Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Appunti completi sett/nov 2024, Appunti di Glottologia

Appunti completi della prima parte del corso di glottologia 2024/25

Tipologia: Appunti

2024/2025

Caricato il 21/01/2026

doriana-vacca
doriana-vacca 🇮🇹

2 documenti

1 / 33

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
LIBRI I SEMESTRE
-Un corso introduttivo (Gaetano e Cerutti)
-Ines: il linguaggio: origine ed evoluzione
-piattaforma e-learning: e-learning uniba.it, selezionare corso di laurea L-10 ed anno
2024/25
Ci sono tre blocchi: la linguistica, il linguaggio e le lingue.
25/09/24
LA LINGUISTICA
Linguistico è un aggettivo incrociato più volte, si riferisce al funzionamento di una lingua. La
linguistica è una scienza umana e studia l’organizzazione e il funzionamento del
linguaggio e delle lingue.
Viene definita linguistica generale una prospettiva che si propone di studiare le lingue e il
linguaggio. La linguistica è:
descrittiva: descrive il funzionamento e l’organizzazione delle lingue;
scientifica: adotta metodo scientifico (utilizza osservazioni empiriche, sperimentali e
verificabili).
Quando si parla di linguistica, si accende una lampadina che riguarda la comunicazione,
che è una delle finalità primarie di una lingua.
La linguistica si occupa di:
specificare la natura del linguaggio e le sue potenzialità.
identificare le regole e le strutture di una lingua.
descrivere il funzionamento ma anche il cambiamento delle lingue.
formulare delle ipotesi sul perché tutto ciò è presente in una determinata lingua.
Si usa l’aggettivo generale per distinguere le altre linguistiche, che si occupano di tutte le
manifestazioni linguistiche. La linguistica storica riguarda l’evoluzione dele lingue e i suoi
cambiamenti, la sociolinguistica si occupa del rapporto tra le lingue e la società, la
linguistica acquisizionale che si occupa di come vengono acquisite le lingue, la linguistica
clinica che si occupa degli aspetti patologici del linguaggio e computazionale che si
occupa di elaborazioni. La Dialettologia si usa dello studio dei dialetti.
Linguistica generale non è la linguistica italiana. La linguistica italiana fa riferimento
all’evoluzione della lingua italiana, linguistica generale fa riferimento a dei processi tipici
non solo di una lingua ma che appartengono a tutte le lingue del mondo con le loro
differenze e somiglianze.
La riflessione linguistica è molto antica, molte riflessioni sono state coniate all’interno della
filosofia greca. Le riflessioni hanno ripercorso i secoli.
La linguistica diventa una scienza autonoma alla fine del 1800.
I quesiti di fondo sono i seguenti:
cosa è il linguaggio.
cosa sono le lingue.
che interazione c’è tra lingua e linguaggio.
Il linguaggio umano è la facoltà mentale che predispone l’uomo a parlare ed è una facoltà
comune solo agli essere umani. L’essere umano è l’unico ad avere un linguaggio
articolato e verbale.
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e
pf1f
pf20
pf21

Anteprima parziale del testo

Scarica Appunti completi sett/nov 2024 e più Appunti in PDF di Glottologia solo su Docsity!

LIBRI I SEMESTRE

-Un corso introduttivo (Gaetano e Cerutti) -Ines: il linguaggio: origine ed evoluzione -piattaforma e-learning: e-learning uniba.it, selezionare corso di laurea L-10 ed anno 2024/

Ci sono tre blocchi: la linguistica, il linguaggio e le lingue.

25/09/ LA LINGUISTICA Linguistico è un aggettivo incrociato più volte, si riferisce al funzionamento di una lingua. La linguistica è una scienza umana e studia l’organizzazione e il funzionamento del linguaggio e delle lingue. Viene definita linguistica generale una prospettiva che si propone di studiare le lingue e il linguaggio. La linguistica è: ● descrittiva : descrive il funzionamento e l’organizzazione delle lingue; ● scientifica : adotta metodo scientifico (utilizza osservazioni empiriche, sperimentali e verificabili).

Quando si parla di linguistica, si accende una lampadina che riguarda la comunicazione , che è una delle finalità primarie di una lingua. La linguistica si occupa di: ● specificare la natura del linguaggio e le sue potenzialità. ● identificare le regole e le strutture di una lingua. ● descrivere il funzionamento ma anche il cambiamento delle lingue. ● formulare delle ipotesi sul perché tutto ciò è presente in una determinata lingua. Si usa l’aggettivo generale per distinguere le altre linguistiche, che si occupano di tutte le manifestazioni linguistiche. La linguistica storica riguarda l’evoluzione dele lingue e i suoi cambiamenti, la sociolinguistica si occupa del rapporto tra le lingue e la società, la linguistica acquisizionale che si occupa di come vengono acquisite le lingue, la linguistica clinica che si occupa degli aspetti patologici del linguaggio e computazionale che si occupa di elaborazioni. La Dialettologia si usa dello studio dei dialetti. Linguistica generale non è la linguistica italiana. La linguistica italiana fa riferimento all’evoluzione della lingua italiana, linguistica generale fa riferimento a dei processi tipici non solo di una lingua ma che appartengono a tutte le lingue del mondo con le loro differenze e somiglianze.

La riflessione linguistica è molto antica, molte riflessioni sono state coniate all’interno della filosofia greca. Le riflessioni hanno ripercorso i secoli. La linguistica diventa una scienza autonoma alla fine del 1800. I quesiti di fondo sono i seguenti: ● cosa è il linguaggio. ● cosa sono le lingue. ● che interazione c’è tra lingua e linguaggio. Il linguaggio umano è la facoltà mentale che predispone l’uomo a parlare ed è una facoltà comune solo agli essere umani. L’essere umano è l’unico ad avere un linguaggio articolato e verbale.

Questa facoltà è universale , presente in ogni uomo. È una facoltà anche genetica perché appartiene all’uomo. È anche congenita , cioè iscritta nel patrimonio genetico della specie, la possediamo dalla nascita. È una facoltà inapprendibile e incancellabile. È dunque biologica. L’unico caso in cui non ci sono queste prerogative è quando ci sono delle patologie genetiche : spettro dell’autismo, sordità etc.

Le lingue sono la manifestazione concreta di questa facoltà, le lingue sono tante. Esiste un linguaggio che predispone a parlare tante lingue. Sono dei sistemi di comunicazione potentissime e sono dei sistemi storico - naturali. Sono dei sistemi nati in modo naturale e sono storici perché nascono nel corso della storia: nascono, si evolvono e possono anche morire. Anche gli agenti esterni influiscono su modo di parlare, anche arrivando al punto di mettere a rischio la lingua. Esistono anche delle lingue inventate. Anche le lingue non più parlate sono dei sistemi di comunicazione con struttura articolata e complessa. ● La prima distinzione riguarda le lingue vive e morte. Una lingua è viva quando ha dei parlanti nativi. Le lingue non muoiono mai perché lasciano qualcosa in eredità. ● L’altra distinzione è quella tra lingue orali e scritte. Il primo riferimento è la lingua parlata. Noi acquisiamo la lingua orale in modo spontaneo. ● Le lingue si dividono in base al luogo in cui sono parlate, sono influenzate dal tempo , dallo stile e anche dal mezzo (supporto fisico che sostiene un messaggio linguistico, come per esempio la lingua computerizzata). Le lingue sono 7168. Vanno aggiunte le lingue del passato. Il compito della linguistica svela l’organizzazione nascosta e strutturata che si svela nei sistemi linguistici, le lingue dovranno condividere degli aspetti, anche se ovviamente hanno qualcosa di diverso.

-Tutte le lingue sono sistemi di comunicazione che trasmettono informazioni e danno corpo ai nostri pensieri. -Le lingue hanno una palese funzione sociale. -Le lingue permettono uno scambio tra colui che parla ( emittente ) e colui che ascolta ( ricevente ). Questi ruoli sono reversibili. -Tutte le lingue sono dei codici , cioè un insieme dei segni (unità simbolica). -Le lingue possiedono una varietà di uso, utilizzate da comunità mai omogenee. -Tutte le lingue si evolvono nel tempo e rispetto al luogo in cui sono parlate. Le lingue sono diverse in superficie ma sono sostanzialmente uguali, poiché rispettano uno stesso grado strutturale, rispettano un principio universale. Per comunicare, tutte le lingue utilizzano frasi , a loro volta costituite da unità più piccole (ossia sintagmi ), costituti da parole , a loro volta costituiti da suoni. Le lingue sono simili per forma e per funzioni. Tutto ciò che è esprimibile in una lingua tendenzialmente è esprimibile in un’altra. In tutte le lingue del mondo ci sono almeno due classi del discorso universali ovvero la classe del sostantivo e del verbo. Le altre classi sono opzionali e diverse.

EMITTENTE ——-> RICEVENTE

  • Condividono lo stesso codice
  • Il canale è quello di trasmissione.
  • C’è anche un contesto.

donna alta’’. La forma di una parola è determinata da quella di altre parole più distanti. ‘’La donna che hai visto con mia madre stamattina è polacca’’. Queste frasi non sono organizzate come semplice successione di parole. *‘’ pianoforte il mario suonava’’ non è accettabile in italiano ed è segnalato con il *. I linguaggi informatici sono indipendenti.

  1. DISCRETEZZA : è una proprietà presente nelle lingue umane ed è fondamentale e riguarda il modo con cui una informazione viene trasmessa. I sistemi di trasmissione animali non sono discreti ma continui e valgono in maniera olistica, cioè nel loro insieme, come per la danza delle api. Discreto vuol dire che la parola o la frase possono essere scomposte e separate da altri elementi e poi analizzati : questo si può fare con tutte le lingue poiché date le parole possiamo distinguere i morfemi o togliere una cosa e aggiungerne un’altra per formare parole nuove. Sono tutti codici discreti. 26/09/ DOPPIA ARTICOLAZIONE DELLE LINGUE Una delle strutture presenti nelle lingue è la doppia articolazione : le lingue hanno un’articolazione complessa. La doppia articolazione fa riferimento alle unità (parole) che sono articolate, gerarchiche e scomponibili in diversi livelli. Il linguaggio umano ha la caratteristica della discretezza: le sue unità sono riconoscibili. Scomponendo delle parole si hanno unità differenti. ● Le unità di prima articolazione linguistica sono i morfemi : unità dotate di forma e contenuto. ES: Fiore, fiorista e fioraio sono formate dalla stessa radice e hanno con sé l'aggiunta di altro materiale. ( Fior ha un significato lessicale) ● La seconda articolazione linguistica sono i fonemi : hanno una forma ma non hanno il contenuto: si chiama significante. ES: n + e + r + o (la lettera non ha un significato lessicale). Ferdinand de Saussure (1857-1913) all’interno del circolo di Praga è il fondatore del movimento dello strutturalismo , a lui si devono importanti nozioni linguistiche, ancora oggi valide. Nel 1916 esce postumo il suo corso di lingua generale francese , esce ad opera dei suoi allievi che raccolgono le sue lezioni di linguistica tenute all’università di Ginevra. È importante perché il 1916 è considerato l’anno di nascita della linguistica generale. Saussure ha enunciato concetti intuitivi: concetto di struttura e concetto di sistema. Questi concetti si sono diffusi negli Stati Uniti per lo strutturalismo americano, questo approccio è ancora ritenuto valido. ● CONCETTO DI STRUTTURA : la struttura è l’insieme di elementi collegati tra loro. Saussure dice che non è importante ogni elemento, quanto la relazione che unisce gli uni con gli altri. Saussure ribadisce che se un solo elemento si perde, l’intera relazione subisce una variazione. Secondo l’autore è così che funzionano le lingue: il sistema non è lineare, statico ma strutturale. Tutte queste unità non sono autonome ma interconnesse. Ogni elemento stabilisce rapporti di dipendenza strutturale con gli altri. Saussure annuncia delle dicotomie: **- Sincronia/ diacronia
  • Rapporti sintagmatici/ associativi
  • Langue/ parole
  • Segno linguistico: significante e significato.**

IL SEGNO

In semiotica il segno è qualcosa che sta per qualcos'altro. Il segnale stradale è un segno. La semiotica distingue:

  • Le icone: intenzionali e ricordano l’oggetto (radice quadrata).
  • Indici : funzionano nel loro insieme.
  • Segnali : naturali e intenzionali (colpo di tosse, segnali di fumo).
  • Fenomeni naturali privi di intenzionalità (nuvole, cielo)
  • I simboli : intenzionali ma convenzionali (rosso semafori).
  • Il segno : intenzionale, convenzionale, discreto, combinabile, ha vasta portata semantica. I simboli e i segni hanno un legame convenzionale , intenzionale e sono entità complesse. Le lingue sono formate da segni. La definizione di segni è stata affrontata da più discipline. In ogni segno ci sono due facce: significante e significato. Il significante è la forma sonora e grafica di un’espressione. Il significante rinvia ad un concetto mentale che è il significato. L’uno non può esistere senza l’altro. Questa definizione di non poter scindere i due piani è chiamata biplanarità. I segni sono biplanari perché formati da due facce. Il segno linguistico ha anche altre proprietà:
  • Biplanari : formati da due facce.
  • Distintivi : botte è diverso da notte (per una consonante), così come è anche diverso da note. Se non fossero distintivi non potremmo creare nuove parole. Le lingue sono sistemi composizionali.
  • Lineari : non è possibile scrivere o pronunciare due elementi simultaneamente. C’è una successione di elementi prodotti uno dopo l’altro. ( Al è diverso da la )
  • Monodirezionali : vanno in una sola direzione **- Arbitrari
  • Trasponibili:** il significante può essere descritto in forma orale o scritta, ma il concetto mentale rimane lo stesso. - Discreti

L’arbitrarietà: il rapporto che c’è tra il significante e il significato è arbitrario, cioè dato per convenzione. ( Occhiale si chiama occhiale per convenzione, non c‘è un motivo) Se il rapporto tra significante e significato non fosse arbitrario, in tutte le lingue ci sarebbero le stesse parole. Il significante cambia, il significato no. ES. It: libro , fr: livre etc. Il concetto di libro non cambia, il significante si. Ogni lingua ha scelto parole diverse per ogni referente della realtà. I segni linguistici sono arbitrari. Un segno linguistico è per esempio una parola, un morfema etc. L’arbitrarietà assoluta nelle lingue non esiste , ci sono delle categorie di parole in cui questa arbitrarietà è più debole. Il significato è già richiamato nel significante, come per esempio nelle onomatopee e negli idiofoni, che sono dunque più prevedibili. ES: sussurrare : la presenza di tante “ s ” richiama il significato. “ Miao ” già identifica il miagolio del gatto. Gli idiofoni fanno riferimento a din don, tic etc L’arbitrarietà consente l’evoluzione delle lingue. Le onomatopee non sono solo suoni imitativi : tintin che era solo suono ideofono, diventa onomatopeico con il suffisso italiano - io.

La langue è la lingua intesa come sistema astratto. È un insieme di conoscenza mentali interiorizzate, un sapere astratto che per Saussure è collettivo. Il sapere astratto è posseduto dai nativi di ogni lingua che include la conoscenza delle strutture, regole e unità ma anche la conoscenza culturale. La langue permette agli atti di parole di funzionare. Da questo sistema si generano atti di parole che sono manifestazioni linguistiche concrete e individuali.

I LIVELLI DI ANALISI Le lingue hanno un’organizzazione gerarchica, anche questo discende dall’idea di Saussure. Ci sono tanti livelli legati tra loro, disposti al funzionamento di un comparto linguistico. Le lingue possiedono un’architettura scomponibile in livelli o componenti : ● Fonetica e fonologia : si occupano dei suoni e di come si strutturano nel sistema e di come i suoni sono fatti a livello fisico. Queste sono le unità più piccole che si combinano e formano le unità di secondo livello: ● Morfologia : studia la struttura interna delle parole. ● Sintassi : studia la struttura delle frasi. ● Lessico e semantica : si occupano del significato delle parole e delle frasi. Non sono livelli autonomi. Questi livelli hanno un’organizzazione gerarchica, si passa dal più piccolo al più grande ( composizionale ) o viceversa ( scomposizionale )

02/10/ LA SINTASSI È il componente più ampio. Il termine sintassi significa mettere insieme , è utilizzato già dal grammatico Apollonio Rodio nel II sec d.C., sul trattato della Sintassi. La sintassi si occupa della struttura delle frasi , a cui si arriva attraverso la parola. La sintassi analizza e studia il modo in cui le parole si combinano per formare delle frasi corrette. L’unità minima è la parola ma l’unità di uscita è la frase. Noi non partiamo pronunciando le parole ma le frasi che diventano degli enunciati. La sintassi ha un principio alla base: composizione/composizionalità. Gli obiettivi della sintassi sono:

  • Descrivere le proprietà sintattiche di una lingua : al confronto le lingue hanno organizzazioni sintattiche diverse.
  • Dare conto di tutte le frasi potenzialmente riconoscibili come grammaticali in una data lingua.
  • Chiarire perché alcune strutture non sono grammaticali.
  • Comparare lingue diverse : l’individuazione di parentele e tipi linguistici.

Ci sono degli aspetti che la linguistica ha discusso più a lungo. Quello che rientra nel componente della sintassi rientra in ciò che è studiato nell’ambito grammaticale. La grammatica è presentata senza punti critici. I linguistici mettono in evidenza anche qualche criticità. Ci sono dei punti fondamentali per lo studio della sintassi: ● L’ordine delle parole : grammaticalità ● Posizione del soggetto. ● Testi e modificatori.

Ordine marcato e non marcato.

GIUDIZIO DI GRAMMATICALITA’ Il termine si riferisce al giudizio di accettabilità espresso da parlanti nativi. La grammaticalità si forma sul principio di buona formazione formato da:

**- Significato

  • Struttura** Struttura e significato devono essere congruenti ma uno non esclude l’altro. “Marco gioca a tennis con Simone ”: è una frase accettata , le parole non sono poste in modo casuale ma hanno rispettato i principi di buona composizione nella nostra lingua. Se le parole fossero altresì disposte “* Gioca Simone Marco con tennis a ” non sarebbe accettato il principio di buona formazione. L’* indica che la frase non è accettata grammaticalmente. ESEMPIO: 1a) un quadrato rotondo. ( va messo l’asterisco, la struttura è ben formata ma c’è una contraddizione logica data dal significato ) 1b) un triangolo equilatero.

2a) idee verdi senza colore dormono con furia. ( *, la struttura è ben formata, il significato no, almeno che non si tratti di una trattazione fantastica ) 2b) nuvole nere cariche di pioggia si addensano all’orizzonte.

3a) il quel parlai. 3b) voglio di salutare mia. 3c) furia con dormono colore senza verdi idee. Tutte e tre le frasi sono agrammaticali da tutti i punti di vista. Per formare una buona frase bisogna rispettare la struttura e il significato.

LA FRASE :

- È un’espressione linguistica completa.

  • È la maggiore unità di descrizione grammaticale. **- Di solito contiene una predicazione.
  • Nello scritto è delimitata da un punto fermo.
  • Per la definizione di frase complessa ne sono state disposte 300 diverse.
  • Secondo Bloomfield, la frase è un’unità linguistica indipendente perché è di** **senso compiuto.
  • Tendenzialmente le frasi sono formate da più parole, a volte solo da una (pochi** contesti).Come va? È una bella giornata oggi, vieni a giocare a tennis oggi pomeriggio?” C’è una connessione semantica tra le tre frasi ma non c’è legame grammaticale, potrebbero essere anche staccate. Abbiamo anche delle forme incompleta: “ Con quella di Gianni se arriva in tempo”, grammaticalmente incompleta se non in riferimento ad un’altra. (“con quale macchina avete pensato di andare” )

La frase è un’unità linguistica con un significato proprio, formata da più parole che contiene una predicazione (verbale e nominale), ha una stabilità interna e può essere

I sintagmi possono essere continui o discontinui , se sono continui non sono interrotti da altre parole. Sono discontinui quando altri elementi si inseriscono nell’unità (poco frequente in italiano, più frequente in inglese: “ Wash this teapot out, please” : wash out significa lavare. Scegliamo i sintagmi in base alle relazioni gerarchiche. Il riconoscimento del sintagma è possibile grazie a diversi principi : ● Scissione ● Mobilità ● Coordinalità ● Enunciabilità in isolamento

  • Scissione : il sintagma può essere separato dal resto essendo isolato da una specifica costruzione che va sotto il nome di frase scissa. Ci sono delle parole che devono andare insieme: “ il giovane paolo recita nello spettacolo teatrale ”: nello spettacolo teatrale” sono parole che non possono divise.
  • Mobilità : le parole di uno stesso sintagma si spostano tutte insieme. “ Michele è andato a Milano domenica mattina” , non si può dire: “ Michele è andato a domenica Milano mattina”.
  • Coordinalità : solo i sintagmi dello stesso tipo si possono coordinare tra loro con le congiunzioni e/o. “ Michele e Maria sono andati al mare ” non possono dividere Maria e Michele.
  • Enunciabilità e isolamento : le parole che fanno parte di un sintagma si possono enunciare da sole. “ Chi ha catturato il ladro? Il poliziotto ”. Non posso dire “ Il poliziotto haLA PRO FORMA Un intero sintagma si può sostituire con una forma nominale: “ Lo zio preparò una torta molto buona ” ——> “Lo zio la preparò ”.

LA STRUTTURA DEI SINTAGMI I sintagmi sono formati da testa e specificatori. Il sintagma può essere costituito solo dalla testa: “Mario legge ”, i sintagmi possono avere diversa complessità. La definizione di sintagma coincide con quella di costituente , che costituisce una parte della struttura frasale, i costituenti possono anche essere rappresentati graficamente sotto forma di diagrammi ad albero, permette di vedere la struttura delle frasi. LE REGOLE DELLA SINTASSI:

- Combinazione: gli elementi di una lingua non si associano sfruttando ogni potenziale combinazione.

  • Selezione : alcune parole si possono combinare, altre no. Queste regole cambiano da lingua e lingua, **la possibilità combinatoria non è infinita. I limiti combinatori sono evidenti nella sintassi. LE PROPRIETA’ DELLA SINTASSI:
  • Linearità** (proprietà del linguaggio e di ogni lingua umana). - Discretezza (elementi riconoscibili). - Ricorsività (processo riapplicabile, si può aggiungere materiale). - Gerarchia (si può inserire nelle strutture in una struttura preesistente: incassamento sintattico: Il libro (che Luigi) ((che di solito ha buon gusto,)) mi ha prestato), non mi piace. - Espansione: (si allarga il sintagma). Linearità e gerarchia coesistono nella sintassi, seppure siano contrastanti. La linearità è la disposizione sintagmatica nel tempo e nello spazio. La gerarchia fa riferimento alle parole che si dispongono secondo ordini gerarchici primari e secondari.

Andrea Moro dice che la sintassi può essere paragonata ad un arazzo : guardandolo davanti il modo è lineare, ma da dietro l’arazzo presenta una struttura tutt’altro che ordinata: quello che non si vede ma c’è. Allo stesso modo nella sintassi coesistono linearità e gerarchia: la linearità è quello che noi vediamo, se dobbiamo analizzare la frase però dobbiamo ricondurla a delle regole di dipendenza gerarchica.

03/10/ FILTRI Le possibilità combinatorie della sintassi sono ristrette da una serie di filtri : -una di questa è la dipendenza della struttura : la capacità delle parole di entrare in relazione preferenziale con altre parole.

  • capacità di movimento : all’interno della struttura alcune unità lessicali si trovano spostate rispetto alla posizione canonica.

ESEMPI DI COSTITUENZA GERARCHICA : Co Referenza pronominale Stamattina ho visto Mario, ho dimenticato di restituir gli il suo libro. Domani lo incontro come al solito alla fermata dell’autobus e cercherò di ricordarme ne. In questa frase si possono avere dei legami tra parole anche a distanza, in superficie tutto appare lineare ma è gerarchico.

TEORIA DEL MOVIMENTO :

  • Paolo ha visto Mario una sola volta.
  • Paolo lo ha visto una sola volta: Paolo ha visto lo una sola volta : ma in italiano parlato non si può dire. Questo spostamento avviene con il complemento oggetto ma anche con il complemento di luogo. Il movimento nella sintassi è ancora più evidente in alcune strutture frasali, soprattutto nelle frasi interrogative. -Chi hai visto? Questo è l’esito finale, se sciogliessimo la struttura avremmo: tu (SN) hai visto (SV) chi (SN)? Anche in italiano esistono queste domande ma indicano sorpresa o richiesta di ripetere, in italiano il pronome deve essere messo in posizione iniziale.

ORDINE DELLE PAROLE È un argomento che rientra nel campo della sintassi che si offre una serie di comportamenti molto interessanti. Le parole si pongono con un ordine e non in modo casuale , quest’ordine non è assoluto, le parole di determinate strutture si possono spostare per avere un effetto diverso. -Frase assertiva che comprende nella frase un verbo transitivo: ● Soggetto : funzione ● Verbo : categoria ● Oggetto : funzione Non è preciso parlare per tutte e tre di categorie, solo il verbo è una categoria, soggetto e oggetto sono funzioni che possono essere riempiti da più categorie lessicali. Questi elementi hanno un certo grado di libertà e si possono spostare. PIETRO (S) PORTA (V) IL DOLCE (O)

Lui propone un concetto di valenza verbale: il verbo è al centro della frase, come un elemento chimico è accompagnato da elementi. I verbi sono classificati in base al numero di elementi che possono contenere. Per ogni verbo è possibile individuare uno schema di valenze : quanti posti vuoti ha e quanti argomenti può saturare. Ogni relazione è definita argomento, alcuni sono obbligatori altri facoltativi o circostanziali (spiegano le circostanze). Il verbo si classifica in base agli argomenti nucleari che deve accogliere (frase minima) a cui possono essere aggiunte delle espansioni.

**- Verbi monovalenti

  • Verbi bivalenti
  • Verbi trivalenti
  • Verbi tetravalenti** Questo approccio è decollato nel nord Europa. Sono stati formulati gli elenchi dei verbi con il numero delle loro valenze.

ES: Sta nevicando adesso (adesso può essere eliminato) Andrea sta mangiando le ciliegie. (Se elimino ciliegie, manca qualcosa) Margherita ha dato un consiglio a Simona ieri. (Ieri può essere eliminato). Il verbo regalare è trivalente: soggetto, oggetto e il beneficiario. ES: i genitori (soggetto) regalano un libro (2 elemento) al loro figlio (3 elemento).

VERBI MONOVALENTI Sono per lo più verbi intransitivi, oppure di verbi transitivi senza l’oggetto. Hanno solo la struttura del soggetto. ES: Giovanni dorme, mio fratello parte, Luca fuma etc.

VERBI BIVALENTI Sono strutture transitive e intransitive: SOGGETTO + VERBO + ARGOMENTO. Es: Lo studente ha preso un bel voto, l’avvocato ha chiamato il testimone, Mario lava il cane , Luca torna da Roma. Il verbo transitivo non ha bisogno di particelle, il verbo intransitivo si.

VERBI TRIVALENTI Mandare, Dire, Dare ES: Giada ha dato un libro a Maria VERBI TETRAVALENTI : trasferire e tradurre ES: il treno va da Roma a Milano, Maria traduce dal latino al greco.

Non tutte le valenze sono saturate se il significato viene mantenuto: -Andrea sta mangiando (mangiare è un verbo bivalente ma abbiamo omesso l’oggetto) I verbi possono avere anche più accezioni semantiche: ad ogni significato c’è uno schema valenziale differente : -passare : il tempo passa, sono passato da un cinema all’altro.

VERBI ZEROVALENTI: verbi meteorologici. Si può espandere ma non c'è necessità di argomenti.

09/10/ IL NUCLEO DELLA FRASE Gli elementi essenziali costituiscono la frase minima. Gli argomenti nucleari sono argomenti obbligatori che non possono essere soppressi. ESEMPI : -*Maria ha incontrato (l’asterisco indica che non è rispettato il principio di buona composizione), manca l’elemento che è collegato al verbo , la frase non ha senso.

  • *Mario dice. Ogni nucleo può accogliere degli altri sintagmi, siccome non fanno parte del nucleo sono chiamati: - Argomenti extranucleari - Argomenti aggiunti - Argomenti Margini - Argomenti circostanziali. Gli argomenti nucleari sono collegati al verbo, in quelli extranucleari non c’è il controllo del verbo perché esprimono delle relazioni più libere , sono degli arricchimenti di luogo e di tempo. Questi argomenti aggiunti devono essere coerenti con il significato della frase minima. ESEMPI: -Luca ha riparato la bicicletta: è una frase minima, “ Luca ha riparato ” non è accettato. -Ieri sera, in garage, Luca ha riparato la bicicletta con Andrea per la corsa di domenica : ci sono dei complimenti aggiunti, la frase minima è sempre la stessa. Gli argomenti aggiunti hanno un carattere opzionale, mostrano una maggiore libertà di posizione. Potremmo spostare ognuno di questi elementi e la frase non cambierebbe. L’identificazione in sintassi degli argomenti nucleari ed extranucleari pone una serie di problemi.

Gli argomenti nucleari hanno l’obbligatorietà , i margini sono argomenti non obbligatori e sono espansioni che stanno fuori dal nucleo in una libera posizione , possiedono un maggiore grado di posizionamento. Gli argomenti non nucleari sono gli argomenti che non sono richiesti dal verbo. ESEMPIO :

  • la settimana scorsa Franco ha incontrato Maria ( frase minima ) per un caffè. Gli altri elementi possiamo spostarli. L’obbligatorietà è stata postulata come criterio che bastasse a distinguere argomenti nucleari ed extranucleari, in realtà a volte il criterio fallisce. ESEMPI : -Giorgio sta aspettando. (Ci verrebbe da chiedere chi) -Giorgio sta riposando. Le frasi sono entrambe accettabili, abbiamo la stessa struttura ma è nel verbo che risiede la differenza. Il verbo riposare è monovalente , è saturo con il primo argomento che è il soggetto. Il verbo aspettare è bivalente , dovrebbe contenere soggetto e complemento oggetto.

I RUOLI SEMANTICI

Il suo modello ha una eco così potente anche nell’ambito della semantica e della fonologia. Lui è tornato più volte dal suo modello, è arrivato ad un modello ideologico minimalista. Il generativismo è nato nel 1957, il modello si è evoluto. Uno dei dubbi più salienti è quello di considerare il linguaggio come una funzione informatica. Quando si parla di sintagmi, si dice che questi sono rappresentabili anche come i diagrammi ad albero, è stato proprio lui a rappresentarli così. L’albero sintagmatico è una rappresentazione che illustra la struttura interna in una frase in sintagmi.

Questa semplice frase in italiano è costituita da due sintagmi.

Il sintagma nominale dell’oggetto sta all’interno del sintagma verbale, il complemento oggetto dipende dal verbo.

La morfologia, fa riferimento alla formazione delle parole. Il termine stesso deriva da una voce di origine greca che vuol dire forma .. Illustra tutti i processi della parola e di buona formazione. L’unità minima è il morfema, l’unità di uscita è la parola, unità minima della sintassi. La morfologia si occupa della costruzione delle parole che avviene in modo diverso nelle lingue del mondo grazie all’azione di tre processi: ● Derivazione (nuove parole con affissi) ● Flessione (forma delle parole in base al contesto grammaticale)Composizione (nuove parole con parole preesistenti) Questi processi non sono presenti in tutte le lingue del mondo e non hanno lo stesso peso, si tratta di processi già conosciuti. Questo processo di formazione delle parole è di fondamentale rilevanza, permette di rinnovare il proprio repertorio lessicale. Quando le lingue non rinnovano il proprio lessico, sono in fase di estinzione. La morfologia è uno dei parametri più importanti. L’unità minima è il morfema che si combina per formare, con altri morfemi parola di una struttura più o meno complessa. Il concetto di parola è radicato nella conoscenza metalinguistica.

LA PAROLA Il concetto appartiene al senso comune, è stata definita come un’unità compresa tra due spazi vuoti ma è una definizione che non va bene perché è una definizione che fa riferimento solo alla lingua scritta (aspetto macroscopico), ma il sistema primario di riferimento è orale. Anche in riferimento alla lingua scritta non può andare bene perché ci sono delle lingue che non dividono le parole (aspetto microscopico). La parola si divide in:

  • Ortografica : legata alla traduzione di letto - scrittura. ES: Giovanni le rispose che ci avrebbe pensato ; ci sono sette parole ortografiche separate dallo spazio bianco. La parola ortografica non si può applicare per le lingue che non hanno un concetto di scrittura o per le lingue che non hanno un sistema di scrittura basato sulla parola ortografica (sistema cinese).
  • Fonologica : non tutte le parole ortografiche sono fonologiche. Per parola fonologica si intende la parola che ha un accento ( Giovanni le rispose che ci avrebbe pensato. Le, ci , sono enclitici e privi di accento, non hanno autonomia fonologica).
  • Morfosintattica: è la definizione migliore, è forma lessicale basata sul criterio morfologico e sintattico. Ha coesione interna, non può essere interrotta, si può sposare all’interno della frase, può essere isolata. ES: gatto. Ci sono parole dell’italiano formate da più parole fonologiche e ortografiche e hanno caratteristiche differente: ESEMPI : luna di miele (tre parole ortografiche, due fonologiche, ma è una sola unità morfosintattica. Toccasana è un’unica parola ortografica e fonologica. La parola ha mobilità posizionale , l’ordine può essere cambiato. Abbiamo anche categorie speciali come parole composte, acronimi, parole polirematiche etc. Le parole fonologiche possiedono accento e in queste non rientrano gli articoli, parole atone, enclitici etc che sono però parole morfologiche: bisogna capire il livello di analisi.

La parola non può essere interrotta, è mobile, i confini di parola sono una pausa potenziale del discorso, può comparire da sola, ha significato. Ci sono parole composte : sono autonome e le unità lessicali superiori hanno uno statuto intermedio e sono unità più grandi: es: macchina da scrivere. Le parole non sono tutte uguali, gli studiosi hanno approcciato questo concetto da più angolature, variando la prospettiva variano le conseguenze. Le parole possono essere trattate: -Dalla loro forma grammaticale, -Dalla forma morfologica, -Per classe lessicale, -Per il peso semantico.

MORFEMA È l’associazione minima di un significante e di un significato ed è un segno linguistico. Nella parola casa ci sono due morfemi: cas ( radice ) e a ( desinenza ). Dal punto di vista della struttura interna le parole possono essere:

**- Semplici

  • Derivate
  • Composte. Nel lessico delle lingue abbiamo situazioni diverse.** In italiano abbiamo:
  • Parole formate da un unico morfema : bar, mentre, libertà. In italiano queste parole sono invariabili, questo costituisce una classe minoritaria.
  • Parole formate da più morfemi : gatto, inevitabile. In italiano queste parole sono molto di più. I morfemi possono essere: ● Grammaticali, che possono essere derivazionali (servono a formare nuove parole, hanno più potenza morfologica) e flessionali.Lessicali Le parole più semplici sono formate da radice + affisso o desinenza. ESEMPI MORFEMI GRAMMATICALI -Gatt - o, gatt - i (entrambe le parole hanno morfema flessionale)
  • Cat - cat - s (il morfema flessionale compare solo al plurale)
  • Tavol - o, tavol - i
  • table ( l’italiano è una lingua flessiva , l’inglese molto poco)

MORFEMI LESSICALI : Hanno significato semantico che non dipende dal contesto, si chiamano basi lessicali o radice ( TESTA ), sono i nostri lemmi. Si dice che sono morfemi liberi ma in quasi mai italiano hanno sempre un morfema lessicale. Rendono il significato della parola. ES: -ross- (o), Bambin- (o ), sono parole semplici formate da una radice e da un flessionale. -re, città, mentre, quando : sono parole monomorfemiche in italiano che in rappresentano le parole invariabili.

  • soci - al - izz- are, in - frequent - e : sono parole derivate e sono la classe più numerosa. I morfemi grammaticali sono derivazionali e flessionali.

LA FLESSIONE