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App Android per principianti, Guide, Progetti e Ricerche di Programmazione Java

Introduzione al mondo Android: impara a programmare la tua prima app!

Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche

2020/2021

In vendita dal 05/05/2021

MaestroSith
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Prima edizione
Introduzione al
mondo android:
impara a
programmare
la tua prima
app!
include una playlist
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Scarica App Android per principianti e più Guide, Progetti e Ricerche in PDF di Programmazione Java solo su Docsity!

Prima edizione

Introduzione al mondo android: impara a programmare la tua prima app!

include una playlist

Cos’è realmente Android?

Perchè ne sentiamo

sempre parlare?

Esigenza Android

Gli aspetti desiderabili di un’applicazione android sono: -Deve necessariamente permettere al dispositivo di funzionare anche in presenza di guasti o in mancanza di componenti -Deve poter aumentare la propria efficienza in seguito all’ag- giunta di nuove funzionalità -Deve potersi evolvere nel tempo. Let's get started! Ingredienti: -Un computer -Uno smartphone o un tablet android -Tanta creatività Installazione per Mac Osx,Linux e Win- dows: Step: 1.Ciò di cui abbiamo bisogno è un ambiente di sviluppo dove scrivere il nostro codice. Utilizzeremo Eclipse. Ci servirà poi il pacchetto SDK di Android, lo strumento che ci permette di rendere Eclipse un ambiente di sviluppo atto alla programmazione android. Entrambi sono scaricabili gratuita- mente gratuitamente all’indirizzo (http://developer.android.com/sdk/index.html).

Accetta i termini e le condizioni d’uso e aspetta che il download sia completato. 2.Nel file appena scaricato troverai due directory: ‘eclipse’ ed ‘sdk’. Apri la directory Eclipse e clicca sull’icona verde. Si aprirà una finestra in cui ti verrà richiesto di inserire il percorso del workspace. Il workspace non è altro che una cartella in cui ver- ranno salvati tutti i tuoi progetti. Scegli dove vuoi salvarlo e clic- ca su ‘ok’.

  1. Ora apri Eclispe e vai in ADT>>Preferences. Clicca su An- droid. Dovrai specificare quindi il percorso della cartella del- l’sdk.
    1. Infine l’ultimo passaggio. Sempre su eclipse clicca su Help >> Install new software ed inserisci questo link: https://dl-ssl.google.com/android/eclipse/ Ora hai tutto ciò che ti serve! :)

“Programming today is a

race between software

engineers striving to build

bigger and better idiot-

proof programs, and the

Universe trying to produce

bigger and better idiots. So

far, the Universe is

winning” (Rich Cook)

Java, questa

sconosciuta

Le variabili sono delle locazioni di memoria dove decidiamo di conservare un certo valore. La sintassi prevede che una varia- bile sia definita dal suo tipo, da un nome e dal valore stesso. Esempi di variabili: String nome=”Mario Blu”; int voto=30; float media= 28.8; NB: Ogni istruzione in java deve terminare con il punto e virgo- la, altrimenti verrà rilevato un errore! Una variabile definita senza il suo valore, non può essere usa- ta! Esempio: int voto; Non ha senso! Consiglio: è buon uso utilizzare nomi descrittivi per le variabili onde evitare stupidi errori e per rendere il codice più comprensi- bile a te stesso e soprattutto agli altri. Nella scelta del nome si è liberi, ma come sempre non del tutto. Vediamo infatti quali sono i casi da evitare: 1)" Pur essendo ammessi i numeri all’interno del nome, esso non può iniziare con un numero. Ad esempio 4voto non è un no- me valido. 2)Non è possibile utilizzare come nomi le parole riservate alla sintassi propria di java. Un esempio è la parola class, che come sappiamo già è riservata per la creazione della classe dell’og- getto. Tipo Descrizione int Interi di 32 bit short Interi di 16 bit long Interi di 64 bit float Reali di 32 bit double Reali di 64 bit (doppia precisione) char Caratteri a 16 bit (negli altri linguaggi 1 byte) boolean Valori true o false byte Interi di 8 bit

  1. Gli spazi non sono ammessi. E’ possibile scrivere mediaArit- metica, ma non media artimetica. NB. E’ buon uso, ma non obbligatorio, utilizzare la lettera maiu- scola nella seconda parola. Si può decidere di non usarla e non verrà sollevato alcun errore, tuttavia si rende più leggibile il codi- ce (mediaArtimetica è più ordinato di mediaartmetica!).
  2. Alcuni caratteri speciali non sono ammessi (es.!, +, %, /)
  3. Infine, ricorda che java è case sensitive, ovvero considera dif- ferenti le due variabili Nome e nome. Per assegnare un valore a una variabile anche se essa è già esistente, ci si avvale del simbolo =. Infatti esso ha una valenza diversa rispetto a quella a cui siamo abituati. Leggere int voto=30; non è leggere un’uguaglianza, bensì un’assegnazione. Esempio: se io volessi sostituire alla va- riabile voto il valore 30 con il valore 18, basterà scrivere: int voto=18; e il precedente valore (30) verrà automaticamente sostituito con il nuovo valore. Comodo no? Le costanti Potrebbe verificarsi una situazione in cui utilizziamo una variabi- le più volte senza mai doverla modificare. Utilizziamo cioè un valore che non cambia durante l’esecuzione del programma per- ché non apportiamo alcuna modifica ad esso. Questo tipo di da- to, non può essere quindi una variabile, perché come dice il no- me stesso “non varia”, pertanto ti presento le costanti! Una costante viene definita attraverso la parola chiave final. Esempio: final float PIGRECO=3.14; piGreco è una costante perché sappiamo essere un valore fis- so. Generalmente si usa indicare le costanti con lettere maiu- scole per convenzione.

Costrutti fondamentali If-else Il costrutto if serve per prendere una decisione in seguito al veri- ficarsi di una specifica condizione. if(condizione) istruzione(); L’istruzione verrà eseguita se e solo se la condizione è vera. Se ci interessa effettuare un’azione anche quando la condizio- ne non è soddisfatta adottiamo allora l’else: if(condizione){ istruzione(); } else istruzione2(); NB. Le parentesi graffe indicano l’inizio e la fine di un blocco di codice. Ricorda che ogni parentesi aperta, necessita di un’altra parentesi chiusa! Vediamo un esempio pratico: int primoNumero= 5; int secondoNumero= 7; if(primoNumero > secondoNumero) { system.out.println(primoNumero + "è maggiore di secondoNu- mero); } else { system.out.println(primoNumero+ "è minore di " + secondoNu- mero); }

For Il for serve per ripetere l'esecuzione di una o più istruzioni per un determinato numero di volte. La sintassi del for è la seguente: for (inizializzazione; condizione; incremento) { istruzione(); } NB: il for (come l'if-else) non termina con il punto e virgola! Il programma eseguirà l'istruzione() tante volte fin quando la condizione (il secondo parametro all'interno del ciclo) non risul- terà falsa. L'inizializzazione definisce il valore iniziale della variabile, la quale verrà incrementata o decrementata dal parametro incre- mento. Se vogliamo stampare la frase "sono una stringa" per dieci vol- te, invece che scrivere dieci volte l'istruzione di stampa utilizze- rò un ciclo for, dove i sarà la variabile indice che mi permetterà di contare il numero di cicli. for (int i=0; i<10; i++)

system.out.println("Sono una stringa"); } NB: i++ è una notazione abbreviata per scrivere i=i+1;! While Il ciclo while adempie alle stesse funzioni di un ciclo for, anche se può sembrare più semplice da usare. Il codice per un ciclo while sarà il seguente:ù while(condizione){ istruzione(); } ovvero il programma eseguirà l’istruzione fin quando la condizio- ne risulterà vera!

Come si inizia ad usare

eclipse?

Creare un progetto

con Eclipse

Iniziamo creando il primo progetto Eclipse. Apri Eclipse. Vai su File>>New>>Project Seleziona quindi la cartella Android>>Android application proj- ect e clicca su ‘ok’. Scegli il nome del tuo progetto. Nota che compare nella lista dei progetti sulla sinistra! Missione compiuta! NB: Se vorrai cambiare nome al progetto ti basterà cliccarvi sopra con il tasto destro del mouse e selezionare Refresh>>Rename.

e il gioco è fatto!

Come creare una semplice

applicazione?

Come lanciarla?

Come creare l’emulatore?

Creiamo la nostra

prima app!