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APERTE PEDAGOGIA PELLEGRINI SVOLTE DA SIMONE, Prove d'esame di Pedagogia

APERTE PEDAGOGIA PELLEGRINI SVOLTE DA SIMONE

Tipologia: Prove d'esame

2024/2025

In vendita dal 12/04/2025

Simonex1
Simonex1 🇮🇹

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APERTE PEDAGOGIA L-Z
LEZIONE 4
1. Quali sono i principali aspetti delle sfide pedagogiche verso il 2030?
L’Italia ha aderito all’agenda 2030 che si propone di migliorare le condizioni di vita delle persone, mira all’inclusività e
mira ad un generale miglioramento anche dell’istruzione.
La pedagogia dal canto suo: mira a teorizzare e poi implementare nuove tecniche che possano migliorare la situazione
educativa. La pedagogia si propone di dialogare con la società che è in continua evoluzione.
Dell’agenda 2030 risulta importante valutare:
L’obiettivo 4: ovvero fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva e opportunità di apprendimento per tutti, è
declinato in 10 traguardi.
l’obiettivo 10: ridurre le disuguaglianze, è correlato al traguardo 2: entro il 2030 è necessario potenziare e promuovere
l’inclusione sociale, economica e politica di tutti, a prescindere da età, sesso, razza, etnia, origine e religione, stato
economico o altro.
2. Esplicitare il pensiero di M. Montessori, L. Vygotskij e J. Bruner in relazione alla Pedagogia scientifica. 3.
Esplicitare il pensiero di Maria Montessori in relazione alla nascita della Pedagogia scientifica.
La Montessori ritiene che ogni soggetto abbia le proprie capacità, e l’educazione dovrebbe quindi adattarsi ad ogni
soggetto. Ritiene anche necessario studiare il bambino per comprenderlo. La Montessori, quindi, divide il mondo
dell’adulto da quello del bambino. La Montessori ritiene che l’educazione fosse un qualcosa di competenza
dell’educatore e non della medicina. Rifiutava quindi la concezione di pedagogia scientifica intesa come studi medici
sull’educazione. La Montessori è stata inoltre una figura storica che sempre si è battuta per aiutare i deboli e dobbiamo
a lei l’avvento di una scuola rispettosa dell’infanzia e del bambino “verificata scientificamente”. In quanto tramite il suo
metodo ha dimostrato che fosse possibile educare anche i bambini con handicap.
Bruner riprende questa concezione formulando una teoria sull’educazione e sull’apprendimento 15 anni dopo circa.
Vygotskij invece potenzia il concetto di inclusione culturale sostenendo che esiste:
ETEROEDUCAZIONE: In quanto l’apprendimento deriva dall’ambiente sociale che poi crescendo diventa individuale
e quindi una AUTOEDUCAZIONE. Ritiene che il pensiero ed il linguaggio siano influenzati dalla cultura e la
pedagogia deve interessarsi al fornire strumenti per un efficace riflessione metacognitiva per ogni singolo soggetto.
Bruner ritiene inoltre: che la pedagogia deve partire da quanto conosciuto tenendo però a mente il fattore culturale.
4. Lo slogan tutto a tutti anticipa il significato di inclusione e formazione, perché? 15. Perché Comenio è il
precursore dell'Inclusione?
Lo slogan tutto a tutti di Comenio o “Omnia omnibus omnino” era l’idea dell’autore che già nella metà del 1600
proponeva che l’istruzione fosse per tutti e non solo per i ceti elevati. Comenio inoltre riteneva che la scuola e
l’insegnamento non dovessero essere noiosi per gli studenti ma adattarsi alle loro esigenze. Ritiene quindi necessario un
pensiero critico per arrivare alla conoscenza in quanto non si deve credere alle certezze.
5. Esplicitare il concetto di benessere e star-bene secondo Amartia Sen.
Amartia sen, (1994) ritiene che benessere e lo star bene siano concetti separati.
Il benessere (welfare), viene inteso come la disponibilità di risorse materiali.
Il well-being (star-bene): una concezione maggiormente comprensiva di benessere, in quanto improntata alla
soggettività, quindi le possibilità di scelta e d’azione che portano alla realizzazione effettiva del benessere.
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APERTE PEDAGOGIA L-Z

LEZIONE 4

1. Quali sono i principali aspetti delle sfide pedagogiche verso il 2030? L’Italia ha aderito all’agenda 2030 che si propone di migliorare le condizioni di vita delle persone, mira all’inclusività e mira ad un generale miglioramento anche dell’istruzione. La pedagogia dal canto suo: mira a teorizzare e poi implementare nuove tecniche che possano migliorare la situazione educativa. La pedagogia si propone di dialogare con la società che è in continua evoluzione. Dell’agenda 2030 risulta importante valutare: L’obiettivo 4: ovvero fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva e opportunità di apprendimento per tutti, è declinato in 10 traguardi. l’obiettivo 10: ridurre le disuguaglianze, è correlato al traguardo 2: entro il 2030 è necessario potenziare e promuovere l’inclusione sociale, economica e politica di tutti, a prescindere da età, sesso, razza, etnia, origine e religione, stato economico o altro. 2. Esplicitare il pensiero di M. Montessori, L. Vygotskij e J. Bruner in relazione alla Pedagogia scientifica. 3. Esplicitare il pensiero di Maria Montessori in relazione alla nascita della Pedagogia scientifica. La Montessori ritiene che ogni soggetto abbia le proprie capacità, e l’educazione dovrebbe quindi adattarsi ad ogni soggetto. Ritiene anche necessario studiare il bambino per comprenderlo. La Montessori, quindi, divide il mondo dell’adulto da quello del bambino. La Montessori ritiene che l’educazione fosse un qualcosa di competenza dell’educatore e non della medicina. Rifiutava quindi la concezione di pedagogia scientifica intesa come studi medici sull’educazione. La Montessori è stata inoltre una figura storica che sempre si è battuta per aiutare i deboli e dobbiamo a lei l’avvento di una scuola rispettosa dell’infanzia e del bambino “verificata scientificamente”. In quanto tramite il suo metodo ha dimostrato che fosse possibile educare anche i bambini con handicap. Bruner riprende questa concezione formulando una teoria sull’educazione e sull’apprendimento 15 anni dopo circa. Vygotskij invece potenzia il concetto di inclusione culturale sostenendo che esiste: ETEROEDUCAZIONE: In quanto l’apprendimento deriva dall’ambiente sociale che poi crescendo diventa individuale e quindi una AUTOEDUCAZIONE. Ritiene che il pensiero ed il linguaggio siano influenzati dalla cultura e la pedagogia deve interessarsi al fornire strumenti per un efficace riflessione metacognitiva per ogni singolo soggetto. Bruner ritiene inoltre: che la pedagogia deve partire da quanto conosciuto tenendo però a mente il fattore culturale. 4. Lo slogan tutto a tutti anticipa il significato di inclusione e formazione, perché? 15. Perché Comenio è il precursore dell'Inclusione? Lo slogan tutto a tutti di Comenio o “Omnia omnibus omnino” era l’idea dell’autore che già nella metà del 1600 proponeva che l’istruzione fosse per tutti e non solo per i ceti elevati. Comenio inoltre riteneva che la scuola e l’insegnamento non dovessero essere noiosi per gli studenti ma adattarsi alle loro esigenze. Ritiene quindi necessario un pensiero critico per arrivare alla conoscenza in quanto non si deve credere alle certezze. 5. Esplicitare il concetto di benessere e star-bene secondo Amartia Sen. Amartia sen, (1994) ritiene che benessere e lo star bene siano concetti separati. Il benessere (welfare), viene inteso come la disponibilità di risorse materiali. Il well-being (star-bene): una concezione maggiormente comprensiva di benessere, in quanto improntata alla soggettività, quindi le possibilità di scelta e d’azione che portano alla realizzazione effettiva del benessere.

6. Esplicitare il concetto di Felicità in M. Nussbaum. Nussbaum ritiene la felicità come un’attività che viene messa in atto dalle persone in base alle proprie capacità ed al livello di benessere. 7. Contestualizzare il pensiero di Z. Bauman nella cultura della postmodernità e della globalizzazione. Bauman, ritiene che si viva in una società delle incertezze e quindi l’uomo che si distingue è l’uomo di successo. Quindi quelli che sanno sradicarsi dal proprio contesto. Ritiene quindi che non esiste un sapere basato sulle verità a priori in quanto non corrisponde alle esigenze del nostro tempo. Inoltre, ritiene che oggi si viva nell’angoscia del non stare al passo. 8. Esplicitare la relazione: benessere e starbene. Il benessere e lo star bene sono concetti diversi come esplicitato fa Amartia sen. L’OMS ritiene che ogni stato abbia come obiettivo primario il benessere, basato sullo star bene generale ma anche personale e quindi sulle libertà di scelta. La pedagogia ritiene che il benessere è tale quando ognuno ha la possibilità di costruire sé stesso. 9. Qual è la concezione di felicità di Veenhoven? Secondo Veenhoven la felicità corrisponde al giudizio relativo alla qualità della propria vita globalmente, mediante due componenti, quella cognitiva e quella affettiva (Veenhoven, 1984). La felicità può essere anche percepita in relazione alla discrepanza tra le nostre aspirazioni e ciò che otteniamo. il termine felicità può anche riferirsi a significati più precisi e stringenti, come l’apprezzamento interiore e la soddisfazione per la propria qualità di vita. Occorre pensare in un modo nuovo, suggerire i modi di un pensare e un agire che coinvolgano la pluralità, gli altri. Assaporare l’esperienza che ci ha reso felici per aumentare il livello di felicità. 10. Cosa intende R. Mancini con la Terza via per la felicità? Mancini ritiene che la terza via per la felicità è un approccio recente allo studio della felicità, ritiene la felicità come cognitiva ed etica. E riprende da Amartya Sen e Nussbaum la felicità intesa come terza via, integrando quindi il benessere e le capacità soggettive. Ci si realizza e quindi si è felice 11. Cosa intende R. Mancini con imparare ad imparare a stare bene? Secondo mancini imparare ad imparare a star bene è inteso come il prendere in mano la propria vita ed essere consapevoli delle proprie scelte a livello individuale e sociale e quindi del proprio benessere. Mancini ritiene che prima di aiutare gli individui bisogna renderli consapevoli delle proprie risorse per far si che tutti possano imparare a star bene.

20. Rispetto all'uomo della postmodernità, cosa ci suggerisce il moto accelerato di Lewis Carrol di Alice? Mancini propone la metafora del moto accelerato. Riprende quindi le diverse andature presenti in “Alice nel paese delle meraviglie”, per spiegare come i soggetti post-moderni corrano di continuo ma rimanendo sul posto. Intende quindi dire che nella nostra società si corre per rimanere a galla e non per raggiungere dei propri obiettivi che spesso diventano irraggiungibili. Il desidero diventa quindi secondario allo stato di bisogno. Impedendo al soggetto di vivere tranquillamente e facendolo diventare individualista. 21. Come Comenio, Pestalozzi, Herbart e Montessori schiudono alla cultura dell’inclusione e della formazione personalizzata? Vedi domande su Comenio e la Montessori 22. Qual è il merito di Herbart e di Maria Montessori? Herbart e la Montessori vengono indicati come i fondatori della pedagogia scientifica in quanto lo stesso Herbart cerca di capire che posto occupava la pedagogia nelle scienze, questa ricerca lo porta a rendersi conto che la pedagogia è fortemente multi-disciplinare. La Montessori dal canto suo propone un nuovo modo di vedere il bambino e quindi un nuovo modo di studiarlo. 23. Cosa unisce Itard e Comenio e cosa li differenzia? Comenio introduce il concetto di educazione per tutti e lavora quindi con soggetti sordi. Itard ha lavorato con i sordi ma più da un punto di vista medico introducendo quindi il concetto di diagnosi e di trattamento. 24. Qual è la relazione tra l’educazione e le nuove politiche europee? VEDI DOMANDA 1 25. Che cosa è il Rapporto sul monitoraggio dell'istruzione globale (GEM), 23 giugno 2020? Il Rapporto Mondiale di Monitoraggio dell’Educazione (GEM), è un documento che pubblica l’UNESCO ogni anno. Serve quindi per misurare gli effettivi miglioramenti compiuti dagli stati nei confronti dell’agenda 2030. Il Rapporto 2020 offre la valutazione dei progressi per il raggiungimento dell’obiettivo di sviluppo sostenibile 4 in materia di istruzione e dei suoi dieci obiettivi, nonché di altri obiettivi relativi all'istruzione nell'agenda. Il Rapporto GEM si correda di strumenti come il database online sulle diseguaglianze educative (WIDE), il nuovo strumento di monitoraggio (SCOPE) sulla storia dei dati dell'Obiettivo di sviluppo sostenibile 4 e la piattaforma online (PEER) nella quale saranno riportate leggi e politiche dei paesi in materia di inclusione ed istruzione. Il Rapporto GEM 2020 rilancerà ulteriori due rapporti regionali che saranno prodotti in collaborazione con partner regionali. Permettendo una comparazione tra i vari paesi aderenti sui temi di inclusione sociale e scuola di qualità

26. Cosa caratterizza la Casa dei bambini di Maria Montessori? Maria montessori rappresenta una rivoluzione nell’ambito dell’educazione sia per il suo voler integrare nel contesto educativo i soggetti “handicap” e sia per la sua “Casa dei bambini”, la Montessori riteneva che tutto nell’ambiente scolastico dovesse essere a misura di bambino e che non ci dovesse essere confusione e disordine. E ritiene giusto studiare il bambino ed il suo mondo in quanto diverso rispetto all’adulto. L’insegnante diventa una direttrice perché dirige la scuola. E ritiene che l’educazione debba essere su misura per ogni singolo soggetto anche utilizzano il silenzio come strumento per ottenere l’attenzione. Vede quindi il bambino come un creatore in quanto portatore di potenzialità e quindi deve essere osservato mentre agisce liberamente. 27. Cosa si intende per benessere e per star bene secondo R. Mancini? VEDI DOMANDA 10 E 11 **LEZIONE 12

  1. Cosa si intende per Inclusione? 12. Come puoi spiegare la relazione inclusione e relazione d’aiuto?** Il concetto di inclusione viene inteso come il rendere disponibile per tutti i soggetti gli standard e i diritti e le tutele. Nell’ambito scolastico questo si traduce in comprendere le caratteristiche di ogni allievo e creare un contesto adatto abbattendo le barriere che limitano la partecipazione del singolo. L’INCLUSIONE QUINDI: RITIENE CHE IL DIVERSO VADA INTEGRATO E RITIENE I CONTESTI DI VITA COME ADATTI ALL’INTEGRAZIONE. Il concetto d’inclusione prevede quindi che chi si occupa di una persona si impegna a garantirne il coinvolgimento nelle varie attività. La relazione d’aiuto è intesa come l’aiuto che la figura professionale (es: docente) da al soggetto valutandolo nella sua totalità e complessità per fare in modo che si integri nel contesto sociale. 13. Per quali ragioni dobbiamo conoscere per includere? Conoscere per includere risulta quindi fondamentale in quanto come ci ricordava la stessa Montessori, bisogna conoscere per poter educare. Conoscere quindi una persona ci rende coscienti delle sue difficoltà ma anche dei suoi punti di forza e questo ci permette di scegliere la miglior strategia d’inclusione. 14. Quali sono gli strumenti del professionista necessarie utili a conoscere il soggetto e il contesto per includere? Il professionista deve valutare il soggetto ed il contesto, per fare ciò si avvale di alcuni strumenti che sono: COLLOQUIO CLINICO SCRITTO. Una valutazione delle funzioni cognitive ed in generale le abilità del soggetto. 15. Cosa si intende per complessità, individualità e sviluppo? In merito all’inclusione è compito del docente tenere in considerazione la complessità, l’individualità e lo sviluppo del soggetto. Questi vettori ci permettono quindi di comprendere quanto vissuto da una persona e come interagire con essa. 1 la complessità della natura umana in quanto è esposta ad una infinità di variabili 2 l'individualità soggettuale di ciascuna persona e del suo profilo

22. Uno degli indicatori dei saperi complessi è la valorizzazione delle eccezionalità. Cosa significa? 23. Uno degli indicatori dei saperi complessi è la valorizzazione della soggettualità dell'osservatore. Cosa significa? Il professionista, infatti, utilizza una serie di indicatori, tra i quali figura anche la Valorizzazione delle eccezionalità, delle diversità, delle tipicità e dei piccoli numeri. Questo passaggio ci permette quindi di sfruttare al meglio le caratteristiche del singolo soggetto. 24. Che cosa si intende con I°Diagramma della pedagogia speciale, ovvero responsabilità+competenza scientifica=pedagogia speciale professionale La pedagogia speciale professionale va ad agire nel concreto, il 1 diagramma della pedagogia speciali indica proprio una formula= Responsabilità+ competenza scientifica= il risultato è proprio la pedagogia professionale speciale che interviene nelle situazioni di emergenza. ES: casi di disabilità conclamata. 25. Esplicita il significato e la relazione di ecologico, empirico e individuale. La personologia pedagogica pone la sua attenzione sulle eccezioni umane. Quindi si occupa di cogliere le differenze utili al generare un’azione educativa efficace. Risulta quindi necessaria una diagnosi ed un primo processo empirico. Con il termine empirico si intende il fare e quindi l’esperienza. Per ecologico si intende valutare il quadro generale e quindi valutare la persona nella sua totalità e si divide in: ECOLOGIA DI 1 LIVELLO: Raccoglie le funzioni umane: motorie percettive logico linguistiche emotive affettive sociali e morali. ECOLOGIA DI 2 LIVELLO: Come queste funzioni si integrano in un determinato contesto. Per individuale si intende l’unicità del soggetto che va tutelata in quanto lo distingue dagli altri. **LEZIONE 16

  1. Descrivi il paradigma della Biopedagogia.** La biopedagogia condivide alcuni concetti con la biologia che viene intesa come la scienza che studia la vita ed il processo di adattamento. La biopedagogia quindi studia l’adattamento umano in particolare nell’ambito educativo. I fondamenti sono: BIOLOGIA COME SCIENZA CHE STUDIA LA VITA. VITA INTESA COME ADATTAMENTO. AIUTO ALL’ADATTAMENTO DATO DALLA EDUCAZIONE E DALLA CURA. SVILUPPO + EDUCAZIONE E CURA= FORMAZIONE. 22. Perché la pedagogia è una scienza relativa alla problematizzazione del fatto educativo? La pedagogia è una scienza che non si limita a valutare solo il singolo fatto educativo ma studia il contesto nella sua globalità, valutando quindi l’ambito cognitivo familiare e sociale del soggetto studiato. 23. Cosa significa percepire l'altro? Percepire l’altro vuol dire valutarlo nella sua complessità per strutturare al meglio un’azione educativa, utilizzando quindi i concetti complessi: empirico ecologico ed individuale.

24. Cosa si intende con la connessione tra il conoscere, la presa in carico del soggetto e la relazione di aiuto? Il conoscere risulta fondamentale per strutturare un intervento educativo, la conoscenza del soggetto ci permette quindi di costruire un piano d’azione e quindi d’intervento adeguato anche in base al contesto. 25. L’azione del conoscere per interpretare, in vario modo espresso da Itard, Montessori e Fabi costituisce probabilmente l’aspetto più importante della pedagogia, perché? 26. Quali cambiamenti apporta J. M. Itard alla pedagogia? VEDI MONTESSORI ED ITARD 27. Definisci la Pedagogia Speciale Professionale ed elenca come si declina. 28. Che cosa si intende per Pedagogia Speciale in quanto atto professionale e di studio inerente all’educazione di persone portatrici di diversità individuale e/o sociale? La pedagogia speciale professionale va ad agire nel concreto, il 1 diagramma della pedagogia speciali indica proprio una formula= Responsabilità+ competenza scientifica= il risultato è proprio la pedagogia professionale speciale che interviene nelle situazioni di emergenza. ES: casi di disabilità conclamata. DEFINIZIONI: Scienza del comportamento umano, scienza della formazione in assetto speciale e pensiero pedagogico in ambito speciale. E SI DECLINA COME: PREVENZIONE DIAGNOSI E VALUTAZIONE FUNZIONALE PRESA IN CARICO PROGETTAZIONE EDUCATIVA CLINICA TRATTAMENTO ABILITATIVO DIDATTICA E PROGETTAZIONE CURA DEGLI AMBIENTI MATERIALI E SUSSIDI PROGETTO DI VITA ORIENTAMENTO VALUTAZIONE DELLA QUALITA’ DELL’INTEGRAZIONE INCLUSIONE SOCIALE ANALISI CIVILE E GIURIDICA 29. La comprensione della diversità all’interno di grandi macro-categorie senza un adeguato processo conoscitivo cosa potrebbe comportare? Non si riuscirebbe ad instaurare una relazione d’aiuto “autentica”, in quanto manca una comprensione del soggetto diacronica e sincronica, attuando di fatto un processo di standardizzazione.

LEZIONE 17

01. Cosa si intende per patologia e sindrome? PER PATOLOGIA SI INTENDE: Una malattia di cui si conoscono andamenti e le cause. PER SINDROME SI INTENDE: Un insieme di sintomi che genera un quadro clinico di cui però non si conoscono tutte le cause (la maggior parte dei disturbi psichiatrici). 02. Cosa è la catena causale? 03. Qual è la relazione tra catena causale e la causa primaria? La catena causale indica quei fattori che causano la patologia, e spiega il danno. La causa primaria è invece il principale fattore che causa una patologia. La visione di causa primaria è però ad oggi superato in quanto le diagnosi vanno a considerare i vari fattori presenti. 04. Cosa si intende per sfondamento eziologico? Si intende una considerazione dell’eziologia in più fattori: Fattori ereditari: La salute del bambino è influenzata dalla salute dei suoi genitori. Fattori ambientali: L'ambiente in cui vive il bambino, come il clima, l'alimentazione e l'acqua, può influenzare la sua salute. Fattori dietetici: Una dieta equilibrata è essenziale per la salute del bambino. Fattori igienici: L'igiene personale e l'ambiente domestico sono importanti per prevenire le malattie. Fattori psicologici: Le emozioni e lo stress possono influenzare la salute del bambino. **LEZIONE 18.

  1. Perché il qualitativo è narrabile?** Nei disturbi qualitativi i comportamenti e fenomeno vengono descritti tramite narrazione, e coinvolgono i processi cognitivi. Narrazione e descrizione valutano un insieme di strumenti diagnostici quali; Osservazione clinica, storia del caso, esami funzionali, scale di livello, proiezioni e test. 04. La sindrome è qualitativa o quantitativa? Argomenta02. Cosa si intende per qualitativo? 03. Cosa si intende per quantitativo? Argomenta La sindrome può essere qualitativa e quantitativa. QUANTITATIVA: Indicate da un livello di gravità o dal confronto con un livello medio di normalità (minorazione o deficit). QUALITATIVA: indica una diversa funzionalità o una diversa abilità e si indica con il nome di Disordine. ES: Sindrome da ADHD Con qualitativo si intende ciò che nel corso dello sviluppo riguarda il pensiero e le funzioni cognitive. Piaget introduce la questione del qualitativo, intendendo lo sviluppo del pensiero, dell’intelligenza e della razionalità come dei fattori che si congiungono ed in continuo aggiustamento. Il pensiero, dunque, si evolverebbe in senso qualitativo.

LEZIONE 19

01. Come definisce Galimberti la disorganizzazione? Per Galimberti la disorganizzazione viene intesa come mancanza di coordinazione, e differenziazione delle parti che non riescono a generare un singolo funzionale (non riesco ad unire le forze). 02. Cosa si intende per disfunzione cerebrale minima? La disfunzione cerebrale minima viene così intesa per la prima volta negli anni 50 del Novecento, dove osservando disturbi dell’apprendimento o del comportamento ci si è accorti che una buona parte di questi bambini avevano anche delle lesioni cerebrali “minime”. Con questo termine intendiamo quindi una condizione di disturbo minimo percepibile ad esempio: nell’area cognitiva. Essendo lesioni minime sono difficile da diagnosticare e quindi Clements ne ha prodotto una classificazione. 03. Come si configura la disorganizzazione? 04. Cosa si intende per disorganizzazione neurologica? Con il termine disorganizzazione si intende quindi una condizione di insufficiente ed inadeguata funzionalità dell’organizzazione cerebrale. Disorganizzazione neurologica: Comprende sintomi in varie aree funzionali ed a livello diagnostico vengono indicate come: lesione cerebrale minima, danno cerebrale minimo, disfunzione cerebellare ecc. **LEZIONE 21

  1. Cosa si intende per eccitazione organica?** Si intende un insieme di disturbi con forme di eccitazione organica o impulsività espressa in più aree ES: motoria, percettiva emotiva ed affettiva. Queste sintomatologie sarebbero quindi causate da una insufficiente azione inibitoria e di integrazione dell’eccitazione biologica (da parte della corteccia cerebrale) che proviene dal tronco cerebrale. 02. Elenca le principali teorie della disorganizzazione. La disorganizzazione è intesa come una manifestazione sintomatica debole, di un disordine qualitativo e quindi non deficitario. E si dividono in: Neuro-disorganizzazione (disordine). Eccitazione organica: VEDI DOMANDA SOPRA Disfunzione cerebellare (cervelletto) Disfunzione magnocellulare: VEDO DOMANDA SOTTO Deprivazione ambientale Disfunzione della trasmissione e disconnessione 03. Cosa implica la disfunzione magnocellulare? Un mal funzionamento dovuto alla delezione di un braccio cromosomico che altera le magnocellule che si occupano di migrazione neuronale (in particolare della migrazione di cellule staminali neurali dalla zona ventricolare sub- ependimale verso la corteccia cerebrale). Questo causa una riduzione qualitativa dell’agire in quanto è coinvolto il cervelletto. Si tratterebbe quindi di anomale migrazioni neurologiche.

LEZIONE 23

**01. Cosa si intende per disfunzioni esecutive? 02. Descrivi le principali espressioni della Disfunzioni Esecutive.

  1. Qual è la relazione tra ambiente e funzioni esecutive? 04. Cosa consente il controllo esecutivo?** Le funzioni esecutive regolano l'intero svolgersi delle azioni, dalla rilevanza del bisogno all'ideazione fino al controllo e consentono l'attivazione delle prassie umane. Le disfunzioni esecutive si indicano come i disordini o i deficit che riguardano il comportamento intenzionale. ES: difficoltà di pianificazione dei compiti, o a mantenere un programma motorio. LE PRINCIPALI ESPRESSIONI DELLE DISFUNZIONI ESECUTIVE: Vengono indicate dal Random Paradigm di Crispiani e sono: Lentezza, randomizzazione, disfluenza ed incoordinazione. LENTEZZA: Tendenza alla lentezza dell'incipit, condizione di disordine motorio di natura organica o funzionale frequente nei disprassici che ritarda l'allertamento e l'avvio dell'azione RANDOMIZZAZIONE un sistema che funziona secondo un andamento a caso, non programmabile. DISFLUENZA: la non fluidità INCOORDINAZIONE. Le funzioni esecutive permettono al soggetto di raggiungere uno scopo nel modo migliore possibile, se necessario adattando il comportamento agli stimoli ambientali. L’ambiente, quindi, condiziona le funzioni esecutive e quindi favorisce o rende più difficoltoso la loro messa in atto. **LEZIONE 25
  2. Quali sono i principali problematiche riferite alle pratiche professionali?** Le pratiche professionali dipendono dalla preparazione del professionista e dalle sue credenze, inoltre dipendono dal contesto e dagli strumenti a disposizione. LE CREDENZE DEGLI OPERATORI VENGONO DEFINITE CON 3 INDICATORI: INDIFFERENZIAZIONE: Tendenza a attivare pratiche protocollari per tutti senza considerare il caso specifico. VARIANZA: In quanto bisogna usare più metodi, come ricordato da Michele Zappella. PERTINENZA: La pertinenza del metodo rispetto al caso specifico risulta fondamentale. 02. Cosa deve fare il professionista? Il professionista quindi prima di iniziare il trattamento deve saper mettere al centro i bisogni del soggetto da aiutare, considerando le use peculiarità ed anche il contesto. L’apprendimento deve quindi risultare significativo per il soggetto. L’intervento viene progettato su 3 livelli TRATTAMENTO: COSA FARE NEL CONCRETO APPROCCIO: COME APPROCCIARSI ADEGUATAMENTE ALLA PROBLEMATICA STRATEGIA: LA MODALITA’ SCELTA PER APPROCCIARSI ALLA PROBLEMATICA Il professionista deve quindi abbandonare i pregiudizi personali e tenere conto del fatto che ogni caso è diverso, delle sue competenze e deve tener conto del contesto ambientale es: scuola dovrà andrà a svolgersi l’intervento.

03. Perché le pratiche non possono essere protocollari? La pedagogia clinica e speciale ritiene fondamentale un approccio globale al caso tenendo quindi in considerazione tutte le variabili in gioco, in questo modo il professionista può mettere in atto la migliore strategia d’intervento che deve essere basata sull’utilizzo di vari metodi (come ricordato da Michele Zappella). Le pratiche non possono essere protocollari in quanto usando un unico modello per ogni caso si andrebbe a perdere l’unicità del soggetto ed il protocollo potrebbe non adattarsi al singolo caso. 04. Come possiamo definire le pratiche professionali? Le pratiche professionali sono definibili come quell’insieme d’azione messe in atto da professionisti con la finalità di aiutare lo sviluppo delle funzioni umane in base ai contesti. **LEZIONE 26

  1. Quali sono i principali trattamenti?** Con il termine trattamento si intende l’azione clinica che pone attenzione all’eccezionalità, tramite la quale il professionista va ad interagire sul caso specifico. Ogni professionista mette in atto il suo tipo di trattamento ES: il trattamento farmacologico viene deciso dal medico. Il trattamento ecologico generale si si riferisce quindi a tutto il contesto di vita e si basa sull’utilizzo di strategie varie. 02. Quali sono i principali approcci? Il trattamento ecologico generale si si riferisce quindi a tutto il contesto di vita e si basa sull’utilizzo di strategie varie. Il trattamento educativo può essere sia diretto che indiretto. E questo si traduce nelle diverse forme di aiuto all’adattamento e all’apprendimento. Ma la natura del trattamento rimane educativa. L’approccio basato esclusivamente sul deficit usando quindi strategie comportamentiste, cognitiviste p psicodinamiche ecc. 03. Perché è importante individuare la coerenza tra gli approcci, i trattamenti e le strategie? La coerenza tra i vari fattori è importante perché rende significativa l’esperienza, ed inoltre delineano l’area di competenza dei professionisti e quindi permettono di indirizzare al meglio una valida azione di aiuto. Valutando quindi il caso in un contesto ecologico e quindi più generale. 04. Su quali piani di azione si dispiega il trattamento educativo? DIRETTA: Sono azioni educative volte a migliorare l’adattamento del soggetto e potenziarne le sue funzioni umane. INDIRETTA: Azioni educative preventive o preparatorie mirate alla gestione di contesti fisici materiali ed alle attività da svolgere.

LEZIONE 29

01. Quali sono le principali tecniche della strategia comportamentista? 02. Perché la strategia comportamentista è elementista? 03. Per quale tipologia di casi puoi utilizzare la strategia comportamentista? 04. Come possiamo definire la strategia comportamentista? Le tecniche comportamentiste si basano sul concetto di stimolo e di risposta. Uno stimolo esterno produce una risposta, un comportamento osservabile condizionato. Inoltre, si utilizzano i rinforzi e le punizioni come stimoli per aumentare o diminuire la frequenza di un determinato comportamento. Le strategie comportamentiste sono elementariste perché agiscono sulla singola parte e quindi su tutte le componenti del comportamento per modificarlo. Questo tipo di tecniche risultano quindi molto utili nel trattamento dei disturbi psichiatrici o dei problemi di dipendenza da sostanze e nell’ambito educativo. La strategia comportamentista nasce dal comportamentismo che ritiene la mente una black box (una scatola nera), e quindi non può essere studiata alla luce di ciò basa le proprie strategie sul comportamento manifesto e quindi sugli stimoli e le risposte. **LEZIONE 30

  1. Quali sono le strategie didattiche cognitive?** Le strategie didattiche cognitive a differenza delle strategie comportamentiste si basano sullo studio e l’analisi dei processi mentali in quanto la mente è ritenuta osservabile, esempi di queste strategie sono: il cooperative learning, la didattica per sfondi ed il service learning. 02. Perché siamo interessati alle pratiche cognitive comuni se siamo nel territorio della specialità? Anche se si parla di specialità si deve tenere a mente il fattore ambientale ed in particolare l’ambiente sociale, vanno quindi utilizzate strategie cognitive comuni. 03. Perché usiamo le strategie e non i metodi? La strategia risulta più adatta del metodo in quanto è strutturata in base al tipo ed a come avviene l’apprendimento, il metodo invece indica come insegnare. 04. Scegli una strategia e rifletti sui punti di forza e di debolezza. Il service learning è una strategia di stampo cognitivista e combina le lezioni in classe con il servizio alla comunità (es: presso la caritas ecc). I punti di forza sono che permette di integrare quanto detto in classe con la pratica e quindi richiede riflessione e metacognizione. Questo tipo d’insegnamento è però impegnativo in quanto viene richiesto molto tempo e vengono assegnati vari materiali da studiare a casa dal docente che dovranno poi essere chiariti agli studenti.

Lezione 31

01. Descrivi una sola raccomandazione tra le dieci di N. Serio e P. Crispiani? Gli autori raccomandano di tenere a mente Personalità, funzionalità ed ecologia. Con il termine personalità intendono quindi le caratteristiche del soggetto, mentre la funzionalità è intesa come le sue possibilità d’apprendimento, e per ecologia intendono il valutare il soggetto nel complesso tenendo conto del contesto nel quale lo stesso è inserito. 02. Qual è la relazione tra la cultura, il linguaggio, la progettazione e l’inclusione? 03. Descrivi il senso della complessità del progetto in educazione? Nel progetto educativo entrano in funzione sia la cultura che il linguaggio che la progettazione stessa in quanto: Progettare un intervento ci pone di fronte al dover comprendere la cultura di riferimento del soggetto ed il relativo linguaggio (anche da un punto di vista culturale), tutte le “cose” sono legate al proprio contesto. Il professionista che si occupa della progettazione dell’intervento deve quindi considerare le sue competenze e cercare di comprendere come l’alunno organizza le proprie conoscenze. In ambito scolastico, quindi, appare fondamentale saper includere tutti nel contesto classe e garantire un apprendimento alla portata di tutti. Lo stesso Beck propone di allungare il periodo di formazione del professionista per fare in modo che sappia interagire con le altre culture e per costruire quindi una società con le giuste competenze culturali. 04. Quali sono le manifestazioni del progetto educativo? Il progetto educativo è inteso come quel percorso che permette di generare conoscenza e quindi formazione per gli alunni. Il progetto educativo si manifesta quindi nella forma che il professionista da ad esso a seconda di quanta tecnologia viene utilizzata ad esempio, o a che tipo di soggetti è rivolto. Quello che è comune però a queste progettazioni è la nozione di competenza ed inclusione. LEZIONE 33 Quali sono gli aspetti del progetto educativo? Aspetti del progetto educativo: ▪ responsabilità ▪ capitale sociale ▪ etica della conoscenza ▪ attenzione al linguaggio, verso i mediatori ▪ rappresentazione di sé ▪ reciprocità ▪ emozioni, codice, stress e coping ▪ la codifica permette strategie, relazioni mediate e spazi di autonomia di reciprocità ▪ linguaggio ▪ gesti ▪ alleanza del pensiero e del ricordo ▪ organizzazione attiva con i contesto/i ▪ collaborazioni 02. Perché l’inclusione è sempre incompleta? 03. Come possiamo pensare l’inclusione? L’inclusione è intesa come una forma di adattamento dei progetti educativi e serve per permettere a tutti i soggetti di apprendere in modo efficace. Il professionista organizzando quindi gli ambienti ’apprendimento e scegliendo delle strategie apposite si pone l’obiettivo di rendere l’apprendimento possibile per tutti i soggetti, puntando a renderli autonomi. L’inclusione è tuttavia sempre incompleta in quanto è in continua evoluzione sarà dunque il professionista a modificare le proprie strategie per adattarle alla situazione garantendo un alto grado d’inclusività.

LEZIONE 35

02. Quali sono gli indicatori della disprassia in età adulta? 03. Come si caratterizza la Disprassia? 04. Cosa si intende per Disprassia? 01. Cosa si intende per Diadi Funzionali? La disprassia si caratterizza per condotte lente o disordinate. E per la lenta neuro-attivazione definita dallo stesso Crispiani come lentezza nell’incipit. Le disprassie sono qualitative Per lentezza dell’incipit si intende: ritardo nella concentrazione; smarrimento nelle consegne improvvise; disorientamento al compito; demotivazione. Per diadi funzionali si intende un’alternanza di comportamenti precipitosi o insistentemente precise e rispecchia la diade ordine/disordine e lento/veloce. Disprassia in età adulta sintomi: lentezza dell’incipit disorganizzazione spazio-temporale lentezza e disordini ideativi lentezza esecutiva disordine mnestico lentezza e disordini linguistici. Si tratta di un soggetto che ha perso la sequenzialità e la successione che egli permette di: ordinare gli elementi nel tempo connettere gli episodi in una sequenza percepire l’intervallo e la durata connettere le parti al tutto e il tutto alle parti. **LEZIONE 36

  1. Come la condizione disprassica connota la personalità e il comportamento individuale?** VEDI SOPRA 12. Spiega le relazioni che si costruiscono fra ICF & disabilità& ambientalità? L’ICF è la classificazione internazionale del funzionamento della disabilità e della salute questo strumento è stato proposto dall’OMS per valutare la salute e la disabilità della popolazione e classificare il funzionamento. Questa classificazione tiene conto anche delle persone non disabili e del contesto. 3. Quali sono gli aspetti dell’unità bio-psico-operante? L’unità bio-psico-operante individua la dimensione corporea e quindi biologica e l’unità psicologica ed operativa. In questo modo descrive come la loro interazione porta l’individuo a sviluppare globalmente.

14. Qual è la relazione tra ecologia e il progetto di vita? VEDI LEZIONI PRECEDENTI LEZIONE 37 Come possiamo immaginare la socializzazione e la comunicazione in un soggetto con disturbo dello spettro autistico? Cosa si intende per pensiero visuale? Un soggetto che soffre di un disturbo dello spettro autistico presenta una comunicazione molto ridotta, questi bambini infatti tendono ad avere pochi interessi e tendono a non iniziare o a voler stare nelle conversazioni. Il pensiero visuale: è la tendenza del bambino autistico di lavorare tramite l’utilizzo di immagini e similari. 03. Cosa si intende per ecolalia? 02. Descrivi tre tratti del pensiero autistico? 04. Cosa si intende per pensiero in caos? Pensiero in caos. Caotica, scoordinata e confusa percezione e comprensione di: contesti, messaggi verbali, visi e loro espressioni, dinamiche relazionali, regole e improvvisi mutamenti. Ecolalia. Ripetizione letterale di parole a frasi proprie o udite, per lo più in modo ritardato/dilazionato. Pensiero realistico (disorganizzata immaginazione). Attitudine ad associazioni concrete: rigida associazione di significati primari ed oggetti ed eventi; lente e disordinate immaginazione e generalizzazione. LEZIONE 38 Quali sono le avvertenze scolastiche e didattiche che possiamo suggerire? Seguire la traccia:1 Decognizione. 2 Mediatori come anticipatori. 3 gestione dell’ambiente Avvertenze scolastiche

  1. Collaborazione programmatica, organizzativa e didattica tra docenti curricolari e di sostegno; ricorso alle co- presenze, alle attività laboratoriali e di gruppo tra i bambini. Cura di ambienti fisici, comunicativi e relazionali. 2.Collaborazione con la famiglia e con gli specialisti che seguono il bambino, durante l'anno, per armonizzare interventi educativo-didattici scolastici, famigliari, riabilitativi sanitari e sociali extrascolastici. 3.Di norma non si eseguono trattamenti rieducativi a scuola, gli operatori dei servizi territoriali possono recarsi in classe per osservare il comportamento nel gruppo dei pari ed interagire con gli insegnanti. Avvertenze didattiche Elaborazione di un piano educativo individualizzato ben ancorato alla programmazione di classe; coinvolgimento nelle attività scolastiche/extrascolastiche; promozione della relazione e della socializzazione, anche incrementando il ricorso a linguaggi multimediali. (Crispiani, 2019) 02. Come possiamo esprimere la connessione tra la disprassia e lo spettro autistico? La correlazione tra disprassia e spettro autistico la sia nota nella funzione motoria ridotta ed in particolare nell’andatura goffa inoltre sono presenti difficoltà nell’equilibrio e nel mantenimento della postura oltre che i problemi riguardanti la prassia. Inoltre, entrambi i disturbi rispondono meglio ad approcci di tipo ecologico e quindi incentrati sulla globalità della situazione.