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Le differenze strutturali e funzionali tra osso compatto e osso spugnoso, fornendo una panoramica dettagliata della loro composizione, disposizione e ruolo nel sistema scheletrico. Anche la formazione dell'osso spugnoso e la sua trasformazione in osso compatto, illustrando il processo di rimodellamento osseo. Inoltre, vengono descritte le caratteristiche del cranio e delle ossa associate, con particolare attenzione all'osso occipitale, alle ossa parietali e all'osso frontale. Una base solida per comprendere la struttura e la funzione del sistema scheletrico.
Tipologia: Dispense
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APPARATO SCHELETRICO TESSUTO OSSEO E STRUTTURA DELLO SCHELETRO: L'APPARATO SCHELETRICO comprende le diverse ossa dello scheletro, le cartilagini, i legamenti e gli altri tipi di tessuto connettivo che li stabilizzano e li interconnettono. Le ossa sono gli organi dell'apparato scheletrico e non sono soltanto supporti cui si agganciano i muscoli; esse sostengono li peso del corpo e cooperano con i muscoli per produrre movimenti precisi e controllati. Senza una impalcatura ossea di sostegno, i muscoli in fase di contrazione diventerebbero solo più corti e più spessi, mentre invece devono esercitare una trazione contro lo scheletro per farci stare in piedi o seduti, camminare o correre. Lo scheletro svolge molte altre funzioni vitali, non tutte familiari.
di calcio nella matrice circostante. Gli osteociti si trovano in piccoli spazi, detti lacune, compresi tra gli strati della matrice calcificata, le lamelle.Canali, definiti canalicoli, si irradiano attraverso la matrice da lacuna a lacuna, verso le superfici libere e i vasi sanguigni adiacenti. I canalicoli, contenenti i prolungamenti citoplasmatici e la sostanza fondamentale, interconnettono gli osteociti situati in lacune adiacenti. Giunzioni serrate interconnettono questi processi e forniscono una via per la diffusione di nutrienti e prodotti di rifiuto da un osteocita all'altro mediante giunzioni comunicanti.Gli osteoblasti sono cellule cuboidali che si dispongono a singolo strato sulle superfici esterne e interne di un osso. Gli osteoblasti secernono i componenti organici della matrice ossea. Questo materiale, definito osteoide, viene successivamente mineralizzato attraverso una complessa serie di passaggi. Gli osteoblasti sono responsabili della produzione di nuovo osso - un processo definito osteogenesi. Gli osteoblasti possono rispondere a una varietà di stimoli, inclusi quelli meccanici e ormonali, per dare inizio all'osteogenesi. Quando un osteoblasto viene circondato dalla matrice, si differenzia in osteocita. Cellule osteoprogenitrici Il tessuto osseo contiene anche un piccolo numero di cellule staminali appiattite, di origine mesenchimale, dette cellule osteoprogenitrici; esse si trovano sullo strato più interno del periostio e nell'endostio che riveste le cavità midollari. Tali cellule possono dividersi per produrre cellule figlie che si differenziano in osteoblasti. La capacità di produrre nuovi osteoblasti risulta molto importante dopo una frattura ossea. Gli osteoclasti sono grosse cellule mutinucleate presenti nelle sedi in cui l'osso viene riassorbito. Essi derivano dalle stesse cellule staminali responsabili della produzione di monociti e granulociti neutrofili. Mediante l'esocitosi dei lisosomi, secernono acidi che sciolgono la matrice ossea, determinando il rilascio di aminoacidi, calcio e fosfato ni essa depositati. Questo processo erosivo, definito osteolisi, determina l'aumento della concentrazione di calcio e fosfato nei fluidi corporei. Gli osteoclasti rimuovono continuamente matrice, rilasciando minerali, mentre gli osteoblasti producono continuamente nuova matrice che lega rapidamente i minerali. L'equilibrio tra le attività di osteoblasti e osteoclasti è di fondamentale importanza;quado gli osteoclasti rimuovono i Sali di calcio più velocemente di quanto gli osteoblasti li depositano;l’osso diviene più fragile.Quando invece predomina l’attività degli osteoblasti,le ossa diventano più forti e più massicce.Recenti ricerche indicano che gli osteoclasti possono essere coinvolti nel differenziamento degli osteoblasti, nell'attivazione del sistema immunitario e nella proliferazione delle cellule tumorali nell'osso. OSSO COMPATTO E OSSO SPUGNOSO: Esistono due tipi di organizzazione del tessuto osseo: osso compatto e osso spugnoso. L'osso compatto è relativamente denso e solido, mentre l'osso spugnoso (anche detto osso trabecolare o spongioso) forma una rete di lamelle e trabecole. L'osso compatto e l'osso spugnoso sono entrambi presenti nelle ossa lunghe dello scheletro, come l'omero nel braccio e li femore nella coscia. Il tessuto osseo compatto forma le pareti, mentre uno strato interno di osso spugnoso circonda la cavità midollare. La cavità midollare contiene il midollo osseo, un tessuto connettivo lasso in cui possono prevalere gli adipociti (midollo giallo) o una miscela di cellule del sangue rosse e bianche, mature e immature, oltre alle cellule staminali che le producono (midollo rosso). Il midollo giallo, spesso presente nella cavità midollare della diafisi, rappresenta un'importante riserva di energia. Ampie aree di midollo rosso, come quelle presenti nell'osso spugnoso del femore, sono sede di formazione delle cellule del sangue. Differenze strutturali tra osso compatto e osso spugnoso: La composizione della matrice è uguale nell'osso compatto e nell'osso spugnoso, ma la disposizione tridimensionale di osteociti, canalicoli e lamelle è differente nei due tessuti.Osso compatto L'unità funzionale di base dell'osso compatto maturo è l'osteone cilindrico, o sistema di Havers Nell'osteone, gli osteociti si dispongono in strati concentrici attorno a un canale centrale, o canale di Havers, il quale contiene uno o più vasi sanguigni che vascolarizzano l'osteone. Solitamente, i canali centrali sono paralleli alla superficie dell'osso .Altri canali, conosciuti come canali perforanti, o canali di Volkmann, si estendono con andamento approssimativamente perpendicolare alla superficie. I vasi sanguigni nei canali perforanti distribuiscono il sangue agli osteoni più profondi e vascolarizzano la cavità midollare interna. Le lamelle di ciascun osteone, definite lamelle concentriche,sono cilindriche e allineate parallelamente all'asse longitudinale dell'osso. Complessivamente, le lamelle concentriche formano una serie di anelli concentrici (come nel bulbo di una cipolla o in un bersaglio) attorno al canale centrale. Le fibre collagene si spiralizzano lungo l'asse di ogni lamella e le variazioni di direzione delle spirali nelle lamelle adiacenti rinforzano l'osteone. I canalicoli interconnettono le lacune di un osteone e formano una rete ramificata che raggiunge il canale centrale. Nell'osso compatto, le lamelle interstiziali riempiono gli spazi tra gli osteoni. A seconda della localizzazione, queste lamelle possono essere state prodotte durante la crescita dell'osso, o possono rappresentare residui di osteoni i cui componenti della matrice sono stati riciclati dagli osteoclasti nel corso del processo di riparazione o rimodellamento osseo. Un terzo tipo di lamelle, le lamelle circonferenziali, è presente sulla superficie interna ed esterna dell'osso. In un osso come l'omero o il femore, le lamelle circonferenziali formano le superfici esterna e interna della diafisi.
legamento determina in genere la rotturadell'osso, piuttosto che il distacco delle fibre collagene dalla superficie ossea.Sulla superficie interna dell'osso, la cavità midollare è rivestita da un endostio. L'endostio è costituito da un monostrato epiteliale incompleto che, occasionalmente, lascia esposta la matrice ossea. Questo strato contiene cellule osteoprogenitrici e ricopre le trabecole dell'osso spugnoso. Riveste anche la superficie interna del canale centrale e dei canali perforanti. L'endostio è attivo durante la crescita dell'osso e ogni qualvolta sia necessario ripararlo o rimodellarlo. Sviluppo e accrescimento dell'osso:L'osso si accresce in due modi: per ossificazione membranosa e per ossificazione encondrale. Lo sviluppo e la crescita delle ossa sono accuratamente regolati; un'alterazione nella sua regolazione si ripercuoterebbe su tutti gli altri apparati e sistemi. Dalla fecondazione dell'ovocita fino a circa 8 settimane, le componenti scheletriche dell'embrione sono mesenchimali o di cartilagine ialina. Dall'ottava settimana comincia a formarsi lo scheletro osseo. Durante le fasi successive di sviluppo, le ossa vanno incontro a un enorme aumento di dimensioni.L'accrescimento osseo continua durante l'adolescenza e, in genere, alcune parti dello scheletro continuano a crescere fino all'età di 25 anni. La crescita dello scheletro determina la dimensione e le proporzioni corporee. Durante lo sviluppo embrionale, mesenchima e cartilagine vengono sostituiti dal tessuto osseo, un processo che prende il nome di ossificazione. Il processo di calcificazione riguarda invece la deposizione di sali di calcio ni un tessuto. Qualsiasi tessuto può essere calcificato, ma è solo con l'ossificazione che si verifica la formazione dell'osso.Esistono due forme principali di ossificazione:
discendente, che si dirigono verso le epifisi. Questi vasi poi rientrano nell'osso compatto, attraverso i canali perforanti, e si estendono lungo i canali centrali per rifornire gli osteoni dell'osso compatto
La velocità di ricambio si mantiene alta anche durante la vecchiaia, ma nelle persone anziane l'attività degli osteoclasti prevale su quella degli osteoblasti: come risultato, il riassorbimento osseo prevale sulla deposizione e lo scheletro, gradualmente, diventa sempre più debole. RIMODELLAMENTO DELL’OSSO:L'osso è adattabile; il suo ruolo gli impone di mantenersi e rimodellarsi.Sebbene l'osso sia duro e denso, esso è capace di cambiare la sua forma in risposta alle condizioni a rimodellamento osseo consiste nel processo simultaneo di aggiunta di nuovo osso e rimozione dell'osso precedentemente formato. Un esempio di rimodellamento osseo è quello che si verifica quando si usa l'apparecchio ortodontico pe denti. Mentre i denti vengono spostati, la forma dell'alveolo dentale cambia grazie al riassorbimento del vecchio osso e deposizione di nuovo osso. Quando si sollevano oggetti pesanti, si sottopone lo scheletro a forti sollecitazioni; risponde rimodellando i punti di attacco dei muscoli e dei tendini. Il ricambio e il riutilizzo dei minerali conferiscono alle ossa la capacità di adattarsi a nuove sollecitazioni. Il meccanismo che controlla l'organizzazione interna e la struttura dell'osso potrebbe risiedere nella sensibilità degli osteoblasti ai fenomeni elettrici. Quando un segmento scheletrico viene sollecitato, i cristalli minerali generano debolissimi campi elettrici; apparentemente, gli osteoblasti sono attratti da questi campi elettrici e, una volta nell'area, cominciano a produrre osso. (I campi elettrici vengono utilizzati talvolta per stimolare la riparazione di fratture gravi). Poiché le ossa sono adattabili, la loro forma e le loro caratteristiche superficiali riflettono le forze che agiscono su di esse. Ad esempio, protuberanze e creste sulla superficie di un osso segnano il punto di attacco dei tendini. Se i muscoli diventano più potenti, i rilievi e le creste si ingrandiscono per opporre resistenza all'incremento delle forze. Ossa molto sollecitate divengono più spesse e più forti, mentre ossa non soggette a sollecitazioni divengono sottili e fragili. Un regolare esercizio è quindi importante per fornire lo stimolo che mantiene la normale struttura ossea, specialmente nei bambini durante la crescita, nelle donne dopo la menopausa e negli anziani. Modificazioni degenerative dello scheletro si verificano dopo periodi relativamente brevi di inattività. Ad esempio, quando si utilizza una stampella per evitare che il peso del corpo gravi su una gamba malata, dopo poche settimane l'osso non sollecitato avrà perso circa 1/3 della sua massa. Tuttavia, l'osso si ricostituirà rapidamente quando sarà nuovamente sottoposto al carico normale. LESIONI E RIPARAZIONE: la riparazione dell’osso avviene in una sequenza di stadi che coinvolge i quattro tipi di cellule ossee.Nonostante la resistenza dovuta ai minerali, un osso può incrinarsi o rompersi se sottoposto a carichi eccessivi, urti improvvisi o sollecitazioni provenienti da direzioni insolite. Il danno prodotto costituisce una frattura. La guarigione di una frattura avviene in genere anche dopo un danno severo, purché la vascolarizzazione e le cellule staminali del periostio e dell'endostio siano integre.Il segmento di osso riparato sarà leggermente più spesso e più forte rispetto all'osso originario; per questo, nel caso si verificasse un'analoga sollecitazione, la nuova frattura in genere riguarderà una zona diversa. APPARATO SCHELETRICO E INVECCHIAMENTO: invecchiando le ossa diventano più sottili e più deboli a causa di diversi fattori, tra i quali una diminuzione delle attività degli osteoblasti. Normalmente, durante li processo di invecchiamento, le ossa dello scheletro divengono più sottili e relativamente più fragili. L'ossificazione inadeguata è definita osteopenia e, durante l'invecchiamento, tutti gli individui divengono lievemente osteopenici. Questa riduzione della massa ossea comincia tra i 30 e i 40 anni, quando l'attività degli osteoblasti si riduce, mentre l'attività degli osteoclasti si mantiene ai livelli precedenti. Una volta che tale riduzione è cominciata, le femmine perdono circa 1'8% della loro massa scheletrica ogni 10 anni, mentre lo scheletro maschile si deteriora più lentamente, perdendo circa il %3 della massa ogni 10 anni. Le parti dello scheletro non vengono interessate tutte in ugual misura. Le epifisi, le vertebre e la mandibola subiscono una maggiore perdita di massa ossea, con conseguente fragilità degli arti, riduzione dell'altezza e perdita dei denti.Una percentuale significativa di femmine e solo una piccola percentuale di maschi, invecchiando, soffre di osteoporosi. Questa condizione è caratterizzata da riduzione della massa ossea e modificazioni microstrutturali che compromettono la normale funzionalità dell'osso e aumentano il rischio di fratture. Anatomia degli elementi scheletrici: Le ossa sono classificate in sette categorie, in base alla loro forma. Le loro caratteristiche superficiali sono utili per identificarle e determinare la posizione di altri tessuti.Lo scheletro umano contiene 206 ossa principali, che vengono classificate anatomicamente in base alla loro forma e identificate in base alle loro caratteristiche superficiali.
Frattura epifisaria: come in questa frattura del femore, generalmente si verifica nella zona in cui i condroblasti stanno morendo a causa dell'ossificazione del disco epifisario.Queste fratture si rimarginano bene ma, se non vengono trattate accuratamente, nel punto di frattura la cartilagine epifisaria può interrompere irreversibilmente l'accrescimento. Frattura comminuta: come in questo femore, genera una moltitudine di piccoli frammenti ossei. In una frattura a legno verde. come questa frattura del radio, solo un lato della diafisi si rompe, mentre l'altro si incurva; questo tipo di frattura si verifica in genere nei ragazzi, le cui ossa lunghe non hanno ancora completato il processo di ossificazione. Frattura di Colles; é una frattura localizzatanell'epifisi distale del radio che si verifica tentando di attutire, con le mani, una caduta Frattura di Pott; frattura bimalieolare della gamba. a livello della caviglia. Integrazione con altri apparati:L'apparato scheletrico è dinamico e interagisce con altri apparati e sistemi in vari modi. Sebbene le ossa possano sembrare inerti, a questo punto dovrebbe essere chiaro che, al contrario, sono strutture altamente dinamiche. L'intero apparato scheletrico è intimamente associato ad altri apparati. Le ossa sono connesse all’apparato muscolare, ampiamente correlate all'apparato cardiovascolare e al sistema linfatico, e sotto li controllo fisiologico del sistema endocrino. Anche gli apparati digerente e urinario svolgono un ruolo importante nel fornire minerali di calcio e fosforo per alla crescita ossea. Per contro, lo scheletro rappresenta una riserva di calcio, fosforo e altri minerali che possono compensare un apporto insufficiente di tali ioni attraverso la dieta. Procedura diagnostica Radiografia (RX) osteoarticolare:Un fascio di radiazioni attraversa i tessuti del corpo e ne esce attenuato; l'immagine viene raccolta da un rivelatore (cassette radiografiche con sostanze fotoeccitabili, nella radiografia digitale) Rileva fratture, tumori, dislocazioni, riduzione della densità ossea (osteopenia) e infezioni ossee (osteomielite) Scintigrafia ossea:Un tracciante radioattivo, iniettato in circolo, viene captato dal tessuto osseo; la radioattività emessa viene rilevata e convertita in immagine. I "punti caldi" indicano zone dove il turnover osseo è accresciuto (attività degli osteoblasti); i"punti freddi", privi di tracciante, possono indicare certi tipi di tumore o insufficiente afflusso di sangue al tessuto osseo. Rileva fratture occulte in via di guarigione, osteomielite, metastasi ossee, artrite e alcune malattie degenerative dell'osso (come la malattia di Paget). Artrocentesi:Aspirazione del liquido sinoviale mediante un ago inserito nella capsula articolare Permette la rimozione del liquido sinoviale (se in eccesso) e ne rivela eventuali alterazioni, comprese infezioni, infiammazioni, gotta e pseudogotta. Risonanza magnatica (RM):Utilizza potenti magneti e onde radio per generare immagini tridimensionali, anche dei tessuti molli, senza sottoporre il paziente a radiazioni nocive (è una tecnica non invasiva). Rileva infezioni, zone infiammate, fratture e tumori, fornendo una precisa valutazione delle loro dimensioni Densitometria ossea(DEXA)Utilizza raggi X a bassa dose; misura variazioni della densità ossea. Quantifica e monitorizza la perdita di massa ossea e permette di prevedere i rischi di frattura ossea Termini clinici:Malattia di Paget: disordine cronico dello scheletro, caratterizzato dall'ispessimento e dalla deformazione di uno o più ossa: a causa di anomalie nei processi di riassorbimento e ricrescita del tessuto osseo; è anche detta osteopatia deformante iperplastica. Mineralometria ossea computerizzata (MOC): test diagnostico per misurare i livelli di calcio e altri minerali nelle ossa in relazione all'età e al sesso; consente di determinare il rischio di fratture ossee. Ortopedia: branca della medicina che studia il modo di prevenire e curare le alterazioni anatomiche e funzionadell'apparato scheletrico e muscolare Osteogenesi imperfetta: disordine genetico, dovuto ad anomalia congenita del collagene, caratterizzato da estrema fragilità delle ossa, che sono facilmente soggette a frattura; è anche detta "malattia delle ossa fragili".
Osteomielite: processo infiammatorio acuto o cronico del tessuto osseo, generalmente di origine batterica; può condurre pericolose infezioni sistemiche. Osteopetrosi: gruppo di malattie genetiche rare caratterizzate da un aumento della densità delle ossa e della loro fragilità; anche detta "malattia delle ossa di marmo" Osteosarcoma: tumore maligno che si sviluppa a partire dal tessuto osseo; è anche detto sarcoma osteogenico. Riduzione a cielo aperto (chirurgica): ricomposizione dei frammenti ossei di una frattura tramite un'incisione cutanea il riallineamento delle parti fratturate, in genere stabilizzate con l'ausilio di chiodi, placche, viti o fissatori esterni. Riduzione a cielo coperto: ricomposizione di una frattura ossea con trazioni o manipolazioni, senza incisioni cutanee. Trapianto di midollo osseo: trasferimento delle cellule staminali di un donatore, raccolte dal midollo osseo o dal sangue circolante, a un ricevente per sostituirne il midollo osseo che è disfunzionale o che è stato distrutto da radiazioni chemioterapia. Trazione: stiramento continuo di un segmento scheletrico eseguito allo scopo di allineare le parti di un osso fratturato fino alla guarigione o per correggere posizioni anomale di parti dello scheletro (ad esempio, nelle scoliosi o nella lussazione congenita dell'anca)
cartilagini associate. È diviso in due parti: (1) lo scheletro assile e (2) lo scheletro appendicolare (Figura 6.1). Lo scheletro assile è formato dalle ossa del cranio, del torace e della colonna vertebrale. Questi elementi formano l'asse longitudinale del corpo. Lo scheletro assile è costituito da 80 ossa, che costituiscono il 40% delle ossa del corpo umano. Le restanti 126 ossa formano lo scheletro appendicolare;esso include le ossa della parte libera degli arti e i cingoli scapolare e pelvico, che connettono gli arti al tronco. Lo scheletro assile comprende
Ossa del neurocranio:Le otto ossa del neurocranio determinano la forma della testa e proteggono l'encefalo e gli organi di senso per la vista, l'olfatto, l'udito e l'equilibrio. Osso occipitale:La forma dell'osso occipitale conferisce alla parte posteriore del cranio una forma arrotondata. L'osso occipitale forma in parte la base della scatola cranica. L'osso occipitale partecipa alla costituzione delle superfici posteriore, laterale e inferiore del neurocranio. La superficie inferiore dell'osso occipitale presenta un'ampia apertura circolare, il forame magno, che mette in comunicazione la cavità cranica con il canale vertebrale (spinale) racchiuso nella colonna vertebrale. Attraverso i condili occipitali, adiacenti al forame magno, il cranio si articola con la 1ª vertebra cervicale. La superficie esterna posteriore dell'osso occipitale presenta una serie di creste prominenti. La cresta occipitale esterna si estende posteriormente dal forame magno, terminando in un piccolo rilievo centrale definito protuberanza occipitale esterna. Due creste orizzontali, le linee nucali inferiore e superiore, dipartono da tale cresta e danno inserzione ai muscoli e ai legamenti che stabilizzano l'articolazione atlo-occipitale, tra la 1ª vertebra e l'occipite, bilanciando il peso della testa sulle vertebre del collo. L'osso occipitale forma in parte il foro giugulare, che fornisce una via di passaggio ad arterie, vene e nervi. La vena giugulare interna origina esternamente a questo foro e drena il sangue venoso refluo dall'encefalo. I canali dell'ipoglosso si trovano lateralmente alla base di ciascun condilo occipitale, appena sopra i condili e danno passaggio ai nervi ipoglossi, nervi cranici checontrollano i muscoli della lingua. Sulla superficie interna del cranio, i due canali dell'ipoglosso sono situati ai lati del forame magno.Si noti che la superficie interna concava dell'osso occipitale si adatta perfettamente ai contorni dell'encefalo. I solchi seguono il decorso dei vasi di calibro maggiore e le creste danno inserzione alle meningi, membrane che stabilizzano la posizione dell'encefalo.
il grosso rilievo che si trova posteriormente e inferiormente al meato acustico è il processo mastoideo Questo processo fornisce inserzione ai muscoli che ruotano o estendono la testa. Numerosi seni mastoidei tra loro comunicanti, definiti cellule mastoidee, sono contenuti all'interno del processo mastoideo. Le infezioni del tratto respiratorio possono coinvolgere queste cellule e provocare una mastoidite. Altri punti di riferimento sa porzione petrosa dell'osso temporale possono essere osservati sulla sua superficie inferiore. Vicino alla base del processor mastoideo si apre il foro mastoideo, che attraversa l'osso temporale. Attraverso questo foro decorrono vasi sanguigni che vascolarizzano le meningi che circondano l'encefalo. Sull'appuntito processo stiloideo si inseriscono legamenti di sostegno dell'osso ioide, così come alcuni muscoli della lingua, della laringe e della faringe. Il foro stilomastoideo si trova posteriormente alla base del processo stiloideo e fornisce una via di passaggio al nervo faciale, che innerva i muscoli della faccia. Medialmente, il foro giugulare è delimitato dalle ossa temporale e occipitale Anteriormente e appena medialmente rispetto al foro giugulare, si trova l'ingresso del canale (foro) carotico. L'arteria carotide interna, importante arteria per la vascolarizzazione dell'encefalo, penetra nel cranio attraverso il canale carotico.Anteriormente e medialmente rispetto a quest'ultimo, una fessura allungata e frastagliata, il foro lacero, si estende tra l'osso sfenoide e le ossa temporali. Nel vivente, questo spazio è chiuso da cartilagine ialina e vi passano piccole arterie che vascolarizzano la superficie interna del cranio.Lateralmente e anteriormente al canale carotico, l’osso temporale si articola con l'osso sfenoide. Un piccolo canale inizia a livello dell'articolazione e termina all'interno della massa dell'osso temporale. Questo canale muscolotubarico delimita la tuba uditiva, o tuba di Eustachio o faringotimpanica, un condotto contenente aria che inizia a livello della faringe e termina nella cavità timpanica, situata all'interno dell'osso temporale. La cavità timpanica, o orecchio medio, contiene gli ossicini dell'udito. Queste minuscole ossa trasferiscono le vibrazioni sonore dal timpano ai recettori uditivi dell'orecchio interno, che determinano il senso dell'udito.La porzione petrosa costituisce la superficie mediale dell'osso temporale. Il condotto uditivo interno (o meato acustico interno) rappresenta il passaggio per vasi sanguigni e nervi destinati all'orecchio interno, e per il nervo faciale diretto verso il foro stilomastoideo. L'intera superficie mediale dell'osso temporale è segnata da solchi vascolari che decorrono lungo la superficie interna del neurocranio. L'appuntito margine della superficie interna della porzione petrosa costituisce il punto di inserzione delle meningi che contribuiscono a stabilizzare la posizione dell'encefalo. OSSO SFENOIDE:L'osso sfenoide ha una forma irregolare e prende contatto con ogni altro osso del neurocranio.L'osso sfenoide va da un lato all'altro del pavimento del neurocranio. Sebbene sia relativamente ampio, gran parte di esso è nascosto da ossa più superficiali. L'osso sfenoide è un ponte che unisce le ossa del neurocranio e le ossa dello splancnocranio; si articola con le ossa frontale, occipitale, parietale, etmoide e temporali del neurocranio, e con le ossa palatine, zigomatiche, mascellari e il vomere del complesso facciale. Esso agisce anche come sostegno che rafforza i lati del cranio.La forma generale dell'osso sfenoide ricorda un pipistrello gigante con le ali aperte (Figura 6.9a). Il corpo forma la porzione centrale dell'osso. Un'ampia depressione centrale tra le ali accoglie la ghiandola pituitaria (ipofisi), posta inferiormente all'encefalo. Questa depressione è chiamata fossa ipofisaria e la porzione ossea, concava, è detta sella turcica (ricorda la sella di cavallo). Anteriormente ad essa, su ciascun lato, si trovano i processi clinoidei anteriori, proiezioni posteriori delle piccole ali dello sfenoide. Il tubercolo della sella forma il margine anteriore della sella turcica; il dorso della sella forma il margine posteriore. I processi clinoidei posteriori si prolungano lateralmente dal dorso della sella. Le piccole ali hanno forma triangolare, con le superfici superiori che sostengono il lobo frontale dell'encefalo. Le superfici inferiori formano parte dell'orbita e il margine superiore della fessura orbitale superiore, che funge da via di passaggio per i vasi sanguigni e i nervi cranici diretti all'occhio.Il solco trasversale che incrocia la parte anteriore della sella, al di sopra del livello della depressione, è il solco del chiasma ottico. Alle estremità di questo solco si trova un canale ottico. I nervi ottici, che trasportano informazioni visive dagli occhi all'encefalo, passano attraverso questi canali. Lateralmente alla sella turcica, il foro rotondo, il foro ovale e il foro spinoso perforano le grandi ali dello sfenoide. Attraverso questi fori passano vasi sanguigni e nervi cranici diretti a strutture della cavità orbitaria, della faccia e della mandibola. Posteriormente e lateralmente a questi fori, le grandi ali dello sfenoide terminano a livello della spina sfenoidale appuntita. Le fessure orbitarie superiori e il foro rotondo di sinistra e di destra possono essere evidenziati in veduta anteriore I processi pterigoidei dello sfenoide sono proiezioni verticali che emergono all'unione tra le grandi e le piccole ali. Ciascun processo è formato da due lamine pterigoidee, importanti siti di inserzione per i muscoli che muovono la mandibola e il palato molle. Tra le due lamine, laterale e mediale, vi è la fossa pterigoidea (N.d.T.). Alla base di ciascun processo, il canale pterigoideo viene attraversato da un piccolo nervo e da un'arteria diretti al palato molle e alle strutture adiacenti.
OSSO ETMOIDE:L'osso etmoide, come l'osso sfenoide, ha una forma irregolare. L'etmoide costituisce in parte la cavità e il setto nasale e forma parte della parete dell'orbita oculare. L'etmoide è un osso di forma complessa che costituisce parte della parete dell'orbita, il pavimento anteromediale del neurocranio, il tetto delle cavità nasali e parte del setto nasale. L'etmoide è formato da tre parti: lamina cribrosa, labirinto etmoidale e lamina perpendicolare .La porzione superiore dell'etmoide contiene la lamina cribrosa, perforata da piccoli fori che permettono il passaggio dei rami dei nervi olfattivi, i quali forniscono il senso dell'olfatto. Una cresta molto sviluppata, la crista galli, separa i lati sinistro e destro della lamina cribrosa e fornisce un sito di inserzione alla falce del cervello, una piega meningea che stabilizza la posizione dell'encefalo.Il labirinto etmoidale, dal quale emergono i cornetti nasali superiore e medio, è ben visibile dalle superfici anteriore e posteriore dell'osso etmoide.Il labirinto etmoidale è costituito da cellule intercomunicanti contenenti aria, in continuità con quelle presenti nella porzione inferiore dell'osso frontale. Le cellule aeree si aprono nelle cavità nasali,dove drenano le secrezioni mucose.I cornetti nasali sono sottili lamine ossee che si proiettano nella cavità nasale su entrambe le pareti della lamina perpendicolare. Essi interrompono il flusso d'aria creando vortici e mulinelli, e poiché questo meccanismo rallenta il movimento dell'aria, favoriscono il riscaldamento, l'umidificazione e la rimozione della polvere prima che l'aria raggiunga le parti più delicate del tratto respiratorio.La lamina perpendicolare è una sottile lamina ossea che si proietta verso il basso dalla crista galli e forma parte del setto nasale, insieme al vomere e alla cartilagine ialina. I recettori olfattivi sono localizzati nell'epitelio che riveste le superfici inferiori della lamina cribrosa, le superfici mediali del cornetto nasale superiore e la porzione superiore della lamina perpendicolare. FOSSE CRANICHE:La superficie interna del cranio contiene delle depressioni chiamate fosse craniche. Ogni fossa è formata da tre parti e sostiene una porzione dell'encefalo.I contorni del neurocranio ricalcano la forma dell'encefalo. Procedendo in senso anteroposteriore, il pavimento (la base) del neurocranio non è orizzontale, ma presenta due scalini. La base neurocranica forma a ciascun livello una depressione concava detta fossa cranica. La fossa cranica anteriore è formata dall'osso frontale, dall'etmoide e dalle piccole ali dello sfenoide e accoglie i lobi frontali degli emisferi cerebrali. La fossa cranica media si estende dal margine posteriore delle piccole ali dello sfenoide alla porzione petrosa dell'osso temporale. Lo sfenoide, le ossa temporali e le ossa parietali formano questa fossa, che accoglie i lobi temporali degli emisferi cerebrali, il diencefalo e la parte superiore del tronco cerebrale (mesencefalo). La fossa cranica posteriore, più bassa, si estende dalla porzione petrosa delle ossa temporali alla superficie posteriore del cranio. La fossa cranica posteriore è formata prevalentemente dall'osso occipitale, con la partecipazione delle ossa temporali e parietali. La fossa cranica posteriore accoglie i lobi occipitali degli emisferi cerebrali, il cervelletto e la parte inferiore del tronco cerebrale (ponte e midollo allungato). Ossa dello splancnocranio: sei coppie di ossa e due ossa impari formano l’impalcatura ossea dello splancocranio. Le ossa dello splancnocranio (ovvero dello scheletro della faccia) sono le ossa mascellari, palatine, nasali, i cornetti nasali inferiori, le ossa zigomatiche, lacrimali, il vomere e la mandibola OSSA MASCELLARI :Le due ossa mascellari formano la "mascella superiore" e gran parte del tetto della cavità orale. Sono le ossa più grandi dello splancnocranio e presentano cavità (seni mascellari) rivestite da una membrana mucosa.Le ossa mascellari si articolano con tutte le altre ossa della faccia ad eccezione della mandibola.La superficie orbitaria protegge l'occhio e le altre strutture dell'orbita. Il processo frontale di ciascun osso mascellare si articola con l'osso frontale e con l'osso nasale. Le ossa mascellari contengono inoltre i processi alveolari nei quali si articolano i denti dell'arcata superiore. La fessura orbitaria inferiore é delimitata, in ogni orbita, dall'osso mascellare e dallo sfenoide. L'ampio foro infraorbitario dà passaggio a un importante nervo sensitivo faciale che, nell'orbita, decorre nel solco infraorbitario prima di passare attraverso la fessura orbitaria inferiore e il foro rotondo per raggiungere il tronco encefalico.Gli ampi seni mascellari sono visibili in sezione sia orizzontale sia mediale.Si tratta dei seni più ampi del cranio; essi alleggeriscono la porzione dell'osso mascellare che si trova sopra i denti e producono una secrezione mucosa che bagna la superficie inferiore delle cavità nasali. La sezione mostra anche l'estensione dei processi palatini, che formano la maggior parte del palato duro (o osseo) della bocca. La fossa incisiva sulla linea mediana inferiore del processo palatino segna l'apertura dei canali incisivi attraversati da piccole arterie e nervi. OSSA PALATINE: le ossa Palatine formano la parte più posteriore del tetto della cavità orale. Sono piccole ossa visibili nella veduta inferiore del cranio.Il palatino è un piccolo osso pari a forma di I. Le lamine orizzontali si articolano con le ossa mascellari per formare la parte posteriore del palato duro .La superficie inferiore di ciascuna lamina orizzontale presenta un ampio foro (foro palatino maggiore) tra l'osso palatino e il mascellare di ciascun lato. La cresta nasale, che si viene a creare nel punto in cui le ossa palatine di destra e di sinistra si articolano tra loro, permette l'articolazione
Complesso orbitario:Il complesso orbitario è formato da sette ossa.Le orbite sono le cavità ossee che accolgono e proteggono gli occhi. Oltre all'occhio, ogni orbita contiene anche la ghiandola lacrimale, il tessuto adiposo, i muscoli motori dell'occhio, i vasi sanguigni e i nervi. L'osso frontale forma il tetto e l'osso mascellare la maggior parte del pavimento. Procedendo in senso mediolaterale, il margine orbitario e la prima porzione della parete sono costituiti dalle ossa mascellare e lacrimale e dalla massa laterale dell'etmoide, che si articola con lo sfenoide e con un piccolo processo dell'osso palatino. Lo sfenoide forma la maggior parte della parete posteriore dell'orbita.Numerosi fori e fessure attraversano lo sfenoide o si trovano tra lo sfenoide e l'osso mascellare. Lateralmente, le ossa sfenoide e mascellare si articolano con l'osso zigomatico, che forma la parete laterale e il margine dell'orbita. COMPLESSO NASALE: il complesso nasale è formato da sette ossa.Il complesso nasale comprende le ossa e le cartilagini che delimitano le cavità nasali e i seni paranasali, spazi aerei in comunicazione con le cavità nasali. Il complesso nasale si estende dal vestibolo del naso alle coane .Le ossa frontale, sfenoide ed etmoide costituiscono la parete superiore delle cavità nasali. La lamina perpendicolare dell'etmoide e il vomere formano la parte ossea del setto nasale (Figure 6.5. p. 139, e 6.16). Le pareti laterali sono per la maggior parte formate dalle ossa mascellari, lacrimali, etmoide e cornetti nasali inferiori. Il ponte del naso è sostenuto dalle ossa mascellari e nasali. I tessuti molli del naso racchiudono le porzioni anteriori delle cavità nasali e sono supportati da estensioni cartilaginee della piramide nasale e dal setto nasale. Seni paranasali:Le ossa frontale, sfenoide, etmoide e mascellari contengono i seni paranasali, camere contenenti aria che si aprono nelle cavità nasali.I seni alleggeriscono il cranio, producono muco e funzionano da cassa di risonanza durante la fonazione. Le secrezioni mucose vengono convogliate nelle cavità nasali; l'epitelio ciliato spinge il muco verso la faringe, dove viene deglutito. Passando su questo film mucoso, l'aria inspirata viene umidificata e riscaldata. Le particelle estranee, come polvere e microrganismi, rimangono intrappolate nel muco appiccicoso e quindi deglutite. Questo meccanismo aiuta a proteggere le delicate superfici di scambio del parenchima polmonare. Osso ioide:L'osso ioide fornisce punti di inserzione per vari muscoli della lingua e della laringe. È l'unico osso che non si articola con altre ossa.L'osso ioide si trova inferiormente al cranio, sospeso per mezzo dei legamenti stiloioidei. Il corpo dell'osso ioide serve come base per l'inserzione di numerosi muscoli responsabili dei movimenti della lingua e della laringe.Poiché muscoli e legamenti costituiscono la sola connessione tra l'osso ioide e le altre strutture scheletriche, l'intero complesso è molto mobile. I processi più grandi dell'osso ioide sono le grandi corna, che aiutano a sostenere la laringe e rappresentano il punto di inserzione per i muscoli che muovono la lingua. Le piccole corna forniscono punti di inserzione ai legamenti stiloioidei, attraverso i quali l'osso ioide e la laringe sono connessi al cranio come un'altalena ai rami di un albero. Cranio del neonato, del bambino e dell’adulto: Le ossa del cranio, che si formano per ossificazione membranosa, non sono del tutto ossificate alla nascita. Le aree di ossificazione incompleta, le zone "morbide" sul cranio dei neonati, sono chiamate fontanelle.Vari centri di ossificazione sono coinvolti nella formazione del cranio ma, col procedere dello sviluppo, la loro fusione determina un numero minore di ossa. Alla nascita, la fusione non è ancora completa e sono presenti due ossa frontali, quattro occipitali e un certo numero di elementi per le ossa sfenoide e temporale.Il cranio si organizza attorno all'encefalo in via di sviluppo, che si ingrandisce rapidamente quando si avvicina il momento della nascita. Sebbene le ossa del cranio siano anch'esse in crescita, non riescono a seguire la stessa velocità, e alla nascita sono collegate da aree di tessuto connettivo fibroso. Queste connessioni sono molto flessibili, e il cranio può essere deformato senza danno. Tale distorsione avviene normalmente durante il parto e facilita il passaggio del neonato lungo il canale del parto. Le aree fibrose tra le ossa del cranio prendono il nome di fontanelle:
Colonna vertebrale:La colonna vertebrale è formata da 7 vertebre cervicali, 12 toraciche, 5 lombari, 5 sacrali e 3- coccigee. Le vertebre sacrali sono fuse nell'osso sacro e le vertebre coccigee nel coccige.La restante parte dello scheletro assile è suddivisa in colonna vertebrale e gabbia toracica. Le vertebre formano la colonna di sostegno, che sorregge il peso di testa, collo e tronco, e trasmette il peso allo scheletro appendicolare degli arti inferiori.Inoltre, le vertebre proteggono il midollo spinale, fornendo una via di passaggio per i nervi spinali che originano o terminano a livello del midollo spinale, e aiutano a mantenere una corretta posizione del corpo, sia da seduti che nella stazione eretta.La colonna vertebrale è divisa nelle regioni cervicale, toracica, lombare, sacrale e coccigea.Ogni regione della colonna vertebrale svolge funzioni differenti e, di conseguenza,le vertebre di ciascuna regione posseggono specializzazioni anatomiche che rendono possibile una tale differenziazione funzionale. Inoltre, le vertebre localizzate nei punti di giunzione tra due regioni della colonna vertebrale presentano alcune caratteristiche anatomiche della regione superiore ad esse e altre della regione inferiore ad esse. Sette vertebre cervicali costituiscono il collo e si estendono inferiormente verso il tronco. La 1ª vertebra cervicale si articola con i condili dell'osso occipitale, mentre la 7ª si articola con la 1ª vertebra toracica. Dodici vertebre toraciche formano la regione mediana del dorso e ciascuna si articola con uno o più paia di coste. La 12ª vertebra toracica si articola con la 1ª vertebra lombare. Cinque vertebre lombari formano la parte inferiore del dorso: la 5" vertebra lombare si articola con il sacro che, a sua volta, si articola con il coccige. Durante lo sviluppo, il sacro si forma a seguito della fusione di cinque vertebre; il coccige, o "coda ossea", inizialmente è formato da piccole vertebre in numero variabile da tre a cinque. Le vertebre sacrali in genere completano la loro fusione attorno ai 25 anni. La fusione delle vertebre coccigee distali avviene in epoca variabile e in alcuni adulti non arriva a completamento. La lunghezza totale della colonna vertebrale di un adulto è in media 71 cm. CURVATURE DELLA COLONNA VERTEBRALE :Le quattro curvature della colonna vertebrale definiscono il baricentro del corpo, tengono in equilibrio la testa sulla sommità della colonna vertebrale e consentono l'andatura eretta e la corsa.Le vertebre non formano una struttura rettilinea e rigida. Osservata lateralmente, la colonna vertebrale di un adulto mostra quattro curvature: cervicale, toracica, lombare e sacrale. La curvatura toracica (cifosi toracica) e la curvatura sacrale (cifosi sacrale) sono dette curvature primarie o di accomodazione; la curvatura cervicale (lordosi cervicale) e la curvatura lombare (lordosi lombare) sono dette curvature secondarie o di compensazione. La comparsa progressiva delle curvature della colonna vertebrale nel corso dello sviluppo, dal feto all'adulto.Nella stazione eretta, il peso del corpo deve essere trasmesso attraverso la colonna vertebrale alle anche e quindi agli arti inferiori. Inoltre, la maggior parte del peso del corpo si trova davanti alla colonna vertebrale. Le curvature allineano il peso con l'asse del corpo. Durante la stazione eretta, sollevando un oggetto pesante, per evitare di cadere in avanti automaticamente si esagera la curvatura lombare, mantenendo il peso più vicino all'asse del corpo e al suo centro di gravità.Questa postura può determinare un disagio alla base della colonna vertebrale. Similmente, le donne negli ultimi tre mesi di gravidanza accusano spesso un dolore cronico nella regione dorsale a causa dei cambiamenti della curvatura lombare che si modifica in ragione dell'aumento del peso fetale. Anatomia delle vertebre:Le vertebre racchiudono e proteggono il midollo spinale. La loro struttura presenta processi per le inserzioni muscolari e per le articolazioni fra le vertebre o fra le vertebre e le coste.Generalmente le vertebre hanno un piano strutturale comune (Figura 6.20). Anteriormente, ogni vertebra presenta un corpo relativamente spesso, di forma cilindrica, dal quale si estende posteriormente un arco vertebrale. Vari processi, sia per l'attacco dei muscoli sia per l'articolazione con le coste, dipartono dall'arco vertebrale. I processi articolari, pari, si proiettano dall'arco vertebrale, su entrambi i lati, verso l'alto e verso il basso. Corpo vertebrale:Il corpo vertebrale e la parte della vertebra che trasferisce il peso lungo l'asse della colonna vertebrale.Ogni vertebra si articola con le vertebre vicine; i corpi sono uniti da legamenti e separati per mezzo di cuscinetti di fibrocartilagine, i dischi intervertebrali. Arco vertebrale:L'arco vertebrale, detto anche arco neurale, delimita i margini laterali e posteriore del foro vertebrale che, nel vivente, circonda il midollo spinale (Figura 6.20a,c). L'arco vertebrale ha un pavimento (la superficie posteriore del corpo), due pareti (i peduncoli) e un tetto (le lamine). I peduncoli originano dai margini posterolaterali del corpo. Le lamine si estendono dorsomedialmente a completare il tetto. Dalla fusione delle lamine origina sulla linea mediana un processo spinoso che si proietta dorsalmente e posteriormente. Questi processi possono essere visti e palpati attraverso la cute del dorso. 1 processi trasversi si proiettano lateralmente o dorsolateralmente su ambedue i lati, dal punto in cui le lamine si uniscono ai peduncoli. Questi processi sono siti di attacco di muscoli e possono anche articolarsi con le coste.