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approccio metacognitivo TFA, Appunti di TFA Sostegno

approccio metacognitivo TFA approccio metacognitivo TFA

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 27/04/2021

chiarykikka1987
chiarykikka1987 🇮🇹

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M-PED/03DIDATTICA SPECIALE: APPROCCIO METACOGNITIVO E COOPERATIVO
Obiettivi formativi riguardano conoscenze relative:
alle prospettive attuali per concettualizzare la disabilità, il tema dell’Inclusione, il ruolo e le competenze del
docente di sostegno in relazione alla mappa delle esperienze educative che vede coinvolte diverse realtà di
intervento...
Il/i soggetto/i con disabilità
La famiglia
La scuola e altre istituzioni
Il contesto
La formazione e l’istruzione
Il lavoro e la vita sociale
Contenuti:
Saranno oggetto di analisi concetti teorici che inquadrano la visione attuale della disabilità, le prospettive di
intervento e soprattutto si presterà attenzione al tema del «progetto di vita» inteso come un aspetto
essenziale per guardare al futuro del giovane con disabilità in termini di opportunità di servizi sul territorio
ai fini della vita indipendente, dell’inserimento lavorativo e della vita sociale. Sono previsti interventi di
esperti.
I materiali e gli esami:
Saranno oggetto di esame i materiali e gli argomenti trattati durante il corso. L’esame avverrà in forma
scritta, con domande a scelta multipla.
Inizieremo con le conoscenze irrinunciabili ...Partiamo da queste domande:
Quali sostanziali cambiamenti in questi ultimi anni?
Quali approcci attuali alla disabilità?
Prospettive sul tema della disabilità dal ‘900 in poi:
Modello medico-assistenziale:
Si afferma agli inizi del ‘900, in particolare dopo la Prima guerra mondiale. L’approccio è assistenziale, il
malato e/o il disabile è un «paziente», oggetto di interesse del comparto medico. La disabilità è un fatto
individuale: essa deriva da un deficit, colpisce la persona e la sua capacità di adattarsi alle aspettative
sociali.
Gli interventi proposti vertono principalmente sulle cure mediche, sulla riabilitazione che punta alla
guarigione del singolo o per lo meno al suo adattamento alle richieste di una società impostata su un
funzionamento per normodotati
Anche a livello politico la risposta è prevista dal punto di visa assistenziale, su un piano medico-sanitario
Quali criticità comporta? Riduzione della persona alla sua patologia/deficit/malattia
Visione esclusiva del deficit, la persona viene valutata per ciò che le manca, che non è in grado di fare
Esclusione della persona dalla vita quotidiana (relazioni, comunicazione, attività...)
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M-PED/03DIDATTICA SPECIALE: APPROCCIO METACOGNITIVO E COOPERATIVO

Obiettivi formativi riguardano conoscenze relative: alle prospettive attuali per concettualizzare la disabilità, il tema dell’Inclusione, il ruolo e le competenze del docente di sostegno in relazione alla mappa delle esperienze educative che vede coinvolte diverse realtà di intervento...  Il/i soggetto/i con disabilità  La famiglia  La scuola e altre istituzioni  Il contesto  La formazione e l’istruzione  Il lavoro e la vita sociale Contenuti: Saranno oggetto di analisi concetti teorici che inquadrano la visione attuale della disabilità, le prospettive di intervento e soprattutto si presterà attenzione al tema del «progetto di vita» inteso come un aspetto essenziale per guardare al futuro del giovane con disabilità in termini di opportunità di servizi sul territorio ai fini della vita indipendente, dell’inserimento lavorativo e della vita sociale. Sono previsti interventi di esperti. I materiali e gli esami: Saranno oggetto di esame i materiali e gli argomenti trattati durante il corso. L’esame avverrà in forma scritta, con domande a scelta multipla. Inizieremo con le conoscenze irrinunciabili ...Partiamo da queste domande:  Quali sostanziali cambiamenti in questi ultimi anni?  Quali approcci attuali alla disabilità? Prospettive sul tema della disabilità dal ‘900 in poi: Modello medico-assistenziale: Si afferma agli inizi del ‘900, in particolare dopo la Prima guerra mondiale. L’approccio è assistenziale, il malato e/o il disabile è un «paziente», oggetto di interesse del comparto medico. La disabilità è un fatto individuale: essa deriva da un deficit, colpisce la persona e la sua capacità di adattarsi alle aspettative sociali. Gli interventi proposti vertono principalmente sulle cure mediche, sulla riabilitazione che punta alla guarigione del singolo o per lo meno al suo adattamento alle richieste di una società impostata su un funzionamento per normodotati Anche a livello politico la risposta è prevista dal punto di visa assistenziale, su un piano medico-sanitario Quali criticità comporta? Riduzione della persona alla sua patologia/deficit/malattia Visione esclusiva del deficit, la persona viene valutata per ciò che le manca, che non è in grado di fare Esclusione della persona dalla vita quotidiana (relazioni, comunicazione, attività...)

Modello sociale : Il concetto di disabilità viene analizzato da una prospettiva sociologica e dei diritti umani Si affermano i Disability Studies: Si tratta di un ambito di studi che adotta un «modello sociale» che nasce intorno agli anni 60-70 in Inghilterra e che caratterizza il panorama scientifico internazionale (in particolare nord Europa, Regno Unito, Nord America) DisabilityStudies : Vede un’ampia partecipazione di attivisti disabili. Si presenta una analisi della disabilità basata su alcuni principi:  una distinzione tra deficit (impairmento condizione biologica) e disabilità (disabilityo condizione sociale)  il distacco dal modello medico/clinico o modello individuale della disabilità  una connotazione della disabilità come condizione di oppressione sociale vissuta da alcune persone che si differenziano dalla norma (Mike Oliver -The politics of Disablement. Basingstoke, Macmillan,

Viene indagata la complessità che contraddistingue il concetto di disabilità viene prestata attenzione al tema dell’oppressione sociale (Abberley, 1987) Abberley, P. (1987) The Concept of Oppression and the development of a Social Theory ofDisability. In Disability & Society, 2 (1), pp. 5-19, Routledge. La disabilità viene analizzata come un fenomeno sociale, politico, storico e culturale. Vengo indagati i fattori che «disabilitano» la persona, che ne impediscono la partecipazione sociale. Si apre inoltre un nuovo paradigma di ricerca, definita emancipatoria (emancipatory research)-scopo è favorire il processo di emancipazione delle persone disabili attraverso la partecipazione attiva nei processi di ricerca e di generazione dei quesiti di ricerca In Italia, studi che vedono la nascita di una rivista dedicata ( Italian Journal of Disability Studies, Rivista Italiana di Studi sulla Disabilità) (Simona D’Alessio, Giuseppe Vadalà e Angelo Marra), problematizzano gli aspetti della vita sociale, delle istituzioni e delle politiche affrontandoli come un processo complesso... dinamico, instabile, in continua evoluzione... che deve rendere protagonista il soggetto con disabilità L’essere inclusi ... implica una continua strutturazione e destrutturazione delle organizzazioni e dei contesti istituzionali e sociali, e un’attenzione che dà voce a chi li abita e li vive (Medeghini et al. 2013, p. 197) Modello sociale Per riflettere ... Quali criticità comporta?  Poca attenzione alle dimensione soggettiva Il carattere oppressivo della società non è generalizzabile a tutte le persone con disabilità  Forte condizionamento delle politiche locali Modello interattivo: La disabilità è il risultato dell'interazione tra diversi fattori che chiamano il causa sia il soggetto che il contesto sociale. Ne sono esempio: il modello ICF (classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute dell'OMS (che analizzeremo successivamente) il modello di processo di produzione della disabilità (PPH), sviluppato negli anni ‘80 in Canada (Fougeyrollas e collaboratori)

Domini Indicatori Fattori Benessere materiale Lavoro, condizionedi lavoro, status finanziario, abitazione, possessi

BENESSERE

Benessere fisico Stato di salute, stato nutrizionale, esercizio fisico, opportunità ricreative Benessere emozionale Salute, sicurezza, esperienze positive, mancanza di stress ... Sviluppo personale Educazione, abilità personali, capacità adattive INDIPENDENZA Autodeterminazione Capacità di scelta, obiettivi, controllo propria vita Relazioni interpersonali Amicizie, relazioni, rete sociale PARTECIPAZIONESOCIAL E Inclusione sociale Partecipazione nella comunità, ruoli nella comunità Diritti Umani (rispetto, dignità, uguaglianza), Legali (assistenza legale, doveri di cittadino) Disabilità i diritti: Fra i principi:  Rispetto per la dignità, autonoma personale ...  Non discriminazione  Piena partecipazione nella società  Rispetto per la differenza e accettazione delle persone con disabilità come parte della diversità umana e dell’umanità stessa  Parità di opportunità  Accessibilità  Parità uomini e donne  Rispetto minori con disabilità  Obbligo degli stati sottoscrittori di garantire e promuovere la piena realizzazione dei diritti ... Aspetto innovativo è: Riconoscere “gli utili contributi, esistenti e potenziali, delle persone con disabilità in favore del benessere generale e della diversità delle loro comunità” Inoltre la persona disabile deve “avere l’opportunità di essere coinvolta attivamente nei processi decisionali relativi alle politiche e ai programmi, inclusi quelli che li riguardano direttamente” I primi cinque articoli della Convenzione contengono i principi e le norme generali che vengono a definire l’impianto generale del documento Articolo 1 –Scopo 1: Scopo della presente Convenzione è promuovere, proteggere e assicurare il pieno ed eguale godimento di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità, e promuovere il rispetto per la loro inerente dignità.

  1. Le persone con disabilità includono quanti hanno minorazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali a lungo termine che, in interazione con varie barriere, possono impedire la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su una base di eguaglianza con gli altri. Articolo 2 –Definizioni : Ai fini della presente Convenzione: “Comunicazione” comprende lingue, visualizzazioni di testi, Braille, comunicazione tattile, stampa a grandi caratteri, le fonti multimediali accessibili così come scritti, audio, linguaggio semplice, il lettore umano, le modalità, i mezzi ed i formati comunicativi alternativi e accrescitivi, comprese le tecnologie accessibili della comunicazione e dell’informazione;

“Il linguaggio” comprende le lingue parlate ed il linguaggio dei segni, come pure altre forme di espressione non verbale; “Discriminazione sulla base della disabilità” indica qualsivoglia distinzione, esclusione o restrizione sulla base della disabilità che abbia lo scopo o l’effetto di pregiudicare o annullare il riconoscimento, il godimento e l’esercizio, su base di eguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali in campo politico, economico, sociale, culturale, civile o in qualsiasi altro campo. Essa include ogni forma di discriminazione, compreso il rifiuto di un accomodamento ragionevole; “Accomodamento ragionevole” indica le modifiche e gli adattamenti necessari ed appropriati che non impongano un carico sproporzionato o eccessivo, ove ve ne sia necessità in casi particolari, per assicurare alle persone con disabilità il godimento e l’esercizio, su base di eguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e libertà fondamentali; “Progettazione universale” indica la progettazione (e realizzazione) di prodotti, ambienti, programmi e servizi utilizzabili da tutte le persone, nella misura più estesa possibile, senza il bisogno di adattamenti o di progettazioni specializzate. “Progettazione universale” non esclude dispositivi di ausilio per particolari gruppi di persone con disabilità ove siano necessari. L’articolo 3: richiama i diritti fondamentali che preservano la dignità e che sono tali per tutti: uomini, donne e bambini. L’articolo 4: richiama gli obblighi generali, ovvero fa riferimento ad un impegno reale dei Governi degli Stati che ratificano la Convenzione nel creare le condizioni affinchè i diritti delle persone disabili vengano promossi e tutelati L’articolo 5 : ribadisce che le persone non siano discriminate sulla base della disabilità e possano godere degli accomodamenti ragionevoli e di misure specifiche che perseguano l’uguaglianza Il DIRITTO A UNA VITA DI QUALITA’ Come si determina? Vi sono articoli distinti a ogni tema Art. 10 -diritto alla vita Art. 11 - bisogno di protezione nelle situazioni di rischio Art. 15 e 16 –protezione in determinati momenti storici e politici Art. 22 e 23 –diritto alla vita privata Art. 25 –diritto alla salute UN RICHIAMO ALL’ART.24: Fondamentale il binomio Istruzione/Educazione... la conoscenza non può che avvenire all’interno di un contesto educativo che attribuisce significati agli apprendimenti, li umanizza, li personalizza Alcuni principi:  il potenziale e l’autostima  gli standard minimi che l’organizzazione scolastica deve rispettare per assicurare pari opportunità  l’acquisizione di competenze spendibili nella quotidianità,  utilizzo di facilitatori (persone quali i lettori o sussidi tecnologici).  assicurare l’accesso alla scuola secondaria di secondo grado, alla formazione professionale e all’Università

 dal conoscere a fondo chi ha davanti a sé ... indipendentemente dalla patologia  dall’approfondire la conoscenza generale nelle sue principali caratteristiche, conseguenze sul piano personale, familiare, stile di vita ecc ciò andrà ad influire sulle scelte delle strategie di intervento di base, degli atteggiamenti da assumere, degli strumenti di lavoro da scegliere e di quali tecnologie oggi possono venire in aiuto La stesura del Progetto Educativo Individualizzato Il PEI o Progetto Personalizzato (PP) per la disabilità: Il PEI è l’atto che documenta l’intento programmatico che vi è dietro una persona. La progettazione è personalizzata per aderire al meglio alle capacità residuali dell’utente e potenziarle in linea con ciò che è per lui/lei funzionale. Il PEI comprende di solito: una parte di Anagrafica, recante i Dati personali, le Caratteristiche dell’utente, tra cui la descrizione del suo contesto famigliare, segue la descrizione di elementi significativi: dei suoi bisogni rilevati, degli obiettivi progettuali che ci si pone di raggiungere e le valutazioni di fine intervento, ed eventuale revisione degli obiettivi. Avere una progettazione scritta permette anche di dare continuità operativa all’utenza nell’avvicendarsi degli operatori o nei cambi di struttura. I passaggi che portano alla stesura di un PEI sono molteplici:

  1. riflessione in equipe dei bisogni e delle criticità emerse durante l’osservazione, confronto dei dati di funzionamento,
  2. valutazione dei possibili ambiti d’intervento,
  3. scelta degli obiettivi
  4. per ciascuna attività sono definiti i sotto-obiettivi,
  5. formulazione delle ipotesi che cercando di spiegare il perché dei comportamenti dell’utente, ci accompagnano a definire i relativi interventi,
  6. individuare la rete primaria
  7. definizione della strategia per raggiungere quegli obiettivi in relazione alle risorse a disposizione (attori, tempi, luoghi, durata...),
  8. verifiche continue e intermedie della strategia prescelta permettono l’eventuale riorganizzazione degli obiettivi È uno strumento che deve comprendere la valutazione multidimensionale dell’utente, gli obiettivi d’intervento, la declinazione di questi in obiettivi specifici coi relativi indicatori di risultato. Nel PEI si condensano le valutazioni e la definizione dei bisogni derivanti dall’osservazione, le quali vengono declinate in indicazioni operative ovvero attività e interventi da svolgersi nella quotidianità di servizio. Il PEI inoltre deve coinvolgere un operatore responsabile, la condivisione con l’utente e la famiglia dello stesso. La definizione del PEI ha a che fare con la progettualità: La progettualità implica consapevolezza dell’intervento e dei suoi effetti, quindi previsione, organizzazione e controllo dell’operato. Prevede alcune tappe:  Analisi della situazione: -Osservazione: del soggetto, per conoscerlo sotto tutti i punti di vista (affettivo, relazionale, cognitivo, fisico ecc.); del contesto in cui il soggetto vive, è inserito..., osservare il rapporto tra richieste e aspettative ambientali (l’ICF può essere di aiuto in questi casi), osservare i potenziali di sviluppo (risorse interne del soggetto poco utilizzate, indicatori di modificabilità che si evidenziano tramite l’interazione con un mediatore esperto).

 Procedimenti metodologici: -Indicano la scelta di materiali, procedure ... che definiscono gli interventi.  Valutazione e verifica -i concetti di verifica e di valutazione assumono il significato di controllo e di definizione dell’esisto dell’intervento. La prima fase della progettualità –raccogliere informazioni: La ricerca in campo educativo si definisce quindi con alcuni obiettivi fondamentali: a) accrescere il livello di conoscenze su un dato argomento, come ad esempio descrivere ed interpretare situazioni educative, spiegare fattori sulla base di altri fattori, comprendere le motivazioni alla base dell’agire dei soggetti, prevedere il manifestarsi di alcune situazioni e studiarne le evoluzioni oppure comparare situazioni diverse; b) conoscere a fondo una situazione o uno e più individui, al fine di individuare bisogni e programmare in modo mirato gli interventi didattici e/o educativi. Obiettivi in questo caso saranno ad esempio: descrivere, spiegare, comprendere, conoscere e delineare linee di azione. Questo secondo aspetto riguarda più nello specifico il lavoro dell’operatore, che ha infatti come fine prioritario l’agire diretto, e quindi la necessità di programmare e progettare gli interventi educativi. La rilevazione dei dati: -conoscere a fondo un soggetto e la sua situazione: -questo secondo aspetto riguarda più nello specifico il lavoro dell’insegnante che ha come fine prioritario l’agire diretto e quindi la necessità di programmare e progettare gli interventi educativi Prima conoscere a fondo un soggetto e la sua situazione Iniziare da...Informazioni che vengono fornite da altri docenti, familiari e/o altri Accesso a un fascicolo personale (un esempio)  scheda anagrafica  anamnesi personale e strutture di riferimento  scheda dati sulla scuola(es. scheda dei comportamenti ... visivi) Rilevazione di dati –gli strumenti  Osservazione  Intervista / colloquio  Test cognitivi e di abilità  Test di profitto L’osservazione: -utile soprattutto quando si vogliono studiare dei fenomeni all’interno del contesto in cui avvengono... -forma di rilevazione finalizzata all’esplorazione/conoscenza di un determinato fenomeno e consiste nella descrizione il più possibile fedele e completa delle caratteristiche di un particolare evento, comportamento o situazione e delle condizioni in cui si verifica ( Braga, Tosi, in Mantovani, 1995, 84 ). Tipi di osservazione:

  • È uno strumento a basso grado di strutturazione,
  • Da utilizzarsi in fase di osservazione della realtà con narrazione libera (tenendo però presenti le indicazioni relative al tema dell’osservazione) L’osservatore trascrive, in forma narrativa – descrittiva:
  • le informazioni che ritiene rilevanti per la conoscenza/comprensione di un evento,
  • le sequenze temporali entro le quali è avvenuta l’osservazione Un testo di interesse: Bion W.R. (1972) apprendere dall’esperienza. Roma Armando Ciò che si sceglie di inserire nel foglio di rilevazione (quotidiano o settimanale) dipende dagli obiettivi di osservazione Ad esempio: Un primo periodo di osservazione dell’alunno nel suo contesto classe Una prima osservazione su: autonomie, comportamenti, stili relazionali, posture, attività fisiche … Osservazione di particolari aspetti o condizioni specifici del singolo alunno che chiedano di essere monitorati con attenzione Vantaggi:
  • interpretazione a posteriori
  • memoria degli eventi
  • strumento di comunicazione (famiglie, altri insegnanti, educatori)

Osservazione e il PEI L’osservazione strutturata: si avvale di strumenti strutturati di raccolta e classificazione delle informazioni, es.

  • le guide o griglie di osservazione , le check list: riportano elenchi di comportamenti , utili per controllare la presenza o meno di determinati comportamenti,
  • le scale di valutazione , utili per definire l’intensità di determinati caratteri e comportamenti Le griglie di osservazione: La griglia permette l’osservazione di un singolo individuo nel contesto ed è un valido aiuto per educatori ed insegnanti La griglia può essere strutturata e utilizzata partendo da un’ipotesi costruttiva, con la finalità di evidenziare le potenzialità, le abilità, ciò che ciascuno “sa fare” o “dimostra di essere” nell’ambito del quotidiano e non solo quale metro per misurare le difficoltà, i limiti. La griglia prevede una serie di categorie di comportamenti “bersaglio” che costituiscono lo strumento attraverso il quale leggere la realtà educativa del singolo o del gruppo La dimensione delle categorie può essere variabile: si può privilegiare l’aspetto analitico, oppure si possono creare aree più vaste, orientandoci verso un aspetto più globale. Le griglie di rilevazione prevedono una lista di elementi che vengono considerati oggetto dell’osservazione. La scelta degli elementi da considerare dipende sempre dall’obiettivo

Il contenuto delle categorie «bersaglio» deve essere definito in modo chiaro per facilitare la collocazione dei comportamenti/atteggiamenti ad esse afferenti. Esempi: costruire una griglia per valutare l’ambito relazionale/sociale Obiettivo: la comunicazione con i compagni Nell’arco di una mattinata l’allievo:

  • Non comunica con i pari
  • Comunica raramente con i pari
  • Comunica spesso con i pari
  • Comunica molto con i pari Posso integrare la griglia tenendo presente queste varianti:
  • parla solo lui e non ascolta,
  • ascolta chi gli parla
  • parla con gli altri e ascolta gli altri Le scale di valutazione: Oltre a rilevare la presenza o l’assenza di una determinata caratteristica, definiscono il livello con cui essa è presente, operando quindi una misurazione, una classificazione dei dati secondo un criterio prestabilito. L’osservazione e l’identificazione di obiettivi osservativi ai fini della costruzione del PEI … un passo indietro… In Italia la legge 104 del 5 febbraio 1992 “Legge Quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate” Strumenti di lavoro per l’integrazione sono…
  • la Diagnosi medica o clinica e la Diagnosi Funzionale (DF),
  • il Profilo Dinamico Funzionale (PDF)
  • il Piano Educativo Individualizzato Alla famiglia spetta la decisione di rivolgersi all’autorità sanitaria, cui spetta invece la compilazione di un documento o certificazione che può anche contenere l’indicazione della Diagnosi clinica, che deve dichiarare che l’allievo rientra tra i soggetti che hanno diritto a fruire delle provvidenze previste dalla Legge 104/1992; indispensabile per avviare le procedure amministrative necessarie a garantire l’integrazione scolastica. La Diagnosi Funzionale:
  • è redatta a cura dell’unità multidisciplinare dell’ASL e consiste nella “descrizione analitica della compromissione funzionale dello stato psicofisico dell’alunno in situazione di handicap” (L. 104/92)
  • Essa deve accertare l’anamnesi fisiologica e patologica prossima e remota del soggetto interessato, riporta la Diagnosi clinica, con riferimento all’eziologia, ed esprime le conseguenze funzionali della disabilità, indicando la previsione dell’evoluzione naturale. La Diagnosi funzionale deve tener conto delle potenzialità registrabili in ordine ai presenti «assi»
  • all’aspetto cognitivo (liv. di sviluppo raggiunto, integrazione di competenze...)
  • all’aspetto affettivo-relazionale (autostima, rapporto con gli altri...)
  • all’aspetto linguistico (comprensione, produzione, linguaggi alternativi...)

Linee Guida concernenti la definizione delle modalità: anche tenuto conto dell'accertamento di cui all'articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, per l'assegnazione delle misure di sostegno di cui all’articolo 7 del D.Lgs 66/2017 e il modello di PEI, da adottare da parte delle istituzioni scolastiche Sezione 4 Osservazioni sul bambino/a, sull’alunno/a, sullo studente e sulla studentessa per progettare gli interventi di sostegno didattico Normativa di riferimento: DLgs 66/2017, art. 7 Comma 2 Decreto, art. 8 - Attività di osservazione sistematica e progettazione degli interventi di sostegno didattico L’osservazione dell’alunno è il punto di partenza dal quale organizzare gli interventi educativo-didattici. A seguito dell’osservazione del contesto scolastico – che introduce la nuova prospettiva bio-psico-sociale dell’ICF -, delle risorse professionali e strumentali disponibili, delle eventuali barriere (anche architettoniche) esistenti, saranno indicati gli obiettivi didattici, gli strumenti e gli ausili necessari, le strategie e le modalità per realizzare un ambiente di apprendimento inclusivo. Ricordiamo, ai sensi del DPR 24 febbraio 1994, venivano individuati – nella Diagnosi funzionale – 7 “ Assi ”:

  • cognitivo;
  • affettivo-relazionale;
  • linguistico;
  • sensoriale;
  • motorio-prassico;
  • neuropsicologico;
  • dell’autonomia personale e sociale;
  • A questi si aggiungevano ulteriori due “Assi”: a) comunicazionale; b) dell’apprendimento. il Decreto ha inteso sintetizzare nel nuovo modello di PEI le diverse dimensioni nelle quali si sviluppa l’attività della persona, in relazione allo sviluppo degli apprendimenti:
  • Dimensione della Socializzazione e dell’Interazione
  • Dimensione della Comunicazione e del Linguaggio
  • Dimensione dell’Autonomia e dell’Orientamento
  • Dimensione Cognitiva, Neuropsicologica e dell'Apprendimento In queste dimensioni andremo a ricercare gli obiettivi osservativi «DIMENSIONI» (Art. 7, DLgs n. 66/2017) «PARAMETRI O ASSI» (DPR 24 febbraio 1994) A. Dimensione della relazione, della interazione e della socializzazione, per la quale si fa riferimento sia alla sfera affettivo relazionale - considerando esempio l'area del sé, le variabili emotivo/affettive dell'interazione, la motivazione verso la relazione consapevole e l'apprendimento - sia alla sfera dei rapporti sociali con gli altri, con il gruppo dei pari e con gli adulti di riferimento —considerando ad esempio la capacità di rispettare le regole del contesto, di giocare/studiare/lavorare insieme agli altri, di condividere l'impegno, i tempi e i risultati b.2) affettivo-relazionale , esaminato nelle potenzialità esprimibili rispetto all'area del sé, al rapporto con gli altri, alle motivazioni dei rapporti e dell'atteggiamento rispetto all'apprendimento scolastico, con i suoi diversi interlocutori

comuni;; B. Dimensione della comunicazione e del linguaggio per la quale si fa riferimento alla competenza linguistica, intesa come comprensione del linguaggio orale, alla produzione verbale e al relativo uso comunicativo del linguaggio verbale o di linguaggi alternativi o integrativi; si considera anche la dimensione comunicazionale, intesa come modalità di interazione, presenza e tipologia di contenuti prevalenti, utilizzo di mezzi privilegiati; b.3) comunicazionale , esaminato nelle potenzialità esprimibili in relazione alle modalità di interazione, ai contenuti prevalenti, ai mezzi privilegiati; b.4) linguistico , esaminato nelle potenzialità esprimibili in relazione alla comprensione del linguaggio orale, alla produzione verbale, all'uso comunicativo del linguaggio verbale, all'uso del pensiero verbale, all'uso di linguaggi alternativi o integrativi; C. Dimensione dell'autonomia e dell'orientamento per la quale si fa riferimento all'autonomia della persona e all'autonomia sociale, alle dimensioni motorio-prassica (motricità globale, motricità fine, prassie semplici e complesse) e sensoriale (funzionalità visiva, uditiva, tattile); b.8) autonomia , esaminata con rifedmento alle potenzialità esprimibiliin relazione all'autonomi della persona e all'autonomia sociale; b.6) motorio-prassico , esaminato in riferimento alle potenzialità esprimbli in ordine alla motricità globale, alla motricità fine, alle prassie semplici e complesse e alle capacità di programmazione motorie interiorizzate; b.5) sensoriale , esaminato, soprattutto, in riferimento alle potenzialità riferibili alla funzionalità visiva, uditiva e tattile; D. Dimensione cognitiva, neuropsicologica e dell'apprendimento , per la quale si fa riferimento alle capacità mnesiche, intellettive e all'organizzazione spazio-temporale; al livello di sviluppo raggiunto in ordine alle strategie utilizzate per la risoluzione di compiti propri per la fascia d'età, agli stili cognitivi, alla capacità di integrare competenze diverse per la risoluzione di compiti, alle competenze di lettura, scrittura, calcolo, decodifica di testi o messaggi. b. 1) cognitivo , esaminato nelle potenzialità esprimibili in relazione al livello di sviluppo raggiunto (normodotazione; ritardo lieve, medio, grave; disarmonia medio grave; fase di sviluppo controllata; età mentale, ecc.) alle strategie utilizzate per la soluzione dei compiti propri della fascia di età, allo stile cognitivo, alla capacità di usare, in modo integrato, competenze diverse; b.7) neuropsicologico , esaminato in riferimento alle potenzialità esprimibili riguardo alle capacità mnesiche, alla capacità intellettiva e all'organizzazione spazio-temporale: b.9) apprendimento , esaminato in relazione alle potenzialità esprimibili in relazione pre-scolare, scolare (lettura, scrittura, calcolo, lettura) L’ICF porta un cambiamento sostanziale nel concepire l’analisi della persona, non ci si riferisce più solo al disturbo (strutturale o sostanziale), senza prima rapportarlo ad uno stato considerato di “salute” l’ICF aiuta a collocare le rilevazioni in un sistema complesso di descrizione e comprensione del funzionamento della persona, un sistema che dà un grande rilievo all’interazione della persona con i suoi vari contesti ICF CY (2007) versione per bambini e adolescenti International Classification of Functioning, Disability and Health

  • La versione CY fornisce delle precise descrizioni dello stato di salute di bambini e adolescenti
  • La partecipazione … per il bambino e l’adolescente si tratta di scenari diversi rispetto all’adulto

Le lettere sono i codici che indicano le diverse componenti analizzate nell’ICF:

  • b (funzioni corporee),
  • s (strutture corporee),
  • d (attività e partecipazione),
  • e (fattori ambientali). Queste lettere vengono poi seguite da un codice numerico che inizia con il numero del capitolo (una cifra), seguito dal secondo livello (due cifre) e dal terzo e quarto livello (una cifra ciascuno). La componente del Corpo descrive:
  • le funzioni corporee: sono le funzioni fisiologiche dei sistemi corporei (incluse le funzioni psicologiche)
  • le strutture corporee: sono le parti anatomiche del corpo, come gli organi, gli arti e le loro componenti
  • le menomazioni: sono problemi nella funzione o nella struttura del corpo, intesi come una deviazione o una perdita significative Funzioni (b) e Strutture Corporee (s) Funzioni mentali Strutture del sistema nervoso Funzioni sensoriali e dolore Occhio, orecchio e strutture correlate Funzioni della voce e dell’eloquio Strutture coinvolte nella voce e nell’eloquio Funzioni dei sistemi cardiovascolare, ematologico, immunologico e dell‘apparato respiratorio Strutture dei sistemi cardiovascolare, immunologico e dell’apparato respiratorio Funzioni dell‘apparato digerente e dei sistemi metabolico e endocrino Strutture correlate all’app. digerente e ai sistemi metabolico e endocrino Funzioni genitourinarie e riproduttive Strutture correlate al sistema genitourinario e riproduttivo Funzioni neuromuscolo scheletriche e correlate al movimento Strutture correlate al movimento Funzioni della cute e delle strutture correlate Cute e strutture correlate ESEMPI DI LINGUAGGIO ICF: b 117 Funzioni intellettive ––“Funzioni mentali generali richieste per capire e integrare in modo costruttivo le varie funzioni mentali, incluse tutte le funzioni cognitive e il loro sviluppo nell’arco della vita” b117.3 Persona con grave difficoltà a livello cognitivo note:
  • b : componente/body funzioni
  • 1 : capitolo/funzioni mentali
  • 17 : categoria di secondo livello/funzioni intellettive
  • .3 : qualificatore La componente di Attività e Partecipazione (d) descrive l’attività è l’esecuzione di un compito o di un’azione da parte di un individuo la partecipazione è il coinvolgimento in una situazione di vita le limitazioni all’attività sono le difficoltà che un individuo può incontrare nell’eseguire delle attività le restrizioni alla partecipazione sono problemi che un individuo può sperimentare nel coinvolgimento nelle situazioni di vita.

Attività e Partecipazione (d):

  1. Apprendimento e applicazione delle conoscenze
  2. Compiti generali e richieste
  3. Comunicazione
  4. Movimento
  5. Cura della propria persona
  6. Attività domestiche
  7. Interazioni interpersonali
  8. Attività di vita fondamentali
  9. Vita sociale , civile e di comunità I qualificatori sono:
    • Capacità: Descrive l’intrinseca capacità dell’individuo nell’eseguire un compito o un’azione
    • Performance: Descrive quello che un individuo fa nel suo ambiente attuale Da 0 a 9 ( nessuna difficoltà non classificabile) ATTIVITÀ E PARTECIPAZIONE esempi Capitolo 1 Apprendimento e applicazione delle conoscenze Esperienze sensoriali intenzionali (d110 d129) d110 Guardare, d115 Ascoltare, d120 Altre… Apprendimento di base (d130 d159) d130 Copiare, d135 Ripetere, d140 Imparare a leggere, d145 Imparare a scrivere, d150 Imparare a calcolare, d155 Acquisizione di abilità, d159 Apprendimento di base, altro specificato e non specificato Applicazione delle conoscenze (d 160 d 179) d160 Focalizzare l’attenzione, d163 Pensiero, d166 Lettura, d170 Scrittura, d172 Calcolo d175, Risoluzione di problemi, d177 Prendere decisioni, d179 Altre… Capitolo Attività e Partecipazione:
    1. il qualificatore capacità sta ad indicare l’intrinseca abilità dell’individuo nell’eseguire un compito o un’azione
    2. il qualificatore performance sta a descrivere quello che un individuo fa nel suo ambiente attuale Seguendo questo modello il comportamento della persona andrebbe quindi osservato e analizzato su due piani: a. in relazione a ciò che l’individuo dovrebbe essere capace di fare per adattarsi alle richieste della vita quotidiana e per integrarsi in modo soddisfacente nel proprio ambiente di vita, b. in relazione a quello che effettivamente accade quando è inserito in un particolare contesto. Possiamo infatti dire che una persona funziona a più livelli: -di base ci sono le strutture e le funzioni fisiche e mentali, esse permettono di acquisire la capacità di eseguire attività e compiti, se questi vengono eseguiti in ambiente neutro vengono a determinare le capacità

che non può accedere alle aree dove i colleghi si ritrovano nelle pause di lavoro. Questo problema di performance nella socializzazione al lavoro può impedire l’accesso a opportunità di carriera. Analizziamo ora brevemente questi tre casi:

  • Il primo vede proprio una mancanza di sistemazione rispetto alla postazione di lavoro, (vi sono infatti molte soluzioni tecnologiche che ad oggi risolvono il problema dell’accessibilità e dell’utilizzo alternativo alla tastiera di un computer), ci si può quindi interrogare sul perché ciò non viene fatto. Potrebbe essere per semplice ignoranza, ovvero non conoscenza delle opportunità tecnologiche, oppure la presenza di un atteggiamento negativo (mancanza di volontà nel trovare la soluzione al fine di non dare la possibilità alla persona di lavorare.
  • Nel secondo caso si entra nel merito di problemi legati alle scelte politiche.
  • Nel terzo caso si fa riferimento al fatto che le relazioni interpersonali siano preziose al fine di costruire gruppi di lavoro, relazioni significative finalizzate allo star bene sul posto di lavoro, alla carriera ecc. Osservazione e ICF Un esempio: Preparare una scheda osservativa operando una ANALISI DEL COMPITO utilizzando l’ ICF Cosa significa fare l’analisi del compito (task analysis): Nel momento in cui si vuole insegnare una abilità complessa (es. una catena di azioni quali vestirsi, lavarsi i denti, creare una bomboniera…), sarà opportuno effettuare una analisi del compito, ovvero analizzare l’attività e scomporla in parti più semplici, determinando quindi più sotto obiettivi. Perché? Per definire nel dettaglio il numero di passaggi in cui l’abilità può essere scomposta, al fine di valutare nell’abilità stessa il grado di competenza del soggetto. Compito fare la spesa al supermercato: Entrare, Prendere il carrello(Consultare la lista della spesa), Prendere le cose inserite nella lista una ad una, Andare alla cassa, Pagare il conto, Mettere le cose nella borsa, Lasciare il carrello, Uscire. Metacognizione osservazione e sviluppo degli apprendimenti: Cos’è la matecognizione? Concetto che, a partire dagli anni ’70, in seguito agli studi sul cognitivismo si orienta allo studio sui processi cognitivi (memoria, attenzione, percezione …) in particolare studi sulla consapevolezza e controllo dell’attività cognitiva, aspetti che andranno poi a costituire il nucleo delle nozioni di AUTOREGOLAZIONE NELL’APPRENDIMENTO Il termine «metacognizione» riferisce, in generale, a una cognizione sulla cognizione (cognizione di secondo ordine) ad un pensiero sul proprio pensiero che ha per oggetto processi e strategie cognitive (ad es. di memorizzazione, comprensione, ragionamento e problem solving, Flavell 1976, p.232) Altro indirizzo riguarda gli studi sulla previsione, pianificazione, controllo e valutazione di processi attivati per svolgere un determinato compito (Brown e Campione 1981) In Italia Cornoldi ha proposto il concetto di sensibilità metacognitiva che si traduce nella ricerca del comportamento più appropriato da adottare in una certa situazione, nello svolgimento di un certo compito ha parlato di atteggiamento metacognitivo perché si tratta non tanto essere consapevoli dei propri processi quanto di governarli, coinvolgendo così anche gli aspetti emotivi e motivazionali In ambito didattico nasce l’ipotesi di poter INSEGNARE A ESSERE METACOGNITIVI

«Le strategie cognitive e metacognitive consistono in percorsi didattici per favore l’acquisizione di conoscenze, abilità e competenze, supportando gli allievi nell’organizzazione delle informazioni così da ridurre la complessità …» (Ashman et al., 1997 in Cottini - Didattica speciale e inclusione scolastica, Carocci, 2020, p.228) … in modo da facilitare l’apprendimento/gli apprendimenti Modello di Flavell, distinzione tra conoscenze ed esperienze metacognitive e conoscenza e utilizzo di strategie:

  • conoscenze: possono essere dichiarative (es. io so che esistono differenti strategie di lettura) e procedurali (so come applicare concretamente una strategia), costituiscono l’insieme delle informazioni relative al soggetto, al compito e alle strategie;
  • esperienze: idee, pensieri, sensazioni relative all’attività metacognitiva;
  • strategie: non solo possederle, ma applicarle con competenza e flessibilità. ABILITA’ COMPLESSE (Metacognizione): Definizione di strategie: le strategie si compongono di una o più operazioni cognitive sottostanti e soprastanti i processi che costituiscono l’esecuzione di un compito. Sono rivolte a risultati cognitivi (es. la memorizzazione) e sono potenzialmente attività consapevoli e controllabili (Pressley et al. 1985b). Osservare le strategie:
  • più semplici come organizzazione e ripetizione di materiale
  • più complesse come elaborazione, parafrasi e riassunto Pressley et al. (1989) proposero il concetto di “buon utilizzatore di strategie” per designare il risultato atteso da un insegnamento efficace di strategie. Ciò sottolinea l’importanza per l’alunno, di acquisire dei set di strategie, di coordinare strategie multiple e di variare le strategie quando il risultato desiderato non viene ottenuto. Il modello Borkowski et al. (1992) è un modello graduale per introdurre l’insegnamento metacognitivo in classe, serve come potenziale guida operativa che gli insegnanti possono usare e modificare per comprendere meglio la ricchezza e la complessità di una istruzione basata sulle strategie, illustra lo sviluppo metacognitivo in relazione a quanto succede a un soggetto che riceve un’istruzione di elevata qualità sulle strategie, se questo avviene egli svilupperà le seguenti tappe: I. - “conoscenza specifica della strategia”, inizialmente si insegna a usare una strategia di apprendimento e attraverso la sua applicazione il soggetto arriva a imparare gli attributi di quella strategia (attributi comprendono l’efficacia della strategia, la gamma delle sue applicazioni appropriate e le sue modalità di utilizzazione in una varietà di compiti) (es. la ripetizione) II - “conoscenza specifica di più strategie”, alunno apprende altre strategie e le ripete in molteplici contesti (es. ripetizione, organizzazione, elaborazione verbale...) III - “autoregolazione”, alunno sviluppa capacità di selezionare strategie appropriate per alcuni compiti e non per altri (analisi del compito e scelta della strategia appropriata) (emergono processi di controllo di ordine più elevato, la base per l’apprendimento pianificato e le abilità superiori di pensiero) IV - “conoscenza strategica generale”, alunno comincia a riconoscere l’importanza e l’utilità dell’essere strategici e sviluppa un buon senso di autoefficacia.