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Una panoramica del concetto di apprendimento e della memoria, considerando termini chiave, teorie cognitiviste, tipi di memoria e sviluppo della memoria. l'apprendimento come un insieme di cambiamenti relativamente stabili in comportamento, il cognitivismo e l'interazione sociale come fattori chiave. Vengono presentati due tipi di memoria: breve e lungo termine, e si discute della memoria come un insieme di sistemi distinti. Il documento include anche una breve introduzione al modello di Atkinson e Shiffrin sulla elaborazione delle informazioni.
Tipologia: Appunti
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Cosa viene in mente parlando di apprendimento? Qualcuno che spiega e qualcuno che riceve; sforzo dato dal portare a termine un apprendimento; connessione/relazione con quello che già conosco; compimento di un’azione che genera apprendimento. Ruolo degli altri, molto importante nel processo di apprendimento. Termini che associamo al processo di apprendimento: esercizio, attenzione, verifica, imitazione, motivazione, automatismo, volontà, compito, ragionamento, cambiamento, relazione, educazione, contesto, memoria, insegnamento, ecc. Apprendimento (def. generale) > insieme di quei cambiamenti relativamente stabili nel comportamento che sono la conseguenza delle passate esperienze e hanno per lo più una funzione adattiva. Il cambiamento può riguardare il comportamento o la conoscenza si manifesta in molti modi, solo alcuni dei quali sono intenzionali. Dato che il processo di apprendimento non è direttamente osservabile, deve essere osservabile il cambiamento. Come? Due modi:
I primi studi sono quelli di Pavlov nel’900. Cosa ha scoperto? Lui voleva verificare in laboratorio, se si potesse produrre e innescare una nuova risposta in seguito a stimoli diversi da quelli che solitamente producono quella risposta. Es. il cane normalmente saliva quando vede il cibo (riflesso). È possibile fare in modo che il cane salivi in seguito alla presentazione di stimoli completamente diversi da quello che normalmente suscita la salivazione? Si. Limiti:
A cosa ricolleghiamo la ‘memoria’? Cassetti, armadio, tempo, interruttore. Esistono due tipi di memoria: breve e lungo termine. Se la memoria non viene allentata, si ‘perde’ il ricordo. C’è consenso sul fatto che la memoria abbia diversi sistemi che corrispondono a strutture e circuiti cerebrali: l’amigdala (apprendimento della paura), ippocampo e lobi temporali (memoria dell’esperienza), cervelletto (memoria procedurale). (Baddley) La memoria non è un sistema unitario, ma un insieme di sistemi che corrispondono a diversi circuiti celebrali che differiscono sia per durata della traccia sia per la capacità di immagazzinamento. Non esiste un unico punto del cervello in cui immagazziniamo i nostri ricordi. Non è un sistema unitario, ma un insieme di sistemi che sono diversi tra di loro, sia per la durata che per la capacità di immagazzinamento, quantità di memoria. Uno dei modelli più importanti riguardo l’elaborazione delle informazioni, al giorno d’oggi, è il modello della memoria di Atkinson e Shiffrin (1968). Per memorizzare, catturiamo quello che viene percepito dal nostro registro sensoriale, quello che memorizziamo con la memoria a breve termine […]. Input dell’ambiente esterno che viene catturato dal registro sensoriale Registro sensoriale : trattiene per breve tempo (pochissimi decimi di secondo) lo stimolo esterno, quando ricevuto dagli organi di senso. Poi viene subito trasferito nel sistema di memoria a breve termine. Questo registro è essenziale per la possibilità di memorizzare lo stimolo. Prima di passare nella memoria a breve termine è necessaria l’ attenzione. È necessaria affinché l’informazione venga appresa. L’attenzione serve per catturare e selezionare gli stimoli.
L’ attenzione subisce l’effetto di alcuni fattori : condizioni fisiologiche del momento fattori ambientali differenze individuali > ognuno di noi ha delle capacità più o meno sviluppate di prestare attenzione per più o meno tempo, di riuscire a focalizzare l’attenzione su quello che gli interessa capacità che si può allenare ecc. L’attenzione è una condizione necessaria ma non sufficiente. Per memorizzare un’informazione è necessario codificarla : dobbiamo scegliere come rappresentarla in memoria (sistema verbale, visivo, acustico, …). Per apprendimenti complessi usiamo strategie di codifica. Mbt > M emoria a Breve Termine Riceve le informazioni dal registro sensoriale. Per un periodo di tempo l’informazione rimane in essa, rimane una traccia > capacità di memoria limitata: numero di elementi che riusciamo a memorizzare = 7 elementi. È la capacità di trattenere le informazioni per un breve periodo di tempo. Esempi di test: Per ricordare delle cose usiamo le associazioni, oppure le ripetiamo. Impariamo ad utilizzare delle strategie per immagazzinare facilmente gli elementi. (filastrocca, raggruppamento, ecc.)
Il ricordo della posizione di un oggetto Quali sono i motivi del mancato ritrovamento temporaneo o permanente?
Episodi recenti della propria vita vengono più facilmente dimenticati rispetto a episodi datati e acquisiti quando la memoria era più efficiente Reminescence bump → più facilità nel ricordare episodi accaduti durante adolescenza e primi anni della vita adulta. Dovuto a: ottima capacità di memorizzazione quando si è stati esposti all’evento periodo in cui si verificano episodi più significativi e positivi della vita in termini di sviluppo sociale, relazionale e lavorativo La propensione a tenere vivi i propri ricordi è influenzata da una caratteristica individuale chiamata sensibilità alla memoria o leopardismo (da Leopardi, per la passione verso i ricordi del passato). Propensione, tensione forte a tenere vivi i ricordi (negli anziani è più presente che negli adulti)
È stato dimostrato come gli anziani abbiano una maggiore tendenza a incorporare informazioni aggiuntive (non originali) nel ricordo. Producono molti più falsi ricordi dei giovani. Non avendo chiari tutti i dettagli, li aggiunge, modificando il ricordo. Questo è dovuto alla difficoltà dell’anziano di collegare il contenuto delle informazioni con il loro contesto.
Conserva abbastanza bene la sua funzionalità col passare del tempo. Nei giovani anziani (fino ai 74 anni) la prestazione nelle prove di memoria semantica (es vocabolario) può addirittura aumentare con l’avanzare dell’età. Ci sono comunque cambiamenti dovuti all’età (anche se è un tipo di memoria preservata dall’invecchiamento) – es. il fenomeno ‘sulla punta della lingua’ è più frequente.