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Appunti di Ebraico 1, Appunti di Teologia

Appunti del corso di Ebraico col professor Lelli rivisti

Tipologia: Appunti

2024/2025

Caricato il 09/06/2025

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reb-rd 🇮🇹

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Ebraico
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Sui termini ebraico e giudaico.
Il VI secolo in Terra Santa, satrapia dell’impero persiano con certa autonomia. Chi torna
indietro che ricostituisce ebraismo post-esilico: termine giudaismo-giudei rispecchia in modo
storico questo processo: discendenti dei deportati che abitavano il regno di Giuda che
tornando ricostituiscono un nuovo ebraismo su cui gettate base e premesse di ebraismo
moderno.
Radice YeHWD pi, adatta a definire ebraismo moderno, da definire giudaismo: fatto in tutte
le lingue tranne che in italiano: anche radice ‘iBR non sbagliata, pi, omnicomprensiva,
mentre la seconda pi, specifica: perch1 cos2 forte distinzione in Italia: cultura cristiana: per
opera e colpa di tradizione cristiana che ha sostituito a vecchio Israele nuovo Israele ha
denotato e attribuito a radice YeHWD connotazione negativa: legato a tutto ci4 che di
negativo il mondo ebraico ha fatto per non riconoscere divinit5 di cristo: mondo italiano
consciamente o inconsciamente ha tuttora associato la radice a personaggi di Giuda
Iscariota, rappresentante essenziale dell’ebraismo: Giuda perch1 6 il Giudeo per eccellenza:
traditore perch1 non ha riconosciuto il Messia. Dante distingue correttamente.
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La;tavola delle Nazioni, anche chiamata;tavola delle genti;o;generazioni di No6 (incaricato di
ripopolare la terra dopo il diluvio universale), 6 una lunga lista di figli e discendenti
di;No6;che appare nella;Bibbia ebraica;(in;Genesi;10)
I figli di No6: Sem Semiti “popoli di mezzo”
Cam Camiti “popoli del sud”
Jafet Iafetiti “popoli del nord”
Si divide tra popoli nomai e sedentariNo6 coltivava viti (storie patriarcali della Genesi
riflettono conflitto tra popolazioni nomadi pastori e sedentari agricoltori) rapporto delle
religioni varie col vino: l’ebraismo lo accetta, ma con moderazione.
No6 coltivava e produceva vino, era molto pio, ma gli piaceva bere. A un certo punto si
ubriaca, il figlio Cam entra e sembra lo veda nudo. La cosa 6 terrificante per il pudico mondo
orientale e Cam dovrebbe coprirlo per mostrargli il giusto rispetto. Cam per4 ride, e chiama i
fratelli che accorrono a coprire il padre. No6 si riprende e i figli gli raccontano cos’ha fatto
Cam. Il padre lo maledice (o meglio maledice Canaan, il figlio di Cam). Poi Cam va in Africa,
dove gli rimarr5 quello che viene definito “un segno d’infamia”interpretato dai
commentatori come il colore scuro della pelle. Cam significa infatti “terra nera” o “caldo”.
Cam per questo 6 a lungo considerato (oggi non pi,) il precursore dei popoli africani. Gli
ebrei conoscono i popoli africani solo come schiavizzati, in Egitto. La storia di Cam spiega la
loro sorte e la loro inferiorit5.
Il terzo figlio 6 Jafet, “bello”, di bellezza fisica, anche connessa alla pelle chiara. La tradizione
dunque lo vorrebbe collegato ai Greci e agli Europei in generale (chi abita a settentrione
rispetto agli ebrei).
Nella Tavola sono citati popoli non conosciuti, ma il testo 6 costantemente interpretato e
rielaborato sui popoli del tempo di chi scrive. Ad esempio, gli ebrei ashkenaziti verrebbero
da Jafet, e il termine entra in uso nel Medioevo per spiegare la presenza di Ebrei in
Germania.
Si opera continua e progressiva attualizzazione della Bibbia, creando collegamenti a cose
varie per dimostrarne l’universalit5: la discendenza del reietto Esa, per esempio, 6
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Ebraico 28/ Sui termini ebraico e giudaico. Il VI secolo in Terra Santa, satrapia dell’impero persiano con certa autonomia. Chi torna indietro che ricostituisce ebraismo post-esilico: termine giudaismo-giudei rispecchia in modo storico questo processo: discendenti dei deportati che abitavano il regno di Giuda che tornando ricostituiscono un nuovo ebraismo su cui gettate base e premesse di ebraismo moderno. Radice YeHWD più adatta a definire ebraismo moderno, da definire giudaismo: fatto in tutte le lingue tranne che in italiano: anche radice ‘iBR non sbagliata, più omnicomprensiva, mentre la seconda più specifica: perché così forte distinzione in Italia: cultura cristiana: per opera e colpa di tradizione cristiana che ha sostituito a vecchio Israele nuovo Israele ha denotato e attribuito a radice YeHWD connotazione negativa: legato a tutto ciò che di negativo il mondo ebraico ha fatto per non riconoscere divinità di cristo: mondo italiano consciamente o inconsciamente ha tuttora associato la radice a personaggi di Giuda Iscariota, rappresentante essenziale dell’ebraismo: Giuda perché è il Giudeo per eccellenza: traditore perché non ha riconosciuto il Messia. Dante distingue correttamente.

La tavola delle Nazioni , anche chiamata tavola delle genti o generazioni di Noè (incaricato di ripopolare la terra dopo il diluvio universale), è una lunga lista di figli e discendenti di Noè che appare nella Bibbia ebraica (in Genesi 10) I figli di Noè : Sem Semiti “popoli di mezzo” Cam Camiti “popoli del sud” Jafet Iafetiti “popoli del nord” Si divide tra popoli nomai e sedentariNoè coltivava viti (storie patriarcali della Genesi riflettono conflitto tra popolazioni nomadi pastori e sedentari agricoltori) rapporto delle religioni varie col vino: l’ebraismo lo accetta, ma con moderazione. Noè coltivava e produceva vino, era molto pio, ma gli piaceva bere. A un certo punto si ubriaca, il figlio Cam entra e sembra lo veda nudo. La cosa è terrificante per il pudico mondo orientale e Cam dovrebbe coprirlo per mostrargli il giusto rispetto. Cam però ride, e chiama i fratelli che accorrono a coprire il padre. Noè si riprende e i figli gli raccontano cos’ha fatto Cam. Il padre lo maledice (o meglio maledice Canaan, il figlio di Cam). Poi Cam va in Africa, dove gli rimarrà quello che viene definito “un segno d’infamia”interpretato dai commentatori come il colore scuro della pelle. Cam significa infatti “terra nera” o “caldo”. Cam per questo è a lungo considerato (oggi non più ) il precursore dei popoli africani. Gli ebrei conoscono i popoli africani solo come schiavizzati, in Egitto. La storia di Cam spiega la loro sorte e la loro inferiorità. Il terzo figlio è Jafet , “bello”, di bellezza fisica, anche connessa alla pelle chiara. La tradizione dunque lo vorrebbe collegato ai Greci e agli Europei in generale (chi abita a settentrione rispetto agli ebrei). Nella Tavola sono citati popoli non conosciuti, ma il testo è costantemente interpretato e rielaborato sui popoli del tempo di chi scrive. Ad esempio, gli ebrei ashkenaziti verrebbero da Jafet, e il termine entra in uso nel Medioevo per spiegare la presenza di Ebrei in Germania. Si opera continua e progressiva attualizzazione della Bibbia, creando collegamenti a cose varie per dimostrarne l’universalità : la discendenza del reietto Esaù per esempio, è

identificata, secondo la tradizione ebraica, con il popolo principale stanziatosi stabilmente per primo nella zona dell'Italia, e quindi con l'Impero Romano e successivamente con la Cristianità in generale: Roma distrugge il tempio perché Giacobbe ed Esaù hanno litigato, come una punizione a posteriori. Nel 1700 si cerca di far derivare l’italiano dall’ebraico con mediazione etrusca; si usa la Tavola delle Nazioni per sistematizzare le lingue del mondo… Ogni popolo viene comunque interpretato e reinterpretato. L’ ebraico moderno è una lingua scelta, come le lingue risorgimentali, di rinascita, scelta in un momento storico-linguistico. Alcuni testi italiani sono stati tradotti in Ebraico, per testare la lingua sull’italiano risorgimentale dell’’800 e perché in linea con un senso di nazione, di progetto.

CARATTERISTICHE DELLE LINGUE SEMITICHE:

1. Triconsonantismo

  1. VSO, anche se oggi meno nel parlato per influenza delle lingue occidentali
  2. Sistemi consonantici foneticamente ricchi. Fonemi che noi non possediamo, soprattutto per arabo: lingua con tendenza arcaizzante dal punto di vista fonetico, interessante per ricostruzione comparativa, mantiene suoni che in altre lingue si sono persi; ebraico mantiene segni che alludono ad alcuni fonemi che però ne hanno perso la funzione, solo segni grafici.

(1) Nei testi sacri, alterare la vocalizzazione ti permette di dare significati altri: in teoria ogni interpretazione è giusta o insomma sbagliata uguale, perch é Dio ha dato solo le consonanti e qualsiasi vocale ce l’ha messa l’uomonon c’è niente di determinato, sono testi fluidi e l’opera è perennemente aperta. Mentre l’arabo tende ad arcaizzare foneticamente, l’ebraico mantiene grafie di suoni che non si pronunciano più. L’ alfabeto ebraico , detto “quadrato”, è un alfabeto in realtà aramaico: quando sono tornati a Gerusalemme dopo la cattività babilonese, hanno tenuto l’eredità dell’alfabeto orientale aramaico degli imperi babilonesi e iranici e hanno detto “nono è questo quello giusto”, cambiandolo. La versione corsiva di questo alfabeto è ‘800esca. Le lettere e le parole sono in ebraico collegate a Dio: Dio crea attraverso il linguaggio, ci ò che dice si ontologizza, il verbo si fa carne. Da qui la mitizzazione delle lettere , che sono simboliche e forma d’arte nell’ebraismo (es. Alef=1=Dio). Le lettere hanno una loro mitologia: esse si sfidano per il primo posto, Dio punisce le lettere che litigavano e aleph, l’unica zitta, viene premiata per la modestia e l’umiltà , divenendo prima lettera del nome di Dio. Dio rivela, sul Sinai, le lettere “nel tempo di pronunciare aleph”: alef non è pronunciata so that’s the joke, ma comunque il tempo della rivelazione è il tempo di un colpo di glottide. L’arte semitica è basata sulla scrittura.

Prima parte dell’alfabeto

(mancano primi 20 minuti) Alfabeto:

correttamente dagli Efraimiti in fuga dai Galaaditi. Nella variante efraimita “sh” non c’è e se pronunciavano tipo “sibbolet” venivano identificati e uccisi. Si usa un tettuccio al contrario per definirla e distinguerla da samel. In greco è sempre stata trascritta “s”, infatti noi pronunciamo “sabato” e “Gerusalemme”, all’italiano da trafila greca, che in ebraico avevano shin. Il dizionario moderno mischia shin e sin sotto stessa lettera.

  • Tau , esplosiva e dovrebbe spirantizzare post-vocalica come in ebraico biblico, ma modernamente letta solo “t”. gli anglofoni la pronunciano -th finaleper gli ebrei ashkenaziti > “s” Il significato è di “marchio, sigillo”, probabilmente da uso per animali. Il significato è accolto dagli ordini religiosi, gli ebrei medievali convertiti al cristianesimo portano il tau. L’alfabeto comprende 3 esplosive sonore e 3 sorde; 5 lettere con versione sofit L’accento ebraico è perlopiù sull’ultima sillaba

FESTA DI PURIM e IL CALENDARIO EBRAICO Il nostro calendario è basato sul sole, quello ebraico (come quello islamico) è lunare, come molti calendari semitici antichi, e prende ispirazione da quello babilonese. In realtà è lunisolare : i mesi sono lunari, gli anni sono solari. Le fasi lunari ne fanno da base, ma il ciclo è diverso da quello della terra, solare. Dato che il sole regola le stagioni, dopo un po’ il calendario si sregola quindi si aggiunge, ogni due o tre anni, un mese lunare (29- giorni) in più , chiamato Adar II (perché Adar è normale nel calendario, l’ultimo, e diventa Adar I quando c’è Adar II). La pratica si chiama embolismo. I mesi aggiuntivi sono aggiunti in 7 anni dei 19 che fanno il ciclo Metonico. Nisan è il primo mese di primavera, la sua festività principale è Pesach, che deve legarsi alla primavera. Il mese segna una sorta di Capodanno Il primo giorno di Tishrei (settembre/ottobre) cade il capodanno, d’autunno stagione delle feste principali. Anche l’anno liturgico cristiano e quello scolastico iniziano d’autunno quindi chill. A Babilonia a settembre si intronizzava il re, ed era il mese in cui le divinità avevano deciso di creare il mondo. I nomi dei mesi sono per la maggior parte babilonesi, nomi di divinit à, come Tammuz (giugno/luglio). La settimana è sulla falsariga della settimana della Creazione, e i giorni si chiamano coi numeri perché così è nella Genesi (“il secondo giorno Dio ecc”). Sabato è il giorno di riposo, significato indicato nel nome stesso, ma può avere anche il significato di “settimana”. Shanà significa anno; chodesh , mese, di radice HDŠ, che significa “nuovo”. Il mese inizia con la nuova luna. “Rosh Chodesh” significa “capo del mese”, il novilunio. La luna protegge il popolo di Israele: col plenilunio sono del tutto protetti, col novilunio, a inizio mese, sono scoperti quindi bisogna pregare molto. La luna rappresenta anche la comunità di Israele celeste, preghiamo che rivolga a noi la sua faccia benevola, i suoi effluvi benefici (idea medioevale diffusa). Gli astri non vanno certo pregati, ma sono intermediatore, e pregarli mantiene l’equilibrio creato da Dio. L’astronomia (che serve per l’astrologia) è parte importante per influsso babilonese; serve a definire al minuto il tramonto del venerd ì. A volte dicono di essere protetti da Saturno tra tutti i pianeti (comunque Dio in generale), (piombo, freddo, contaminazione, non è un pianeta sempre positivo e legato ad erranza costante…) Saturday.

Pesach avviene nel plenilunio, i cristiani aggiungono domenica (dopo la luna piena), giorno messianico. In generale le feste principali sono agricole e cadono nei pleniluni (Yom Kippur, Rosh ha-shana…). Nel Pentateuco ci sono le indicazioni per come celebrare le feste, ma non vi troviamo Purim e Hannukah, quest’ultima è una festa di luce, attorno al solstizio invernale, celebrata solo dal II d.C., quindi la troviamo nei libri Maccabei (che non fanno parte del canone biblico) e nei Vangeli, quindi comunque è festa molto antica. PURIM : Ricorda gli eventi narrati nel Libro di Esther, che si inserisce nei libri storici per i cristiani. Sono scritti molto più tardi, per stile, molto ellenistico, con tratti da romanzo greco e per lingua. La festa si tiene un mese lunare esatto prima di Pesach, nel plenilunio di Adar, e probabilmente ricorda una qualche festa di fine inverno babilonese rimanda a vita, dover vivere, allegria, vino. Se bevi fraintendi, che alcune volte va bene, come in questa festa. In una società molto attenta al rapporto bene-male, la festa serve a scardinare un po’, e si inserisce in tradizioni di altre feste di capovolgimento, come i Saturnalia, il Carnevale…. Si beve molto, “al punto da confondere benedizioni e maledizioni” e viceversa, perché , come ricorda il nome di Purim, questo è il giorno in cui si sono tirate le sorti , da negative a positive (torna l’idea del rovesciamento). La Bibbia racconta: la storia si svolge nel V secolo alla corte di Serse I, Assuero (agli ebrei piacciono i persiani e le storie coi persiani). Esther nasce come Hadassah, “mirto”, e ha un cugino, Mardocheo , molto ben visto alla corte del re. Il nome di Mardocheo riporta a Marduk, dio della guerra babiloneseil nome significa che gli ebrei sono ancora in esilio? Comunque il re fa dei banchetti, si ubriaca e chiede a sua moglie Vashti, di “esibire la sua bellezza” ai convitati. La cosa già brutta di donna in contesti maschili è aggravata dallo scandalo che la nudità provoca nel mondo orientale. Il rifiuto di Vashti lo mette in imbarazzo di fronte a tutti, Serse si incazza e la ripudia/la uccide. Della cosa non si parla più , il re deve sposare un’altra. Mardocheo propone sua cugina Hadassah; portano al cospetto del re donne di varie etnie, lui sceglie lei, e Mardocheo le dice di non far capire che è ebrea, e di cambiare il suo nome. Lei scegli Esther, “stella” in babilonese, “io mi nasconderò ” in ebraico. Questo aspetto è ripreso dall’uso di travestirsi durante Purim. PERÒ c’è un tizio, Haman , una sorta di visir, che pretende che tutti lo celebrino. Pretende che tutti si inchinino davanti a lui, ma Mordecai/Mardocheo non lo fa, perché essendo ebreo si inchina solo davanti a Dio. Haman va dal re, a dire che Mordecai (e tutti gli ebrei) non si inchinerebbe nemmeno davanti a lui, non riconoscerebbe la sua autorità in favore di quella di Dio. Il re dice chill i got this, gli da il suo anello come sigillo e dice “va ammazzali tutti” (per decidere la data Haman tira i dadi, le sorti di cui sopra). Esther è l’unica pedina, ma deve prima farsi convocare, così digiuna per 1 o 3 giorni a seconda delle tradizioni, si indebolisce, sviene, il re lo viene a sapere e le chiede, lei racconta di essere ebrea. Lui tipo wow. E lei tipo eh sai cos’altro non sai, che c’è uno che ti sta prendendo in giro. Si convoca una cena e tutto viene detto e risolto. L’editto non poteva essere annullato, Esther e Mordecai ne scrivono un altro come vogliono. Ancora oggi quando una comunità ebraica subisce una persecuzione si fa un Purim speciale. La storia mostra la resilienza del popolo ebraico. Molti fanno il digiuno di Esther il giorno prima. Tradizioni:

  • Lettura della megillat di Esther. Sono 5 i megillat legati liturgicamente ad una festa che in occasione di essa vengono letti. Quello di Esther non è solo uno dei 5, è anche un libro a sé stante, dono tipico alle neosposesi regala una pergamena istoriata

Manca 21/

VOCALI E NIQQUD

https://en.wikipedia.org/wiki/Niqqud A/O: Kamatz significa “stringere il pugno”, quindi indica probabilmente qualcosa di chiuso; Patach “aprire” e da questi nomi capiamo con che sfumatura avrà la nostra vocale. E: tseré = stretta e chiusa segol= aperta In generale oggi la distinzione è relativa e la tendenza a pronunciare tutto abbastanza stretto. Spesso una consonante preceduta da tzere è poi seguita da iod: la sillaba che si conclude con iod sarà vocalizzata, è un espediente grafico per indicare la vocalizzazione. La iod non sarà in questo caso né da trascrivere né da pronunciare. La vocalizzazione ashkenazita: componente molto forte in pronuncia israeliana anche se la sefardita è quella scelta perché più vicina a originale: in ambito anglofono la iod dopo tzere vocalizzata in i, ma non piena, appendice per indicare che la e precedente è chiusa. I : hiriq La regola masoretica prevede che in sillaba chiusa atona la pronuncia sia o U : waw con punto dentro è “u” (shuruk credo) Tre punti discendenti= kibbutz Sh’va : il significato della parola è “poco, quasi nulla” in ebraico moderno la pronuncia è “e” o nulla. È vocale caduta per motivi fonologici, come la lontananza dall’accento. I masoreti inventano il segno con due funzioni: per sillaba senza pronuncia vocalica o sillaba con una minima vocale che sembra una e molto breve, come quelle finali francesi. Andrebbe pronunciata dopo le geminate per evitare il contatto di 3C e se ci sono 2 schwa contigui(?); sennò la “pronuncia” è muta LETTURA DELL’ESEMPIO DI WIKIPEDIA (GEN 1:9) Non ho voglia di trascrivere, trovi sul quaderno.

Esercizi di scrittura e sui saluti durante il giorno.

Bibbia ebraica: bibbia dal greco biblia: libri plurale; in tradizione ebraica acronimo: TNK: iniziali di tre sezioni della bibbia ebraica: Torah Nevim Ketuvim (תנכ): Torah anche per intero corpus biblico ma propriamente primi cinque libri, sintesi di principali rivelazioni a Mosè sul Sinai Pentateuco : corpus di cinque libri, primi cinque della Bibbia anche cristiana; valore

puramente storico per la Bibbia cristiana anche se comunque frutto di rivelazione, in quella ebraica invece è la parte più significativa del corpus: parte rivelata a Mosè, patto per eccellenza tra dio e popolo di Israele: Torah contiene principali precetti e comandamenti liturgici, giuridici, di vita quotidiana: sia elenco di fatti storici o leggendari sia testo normativo: escludendo libro della Genesi Esodo Levitico Numeri e Deuteronomio valenza giuridico normativa; Torah termine ebraico da radice da cui moré in ebraico moderno: radice ירה : colpire, bersagliare: idea dell’insegnamento all’origine associata a idea di mirare, tendere a un bersaglio: tradotto grossolanamente legge: da tradurre tra insegnamento e legge: precetto : latino da praecipio: connotazione di insegnamento (precettore) sia idea di insegnamento con valenza normativa: insieme di insegnamenti normativi perché costruiscono scheletro morale del discente; sia testo storico sia testo normativo. Nevim, libro dei profeti , in due parti: profeti anteriori e ultimi. I profeti anteriori: il primo è il Libro di Giosuè , poi ci si allaccia dalla morte di Mosè nel Deuteronomio, avvenuta prima di entrare in Terra Santa per un peccato commesso. Giosuè , suo allievo ed erede guida il popolo, e da lui parte la narrazione storica in senso stretto: fasi di conquista della Terra Promessa, con le tribù che erano state deportate, poi regno di Saul, David e Salomone. I due figli litigano e si spartiscono il regno, del Nord e del Sud. Nord più grande, invaso dagli Assiri e ne diventa parte del regno, cadendo nel 722: le sue 10 tribù sono deportate in Assiria. Sud continua ad esistere e poi preso nel 586 dai babilonesi. Secondo il prof qui inizia davvero il Regno di Israele, che inizia quindi col senso di perdita, responsabile, e con il senso che ci sia qualcosa da recuperare. Il popolo ha peccato agli occhi di Dio, che gli ha tolto ciò che era stato garantito. Il Dio degli ebrei è nazionale, non può fare a meno di proteggere il suo popolo, deve rimanere un’identità ed integrità nazionale, quindi a volte si allontana, ma poi ritorna sempre. Cade Gerusalemme, che era capitale del più piccolo regno del Sud, e poi iniziano i profeti posteriori, legati alla corte del regno di Giuda. Il profetismo ebraico è un unicum: non è solo sacerdozio. L’elemento profetico nasce dentro il sacerdozio ma se ne distacca, nel disaccordo con l’establishment stesso, creano frange di dissidenza all’interno della stretta normativaspesso i profeti sono esiliati, derisi, allontanati. Dicono cose che dispiacciono sia ai sacerdoti che ai re. Il concetto ricompare in tradizione post-esilica con sviluppo molto importante del secondo tempio, ossia il fenomeno messianico: esso è centrale nel giudaismo del secondo tempio, ed alimenta correnti nel giudaismo, tra cui il cristianesimo. I profeti sono tra il periodo della regalità e l’esilio babilonese, sono cantori della tragedia del popolo disperso, di cosa il popolo dovrebbe fare per recuperare quanto perduto. Geremia ed Ezechiele affrontano i temi del ritorno da POV numerologico e astrologico per capire cosa il popolo dovrebbe fare per distinguersi dai pagani che li hanno contaminati. Ezechiele vive in esilio, ma nella sua mente ha visioni di restaurazione del tempio di Gerusalemme e poi ha visioni del secondo, distrutto nel 70. Questo secondo è quello dell’epoca di Gesù , l’ideale-simbolo del popolo ebraico, un tempio ideale, utopico, basato sul tempio di Salomone e proiezione di quello mobile di Mosè linearità e continuità della storia ebraica. Poi vi sono 12 profeti minori, il cui libro è l’unico nella Bibbia ebraica in testo masoretico. Alcuni sono molto antichi (Giona, Abacuc), gli ultimi trattano vicende successive all’editto di Ciro, con il quale gli ebrei possono tornare a Gerusalemme (agli ebrei piacciono i persiani). Gli ultimi, Zaccaria e Malachia, spiegano cosa succedere à alla classe sacerdotale che tornerà a Gerusalemme, riprendendo il tempio e il servizio templare. Probabilmente sono stati scritti

fissato ad epoca di Gesù, perfettamente situato in contesto messianico: si afferma che ci sarà primo personaggio con vita breve ma molto intensa che verrà ucciso, prenderà il giogo dei peccati di Israele. Questi è definito “figlio di Giuseppe”, cosa che Gesù è effettivamente. Il Messia è anche figlio di Davide, cosa che torna se facciamo, come fanno i vangeli, risalire la famiglia di Giuseppe fino a Davide. Gli ebrei credono che arriverà un primo Messia e poi un secondo, che sarà quello vero. Per i cristiani di Messia ce n’è uno. Gesù non ha portato tutto quel che il Messia avrebbe dovuto portare, si aspetta una seconda venuta. A volte la tradizione ebrea e quella cristiana che aspettano la seconda venuta coincidono: il calcolo di costellazioni varie va di pari passo, spesso legato ad eventi storici: la caduta dell’Impero d’Oriente, la presa d’Italia… e tradizioni ebraiche parallele (ebreo toscano a Roma, David, che deve parlare col Papa idk guys). In Israele ci sono frange ultraortodosse contrarie all’Israele moderno, che solo il Messia dovrebbe creare, che si alleano con l’Iran sciita per distruggere lo Stato. Il Messia ricostruirà anche il Tempio di Gerusalemme: l’ultimo tempio sarà opera di Dio e non degli uomini. Messia> mšh> ungere, spalmare. L’unzione ha valenza sacerdotale e regale: Samuele unge Saul, Enrico VIII non si fa ungere, ma solo incoronarelettura politica della Bibbia. Dal Vangelo di Matteo, vediamo che Ges ù rivendica entrambe le funzioni dell’unzione, di re e sacerdote. Il potere messianico è vincente ma utopico: i figli di Davide hanno il potere del tempio, vengono portati a Babilonia, ma quando tornano il potere è dei persiani che hanno reso la terra una satrapia. Cos ìil loro potere non è più un misto di potere regale e sacerdotale, ma solo sacerdotale. Uccidono i discendenti di Davide, ma Babel, discendente di Davide, scompare misteriosamente. Da qui l’idea che bisogna aspettare questo mashiah, il re, che non giunge mai perché i sacerdoti fanno sì che lui non arrivi. Per questo il sacerdozio templare è tanto ostile a Gesù ed al suo essere Messia, perché rivendicherebbe il potere che detengono, che è estremamente redditizio. È il modello regale davidico: una teocrazia gestita da sacerdoti, dove il tempio diventa una grande cassaforte e i sacerdoti hanno autonomia parziale rispetto alle potenze del momento. Uno stato un po’ più neutrale fa comodo a tutti gli stati vicini. Al ritorno da Babilonia è introdotto il tema messianico, nasce e si sviluppa l’idea di peccato, probabilmente per influenza iranica, come l’idea della lotta tra Bene e Male, la luce e influenze cosmologiche… l’interrogarsi sul perché il male macchia la creazione divina, che dovrebbe essere perfetta, è tipico interrogativo orientale. L’uomo nasce gi à col peccato dentro, prendi la storia di Job. Giobbe è un uomo piissimo e scrupolosissimo, ma viene rovinato, colpito da punizione divina, e perde tutto quello che ha è nato già col male dentro. Questo elemento maligno è detto enochico, da Enoch, l’unico patriarca a non morire, “si allontanò con Dio”. In chiave iranica è trasformato in angelo di Dio, tanto splendente che devi stare attento a non confonderlo con Dio, che si arrabbierebbe.

Libri della Torah: Bereshit (), Shemot (), Vayiqqra (), Bamidbar (), Devarim (): nomi dalla prima parola del libro o parola più importante dell’inizio. Libri di Nevim Rishonim: primi : Giosuè Giudici Samuele Re; Libri di Nevim Acharonim (da inserire da internet) Libri di Ketuvim: Tehillim Mishlè ‘Iyyov Shir ha-shirim Rut Ekhà Qohelet ‘Ester Daniel ‘Ezra we- Nehemya Divrè hayyamim

Cosa c’è di vero? I libri storici sono parzialmente autentici, probabilmente nei personaggi, i profeti, anche se non sappiamo quanto delle loro azioni. A fine ‘800 missioni tedesche e

francesi scavano in Palestina ottomana per capire e trovano i luoghi menzionati: Gerico ha una stratificazione bruciata, segni di terremotoKeller scrive “la Bibbia aveva ragione”, e una scuola di pensiero è d’accordo. C’è una zona interessantissima che però non si può scavare, per volontà sia di islamici che di ebrei. In questo ambito hanno trovato i Qum-ran, i Rotoli del Mar Morto, i più antichi testi biblici, che prima erano la tradizione masoretica e permettevano quindi solo una visione molto tarda (medievale). La scoperta è stata casuale: nelle grotte del deserto di Giuda, dentro delle anfore di terracotta c’erano questi documenti su pergamena della setta di Qum-ran, una comunità che vive nel deserto per allontanarsi dal tempio di Gerusalemme e si crea una biblioteca di testi biblici. All’epoca della fine di questa setta (70 era volgare), la biblioteca venne nascosta nelle grotte per salvarla dai saccheggi romani. I testi riportano una versione non ancora canonizzata della Bibbia, ma riportano una tradizione simile a quella che abbiamo oggi, alla versione greca dei 70 più che ai masoreti, che fanno una versione del testo che elimina i grecismi e le contaminazioni prese dal mondo greco, un’opera di sfoltimento. Qualcosa sui russi e sugli ebrei.

Manca 4/ La sinagoga (appunti di Costanza)

Shema Ysra’el : preghiera importantissima basata su Deuteronomio 6: preghiera base dell’ebraismo, da recitare in molte occasioni della vita e del giorno: momenti di pericolo, morte di qualcuno: preghiera omnicomprensiva che serve a qualsiasi tipo di effetto: base del credo del popolo di Israele, del sistema di fede ebraico. SFR radice di contare, raccontare: sé fer “libro”. Nei nomi segolati l’accentazione è ritratta. Sefer torà è il rotolo biblico sinagogale. Struttura di Stato costrutto : due parole giustapposte: rapporto di specificazione: il primo termine appartiene al secondo: quando due nomi vengono messi uno vicino all’altro problemi con l’accento: quando accento si sposta essendo le parole ebraiche quasi tutte ossitone la prima parola perde di timbro: si allontana dall’accento forte che cade sull’ultima sillaba della seconda parola. La prima sillaba della prima parola perde tonicità e timbro con introduzione della shwa al posto della vocalizzazione originale. Mi aspetto che la prima non si accenti e si abbrevi la pronuncia. Si riduce la pronuncia di sillabe più lontane dall’accento: oltre a cambiamento di vocalizzazione prima parola di stato costrutto non ammette articolo. Mai articolo sulla prima, solo sulla seconda. In caso di maschile singolare, breve, non succede niente dal punto di vista delle desinenze ma può cambiare la vocalizzazione: maschile plurale: desinenza -im: yod + mem sofit: in stato costrutto maschile plurale la mem finale cade: la vocale i finale alla yod diventa e; prima vocale sheva spesso diventa i: distanza molto forte da accento di seconda parole.--> boh, rivedi. Pè rek: “capitolo”, pirké , capitoli Radice ‘BT, -wt con w vocalica: -ot, desinenza femminile plurale. Bet perché è preceduta da A quindi diventa fricativa ‘avot “dei padri” I capitoli dei padri contengono aforismi e sentenze. Mishnà è una raccolta giuridica preTalmud con alla fine questo pirke ‘avot per dire che tutta la mishn à è suffragata dai padri. L’opera è fondamentale nelle scuole rabbiniche. La prima riga:

  • Barà è il verbo, con la vocalizzazione del passato terza persona singolare maschile 1 A 2 A 3, “creare”, BR’. È un creare che ricorre quando Dio crea, è un’azione solenne, divina. Come crea Dio? È una scissione, ma in s é stesso, si separa e si contrae. Se Dio è l’universo come crea senza ridursi? Per i cabbalisti accetta di farsi piccolo per amore, come un mare che si riduce: lascia uno spazio libero che rimane umido: rimane traccia della presenza di Dio nei luoghi che abitava: residuo che riempie parzialmente spazio lasciato libero da Dio; barà è modalità di creare per separazione all’interno.
  • ‘Elohim. Si trascrive i ma non iod, he è inizio di sillaba quindi è consonantica. Dio, plurale, con verbo al singolare. ‘LH radice anche di Allah, e aramaico Eloha, che sono entrambi singolari. Sapevano che era plurale, ma forse era una forma che non spiegandosi del tutto, non si sono sentiti di epurare
  • ‘et. Particella delle lingue semitiche di NO per introdurre un complemento oggetto (”nota obiecti”). Non si traduce in italiano, aiuta solo a capire la sintassi. Si usa anche in ebraico moderno perché se V è all’inizio, come so cosa è S e cosa è O?
  • Haššamàym. Het+ patah è l’articolo preposto, con het pronunciato perché in posizione iniziale. L’articolo sarebbe han ma nun si assimila alla consonante successiva creando geminazione della successiva š. -im non è plurale, qui è -ayim, duale. La parola esiste infatti solo al duale, nelle altre lingue è al singolare. ŠMY. In latino traducono “cieli” al plurale, anche se dato che ha forma solo duale non ha molto senso. La spiegazione rabbinica è un cielo di sotto (nostro), e l’empireo di Dio.
  • We’at. Con congiunzione prefissa.
  • ‘eretz, che diventa ha’aretz con l’articolo, invariabile e determinativo (indeterminativo ha e). ‘RTZ, segolato “terra”, qui intesa come contrapposta al cielo. “La Terra” è anche Israele, questo il nome della più famosa testata giornalistica israeliana e il termine usato dagli ebrei ortodossi. Nei versetti ci sono tutti gli elementi che Dio crea, crea la materialità : cielo = fuoco (sha)
  • acqua (maim). Il fuoco sale e il cielo è il suo luogo, l’acqua pure collegata perché dal cielo vengono le precipitazioni. influenza delle tradizioni iraniche e tarda data di stesura della Creazione (VI secolo). ‘et= aleph e tau, prima ed ultima lettera dell’alfabeto, ossia l’alfabeto. La creazione è così basata sulla parola, prima cosa creata: nella Creazione non solo parola che si reifica ma parola come risultato di alcune lettere che assumono forma concreta dell’essere. “Per mezzo del principio” è anche valida traduzione, dove il principio diventa mezzo, strumento per creare. Inizio del Vangelo di Giovanni: Dio per dare origine alla creazione si esprime verbalmente. Elemento femminile della creazionalità inserito vagamente.

Stava male

Pesach è festa legata al pellegrinaggio degli ebrei, e lo richiama la parola stessa (Passover). È una delle tre feste di pellegrinaggio (Sukkot e Shavuhot), in cui gli ebrei erano tenuti a recarsi a Gerusalemme in visita al tempio. pesach era originariamente legata alla primavera, alla fine dell’inverno e i nuovi agnelli erano offerti in sacrificio al tempio. Si festeggia la lontananza dalla schiavit ù faraonica. “Faraone” è un nome proprio nella Bibbia, un accumulo di personaggi della regalità egizia della seconda metà del II millennio.

Secondo la storia, c’era una carestia molto grave in Egitto, insieme a problemi vari, risolta grazie ad un’intuizione di Giuseppe, un ebreo visir del faraone, figlio prediletto di Giacobbe che i fratelli avevano venduto come schiavo in Egitto. Il regno diventa così sul pezzo da poter nutrire le tribù esterne, tra cui la famiglia di Giuseppe. Finch é Giuseppe è vivo chill e top per gli ebrei ma poi sorge un nuovo faraone, che non aveva conosciuto Giuseppe, che vede gli ebrei come una minaccia e li riduce in schiavitù. Gli ebrei sono odiati per secoli, ma poi Dio manda Mosè per liberarli. Mosè è un ebreo della tribù di Levi, sopravvissuto alla strage dei primogeniti. Il suo nome è erroneamente collegato al significato di “salvato dalle acque”, ma in realtà c’entra con -mes, -mos che si trova nelle radici regali egizie (Ramses, Tutmos…), “figlio di”. Per questo, è possibile che la componente divina pagana ci fosse. Mosè uccide un egizio che aveva picchiato un ebreo ed è costretto a scappare nel deserto. Lì incontra la Sefora, figlia di Ietro, un sacerdote pagano. Da lui riceve un’altra educazioneprima scientifica egizia e poi rituale del deserto. Mos è sa e non sa di essere ebreo. Nel deserto si avvicina al roveto che brucia e sente una voce “Io sono il Dio dei tuoi antenati, ti nomino mio messaggero al mio popolo, che devi liberare e riportare”. Non mi ricordo cosa c’entrava ma Mosè è un po’ sfigato in alcune tradizioni, tipo balbuziente. Il faraone non vuole far partire gli ebrei allora piaghe. Per quella dei primogeniti gli ebrei mettono sangue sugli stipiti e si salvano. Dio ordina di sacrificare un agnello e mangiarlo la notte. Interferenza tra il primo plenilunio di primavera e questa storia. La festa cade al primo plenilunio, ma il clou è la sera prima, come nelle piaghe. E il clou è notturno anche nel cristianesimo: la messa notturna e la lettura in essa della Genesi, del passaggio da tenebre a luce. La pasqua cristiana è fatta coincidere con quella ebraica, come fa solo Giovanni nel suo VangeloGesù come agnello sacrificale che salva. Quando verrà il Messia ci saranno eventi che si concretizzeranno nella notte di Pesach. Il rito eucaristico ricorda l’ultima cena, che sarebbe la cena pasquale, ma il rituale è del sabato, come fa ad essere una cena pasquale, domenicale? Agnello deve essere immolato e mangiato, Gesù è il sacrificio che va fatto finché c’era il tempio di Gerusalemme: infatti adesso gli ebrei non sacrificano più. Sono 4 le notti in cui si da importanza all’intervento di Dio: la notte della creazione, il sacrificio di Isacco (avvenuto il mattino presto) su cui si edificherà il tempio di Gerusalemme e poi la Sinagoga della Roccia, Pesach e la 4° è quella dell’arrivo del Messia. La festa sottolinea la sera perché la celebrazione più importante è quella domestica, rappresentata nell’Haggadà di Pesach. Haggad à significa “narrazione, racconto”, ed è un genere post biblico che esaspera le sezioni narrative del testo biblico, le ampliano e sviluppano (tipo Mos è nel deserto) L’Haggadà di Pesach ha forma fissata probabilmente dal I-II secolo quindi forse all’epoca di Gesù era simile. Per la ritualità serale domestica: si fa banchetto con parenti e amici, tutti attorno a tavola con vassoio con pietanza simboliche, la cerimonia si chiama Seder. L’Haggadà , poiché va visto dai bambini ha le immagini, dell’uscita degli ebrei dall’Egitto. Nella prima parte ci sono le istruzioni per il banchetto, la spiegazione dei cibi rituali e come mangiarli. Poi la storia dell’uscita dall’Egitto. I bambini devono porre domande, anche rituali: ci sono 4 tipi di bambini, chi sa porre le domande, chi no, chi è troppo piccolo… la risposta è fissa e data dal più anziano. “Perché questa notte è diversa da tutte le altre?” e così inizia il rito. Si canta un inno che spiega: pane azzimo, mangiare sul triclinio… perché stasera siamo gi à liberi. Mostra pappe:

Elia, il profeta annunciatore di redenzione. Leggere l’Haggadà è un mitzvah, un comandamento. Carne e latte non possono essere mescolate, devono passare almeno 4 ore tra un pasto e l’altro. 7 settimane dopo Pesach c’è la Festa delle Settimane , il 6 del mese di Sivan. La festa è associata alla raccolta delle spighe, per ricordare il per dono della Torah. Si dovrebbe leggere la Torah per tutta la notte in riconoscenza. Gli ebrei dell’EU dell’est hanno come dolce tipico di Shavu’ot la cheesecake, che essendo a base di latte e cereali è molto collegata all’idea di festa agricola. L’altra festa di pellegrinaggio è Sukkot, “Capanne”, d’autunno, al plenilunio di Tishr ì. Si celebra con le primizie di autunno e ricorda il periodo di 40 anni di cammino del popolo di Israele verso la Terra Promessa, compiuto vivendo in rifugi con tetti di frasche. Gli ebrei osservanti costruiscono sukkà in spazio aperto, con pareti in legno e tetto di frasche che permettano di vedere le stelle. È chiaramente la tradizione di comunità mediterranee, dove d’autunno fa ancora caldo. Si chiede di mangiare nella capanna almeno il pranzo in quei 7/ giorni, puoi portarti la stufetta e ci sono anche le sukkot di comunità. Un’altra tradizione nel Pentateuco è quella di fare un mazzetto con 3 vegetali, il lulav, palma, salice e mirto e cedro nell’altra mano. Non sappiamo bene cosa si intenda, ma bisognerebbe avere un etrog, il “frutto dell’albero bello”, interpretato appunto come un cedro. Il lulav va agitato fuori dalla sinagoga per un antico rito con l’acqua lustrale. Probabilmente la trasposizione del rito è la domenica delle palme. Il rituale di sukkot è messianico: si canta quella che poi è Osanna per i cristiani; all’arrivo di Cristo sventolano i lulav per salutare, ma appunto era per Sukkot.

  • Waw con schwa sottowe. Shwa in posizione iniziale è appena pronunciato. He con kametzHa Aleph consonante perché c’è niqqud sotto, non la pronunciamo ma la trascriviamo. R con segolre; ultima tsade, ts. Il piccolo rombo sopra aleph è l’accento. Si copia la parola del verso prima, w è congiunzione che si prefigge ai nomi. Nome + he. Aretz è la terra. Originariamente era ars, corrispondente ad ard dell’arabo moderno: d> ts/s in ebraico. Originariamente era un monosillabo. I nomi segolati hanno tutti la stessa vocalizzazione al plurale: schwa in prima posizione e kametz in seconda. Solo “qodesh” fa eccezione. Se si aggiunge un pronome la parola torna al monosillabo originale. Dato che l’ebraico non ama i gruppi consonantici, i monosillabi tendono a sviluppare e segol, veloce ma pronunciata. È una vocale d’appoggio, infatti l’accento rimane sul monosillabo originale. Devo dire ho un po’ di confusione su sta roba. Molte parole con accento ritratto e segol finale erano originariamente monosillabi. Qui dal segol sulla penultima sillaba si vede che la sillaba non è finale.
  • He con kametz con trattino, che però è secondario, d’appoggioHa He per forza vocale perché è in posizione finale hāyətāh. È di ampia classe di verbi, con radice che finisce in he, i verbi di terza he. Sul dizionario è alla terza persona singolare passata, haya. Solo questa classe, per fare il femminile aggiunge tav, a cui si accorda Heretz: haya= egli fu; hayta=ella fu. La terra fu/era.
  • Tohu-wavohu : waw vocalizzata kametz. La locuzione compare poco nella Bibbia e viene interpretata come endiadi, un qualcosa di unitario che si può rendere in vari modi: allusione al caos, qualcosa di caotico e informe. Il termine semanticamente

forte è tohu: la radice rimanda a qualcosa di cavo, abissale, profondo, un inespresso, un abisso senza fine. La seconda parola è wa + bet, congiunzione più in; molte interpretazioni, la traduzione greca è “abisso informe”. Bet senza dageshv La terra era informe, caos, non completa.

  • We. Het con trattino che congiunge è diversa da he; la vocale è nel pallino di shin.
  • Shin preoceduta da holem il segno diacritico distintivo di shin ingloba quello di holem. H con puntino sotto, enfatica + o. š + segol. Kaf sufit è unica lettera che ha shwa, che forse era un espediente grafico per qualcosa ma boh, comunque è inutile. wə-ḥōšeḵ è nome segolato del gruppo qudsh. Holem non è originale è vocale breve che deriva da u, da Hushk a Hosek, non c’è mater lectionis per far capire che o era u ma è breve. Hoshekh vuol dire buio, tenebre (sing.) la parola è indeterminativa, senza articolo : una tenebra. “La terra era un abisso informe e una tenebra” (?)
  • Il verbo essere non c’è , anche perché c’era già sopra.
  • ʿal-p (perché no V prima) ənê Costruzione fondamentale delle lingue semitiche: stato costrutto (smihut: appoggio): costruzione in cui si hanno due nomi giustapposti senza nulla in mezzo: rapporto di genitivo, specificazione: primo dei due nomi non ha mai l’articolo: questa espressione èstato costrutto: i due nomi sono da considerare uniti dal punto di vista dell’accento, che va su -hò m, letta come un’unica parola. Capisco che è stato costrutto perché la prima parola, pǝne non ha articolo: secondo termine della locuzione può averlo, se non lo ha nome determinato. Pǝne ha forma particolare: yod: forma dello stato costrutto maschile: forma normale di desinenza maschile plurale ym: quando nome maschile plurale diventa stato costrutto si elimina la mem e la i cambia vocale e diventa e; parola originale panim: plurale tantum: volto, faccia, aspetto. ṯəhōm ; “volto di abisso””Sul volto/superficie dell’abisso” Il Sar a panim (primo termine monosillabico quindi senza cambio vocalico, articolo, 2 termine in stato costrutto), “principe del volto”, principe, capo tribù , nobile ed anche il visir. Il re persiano è sempre nascosto, anche dietro una tenda. Nel mondo ebraico è un mediatore, un angelo che serve e informaè raffigurato in testi post-biblici, un essere così splendente che lo scambiano per Dio. Agli occhi di Dio è peccato, e si arrabbia con l’angelo, lo frusta perché troppo religioso. Oggi è il Ministro degli interni, perché panim rappresenta anche qualcosa di chiuso. In ebraico moderno si usa “shel”, “di” ma non è super elegante
  • wə-rūaḥ : resh sotto indica u, tonicaru, het= h con puntino sotto. Quando una gutturale in posizione finale non è preceduta da vocale, si inserisce una vocale d’appoggio, il Patach furtivo, tra V e gutturale. L’accento rimane sulla vocale. Ruah è soffio, ventospirito, è parola femminile. Ruah hakkodesh: spirito della santit à, lo spirito santo. Il contesto è ancora mitologico, forse legato a culti pagani.
  • ‘elohim Aleph e lamed olem iod no vocale sua memsufit Spirito Dio” Spirito di Dio ” La terra è coperta da lo? Uno? Spirito di Dio
  • Mem e schwa resh e patak het e segol, sarebbe p ma f segol, tau Merahéfet Perché segolato, il primo segol è l’accento, il secondo è d’appoggio Ha la -t del femminile, participio femminile

essere morale o religioso è il non poter più vivere in un determinato posto, alla base del fenomeno c’è tutto quel che si riferisce all’assenza e alla ricollocazione. I concetti di base sono: l’unicità di Dio : il concetto non è radicato nell’origine del mondo giudaico, che all’inizio non aveva un’idea di Dio unico. Vari centri dei culto biblici e varie divinità che la spiritualità post-babilonese ha cercato di eliminare, ma affiorano tendenze politeiste: nei profeti si trovano riferimenti a culti oltre quello della divinità unica che diventa preponderante solo dopo ritorno degli ebrei da Babilonia: concetto che si definisce nei primi secoli prima di era volgare. La creazione di Dio è ex-nihilo , è dogma del giudaismo, una credenza radicata che non è soggetta a discussione, anche se nei secoli alcuni pensatori di Israele hanno ridimensionato la cosa, sostenendo che questa divinità abbia condiviso modalità di creazioni iniziale con altri elementi che nell’ortodossia sono ricondotti a Dio, estrinsecati per creare una dialettica, ma poi ricondottivi. Quasi un unicum tra le religioni monoteiste: la rivelazione. Dio sceglie porta-voci della sua santità e vi si rivela, i patriarchi e tra tutti Mos è , che deve ricondurre il popolo a casa. La sua è funzione di capopopolo ma anche di profeta che trasmette al popolo la volontà di Dio. Volontà che prende forma in leggi, norme, il modello è questo profeta legislatore, agente di Dio e scrittore di norme rivelate. Per dar corpo e spiegare leggi strane o apparentemente prive di logica, il personaggio mediatore compie prodigi, e miracoli che rafforzano la sua autorità. Questi personaggi fanno gesta mitologiche, andando a sostituirsi a figure mitologiche che l’ebraismo non dovrebbe avere, del mondo pagano, ma in cui il popolo ha bisogno di credere. Alcune frange credono in una sorta di metempsicosi delle anime (600.000 disponibili; a volte marito e moglie sono ritenuti parte di un’unica anima: Re David che fa uccidere il marito di quella che gli piace è ok perché lei è metà della sua anima) degli ebrei, così è come se tutti fossero stati sul Sinaialcuni si fanno quadri personalizzati: c’è Mosè vestito con abiti immaginati degli ebrei del tempo, e il popolo cambia continuamente outfit, ma le anime sono sempre le stesse. La reincarnazione è accettata come dottrina, anche se non da tutti gli ebraismi: l’anima torna al serbatoio e la reincarnazione è automatica. Per alcuni cabbalisti anche animali e pianteinfluenza delle Metamorfosi di Ovidio (traduzioni in ambito romano, anche se considerate pagane), apprezzate nel Rinascimento (si legge molto Orlando Furioso ed altre cose un po’ legate alla magia che contribuiscono all’idea dell’ebreo possessore di incantesimi e segreti dell’astrologia, filtri… L’idea passa anche alla letteratura dell’’800) e considerate base per la dottrina della metempsicosi, che arriverebbe dall’Oriente, addirittura portata da Abramo. La metempsicosi è negativa se l’anima non vuole andarsene, ritenendo di aver peccato o di non aver compiuto ci ò che dovevail corpo muore e l’anima va ad abusare l’anima di qualcuno conosciuto in vita, con cui magari era in debito, idea soprattutto dell’EU orientale, degli ebrei ashkenaziti (Dibbuk, entità malvagia che aderisce all’anima di un’altra persona) Caratteristiche del patto, dell’alleanza: berit, patto, “tagliare un patto” espressione della Genesi, tra Dio e il suo popolo. Grazie a Mosè le normative sono raccolte nella torah. Il peccato non si configura come nel cristianesimo, non è detto sia punibile e nel testo biblico c’è ma non come per i cristini, in cui pure è un concetto tardo, così come per gli ebrei. Il concetto appare nelle cosiddette correnti enochiche, che parlano di concezioni sempre legate a Babilonia e all’Iran, in cui il male entra nella creazione dalle origini e la altera, ne è elemento ineludibile. Il libero arbitrio c’è , ma l’uomo è per forza intriso di male: vedi Giobbe, non ebreo il cui problema è come si rapporta con Dio. Ogni cosa che gli accade è necessaria,

forse bisogna lasciare un po’ di spazio al male, come per creare anticorpi ed essere più resistente poi. Spiegano così anche la Shoah: le persone morte sono morte perché incredibilmente buone e disarmate contro il male che avevano di fronte. Quelli sopravvissuti hanno un qualcosa di morale fallace, un inganno per sopravvivere, accordi col nemico, male al prossimo… Quando si costruiscono le case, nelle tradizioni ortodosse si lascia un angolino incompleto: lì sarà tutto il male, e il resto della casa sarà al sicuro. Anche contro emissari negativi come Satà n, angelo di Dio che ha compito di incriminare al giudizio. Inizialmente non è negativo di per sé , serve per tirare fuori il male dall’anima, tentare perché Dio sa che abbiamo il bene dentro, poi assume valenza di tentatore e deviatore. Per difesa c’è anche l’uso del pelo di capra che farà da parafulmine, come il rito di Kippur che prevede di lasciare un caprone in mezzo al deserto, con addosso tutti i peccati del popolo. Il Messia è re e sacerdote, che ha funzione di redimere il popolo di Israele, anche con i potenti del momento vari. OGGETTI DEL CREDO EBRAICO:

  • Tallith, scialle di preghiera
  • Kippà
  • Mennorah
  • Yad, mano d’argento per leggere la Torah senza toccarla, “puntatore”
  • Mezuzah, talismano per proteggere i luoghi dal male: un astuccio inclinato apposto a stipite destro di ogni porta, che contiene un rotolo con versetti del Deuteronomio. Presenza di Dio nei luoghi in cui l’ebreo abita. Mezuzah significa stipite.
  • Magem David, stella di Davide. Usato dal 1500 in poi solo per gli ebrei, prima anche dai cristiani. Maggem è protezione, scudo, era la forma dello scudo di Davide
  • Sefer, rotolo della Torah
  • Dreidel, trottolina per la festa di Hannukkah Un elemento fondamentale è il tetragramma di Dio , YHWH. Il comandamento dice di non pronunciarlo, non “invano”. Non andrebbe vocalizzato, ma i masoreti l’hanno vocalizzato come “adonai”, “nostro signore”, così eviti di leggerlo. Originariamente era nome adattato della 3ps del verbo essere: “è ”, nome che esprime l’esistenza, descrive il suo essere. Mosè chiede al rovo chi sia, e lui risponde “Io sarò /sono colui che sarò /sono”. Conoscere il nome di qualcuno significa possederlo, così i masoreti eliminano la possibilità di conoscere il nome di Dio. Solo il sacerdote del tempio lo sapeva e poteva pronunciarlo a Kippur, da completamente purificato. Tradizione cristiana: nel tempo della Controriforma a Roma il tetragramma è molto scritto sullo sfondo, per dire ahah la cristianità si è impossessata del nome di Dio. Il nome di Gesù deriva da tetragramma: si aggiunge shin in mezzo diventa Yeoshua: shin lettera iniziale di shabbat: gesù signore del sabato, venuto a sostituire il sabato con la domenica. I francescani hanno YHS, il monogramma di Gesù come simbolo, per invogliare i credenti a concentrarvisi in quanto (idea ebraica) essenza di chi lo porta. Bernardino da Siena predicava con il cartello davanti, corrisponde alla meditazione sul nome ebraica, soprattutto cabbalista. Il tetragramma si può scrivere ma solo se sei mega puro: lo scriba odvrebbe fare determinate preghiere. Solo il rotolo di Esther non ha il nome di Dio. Tutti i rotoli col nome di Dio sono conservati nella Genizah, un deposito per rotoli non più idonei perché scoloriti o rovinati, però dato che c’è il nome di Dio non li puoi buttare, solo seppellire come persone o conservare. Un rotolo rovinato si chiama “Pasul”> fasullo, prestito dal gergo dei commercianti ebraici. Radice PSL (s con puntino sotto)> statua, oggetto (falso) di adorazione pagana, qualcosa di pagano e non utilizzabile.