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appunti convegno Federico Fellini
Tipologia: Appunti
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Elaborato sul convegno dedicato a Fellini Giampiero Piscaglia ci presenta l’importanza per Fellini della sua città natale. Rimini è una metafora, è un luogo dell’immaginario. Fu la prima città che ha usato il cinema come strumento di promozione. Oltre 60 sono i film ambientati a Rimini. Fellini vuole trasformare il linguaggio della sua provincia in un linguaggio universale. Ecco come Fellini rappresentava le donne: “Seni enormi e rotondi, fianchi opulenti, sederi giganteschi, donne grandi che sovrastano uomini piccoli e riempiono tutto lo spazio che abitano”. I corpi degli uomini e delle donne hanno trovato modo di esprimersi con forme eccentriche e libere. Il grasso è fantastico da pensare da quando i popoli occidentali hanno cominciato a riflettere sul proprio corpo. Ecco le donne che rispettano la tradizione delle grandi Veneri: la donna morbida che restituisce un senso di protezione antica, di nutrimento e di saggezza. Quando parliamo del libro dei sogni di Fellini il sognatore di questi sogni è il grande artista Fellini, non Federico. Tutto ciò rappresenta l'idea dell'estetica di un'Italia profondamente cambiata. Mentre Fellini era a Roma a girare “la dolce vita” nella sua Rimini veniva inaugurato l'edificio di Raoul Puhali. Nel territorio italiano si stavano diffondendo i grattacieli segno del boom economico in atto, dell'irruzione della modernità e della nascita del turismo. Al suo ritorno Fellini nota che i bombardamenti hanno rotto il legame fisico con lo spazio dell'infanzia. Nei film ambientati a Rimini tutte le riprese vennero fatte nel litorale laziale, ricostruendo la città altrove. Intreccio inestricabile: Giulietta Masina e i suoi film. Il personaggio di Gelsomina è ispirato a lei. Senza Giulietta, Fellini sarebbe ben diverso. Giulietta non è solo l’attrice principale dei suoi film ma anche la sua più grande ispirazione. Giulietta era capace di conferire alla sua opera un grande animus. Nel libro dei sogni Giulietta è il personaggio più ricorrente. Gelsomina personifica una grande innocenza. Alla richiesta di Bernard di disegnare Masina, Fellini la rappresenta come una sorta di fatina (interpreta anche Passerotto in un film di Rossellini). I personaggi della Masina sono come tante Giuliette: emanazione della propria persona. La loro apparenza fisica è desessualizzata. Magia e temi fantastici sono presenti nel suo cinema. L’immagine di Fellini è arricchita da elementi dell’occulto. La rappresentazione dei sogni è una sorta di aggiunta alla sua autobiografia: appunti di emozioni e di visioni. È una lente fondamentale per la visione dell’universo onirico. Gino Guizzati definisce Gustavo Rol (suo amico) come maestro, superuomo, sapiente. Fellini immagina la morte e la resurrezione di Rol, guarda l’immagine di lui disteso. I due si conoscono dal 53 e inizia una vera propria amicizia dieci anni dopo. “C'è in giro un'ansia tremenda di "conoscere' cose che la scienza giudica inesistenti: forse l'umanità intuisce il disastro che incombe su di essa e spera in qualcosa di soprannaturale che la liberi da questo incubo. Il mondo intero accorrerebbe a vedere un film su questo argomento “-Rol che scrive a Fellini. Ampio quadro di scambi del fantastico, fantascienza e spiritismo. L’inspiegabile si spettacolarizza. Lo sguardo spesso è rivolto verso la macchina da presa, cerca di andare oltre., può essere letto in una modalità ultra- interpretativa. Fellini nel libro dei sogni disegna un se più giovane, mostra quindi una connessione con il passato. Successivamente si rappresenta più anziano e pesante. Ciò indica un progresso nella rappresentazione del sogno. Mostra un cambiamento nel rappresentarsi ma anche nel modo di descrivere i suoi sogni. I disegni rappresentano sempre più una presa di coscienza e uno sviluppo nel processo di identificazione junghiana. Nel 1867 si ammalò gravemente e durante la convalescenza scrisse molti sogni. Usa i diari per ispirazione per i suoi film, proprio cosi potremmo dare una spiegazione alla sua interruzione alla scrittura durante la produzione di Boccaccio 70. “La musica di Nino Rota è come la voce notturna di Fellini che non ascoltava musica. Tre note bastano a proiettare Amarcord sullo schermo dei miei ricordi. Tre immagini di Fellini bastano a farmi sentire Rota. Rota mi fa sognare Fellini che mi fa sognare Rota”. Nino Rota in Boccaccio 70 lavora solo in due episodi. Umberto Angelucci, Maddalena Fellini,Vogue, Aldo Buzzi scriveranno della cucina e di Fellini a tavola. Nei film di Fellini il cibo potrebbe celebrare l’abbondanza, la sensualità e il godimento della vita. Il cibo
diventa tentazione, gusto proibito e sensualità. Nel primo libro dei sogni il cibo è visto come piacere e godimento, nel secondo libro dei sogni il cibo è fonte di disagio. Cibo usato per rappresentare il presente: Negli anni 50 indicava la fame e il sogno dell’abbondanza. Si notano le differenze sociali in “le notti di Cabiria”. Cibo ed erotismo sono molto legati (modi di mangiare). Negli anni 80 il cibo assume dimensioni enormi. Il cibo rappresenta a volte la dimensione materiale dell’esistenza ma anche la ricerca di una dimensione che va oltre quella materiale (la strada). Tre fasi: fame (reale ma anche simbolica), l’inappetenza (rifiuto e disinteresso di esso), l’eccesso. Fellini e Jung. Jung rappresenta l’irrazionalità. Fellini lo preferisce, rispetto a Freud, per prendere consapevolezza di sé. Le sue teorie per lui erano più dinamiche. Fellini vive una serie di crisi personali e creative. Roma era come il cuore della civiltà occidentale sia come città psichica, era come madre. Hillman distingueva l’anima dallo spirito. L’anima è sia una condizione pervasiva, sia una forza che trasforma eventi in esperienze. Il sogno era cosi importante che cerca di mantenere sempre più lo stato di sogno, fondamentale è ciò che resta del sogno. Ogni sogno però è una preparazione della psiche alla morte. I film di Fellini dimostrano la necessita di superare la coscienza individuale.