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Appunti corso Archivistica, Appunti di Archivistica

Sbobine del corso di Archivistica da 6 cfu tenuto dalla professoressa Giambastiani.

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 13/06/2022

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Appunti ARCHIVISTICA-Prof. Laura Giambastiani
Lezione 1 13/09/2021
Testo base Manuale di archivistica generale-Antonio Romiti, edizione del 2020, Casa Editrice
La Civita Editoriale, prezzo 15 euro—> principale, parte teorica dove si dice cos’è l’archivistica
e le varie metodologie. !
Biblioteca Umanistica Piazza Brunelleschi.!
Libreria Alfani.!
Feltrinelli.!
Numero professoressa Giambastiani Laura: 3475738887
Biblioteca: accessibile a tutti e luogo di aggregazione sociale, è divisa per sezioni in base all’età. !
Negli archivi, per legge, puoi andare solo se sei maggiorenne(ora 18 anni fino agli anni ’70 la
maggiore età era 21 anni), CAUSE:!
1) Consultazione!
2) Archivi sono documenti—> documenti antichi scritti a mano.!
I documenti hanno una prerogativa: sono un unicum, di quel documento, che ha valore giuridico,
ce n’è uno e uno solo, che è l’originale, se lo danneggi non ne hai altre copie. Un libro a stampa
non è mai un unicum. C’è sempre una certa quantità di stampe di quel volume. !
Anche questo ha fatto sì che le biblioteche fossero più a disposizione degli utenti, anche utenti
piccoli sotto firma del genitore.!
Questo ha portato a fare una selezione di per sé all’origine. !
[ES.: Estimi registri molto vecchi che dice la proprietà di ogni persona della comunità, terreni,
case, addebitati, capanne, se terreni a cosa sono coltivali. L’estimo è l’antenato del catasto. !
“In base agli estimi catastari”—> si è ripreso con il catasto l’estimo, l’estimo è il valore che viene
dato al terreno.!
Nell’estimo c’è scritto il valore del terreno e quanto il cittadino deve pagare di tasse. !
Le tasse vanno in base agli estimi catastali].!
1 problema)Nell’archivio un ragazzo minorenne può andare, ma con i genitori, il padre o la madre
che entra con lui e si assume la responsabilità della condotta del figlio, oppure il professore che
ha a scuola, il professore porta i suoi studenti in archivio per un progetto di ricerca e ne è
responsabile. !
È dicile quindi accedere all’archivio.!
2 problema) Negli archivi i documenti sono tutti scritti a mano finché non è arrivata la macchina da
scrivere, quindi bisogna saper leggerli leggere, soprattutto i documenti antichi, il che è dicile,
una volta ogni territorio italiano aveva il suo tipo di scrittura con le sue abbreviazioni, oltre a
questo anche le datazioni, ogni luogo ha un modo diverso di datare, che non corrisponde alla
datazione di oggi. !
[Anche le tesi sui periodi antichi sono sempre meno perché sono impegnative per ritrovare
documenti e datazione]. !
L’archivio contiene documenti, i documenti hanno un valore giuridico ben preciso. Noi
provenendo dal diritto romano, che ha fatto scuola a mezza Europa, abbiamo la tradizione
dell’archivio inteso come un complesso di documenti che hanno un valore giuridico, mentre la
stampa non ha valore giuridico perché sono beni culturali diversi che non hanno niente in
comune, nonostante il Ministero abbiamo messo insieme per comodità “Archivi e Biblioteche”
come dicitura. !
Se partiamo dall’Epoca Romana, il concetto di archivio è ben diverso da quello che è diventato
nel corso dei secoli—>PER I ROMANI l’archivio è il luogo dove vengono conservati i
documenti, che i Romani conservavano nei templi, perché erano documenti importanti da
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Appunti ARCHIVISTICA-Prof. Laura Giambastiani Lezione 1 13/09/ Testo base Manuale di archivistica generale-Antonio Romiti, edizione del 2020, Casa Editrice La Civita Editoriale, prezzo 15 euro —> principale, parte teorica dove si dice cos’è l’archivistica e le varie metodologie. Biblioteca Umanistica Piazza Brunelleschi. Libreria Alfani. Feltrinelli. Numero professoressa Giambastiani Laura: 3475738887 Biblioteca : accessibile a tutti e luogo di aggregazione sociale, è divisa per sezioni in base all’età. Negli archivi , per legge, puoi andare solo se sei maggiorenne(ora 18 anni fino agli anni ’70 la maggiore età era 21 anni), CAUSE:

  1. Consultazione
  2. Archivi sono documenti —> documenti antichi scritti a mano. I documenti hanno una prerogativa: sono un unicum , di quel documento, che ha valore giuridico, ce n’è uno e uno solo, che è l’originale, se lo danneggi non ne hai altre copie. Un libro a stampa non è mai un unicum. C’è sempre una certa quantità di stampe di quel volume. Anche questo ha fatto sì che le biblioteche fossero più a disposizione degli utenti, anche utenti piccoli sotto firma del genitore. Questo ha portato a fare una selezione di per sé all’origine. [ES.: Estimi registri molto vecchi che dice la proprietà di ogni persona della comunità, terreni, case, addebitati, capanne, se terreni a cosa sono coltivali. L’estimo è l’antenato del catasto. “In base agli estimi catastari”—> si è ripreso con il catasto l’estimo, l’estimo è il valore che viene dato al terreno. Nell’estimo c’è scritto il valore del terreno e quanto il cittadino deve pagare di tasse. Le tasse vanno in base agli estimi catastali]. 1 problema)Nell’archivio un ragazzo minorenne può andare, ma con i genitori, il padre o la madre che entra con lui e si assume la responsabilità della condotta del figlio, oppure il professore che ha a scuola, il professore porta i suoi studenti in archivio per un progetto di ricerca e ne è responsabile. È difficile quindi accedere all’archivio. 2 problema) Negli archivi i documenti sono tutti scritti a mano finché non è arrivata la macchina da scrivere, quindi bisogna saper leggerli leggere, soprattutto i documenti antichi, il che è difficile, una volta ogni territorio italiano aveva il suo tipo di scrittura con le sue abbreviazioni, oltre a questo anche le datazioni, ogni luogo ha un modo diverso di datare, che non corrisponde alla datazione di oggi. [Anche le tesi sui periodi antichi sono sempre meno perché sono impegnative per ritrovare documenti e datazione]. L’ archivio contiene documenti , i documenti hanno un valore giuridico ben preciso. Noi provenendo dal diritto romano , che ha fatto scuola a mezza Europa, abbiamo la tradizione dell’archivio inteso come un complesso di documenti che hanno un valore giuridico, mentre la stampa non ha valore giuridico perché sono beni culturali diversi che non hanno niente in comune, nonostante il Ministero abbiamo messo insieme per comodità “Archivi e Biblioteche” come dicitura. Se partiamo dall’Epoca Romana, il concetto di archivio è ben diverso da quello che è diventato nel corso dei secoli—> PER I ROMANI l’archivio è il luogo dove vengono conservati i documenti , che i Romani conservavano nei templi, perché erano documenti importanti da

conservare perciò in luoghi di sicura conservazione—> infatti viene detto IN SANCTA SANCTORUM. NELL’ARCHIVIO ROMANO VENIVANO CONSERVATI GLI ACTA PUBLICA=GLI ATTI PIUBBLICI. Nel libro di Romiti nel capitolo dove parla del concetto di archivio e delle definizioni (che parte da pag. 137; definizioni pag. 141)—> definizione di Ulpiano Domizio (che vive 203-228 d.C. ): archivum est locus publicus in quo instrumenta deponuntur: L’archivio è il luogo pubblico nel quale vengono conservati i documenti. Poi Servio Mario : archivum est locus in quo acta publica asservantu: L’archivio è il luogo dove vengono conservati gli atti pubblici. La dignità d’archivio l’ha avuta per secoli solo l’atto pubblico, cioè prodotto da soggetti pubblici stati o non: sovrano, stato, tribunale ecc. Gli archivi sono stati considerati per secoli come ACTA PUBLICA. Dare ad un complesso di documenti per esempio di una famiglia la dignità di archivio nel corso dei secoli non ce l’avevano, è arrivata molto tardi, il primo stato europeo che l’ha riconosciuto è stata l’Italia, dopo l’Unità tanti archivi di famiglie nobili, gentilizie ecc. sono stati depositati nell’archivio di stato, per cui anche gli archivi privati sono stati riconosciuti con la dignità d’archivio. A livello europeo, invece, dalla Seconda Guerra Mondiale. Anche se archivio pubblico è un documento->Il documento serve a governare il territorio, lo stato ecc. come facciamo oggi. Per noi il concetto di ACTA PUBLICA parte dal diritto romano. L’archivio NON è il luogo, è un complesso di documenti pubblici. Pagina 171 definizione Antonio Romiti —>L’archivio è un complesso di scritture che legate da un vincolo naturale sono prodotte da entità pubbliche o private nell’espletamento della loro attività per il raggiungimento di finalità contingenti e per la conservazione della propria memoria. Il concetto di archivio si modifica nel corso dei secoli perché, come tutte le cose, studiandole si va avanti. Uno degli aspetti che bisogna sempre aver presente è che quando si parla di archivi si parla sempre di archivi pubblici, quando andiamo a vedere i teorici dell’archivistica dell’ ‘700 o ‘800 si parla sempre di archivi pubblici, mai privati. Si è sempre parlato di archivi, beni archeologici, artistici, monumentali, nel 1954 con la convenzione dell’Aia si dà a questi la connotazione di beni culturali , che poi sono 5 : beni archeologici, artistici, archivistici, librari, monumentali. I beni archivistici sono un po’ diversi dagli altri, i documenti sono beni culturali, ma sono anche atti giuridici , è un mondo più complicato. Dopo l’Unità d’Italia, con la legge di riforma amministrativa, i beni culturali furono inseriti sotto al Ministero della Pubblica Istruzione, dopo pochi anni gli archivi a differenza degli altri passarono al Ministero degli Interni per il loro valore giuridico. Il documento prodotto dagli Stati serve anche per contratti e convenzioni internazionali ecc. Questa divisione è rimasta così per tanti anni, gli archivi avevano una propria legge e un proprio regolamento prodotti dal Ministero dell’Interno, mentre gli altri beni culturali avevano proprie leggi prodotte dal Ministero della pubblica istruzione. Gli altri paesi avevano un Ministero dei Beni Culturali, in Italia invece la voce Beni Culturali non esisteva proprio, finché non ci fu una proposta, che, in realtà, era stata fatta diversi anni prima, ma non aveva trovato terreno fertile: Spadolini (uomo politico fiorentino di grosso spessore anche culturali) cominciò a premere e a portare avanti un progetto per la costituzione di un Ministero dei Beni Culturali. Secondo i dati ISTAT degli ultimi anni, l’80% dei Beni Culturali mondiali sta in Italia.

utilizzati anche elementi vegetali, come in Egitto: il papiro , la pianta del papiro veniva coltivata perché poi venivano usati gli steli del papiro perché poi si formava una piccola tela molto leggera su cui potevi scrivere con l’inchiostro. Il problema è che il papiro è fragilissimo per cui molti documenti sono andati perduti. Era il supporto più usato in Italia del sud(di fronte alle coste del Marocco, Tunisia dove era molto utilizzato), a Firenze vi è un istituto di papirologia che conserva i documenti che sono stati recuperati e conservati. Ad un certo momento, non essendo semplice scrivere per gli antichi, venne l’idea di utilizzare la pelle animale, visto che venivano cacciati per il nutrimento delle persone e quindi spellati, la pelle animale veniva recuperata, pulita e trattata e utilizzata per scrivere, questa fu abbastanza una rivoluzione, e questi sono tutti i documenti che oggi chiamiamo pergamene , negli archivi di stato vengono chiamati Fondo diplomatico , che indica archivio di pergamene. Aspetti per la conservazione: non devono toccar l’acqua, non devono essere conservati in ambienti umidi, le pelli non vanno fatte seccare ma ingrassare ogni tanto, quando diventa secca non è più morbida ma se la tocchi si spezza. La pergamena aveva la dimensione dell’animale da cui era stata ricavata, anche se alcune pergamene molto grandi sono costituite dalle pelli cucite di bestie diverse oppure venivano tagliate queste pelli per pergamene più piccole, dipendeva dal testo da scrivere, se era lungo o di poche righe. Ancora oggi il documento in pergamena esiste, ad esempio il Vaticano quando fa accordi con gli Stati o all’interno della Chiesa stessa fa su pergamena, ancora oggi le pelli vengono recuperate per fare testi in pergamena. Anche lo stato italiano per fare cose di notevole importanza usa la pergamena. Le pergamene venivano usate non solo per scrivere atti di quello Stato, di quella comunità, ma anche chi doveva scrivere uno spartito musicale, abbiamo una notevole quantità di codici musicali, i poeti e gli scrittori stessi scrivevano su pergamena. Oggi abbiamo uno sfrenato uso di tutto(società dei consumi), ma prima non era così—> tanti documenti in pergamena, quando perdevano la loro valenza d’essere, venivano venduti a dei rilegatori, soprattutto i notai, quando avevano un certo numero di atti erogati, li davano al rilegatore che li cuciva insieme e ci metteva la copertina in pergamena, poteva essere pergamena nuova ma spesso era riciclata—>Il rilegatore metteva la parte scritta della pergamena all’interno e all’esterno la parte di pergamena non scritta o con annotazioni, ma più pulita. In tantissimi archivi di Stato sono fatti studi sulle coperte di pergamena, dove sono stati trovati codici musicali antichi cfr. Archivio di Lucca trovato codice musicale medievale—> composto da 9 fogli, 7 recuperati dalle coperte di notai e altri registri e 2 sono all’archivio di Stato di Pisa perché evidentemente lo stesso rilegatore lavorava per notai lucchesi e pisani e questa è stata una scoperta portata a termine da 2 americani. 3 fogli già scoperti, ma non erano completi, loro due alla fine dopo ricerche hanno ritrovato il documento integro, lavoro portato in America, ma mai tradotto in Italiano. I documenti che riguardavano l’organizzazione dello stato si trovavano negli archivi di stato. Tutto il resto lo troviamo dovunque. Il progetto di recupero di alcune di queste coperte fu iniziato dal Ministero dei Beni Culturali alla fine degli anni ’80. Lo chiamavo all’inizio Fragmenta Codium=Frammenti di codici. Il progetto è stato arenato, fu fatto all’inizio un lavoro all’archivio di Stato di Massa, fu fatto qualcosa a quello di Lucca, di Firenze, a Napoli, ma sono archivi di grandi dimensioni, quindi ciò che è stato fatto è stata una goccia nel mare. Spesso la pergamena, siccome veniva anche spedita, quindi c’era quello che portava l’atto, veniva chiusa e firmata dai due rappresentanti dei due stati che emanano questo atto e la chiusura era molto elaborata, ci sono ricordini in pergamene, a volte in pelle non tratta, a volte di corda e spesso c’è il bollo, questi bolli blu di metallo, più di minor valore, pregio, poi invece trovate questi a volte in argento, in oro e volte sono conservati anche dentro una teca, e dentro trovate la bolla in oro o in argento e a volte in cera lacca rossi, e quelli sono delicatissimi perché si rompono con niente, è un mondo affascinantissimo perché si trova di tutto e di più, ma la pergamena è stata importante perché il materiale si è conservato, se lo si mantiene in un luogo che non sia unico ogni tanto vengono ingrassate, ma non ci sono problemi ma era chiaramente un supporto di pregio, dovevi avere l’animale da uccidere e la pelle va trattata, non era così economica, la pergamena era piuttosto costosa ecco perché venivano tutte riciclate e usate per altri servizi quando non servivano più. Quello che ha rivoluzionato il mondo e che ha fatto sì che si cominciasse veramente a scrivere di più perché era più semplice avere il supporto, all’inizio era più elaborato ma è andato sempre più semplificandosi, quella che era veramente la rivoluzione, fu la carta, il problema era che si scriveva su questi supporti e i primi a scrivere e a produrre carta furono in Cina, in Italia a Genova

perché era un centro commerciale, aveva il porto e poteva arrivare ad un altro porto. Da Genova si diffuse. Il primo documento cartaceo è conservato all’archivio di stato di Genova, è un documento della prima metà del XIII secolo, prima metà del ‘200, e da lì la carta ha preso piede su tutto il territorio, produrre la carta era molto più semplice del produrre la pergamena, si cominciò a scrivere sempre su carta perché la carta era comoda, leggera, facilmente trasportabile, per la conservazione anche essa aveva dei problemi, no caldo o umido e no infiltrazioni d’acqua, sia per la carta che per l’inchiostro. Colui che scrive preme sulla carta, se non ha più l’inchiostro molto spesso se hai un ductus che ha premuto rimane l’incavo che corrisponde alle lettere nella carta, allora c’è uno strumento che è stato utilizzato per tantissimi anni, la lampada di Wood, sono raggi ultravioletti per cui non è possibile utilizzarli moltissimo, si può leggere il ductus e ricavare le parole. Ad un certo punto iniziarono a fare esperimenti sull’inchiostro per renderlo più resistenti , a creare un inchiostro resistente sulla carta, tra i vari studi, in uno, tutto sommato, tra i più semplici, emerse che mescolando all’inchiostro lo zafferano tritato, quest’ultimo riusciva a far imprimere meglio l’inchiostro sulla carta, soprattutto in Svizzera i primi tipografi si radunarono in un’associazione e la chiamarono l’Associazione dello Zafferano, tanti l’hanno intesa come una delle prime associazioni culinarie del mondo. Il ‘700 è stato un secolo che ha prodotto dei danni. In Italia abbiamo centri di produzione della carta importanti, per cui la carta era di ottima qualità, ma quando andiamo ad aprire certi documenti ci rendiamo conto che dove c’è lo scritto non c’è l’inchiostro, manca proprio la carta, sono tipo dei ricami, ma drammatici perché non leggi più niente, questo gioco te lo fanno sia in un verso della pagina che nell’altro, per cui non è un inchiostro di cattiva qualità ad aver rovinato la carta, ma gli amanuensi all’epoca scrivevano e avevano furia, quando arrivavano in fondo alla pagina non avevano tempo di aspettare che l’inchiostro asciugasse, giravano la pagina e lo scritto si rovinava, per cui prendevano manciate di polvere di ferro che si amalgamava con l’inchiostro e lo faceva asciugare prima, ma soffiando sopra poi viene l’avanzo della polvere di ferro che va sul tavolo, ma questa polvere corrode, per cui ha corroso l’inchiostro e la carta, questo è un problema proprio di tantissimi documenti che sono stati restaurati ma tantissimo ancora da restaurare. C’è da stare attenti inoltre quando si consulta perché la polvere di ferro porta anche infezioni. La polvere di ferro era usata in maniera minore anche nel ‘600. Qualche raro caso anche ad inizio ‘800. La polvere di ferro veniva usata perché era di poco costo, molto fina e buttandola sulla pagina fermava l’inchiostro quindi loro lo vedevano come un elemento rinforzante per l’inchiostro e lo asciugava presto. Ma i danni della polvere di ferro si sono visti dopo secoli, non avvengono subito. Alla polvere di ferro di per sé non danneggia, è la mistura con l’inchiostro ad aver fatto questi danni. Integrando questi fogli con la carta giapponese il restauro ha fatto sì che questa carta fosse rinforzata e recuperata, dove l’inchiostro con la polvere di ferro non ha prodotto il foro, inserendo la carta giapponese sia davanti che sul retro del foglio blocchi il processo distruttivo. La carta giapponese fu una scoperta perché quando nel 1956 ci fu l’alluvione a Firenze, in seguito a tutti i danni arrecati agli archivi, in Giappone venne elaborata questo tipo di carta impercettibile che rinforza il foglio e permette il non deterioramento del foglio. L’introduzione della stampa fu una rivoluzione, ma con gli archivi ha poco a che fare. Andando avanti i documenti su carta furono sempre più prodotti e c’è stato un uso smodato dei documenti su carta. La carta anche agli inizi era un bene anche prezioso, da salvaguardare. Certi archivi ottocenteschi o di secoli precedenti o anche nel’ 900 ci sono archivi dove anche archivi privati dove utilizzavano ogni pezzetto di carta, non lo buttavano via, arrivava una lettera dentro la busta e il privato usava la carta non buttandola via perché era un bene prezioso, è stato a cominciare dagli anni ’60 del ‘900 il boom di carta e fotocopie perché sono arrivate le fotocopiatrici che riproducevano il documento, di copie puoi fare quante vuoi ma non sono il documento originale. Oggi abbiamo il digitale, che è un supporto, ma non è un documento. Il documento pubblico ha un’intestazione, un oggetto, il testo della lettera, la data e la firma. Questi sono gli elementi indispensabili per una lettera e sono gli elementi che venivano rispettati nel ‘200 e anche oggi. C’è una disciplina che studia il documento che è la diplomatica che ci dice quali sono le parti del documento. Il supporto cambia dal corso dei secoli fino ad oggi. Oggi i documenti li possiamo scrivere sul supporto digitale. VANTAGGI SUPPORTO DIGITALE È andato ad affinarsi negli ultimi anni, è più veloce, comodo, facilmente reperibile, è un sistema agile. SVANTAGGIO DIGITALE Un problema solo, ma essenziale: la conservazione. Noi siamo abituati partendo dalle epoche più antiche papiri, pergamene e carta, l’archivio in carta con un incendio si distrugge, il problema del digitale è che il supporto ha una conservazione sicura di 7/8 anni, dopodiché devi riversarlo su un

regioni, che sono nate nel 1970, nel Sud un paio nel ’71 e quindi abbiamo quest’istituzione. Sono recenti sebbene finita la seconda guerra mondiale se ne parlava dell’istituzione regionale e si diceva che aperte le regioni si sarebbero chiuse le province, poi non è andata così perché sono istituzioni diverse, le regioni hanno delle competenze ben precise, sono definite dalla legge ente territoriale. I soggetti privati si dividono in una miriade di categorie. Lezione 3 20/09/ Com’è strutturato il settore archivistico sul territorio italiano Epoca preunitaria—>momento in cui ogni stato preunitario ha una sua organizzazione ben precisa, le proprie biblioteche, i propri archivi, i propri siti archeologici, opere artistiche ecc. all’Unità d’Italia c’è una ricerca di organizzazione di queste discipline e, per quanto riguarda gli archivi, questi dopo pochi anni vengono inseriti, inizialmente insieme agli altri sotto al concetto di Beni Culturali, sotto al Ministero della Pubblica Istruzione, dopo pochi anni gli archivi finiscono sotto al Ministero degli Interni fino al 1 gennaio 1975 , quando passa sotto al neonato Ministero dei Beni Culturali. Dopo l’Unità d’Italia abbiamo 18 grandi archivi che vengono definiti archivi di stato e principalmente corrispondono a grandi città che erano le capitali degli stati preunitari cfr. Archivio di Stato di Firenze, archivio di Stato di Napoli, Torino, Milano, Palermo, Bologna. Ci sono anche archivi che corrispondono a capitali di stati preunitari, ma sono di minore quantità documentale, anche se non per questo meno importanti cfr. Lucca, stato preunitario indipendente, ha un grande archivio di Stato più piccolo di quello di Napoli, Firenze, Fermo ecc. ma è il più antico; quello di Modena, anche esso capitale stato indipendente preunitario. La documentazione di ciascuno “stato” è enorme perché l’archivio contiene la documentazione di tutto quello stato dal documento più antico fino ad un centinaio di anni fa, quindi dal primo documento più antico che è conservato per arrivare all’oggi, poi questi sono archivi preunitari. Con l’Unità d’Italia la gestione del territorio cambia e ad un certo momento si sente l’esigenza di avere oltre a questi grandi archivi in ogni capoluogo di provincia un archivio di stato(chi già ce l’ha no), che quindi ha il compito di prendere al suo interno e quindi conservare gli archivi. Ogni capoluogo di provincia ha una prefettura e quindi il prefetto è il rappresentante dello stato, è il capo dello stato in quel territorio. Le prefetture sono degli organi molto antichi e con molte competenze, delle più variegate. Sono uffici importanti che si occupano un po’ di tutto. Le prefetture si occupavano anche dell’ordine pubblico, della scuola. Poi con il passare degli anni il potere è principalmente passato alle questure, che sono anch’esse organi dello stato italiano. In ogni provincia ci sono o c’è il tribunale che serve per l’amministrazione della giustizia ma ci sono delle differenze. Nel tribunale c’è la prima istanza, l’appello che è la seconda istanza e il terzo che è la cassazione. Cassazione e appello si trova in tanti capoluoghi di provincia, ma la cassazione no perché essendo la più complicata non è può essere diffusa ovunque, ma si trova nelle grandi città. 3 esempi su 3 soggetti pubblici con natura giuridica statale. Questi soggetti hanno competenze che espletano attraverso le funzioni espletate negli uffici. A capo dell’ufficio vi era il funzionario. Sono soggetti pubblici che producono materiali, documenti. Questi soggetti quindi finiscono per avere archivi di dimensioni corpose. Questi soggetti pubblici statali hanno l’obbligo per legge che una volta che la documentazione ha superato i 40 anni d’età debba essere versata all’archivio di Stato(Franceschini ha portato i tempi di consegna da 40 anni a 30 per i soggetti pubblici statali). La documentazione dopo quindi 30 anni viene versata all’archivio di Stato. Gli archivi di Stato hanno quindi l’obbligo, il dovere di prendere al loro interno gli archivi di questi soggetti pubblici statali. L’archivio di Stato ha quindi la funzione principale di prendere questo tipo di archivi pubblici statali presenti in quella provincia. Spesso delle famiglie fanno una forma di deposito—> cioè il proprietario dell’archivio conserva la proprietà, l’archivio di Stato il possesso, c’è la gestione. Bisogna scegliere per l’archivio un terreno che non sia infestato, senza problemi di palude, lontano dai corsi d’acqua in modo che il terreno sia solido, ma non può essere nemmeno un terreno arido, se sono poi sopratutto zone sismiche e non deve avere vicino edifici che possano recare danni. Questo vale anche le biblioteche, i musei ecc. Molto spesso vengono utilizzati edifici storici, anche perché edifici periferici sono meno forniti di servizi. Una volta trovato l’edificio, bisogna spartire gli spazi. Un tempo vi era la mania di grandi corridoi che però portavano via spazio. La documentazione prima di essere archiviata deve essere tenuta in isolamento e controllare che non abbia parassiti.

Per prevenire l’incendio bisogna installare, dopo delle porte frangifuoco, pompe che tolgono l’ossigeno in ogni stanza, quando scatta l’allarme prima dell’attivamento bisognerà aspettare 15 minuti in modo tale che chi lavora in quelle stanze possa mettersi in salvo per non rimanere senza ossigeno. Ultimamente sono stati fatti esperimenti che hanno constatato che per gli incendi non occorre togliere tutto l’ossigeno, ma lasciarne un minimo per permettere alla persona di uscire. Decreto legge del ’63 —> Le legge prevede che per ogni provincia nuova venga creato un archivio di Stato. Vi sono importanti città che non sono capoluogo di provincia, ma che secondo questa legge possono avere una sezione di archivio di stato. Per esempio in Toscana una importante è quella di Pescia , una cittadina che è tutt’ora in sede vescovile e che ha una documentazione di grande rilievo, per cui nel ’63 fu creata una sezione di archivio di stato di pesca che dipendeva dal punto di vista amministrativo e governativo da Pistoia, che è il suo capoluogo di provincia. Un’altra sezione importante è a Pontremoli , zona di rilievo soprattutto per la sua posizione geografica, era una zona di grandi traffici perché era punto di incontro per coloro del centro che andavano al Sud o al Nord, sede di ferrovie che collegavano tutt’Italia e sede vescovile. Questa sezione dipende da Massa. Un’altra era di Prato prima che divenisse capoluogo di provincia, una volta divenutaci il suo archivio non fu più considerato sezione ma archivio di stato. Nel ‘93 divenne provincia anche Vibo Valencia, anch’essa sezione divenuta poi archivio di Stato. La legge diceva che le sezioni non potevano divenire più di ’40 , ma non ci sono mai arrivati anche perché molte sezioni sono divenute archivi di stato con il passaggio a provincia. In ogni capoluogo di regione doveva esserci una sovrintendenza archivistica, quando hanno messo insieme anche il comitato di settore anche le sovrintendenze sono state chiamate sovrintendenze archivistiche o bibliotecarie, hanno la doppia dicitura. Gli archivi di stato trattano e controllano i soggetti pubblici statali di ogni provincia, ma dei soggetti pubblici non statali e dei soggetti pubblici privati se ne occupano le sovrintendenze archivistiche. La sovrintendenza si occupa degli archivi di soggetti pubblici non statali e degli archivi privati di notevole interesse culturale o storico secondo la dicitura. È un’attività di VIGILANZA. La vigilanza avviene tra 2 soggetti che non hanno la stessa natura giuridica. La sovrintendenza è Stato, gli altri due no, per cui il rapporto è di vigilanza perché è tra soggettive che non hanno la stessa natura giuridica. Il rapporto invece che intercorre tra un archivio di stato e i soggetti pubblici statali su quel territorio—> stessa natura giuridica=>il loro rapporto non è di vigilanza, ma di SORVEGLIANZA =azione che intercorre tra due soggetti che hanno la stessa natura giuridica. Roma ha due archivi di stato. Ha l’archivio storico antico che sta al centro, poi c’è all’Eur la documentazione post-unitaria più recente. All’archivio centrale dello stato c’è tutta la documentazione nata con i ministeri ed è un grande patrimonio. A Roma poi ci sono gli archivi di tutti gli uffici romani. Lezione 4 21/09/ Organizzazione archivistica sul territorio italiano Gli archivi di Stato si occupano dei soggetti pubblici statali PRESENTI IN QUEL TERRITORIO PROVINCIALE—> province. Sovrintendenze archivistiche —>UNA IN OGNI REGIONE —>perciò numero inferiore rispetto agli archivi di Stato—>si occupano degli archivi prodotti dai soggetti pubblici non statali e archivi privati dichiarati di notevole interesse storico in base all’ articolo 13 del codice dei Beni Culturali cfr. I grandi marchi(Barilla, Agnelli ecc.)—> da archivio di famiglia che si sono trasformati in archivio d’azienda; oppure le bozze di un artista; archivi di letterati ecc. Archivio d’impresa recente, ma notevole—>archivio non solo come documento scritto su carta o digitale, ma archivio con anche i prodotti d’azienda—>Benetton. Con il digitale—>colui che rivede la sua bozza ci lavora sopra e non ne tiene la copia, gli step per arrivare dall’idea iniziale alla pubblicazione quindi appartiene più al passato che all’oggi. A volte i proprietari di un archivio privato non vuole che sia dichiarato di notevole interesse storico perché quell’archivio così dichiarato è un bene culturale dello stato italiano e come tale è soggetto