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Andromaca, Jean Racine, Appunti di Letteratura Francese

Tesina su Andromaca, tema, trama e personaggi

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 17/02/2022

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Carlotta Gaeta, 1910881
Andromaca, Jean Racine (1667)
Il XVII secolo è il periodo per eccellenza nella letteratura francese in cui si raggiunge il
massimo grado di raffinatezza. Nel teatro, i grandi maestri sono tre: Molière per la commedia,
Corneille e Racine per la tragedia. Jean Racine entra nella corte di Luigi XIV, studia il greco e
si avvicina ad opere greche tanto che, nelle sue tragedie, riprende la tradizione tragica classica
restituendole il massimo splendore e purezza. Le sue opere sono caratterizzate dalla mancanza
di eventi esterni e dalla pura tragicità che deriva dalla sofferenza dei personaggi, i quali, sono
lacerati dal dolore e lottano invano.
Andromaca è la terza tragedia di Racine, divisa in cinque atti e in versi con la quale l’autore
raggiunge il successo. L’opera è il primo esempio del teatro di Racine, dove le passioni si
intrecciano al realismo psicologico, che vede due coppie oscillare in un continuo cercarsi e
respingersi.
L’opera è collocata subito dopo la fine della guerra di Troia, durante la quale Achille uccise
Ettore e, la moglie di quest’ultimo, Andromaca, viene resa prigioniera con il figlio Astianatte
da Pirro, figlio di Achille. Pirro è il promesso sposo di Ermione, figlia del re di Sparta
Menelao ed Elena, ma si innamora di Andromaca (la quale è innamorata del marito morto e
suo figlio). In tutta l’opera non ci sono amori corrisposti, vi è una fuga continua di personaggi
innamorati di altri personaggi che scappano e, per questo, la struttura dell’opera è definita una
catena d’amore unidirezionale.
La storia si svolge in un solo luogo, un solo giorno e ruota intorno ad un unico nucleo
tematico, tipico del teatro seicentesco.
Ermione è la promessa in sposa di Pirro, re dell’Epiro, la quale viene trascurata per amore di
Andromaca. Sullo sfondo dell’opera, i Greci temono che Astianatte, ultimo discendente dei
troiani, crescendo possa vendicarsi della sconfitta di Troia e della morte del padre Ettore. Per
questo motivo, i Greci, inviano l’ambasciatore Oreste per far si che Astianatte sia consegnato
a loro per essere ucciso evitando così una sua futura vendetta. La vera ragione per la quale
Oreste si reca da Pirro è per vedere Ermione, la sua amata, la quale continua a rifiutarlo.
Pirro, innamorato di Andromaca, rifiuta la richiesta dei Greci sperando che lei possa
avvicinarsi al suo amore; nonostante ciò, Andromaca, rimane fedele al marito Ettore. Pirro,
sebbene sia innamorato di Andromaca, cede e decide di sposarsi con Ermione e di consegnare
Astianatte. Combattuta tra l'amore per il figlio e la paura che la minaccia di Pirro possa
avverarsi, Andromaca decide di accettare la proposta di matrimonio, annunciando a Chepise,
la sua confidente, che si sarebbe suicidata subito dopo. Ermione, furiosa e gelosa, si rivolge
ad Oreste chiedendogli di uccidere Pirro durante la cerimonia sebbene lui sia terrorizzato per
un eventuale guerra che si potrebbe scatenare. Durante le nozze, Pirro muore sotto i colpi dei
greci perché indignati dall’esaltazione dell’ex regina troiana il cui figlio erano venuti ad
uccidere. Oreste si reca da Ermione per riferirle l’accaduto ma, la ragazza, impazzisce per la
perdita del suo amato e si suicida. Oreste, infine, rimasto solo e sconvolto, finisce per
impazzire.
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Carlotta Gaeta, 1910881

Andromaca, Jean Racine (1667)

Il XVII secolo è il periodo per eccellenza nella letteratura francese in cui si raggiunge il massimo grado di raffinatezza. Nel teatro, i grandi maestri sono tre: Molière per la commedia, Corneille e Racine per la tragedia. Jean Racine entra nella corte di Luigi XIV, studia il greco e si avvicina ad opere greche tanto che, nelle sue tragedie, riprende la tradizione tragica classica restituendole il massimo splendore e purezza. Le sue opere sono caratterizzate dalla mancanza di eventi esterni e dalla pura tragicità che deriva dalla sofferenza dei personaggi, i quali, sono lacerati dal dolore e lottano invano. Andromaca è la terza tragedia di Racine, divisa in cinque atti e in versi con la quale l’autore raggiunge il successo. L’opera è il primo esempio del teatro di Racine, dove le passioni si intrecciano al realismo psicologico, che vede due coppie oscillare in un continuo cercarsi e respingersi. L’opera è collocata subito dopo la fine della guerra di Troia, durante la quale Achille uccise Ettore e, la moglie di quest’ultimo, Andromaca, viene resa prigioniera con il figlio Astianatte da Pirro, figlio di Achille. Pirro è il promesso sposo di Ermione, figlia del re di Sparta Menelao ed Elena, ma si innamora di Andromaca (la quale è innamorata del marito morto e suo figlio). In tutta l’opera non ci sono amori corrisposti, vi è una fuga continua di personaggi innamorati di altri personaggi che scappano e, per questo, la struttura dell’opera è definita una catena d’amore unidirezionale. La storia si svolge in un solo luogo, un solo giorno e ruota intorno ad un unico nucleo tematico, tipico del teatro seicentesco. Ermione è la promessa in sposa di Pirro, re dell’Epiro, la quale viene trascurata per amore di Andromaca. Sullo sfondo dell’opera, i Greci temono che Astianatte, ultimo discendente dei troiani, crescendo possa vendicarsi della sconfitta di Troia e della morte del padre Ettore. Per questo motivo, i Greci, inviano l’ambasciatore Oreste per far si che Astianatte sia consegnato a loro per essere ucciso evitando così una sua futura vendetta. La vera ragione per la quale Oreste si reca da Pirro è per vedere Ermione, la sua amata, la quale continua a rifiutarlo. Pirro, innamorato di Andromaca, rifiuta la richiesta dei Greci sperando che lei possa avvicinarsi al suo amore; nonostante ciò, Andromaca, rimane fedele al marito Ettore. Pirro, sebbene sia innamorato di Andromaca, cede e decide di sposarsi con Ermione e di consegnare Astianatte. Combattuta tra l'amore per il figlio e la paura che la minaccia di Pirro possa avverarsi, Andromaca decide di accettare la proposta di matrimonio, annunciando a Chepise, la sua confidente, che si sarebbe suicidata subito dopo. Ermione, furiosa e gelosa, si rivolge ad Oreste chiedendogli di uccidere Pirro durante la cerimonia sebbene lui sia terrorizzato per un eventuale guerra che si potrebbe scatenare. Durante le nozze, Pirro muore sotto i colpi dei greci perché indignati dall’esaltazione dell’ex regina troiana il cui figlio erano venuti ad uccidere. Oreste si reca da Ermione per riferirle l’accaduto ma, la ragazza, impazzisce per la perdita del suo amato e si suicida. Oreste, infine, rimasto solo e sconvolto, finisce per impazzire.

I personaggi di Racine simboleggiano la miseria dell’uomo, mentre quelli di Corneille mostrano la loro grandezza. In Andromaca , i personaggi sono caratterizzati dalla sventura poiché i loro sentimenti, contro i quali non possono fare nulla, li conducono ad amare qualcuno che non ricambia. Racine, per dipingere le anime sopraffatte dei personaggi e segnate dal destino, deve mettere in risalto le debolezze che li rendono vulnerabili. Oreste, Pirro ed Ermione sono devastati dalla passione che annienta in tutto e per tutto ogni forma di volontà e di ragione, portandoli alla disperazione. Attraverso le azioni di Andromaca si può facilmente comprendere la sua personalità: è una donna forte, indipendente, innamorata del marito e dei ricordi con lui ed ha una profonda consapevolezza dei suoi sentimenti. Rappresenta l’incarnazione della moralità, il suo personaggio va oltre la passione, è guidata solo dal dovere. Nonostante le sue volontà, Andromaca è coinvolta in una tempesta di passioni altrui, da cui dipendono il suo destino e quello di suo figlio. Per quanto riguarda questo personaggio, Racine rimase fedele all’Ililade dove Omero descrisse Andromaca come una moglie esemplare, devota al marito. Nonostante le situazioni difficili in cui è coinvolta, niente può farle dimenticare Ettore. Il personaggio di Oreste è rappresentano in un modo differente rispetto alla mitologia greca. In quest’ultima, Oreste è figlio del re Agamennone, leggendario potentissimo re di Micene, e di Clitennestra, figlia di Tindaro, mitico re di Sparta. Oreste è anche un Atride: nella mitologia greca gli Atridi sono una famiglia discendente di Atreus. Questa famiglia fu maledetta dagli dèi, fu segnata da omicidi, parricidi, infanticidi e incesto. Il padre di Oreste fu assassinato dalla madre e dal suo amante scatenando in lui un sentimento di vendetta che si concluse nell’età adulta con l’uccisione degli assassini. Il matricidio commesso segna il suo destino violento diventando un emarginato nella sua città. Successivamente, è stato assolto dall'omicidio, anche grazie alla supplica di Apollo e all'intervento di Atena. Oreste, inoltre, uccise anche Pirro che approfittò della sua follia per rapire Ermione. Tutti questi omicidi che ha commesso, lo fanno apparire come un personaggio estremamente violento. Nella tragedia di Racine, invece, Oreste è rappresentato come una vittima del destino. Possiamo anche attribuirgli l'immagine di un amante accecato dai suoi sentimenti, diventato un giocattolo nelle mani di Ermione. Oreste accetta e apre le braccia alla sua disgrazia; è l'unica cosa che gli è rimasta dopo aver perso il suo onore e l'amore di Ermione uccidendo Pirro. In seguito all’uccisione di Pirro e alla morte di Ermione, ad Oreste può essere attribuita una maggiore solitudine senza precedenti nella commedia. Il personaggio di Ermione è presentato come negativo: risalta la sua capacità di manipolare i sentimenti e la sua fame di vendetta nei confronti di chi la tradisce. Pirro è rappresentato come un personaggio coraggioso, ha avuto il coraggio di sfidare i Greci ed Ermione per l’amore che prova per Andromaca. Queste descrizioni dei personaggi ci portano a capire come, in questa tragedia, i sentimenti e le passioni sono alla base di tutto. Le azioni di Pirro, in particolare, rappresentano tutto ciò che esiste, al giorno d’oggi, per arrivare alla riconciliazione e alla fine dei conflitti.