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Appunti di Concept design, Appunti di Design

Appunti chiari e ben organizzati del corso di Concept Design tenuto dalla Prof.ssa Elena Mattia. Coprono l’intero programma spiegato a lezione, con aggiunta di domande utili per prepararsi all’esame. Anno accademico: 2024/2025 Lezioni seguite e rielaborate in modo approfondito e comprensibile Ideali per chi vuole approcciarsi alla materia anche senza aver seguito le lezioni Include un esempio di svolgimento delle e-tivity intermedie inerenti a punto/linea/superficie e morfema. Consigliati se cerchi appunti ordinati, precisi e realmente utili a passare (bene) l’esame.

Tipologia: Appunti

2024/2025

In vendita dal 31/07/2025

sara_carottii
sara_carottii 🇮🇹

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INTRODUZIONE
Gli obiettivi del corso
Il corso che andiamo ad intraprendere ha due obiettivi principali, raggiungibili tramite lo
studio della composizione geometrica astratta che verrà approfondita tramite una serie di
lezioni ed esercitazioni sulla grammatica generativa:
1. Favorire la formazione di un linguaggio creativo personale, non solo in considerazione
della soddisfazione del committente, ma anche e soprattutto per conoscere al meglio
noi stessi;
2. Poter elaborare un manifesto di presentazione del progetto.
Ci si concentra, quindi, sull’analisi della forma a partire dalla sua costruzione (come costruisco
la forma di un ente/forma usando gli enti minimi?).
RIFERIMENTI
Riflessioni teoriche di Kandinsky e Klee al fine di condurre lo
studente a riconoscere attraverso l’analisi delle esperienze esistenti e
successivamente formalizzare una composizione geometrica
astratta elementare formata da punti, linee e superfici.
Definendo le modalità fondative e geneticamente primarie del
proprio progetto.
Possiamo attingere dalla
storia dell’arte e
dell’architettura
Laboratorio di idee di composizioni e di elementi minimi al
quale attingere per comprendere il valore della composizione
astratta.
Gli elementi della composizione vanno intesi come mezzi
espressivi dinamici di base, attraverso le cui trasformazioni
si possono configurare molteplici composizioni geometriche
astratte
Progetti chiaramente
basati sulla forma
geometrica astratta
ART NOVEAU
Testimonianza importante dell’uso
della linea come campo di forze vive
e reagenti, derivante dalla
reinterpretazione delle forme della
natura e dalle leggi della statica. In
chiave astratta il tutto si compone di
una molteplicità di linee che
rimandano alla forma della natura
nella sua essenza.
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INTRODUZIONE

Gli obiettivi del corso

Il corso che andiamo ad intraprendere ha due obiettivi principali, raggiungibili tramite lo studio della composizione geometrica astratta che verrà approfondita tramite una serie di lezioni ed esercitazioni sulla grammatica generativa:

  1. Favorire la formazione di un linguaggio creativo personale, non solo in considerazione della soddisfazione del committente, ma anche e soprattutto per conoscere al meglio noi stessi;
  2. Poter elaborare un manifesto di presentazione del progetto. Ci si concentra, quindi, sull’analisi della forma a partire dalla sua costruzione (come costruisco la forma di un ente/forma usando gli enti minimi?).

RIFERIMENTI Riflessioni^ teoriche^ di^ Kandinsky^ e^ Klee^ al^ fine^ di^ condurre^ lo studente a riconoscere attraverso l’analisi delle esperienze esistenti e successivamente formalizzare una composizione geometrica astratta elementare formata da punti, linee e superfici. Definendo le modalità fondative e geneticamente primarie del proprio progetto. Possiamo attingere dalla storia dell’arte e dell’architettura Laboratorio di idee di composizioni e di elementi minimi al quale attingere per comprendere il valore della composizione astratta. Gli elementi della composizione vanno intesi come mezzi espressivi dinamici di base, attraverso le cui trasformazioni si possono configurare molteplici composizioni geometriche astratte Progetti chiaramente basati sulla forma geometrica astratta

ART NOVEAU

Testimonianza importante dell’uso della linea come campo di forze vive e reagenti, derivante dalla reinterpretazione delle forme della natura e dalle leggi della statica. In chiave astratta il tutto si compone di una molteplicità di linee che rimandano alla forma della natura nella sua essenza.

Il disegno in architettura

Precursore di questo approccio, fu Franco Purini, architetto, teorico e maestro della cosiddetta “architettura disegnata”. Attraverso i suoi disegni, paesaggi teorici e d’invenzione, cerca di comprendere i confini del linguaggio architettonico. Le sue collezioni, regolate per temi, mostrano efficacia espressiva e sono caratterizzate da rigore assoluto del bianco e del nero, ovvero il pensiero di architettura nella sua fase generativa e nella sua forma primaria. In “Alcune forme della casa” egli scriveva: “il disegno di architettura nel suo oscillare come un pendolo tra realtà e immaginario, tra dettaglio e scala senza misura, tra catalogazione del mondo e capovolgimento di questa

catalogazione sotto il segno del deforme fantastico è niente altro che il progetto …”

VAN DE VELDE

Linea come linea-forza che “avvolge” l’uomo assecondando la forma del corpo. Non intesa come strumento di definizione dei limiti dell’oggetto geometrico, ma come spirito della borghesia del primo Ottocento ideologicamente fusa alla natura.

HOTEL TASSEL

Linea come protagonista, intesa come spazio e che compone lo stess, dal pilastro al parapetto alle decorazioni murarie e del pavimento. Le linee in questo caso sono volte a fornire una forma morbida e fitomorfa.

MACKINTOSH

Linea come scomposizione del volume e strumento di costruzione dello spazio. L’attacco al cielo è sempre concepito come disegno di linee. Mackintosh segna iol passo verso il processo di scomposizione del volume inaugurato da cubismo e completato da astrattismo e De Stijl Non solo rappresentazione convenzionale di un progetto

Ma anche come momento di ricerca personale e investigazione

sullo spazio attraverso il riferimento a combinazioni di elementi primi. Non bisogna pensare solo al progetto finito, bensì vedere il disegno anche come un processo di ragionamento.

 La posizione che gli elementi primari hanno rispetto alla cornice;  La direzione, intesa come la tensione dinamica dei singoli elementi;  La dimensione, ovvero la porzione di spazio occupato o delimitato;  Il peso percettivo di ogni singolo elemento in grado di conferire al tutto un carattere di necessità. N.B. Con carattere di necessità si intende che è fondamentale capire che questi elementi devono comporre un elemento unitario. Non devono essere troppi né troppo pochi e devono essere interdipendenti

Esercitazione sulla linea  Considerazioni importanti sulla linea  La linea esiste sempre, anche quando non è tracciata (ad esempio al bordo di una campitura di colore o al margine tra luce ed ombra;  Sul foglio la linea separa due superfici: una figura e uno sfondo;  Dalla sua ripetizione deriva il ritmo, che corrisponde al ritorno nel tempo degli stessi elementi e delle stesse strutture;  La creazione del ritmo lineare è la prima composizione spaziale complessa. Rette o curve, tese o avvolgenti, le linee sono energia che si fa materia. Kandinsky le classifica in tre posizioni fondamentali: verticale, orizzontale, diagonale rispetto alla superficie su cui è posta.  Dalla composizione dinamica delle linee deriva la costruzione della forma;  La linea anche se spezzata o angolata, è l’unico elemento che in funzione del suo addensamento, può creare una superficie;  L’intersezione di un insieme di rette parallele secondo due direzioni, determina una griglia, che può essere a maglia quadrata, rettangolare,…  A queste formazioni semplici si possono aggiungere quelle delle linee spezzate multiple, con angoli ortogonali e angoli generici. Eseguire le operazioni in modo consequenziale, tracciare gli assi, moduli e sottomoduli, ricordare che la cornice fa parte della composizione Le possibili operazioni sui punti sono: ripetizione di rette parallele, sottrazione, introduzione di rette ortogonali, rotazione, rette spezzate, variazioni dello spessore, accumulazione, diradare, limitare le rette a una porzione di quadro, traslazione.

IL MORFEMA

Il morfema è l’unità elementare nel sistema delle forme grammaticali (stessa funzione del fonema per i suoni). Franco Purini, tuttavia lo definisce come “connessione grammaticale di due o al massimo tre elementi primari”.  In sintesi pensare un morfema è l’atto creativo nel quale logica e immaginazione si configurano al livello più alto, dando vita a una sintesi che precede la grammatica e la sintassi. In ambito progettuale il morfema aiuta a vedere tutte le potenzialità di un progetto. Queste ultime, tuttavia, diminuiranno nel passaggio alla forma vera e propria per lasciare spazio alla funzione, requisito indispensabile del progetto. Caratteri principali del morfema CHIAREZZA Comporta una lettura istantanea del sistema in cui il morfema si traduce. Le relazioni che legano le parti si devono basare su un principio di economia attraverso cui si stabilisce la necessità di ciascun elemento all’interno della composizione. ESSENZIALITA’ Porta all’estremo l’economia delle parti e degli elementi raccogliendo nel morfema il massimo del significato che si vuole esprimere. FINALITA’ Si riconosce nella vocazione del morfema a produrre famiglie di forme, tutte ispirate a un profondo senso di necessità.

Alcuni esempi

  1. El Lissitzky, Proun Composition, ca 1922
  2. Zaha Hadid, Moon System, 2007
  3. Franco Purini, Scritture Veneziane (raccolta di morfemi per riflettere sulla composizione come unione di ragione, incidentalità, intenzionalità, circostanza, previsione, improvvisazione, esattezza ed errore (sempre una costante nel suo lavoro). Le tavole finite compongono una serie che da vita a un tema riconoscibile, espresso in termini il più possibile impersonale. Tema: gerarchia. Le 22 tavole si interrogano su cosa sia e come si generi, evolva, organizzi un ordine formale. Ha la funzione di definire il nucleo genetico di una composizione stabilendone l’intera processualità evolutiva nonché la tonalità linguistica. Come puro pensiero compositivo, il morfema precede il programma e gli schemi diagrammatici. FORMA entità duplice e contraddittoria Per un verso vive di una vita autonoma, rimanendo alta astrazione nonché un puro concetto D’altra parte, non esiste una forma se non inverata in una sostanza fisica o in una struttura dotata di un suo statuto e di corporeità di qualunque tipo Presenta infinite modulazioni e configurazioni, ma solo alcune di esse possiedono il carattere particolare che definiamo MORFEMA un PRINCIPIO COMPOSITIVO PRIMARIO non più divisibile in quindi si intende parti ed elementi, luogo della composizione prima dello stesso comporre. Si tratta di uno spazio logico e fantastico in cui la forma sembra cercare il proprio embrione.

E-TIVITY 02 – Esercitazione sul morfema In questo esercizio sarà possibile sperimentare una composizione che coinvolga tutti i differenti enti (punto, linea e superficie) o soltanto uno di questi. In ogni caso, tuttavia si sperimenta un approccio bidimensionale. L’esercizio arriva al suo corretto compimento nel momento in cui ogni elemento della composizione sembra interagire con gli altri in un equilibrio che per essere tale non può astrarre da alcune regole fondamentali. Nel concepire il proprio morfema lo studente dovrà utilizzare alcune azioni e modalità compositive tra le 32 elencate da Purini nel testo Una lezione sul disegno, Gangemi editore,

  1. (Visibile anche nelle slide della lezione. Slide 8-11) Regole da seguire    Errori compositivi errori spiegazione BIDIMENSIONALE La bidimensionalità dell’elaborato esclude l’introduzione di un tempo storico, individuabile mediante l’introduzione di rimandi prospettici che sembrano in qualche modo annullare l’esercizio di partenza contrapponendosi ad esso. EMOZIONE E’ necessario allontanarsi da ogni componente espressiva ed emozionale lasciando spazio a un esercizio oggettivo. No elementi decorativi fini a sé stessi. LIMITAZIONI L’opera potrà trovare il suo compimento all’interno della cornice oppure contrapporvisi quasi nel tentativo di sconfinare da essa Primo approccio Istinto e immaginazione attraverso un disegno di invenzione nel quale si inserisce una vasta gamma di elementi Secondo approccio Dopo si procede alla fase di selezione e purificazione in grado di sistematizzare e schematizzare Risultato= complessità ordinata mediante un approccio rigoroso a forme e geometrie, accompagnata da attenzione all’azione di ogni singolo elemento nella sua autonomia e reciproca dipendenza Non deve mancare Peso^ percettivo,^ sensibilità^ verso dimensione, forma, collocazione elementi che porta a un buon bilanciamento della composizione. Il parametro peso dipende dalla collocazione dell’elemento. Esistono degli ERRORI COMPOSITIVI che è possibile evitare per poter raggiungere una corretta sistematizzazione del singolo nel tutto L’errore può trovare una sua validità all’interno della composizione a patto che non si traduca in un vero e proprio sbaglio non tenente conto delle condizioni elencate. L’errore se meditato può rappresentarsi nella figura l’eccezionalità, catalizzatrice e innovativa

Figura e sfondo Secondo la teoria della Gestalt, per avere una comunicazione efficace, le figure devono distinguersi nettamente dallo sfondo, che dovrebbe valorizzarle. Il fondo si può differenziare dalla figura:  Per colore (figura colorata e fondo neutro);  Per luminosità (figura chiara e fondo scuro e viceversa);  Per forma (figura tonda e fondo scuro o viceversa)  Per trama o texture (trama grossa per la figura, trame sottili per lo sfondo, oppure figura liscia e fondo tezturizzato o viceversa);  Per movimento (figura in movimento e sfondo fermo o viceversa);  Per qualsiasi altro elemento possa servire a differenziare i protagonisti della folla o dei paesaggio. Se la figura e lo sfondo hanno le stesse caratteristiche si genera un fenomeno chiamato mimetismo, molto presente in natura. Esistono inoltre alcuni casi in cui le immagini sono dotate di una perfetta ambiguità, come la famosa coppia di profili che diventa un calice a seconda che si consideri come figura il bianco o il nero. Ciò dimostra che l’inversione tra figura e sfondo può addirittura cambiare il significato di un atto percettivo

LE FORME ORGANICHE

Una forma organica è una forma che imita le forme fluide, irregolari e asimmetriche che si trovano in natura come quelle di piante, animali o altri elementi naturali. Si tratta di forme non strutturabili in moduli e sottomoduli come le strutture viste finora. Esercitazione Un esempio è la forma organica di un fiume, che proveremo a ricostruire non ricalcandolo o ridisegnandolo da una carta geografica, ma utilizzando un liquido e sperimentandone l’andamento su una superficie plastica. Comunicazione visiva Conoscere la comunicazione visiva è come imparare una lingua fatta di sole immagini che devono avere lo stesso significato per ogni persona. Il messaggio della comunicazione può essere diviso in due parti: L’informazione vera e propria portata dal messaggio

SENSIBILIZZAZIONE DELLE SUPERFICI

Quando iniziamo ad ideare la texture, il primo atto che compiamo è quello di disegnare una cornice, al fine di comunicare qual è lo spazio interessato dalle nostre operazioni. Il secondo passo sarà probabilmente riempire quest’ultimo di puntini in modo rado ma uniforme in modo da creare un interesse visivo tra la zona interna e quella esterna: viò darà vita a uno stacco visivo. Sensibilizzare una superficie, quindi, significa caricarla di significato ed espressività, farla parlare con chi la guarda o la tocca. L’obiettivo è quindi farne emergere o accentuare la qualità comunicativa, emozionale o sensoriale. Sperimentazione Molti sono i modi in cui si può sperimentare sulle texture e la quantità ideabile di queste ultime è infinita e dipende da supporti utilizzati e modalità di lavoro.

  1. Queste sperimentazioni ci servono per capire quanti tipi di texture ci possono essere sempre restando sul principio di ideare superfici:  Assolutamente uniformi;  Regolarmente uniformi;  Molto variate le une dalle altre. L’esempio accanto mostre una texture molto uniforme confrontata con una meno uniforme.
  2. Appena abbiamo chiara la texture possiamo andare a cercare nel mondo sia naturale che artificiale campioni di diverse texture:  Cortecce di alberi, tessuti, carta da parati, sezioni di materie plastiche, carte e cartoni,… Oppure si possono fotografare particolari texture a rilievo nelle architetture, metalli testurizzati, vetri stampati, ecc.
  3. Dopo queste esperienze ognuno riesce a vere la superficie in modo più intenso e personale. Negli esempi accanto si possono vedere una texture prevalentemente geometrica dal modulo fitto e una texture organica.

Sperimentare diverse texture è molto utile perché ci aiuta a capire meglio le superfici. Nel nostro campo, è importante saper mescolare forma e sensazioni. Le texture non sono solo decorazioni; anzi, possono davvero fare la differenza nel risultato finale. SUPERFICI E TEXTURE CARATTERISTICHE Le texture si dividono in:  Organiche  Geometriche Ogni texture è formata da molti elementi uguali o simili disposti a uguale distanza su una superficie a due dimensioni o piccolo rilievo. La caratteristica della texture è l’uniformità, l’occhio la percepisce come una superficie. Nel primo esempio, eseguito da Munari nel 1960, è interessante notare come il movimento sia stato ottenuto attraverso la rotazione di un unico elemento sempre uguale; nel secondo esempio si nota come variando con regolarità lo spazio tra punti questi tendano a conformarsi in gruppi dando nuovamente vita al movimento. In questo caso è interessante notare come una semplice tela bianca assume una strutturazione autonoma attraverso la variazione ritmica di estroflessioni e Introflessioni della superficie. FENOMENI Sulle texture è possibile studiare fenomeni di: RAREFAZIONE E ADDENSAMENTO Diminuzione o aumento di densità degli elementi creando giochi di chiaroscuro. La prima texture è ottenuta tramite rarefazione e addensamento sulla stessa superficie: i vuoti quasi creano figure; la seconda texture è ottenuta tramite rarefazione e addensamento con la sovrapposizione e rotazione di due retini trasparenti a scacchiera. MIMETISMO Si possono riscontrare vari gradi di visibilità di una texture in un’altra, sia per sovrapposizione totale che parziale, ottenendo così texture miste. Texture mista ottenuta dalla sovrapposizione di due texture simili: una maglia a punti grandi e una maglia a punti molto fitti.

prodotto tridimensionale di design. FIGURE AMBIGUE O IMPOSSIBILI Si tratta di immagini perfettamente disegnabili sul foglio di carta, ma che non possono in alcun modo essere costruite a tre dimensioni. VARIAZIONI STATICHE E DINAMICHE In questo caso trattiamo un gruppo di immagini texturizzate che si muove in uno spazio quadrato secondo tempi diversi per ognuna di esse. Si guardano da sinistra verso destra e viceversa. SEQUENZA DI FORME Un quadro tagliato secondo le linee bianche e incernierato sui punti indicati, ruotando sul piano si trasforma in un triangolo equilatero. CRESCITA Dividendo in tre parti ogni lato di un triangolo equilatero e costruendo un triangolo esterno per ogni lato, si ottiene la seconda figura. Continuando l’operazione su ogni nuovo lato si arriva alla cosiddetta curva a fiocco di neve, che è un tipico esempio di crescita. DISTORSIONE La distorsione delle immagini spesso da luogo ad altre immagini che non ricordano più quella che le ha generate. Essa può essere utilizzata per studiare le deformazioni di immagini regolari in condizioni controllabili oppure per produrne di nuove. Passaggio dalle due alle tre dimensioni Ugo La Pietra passa dalle ricerche pittoriche a quelle plastiche attraverso la realizzazione di modelli tridimensionali che accentuavano il fenomeno del disturbo e della deformazione dell’arte programmata Bruno Munari nel suo concavo- convesso del 1948, mostra tre aspetti di un oggetto tridimensionale ottenuto con un quadrato di rete metallica elastica curvato e fissato a punti prestabiliti.

L’OGGETTO DI DESIGN

Esempi di strutture tridimensionali La simmetria Lo studio delle forme porta a forme e a corpi più complessi che nascono dall’accumulazione di due o più forme uguali. La simmetria studia il modo di accumulare queste forme e quindi il rapporto della forma base ripetuta con la forma globale ottenuta dall’accumulazione. Ci sono dei casi basilari di accumulazione studiando i quali si può capire il maggior numero di forme complesse. Secondo la regola della simmetria esistono cinque casi base

IDENTITA’

L’identità consiste nella sovrapposizione di una forma a sé stessa oppure nella rotazione totale di 360° intorno a un asse.

TRASLAZIONE

La traslazione è la ripetizione di una forma lungo una linea che può essere retta , curva o di qualsiasi natura

ROTAZIONE

Nella rotazione la forma gira intorno a un asse che può essere all’interno o all’esterno della forma stessa.

RIFLESSIONE

SPECULARE

La riflessione speculare è la simmetria bilaterale che si ottiene mettendo qualsiasi cosa davanti a uno specchio e considerando insieme la cosa e la sua immagine.

DILATAZIONE

La dilatazione è un ingrandimento della forma che non modifica la forma ma la espande soltanto. L’uso combinato di due o più di queste operazioni porta alla costruzione di forme molto complesse Oggetto tridimensionale ottenuto tagliando e assemblando a ventaglio piccole strisce da una forma a due dimensioni, tenute unite nei punti A e B. Cambiando la forma bidimensionale e utilizzando lo stesso procedimento si possono ottenere altre forme plastiche. Gianni Villa, scenografia per un balletto per la televisione italiana L’effetto volumetrico è ottenuto mediante la ripetizione di una forma elementare a distanze uguali. L’andamento della curvatura è dato dalla stessa natura dei fogli e del loro peso. Questo allestimento, mediante l’uso delle luci, acquisisce un effetto a luci chiare e scure sui fondali e sugli attori. Forma complessa tridimensionale ottenuta mediante la ripetizione di due segni ad angolo retto (due bastoncini in questo caso) e lo spostamento uniforme e costante nella terza dimensione.

Forme topologiche  Ricavate da forme bidimensionali. Queste forme non hanno più le stesse caratteristiche delle forme plastiche in cui sono ben definite la zona anteriore e posteriore, il dentro e il fuori ma la superficie interna resta collegata con quella esterna dando luogo a una continuità. Raccordi fra due forme  Studio di raccordo tra due forme diverse mediante membrana elastica: lo studio è stato fatto per trovare il più naturale passaggio da una forma ovale (appoggio del polpastrello) e una forma rettangolare (base del tasto.

VARIE TIPOLOGIE DI FORME

E’ possibile studiare e indagare le forme in molti modi, dall’osservazione dei fenomeni chimici al microscopio e della natura, alla sperimentazione diretta su materiali e temi nuovi diversi. In ogni caso molte sono le tipologie di forme e infinite le possibilità di generarne di nuove. tipologia esempio Forme pneumatiche Visibili dall’osservazione delle schiume in genere:nel latte e nella birra.Si uniscono tra loro in forme complesse derivate sempre dalla forma sferica con precisi attacchi dati dall‘equilibrio di forze.Con le materie plastiche è possibile realizzare grandi coperture costruite sul principio delle bolle di schiuma. Franco Mazzucchelli, intervento ambientale ELICA, Brera 1985 Forme nei liquidi Studio del comportamento di un liquido in un altro liquido.Gli agenti provocatori delle forme sono la differenza di densità, di oleosità, di peso,e altre.E’ come osservare la crescita e la trasformazione di una forma fino al suo totale annullamento. 3 momenti di una goccia d’inchiostro di china nell’acqua. Rilievi sulle forme nei liquidi per capire l’andamento e la natura delle forme. Forme logiche e forme organiche Il rapporto tra il materiale utilizzato e la forma è importantissimo. Studiare il comportamento della materia ci aiuta a progettare la forma migliore: per il vetro soffiato la forma più logica è quella della goccia e quindi del fiasco. Fulvio Bianconi, vaso in vetro di murano. frammenti di vetro rotto da un urto in cui si possono rintracciare dati di texture e di forma. Scioglimento dei ghiacci sul lago di Inari in Lapponia.