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Introduzione all'Archivistica: Beni Archivistici, Vincoli e Conservazione, Appunti di Archivistica

L'origine degli archivi e il loro funzionamento

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 05/12/2023

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alice-castoldi-1 🇮🇹

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Lezione 1 – beni archivistici
Testo obbligatorio: archivistica, teorie e metodi pratici
Utilizzare il libro di testo
-Portare una presentazione di un bene archivistico (soggetto produttore dell’archivio,
soggetto conservatore e il complesso archivistico, descrizione di esso)
-Presentazione, 3 domande sul manuale
-Fondazione feltrinelli, archivio pomodoro,
Contenuto del cap. 17 (presente nel libro)
Che cos’è un archivio?
L’archivistica vale sia per il formato fisico sia per il formato digitale; una memoria digitale archivia
i contenuti, quindi possiede la stessa logica di quelli cartacei. Ogni fonte ha uno specifico
contrassegno che indica in quale punto deve stare il reperto.
Quando parliamo di un archivio banalmente pensiamo ad uno scaffale con scatole contenenti libri.
Le unità archivistiche suddividono diversi fascicoli, li raggruppano. L’unità fisica di
condizionamento (che sarebbe il contenitore generale dei fascicoli) può contenere diversi fascicoli.
L’archivistica ha delle caratteristiche ambientali specifiche, temperatura, contenitori specifici ecc.
-Contenitore e pratica (sono due cose diverse)
-Unità fisica e unità logica
Differenza tra archivio, biblioteca e museo: sono tutti istituti di conservazione e valoriz di beni
culturali
1) Giovanni Paoloni, nel cap 17 affronta la definizione di archivio con divergenze e analogie
rispetto ad altri istituti. Sono tutti comunque luoghi della cultura, secondo il codice dei beni
culturali.
2) Il MUSEO è una struttura permanente che acquisisce, cataloga e conserva, espone e
ordine i beni per finalità di educazione e studio.
3) La BIBLIOTECA raccoglie e conserva un insieme organizzato di libri al fine di
promuoverne la lettura e lo studio. Favorisce la lettura.
4) L’ARCHIVIO raccoglie, inventaria e conserva documenti originali storici e ne assicura la
consultazione x ricerca e studio. Gli archivi si inventariano, i cataloghi si raccolgono.
Quando si cerca di ricostruire la vita di un’artista, l’opera è una parte di questi studi, infatti
le fonti, le sue committenze, le sue esposizioni, le sue interviste forse valgono ancora di più
dell’opera stessa (che ovviamente sono scritti sui volumi). Quando parlo di archivio
solitamente sono sempre originali, mai copie.
Mentre i libri e le opere d’arte nascono per il pubblico (impatto estetico ed emotivo) gli archivi non
nascono per la fruizione da parte del pubblico, ma invece per finalità pratiche o giuridiche
amministrative, di testimonianza scritta. I documenti hanno sempre duplice valenza:
-Amministrativa, quindi certificato di nascita banalmente
-Storica
La definizione di archivio (Carucci): “è il complesso di documenti prodotti o comunque acquisiti
durante lo svolgimento della propria attività da magistrature, organi e uffici dello Stato, da enti
pubblici e istituzioni private, da famiglie e da persone”.
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Scarica Introduzione all'Archivistica: Beni Archivistici, Vincoli e Conservazione e più Appunti in PDF di Archivistica solo su Docsity!

Lezione 1 – beni archivistici Testo obbligatorio: archivistica, teorie e metodi pratici Utilizzare il libro di testo

  • (^) Portare una presentazione di un bene archivistico (soggetto produttore dell’archivio, soggetto conservatore e il complesso archivistico, descrizione di esso)
  • (^) Presentazione, 3 domande sul manuale
  • (^) Fondazione feltrinelli, archivio pomodoro,

Contenuto del cap. 17 (presente nel libro)

Che cos’è un archivio? L’archivistica vale sia per il formato fisico sia per il formato digitale; una memoria digitale archivia i contenuti, quindi possiede la stessa logica di quelli cartacei. Ogni fonte ha uno specifico contrassegno che indica in quale punto deve stare il reperto. Quando parliamo di un archivio banalmente pensiamo ad uno scaffale con scatole contenenti libri. Le unità archivistiche suddividono diversi fascicoli, li raggruppano. L’unità fisica di condizionamento (che sarebbe il contenitore generale dei fascicoli) può contenere diversi fascicoli. L’archivistica ha delle caratteristiche ambientali specifiche, temperatura, contenitori specifici ecc.

  • (^) Contenitore e pratica (sono due cose diverse)
  • (^) Unità fisica e unità logica Differenza tra archivio, biblioteca e museo : sono tutti istituti di conservazione e valoriz di beni culturali
  1. Giovanni Paoloni, nel cap 17 affronta la definizione di archivio con divergenze e analogie rispetto ad altri istituti. Sono tutti comunque luoghi della cultura, secondo il codice dei beni culturali.
  2. Il MUSEO è una struttura permanente che acquisisce, cataloga e conserva, espone e ordine i beni per finalità di educazione e studio.
  3. La BIBLIOTECA raccoglie e conserva un insieme organizzato di libri al fine di promuoverne la lettura e lo studio. Favorisce la lettura.
  4. L’ARCHIVIO raccoglie, inventaria e conserva documenti originali storici e ne assicura la consultazione x ricerca e studio. Gli archivi si inventariano, i cataloghi si raccolgono. Quando si cerca di ricostruire la vita di un’artista, l’opera è una parte di questi studi, infatti le fonti, le sue committenze, le sue esposizioni, le sue interviste forse valgono ancora di più dell’opera stessa (che ovviamente sono scritti sui volumi). Quando parlo di archivio solitamente sono sempre originali, mai copie. Mentre i libri e le opere d’arte nascono per il pubblico (impatto estetico ed emotivo) gli archivi non nascono per la fruizione da parte del pubblico, ma invece per finalità pratiche o giuridiche amministrative, di testimonianza scritta. I documenti hanno sempre duplice valenza:
  • (^) Amministrativa , quindi certificato di nascita banalmente
  • (^) Storica La definizione di archivio (Carucci): “è il complesso di documenti prodotti o comunque acquisiti durante lo svolgimento della propria attività da magistrature, organi e uffici dello Stato, da enti pubblici e istituzioni private, da famiglie e da persone”.

1861 divide le diverse magistrature precedenti dalla nascita del nuovo Stato Italiano post Unità d’Italia. Cos’è un documento? (nel cap 3) Definizioni classiche da dizionario sono:

  • (^) Testimonianza di qualunque genere (incisione rupestre ad ex)
  • (^) Qualunque oggetto materiale come oggetto di studio (fotografie, disegni e mappe)
  • (^) Documento che consente di tramandare la memoria di un fatto (documento di oggetto della diplomatica, delle paleografie e dell’archivistica). La diplomatica studia le forme del documento, come dev’essere il titolo, le sottoscrizioni ecc e ci permette di verificare la sua veridicità. La paleografia ricostruisce la storia delle forme grafiche del passato, ad esempio la scrittura che la si può attribuire a un certo scrittore o scuola d’arte. Il documento in archivistica, quindi è: “ un documento scritto o usato nel corso di un’attività amministrativa e successivamente tenuto in custodia” (Duranti). Il documento digitale, invece, è sotto forma di grafico, tavola o lista. La rappresentazione non ha rilevanza, sono solo forme di rappresentazione con lo stesso contenuto. Il termine documento ha diversi significati, ovvero testimonianza di qualsiasi genere:anche una incisione rupestre è un documento. È oggetto materiale usato come strumento di studio. Documento non è solo un foglio con scritto qualcosa. Diplomatica: studia le forme del documento, aspetto formale. La paleografia invece è sempre affine e studia documenti con grafie antiche del passato. Quindi: un documento è usato e scritto nel corso di un’attività amministrativa e successivamente tenuto in custodia. Ogni documento poi ha duplice valenza,giuridica e storica amministrativa. Oltre a essere scritto, deve avere anche la caratteristica di essere custodito. Importante perché se passasse a un privato non andrebbe bene. Il fatto di natura giuridica: il fatto è un evento,qualcosa che succede, il certificato di nascita ne è un esempio. Stessa cosa il certificato di morte. L’ atto giuridico che suppone la volontà del soggetto operante è per esempio il testamento. ATTO, agire. Vengono elencate le caratteristiche del documento nel capitolo 1: Il documento è imparziale, non è una lettura storiografica di fatti. Il documento amministrativo è imparziale, situazione che legittima determinati comportamenti, rivela un fatto o un atto. Autenticità: i documenti sono custoditi da chi li ha prodotti. Garantiamo l’autenticità del documento, e abbiamo interesse a far sì che non vengano alterati. Essi sono sentenze del tribunale, carta d’identità, patente, portfolio. Naturalezza: un documento viene compilato per raggiungere uno scopo. Se ho bisogno di fare un certificato per la carta d’identità, devo compilare un documento. Unicità: ogni documento è unico nel suo contesto.

sono diverse in base a soggetti pubblici. L’archivio è testimonianza di chi lo ha prodotto,quindi cambia la natura giuridica in base a chi lo produce. Il codice dei beni culturali, n 42 del 2004, testo fondamentale. Gli archivi sono beni culturali per legge (articolo 10). La sentenza di un tribunale è un documento considerato bene culturale. Il comma 2 precisa che sono beni c. Gli archivi dello stato e lo sono per legge. Gli archivi sono uno per provincia, ricevono in versamento gli atti prodotti. Palazzo di giustizia a Milano; produce sentenze che dopo 30 anni le passa all’archivio di stato. Gli organi giudiziari dello stato: Corte d’Assise. Tribunale penale. Gli organi amministrativi dello stato: prefettura: gestiscono le ordinanze sulla circolazione, protezione civile,immigrazione. Questura: rilascia i passaporti,denunce. Vigili del fuoco, per la gestione e prevenzione d’emergenza e incendi. Agenzia delle entrate: dichiarazione dei redditi, successioni, contratti. I notai hanno responsabilità verso l’atto notarile che conserva l’atto fino alla sua morte. Poi lo stato ne prende in carica la custodia. L’archivio centrale dello stato riceve i versamenti da parte dei ministri. Ha depositi enormi e ha sede a Roma. Chiede spesso la Differenza tra archivi statali e pubblici.

L' Archivio di Stato , in Italia, è un archivio le cui competenze consistono nella conservazione

e sorveglianza del patrimonio archivistico e documentario di proprietà della Repubblica

Italiana in un determinato territorio e nella sua accessibilità alla pubblica e gratuita

consultazione.

Lo stato: conserva direttamente archivi statali o presso gli enti produttori o negli archivi di stato. Esso tramite la soprintendenza archivistica e bibliografica regionale vigila e tutela gli archivi degli enti pubblici e gli archivi privati dichiarati. Il tribunale dopo tot anni passa le sentenze agli archivi di stato. I documenti hanno tutti duplice valenza quindi in base a quella che prevale cambia la custodia. Lo stato non conserva direttamente quindi aziona vigilanza e tutela tramite la soprintendenza archivistica e bibliografica. C’è potestà legislativa. Archivi di enti pubblici territoriali: Regione, comune, provincia. La provincia è ente pubblico intermedio tra regione e comune. Sono enti pubblici quelli che perseguono fini pubblici che hanno un rapporto con lo stato. Sono enti pubblici le camere di commercio, consorzi agrari,enti previdenziali. Sono enti pubblici gli ospedali. Archivi privati: Sono archivi familiari, di sindacati,imprese banche… Alcuni sono fondamentali e lo stato elabora la possibilità per gestirli. Il codice dei beni c. Sono considerati beni culturali gli archivi e singoli documenti che hanno interesse storico importante e quando interviene la dichiarazione dell’articolo 13.Ci sono archivi privati che ricevono il procedimento amministrativo dalla soprintendenza e vengono dichiarati beni culturali. Secondo l’articolo 14 il soprintendente dichiara l’importanza del bene al possessore. Art 21,30,31 codice dei beni c.

Esempio è l'archivio Ricordi, é archivio notificato, soggetto a limitazioni. Se l’archivio non é dichiarato i possessori lo gestiscono privatamente. SABAP,acronimo. Soprintendenza archeologia, belle arti, architettura e paesaggio. Lo stato, tramite le soprintendenze, vigila e tutela gli archivi pubblici e gli archivi privati dichiarati. Esso conserva direttamente gli archivi statali da soggetti produttori ma sono controllati dalla soprintendenza perché lo stato si occupa di garantire la giusta conservazione. Gli archivi privato restano ai privati ma nel caso siano volumi rilevanti, lo stato procede con la dichiarazione,il privato deve garantire che la conservazione sia corretta e non compromessa. Gli archivi ecclesiastici si collocano negli archivi privati. Archivio corrente di deposito e storico, (capitoli 2,3,8.) Ci sono situazioni diverse. Io per formare un archivio ho bisogno di un ordinamento, e bisogna quindi fare in modo di riuscire a trovare i documenti in modo facile e funzionale. É necessario un’organizzazione soprattutto negli archivi digitali, non essendoci la fisicità dei documenti bisogna quindi organizzarli. Non sempre i motori di ricerca sono ottimali. Necessario è l’ordinamento negli archivi ibridi che non sono né completamente analogici né completamente digitali. Il pagamento analogico della bolletta dove lo metto? La versione cartacea è originale, e devo conservarla, ma c’è anche la versione digitale del pagamento che viene registrato. SI cerca di togliere gli archivi ibridi per favorire quella solo digitale. La versione analogica è piuttosto complessa da effettuare e registrare. Stessa cosa con l’iscrizione al MIUR per l’iscrizione scolastica, in modo digitale è più gestibile che in modo cartacea, in questo caso è archivio digitale. Se parliamo di ordinamento indispensabile parliamo quindi di sedimentazione dei documenti prodotti e conservati per ragioni pratiche e per assicurare la memoria. Conservare assicura certezza del diritto dell’informazione contenuta nei documenti, come il passaggio di proprietà, sentenze, documenti del notaio. Nel caso del testamento la certezza del diritto si basa sulla data e sulla autenticità. La gestione corretta dei documenti si chiama SISTEMA DOCUMENTARIO. Gli obiettivi primari sono sapere quali documenti sono stati prodotti, quando, e da chi sono stati emessi. Queste procedure definiscono il sistema documentario. Ci sono quindi diverse considerazioni a seconda delle diverse fasi di vita dell’archivio. L’archivio corrente comprende documenti relativi agli affari in corso di trattazione, come il Records management. Altra fase è l’archivio di deposito, che conserva ciò che non è più necessario alle esigenze quotidiane, ma continua a avere valenza giuridica amministrativa, come le istanze che vanno mantenute. Mentre l’archivio storico custodisce le pratiche concluse, a conservazione permanente. L’archivio corrente (cap. 2) In passato gli archivisti si sono dedicati solo agli archivi storici, lasciando ai soggetti produttori la produzione e la gestione dei vari documenti. Negli ultimi anni invece l’archivista si occupa di tutto il sistema documentario. Il manuale di gestione è insieme di norme che stabiliscono cosa fare all’interno di un archivio e ne stabilisce le modalità operative.Individua le responsabilità e regole per la consultazione e riproduzione dei documenti. Il manuale serve a individuare responsabilità e regole per la fase di vita dell’archivio. Conservano i documenti per circa 5 anni.

Archivi ecclesiastici Beweb, sito internet. Piattaforma con scanner di archivi ecclesiastici. Gli archivi diocesani e parrocchiali sono antichi e fondamentali rispetto all’archivio di stato perché l’archivio della chiesa cattolica dal 1530 è un archivio fondamentale. Negli archivi parrocchiali abbiamo i registri dei matrimoni e battesimi, dal 1600 i parroci sono obbligati a tenerli. Abbiamo tribunali ecclesiastici, a seconda della giurisdizione e i fascicoli processuali sono conservati in appositi archivi. Ci sono altri protocolli di intesa con altre confessioni, tipo quella olandese che in zona piemontese ha molti seguaci. Anche essi hanno protocolli d’intesa che garantiscono forme di cooperazione. Lo stato non ha potestà autoritativa su di loro. Cosa contiene un archivio diocesano: i documenti hanno impostazione diplomatica con una determinata impostazione. Essi sono dotati di un sigillo che cambia in base all’autorità, Il sigillo vale come conferma di firma e sono branca dell’archivistica. Il filo ha significato particolare perché a seconda del filo si capisce l’importanza del documento. Gli archivi parrocchiali hanno piena gestione degli archivi. Gli archivi ecclesiastici sono cmq molto complessi, che richiedono competenze specifiche. Esercitazione Vincolo Archivistico: capita che i carabinieri trovano documenti che non riconoscono come validi. Essi vengono sequestrati e venga chiesto agli archivisti di attestare se i documenti sono stati sottratti a un ufficio pubblico o effettivamente posseduti da privati, su che basi? Tramite il vincolo archivistico. Quali Elementi cerco? Il valore può variare, in base anche a firme e autografi che si trovano sul documento. Elementi intrinseci: contenuti del documento mentre gli estrinseci sono le intestazioni, data, numero. Nel contenuto interno abbiamo: la data topica, che dice il topos quindi luogo e data di dove e quando è stato scritto, altrimenti sono cronica se indica solo il tempo. Il numero di modello, mod. numero 10. Questi 3 elementi dicono che c’è amministrazione. Sotto abbiamo la firma di chi l’ha emesso, (L’I.R. commissario distrettuale) e a sinistra la firma del commissario distrettuale che manda il documento da Tirano a Edolo.. 2 amministrazioni pubbliche che si scrivono. Quindi significa che il documento è appartenuto all’archivio di Tirano. nella parte esteriore: Ritroviamo il numero 1045 della raccomandata che è il numero d’uscita, riproposto sull’esterno. Abbiamo un timbro che testimonia il mittente. Una data con una P. che simboleggia il protocollo d’ingresso, assegnato a un numero di protocollo che è appunto il 4311. Se vogliamo dimostrare che il documento è uscito da Tirano, bisogna cercare il protocollo del 1850, e se nel numero coincide allora si ha la conferma. Possiamo affermare che appartiene al commissario distrettuale di Tirano, che probabilmente è stato rubato. Altra esercitazione: Anche in questo caso indaghiamo il contenuto. numero di protocollo 2430 ma ce n'è un secondo, 242, che potrebbe essere una classificazione. intestazione con il regno d'Italia, data del 28 Maggio 1808 cronica, scrive l’intendente di Cremona che scrive all’intendente di Reggio. Firma in basso. all’esterno: Numero di protocollo 1519, trovato nella cartella 14 foglio n 42. Numero 18 non si sa per cosa stia, non si sa il significato ma non è detto che sia importante. Troviamo il timbro di Reggio. Data, 31 Marzo 1808 data d’entrata a Reggio. Probabilmente era una sollecitazione appartenuta all’archivio di Reggio. Le date aiutano a capire cosa succede. Altro esempio: Documento di Cassina Rizzardi.

Nel contenuto: Data 3 settembre 1872, data topologica con luogo. documento per il Terzo mandamento di Como, Numero di protocollo 131, abbiamo il timbro del comune e la sottoscrizione del il sindaco Giulio Corro. È il sindaco che scrive alla pretura. all’esterno: timbro della posta + timbro del mittente, altro timbro con data 5 settembre. Abbiamo il numero 109, del registro generale. scritta “ per il sindaco” e la data di quando arriva, 6 settembre

  1. Il 3 settembre rispondono al foglio protocollo 109 del 19 Agosto 1872. Lezione 5 Cap. 4 SCARTO… E SELEZIONE Si sceglie la destinazione finale: o si butta, o si conserva. ● Perché sentiamo l’esigenza di scartare? Lo scarto è un momento necessario della selezione, e ci saranno sempre copie; quando parliamo di conservazione parliamo in maniera permanente, nell’archivistica, durante lo scarto invece, è qualcosa che va fatto. ● Negli altri paesi del mondo si fissa una percentuale di documentazione da conservare (20 o 30%); per quanto riguarda l’Italia, ha criteri molto flessibili. ● Lo scarto serve per alleggerire l’archivio dalla documentazione che può essere distrutta. Si pone l’attenzione su quei documenti importanti che servono per la rilevanza storica. Si preferisce eliminare per qualificare gli altri documenti. ● Il problema fondamentale è non scegliere cosa scartare in modo soggettivo. La scelta è oggettiva. Bisogna adottare una selezione preordinata, cioè decidere cosa conservare nel momento in cui l’archivio si forma. Soprattutto nel digitale devo avere consapevolezza della destinazione che il documento ha. ● Il vero problema però è veramente difficile prevedere che uso futuro i documenti avranno (fogli matricolari, catasto ecc). è difficile capire come si orienterà la ricerca storica. I fogli matricolari sono riferiti ad esempio per i soldati arruolati (quindi nome, cognome, descrizione generale del fisico, professione ecc). Questo tipo di documento consente la ricerca storica. Questi sono documenti unici, perché sono sia informazioni introvabili se non qui, e soprattutto in alcune sono conservate delle foto. ● Anche la documentazione catastale è immensa. MASSIMARI DI SCARTO O CONSERVAZIONE Mentre il piano di conservazione stabilisce cosa vogliamo conservare, normalmente sono documenti di importanza vitale. Si basano sui piani di classificazione , cioè sul quadro teorico dell’archivio corrente (amministrazione, personale, contabilità) e in base a questo quadro teorico ne determinò la conservazione; prevedono anche l’analisi dei documenti, termini di prescrizione e verifica di elaborazioni riassuntive. PER SCARTARE SONO NECESSARI CRITERI OGGETTIVI, LINEE GUIDA: ● Codice dei beni culturali ● Codice dell’amministrazione digitale ● Regolamento Commissioni e sorveglianza e scarto Presso le amministrazioni dello Stato agiscono delle commissioni di sorveglianza che individuano la documentazione da scartare, quindi si fa riferimento alla sede archivi generali a Roma che scelgono cosa effettivamente scartare.

Dichiarazione Greppi – disegni e schizzi La Villa Greppi è stata inserita tra gli archivi pubblici, quindi possiede la Dichiarazione. Possiede oltre 2000 disegni, album e ulteriori disegni. I singoli disegni sono stati schedati. L’album è stato comprato dalla Villa stessa. Dichiarazione Festival della Letteratura di Mantova Iniziativa privata che ha generato un business importante. 3 dicembre Documenti riservati e dati personali negli archivi Il garante per la protezione dei dati personali, è autorità pubblica che amministra in modo dipendente. (conseguenza obbligatoria, dall’unione europea.) Nel 1995 la UE ha emanato l’obbligatorietà di difendere i dati personali negli stati membri. Questa figura amministrativa deve agire in modo autonomo a qualsiasi condizionamento. L'Europa ha ritenuto necessario proteggere gli utilizzi non regolamentati dei dati personali. Ogni volta che usiamo internet lasciamo dati che ci riguardano, questo per evitare il tracciamento ecc.. Big data= quantità di dati importanti che non possono essere gestite da macchine semplici ma software. Come per esempio, i dati dei messaggi whatsapp. Altra forma con cui noi forniamo dei dati sono i COOKIES, oppure i captcha, (non sono un robot). Tecnologia che anticipa le macchine senza pilota. Il garante della protezione dei dati personali esiste in italia dal 1997. La norma ci dice che il diritto della protezione dei dati personali è un diritto dell’individuo.(art. 8 unione europea) i dati personali: sono informazioni che identificano una persona fisica, tutto ciò che conduce a un soggetto fisico ( nome cognome codice fiscale ecc.) Importanti sono i dati diretti, ma anche indiretti come il codice fiscale e indirizzo IP. I dati sensibili: protetti dalla legge europea. Sono una piccola percentuale dei dati personali. Sono dati che evidenziano l’orientamento politico, confessione religiosa, etnia, condanne e reati penali ecc.. I sensibilissimi: quali sono? Sono tre: stato di salute, abitudini sessuali, rapporti familiari (figli illegittimi) Quindi i dati personali protetti dal garante, una piccola percentuale riguarda i dati sensibili. Essi insieme ai sensibilissimi, costituiscono la documentazione riservata a legge sulla norma degli archivi. Il titolare è quello a cui noi diamo i nostri dati, serve soprattutto quando noi compiliamo un modulo. È colui che posso denunciare se c’è diffusione impropria dei miei dati. Per la denuncia si chiede al magistrato un processo civile, oppure chiedere aiuto al garante. Per il rifiuto del trattamento dei dati posso rivolgermi al garante.

Capitolo 9 art 122,127. Riguarda solo una porzione dei dati personali. Riguarda i dati riservati, una porzione dei dati personali. La visibilità dei documenti può essere ostacolato da diritti e interessi, limitato. Non tutti i documenti quindi sono consultabili, grazie alla legge sulla privacy o per obbedienza al dettato del codice dei beni culturali. art 122, stabilisce in forma diretta inequivocabile la materia in merito alla consultabilità dei documenti. I documenti sono consultabili liberamente se pubblici. Eccezione dei 40 anni: i dati sensibili (fede religiosa ecc) sono consultabili dopo 40 anni per vari motivi, come i sindacati di cui si è fatto parte. I dati giudiziari, di derivazione penale. Tutelati per 40 anni a meno che la cosa non sia conosciuta a livello pubblico, come partito politico. ( giorgia meloni non può dire di non essere di fratelli d’italia.) Eccezione dei 70 anni: l’eccezione è che sono consultabili dopo 70 anni dalla loro data. Sono i dati sensibilissimi, tra cui stato di salute, sessuale, rapporti familiari. Problemi: Un certificato anagrafico è consultabile? No, ci potrebbero essere problemi con per esempio un figlio illegittimo. Un fascicolo con certificati medici non è consultabile. Dichiarazione dei redditi si può consultare sempre invece. il testamento: se la persona è morta diventa pubblico dal notaio, altrimenti no. Sentenza penale per violenza su minore è consultabile? no, protetta per 70 anni. La legge dello stato italiano promette la resa pubblica delle sentenze, ma l’abuso sessuale su minore è un caso che non si ricorda con piacere. Quindi si rende non consultabile solo il lato del minore, come il nome ecc..della vittima. Eccezione dei 50 anni: politica estera o interna. Esiste possibilità di compiere studi su documenti riservati tramite consultazione anticipata. d.lgs. 42/2004, finalità di studio per scopi storici. (ast. 123 del codice dei beni c) iter: richiesta dello studioso dotato di progetto, autorizzazione della commissione con raccomandazioni, cautele ecc. Le cautele che raccomandano sono quello di anonimizzare i dati, quindi non condividere i nomi e i dati delle persone ecc, usa solo i dati statistici senza identificazioni. Se proprio non si riesce, uso solo le iniziali dei nominativi ecc. Oppure oscurare i nomi in una banca dati. l. 241/1990 diritto di accesso ai doc delle pubbliche amministrazioni Il blocco dei dati Codice, articolo 126. SI può richiedere il blocco dei dati personali, quando i dati non sono di interesse pubblico rilevante, quanto il trattamento di esse lede la dignità dell’interessato. Diritto all’oblio, prevista sia dal codice che dal garante.

  • opere protette da diritto d’autore (libri ancora in vendita cartacea)
  • dati personali che identificano soggetti (garante privacy e riservatezza dati personali) Altro passaggio sono i Linked Open Data : LOD Sono i dati collegati con altri dati che costituiscono un reticolo informativo che i software riescono a leggere. Sistemi informativi archivistici: cap 14 Insieme di apparecchiature che comprende hardware, persone, e le componenti che concorrono ad accogliere, organizzare e archiviare i dati riguardanti un’organizzazione. I sistemi informativi archivistici non sono solo presentazioni (front end) ma anche banche dati per il sistema gestionale.(back end) Nei sistemi informativi vengono descritti gli archivi e contemporaneamente si evidenziano le relazioni tra fondi diversi (tribunali preunitari e postunitari) Esistono diversi informativi locali, realizzati da un singolo archivio di stato, o da singoli istituti di conservazione e poi ci sono i sistemi informativi nazionali_. info sul contesto archivistico, soggetto produttore e chi lo conserva. (esame) esempio è il Portale Regione Lombardia, guida generale degli Archivi dello Stato Italiano._ Archivi dello Stato Italiano: Apparato informativo dal 12 sec fino al 1454, ci consente di avere descrizione precisa delle zone territoriali e ci connette ai documenti presenti che ne testimoniano. L’anagrafe informatica degli archivi italiani è avviato negli anni 90. Intendeva promuovere un censimento condotto con criteri dei beni culturali pubblici o privati anche nella prospettiva allora imminente della loro libera circolazione in Europa. Abbiamo attivo il SIAS (= sistema informativo archivi di stato) con cui noi possiamo accedere al patrimonio documentario conservato negli archivi di stato. l’amministrazione si compone di archivi di stato e soprintendenze archivistiche. Il sistema informativo degli archivi di vigilanza e tutela è il SIUSA , con 3 aree: complessi archivistici,soggetti produttori, soggetti conservatori. Questi sistemi sono troppo frammentari, poco conosciuti a livello generale. Si è ragionato su un sistema informativo che collegasse i sistemi + piccoli, il SAN. Sistema Archivistico Nazionale: si elabora un sistema trasversale che funzionasse come un metaopac per racchiudere + cataloghi. Sistema che ricollega le informazioni in sistemi che già esistono. Il SAN è la guida SIUSA e SIAS. Mette a sistema gli altri sistemi informativi. Punto di accesso unificato alle risorse archivistiche nazionali. Il SAN consente la presenza dei metadati che possono comunicare fra loro. Consente scambio di dati attraverso importazione di dati archivistici provenienti da sistemi che aderiscono al SAN. QUINDI: il san prende le risorse da altri sistemi che presenta in modo omogeneo, indirizzando l’utente alla sorgente originaria. Deve prevedere un’integrazione tra sistemi, non è + tempo di sistemi chiusi. Devono essere dinamici e prevedere forme di collaborazione con gli utenti. PNRR piano di riforme, prima trance 45 miliardi: bisogna fare un piano di riforme entro il 31 dicembre
  1. Sono 6 missioni. https://it.wikipedia.org/wiki/Piano_Nazionale_di_Ripresa_e_Resilienza Si cerca inoltre di convertire in versione digitale le banche dati dei beni culturali, per rendere disponibili tutto il patrimonio informativo che abbiamo sul patrimonio culturale italiano. 14 Gen. CAP 6-

Descrizione dell’archivio: L’ordinamento (cap 6) Carucci chiarisce l’ordinamento dell’archivio dello stato italiano, diverso da altri stati. Fondo e archivio sono usati come sinonimi MA Fondo= complesso di documenti con diversa provenienza ( solo per archivi storici). Esempi: una collezione di autografi che provengono da diversi archivi. Insieme di Pergamene nell’archivio di stato che vengono prelevate dai loro archivi con generazione di un fondo diplomatico. Questi possono essere tutti dello stesso tipo oppure fondi con diverse tipologie di documenti di diversa provenienza. Archivio= intera documentazione riferibile a un ente. Archivio di tribunale, questura ecc.. L’ente é l’elemento a cui si coagula l’archivio. Negli archivi di stato sono conservati diversi fondi. Il versamento è l'azione con cui l’archivio passa da un soggetto produttore a un soggetto conservatore. Nucleo di documenti di affari conclusi che un ente versa negli archivi di stato. Il compito principale dell’archivista: é colui che rende accessibili i documenti e programmare gli interventi di ordinamento della documentazione. Se l’archivio è disordinato, non é accessibile. Bisogna che ogni contenitore abbia un numero di riferimento ecc e se si vuole cercare un documento il tutto è piú agevolato. Il suo primo compito è quello di identificare i fondi con la denominazione dei soggetti produttori. Studia le carte e trova il soggetto produttore per rendere comprensibile il tipo di documentazione di cui si tratta. Pag 147. Questo tipo di azione comporta lo smembramento di archivi per riorganizzare le carte sulla base di articolazioni fittizie. Metodo per Materia: Ordinamento nel rinascimento: cronologico e materia. In tutto il 1600 abbiamo aggregazioni politiche fisiche ( Regno di Napoli, Chiesa ecc.) quindi si sono creati gli archivi delle amministrazioni politiche. Qui cambia perché gli archivi iniziano ad avere USO POLITICO. Con il 1700 e l’illuminismo succede che la visione filosofica porta con sé che l’uomo sia capace di padroneggiare tutto lo scibile e organizzarlo nell’enciclopedia. La convinzione è che l’uomo conosca tutto é possa rendere notizia delle nozioni in una forma strutturata come l’enciclopedia. In archivistica questo è chiamato ORDINAMENTO PER MATERIA. Non é necessario quindi rispettare l’archivio nella sua forma in cui il soggetto produttore lo ha pensato. Oggi non viene più applicata ma era apprezzata come modalità di ordinamento. La massima espressione é all’archivio di stato di Milano. Atti di governo, raccoglie un insieme di documentazioni di tutte le amministrazioni preunitarie raggruppandole in titoli per avvantaggiare le ricerche. ( presuppone che io sia in grado di valutare quelle che sono le ricerche future, é illogico, e porta lo scompiglio.) Il riordino per materia si colloca precisamente nel 1800. Con Napoleone. Prima di Napoleone l’Europa era un insieme di staterelli che di fatto con la conquista di N. vengono azzerati. A Queste amministrazioni è stato dato lo stesso codice civile, stesso codice di giustizia, azzerando le amministrazioni precedenti. Gli archivi sono stati conservati in luoghi e i regimi amministrativi sono stati modificati e perció hanno deciso di aggregare e riordinare per materia i documenti provenienti da amministrazioni diverse per renderli accessibili alle ricerche.

Bisogna avere un giusto equilibrio tra analisi e sintesi, non devono sostituire le consultazioni dei documenti. Non devono essere nemmeno troppo sommarie da non permettere di capire cosa cosa contengano i fondi descritti. Gli inventari non devono essere cloni dei documenti, quindi. Guide e inventari: Guide: Forniscono informazioni generali sui fondi archivistici, notizie in merito a dove sono conservati. Sono come guide turistiche. Un esempio è la guida generale degli archivi di stato. Essa si organizza con 7 righe sull’archivio di stato, descrizione di fondi in modo periodico, la magistratura , quanto materiale c'è e gli estremi cronologici e lo strumento di corredo. Inventari: descrivono la struttura complessiva del fondo e le sue articolazioni. (Sezioni, serie, unitá archivistiche) descrizione del fondo analitica. Albero archivistico: solitamente si organizzano per serie. Si parte dal fondo, sub fondo aggregato, poi si articola in serie che si possono articolare in sottoserie e poi articolazioni con fascicoli personali (Serie studenti, sottoserie fascicolo degli studenti, fascicolo singolo studente). 27 numero di identificazione, titolo del fascicolo ovvero intestazione ( esempio fascicolo personale di X) immatricolazione ( anno) Importante é la segnatura archivistica che é come la segnatura quando chiediamo in prestito un libro in biblioteca, solitamente conservato in busta x fascicolo x. L'inventario deve avere l’indice. Con la rete e la diffusione di internet si sono sviluppati i sistemi archivistici dei contenitori in cui presentare e condividere le descrizioni degli archivi. Quando io compilo lo strumento di ricerca non lo faccio piú per chi verrá fisicamente ma per chi consukterá le informazioni online. Conseguenze Si devono sviluppare software di descrizione archivistica, c'è relazione tra archivisti e informatici. Necessitá di normalizzare contenuti, formalizzando degli standard, parallelo con descrizioni bibliografiche. ARCHIMISTA= software sviluppato dalla regione Lombardia che ha versione web per visualizzare i documenti che si chiama ARCHIVISTA( pubblico) che consente di associare immagini digitali alla descrizione inventariale. Associare l’immagine alla descrizione dell’inventario significa portare l’archivio in rete, soluzione migliore per accorciare i tempi di ricerca. Altri software sono:Sesamo, Arianna usato in Toscana. Standard : insieme di norme e convenzioni elaborate per permettere a una comunità di uniformare il comportamento attraverso pratiche comuni che contestano di raggiungere fini identici o omogenei e confrontabili. Devo far in modo che la comunità che ci lavora su questi dati utilizzi norme o convenzioni che consentono comportamenti consoni ma non identici perché tutti si trovano davanti a situazioni diverse. Ci sono standard internazionali elaborati dal consiglio internazionale degli archivi (CIA) la prima bozza dell’ ISAD risale al 1992, poi le ISAAR Internazionale Standard Archival Authority Records che sono indicazioni per normalizzare i nomi, intestazioni, enti, persone, famiglie. Sono intestazioni di autoritá. Quando descrivo il fondo prefettura di Milano lo chiamo in un certo modo. Le ISAD forniscono indicazioni per la descrizione di un fondo archivistico. Ci sono 4 regole di condotta nel riordino di un archivio.

  • la descrizione archivistica deve andare dal generale al particolare.
  • Per ciascun livello devono essere fornite le informazioni pertinenti a quel livello
  • Le descrizioni dei livelli devono essere collegate a quelle degli altri livelli
  • Le informazioni non devono essere ripetute. Le ISAAR Fanno emergere i problemi di denominazione. Il rispetto degli standard ci certificano un livello di qualità, definiscono se uno strumento di corredo è completo e fatto bene. CAP 10 Dedicato agli standard Lo standard viene elaborato dall’ ISO che nasce nel 1947, é un organismo non governativo a cui aderiscono oltre 160 paesi. Nasce lo standard tramite un lungo processo é l’esito finale viene adottato come norma internazionale. Dice come fare le cose per raggiungere un livello di qualitá. Altra associazione l'UNI CAP 11 guardare il libro. Per diventare archivista : I requisiti sono titoli di studio e esperienza personale di tre anni.( Questo é fissato da un regolamento) Gli archivisti sono trasversali agli archivi storici e contemporanei. Perciò hanno di base delle preparazioni differenti? La risposta é sí. Ci sono info trasversale che non possono essere condivise. Quindi la preparazione é comune. Per esempio un archivista contemporaneo si interessa di diplomatica. Archivisti di stato: dipendenti del ministero della cultura, concorso nazionale. Archivisti in strutture non statali: archivista dell’ente pubblico, talvolta archivi gestiti dalla segreteria del comune per esempio. La preparazione generale si basa sulla conoscienza in ambito giuridico e storico. Preparazione specifica in archivistica, paleografia, diplomatica. Formazione informatica, capacitá di comunicare. Gli archivisti non hanno un labo/ordine professionale ( p136) ma non sono gli unici. In questo caso come si garantisce l’essere un archivista qualificato.? Nel 2019, decreto ministeriale: Regolamento per la formazione di elenchi professionali tra archeologo, archivista, bibliotecario, antropologo fisico. Chi si vuole scrivere all’elenco nazionale degli archivisti prepara un curriculum e la commissione di valutazione decide se ti puoi iscrivere e candidarti e in quale fascia ( da livello base a pro). Compiti fondamentali Gestione degli archivi, comunicazioni con gli archivi quindi condividere le info sul patrimonio archivistico per condividere la ricerca, insegnare ed effettuare formazione scientifica, dirigere e amministrare tramite strategie culturali gestionali di istituti ecc. Titoli di studio richiesti: laurea, diploma rilasciato dalle scuole di archivistica, paleografia, e diplomatica ( formazione specifica) o titolo equipollente come una scuola di specializzazione. Le scuole di archivistica e paleografia sono corsi biennali che insegnano a fare gli archivisti.