




























































































Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Slide integrate con le lezioni
Tipologia: Appunti
1 / 105
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!





























































































La MBT è un processo di immagazzinamento di piccole quantità di informazione per un breve intervallo di tempo. Ha un limite di capienza e di durata. Questa è una nozione teoricamente neutra, ovvero si limita a descrivere fenomeni osservati in laboratorio. Tuttavia, esistono teorie (e modelli) diverse sul modo in cui l’immagazzinamento viene realizzato (uno di questi modelli è quello del loop fonologico). Com’è possibile misurare la MBT verbale? Uno strumento molto conosciuto è lo span di cifre, consiste nel proporre ad un soggetto una sequenza di cifre e di chiederne l’immediato recupero nell’ordine in cui sono state presentate (span di cifre in avanti). Nella versione dello span di cifre all’indietro è richiesto di riportare le cifre nell’ordine inverso. La struttura dello span di cifre è simile in tutte le prove: si comincia con pochi item (3). Se il soggetto riesce a ripeterli tutti si procede con una prova più complessa aggiungendo un item alla volta alla sequenza fino a quando il soggetto non sbaglia due sequenze di fila della stessa lunghezza. A questo punto lo span di memoria è l’ultimo numero di cifre correttamente ricordato. Gli span di memoria richiedono di:
del secondo item e così via fino all’ultimo item. Si tratta di un meccanismo di ricordo dell’ordine che ha a che fare con l’attivazione di ogni singolo item in cui c’è una priorità del primo item presentato. Effetti (strategie utili per migliorare la prestazione della MBT, le strategie nella MBT sono di base a differenza della MLT che ha strategie più elaborate e attinenti ai suoi meccanismi tipici)
L’effetto di priorità può essere spiegato nei termini di meccanismi che agiscono all’interno della MBT, in quanto i primi item sono quelli che hanno avuto maggiore possibilità di essere reiterati e quindi secondo il modello di Atkinson & Shiffrin passano più facilmente nella MLT e sono quindi maggiormente ricordati. Un sostegno a questa spiegazione si ha se andiamo a manipolare la velocità di presentazione degli item, se il ritmo di presentazione è più elevato abbiamo un minore ricordo soprattutto degli item iniziali e intermedi. Questo può essere spiegato nei termini della reiterazione: se la velocità di presentazione è troppo alta c’è una maggiore difficoltà (minore possibilità) di reiterare quegli item e questo porta a una diminuzione dell’effetto di priorità. Il ricordo di item iniziali e intermedi è influenzato da altre caratteristiche degli item e dei soggetti:
cosa fatta, piuttosto che gli eventi precedenti. L’effetto recenza potrebbe essere in realtà basato su un meccanismo di recupero che rende più disponibile l’item più recente, indipendentemente dal tempo e quindi da un meccanismo di funzionamento della MBT. In questo meccanismo di recupero la distanza tra il recupero, l’ultimo item e quelli precedenti diventa estremamente importante, perché si crea un rapporto di discriminazione basato sulla lontananza dell’item da rievocare rispetto a quella del suo vicino. Un altro esperimento che falsifica l’ipotesi che l’effetto recenza sia semplicemente dovuto a quello che è presente in quel momento in MBT è quello di Baddeley e Hitch (1977) che ha trovato un chiaro effetto recenza anche in un tipico compito di MLT. L’esperimento era condotto sul campo: veniva chiesto a dei giocatori di rugby di ricordare l’elenco delle partite giocate. Le ultime partite venivano ricordate meglio, si ha quindi un effetto di recenza anche in un compito di MLT. Questo esperimento ha permesso di disambiguare tra l’effetto del decadimento e dell’interferenza sull’oblio. Alla domanda su quale fosse il miglior predittore dell’oblio tra numero di partite disputate piuttosto che tempo trascorso, sicuramente l’interferenza aveva un effetto maggiore. Ovvero se a parità di tempo tra una data partita x e il suo recupero si erano giocate altre partite, piuttosto che essa fosse stata l’ultima partita giocata, solo nel primo caso si aveva un peggior ricordo, a sostegno del fatto che le partite successive abbiano interferito col ricordo, piuttosto che l’effetto del decadimento dovuto al passare del tempo. Modello del Loop fonologico Modello: teorico che spiega determinati risultati e fenomeni e predice cosa potrà accadere Sostiene che l’informazione in ingresso (memoria verbale) entra in un magazzino detto magazzino fonologico deputato alla codifica di informazioni verbali. L’informazione viene mantenuta attraverso un meccanismo di ripetizione (reiterazione) sub-vocalica. Ci sono alcuni effetti che sono stati tipicamente studiati all’interno della MBT che possono essere spiegati da questo modello
variava in base alla ricchezza delle loro caratteristiche. La memoria visiva codifica l’oggetto come un unicum con tutte le sue caratteristiche di tipo visivo.
Brooks mostrava lettere come questa per pochi secondi e chiedeva di ricordare in particolare dove fosse il punto di partenza e la freccia che indica in quale direzione debba procedere il compito. Il compito consiste nel dire se gli angoli che si incontrano sono convessi o concavi. Convesso = sì, concavo = no Foglio di risposto proposto da Brooks (1968) In una seconda versione bisogna segnare successivamente con delle croci o sul sì o sul no. Il primo compito viene svolto in maniera più fluida. Se la risposta deve essere data in maniera motoria, dovendo agire in modo spaziale, il soggetto ci mette più tempo e commette in media più errori. In questa situazione il compito è concorrente, ovvero c’è un’interferenza tra il compito principale e il dare la riposta. Compito principale è immaginativo, mentre dare una risposta richiede la vista porta a un’interferenza nei processi principali che permettono il mantenimento della MBT visiva. Ci sono altri modi per stabilire se è possibile distinguere tra diversi tipi di MBT. Un esempio solo le prove neuropsicologiche che si basano sulla doppia dissociazione: ovvero sull’esistenza di pazienti con deficit specifico in MBT verbale con MBT spaziale conservata e pazienti con il quadro opposto. Milner (1966) trova una dissociazione tra MLT e MBT Shallice e Warrington (1970) trovano pazienti con caduta MBT verbale e intatta MBT spaziale e pazienti con caduta MBT visiva e intatta MBT spaziale.
Modello modale di Atkinson e Shiffrin Si ipotizzava che un input fosse per tempi brevissimi mantenuto in un registro sensoriale per poi passare in magazzino a breve termine (memoria di lavoro temporanea) on processi di controllo. Una volta mantenuta e eleborata l’informazione può portare a un output specifico o passare al magazzino a lungo termine.
Negli adulti il lessico e la lettura sono già consolidati quindi il loop fonologico entra in gioco in nuovi apprendimenti. Studi in particolare su una paziente (P.V.) hanno dimostrato che un danno nel loop fonologico era associato a una seria difficoltà nell’apprendimento di lingue straniere. La paziente parlava bene la propria lingua, non aveva difficoltà di lettura, scrittura o comprensione, ma presentava un danno selettivo nell’apprendimento di lingue straniere. Un risultato simile è stato riscontrato in soggetti sani in una condizione di soppressione articolatoria (ripetizione continua di alcune sillabe). In questa condizione si verificano difficoltà nell’apprendimento di parole straniere. Nei bambini un danno del loop fonologico ha un effetto più pervasivo e critico in quanto ritarda o rende più difficoltoso l’apprendimento di parole (competenza lessicale) e della lettura. Si è infatti visto che un compito che coinvolge il loop fonologico (ripetizione di non parole) è correlato con la competenza lessicale. Bambini con maggiore difficoltà nel ripetere non parole conoscono meno parole della propria lingua. Questo dimostra che il loop fonologico a livello evolutivo è impegnato nell’apprendimento lessicale del linguaggio. Allo stesso modo si è dimostrato che il loop fonologico è implicato anche nell’apprendimento della lettura. Ripetizione di non parole correlata a competenza lessicale e apprendimento della lettura e della grammatica.
Shepard e Feng (1972) Compito di «ripiegatura mentale di fogli»: Viene chiesto di creare una connessione tra i numeri che corrispondono alle superfici dell’immagine ripiegata e distesa. La difficoltà della figura aumenta andando avanti. È importante sia l’accuratezza che la velocità. È stata trovata una correlazione tra tempo impiegato e numero di piegature. L’immagine mentale funziona in modo simil percettivo, ovvero rappresenta una situazione reale. Che si pieghi realmente il foglio o che si immagini di piegarlo, richiede un processo molto simile, al punto che i tempi sono omogenei nelle due situazioni, più piegature devo fare più il compito immaginativo richiede tempo. Sempre cercando un’analogia nel funzionamento delle immagini mentali e funzionamento della percezione e funzionamento della memoria abbiamo i compiti di rotazione mentale. Shepard e Metzler hanno proposto un compito (da cui è stato sviluppato un test per la valutazione) che consiste nel dire se due figure sono le stesse. Dai risultati si è visto che anche in questo caso si è trovata un’analogia tra funzionamento dell’immagine mentale e percezione, per cui maggiore era lo spostamento in grado (rotazione), maggiore era il tempo necessario per dare la risposta. I tempi di esecuzione del compito sono una funzione lineare del grado di rotazione delle figure. Risultati analoghi si sono visti attraverso i compiti di Scanning mentale. Kosslyn (1973) osserva un’analogia tra percezione e imagery. il soggetto osserva una mappa che deve imparare e poi immaginando la configurazione doveva spostarsi da un punto a un altro dell’isola. Si è visto che c’era una relazione lineare tra distanza tra gli oggetti e tempo per eseguire il compito. La funzione di immagine mentale elabora i dati mentali come se l’oggetto fosse percepito. Un’altra proprietà importante dell’immagine mentale che ci permette di costruire cose nuove. Finke e Slayton (1988) propongono un compito con istruzioni verbali a immaginare:
In 3 condizioni rispetto al doppio compito:
Un esempio è quello della guida. Quando una persona esperta sta guidando attiva un comportamento routinario per la maggior parte del tempo. Quando interviene un imprevisto il comportamento routinario deve cessare ed entra in gioco il sistema attentivo superiore. Se la situazione è tranquilla può allocare parte della sua attenzione in una conversazione o stando al telefono. Queste azioni però sono pericolose perché distraggono una quantità di attenzione che risulterebbe necessaria in una situazione che richiede l’intervento rapido del guidatore. In uno studio condotto da Strayer e Johnston (2001) si conduceva un esperimento di simulazione di guida in laboratorio in cui i partecipanti potevano trovarsi nella situazione con o senza cellulare. Le variabili registrate erano: la probabilità che la persona non si accorgesse di passare col rosso e i tempi di reazione di frenata. Nella situazione con il cellulare (dual task) si riscontrava un aumento della probabilità di passare col rosso e una maggiore lentezza nei tempi di reazione. Il valore interferente del cellulare era uguale sia che ce l’avesse in mano sia che fosse a distanza. Un altro esperimento che riguardava sempre la guida e il sistema esecutivo centrale è quello di Brown e al. (1969). Il compito consisteva nel seguire in auto un percorso lungo una pista di atterraggio, passando tra blocchi di polistirolo a distanze variabili (il soggetto doveva valutare di volta in volta se la distanza fosse sufficiente per passarci in mezzo), eseguendo (o non eseguendo) un compito concomitante di ragionamento verbale (chiede l’intervento dell’esecutivo centrale). Dai risultati si è visto che il compito di ragionamento interferiva sulle decisioni di passare tra i blocchi, ma non sulla capacità di seguire il percorso. Questo ci dice che se la conversazione diventa impegnativa può avere un risultato impegnativo quando la persona deve prendere decisioni mentre sta guidando, potrebbero esserci problemi nella capacità di giudizio. Ci si è chiesto se ci fosse differenza tra il parlare al cellulare e il parlare con una persona presente nella macchina. Un altro compito di vita quotidiana studiato per vedere se entrasse in gioco l’esecutivo centrale e altre componenti della WM è il gioco degli scacchi. Possiamo immaginare che possa richiedere l’implicazione delle abilità visuo-spaziali e la presa di decisioni, quindi l’intervento dell’esecutivo centrale per decidere per focalizzare l’attenzione sul compito, per pianificare le prossime mosse ecc. Robbins e al. (1996) propongono un compito con la scacchiera in cui si andava a verificare quanto i partecipanti ricordassero determinate posizioni nella scacchiera e l’efficacia della scelta delle mosse. Erano presenti 3 condizioni