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L'importanza della didattica metacognitiva e dell'apprendimento cooperativo, Schemi e mappe concettuali di Pedagogia

L'importanza della didattica metacognitiva e dell'apprendimento cooperativo nell'insegnamento. La didattica metacognitiva stimola il pensiero critico e la motivazione all'apprendimento. L'apprendimento cooperativo promuove il pensiero di livello superiore e il comportamento prosociale. Vengono discussi i benefici, le sfide e l'importanza delle competenze strategiche. Inoltre, viene introdotta la metodologia della 'classe capovolta' come approccio innovativo.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2021/2022

Caricato il 10/05/2024

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DIDATTICA SPECIALE APPROCCIO METACOGNITIVO E COOPERATIVO -LA MARCA
Significa che noi studieremo questa disciplina effettivamente quale approccio di insegnamento-
apprendimento è utile utilizzare per una didattica speciale. I due nuclei fondanti di questa disciplina
sono l'approccio metacognitivo e l'approccio cooperativo. Oggi andremo proprio a vedere come
all'interno di una classe, perché dobbiamo sempre ricordarci che noi facciamo una didattica inclusiva
per cui noi dobbiamo preoccuparci si dell'alunno che ci sarà affidato, durante il tirocinio, ma questo
alunno non è un'isola, non è solo e quindi non è che dobbiamo pensare ad attività di tipo
metacognitivo
o di tipo cooperativo per l’alunno che avete da solo, cioè non avrebbe senso, quindi è molto
importante
sottolineare che noi facciamo una didattica inclusiva che significa stare in classe. Praticamente non
dobbiamo lavorare e progettare attività didattiche che siano sempre pienamente inserite all'interno
della classe. Quindi per questo è importantissimo imparare sempre di più a scoprire come e perché è
necessario ed è indispensabile non soffermarsi su una didattica di tipo trasmissivo ma portare avanti
sempre una didattica che è di tipo più attivo quindi la didattica che aiuta soprattutto il docente stesso
a
riflettere e a aiutare l'alunno a cooperare con gli altri. Allora questo tipo di didattica è chiaro che la
prima
cosa che faremo sarà quella di farvela sperimentare in prima persona cercando di riuscire a
organizzare
l’attività didattica che non si limiti solo alla trasmissione dei contenuti, ma partendo da essi lavorare
insieme e in gruppo utilizzando anche delle tecniche che poi dobbiamo imparare a utilizzare con i
nostri
alunni. Cercheremo proprio di imparare a utilizzarle anche durante l'attività didattica del corso
proprio perché poi in questo modo vi sarà anche molto più semplice poterle utilizzare. Come vedrete
in questo
scheda gli argomenti fondanti sono:
introduzione alla didattica speciale
la didattica metacognitiva
l'autoregolazione dell'apprendimento
didattica cooperativa il ruolo del docente
la classe come spazio di comparazione e tutoring
metodologia e tecniche per la promozione della Cooperazione e lo sviluppo metacognitivo
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DIDATTICA SPECIALE APPROCCIO METACOGNITIVO E COOPERATIVO - LA MARCA

Significa che noi studieremo questa disciplina effettivamente quale approccio di insegnamento- apprendimento è utile utilizzare per una didattica speciale. I due nuclei fondanti di questa disciplina sono l'approccio metacognitivo e l'approccio cooperativo. Oggi andremo proprio a vedere come all'interno di una classe, perché dobbiamo sempre ricordarci che noi facciamo una didattica inclusiva per cui noi dobbiamo preoccuparci si dell'alunno che ci sarà affidato, durante il tirocinio, ma questo alunno non è un'isola, non è solo e quindi non è che dobbiamo pensare ad attività di tipo metacognitivo o di tipo cooperativo per l’alunno che avete da solo, cioè non avrebbe senso, quindi è molto importante sottolineare che noi facciamo una didattica inclusiva che significa stare in classe. Praticamente non dobbiamo lavorare e progettare attività didattiche che siano sempre pienamente inserite all'interno della classe. Quindi per questo è importantissimo imparare sempre di più a scoprire come e perché è necessario ed è indispensabile non soffermarsi su una didattica di tipo trasmissivo ma portare avanti sempre una didattica che è di tipo più attivo quindi la didattica che aiuta soprattutto il docente stesso a riflettere e a aiutare l'alunno a cooperare con gli altri. Allora questo tipo di didattica è chiaro che la prima cosa che faremo sarà quella di farvela sperimentare in prima persona cercando di riuscire a organizzare l’attività didattica che non si limiti solo alla trasmissione dei contenuti, ma partendo da essi lavorare insieme e in gruppo utilizzando anche delle tecniche che poi dobbiamo imparare a utilizzare con i nostri alunni. Cercheremo proprio di imparare a utilizzarle anche durante l'attività didattica del corso proprio perché poi in questo modo vi sarà anche molto più semplice poterle utilizzare. Come vedrete in questo scheda gli argomenti fondanti sono:  introduzione alla didattica speciale  la didattica metacognitiva  l'autoregolazione dell'apprendimento  didattica cooperativa il ruolo del docente  la classe come spazio di comparazione e tutoring  metodologia e tecniche per la promozione della Cooperazione e lo sviluppo metacognitivo

 reciprocal teaching Gli obiettivi e risultati di apprendimento attesi sono in fondo quegli obiettivi che poi saranno anche dei descrittori che in qualche modo guideranno poi le prove finali. In base a quelli che sono i descrittori di Dublino:  conoscenza e comprensione

  • individuare e discriminare teoria e modelli principi della didattica metacognitiva e cooperativa
  • riconoscere le differenze tra le diverse strategie metacognitive
  • riconoscere le differenze tra le diverse modalità cooperativa
  • identificare le situazioni problematiche nei processi cooperativi e metacognitivi Quindi queste sono le conoscenze che voi dopo le lezioni di questa disciplina dovete aver appreso, dovete conoscere o per quanto riguarda le capacità perché è chiaro che non basta conoscere poi è importante anche verificare cioè noi possiamo verificare se un apprendimento è appreso nella misura in cui i corsisti sono in grado di applicare questa conoscenza e questa comprensione. Altro descritto è :  capacità di applicare conoscenza e comprensione
  • identificare le situazioni problematiche nei processi cooperativi e metacognitivi
  • progettare attività con modalità cooperativa in situazioni di classe a rischio di esclusione
  • progettare percorsi di didattica metacognitiva in situazioni di classe a rischio
  • costruire strumenti di valutazione delle competenze cooperative e metacognitive inclusive. Altro descrittore di Dublino è :  l'autonomia di giudizio
  • selezionare e scegliere corrette metodologie cooperative e metacognitive, perché non basta cioè noi abbiamo la conoscenza e mettiamo fuoco e sviluppiamo alcune capacità perché le apprendiamo anche dagli esempi degli altri, dalle attività che nell'aula virtuale svolgeremo però poi dobbiamo anche in qualche modo esercitare quella capacità che ci permette di selezionare e scegliere le corrette metodologie cooperative e metacognitive giustificare la scelta, perché non hanno scelto quel metodo, quello strumento, quel colore piuttosto che quell'altro
  • presentare le pratiche educative cooperative e metacognitive realizzate con originalità e significatività Oggi vedremo com'è cooperazione e metacognizione sono veramente in stretto rapporto con quelle che è lo sviluppo di alcune soft Skills, analizzare e valutare criticamente le proprie pratiche didattiche

apprendere. Sono tra di loro correlate, cioè l'autoefficacia sicuramente a cresce la motivazione ad apprendere e io normalmente mi sento più efficacie se sono motivato. Possiamo dire che dall'esame dei risultati delle ricerche svolte negli ultimi 10 e 20 anni possiamo ricavare che la capacità autoregolativa si compone di una serie di competenze strategiche, quindi noi parliamo di didattica metacognitiva che ci aiuta a sviluppare questa capacità autoregolativa che a sua volta si compone di una serie di competenze strategiche. Queste competenze strategiche sono molto legate e correlate a tutta una serie di competenze che hanno a che fare direttamente con l'approccio cooperativo, quindi sono tutta una serie di competenze strategiche che sono relative alle disponibilità a collaborare nel lavoro e nell'apprendimento a comunicare e relazionarsi con altri, a gestire forme accentuata di ansietà, nel gestire se stessi nel lavoro e nell'apprendimento e nell'affrontare situazioni sfidanti o pericolose. Attraverso lo studio di questa disciplina riuscite ad accrescere anche lo sviluppo di queste competenze strategiche forse l’affrontale difficoltà e anche queste situazioni che vi si presentano nel corso che sono situazioni sfidanti e difficili, però vedrete che tutto questo riuscirete a farlo nella misura in cui acquisirete anche voi in prima persona queste competenze strategiche, questa capacità di autoregolazione e quindi la capacità di utilizzare una didattica metacognitiva. Potremmo dire che la competenza di autoregolazione permette a ogni persona di essere sempre più motivata e quindi di riuscire nel compito, una persona che è autoregolata si fissa degli obiettivi realistici per ciò che concerne la sua attuazione quindi anche questo vi aiuterà anche a comprendere, cioè come e dove si può arrivare e in che modo. Una persona autoregolata è una persona che utilizza delle strategie per realizzare quel compito in modo adeguato, controlla la sua attività per poter misurare l'efficacia delle sue strategie, quando è necessario sostituisce una strategia inefficace o adotta il suo comportamento di utilizzazione di una strategia. Possiamo chiederci è possibile promuovere direttamente l'acquisizione delle competenze riferibili alla capacità di autoregolazione? Allora sicuramente possiamo dire che l'insegnamento esplicito delle strategie di gestione dei processi cognitivi, metacognitivi, motivazionali affetti e volitivi è possibile. Questo credo che possa essere un po' l'introduzione al pomeriggio di oggi cioè effettivamente essere consapevoli e certi che possiamo imparare le strategie proprio per poterle insegnare, strategie di gestione dei processi cognitivi, strategie di gestione dei processi metacognitivi,

della motivazione (perché la motivazione si accresce la possiamo esercitare) e anche di tutto l’aspetto che poi sta un po' da sottofondo, ma che in un approccio metacognitivo e cooperativo è fondamentale cioè tutto quello che fa riferimento all'aspetto più affettivo e volitivo che attraverso un utilizzo adeguato di strategie che mi permettono di lavorare bene sulla metacognizione e sulla cooperazione in classe sicuramente sviluppano in modo adeguato e in modo molto utile per me e per gli altri. Dott.ssa Di Carlo Per poter procedere con il tirocinio è importante che l'istituzione scolastica dove svolgere le attività di tirocinio siano convenzionate con l'Università degli Studi di Palermo e deve essere accreditata invece con l'ufficio scolastico regionale. Bisogna chiedere alle scuole la disponibilità ad essere accolti per svolgere le attività di tirocinio diretto e questa è proprio la prima fase. Dott.ssa Fiandaca Il secondo step dopo aver ottenuto la disponibilità dalla scuola dovrete compilare un Google form che vi comunicheremo sabato primo giorno di tirocinio indiretto, dove oltre ai vari dati anagrafici, numero di matricola e altre richieste vi verrà chiesto di indicare il nome dell'istituzione scolastica in cui svolgere il tirocinio. La scuola riceverà un'email da parte della prof. La Marca dove viene esplicitato come può comunicare con noi i nomi dei corsisti che intende accogliere. Poi il corsista riceve il registro del tirocinio in modo telematico on-line, e le modalità di compilazione. Le scuole riceveranno invece il progetto formativo, un documento molto importante dove ci sono le polizze assicurative, vengono riportate alcune informazioni importanti del vostro tirocinio ecc., ma ciò che conta è che questo progetto quando viene restituito deve riportare il timbro della scuola, la firma del corsista e del tutor scolastico. Prof.ssa Longo Insegnamento 4: Reciprocal teaching: una strategia metacognitiva per la comprensione Parleremo di reciprocal teaching che è in qualche modo trasversalmente affrontato all'interno del terzo capitolo di questo testo che indirettamente fa riferimento a questa strategia metacognitiva. Vorrei partire innanzitutto da alcuni elementi di riflessione che emergono rispetto alla competenza nella lettura perché di fatto così come ci dicono i dati dell’OECD e dell'invalsi la competenza nella lettura viene

metacognitive noi rintracciamo proprio quella legata l'insegnamento reciproco o reciprocal teaching e in particolar modo la rintracciamo come una delle strategie metacognitive utili proprio perché ce lo dice la letteratura internazionale che sottolinea proprio come una pluralità di sperimentazioni per il potenziamento della capacità di comprensione siano appunto all'interno di questi ampi lavori e un ruolo di grande rilievo lo ricopre proprio la strategia metacognitiva del reciprocal teaching. Questo modello è un modello che nasce nel lontano 1984 grazie agli studi di Palincsar e Brown e successivamente è stato poi sperimentato in diversi contesti culturali, ma anche in diversi gradi di istruzione, dall'inizio della scuola primaria fino ad arrivare alla scuola secondaria. La particolarità di questa modalità di lavoro è che riesce a coniugare bene la dimensione metacognitiva con il lavoro di gruppo e quindi ecco che proprio come dire oggi si fa un riferimento a questo modello perché all'interno della cornice della didattica metacognitiva e all'interno di quello che è proprio la logica dell' approccio Cooperativo riteniamo possa essere per voi uno spunto teorico interessante. Il reciprocal teaching nasce come una procedura utilizzata all'inizio per lavorare più sul potenziamento delle abilità di lettura e comprensione del testo in studenti che avevano delle difficoltà, dei problemi, di fatti in seguito è stata estesa, implementata e sperimentata ad ampio raggio ad altre attività curricolare non è stata necessariamente rivolta a studenti che presentavano difficoltà o problemi. In particolar modo Calvani definisce il reciprocal teaching come una strategia multipla definibile proprio come un modello didattico per sviluppare per promuovere la comprensione del testo che è proprio nella logica dell'approccio cooperativo, prevede il coinvolgimento attivo sia della figura del docente ma soprattutto il pieno e fattivo coinvolgimento da parte degli studenti. Il reciprocal teaching è un modello che si basa su quattro azioni: l'azione del predicting ovvero del predire ,quello del clarifyng del chiarire, quello del questioning ovvero del fare e rispondere a domande e quello del summarizing ovvero delle riassumere. Queste sono quattro azioni su cui si basa proprio da un punto di vista pratico l'attuazione dell'insegnamento reciproco e vediamo adesso nel dettaglio in che cosa consistono queste quattro azioni che cosa effettivamente

viene fatto poi operativamente in classe con i propri con i propri alunni. La prima azione quella del predicting è il fare una previsione, significa proprio predire significa avanzare delle ipotesi rispetto alle informazioni che subentreranno, gli alunni cioè sono portati a porsi degli interrogativi, quali sono questi interrogativi nel corso della lettura? L'alunno si chiedeva cosa si dirà in questo testo, cosa accadrà in seguito, quindi cercherà di proprio avanzare e formulare delle ipotesi rispetto a quello che poi la lettura effettivamente dirà più avanti. La seconda azione quella del clarifying, quella del chiarire le parole sconosciute, questa azione è importante poterla fare sperimentare con gli alunni perché consente di far mettere in risalto tutte quelle parole che potrebbero risultare di difficile comprensione per gli studenti per esempio concetti nuovi, termini sconosciuti, espressioni idiomatiche. Quindi l'alunno effettivamente cosa fa? Si chiede ci sono parole difficili che non capisco, ci sono parole che effettivamente non comprendo, cosa posso fare come posso intervenire e cosa posso fare per capirle, questa è l'azione del clarifying. La terza azione è quella in cui l'alunno dovrebbe individuare le informazioni più importanti e un po' il lavoro che solitamente viene fatto delle 5W, quindi ci si chiede il chi, cosa, perché, dove e quando,quindi ci si chiede quali sono le informazioni più importanti del testo ed è sicuramente un'azione fondamentale cui devono essere abituati gli alunni nel corso della lettura dei testi. La quarta azione è quella del summarizing, del riassumere ovvero come l'alunno dovrebbe porsi il seguente interrogativo,come posso sintetizzare o come posso dire utilizzando poche parole principali il succo di quello che ho letto? Nel video vedrete come in maniera veramente accattivante l’insegnante utilizza proprio degli strumenti, degli oggetti dalla lente di ingrandimento al setaccio per fare capire anche ai più piccoli come è importante setacciare e individuare le informazioni più importanti ma nello stesso tempo come poi giungere ad una sintesi di quello che viene letto. Queste domande riformulate più volte, riformulate continuamente durante la lettura diventano o dovrebbero diventare per così dire quasi metabolizzate da parte dell'alunno, quasi fino a fare diventare questo processo, un processo cognitivo naturale spontaneo da parte dell’alunno. È chiaro che in questo tipo di lavoro è fondamentale che l'insegnante abitui e guidi l'alunno a seguire questo processo e quindi ad acquisire questo modo di lavorare. Cosa avviene all'interno di una tipica sezione di insegnamento reciproco? Si formano dei gruppi di lettura costituiti da più o meno 6 alunni e a turno ciascun alunno ricoprirà la funzione di leader che consiste nel leggere, nello stimolare, nel sostenere la discussione all'interno della del gruppo classe con delle domande sul contenuto della lettura e al termine della sessione, viene chiesto ai compagni di riassumere quanto è stato letto. Quindi di fatto il leader ricopre in qualche modo un ruolo che è molto simile a quello

propensi a implementare proprio un modello di guida per i propri alunni per cercare di riuscire a estrapolare le parole chiave e quindi poi effettivamente giungere ad un riassunto di un testo letto. In quest'azione del riassumere è importante sottolineare se ci si ritrova con gruppi di studenti alla prima esperienza di reciprocal teaching è più opportuno focalizzare il riassunto e quindi la sintesi del testo letto su un breve passaggio, man mano che poi i gruppi di studenti familiarizzano con il reciprocal teaching questi stessi gruppi possono essere poi capaci di riassumere addirittura a livello di paragrafo, o addirittura a livello di un intero brano letto. All’interno dell'insegnamento reciproco viene enfatizzata la pratica guidata, che viene supportata da questa modalità di lavoro interattivo e in particolar modo questo tipo di lavoro consente al singolo alunno di potere sviluppare una maggiore comprensione dei testi letti, ma nello stesso tempo di divenire sempre più autonomi nel processo di lettura. Il dialogo e la discussione che vengono promossi dal reciprocal teaching all'interno del contesto classe sono elementi caratterizzanti questa modalità di lavoro e in particolar modo l'esperto, cioè la famosa figura di leader che in prima battuta questo ruolo viene ricoperto dall'insegnante e poi pian piano viene assegnato ai vari membri del gruppo classe, fornisce un supporto agli studenti novizi fino a quando gli studenti non diventano indipendenti nella conduzione del processo e soprattutto nell'uso di queste strategie delle quattro azioni cui facevamo riferimento poco fa. Questa azione di supporto che viene fornita dall’esperto, prima dall'insegnante e poi dagli studenti che diventano sempre più abili rispetto a questo tipo di lavoro, può assumere diverse forme può essere una spiegazione, può essere il pensiero ad alta voce, può essere una domanda. L'impostazione didattico-metodologica del reciprocal teaching quindi si struttura secondo una logica progressiva, per gradi di difficoltà, motivante ed è un'impostazione che si basa sull'integrazione di tre fattori fondamentali che sono il modellamento, il feedback e lavoro cooperativo. Il lavoro cooperativo all'interno del reciprocal teaching viene solitamente implementato un lavoro in prima battuta di coppia, per poi estendere il lavoro all'intero gruppo classe. Il modellamento è uno dei fattori che entra all'interno di questa impostazione metodologica perché rappresenta una condizione fondamentale affinché il processo di apprendimento si possa bassare sull'osservazione di un modello e sulla sua successiva imitazione. Vedremo più avanti che proprio nel modellamento

cognitivo il docente funge in un primo momento proprio come modello come leader che esemplifica cioè fa vedere proprio le tecniche di sintesi da adottare e mostra come si riflette durante la lettura attraverso quelle quattro azioni del predicting, del clarifying, del questioning e del summarizig. Il feedback è un altro elemento che gioca un ruolo fondamentale all'interno del reciprocal teaching, perché è fondamentale che l'insegnante non assuma un atteggiamento giudicante e che l'insegnante non si ponga come colui che indica subito o rileva subito le risposte giuste e sbagliate, ma il suo compito è quello di attraverso la tecnica del pensiero ad alta voce mostrare e formulare le risposte preferibili. Attraverso appunto il feedback l’adulto, in questo caso il docente, dovrebbe fornire dei suggerimenti strategici e dovrebbe in qualche modo ricapitolare ciò che la classe ha appreso del metodo. Quindi è importante che si configura un modello di insegnante che non sia giudicante, che non sia pronto a rilevare e a segnalare ciò che è stato detto correttamente o erroneamente. Da queste brevi premesse possiamo capire come sia veramente stretto il legame tra metacognizione, reciprocal teaching e comprensione della lettura perché attraverso la discussione in classe, attraverso l'uso di queste 4 strategie, gli studenti possono riflettere durante la lettura e quindi acquisire maggiore consapevolezza di se stessi come lettori e nello stesso tempo acquisire maggiore consapevolezza del processo di regolazione del proprio apprendimento e quindi divenire capaci di controllare effettivamente durante lo svolgimento il proprio apprendimento. Il reciprocal teaching proprio perché ricopre particolare attenzione alle capacità metacognitive, alle capacità autoregolative da parte dello studente, sembra essere una modalità di lavoro che può fornire agli alunni strumenti utili per leggere e per comprendere il testo in maniera indipendente, autonoma. In particolar modo le evidenze sperimentali degli studi che sono stati condotti sul campo rispetto all'uso di questa modalità di lavoro possono essere per voi degli spunti di riflessione e quindi portarvi proprio in qualità di docenti a riproporre questa modalità di lavoro e quindi utilizzare queste strategie metacognitive all'interno delle vostre realtà scolastiche o per confermare gli effetti della metodologia o ancora per verificare l'efficacia di questa strategia avendo chiaro che l'efficacia dipende sempre dal livello di competenze iniziale ma anche dalle specifiche situazioni contestuali delle classi che vengono coinvolte. Prof.ssa Cappuccio Apprendimento cooperativo

cominciare a riflettere è il comportamento prosociale, dobbiamo sviluppare e far sì che le persone siano in grado di entrare dentro un processo cooperativo perché sono in grado di poter tenere conto di quello che l'altro da sé, non possiamo pensare di fare apprendimento cooperativo senza che si sia lavorato sulla prosocialità. La relazione con l'altro è una delle dimensioni essenziali della persona, essa per poter vivere ed essere felice ha bisogno di relazionarsi con gli altri, ma questa relazione deve essere efficace deve portare intanto gli altri a sentirsi a proprio agio, quindi lavorare su quella che è la relazione, la reciprocità positiva permette al processo di insegnamento-apprendimento di poter anche permettersi di migliorare non solo l'identità personale di quelli che sono i destinatari degli interventi didattici, ma anche per esempio la creatività, l’ iniziativa positiva, la costruzione di relazioni significative tra le persone. Qual è il ruolo che la prosocialità può avere nelle relazioni tra gli adulti della scuola? Per poter pensare di sviluppare comportamenti prosociali dentro la classe noi dobbiamo essere competenti e comunque dobbiamo esercitare questa tipologia di competenza anche tra adulti. In tutte le organizzazioni anche quelle di cui non abbiamo fini educativi e formativi diventa importante che i risultati dell’organizzazione stessa, nel nostro caso la scuola, possono essere condivisi, possono essere raggiunti in termini di risultati e di obiettivi che la scuola stessa ipotizza attraverso quella che è la condivisione e l'aiuto reciproco, che diventa un ingrediente indispensabile di quella che può essere il successo di numerose attività. Questo significa confrontarsi positivamente con l’atro, non significa non litigare non significa non avere conflitti ma significa sicuramente portare e cercare di utilizzare il conflitto sempre in forma positiva per poter poi raggiungere quelli che sono gli obiettivi dell'istituzione stessa. I fattori che caratterizzano il comportamento prosociale naturalmente se guardano la relazione, se guardano alla persona devono essere centrati intanto sul processo comunicativo significa che dovremmo lavorare intanto sui nostri processi di comunicazione ma anche su quelle competenze comunicative che gli alunni dovranno necessariamente acquisire per poter poi agire dal punto di vista prosociale. Lavorare sulla promozione di valori che possano essere identificati e che possono essere promossi e quindi esercitati dalle persone che caratterizzano quel gruppo. Il contesto delle relazioni quindi l'ambiente che dobbiamo conoscere approfonditamente e le relazioni che intercorrono tra quelle persone e poi quel

processo empatico che permetterà ad ogni persona di potersi relazionare e di comprendere il punto di vista degli altri, tutta quella serie di elementi che gli permetteranno di poter gestire in maniera efficace la relazione. Partendo da questo presupposto e quindi come caratteristica e dimensione essenziale del processo di apprendimento possiamo pensare di poter utilizzare l'apprendimento cooperativo come metodologia didattica, perché è una metodologia di insegnamento apprendimento che è riconosciuta dalla comunità scientifica come pratica pedagogica che promuove il pensiero di livello superiore e il comportamento prosociale nelle persone. Di tutte le età dalla prima infanzia in poi, è anche molto utilizzato anche in ambito professionale proprio perché il lavoro in team sicuramente fa raggiungere più velocemente e più efficacemente quelli che sono gli obiettivi dell'organizzazione cui si sta operando in quel determinato momento. Numerosi studi sostengono che lavorando insieme, le persone hanno molte opportunità per apprendere e sviluppare una maggiore comprensione degli altri nei loro aspetti e con punti di vista diversi e questo permetterà loro di poter non solo costruire relazioni significative, ma questo vorrà dire lavorare insieme agli altri per poter meglio utilizzare e mettere in campo e in atto quelle che sono le proprie competenze specifiche o le quelle che Garcia Hoz definisce come eccellente personale. Caratteristica specifica di questa metodologia che nel corso dei decenni sin da quando è stata creata dai fratelli Johnson è la capacità che ha di connettere teoria, ricerca e pratica, infatti i successi formativi dell'apprendimento cooperativo con piccoli gruppi si fondono proprio su questo circolo virtuoso che c’è tra quelli che sono i fondamenti teorici ben identificati e chiari e quelle che sono le diverse e numerose applicazioni che nel corso dei decenni si sono validate e che quindi hanno permesso a sua volta di validare la teoria di riferimento. Una teoria quindi che identifica, chiarisce e definisce il fenomeno di interesse; la ricerca che convalida o disconferma la teoria che stiamo cercando di validare; e la pratica che è guidata dalla teoria convalidata che ci permette di individuare procedure operative per poter agire nel nostro caso dal punto di vista didattico. Quando poi andiamo a utilizzare una modalità che poi si espleta in tecniche diverse quelle tecniche legate alle modalità, sono delle tecniche che sono state sperimentate che hanno portato delle evidenze scientifiche che ci permettono di essere un po' più certi rispetto ad altre metodologie. L'apprendimento cooperativo nasce con i fratelli Johnson però poi molti studiosi si sono occupati di tale tematica. Alcuni studi nel corso dei decenni si

quelli che sono gli obiettivi del percorso che ci siamo posti. Sicuramente è importante pensare a quelli che sono i processi psicologici che stanno alla base della interdipendenza positiva, che intanto includono alcuni elementi che sono: la sostituibilità cioè il grado in le azioni di una persona di fatto sostituiscono le azioni di un'altra persona; l’inducibilità o meglio essere influenzati dagli altri; e l’investimento positivo cioè il fatto che io consapevolmente investi di energia positiva quelle che sono poi le azioni che metterò in campo per poter permettere poi ad ogni persona di quel gruppo di poter raggiungere in maniera efficace gli obiettivi che sono stati formulati per quella azione didattica particolare. Quindi rispetto a questi elementi la domanda che ci dobbiamo fare è perché l'apprendimento cooperativo a scuola? Intanto perché probabilmente è necessario fin dalla prima infanzia l'attenzione su una variabile significativa che è proprio quella della cooperazione, della condivisione del lavoro insieme all'altro, da sé anche se dobbiamo essere consapevoli a secondo di quello che è il processo di sviluppo cognitivo del bambino fino ad arrivare poi all'adolescenza e dobbiamo tenere conto di quelli che sono i processi cognitivi che sono stati in quel momento sviluppati, e rispetto a questo poi valutare se è la metodologia adeguata e quando sarà necessario poterla utilizzare. Non è mettere insieme le persone a cerchio che sicuramente ci aiuterà, ma non può essere fisicamente metterli a cerchio per poter parlare di apprendimento cooperativo, vedremo che è necessaria una serie di procedure, di tecniche che permetteranno agli studenti di lavorare in piccoli gruppi per attività di apprendimento e ricevere valutazione in base ai risultati conseguiti. L'azione cooperativa di alta qualità dovrebbe includere tre fattori: il coaching per le abilità sociali cioè l'importanza di focalizzare l'attenzione su quello che èlo sviluppo delle abilità sociali e sicuramente questo fattore diventa essenziale prima di poter pensare di costruire un'azione didattica meglio utilizzando l’apprendimento cooperativo; un alto grado di interazione faccia a faccia e in questo periodo storico in cui invece non ci confrontiamo e continuamente con lo schermo diventa ancora più difficile questo tipo di interazione; ed elaborazioneguidata della performance di gruppo che ci è garantita dalla presenza di quello che è il moderatore e facilitatore nell'ambito scolastico, cioè il docente. Quindi il lavoro dei docenti come moderatori e facilitatori si articola in 4 livelli che guardano all'incoraggiamento, all'intervento per migliorare il lavoro di

gruppo in merito al compito, al monitoraggio e alla chiusura della lezione. Nel corso dei decenni tanti sono stati gli studiosi che rilevato quelli che sono i benefici del dell'apprendimento cooperativo dall'altra parte però ci sono anche studiosi che hanno focalizzato l'attenzione su quelli che possono essere gli elementi negativi di un processo di questo genere soprattutto viene utilizzato solo esclusivamente come unica metodologia. Sicuramente alcuni pregiudizi e miti sono infondati cioè il fatto che molto spesso viene identificato l'apprendimento cooperativo come uno strumento che non prepara alla competizione o comunque che non guarda a quello che è la centratura sulla persona e quindi la possibilità che nel corso del tempo la persona non sia in grado di lavorare da sola e quindi di portare avanti anche da sol gli obiettivi personali. Questo non è vero perché attraverso le modalità e le tecniche vedremo che grazie all'intervento del singolo il gruppo può andare avanti. Quindi lavoriamo sulle abilità sociali ma anche su quelle personali. I gruppi eterogenesi cui vedremo si c'entra la maggior parte dei modelli di apprendimento cooperativo limitano gli studenti con elevato livello di prestazione, vedremo che non è così, perché anzi ci sono modelli e procedure che permetteranno la focalizzazione su quelle che sono le eccellenze degli studenti proprio per garantire di raggiungere la loro eccellenza. Una valutazione ingiusta perché l’impegno è diverso dagli studenti, ma quello dipende dal moderatore facilitatore vedremo come è possibile invece portare avanti percorsi che possano garantire anche processi equi in termini proprio di equità nell'ottica del processo di apprendimento e quindi di valutazione. Studenti furbi che possono pensare che attraverso il lavoro insieme agli altri, questo gli permetterà di poter scaricare sugli altri il lavoro che spetterebbe al loro. I principali benefici che possiamo identificare nell’apprendimento cooperativo:

  • intanto il lavorare insieme può fare aumentare il livello di motivazione di atteggiamento positivo nei confronti della scuola
  • un apprendimento significativo assimilazione profonda dei contenuti e memarizzazione questo ci riporta l'aspetto metacognitivo e ci dice che quest’apprendimento può dire se diventa significativo e quindi sarà duratura nel tempo
  • la promozione delle competenze metacognitive di alto livello

funzionante, bisogna unire tante strategie, tante tecniche che possiamo definirli come strumenti o gli attrezzi di un docente mentre applica il suo metodo didattico. Le strategie sono processi cognitivi che facilitano e ho permettono di raggiungere lo scopo richiesto da un determinato compito. Invece le capacità strategiche non si apprendono quasi mai attraverso un insegnamento specifico, diretto o esplicito, ma la capacità strategica è appresa normalmente per tentativi ed errori, imitando il modo di apprendere di altri (genitori, insegnanti,compagni), oppure anche per scoperta, apprendendo dalla propria esperienza, dai propri successi o dai propri errori. Le strategie di apprendimento si possono dividere in due macro gruppi: quelle fondamentali che agiscono direttamente sul trattamento dell'informazione e quindi come memorizzazione dei concetti delle conoscenze; e quelle di appoggio che mettono lo studente nelle condizioni favorevoli all'apprendimento, come concentrazione, come ambiente, come ricerca di aiuto e come gestione del tempo. Nella misura in cui si aiutano gli alunni a sviluppare strategie di apprendimento, li si aiuta a sviluppare la capacità di organizzare e utilizzare opportunamente le conoscenze acquisite. La conoscenza e l'uso delle strategie di apprendimento stimola la messa in atto di processi di controllo che consistono: nella selezione iniziale delle strategie già conosciute, di quella più idonea all’esecuzione del compito specifico; e al monitoraggio dell'esecuzione della strategia, quando questa non è completamente appresa. Attraverso l'esperienza di corretta applicazione dell'uso di strategie gli studenti imparano ad attribuire successi e insuccessi all'applicazione o meno di un adeguato impegno strategico. L'uso corretto di strategie porta, ad un senso di autoefficacia e al piacere di apprendere, che richiedono l'esecuzione di un compito di per sé motivante. Questa motivazione positiva alimenta a sua volta l’utilizzo di strategie e contribuisce all’esplicazione di forme sempre più elevate di controllo. Quindi un uso corretto delle strategie si basa su questi collegamenti consapevoli delle conoscenze precedente con delle conoscenze nuove e sono dei processi cognitivi abbastanza complessi che bisogna saper essere consapevole del proprio modo di imparare. Se il soggetto è più consapevole del suo modo di apprendere e del suo modo di essere sicuramente il suo apprendimento sarà più facile e più produttivo. Le strategie di apprendimento devono essere flessibili secondo alle esigenze degli studenti, devono essere modificabili anche nel corso del nostro insegnamento e devono essere dinamiche per rendere lo studente più attivo nel suo processo di apprendimento. Le strategie di apprendimento: integrano diverse abilità e tecniche; si sviluppano con

esercizio quindi i nostri successi e insuccessi ci insegneranno tanto; si possono insegnare; e implicano l’orientamento verso un obiettivo o una meta identificabile. Le strategie vanno dunque utilizzate selezionando le abilità e le tattiche-tecniche di cui si dispone. Apprendere in modo strategico chiede diverse abilità come abilità generale, abilità specifiche e traguardi di apprendimento. Apprendere strategicamente permette di giungere al successo scolastico mediante un comportamento a più livelli: cognitivo, metacognitivo e motivazionale. La motivazione intrinseca ed estrinseca sono molto importanti in ogni ambito anche scolastico. Se un docente sa essere riflessivo lo sopra insegnare bene ai suoi i suoi alunni. Le competenze strategiche che promuovono un apprendimento strategico sono: le competenze strategiche nel gestire forma accentuate di ansietà; competenze strategiche nel collaborare con altri nel lavoro e nell'apprendimento qui facciamo riferimento alla collaborazione cooperazione; competenza strategica nel gestione se stessi nel lavoro e nel proprio apprendimento, autoregolarsi e autogestirsi; competenze strategiche di natura metacognitiva nel gestire processi riflessivi; la competenza strategica nel dare senso a prospettive alla propria esistenza umana e lavorativa; ed infine la competenza strategica in ambito motivazionale. Adesso passo al secondo argomento che sono le 4 competenze che prendono il nome 4C, ormai da più di 10 anni Partnership for 21st century skills è una fondazione che organizza il modo di insegnare a scuola secondo questo modello di apprendimento. In questo caso per le 4C facciamo riferimento a un quadro di riferimento che viene applicato non soltanto alla scuola, ma che prepara cittadini che sanno studiare secondo le competenze richieste dal ventunesimo secolo, che sanno anche lavorare e sanno essere cittadini che hanno possesso di queste competenze di apprendimento e di innovazione. Un soggetto creativo è una persona che sa produrre lavoro di alta qualità. Le competenze di pensiero critico e di creatività sono quelle che servono per avere delle idee nuove, innovare, per dare un contributo nuovo, offrire qualcosa di nuovo per risolvere un problema in un modo creativo dando anche il suo contributo per il lavoro di gruppo, per collaborare. Quindi individualmente essere creativo e avere la capacità di pensiero critico quindi farsi delle domande, classificare le informazioni più importanti, collegare i concetti precedenti con quelli nuovi e offrire una soluzione che sia formativa, creativa per innovare la didattica e il modo in cui insegniamo. La risoluzione di un problema può avvenire non solo se si è creativo, ma bisogna avere