alimentare. PAVIMENTO DELLA BOCCA Il pavimento della bocca è costituito da una combinazione di strutture scheletriche e muscolari. La sua base scheletrica è rappresentata dalla mandibola, i cui due rami sono rivestiti da mucosa orale. Questa mucosa presenta specifiche conformazioni anatomiche, tra cui due fossette situate caudalmente agli incisivi mediali, denominate organo oro- basale , vestigia di ghiandole rudimentali che hanno perso la loro funzione. Un'altra struttura caratteristica del pavimento della bocca è costituita dalle caruncole sottolinguali , situate sotto la lingua. Nei suini e nella maggior parte delle specie queste strutture appaiono in rilievo con aspetto papillare, mentre nei bovini risultano infossate. Le caruncole sottolinguali sono importanti poiché a questo livello si aprono numerose ghiandole salivari. Il pavimento della bocca, dunque, è composto in parte dal pavimento sottolinguale , formato da ossa mandibolari rivestite da mucosa orale, e in parte dalla lingua , che contribuisce in modo significativo alla sua struttura e funzione. LINGUA La lingua è un organo muscolo-membranoso che occupa, a bocca chiusa, gran parte della cavità orale. È caratterizzata da un cuore centrale costituito da muscolatura importante

  1. Papille meccaniche : facilitano la gestione del bolo alimentare e comprendono le papille filiformi, coniche, marginali e a forma di lenti.
  2. Papille sensoriali : contengono i bottoni gustativi , deputati alla percezione degli stimoli gustativi, e comprendono le papille fungiformi, vallate e fogliate.

Peculiarità di specie

● Nei bovini , la lingua presenta un tonulo linguale , un rigonfiamento muscolare preceduto da una fossa sottolinguale. ● Nei cavalli , la lingua è caratterizzata dalla presenza di numerose papille fungiformi e papille coniche. ● Nella radice della lingua troviamo le papille vallate e, lateralmente, le papille fogliate. ● Nei gatti , le papille filiformi sono fortemente cheratinizzate, rendendo la lingua ruvida e utile per la pulizia del pelo. ● Alcune specie, come i cervi , presentano papille estremamente cornificate. ● Nei neonati , le papille marginali facilitano la suzione e tendono a scomparire con lo svezzamento.

Bottoni gustativi

I bottoni gustativi sono le strutture recettoriali presenti nelle papille sensoriali e sono composti da circa 30 cellule , suddivise in: ● Cellule basali : responsabili del turnover cellulare. ● Cellule di sostegno : producono glicosaminoglicani che favoriscono la dissoluzione delle molecole gustative. ● Cellule sensoriali : contengono recettori per il gusto e si aprono all’estremità apicale tramite il poro gustativo. Le ghiandole di Von Ebner , ghiandole salivari a secrezione sierosa, sono associate ai bottoni gustativi e producono enzimi che migliorano la percezione dei sapori.

Vascolarizzazione della lingua

La lingua è altamente vascolarizzata grazie ai rami dell’ arteria carotide comune , che formano: ● Tronco linguo-facciale , che si divide in: ○ Arteria linguale : principale arteria della lingua, che decorre lungo il suo asse longitudinale, fornendo apporto ematico a tutte le sue regioni. ○ Arteria facciale , che prima di risalire emette un ramo parallelo all’arteria linguale, chiamato arteria sottolinguale. L’ arteria linguale rilascia rami collaterali che irrorano il corpo e l’apice della lingua , mentre l’ arteria sottolinguale provvede alla vascolarizzazione della parte inferiore della lingua e del pavimento orale. Il ritorno venoso avviene attraverso la vena linguale , che drena il sangue refluo nella vena giugulare.

Peculiarità anatomiche nel cane

Nel cane è presente la Lissa , un cordone flessibile di tessuto connettivo fibroso , muscolatura e tessuto adiposo. Posizionato lungo l’asse longitudinale della lingua a livello dell’apice, si ritiene che aiuti nella prensione dell’acqua, regolando il movimento con meccanocettori.

Sviluppo embriologico della lingua

Lo sviluppo della lingua avviene dallo stomodeo ed è regolato dalla fusione di abbozzi mesodermici : ● Due tubercoli laterali pari-simmetrici. ● Un tubercolo impari mediano , detto copula. ● Eminenza ipobrachiale , che prolifera caudalmente e si fonde con la copula. Questo processo embriologico spiega la presenza del solco mediano in alcune specie, derivante dalla fusione incompleta degli abbozzi primari.

Classificazione delle ghiandole esocrine

Un’altra classificazione riguarda la modalità di secrezione :  Ghiandole merocrine : sono le più comuni; solo il prodotto di secrezione viene riversato all’esterno e la cellula secernente rimane integra.  Ghiandole apocrine : viene eliminato anche il citoplasma apicale della cellula assieme al prodotto di secrezione (esempio: ghiandola mammaria ).  Ghiandole olocrine : l’intera cellula, dopo aver accumulato il prodotto di sintesi, si disintegra costituendo essa stessa il secreto (esempio: ghiandole sebacee della cute ). A queste ghiandole è associato un pool di riserva cellulare molto grande. È possibile classificare le ghiandole anche in base alla tipologia di secrezione :  Secrezione sierosa : contiene proteine ed enzimi , visibili sotto forma di granuli di zimogeno nel citoplasma.  Secrezione mucosa : contiene glicolipidi ; i granuli mucosi si fondono formando una grande goccia che viene esocitata all’esterno. Anche qui, durante la preparazione dei tessuti, i lipidi vengono estratti, rendendo queste cellule otticamente vuote. Epiteli ghiandolari esocrini annessi al tegumento Dal punto di vista microanatomico , anche le ghiandole esocrine annesse all’apparato tegumentario possono essere classificate in base alla tipologia di secrezione :  Ghiandole sebacee : elaborano il sebo , con funzione protettiva per le strutture cornee come i peli.  Ghiandole sudoripare : elaborano il sudore , con funzione di termoregolazione.  Ghiandole mammarie : elaborano il latte , con funzione nutritiva. GHIANDOLE SALIVARI Nella parete delle guance sono presenti ghiandole salivari intraparietali , localizzate a livello della mucosa all'interno della lamina propria (connettivo). Le ghiandole salivari sono distribuite in tutto il cavo orale. Dal punto di vista strutturale, le ghiandole salivari sono organizzate nella maggior parte dei casi con forma tubulare semplice , contenente cellule a secrezione mucosa. Esternamente alle cellule mucose si trovano cellule non otticamente vuote , caratterizzate da una serie di granuli colorati : si tratta di cellule sierose. Questo tipo di ghiandola è quindi una ghiandola salivare mista , poiché presenta sia cellule mucose che cellule sierose.

Le cellule sierose si dispongono a semiluna intorno alle cellule mucose , formando le cosiddette semilune del Giannuzzi. Esternamente sono presenti anche cellule mioepiteliali , ovvero cellule epiteliali modificate per avere attività contrattile. All'interno del loro citoplasma si trova un citoscheletro abbondante , e la loro contrazione favorisce l'espulsione dei prodotti di secrezione all'interno del dotto escretore e poi all'esterno. La ghiandola salivare è un organo parenchimatoso :  presenta una capsula di rivestimento ,  uno stroma connettivale interno,  e un tessuto parenchimatoso ghiandolare , dotato di dotto escretore. Le ghiandole salivari intraparietali (ad esempio quelle nelle guance) non hanno capsula di rivestimento , mentre la capsula è presente nelle ghiandole esterne alla parete orale. Tutti i dotti ghiandolari sono organizzati da un monostrato di epitelio cubico , tranne le ghiandole annesse all' apparato tegumentario (ad esempio nel carpo), dove si trova un epitelio pluristratificato.

Funzioni delle ghiandole salivari

Protezione del cavo oraleCoadiuvano la masticazione e la deglutizionePartecipano alla formazione del bolo alimentareAzione battericida : alcune ghiandole salivari producono lisozimaDigestione degli amidi (nei carnivori e nel maiale ) tramite l’enzima ptialinaPercezione gustativaTermoregolazione (specialmente in cane e gatto )

Classificazione delle ghiandole salivari

Le ghiandole salivari si suddividono in:  Ghiandole minori (intraparietali)  Ghiandole maggiori (extraparietali, cioè esterne alla parete del cavo orale) Tra le ghiandole minori si trovano:  Ghiandole lingualiGhiandole palatineGhiandole buccali Le ghiandole maggiori , comuni a tutti gli animali, sono:  Ghiandola parotideGhiandola sottomandibolareGhiandola sottolinguale , che si suddivide in: o Monostomatica (una singola apertura terminale, maggiore) o Polistomatica (più aperture terminali, minore)

 dorsalmente: angolo pre-auricolare (prima dell'orecchio) e angolo retro-auricolare (dopo l'orecchio),  ventralmente: angolo mandibolare e angolo cervicale. L' asse maggiore della parotide segue il ramo verticale e il ramo trasversale della mandibola. La ghiandola ha un aspetto lobulato. Dal ramo orizzontale della mandibola , si diparte il dotto parotideo , che decorre rostralmente, poi devia dorsalmente verso il vestibolo delle guance e termina a livello di P (quarto premolare superiore). Profondamente alla parotide si trova la ghiandola mandibolare , di forma allungata , organizzata in due lobi (rostrale e caudale) contenuti in un'unica capsula e convergenti in un unico dotto: il dotto di Wharton. Il dotto parte dalla regione rostrale e, decorso medialmente ai due rami della mandibola, si apre a livello delle caruncole sottolinguali. La ghiandola sottolinguale , nel cavallo, è presente solo nella componente polistomatica e si trova nella regione ventrale della lingua, tra la lingua e il pavimento linguale. ● Suino Nel suino, la ghiandola parotide è molto grande e ha forma triangolare , con:  un apice alla base dell'orecchio ,  un apice all’ angolo mandibolare ,  un apice cervicale. Ha aspetto lobulato. Il dotto di Stenone si diparte dall’angolo mandibolare, devia rapidamente e termina nel vestibolo delle guance a livello di P. Anche nel suino, per osservare le ghiandole profonde, è necessario asportare la parotide. La ghiandola mandibolare si trova a livello dell' angolo della mandibola ed è divisa in lobo rostrale (più piccolo) e lobo caudale , entrambi rivestiti da un’unica capsula. Il dotto di Wharton origina dalla regione rostrale e si porta medialmente al ramo della mandibola, aprendosi a livello delle caruncole sottolinguali. La ghiandola sottolinguale è piuttosto grande e presenta entrambe le componenti:  Polistomatica : si apre rostralmente,  Monostomatica : si posiziona caudalmente. Nel suino, quindi, sia la ghiandola mandibolare che la sottolinguale presentano una divisione in due lobuli.

Nel suino quindi le due ghiandole profonde presentano entrambe due lobuli: la mandibolare rostrale/caudale a seconda della posizione, la sottolinguale monostomatica/polistomatica a seconda del numero di dotti ● Bovino Nel bovino, la parotide è più piccola e ha forma triangolare :  la base è in posizione pre-auricolare ,  l’apice si trova all’ angolo mandibolare. Il margine caudale della parotide lascia intravedere la presenza della ghiandola mandibolare , che è più grande. Il dotto di Stenone si diparte dall’angolo mandibolare, percorre rostralmente la mandibola con un andamento obliquo (diverso da equino e suino, dove il cambio di direzione è quasi a 90°), raggiungendo metà mandibola, poi devia dorsalmente fino a M (secondo molare superiore). La ghiandola mandibolare si trova in sede profonda , e i due lobi (rostrale e caudale) mantengono la nomenclatura:  il lobo caudale è più dorsale,  il lobo rostrale deborda ventralmente verso l'angolo mandibolare. Dal lobo rostrale si diparte il dotto di Wharton , che termina sulle caruncole sottolinguali (nei ruminanti presentano avvallamenti). La ghiandola sottolinguale presenta una organizzazione invertita rispetto al suino :  la monostomatica è rostrale,  la polistomatica è caudale. Cane Nel cane, la parotide è di piccole dimensioni e ha forma triangolare simile a quella del bovino:  la base del triangolo è posta alla base dell'orecchio,  l'apice non raggiunge completamente l'angolo mandibolare. Il dotto di Stenone decorre rostralmente, poi devia e termina nel vestibolo delle guance in prossimità di P. Nel cane è inoltre presente la ghiandola zigomatica , derivata dall’aggregazione di ghiandole buccali numerose situate in posizione periorbitale (alla base dell’occhio). Se il dotto della ghiandola zigomatica si ostruisce, il secreto non defluisce e la ghiandola si gonfia, richiedendo un intervento chirurgico di disostruzione.

Oro-faringe , posta ventralmente e collegata con la cavità orale. Il palato molle si posiziona ventralmente all’epiglottide. Caudalmente , si trova l’ epiglottide , che si continua direttamente nella trachea , un condotto di grandi dimensioni composto da anelli cartilaginei che mantengono sempre aperto il lume, facilitando il passaggio dell’aria. Dorsalmente alla trachea decorre invece un altro condotto, di dimensioni più ridotte , che è l’ esofago. Pertanto, caudalmente alla faringe si trova:  Ventralmente l’ epiglottide che si continua con la trachea ,  Dorsalmente l’ esofago. La faringe rappresenta una struttura muscolo-membranosa unica a forma di imbuto , di grande importanza in tutti gli animali. Nel cavallo , la faringe presenta una peculiarità: la presenza della tuba uditiva , una struttura spesso oggetto di indagini endoscopiche, che comunica con l’orecchio medio attraverso una particolare dilatazione nota come tasca gutturale , localizzata a livello della rino- faringe. Durante il processo di deglutizione , la lingua si sposta caudalmente e trascina con sé l’ epiglottide , che chiude l'ingresso della trachea, impedendo al bolo alimentare di imboccare la via respiratoria e guidandolo invece nell’ esofago. Nel cavallo , il palato molle è molto lungo e poco mobile , e si incarcerna profondamente in posizione ventrale. Di conseguenza:  Il rigurgito e il vomito avvengono attraverso le cavità nasali ,  La respirazione per via orale è impossibile. L’ esofago è un organo molto dilatabile , ma non permanentemente dilatato come la trachea. La trachea , grazie alla presenza degli anelli cartilaginei , mantiene costantemente pervio il suo lume, a differenza dell’esofago, che rimane collassato a riposo. TONSILLE Le tonsille rappresentano una stazione di immuno-sorveglianza fondamentale. Sono costituite da aggregati di noduli linfatici (tessuto linfatico) situati nella mucosa o sottomucosa del cavo orale o faringeo , ricoperti dall' epitelio oro-faringeo. I noduli linfatici si aggregano in maniera immuno-specifica , formando delle placche linfatiche localizzate in sedi specifiche della mucosa orale. Tuttavia, è possibile anche trovare tessuto linfatico diffuso , cioè immersi nella lamina propria senza formare strutture rotondeggianti, bensì distribuito in modo omogeneo.

Le tonsille costituiscono una barriera contro le infezioni e promuovono una risposta immunitaria contro gli agenti patogeni che penetrano nell’organismo attraverso le cavità nasali e orali. Le tonsille principali in prossimità della laringe sono:  Tonsille palatineTonsille faringeeTonsille lingualiTonsille tubaricheTonsille laringee Dal punto di vista anatomico, si parla di anello linfatico , poiché in sezione trasversale della regione prossimale alla faringe si osserva un anello continuo di tessuto linfatico sia a livello dell’apparato respiratorio sia a livello dell’apparato digerente, noto come anello linfatico del Waldeyer.

Organizzazione delle tonsille nelle specie

Nel cane : Le parti in verde rappresentano gli aggregati di cellule linfatiche , mentre i punti singoli indicano le cellule linfatiche diffuse. Le strutture laterali sono le tonsille palatine , che nel cane sono molto grandi e molto rappresentate , organizzate in numerosi noduli linfatici. Il numero 4 indica la tonsilla linguale , situata sulla superficie dorsale della radice della lingua , in una zona dove il tessuto linfatico è diffuso nella mucosa. Dorsalmente , a livello della tonsilla del palato molle , si trova tessuto linfatico diffuso all’interno della lamina propria della mucosa. All'interno dell' anello linfatico sono presenti anche le tonsille più dorsali: la tonsilla faringea , posta sulla superficie dorsale della rinofaringe , mentre la tonsilla tubarica è assente nel cane. Nel gatto : La situazione è abbastanza simile a quella del cane. La tonsilla palatina è ben organizzata in noduli linfatici , la tonsilla linguale è formata da tessuto linfatico diffuso , e a livello del palato molle il tessuto linfatico è presente ma in minor quantità rispetto al cane. Dorsalmente si trova la tonsilla faringea. Assente la tonsilla tubarica. Nel suino : Il suino non presenta la tonsilla palatina. Il palato molle è invece completamente infiltrato da noduli linfatici aggregati. Ventralmente, la tonsilla linguale è mista , composta da noduli associati a tessuto linfatico diffuso. Nonostante l’assenza della tonsilla palatina, si compone comunque l’anello linfatico. Dorsalmente si trova la tonsilla faringea e lateralmente è presente la tonsilla tubarica. Nel bovino : Le tonsille palatine sono molto rappresentate. La tonsilla linguale è organizzata in noduli linfatici , mentre la tonsilla del palato molle è mista , formata sia da noduli aggregati che da tessuto linfatico diffuso.