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Appunti completi della prima parte del corso di glottologia 2024/25
Tipologia: Appunti
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-Un corso introduttivo (Gaetano e Cerutti) -Ines: il linguaggio: origine ed evoluzione -piattaforma e-learning: e-learning uniba.it, selezionare corso di laurea L-10 ed anno 2024/
Ci sono tre blocchi: la linguistica, il linguaggio e le lingue.
25/09/ LA LINGUISTICA Linguistico è un aggettivo incrociato più volte, si riferisce al funzionamento di una lingua. La linguistica è una scienza umana e studia l’organizzazione e il funzionamento del linguaggio e delle lingue. Viene definita linguistica generale una prospettiva che si propone di studiare le lingue e il linguaggio. La linguistica è: ● descrittiva : descrive il funzionamento e l’organizzazione delle lingue; ● scientifica : adotta metodo scientifico (utilizza osservazioni empiriche, sperimentali e verificabili).
Quando si parla di linguistica, si accende una lampadina che riguarda la comunicazione , che è una delle finalità primarie di una lingua. La linguistica si occupa di: ● specificare la natura del linguaggio e le sue potenzialità. ● identificare le regole e le strutture di una lingua. ● descrivere il funzionamento ma anche il cambiamento delle lingue. ● formulare delle ipotesi sul perché tutto ciò è presente in una determinata lingua. Si usa l’aggettivo generale per distinguere le altre linguistiche, che si occupano di tutte le manifestazioni linguistiche. La linguistica storica riguarda l’evoluzione dele lingue e i suoi cambiamenti, la sociolinguistica si occupa del rapporto tra le lingue e la società, la linguistica acquisizionale che si occupa di come vengono acquisite le lingue, la linguistica clinica che si occupa degli aspetti patologici del linguaggio e computazionale che si occupa di elaborazioni. La Dialettologia si usa dello studio dei dialetti. Linguistica generale non è la linguistica italiana. La linguistica italiana fa riferimento all’evoluzione della lingua italiana, linguistica generale fa riferimento a dei processi tipici non solo di una lingua ma che appartengono a tutte le lingue del mondo con le loro differenze e somiglianze.
La riflessione linguistica è molto antica, molte riflessioni sono state coniate all’interno della filosofia greca. Le riflessioni hanno ripercorso i secoli. La linguistica diventa una scienza autonoma alla fine del 1800. I quesiti di fondo sono i seguenti: ● cosa è il linguaggio. ● cosa sono le lingue. ● che interazione c’è tra lingua e linguaggio. Il linguaggio umano è la facoltà mentale che predispone l’uomo a parlare ed è una facoltà comune solo agli essere umani. L’essere umano è l’unico ad avere un linguaggio articolato e verbale.
Questa facoltà è universale , presente in ogni uomo. È una facoltà anche genetica perché appartiene all’uomo. È anche congenita , cioè iscritta nel patrimonio genetico della specie, la possediamo dalla nascita. È una facoltà inapprendibile e incancellabile. È dunque biologica. L’unico caso in cui non ci sono queste prerogative è quando ci sono delle patologie genetiche : spettro dell’autismo, sordità etc.
Le lingue sono la manifestazione concreta di questa facoltà, le lingue sono tante. Esiste un linguaggio che predispone a parlare tante lingue. Sono dei sistemi di comunicazione potentissime e sono dei sistemi storico - naturali. Sono dei sistemi nati in modo naturale e sono storici perché nascono nel corso della storia: nascono, si evolvono e possono anche morire. Anche gli agenti esterni influiscono su modo di parlare, anche arrivando al punto di mettere a rischio la lingua. Esistono anche delle lingue inventate. Anche le lingue non più parlate sono dei sistemi di comunicazione con struttura articolata e complessa. ● La prima distinzione riguarda le lingue vive e morte. Una lingua è viva quando ha dei parlanti nativi. Le lingue non muoiono mai perché lasciano qualcosa in eredità. ● L’altra distinzione è quella tra lingue orali e scritte. Il primo riferimento è la lingua parlata. Noi acquisiamo la lingua orale in modo spontaneo. ● Le lingue si dividono in base al luogo in cui sono parlate, sono influenzate dal tempo , dallo stile e anche dal mezzo (supporto fisico che sostiene un messaggio linguistico, come per esempio la lingua computerizzata). Le lingue sono 7168. Vanno aggiunte le lingue del passato. Il compito della linguistica svela l’organizzazione nascosta e strutturata che si svela nei sistemi linguistici, le lingue dovranno condividere degli aspetti, anche se ovviamente hanno qualcosa di diverso.
-Tutte le lingue sono sistemi di comunicazione che trasmettono informazioni e danno corpo ai nostri pensieri. -Le lingue hanno una palese funzione sociale. -Le lingue permettono uno scambio tra colui che parla ( emittente ) e colui che ascolta ( ricevente ). Questi ruoli sono reversibili. -Tutte le lingue sono dei codici , cioè un insieme dei segni (unità simbolica). -Le lingue possiedono una varietà di uso, utilizzate da comunità mai omogenee. -Tutte le lingue si evolvono nel tempo e rispetto al luogo in cui sono parlate. Le lingue sono diverse in superficie ma sono sostanzialmente uguali, poiché rispettano uno stesso grado strutturale, rispettano un principio universale. Per comunicare, tutte le lingue utilizzano frasi , a loro volta costituite da unità più piccole (ossia sintagmi ), costituti da parole , a loro volta costituiti da suoni. Le lingue sono simili per forma e per funzioni. Tutto ciò che è esprimibile in una lingua tendenzialmente è esprimibile in un’altra. In tutte le lingue del mondo ci sono almeno due classi del discorso universali ovvero la classe del sostantivo e del verbo. Le altre classi sono opzionali e diverse.
EMITTENTE ——-> RICEVENTE
donna alta’’. La forma di una parola è determinata da quella di altre parole più distanti. ‘’La donna che hai visto con mia madre stamattina è polacca’’. Queste frasi non sono organizzate come semplice successione di parole. *‘’ pianoforte il mario suonava’’ non è accettabile in italiano ed è segnalato con il *. I linguaggi informatici sono indipendenti.
In semiotica il segno è qualcosa che sta per qualcos'altro. Il segnale stradale è un segno. La semiotica distingue:
L’arbitrarietà: il rapporto che c’è tra il significante e il significato è arbitrario, cioè dato per convenzione. ( Occhiale si chiama occhiale per convenzione, non c‘è un motivo) Se il rapporto tra significante e significato non fosse arbitrario, in tutte le lingue ci sarebbero le stesse parole. Il significante cambia, il significato no. ES. It: libro , fr: livre etc. Il concetto di libro non cambia, il significante si. Ogni lingua ha scelto parole diverse per ogni referente della realtà. I segni linguistici sono arbitrari. Un segno linguistico è per esempio una parola, un morfema etc. L’arbitrarietà assoluta nelle lingue non esiste , ci sono delle categorie di parole in cui questa arbitrarietà è più debole. Il significato è già richiamato nel significante, come per esempio nelle onomatopee e negli idiofoni, che sono dunque più prevedibili. ES: sussurrare : la presenza di tante “ s ” richiama il significato. “ Miao ” già identifica il miagolio del gatto. Gli idiofoni fanno riferimento a din don, tic etc L’arbitrarietà consente l’evoluzione delle lingue. Le onomatopee non sono solo suoni imitativi : tintin che era solo suono ideofono, diventa onomatopeico con il suffisso italiano - io.
La langue è la lingua intesa come sistema astratto. È un insieme di conoscenza mentali interiorizzate, un sapere astratto che per Saussure è collettivo. Il sapere astratto è posseduto dai nativi di ogni lingua che include la conoscenza delle strutture, regole e unità ma anche la conoscenza culturale. La langue permette agli atti di parole di funzionare. Da questo sistema si generano atti di parole che sono manifestazioni linguistiche concrete e individuali.
I LIVELLI DI ANALISI Le lingue hanno un’organizzazione gerarchica, anche questo discende dall’idea di Saussure. Ci sono tanti livelli legati tra loro, disposti al funzionamento di un comparto linguistico. Le lingue possiedono un’architettura scomponibile in livelli o componenti : ● Fonetica e fonologia : si occupano dei suoni e di come si strutturano nel sistema e di come i suoni sono fatti a livello fisico. Queste sono le unità più piccole che si combinano e formano le unità di secondo livello: ● Morfologia : studia la struttura interna delle parole. ● Sintassi : studia la struttura delle frasi. ● Lessico e semantica : si occupano del significato delle parole e delle frasi. Non sono livelli autonomi. Questi livelli hanno un’organizzazione gerarchica, si passa dal più piccolo al più grande ( composizionale ) o viceversa ( scomposizionale )
02/10/ LA SINTASSI È il componente più ampio. Il termine sintassi significa mettere insieme , è utilizzato già dal grammatico Apollonio Rodio nel II sec d.C., sul trattato della Sintassi. La sintassi si occupa della struttura delle frasi , a cui si arriva attraverso la parola. La sintassi analizza e studia il modo in cui le parole si combinano per formare delle frasi corrette. L’unità minima è la parola ma l’unità di uscita è la frase. Noi non partiamo pronunciando le parole ma le frasi che diventano degli enunciati. La sintassi ha un principio alla base: composizione/composizionalità. Gli obiettivi della sintassi sono:
Ci sono degli aspetti che la linguistica ha discusso più a lungo. Quello che rientra nel componente della sintassi rientra in ciò che è studiato nell’ambito grammaticale. La grammatica è presentata senza punti critici. I linguistici mettono in evidenza anche qualche criticità. Ci sono dei punti fondamentali per lo studio della sintassi: ● L’ordine delle parole : grammaticalità ● Posizione del soggetto. ● Testi e modificatori.
● Ordine marcato e non marcato.
GIUDIZIO DI GRAMMATICALITA’ Il termine si riferisce al giudizio di accettabilità espresso da parlanti nativi. La grammaticalità si forma sul principio di buona formazione formato da:
**- Significato
2a) idee verdi senza colore dormono con furia. ( *, la struttura è ben formata, il significato no, almeno che non si tratti di una trattazione fantastica ) 2b) nuvole nere cariche di pioggia si addensano all’orizzonte.
3a) il quel parlai. 3b) voglio di salutare mia. 3c) furia con dormono colore senza verdi idee. Tutte e tre le frasi sono agrammaticali da tutti i punti di vista. Per formare una buona frase bisogna rispettare la struttura e il significato.
LA FRASE :
- È un’espressione linguistica completa.
La frase è un’unità linguistica con un significato proprio, formata da più parole che contiene una predicazione (verbale e nominale), ha una stabilità interna e può essere
I sintagmi possono essere continui o discontinui , se sono continui non sono interrotti da altre parole. Sono discontinui quando altri elementi si inseriscono nell’unità (poco frequente in italiano, più frequente in inglese: “ Wash this teapot out, please” : wash out significa lavare. Scegliamo i sintagmi in base alle relazioni gerarchiche. Il riconoscimento del sintagma è possibile grazie a diversi principi : ● Scissione ● Mobilità ● Coordinalità ● Enunciabilità in isolamento
LA STRUTTURA DEI SINTAGMI I sintagmi sono formati da testa e specificatori. Il sintagma può essere costituito solo dalla testa: “Mario legge ”, i sintagmi possono avere diversa complessità. La definizione di sintagma coincide con quella di costituente , che costituisce una parte della struttura frasale, i costituenti possono anche essere rappresentati graficamente sotto forma di diagrammi ad albero, permette di vedere la struttura delle frasi. LE REGOLE DELLA SINTASSI:
- Combinazione: gli elementi di una lingua non si associano sfruttando ogni potenziale combinazione.
Andrea Moro dice che la sintassi può essere paragonata ad un arazzo : guardandolo davanti il modo è lineare, ma da dietro l’arazzo presenta una struttura tutt’altro che ordinata: quello che non si vede ma c’è. Allo stesso modo nella sintassi coesistono linearità e gerarchia: la linearità è quello che noi vediamo, se dobbiamo analizzare la frase però dobbiamo ricondurla a delle regole di dipendenza gerarchica.
03/10/ FILTRI Le possibilità combinatorie della sintassi sono ristrette da una serie di filtri : -una di questa è la dipendenza della struttura : la capacità delle parole di entrare in relazione preferenziale con altre parole.
ESEMPI DI COSTITUENZA GERARCHICA : Co Referenza pronominale Stamattina ho visto Mario, ho dimenticato di restituir gli il suo libro. Domani lo incontro come al solito alla fermata dell’autobus e cercherò di ricordarme ne. In questa frase si possono avere dei legami tra parole anche a distanza, in superficie tutto appare lineare ma è gerarchico.
TEORIA DEL MOVIMENTO :
ORDINE DELLE PAROLE È un argomento che rientra nel campo della sintassi che si offre una serie di comportamenti molto interessanti. Le parole si pongono con un ordine e non in modo casuale , quest’ordine non è assoluto, le parole di determinate strutture si possono spostare per avere un effetto diverso. -Frase assertiva che comprende nella frase un verbo transitivo: ● Soggetto : funzione ● Verbo : categoria ● Oggetto : funzione Non è preciso parlare per tutte e tre di categorie, solo il verbo è una categoria, soggetto e oggetto sono funzioni che possono essere riempiti da più categorie lessicali. Questi elementi hanno un certo grado di libertà e si possono spostare. PIETRO (S) PORTA (V) IL DOLCE (O)
Lui propone un concetto di valenza verbale: il verbo è al centro della frase, come un elemento chimico è accompagnato da elementi. I verbi sono classificati in base al numero di elementi che possono contenere. Per ogni verbo è possibile individuare uno schema di valenze : quanti posti vuoti ha e quanti argomenti può saturare. Ogni relazione è definita argomento, alcuni sono obbligatori altri facoltativi o circostanziali (spiegano le circostanze). Il verbo si classifica in base agli argomenti nucleari che deve accogliere (frase minima) a cui possono essere aggiunte delle espansioni.
**- Verbi monovalenti
ES: Sta nevicando adesso (adesso può essere eliminato) Andrea sta mangiando le ciliegie. (Se elimino ciliegie, manca qualcosa) Margherita ha dato un consiglio a Simona ieri. (Ieri può essere eliminato). Il verbo regalare è trivalente: soggetto, oggetto e il beneficiario. ES: i genitori (soggetto) regalano un libro (2 elemento) al loro figlio (3 elemento).
VERBI MONOVALENTI Sono per lo più verbi intransitivi, oppure di verbi transitivi senza l’oggetto. Hanno solo la struttura del soggetto. ES: Giovanni dorme, mio fratello parte, Luca fuma etc.
VERBI BIVALENTI Sono strutture transitive e intransitive: SOGGETTO + VERBO + ARGOMENTO. Es: Lo studente ha preso un bel voto, l’avvocato ha chiamato il testimone, Mario lava il cane , Luca torna da Roma. Il verbo transitivo non ha bisogno di particelle, il verbo intransitivo si.
VERBI TRIVALENTI Mandare, Dire, Dare ES: Giada ha dato un libro a Maria VERBI TETRAVALENTI : trasferire e tradurre ES: il treno va da Roma a Milano, Maria traduce dal latino al greco.
Non tutte le valenze sono saturate se il significato viene mantenuto: -Andrea sta mangiando (mangiare è un verbo bivalente ma abbiamo omesso l’oggetto) I verbi possono avere anche più accezioni semantiche: ad ogni significato c’è uno schema valenziale differente : -passare : il tempo passa, sono passato da un cinema all’altro.
VERBI ZEROVALENTI: verbi meteorologici. Si può espandere ma non c'è necessità di argomenti.
09/10/ IL NUCLEO DELLA FRASE Gli elementi essenziali costituiscono la frase minima. Gli argomenti nucleari sono argomenti obbligatori che non possono essere soppressi. ESEMPI : -*Maria ha incontrato (l’asterisco indica che non è rispettato il principio di buona composizione), manca l’elemento che è collegato al verbo , la frase non ha senso.
Gli argomenti nucleari hanno l’obbligatorietà , i margini sono argomenti non obbligatori e sono espansioni che stanno fuori dal nucleo in una libera posizione , possiedono un maggiore grado di posizionamento. Gli argomenti non nucleari sono gli argomenti che non sono richiesti dal verbo. ESEMPIO :
I RUOLI SEMANTICI
Il suo modello ha una eco così potente anche nell’ambito della semantica e della fonologia. Lui è tornato più volte dal suo modello, è arrivato ad un modello ideologico minimalista. Il generativismo è nato nel 1957, il modello si è evoluto. Uno dei dubbi più salienti è quello di considerare il linguaggio come una funzione informatica. Quando si parla di sintagmi, si dice che questi sono rappresentabili anche come i diagrammi ad albero, è stato proprio lui a rappresentarli così. L’albero sintagmatico è una rappresentazione che illustra la struttura interna in una frase in sintagmi.
Questa semplice frase in italiano è costituita da due sintagmi.
Il sintagma nominale dell’oggetto sta all’interno del sintagma verbale, il complemento oggetto dipende dal verbo.
La morfologia, fa riferimento alla formazione delle parole. Il termine stesso deriva da una voce di origine greca che vuol dire forma .. Illustra tutti i processi della parola e di buona formazione. L’unità minima è il morfema, l’unità di uscita è la parola, unità minima della sintassi. La morfologia si occupa della costruzione delle parole che avviene in modo diverso nelle lingue del mondo grazie all’azione di tre processi: ● Derivazione (nuove parole con affissi) ● Flessione (forma delle parole in base al contesto grammaticale) ● Composizione (nuove parole con parole preesistenti) Questi processi non sono presenti in tutte le lingue del mondo e non hanno lo stesso peso, si tratta di processi già conosciuti. Questo processo di formazione delle parole è di fondamentale rilevanza, permette di rinnovare il proprio repertorio lessicale. Quando le lingue non rinnovano il proprio lessico, sono in fase di estinzione. La morfologia è uno dei parametri più importanti. L’unità minima è il morfema che si combina per formare, con altri morfemi parola di una struttura più o meno complessa. Il concetto di parola è radicato nella conoscenza metalinguistica.
LA PAROLA Il concetto appartiene al senso comune, è stata definita come un’unità compresa tra due spazi vuoti ma è una definizione che non va bene perché è una definizione che fa riferimento solo alla lingua scritta (aspetto macroscopico), ma il sistema primario di riferimento è orale. Anche in riferimento alla lingua scritta non può andare bene perché ci sono delle lingue che non dividono le parole (aspetto microscopico). La parola si divide in:
La parola non può essere interrotta, è mobile, i confini di parola sono una pausa potenziale del discorso, può comparire da sola, ha significato. Ci sono parole composte : sono autonome e le unità lessicali superiori hanno uno statuto intermedio e sono unità più grandi: es: macchina da scrivere. Le parole non sono tutte uguali, gli studiosi hanno approcciato questo concetto da più angolature, variando la prospettiva variano le conseguenze. Le parole possono essere trattate: -Dalla loro forma grammaticale, -Dalla forma morfologica, -Per classe lessicale, -Per il peso semantico.
MORFEMA È l’associazione minima di un significante e di un significato ed è un segno linguistico. Nella parola casa ci sono due morfemi: cas ( radice ) e a ( desinenza ). Dal punto di vista della struttura interna le parole possono essere:
**- Semplici
MORFEMI LESSICALI : Hanno significato semantico che non dipende dal contesto, si chiamano basi lessicali o radice ( TESTA ), sono i nostri lemmi. Si dice che sono morfemi liberi ma in quasi mai italiano hanno sempre un morfema lessicale. Rendono il significato della parola. ES: -ross- (o), Bambin- (o ), sono parole semplici formate da una radice e da un flessionale. -re, città, mentre, quando : sono parole monomorfemiche in italiano che in rappresentano le parole invariabili.
LA FLESSIONE