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Tipologia: Appunti
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Obiettivi formativi riguardano conoscenze relative: alle prospettive attuali per concettualizzare la disabilità, il tema dell’Inclusione, il ruolo e le competenze del docente di sostegno in relazione alla mappa delle esperienze educative che vede coinvolte diverse realtà di intervento... Il/i soggetto/i con disabilità La famiglia La scuola e altre istituzioni Il contesto La formazione e l’istruzione Il lavoro e la vita sociale Contenuti: Saranno oggetto di analisi concetti teorici che inquadrano la visione attuale della disabilità, le prospettive di intervento e soprattutto si presterà attenzione al tema del «progetto di vita» inteso come un aspetto essenziale per guardare al futuro del giovane con disabilità in termini di opportunità di servizi sul territorio ai fini della vita indipendente, dell’inserimento lavorativo e della vita sociale. Sono previsti interventi di esperti. I materiali e gli esami: Saranno oggetto di esame i materiali e gli argomenti trattati durante il corso. L’esame avverrà in forma scritta, con domande a scelta multipla. Inizieremo con le conoscenze irrinunciabili ...Partiamo da queste domande: Quali sostanziali cambiamenti in questi ultimi anni? Quali approcci attuali alla disabilità? Prospettive sul tema della disabilità dal ‘900 in poi: Modello medico-assistenziale: Si afferma agli inizi del ‘900, in particolare dopo la Prima guerra mondiale. L’approccio è assistenziale, il malato e/o il disabile è un «paziente», oggetto di interesse del comparto medico. La disabilità è un fatto individuale: essa deriva da un deficit, colpisce la persona e la sua capacità di adattarsi alle aspettative sociali. Gli interventi proposti vertono principalmente sulle cure mediche, sulla riabilitazione che punta alla guarigione del singolo o per lo meno al suo adattamento alle richieste di una società impostata su un funzionamento per normodotati Anche a livello politico la risposta è prevista dal punto di visa assistenziale, su un piano medico-sanitario Quali criticità comporta? Riduzione della persona alla sua patologia/deficit/malattia Visione esclusiva del deficit, la persona viene valutata per ciò che le manca, che non è in grado di fare Esclusione della persona dalla vita quotidiana (relazioni, comunicazione, attività...)
Modello sociale : Il concetto di disabilità viene analizzato da una prospettiva sociologica e dei diritti umani Si affermano i Disability Studies: Si tratta di un ambito di studi che adotta un «modello sociale» che nasce intorno agli anni 60-70 in Inghilterra e che caratterizza il panorama scientifico internazionale (in particolare nord Europa, Regno Unito, Nord America) DisabilityStudies : Vede un’ampia partecipazione di attivisti disabili. Si presenta una analisi della disabilità basata su alcuni principi: una distinzione tra deficit (impairmento condizione biologica) e disabilità (disabilityo condizione sociale) il distacco dal modello medico/clinico o modello individuale della disabilità una connotazione della disabilità come condizione di oppressione sociale vissuta da alcune persone che si differenziano dalla norma (Mike Oliver -The politics of Disablement. Basingstoke, Macmillan,
Viene indagata la complessità che contraddistingue il concetto di disabilità viene prestata attenzione al tema dell’oppressione sociale (Abberley, 1987) Abberley, P. (1987) The Concept of Oppression and the development of a Social Theory ofDisability. In Disability & Society, 2 (1), pp. 5-19, Routledge. La disabilità viene analizzata come un fenomeno sociale, politico, storico e culturale. Vengo indagati i fattori che «disabilitano» la persona, che ne impediscono la partecipazione sociale. Si apre inoltre un nuovo paradigma di ricerca, definita emancipatoria (emancipatory research)-scopo è favorire il processo di emancipazione delle persone disabili attraverso la partecipazione attiva nei processi di ricerca e di generazione dei quesiti di ricerca In Italia, studi che vedono la nascita di una rivista dedicata ( Italian Journal of Disability Studies, Rivista Italiana di Studi sulla Disabilità) (Simona D’Alessio, Giuseppe Vadalà e Angelo Marra), problematizzano gli aspetti della vita sociale, delle istituzioni e delle politiche affrontandoli come un processo complesso... dinamico, instabile, in continua evoluzione... che deve rendere protagonista il soggetto con disabilità L’essere inclusi ... implica una continua strutturazione e destrutturazione delle organizzazioni e dei contesti istituzionali e sociali, e un’attenzione che dà voce a chi li abita e li vive (Medeghini et al. 2013, p. 197) Modello sociale Per riflettere ... Quali criticità comporta? Poca attenzione alle dimensione soggettiva Il carattere oppressivo della società non è generalizzabile a tutte le persone con disabilità Forte condizionamento delle politiche locali Modello interattivo: La disabilità è il risultato dell'interazione tra diversi fattori che chiamano il causa sia il soggetto che il contesto sociale. Ne sono esempio: il modello ICF (classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute dell'OMS (che analizzeremo successivamente) il modello di processo di produzione della disabilità (PPH), sviluppato negli anni ‘80 in Canada (Fougeyrollas e collaboratori)
Domini Indicatori Fattori Benessere materiale Lavoro, condizionedi lavoro, status finanziario, abitazione, possessi
Benessere fisico Stato di salute, stato nutrizionale, esercizio fisico, opportunità ricreative Benessere emozionale Salute, sicurezza, esperienze positive, mancanza di stress ... Sviluppo personale Educazione, abilità personali, capacità adattive INDIPENDENZA Autodeterminazione Capacità di scelta, obiettivi, controllo propria vita Relazioni interpersonali Amicizie, relazioni, rete sociale PARTECIPAZIONESOCIAL E Inclusione sociale Partecipazione nella comunità, ruoli nella comunità Diritti Umani (rispetto, dignità, uguaglianza), Legali (assistenza legale, doveri di cittadino) Disabilità i diritti: Fra i principi: Rispetto per la dignità, autonoma personale ... Non discriminazione Piena partecipazione nella società Rispetto per la differenza e accettazione delle persone con disabilità come parte della diversità umana e dell’umanità stessa Parità di opportunità Accessibilità Parità uomini e donne Rispetto minori con disabilità Obbligo degli stati sottoscrittori di garantire e promuovere la piena realizzazione dei diritti ... Aspetto innovativo è: Riconoscere “gli utili contributi, esistenti e potenziali, delle persone con disabilità in favore del benessere generale e della diversità delle loro comunità” Inoltre la persona disabile deve “avere l’opportunità di essere coinvolta attivamente nei processi decisionali relativi alle politiche e ai programmi, inclusi quelli che li riguardano direttamente” I primi cinque articoli della Convenzione contengono i principi e le norme generali che vengono a definire l’impianto generale del documento Articolo 1 –Scopo 1: Scopo della presente Convenzione è promuovere, proteggere e assicurare il pieno ed eguale godimento di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità, e promuovere il rispetto per la loro inerente dignità.
“Il linguaggio” comprende le lingue parlate ed il linguaggio dei segni, come pure altre forme di espressione non verbale; “Discriminazione sulla base della disabilità” indica qualsivoglia distinzione, esclusione o restrizione sulla base della disabilità che abbia lo scopo o l’effetto di pregiudicare o annullare il riconoscimento, il godimento e l’esercizio, su base di eguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali in campo politico, economico, sociale, culturale, civile o in qualsiasi altro campo. Essa include ogni forma di discriminazione, compreso il rifiuto di un accomodamento ragionevole; “Accomodamento ragionevole” indica le modifiche e gli adattamenti necessari ed appropriati che non impongano un carico sproporzionato o eccessivo, ove ve ne sia necessità in casi particolari, per assicurare alle persone con disabilità il godimento e l’esercizio, su base di eguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e libertà fondamentali; “Progettazione universale” indica la progettazione (e realizzazione) di prodotti, ambienti, programmi e servizi utilizzabili da tutte le persone, nella misura più estesa possibile, senza il bisogno di adattamenti o di progettazioni specializzate. “Progettazione universale” non esclude dispositivi di ausilio per particolari gruppi di persone con disabilità ove siano necessari. L’articolo 3: richiama i diritti fondamentali che preservano la dignità e che sono tali per tutti: uomini, donne e bambini. L’articolo 4: richiama gli obblighi generali, ovvero fa riferimento ad un impegno reale dei Governi degli Stati che ratificano la Convenzione nel creare le condizioni affinchè i diritti delle persone disabili vengano promossi e tutelati L’articolo 5 : ribadisce che le persone non siano discriminate sulla base della disabilità e possano godere degli accomodamenti ragionevoli e di misure specifiche che perseguano l’uguaglianza Il DIRITTO A UNA VITA DI QUALITA’ Come si determina? Vi sono articoli distinti a ogni tema Art. 10 -diritto alla vita Art. 11 - bisogno di protezione nelle situazioni di rischio Art. 15 e 16 –protezione in determinati momenti storici e politici Art. 22 e 23 –diritto alla vita privata Art. 25 –diritto alla salute UN RICHIAMO ALL’ART.24: Fondamentale il binomio Istruzione/Educazione... la conoscenza non può che avvenire all’interno di un contesto educativo che attribuisce significati agli apprendimenti, li umanizza, li personalizza Alcuni principi: il potenziale e l’autostima gli standard minimi che l’organizzazione scolastica deve rispettare per assicurare pari opportunità l’acquisizione di competenze spendibili nella quotidianità, utilizzo di facilitatori (persone quali i lettori o sussidi tecnologici). assicurare l’accesso alla scuola secondaria di secondo grado, alla formazione professionale e all’Università
dal conoscere a fondo chi ha davanti a sé ... indipendentemente dalla patologia dall’approfondire la conoscenza generale nelle sue principali caratteristiche, conseguenze sul piano personale, familiare, stile di vita ecc ciò andrà ad influire sulle scelte delle strategie di intervento di base, degli atteggiamenti da assumere, degli strumenti di lavoro da scegliere e di quali tecnologie oggi possono venire in aiuto La stesura del Progetto Educativo Individualizzato Il PEI o Progetto Personalizzato (PP) per la disabilità: Il PEI è l’atto che documenta l’intento programmatico che vi è dietro una persona. La progettazione è personalizzata per aderire al meglio alle capacità residuali dell’utente e potenziarle in linea con ciò che è per lui/lei funzionale. Il PEI comprende di solito: una parte di Anagrafica, recante i Dati personali, le Caratteristiche dell’utente, tra cui la descrizione del suo contesto famigliare, segue la descrizione di elementi significativi: dei suoi bisogni rilevati, degli obiettivi progettuali che ci si pone di raggiungere e le valutazioni di fine intervento, ed eventuale revisione degli obiettivi. Avere una progettazione scritta permette anche di dare continuità operativa all’utenza nell’avvicendarsi degli operatori o nei cambi di struttura. I passaggi che portano alla stesura di un PEI sono molteplici:
Procedimenti metodologici: -Indicano la scelta di materiali, procedure ... che definiscono gli interventi. Valutazione e verifica -i concetti di verifica e di valutazione assumono il significato di controllo e di definizione dell’esisto dell’intervento. La prima fase della progettualità –raccogliere informazioni: La ricerca in campo educativo si definisce quindi con alcuni obiettivi fondamentali: a) accrescere il livello di conoscenze su un dato argomento, come ad esempio descrivere ed interpretare situazioni educative, spiegare fattori sulla base di altri fattori, comprendere le motivazioni alla base dell’agire dei soggetti, prevedere il manifestarsi di alcune situazioni e studiarne le evoluzioni oppure comparare situazioni diverse; b) conoscere a fondo una situazione o uno e più individui, al fine di individuare bisogni e programmare in modo mirato gli interventi didattici e/o educativi. Obiettivi in questo caso saranno ad esempio: descrivere, spiegare, comprendere, conoscere e delineare linee di azione. Questo secondo aspetto riguarda più nello specifico il lavoro dell’operatore, che ha infatti come fine prioritario l’agire diretto, e quindi la necessità di programmare e progettare gli interventi educativi. La rilevazione dei dati: -conoscere a fondo un soggetto e la sua situazione: -questo secondo aspetto riguarda più nello specifico il lavoro dell’insegnante che ha come fine prioritario l’agire diretto e quindi la necessità di programmare e progettare gli interventi educativi Prima conoscere a fondo un soggetto e la sua situazione Iniziare da...Informazioni che vengono fornite da altri docenti, familiari e/o altri Accesso a un fascicolo personale (un esempio) scheda anagrafica anamnesi personale e strutture di riferimento scheda dati sulla scuola(es. scheda dei comportamenti ... visivi) Rilevazione di dati –gli strumenti Osservazione Intervista / colloquio Test cognitivi e di abilità Test di profitto L’osservazione: -utile soprattutto quando si vogliono studiare dei fenomeni all’interno del contesto in cui avvengono... -forma di rilevazione finalizzata all’esplorazione/conoscenza di un determinato fenomeno e consiste nella descrizione il più possibile fedele e completa delle caratteristiche di un particolare evento, comportamento o situazione e delle condizioni in cui si verifica ( Braga, Tosi, in Mantovani, 1995, 84 ). Tipi di osservazione:
Osservazione e il PEI L’osservazione strutturata: si avvale di strumenti strutturati di raccolta e classificazione delle informazioni, es.
Il contenuto delle categorie «bersaglio» deve essere definito in modo chiaro per facilitare la collocazione dei comportamenti/atteggiamenti ad esse afferenti. Esempi: costruire una griglia per valutare l’ambito relazionale/sociale Obiettivo: la comunicazione con i compagni Nell’arco di una mattinata l’allievo:
Linee Guida concernenti la definizione delle modalità: anche tenuto conto dell'accertamento di cui all'articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, per l'assegnazione delle misure di sostegno di cui all’articolo 7 del D.Lgs 66/2017 e il modello di PEI, da adottare da parte delle istituzioni scolastiche Sezione 4 Osservazioni sul bambino/a, sull’alunno/a, sullo studente e sulla studentessa per progettare gli interventi di sostegno didattico Normativa di riferimento: DLgs 66/2017, art. 7 Comma 2 Decreto, art. 8 - Attività di osservazione sistematica e progettazione degli interventi di sostegno didattico L’osservazione dell’alunno è il punto di partenza dal quale organizzare gli interventi educativo-didattici. A seguito dell’osservazione del contesto scolastico – che introduce la nuova prospettiva bio-psico-sociale dell’ICF -, delle risorse professionali e strumentali disponibili, delle eventuali barriere (anche architettoniche) esistenti, saranno indicati gli obiettivi didattici, gli strumenti e gli ausili necessari, le strategie e le modalità per realizzare un ambiente di apprendimento inclusivo. Ricordiamo, ai sensi del DPR 24 febbraio 1994, venivano individuati – nella Diagnosi funzionale – 7 “ Assi ”:
comuni;; B. Dimensione della comunicazione e del linguaggio per la quale si fa riferimento alla competenza linguistica, intesa come comprensione del linguaggio orale, alla produzione verbale e al relativo uso comunicativo del linguaggio verbale o di linguaggi alternativi o integrativi; si considera anche la dimensione comunicazionale, intesa come modalità di interazione, presenza e tipologia di contenuti prevalenti, utilizzo di mezzi privilegiati; b.3) comunicazionale , esaminato nelle potenzialità esprimibili in relazione alle modalità di interazione, ai contenuti prevalenti, ai mezzi privilegiati; b.4) linguistico , esaminato nelle potenzialità esprimibili in relazione alla comprensione del linguaggio orale, alla produzione verbale, all'uso comunicativo del linguaggio verbale, all'uso del pensiero verbale, all'uso di linguaggi alternativi o integrativi; C. Dimensione dell'autonomia e dell'orientamento per la quale si fa riferimento all'autonomia della persona e all'autonomia sociale, alle dimensioni motorio-prassica (motricità globale, motricità fine, prassie semplici e complesse) e sensoriale (funzionalità visiva, uditiva, tattile); b.8) autonomia , esaminata con rifedmento alle potenzialità esprimibiliin relazione all'autonomi della persona e all'autonomia sociale; b.6) motorio-prassico , esaminato in riferimento alle potenzialità esprimbli in ordine alla motricità globale, alla motricità fine, alle prassie semplici e complesse e alle capacità di programmazione motorie interiorizzate; b.5) sensoriale , esaminato, soprattutto, in riferimento alle potenzialità riferibili alla funzionalità visiva, uditiva e tattile; D. Dimensione cognitiva, neuropsicologica e dell'apprendimento , per la quale si fa riferimento alle capacità mnesiche, intellettive e all'organizzazione spazio-temporale; al livello di sviluppo raggiunto in ordine alle strategie utilizzate per la risoluzione di compiti propri per la fascia d'età, agli stili cognitivi, alla capacità di integrare competenze diverse per la risoluzione di compiti, alle competenze di lettura, scrittura, calcolo, decodifica di testi o messaggi. b. 1) cognitivo , esaminato nelle potenzialità esprimibili in relazione al livello di sviluppo raggiunto (normodotazione; ritardo lieve, medio, grave; disarmonia medio grave; fase di sviluppo controllata; età mentale, ecc.) alle strategie utilizzate per la soluzione dei compiti propri della fascia di età, allo stile cognitivo, alla capacità di usare, in modo integrato, competenze diverse; b.7) neuropsicologico , esaminato in riferimento alle potenzialità esprimibili riguardo alle capacità mnesiche, alla capacità intellettiva e all'organizzazione spazio-temporale: b.9) apprendimento , esaminato in relazione alle potenzialità esprimibili in relazione pre-scolare, scolare (lettura, scrittura, calcolo, lettura) L’ICF porta un cambiamento sostanziale nel concepire l’analisi della persona, non ci si riferisce più solo al disturbo (strutturale o sostanziale), senza prima rapportarlo ad uno stato considerato di “salute” l’ICF aiuta a collocare le rilevazioni in un sistema complesso di descrizione e comprensione del funzionamento della persona, un sistema che dà un grande rilievo all’interazione della persona con i suoi vari contesti ICF CY (2007) versione per bambini e adolescenti International Classification of Functioning, Disability and Health
Le lettere sono i codici che indicano le diverse componenti analizzate nell’ICF:
Attività e Partecipazione (d):
che non può accedere alle aree dove i colleghi si ritrovano nelle pause di lavoro. Questo problema di performance nella socializzazione al lavoro può impedire l’accesso a opportunità di carriera. Analizziamo ora brevemente questi tre casi:
«Le strategie cognitive e metacognitive consistono in percorsi didattici per favore l’acquisizione di conoscenze, abilità e competenze, supportando gli allievi nell’organizzazione delle informazioni così da ridurre la complessità …» (Ashman et al., 1997 in Cottini - Didattica speciale e inclusione scolastica, Carocci, 2020, p.228) … in modo da facilitare l’apprendimento/gli apprendimenti Modello di Flavell, distinzione tra conoscenze ed esperienze metacognitive e conoscenza e utilizzo di strategie: