






Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Appunti sul libro di Santagati sugli alunni immigrati.
Tipologia: Sintesi del corso
1 / 10
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!







Ricerca sociologica dei percorsi degli studenti di origine immigrata.
Le disuguaglianze etniche in educazione sono state analizzate prevalentemente nell’ottica e con una prospettiva volta ad evidenziare la riproduzione socio-culturale di queste disuguaglianze.
Bourdieu: uno degli autori maggiormente utilizzato anche per svelare e mostrare la pregnanza delle disuguaglianze etniche ma anche per affermare la prospettiva secondo la quale le disuguaglianze etniche, anche all’interno dei processi di istruzione, si riproducano.
Gran parte degli studi sociologici si sono focalizzati sulle cause dell’insuccesso piuttosto che sui meccanismi del successo educativo, più sull’immobilità sociale che sulla mobilità sociale e il cambiamento sociale.
Gli studi sul legame migrazione-educazione riguardano più la struttura che l’agency, si focalizzano più sugli adulti che sui bambini intesi come attori.
L’attenzione agli studenti con background migratorio che hanno successo inizia ad essere un tema emergente, che pone l’attenzione ai percorsi di mobilità ascendente delle seconde generazioni.
1. Migration studies: l’ottimismo delle famiglie USA (Elaborata) “Immigrant optimism” (Kao, Tienda, 1995), migrazione come progetto di mobilità intergenerazionale, famiglia come driver del successo. “Upward assimilation” (Portes & co.): unexpected pathways, dreams fulfilled. UE (Diffusa) “Immigrant paradox”: scarsi risultati scolastici, ma alte aspettative, giovani dalle molte risorse cognitive e non. Distinzione tra primary and secondary effects dell’origine etnica. 2. Teoria del “contesto di integrazione” (Crul e Schneider, 2010) Le diversità nei contesti educativi si convertono in disuguaglianze, ma non solo in termini di riproduzione di destini prefissati (prog. internazionale ELITES). Effetto «moltiplicatore» non solo degli svantaggi, ma anche delle possibilità di accumulare risorse sociali e culturali e chance nelle traiettorie biografiche, ascendendo la scala sociale e rompendo il ciclo perpetuo dell’habitus ereditato. 3. Bernard Lahire: l’inatteso nel campo dell’istruzione Analizza i risultati positivi degli studenti svantaggiati in relazione ai processi e alle opportunità istituzionali che li rendono possibili. Le ‘irregolarità’ sono delle possibilità che si possono verificare socialmente a determinate condizioni e che devono essere esplorate nelle loro manifestazioni. Analizza le azioni e pratiche individuali in riferimento ai processi di socializzazione.
La scelta metodologica si inscrive all’interno di quelli che sono gli obiettivi della ricerca stessa ma anche l’impianto teorico che utilizza.
La scelta è quella dell’autobiografia approccio qualitativo.
Questa scelta permette di analizzare l’agency dei soggetti migranti, permette di indagare in profondità i vissuti dei soggetti.
Questa scelta permette di dare piena voce ai soggetti.
L’approccio autobiografico non è qualcosa di nuovo:
“Autobiografia di un immigrato” 1918 contadino polacco in Europa e America.
Negli anni ’60 la scuola di Chicago pone nuovamente importanza all’autobiografia.
Apitsch (sociologa tedesca): ripone, nello studio delle migrazioni, l’importanza dell’aspetto biografico.
“Migration and biography” 1990 giovani immigrati in Germania e come trasformino l’ambiente tedesco.
Anche in Italia l’approccio biografico emerge anche nella fase pioneristica della sociologia.
Franco Ferrarotti negli anni ’80 la richiama come metodologia importante nell’analisi sociologica perché aiuta la sociologia a rispondere a dei problemi sociali e a dar voce ai soggetti e ai soggetti marginati.
Attraverso questo metodo si riduce l’asimmetria tra intervistatore e intervistato si facilita una produzione dal basso della conoscenza.
La biografia nella tradizione metodologica: modi in cui soggetti rappresentano se stessi in fasi di cambiamento sociale, derivante dalla migrazione/educazione, come costruiscono se stessi in modi situazionali, relazionali, attraverso il «life-writing».
“Biograficità” di Alheit e Dausien
“Biografia sociologica” di Lahire
Autobiografia in sociologia: fonte di sapere sul mondo sociale, per indagare come le persone vogliono raccontarsi e raccontare il proprio ambiente.
Scrivere di un’esistenza sociale composta da molteplici trame e possibilità, significa ampliare il grado di libertà e gli spazi di cittadinanza dei soggetti stessi.
Rispetto all’educazione e all’utilizzo dell’autobiografia apre spazio di immaginazione per costruire resilienza e resistenza, identità, in processo dinamico facilitato dalla scrittura, in relazione con gli altri.
Rispetto alla scelta metodologica vi è quella capacità di tenere insieme un’attenzione al singolo, ma anche al fatto di essere inserito in una logica sociale. Tiene insieme quell’attenzione al rapporto tra la struttura e l’azione specialmente in situazioni di cambiamento sociale e discontinuità.
Su.Per. È un lavoro di ricerca sulle (dis)uguglianze in istruzione, e lavorando con le autobiografie genera una tensione tra qualcosa di già scritto (nei destini sociali e familiari, nelle narrazioni) e qualcosa che viene riscritto dal soggetto
65 autobiografie (aprile/maggio 2017). 11 istituti secondari di secondo grado di Brescia e Provincia. 7 IIS, 1 ITC, 1 LS, 2 CFP. 21 maschi e 44 femmine. Anno di nascita: 1998-1999-2000. Distribuiti fra liceo (15), istituto tecnico (18), istituto professionale (21), IeFP (11). 23 cittadinanze: 22 studenti asiatici, 18 Nord Africa, 18 Europa dell’est, 6 Africa subsahariana, 1 America Latina. Gruppi più numerosi: Marocco (16), Indica (10), Albania (8), Pakistan (6), Romania (4) -26 nati in Italia, 39 nati all’estero.
a. Successo scolastico inteso come processo individuale. Qualcosa che risulta come frutto del proprio impegno, della propria personalità, delle proprie doti:
b. Successo scolastico inteso come processo socio-relazionale. Si manifesta associata al merito del singolo studente, che si ha con il raggiungimento di voti eccellenti, e che si presenta legata al fatto di essere tra gli studenti altruisti, di star bene con gli altri, di avere una buona reputazione, di assumersi incarichi.
Essere altruisti:
Ottenere rispetto e riconoscimento:
Rispondere alle aspettative:
Insegnare agli altri, aiutare ed essere aiutati:
Partecipare:
c. Successo scolastico inteso come risultato finale.
Insegnanti : Dalle autobiografie gli insegnanti risultano come attori importanti nell’accompagnare il successo scolastico, soprattutto grazie a delle relazioni positive, che incoraggiano e che danno fiducia.
Amici : Le amicizie permettono di superare la solitudine, l’isolamento (soprattutto con i neo-arrivati).
La migrazione come processo d’apprendimento :
Nati in Italia È uno dei gruppi più ampi all’interno delle biografie. Sono studenti che hanno provenienze diverse o origini dei genitori differenti. Questo tipo di studente descrive rispetto al passato un percorso di tipo lineare, senza particolari problemi. Già dalle elementari emerge in molti di loro un interesse forte per l’apprendimento. Emergono anche delle fragilità relazionali, quando questi studenti vengono percepiti come diversi, anche se non sono loro che si percepiscono principalmente diversi ma gli altri li percepiscono come diversi. Per alcuni la transizione dalla scuola elementare alla secondaria di I grado non è un problema, mentre per altri è proprio a partire dalle medie che iniziano i problemi; è il momento in cui emergono le prime difficoltà nel rendimento scolastico, soprattutto laddove non ci sono genitori in grado di aiutare oppure si è vittime di discriminazioni. Rispetto alla scelta della scuola secondaria di II grado, ci sono esperienze diverse: c’è chi afferma di aver fatto la scelta giusta, chi afferma di aver scelto senza difficoltà, c’è chi riconosce di aver fatto una scelta sbagliata, non condivisa dai genitori, una scelta contrastata. Le relazioni con i pari sono positive. Per quanto riguarda il futuro, circa la metà vuole continuare gli studi e di voler rimanere in Italia. L’origine non viene considerata come un ostacolo ma come una spinta verso il successo. In questo caso il successo è percepito come esito individuale e come risultato positivo. Riconosce l’importanza della scuola ma anche il fatto che non è l’unico ambito importante.
Nativi sui generis I nativi sui generis sono studenti nati in Italia ma non sono inseriti nella scuola dell’infanzia e si ritrovano a iniziare la scuola dalla primaria. Sono nati in Italia ma che devono affrontare un percorso di reintegrazione e inserimento nel paese dove sono nati. Faticano ad accedere alla scuola, faticano a imparare l’italiano, faticano a mettere da parte lingue e costumi del loro paese d’origine. Emerge la differenza dagl’altri soprattutto attraverso lo sguardo degli altri.
Il successo ha valenza dimostrativa, cioè si vuole dimostrare di essere bravi nonostante le origini. Il successo permette di far parlare i fatti e non le parole. Il successo diventa strumento di riscatto. Il riscatto passa attraverso l’ottenimento di voti eccellenti, massimo impegno e perseveranza nello studio come modo per difendersi da possibili discriminazioni. Nel passaggio alla scuola secondaria di II grado ci sono testimonianze contrastanti. Di fronte alla paura di non farcela gli studenti mettono in campo strategie reattive che fanno del successo il motore del riscatto.
Quasi nativi I quasi nativi sono coloro che sono nati all’estero ma che sono arrivati da piccoli e hanno frequentato dalla scuola dell’infanzia. Molti “quasi nativi” si descrivono come veri e propri cittadini italiani. Nella scelta della secondaria di II grado non emergono incertezze e molti affermano di voler continuare gli studi nel futuro. Sono studenti con chiari progetti di studio e di lavoro. Emerge la richiesta e la volontà di essere considerati come persone. Non vogliono essere considerati in base al loro profitto o alle loro origini ma con uno sguardo realista. Sono studenti che riconducono il successo scolastico all’essere immigrati.
Immigrati durante la primaria È un gruppo numeroso, arrivato per ricongiungimento familiare durante gli anni della scuola primaria. Sono studenti che vivono di riflesso la scelta migratoria dei genitori. Dai racconti emerge la difficoltà di questo cambiamento che per alcuni è molto grossa, per altri è una liberazione rispetto a esperienze negative. L’inserimento nella scuola primaria avviene in una classe inferiore rispetto all’età anagrafica, prevalentemente per motivi linguistici. Nel passaggio alla scuola secondaria di I grado non emergono grosse difficoltà. Non si sopravalutano, non tendono a sentirsi superiori rispetto agli altri ma sottolineano la necessità e l’importanza dell’impegno. Danno importanza al percorso piuttosto che al risultato.
Allievi inseriti nella sec. I grado Arrivano tra gli 11 e i 14 anni. Vengono inseriti in classi non corrispondenti all’età anagrafica. Tendono a proseguire gli studi frequentando istituti di formazione professionale. Emergono le difficoltà che la migrazione comporta: problemi personali e di identità.
Neo-arrivati nelle sec. II grado Arrivano tra i 14 e i 16 anni. Emerge la transizione dolorosa biografica e scolastica.
Nati in Italia Distinzione Ambizioso Nativi sui generis Riscatto Temprato Quasi nativi Responsabilità Tenace Immigrati durante scuola primaria Impegno Resistente Arrivati nelle sec. I grado Attesa Umile Neo-arrivati nelle sec. II grado Possibilità Profetico
Si passa dai neo-arrivati ai nati in Italia, ovvero alle 2° generazioni, ormai la maggioranza nelle scuole italiane.
Focalizzato attenzione su:
Visione del successo Successo orientato al riscatto del processo migratorio della famiglia Successo della migrazione Successo focalizzato sul presente Responsabilità verso famiglie, docenti, fatti di buoni risultati. Impegno Successo che vede anche dei fallimenti tipico dei neo-arrivati Erano bravi in Patria ma in Italia devono reinserirsi
https://www.radioradicale.it/scheda/599541/intervista-a-mariagrazia-santagati-sul-libro-autobiografie-di-una- generazione-super-il
(ANDREA BILLAU)
SU.PER: acronimo titolo del progetto di ricerca. SUCCESSO NEI PERCORSI FORMATIVI DEGLI STUDENTI DI ORIGINE IMMIGRATA.
Non guardare solo a chi non ce la fa (sono studenti svantaggiati rispetto ai nativi), ma provare a guardare e provare a ricostruire le storie di chi ce la fa. Credono nell’educazione come canale di emancipazione.
Portare studenti che si presentano svantaggiati verso il successo nell’educazione e non solo.
Rete di undici istituti di scuole secondarie secondo grado scuole superiori di diverso indirizzo.
Attraverso i focus group sono stati individuati gli studenti.
Il gruppo di giovani coinvolti è un gruppo di studenti delle superiori, quindi adolescenti, di varia provenienza nati all'estero quindi con un'esperienza diretta di immigrazione ma anche in nati in Italia.