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Appunti con grafici ed esercizi commentati di Igiene. Scienze Biologiche. Argomenti: Sanità Pubblica Misure epidemiologiche Studi osservazionali e sperimentali Bias e confondimento causalità revisioni sistematiche e ricerche bibliografiche malattie cronico-degenerative malattie infettive farmacoepidemiologia determinanti della salute prevenzione Drug approval farmacovigilanza EBM Covid-19
Tipologia: Appunti
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1- Sanità Pubblica Italiana nel 2019 È cambiata l’aspettativa di vita e di nascita in Italia dal 1976-2016, sulla X l’aspettativa di vita e sulle Y gli anni di nascita. Ci sono 3 linee che rappresentano gli uomini, donne e totale della popolazione. L’aspettativa di vita è cambiata essendoci stato un aumento importante di più di 8 anni quindi, un bambino nato nel 2008 ha un aspettativa di vita più lunga di 8 anni rispetto ad un bambino nato nel 1980. Ogni anno che è passato c’è stato un miglioramento di 3 mesi dell’aspettativa di vita, almeno fino al 2008, non si sa dopo perché c’è stata una crisi economica globale che può aver influito su questa e si scoprirà nei prossimi anni. Non è stato così da tutte le parti, gli stati uniti sono stati confrontati con altri paesi industrializzati dell’OECD, mentre l’aspettativa di vita è aumentata in maniera costante negli altri paesi, negli USA c’è stata una diminuzione, la salute dipende in maniera stretta con altre caratteristiche delle popolazioni tra cui le condizioni economiche, sociali e politiche. Confrontando nazioni tra loro ancora più differenti, questo effetto è ancora più evidente. Tra UK e Sudan dal 1800 al 2013, negli UK nel 1800 l’aspettativa media era di 40 anni, nel Sudan 32, mentre qui è rimasta la stessa negli UK per la rivoluzione industriale si ha avuto un miglioramento. Intorno agli anni 20 si ha avuto un incisura in entrambi dovuta alla Prima guerra mondiale e l’epidemia di Spagnola che è una forma di influenza che ha ucciso molte vite tra il 1918 e 1920. Nel 2013 in UK l’aspettativa di vita è superiore agli 80 anni, in Sudan circa 65 anni. Il Sudan ha guadagnato più di 30 anni ma la differenza è molto aumentata col tempo con gli UK siccome con trascorrere del tempo e col progresso l’Inghilterra ha fatto passi da gigante ma stentano i paesi in via di sviluppo a mantenere il passo quindi, le condizioni sanitarie sono migliorate in quasi tutte le zone del mondo ma sono anche aumentate le differenze, le ineguaglianze di salute nelle diverse Nazioni nell’ultimo secolo. Osservando l’Inghilterra, e studiando l’aspettativa di vita delle persone che abitano nelle diverse zone di Londra, quelle nella zona centrale è più alta rispetto alle persone che vivono nella zona Est quindi da 77, anni verso 71,6 quindi 6 anni di differenza come aspettativa di vita. Ci sono persone che vivono in una delle città più importanti del mondo, di un paese occidentale dove non ci sono particolari differenze socio- economiche, ma nonostante questo, persone che vivono in quartieri più “disagiati” hanno anni di aspettativa minore. Le differenze sociali ed economiche anche all’interno della stessa città in realtà sono associate con importanti effetti sulla salute. In Italia la situazione varia ma non di tanto, considerando Torino, si osserva che tra le Vallette a Piazza Hermada si hanno 3-4 anni di differenza, che è dovuta a delle differenze sociali. Il problema delle differenze sociali è importante da vari punti di vista anche per lo studio della salute, le differenze, ineguaglianze sociali ed economiche stanno aumentando nel corso del tempo, a partire dal 2016 l’1% più ricco della popolazione mondiale possiede più del 50% della ricchezza totale nel mondo quindi c’è una distribuzione non uguale siccome i ricchi divengono sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri. Per forza di cose, questa suddivisione ineguale della ricchezza porta anche a differenze nella salute. L’Italia da questo punto div ista è tra i paesi industrializzati dove le diseguaglianze sono più forti, è un problema che a noi interessa particolarmente. Uno dei più importanti determinanti della salute in una popolazione è associato con lo stato sociale, differenze sociali ed economiche che ci sono in componenti della stessa popolazione o diverse.
Ci sono anche gli aspetti demografici, con la piramide dell’età si nota una divisione tra donne e uomini. Un tempo il grafico avrebbe riportato un triangolo, una piramide, questo tipo di grafico mostra quanto è rappresentata una certa categoria di età all’interno della popolazione, prima c’erano molti bambini, poche persone di mezza età e pochissime persone anziane, la popolazione grazie all’aumentata aspettativa di vita vivono di più ed il grafico ha iniziato a cambiare forma quindi ora c’è più un salvadanaio che una piramide. La parte più rappresentata sono le persone tra i 30 e 60 anni, mentre i bambini e le persone anziane sono poco rappresentate. Questo grafico andrà sempre di più verso una rettangolarizzazione come nel grafico di destra dovuto all’invecchiamento della popolazione e di bassa natalità soprattutto in Italia. Questo ha molte complicazioni siccome diviene problematico sostenere una parte di popolazione non più produttiva. Questo cambiamento demografico influisce sulla salute delle persone. Quanto costa mediamente un cittadino per i costi sanitari medi, un gruppo di persone di 15 anni i prezzi saranno minori essendo sani e non utilizzano risorse, aumentando l’età le persone si ammalano di malattie croniche che richiedono diagnosi, terapie e quindi i costi medi aumentano per le fasce d’età più anziane. Si passa da una situazione con -500 euro all’anno fino ad una situazione 7-8 volte maggiore per l’età più avanzata. Se aumentano gli anziani e gli anziani costano di più, i costi sanitari della popolazione a loro volta aumenteranno. Il mondo della sanità in cui ci si troverà a lavorare nei prossimi decenni, sarà una sanità che rischia di non essere economicamente sostenibile essendoci troppi anziani che assorbono troppe risorse rispetto a quelle che lo stato può fornire. C’è stato un importante cambiamento dello stato di salute nel passare del tempo, vivono di più ma l’aspetto critico è la sostenibilità di queste persone con patologie croniche. È anche cambiata la tipologia di malattie, si ha un fenomeno di transizione epidemiologica. Nel 1900 la maggior parte delle persone moriva per malattie di tipo infettivo, circa il 50% delle morti erano rappresentati dalle malattie infettive, con il trascorrere dei decenni la mortalità per malattie infettive è scesa moltissimo e le patologie che uccidono di più sono quelle cronico degenerative non trasmissibili come tumori, malattie cardiovascolari e metaboliche come il diabete. La maggior parte sono le malattie cardiovascolari e le malattie neoplastiche. Questa è la situazione a livello mondiale, ormai più del 50% delle morti che avvengono nel mondo sono dovute a malattie neurodegenerative come tumori e malattie cardiovascolari. Questa situazione è ancora più forte nei paesi industrializzati, circa il 70% delle morti è dovuta a malattie cardiovascolari o neoplastiche mentre, le malattie infettive rappresentano una piccolissima parte delle altre patologie e quindi rappresentano in realtà una piccola parte delle cause di morte nei paesi industrializzati. 1.1-La ricerca farmaceutica La ricerca farmaceutica ricalca le necessità della popolazione dei paesi industrializzati, la gran parte dei farmaci sono quelli neoplastici su cui si fanno ricerca e test, perché nelle malattie cardiovascolari sono stati ottenuti successi terapeutici enormi, questo è avvenuto solo in parte per le malattie plastiche ecco perché i soldi vengono usati maggiormente per questo tipo di ricerca. Così rilevante che, 2 anni fa il premio Nobel per la medicina è stato preso per aver gettato le basi per questo nuovo filone di ricerca a James P. Allison e Tasuko Honjo nel 2018. I soldi investiti nella ricerca biomedica nel mondo, secondo diversi ricercatori si parla di 2-300 miliardi di dollari che prevalentemente sono di origine privata e non pubblica e si traducono in un milione di ricerche, risultati all’anno. La ricerca farmaceutica è un gigante all’interno della ricerca in generale, i soldi investiti per la ricerca farmaceutica sono unici, anche nella ricerca informatica non sono tanti quanti quelli investiti nella ricerca farmaceutica. C’è un paradosso in questo, la ricerca biomedica è il più finanziato al mondo e viene prodotto ogni anno 1 milione di pubblicazione scientifiche eppure, i miglioramenti in ambito della terapia e prevenzione non corre così velocemente dati i presupposti. Uno studio ha affrontato questo problema in maniera molto chiara, essi hanno preso tutte le pubblicazioni fatte dai 6 giornali più importanti di scienze biomediche di ricerca di base ed hanno individuato 25 mila articoli tra 1979 e 1983 e per 101 gli autori dicevano di aver scoperto qualcosa che potesse cambiare il trattamento di una terapia, quindi da 25 mila a 101, questi rappresentano la parte più pregiata. La cosa inquietante è che, in realtà di queste 101 scoperte solo 5 sono
1.2- Il ruolo della prevenzione Se la ricerca farmaceutica non è in grado di risolvere tutto, un ruolo fondamentale è dato alla prevenzione. I risultati di uno studio GBD (carico globale di malattia), nel 2010 in Italia si è misurato quali sono i fattori di rischio responsabili della perdita di salute nella popolazione. Pochi fattori di rischio prevedibili come i fattori dietetici, fumo, inattività fisica sono responsabili di circa il 70% di perdita di salute. Quindi agendo in maniera preventiva si possono tradurre queste azioni con un importante guadagno per la popolazione. Questo è ancora più chiaro se si studiano le malattie cardiovascolari, coronariche, questo grafico mostra una decomposizione dei guadagni in termine di salute cardiovascolari nelle popolazione dal 1970 agli anni 2000, si è visto se i guadagni sono dovuti a nuovi trattamenti o ad un controllo dei fattori di rischio cardiovascolare, circa la metà del miglioramento della salute cardiovascolare della popolazione è stato ottenuto tramite la prevenzione. Purtroppo osservando quanti sono gli investimenti nella prevenzione d’Italia è molto lontana dalla media delle nazioni industrializzati come Finlandia e Canada. C’è un paradigma importante, spostare gli investimenti dalla semplice terapia alla loro prevenzione. Purtroppo in Italia si è in una situazione legata al paradigma in voga a 20-30 anni fa quindi il 40% delle morti di malattie croniche degenerative sono dovute a stili di vita sbagliate, 20% all’ambiente, 27% cause congenite o genetiche e solo una piccola parte influenzata dal sistema delle cure. La locazione delle risorse però non è proporzionale all’importanza delle causa che invece è assorbita al sistema delle cure pur essendo una piccola parte. Negli ultimi decenni c’è stato una umento della vita media di una eprsona ma che rischia di render epoco sostenibile il sistema siccome non producendo più non producono risorse che servono per sostenere il sistema sanitario pubblico oltre che sono persone che ne hanno più bisogno. La prevenzione è un possibile investimento che può rendere sostenibile il sistema ma richiede che ci sia un ridirezionamento delle attività dei dipartimenti di prevenzione quindi meno enfasi sulla vecchia igiene verso una nuova sanità pubblica più attenta alla prevenzione. Una sanità pubblica che agisce sugli stili di vita cercando di correggerli essendo uno dei tanti fattori di rischio, a livello individuale come miflioramento dei fattori di rischio, comunitario come quelli scolastico, o strutturali quindi cambiando la società, promuovendo la disponibilità di piste ciclabili e quindi spostamenti sani. Alcuni esempi di prevenzione strutturale:
in Italia la legge di Sirchia ha vietato il fumo nei locali pubblici riducendo alcune patologie legate all’esposizione del fumo passivo; Aumento al prezzo delle sigarette, limito di vendita alcolici. Si parla di Sugar Tax quindi mettere tasse su alimenti non sani come le bevande gasate. Altri tipi di interventi sono la supplementazione con acido folico della farina in Scozia e ridurre l’apporto di sale su alimenti già preparati. L’Italia è stata uno dei primi paesi al mondo a bandire il fumo nei posti pubblici e sono cambiati i ricoveri ospedalieri legati a questo soprattutto le malattie coronariche, questo grafico mostra come, nel momento in cui è stato introdotto c’è stata una riduzione del 4% dei ricoveri ospedalieri per malattie cardiovascolari. Negli USA in una simulazione si è simulato come cambierebbe il rischio di malattie cardiovascolari nel caso in cui venisse ridotto l’apporto di sale in modo tale da mantenerlo all’interno delle raccomandazioni. Si parlerebbe di una riduzione tra 8-15% degli infarti. Per poter ridurre l’apporto di sale non basta non usarlo perché a volte è già contenuto soprattutto nei già preparati. Il problema è che bisognerebbe convincere le industrie agroalimentari di ridurre l’uso di sale negli alimenti. Un concetto importante è che i nostri stili di vita hanno effetto non solo sulla salute ma anche sull’ambiente. Diversi studi hanno valutato come cambia l’emissione di gas serra nel caso in cui individui seguono diete diverse. Via via che la dieta diviene più salutare si è associati ad una emissione minore di gas serra quindi quando si fa una scelta su cosa mangiare non si influisce solo sulla salute ma anche sull’ambiente. Il rapporto tra salute e ambiente è più complesso e sta diventando sempre più importante. Antropogene si definisce l’epoca in cui stiamo vivendo dove l’uomo ha fatto mutazioni all’ambiente così profonde da far iniziare una nuova era sulla terra. Questo concetto di salute e ambiente che sono interconnessi ha portato al concetto di planetary health. L’idea è di capire le relazioni tra salute-ambiente e ambiente-salute inclusi gli aspetti sociali. Agendo sull’ambiente provocando surriscaldamento sociale si ha un effetto sulla salute. Meno ovvio è che il surriscaldamento porta le persone a migrare portando ad un problema sanitario. Anche COVID è un epidemia legato al mondo in cui viviamo in cui c’è stato un salto di specie. Alcuni studi che si occupano su effetti sulla salute dovuti alla temperatura, la relazione tra temperatura e mortalità in diverse città è diversa, confrontando Sydney e Toronto si hanno effetti diversi. In realtà la reazione tra ambiente e salute è più complesso di ciò che serve. 1.3-Salute ed interessi economici La salute non è un concetto sganciato, astratto dalla società ma è uno dei concetti più importanti quindi che muova interessi a livello sociale ed economico è normale. Più del 90% degli investimenti di ricerca sulle tecnologie sanitarie sono garantiti dall’industria, ma il privato ha i suoi legittimi interessi che non sono sempre allineati alla società quindi se chi paga ha la possibilità di scegliere i tema di ricerca ci saranno patologie orfane quindi con ricerca rara; conflitto di interessi pervasivo e possibili falsificazione dei risultato. Qualche volta l’industria può aver interesse a investire su tecnologie costose ma con basso impatto sulla salute della popolazione quindi cambiando il tipo di farmaco comprando quello nuovo più costoso anche se non ha vantaggi rilevanti a confronto con quello precedente. Non sono cose teoriche ma reali, molte industrie hanno pagato multe per comportamenti non corretti e si parla di milioni o miliardi di dollari per non arrivare a processo. In particolare l’industria farmaceutica è particolarmente attiva nell’aumentare la quota di potenziali clienti e quindi nuovi malati. Si può variare la soglia dentro la quale si decide se una persona è malata, in alcuni
Se si è malato questo agisce con il rapporto con la società, si ha diritto e dovere qualche volta di rimanere a casa, la società quindi gli attribuisce l’etichetta di malato definita Sick. Quindi, l’ illness gli permette di dare un senso al proprio malessere, il disease gli permette l’accesso alle cure mediche e la sickness lo libera dalle incombenze lavorative e gli dà diritto, eventualmente, a un aiuto economico. La sanità pubblica è la scienza e l’arte di prevenire le malattie, prolungare la vita, promuovere la salute e l’efficienza fisica attraverso l’impegno organizzato della comunità per la salubrità dell’ambiente, il controllo delle infezioni comunitarie, l’educazione degli individui sui principi di igiene personale, l’organizzazione di servizi medici e infermieristici per la diagnosi precoce e il tempestivo trattamento delle malattie, e lo sviluppo di un’organizzazione sociale che possa assicurare ad ogni individuo della comunità uno standard di vita adeguato al mantenimento della salute” (Prof. C.E.A. Winslow, Università di Yale, 1920). La sanità pubblica ha come obbiettivo la prevenzione delle malattie, la promozione alla salute, ha come target la comunità e non il singolo individuo e anche come mezzo siccome agisce e spera di migliroare le condizione di salute tramite l’organizzazione della società. L’epidemiologia è la scienza di base della sanità pubblica, è la disciplina biomedica con la quale si studia la distribuzione e la frequenza delle malattie ed eventi di rilevanza sanitaria nella popolazione. Avvalendosi della statistica, collabora con altre discipline come la medicina preventiva e clinica, la demografia, la sociologia. Si occupa di analizzare le cause, il decorso e le conseguenze delle malattie. Per popolazioni si intendono gruppi di persone quindi anche per esempio i malati di Helzeimer oppure i bambini al di sotto dei 5 anni. Un tipico errore fatto è di pensare che essi si occupino solo di malattie infettive, epidemiologia è una disciplina generale che permette di studiare perché alcune persone si ammalano ed altre no, è un insieme di metodi di tipo quantitativo che utilizza molto la statistica e che può essere applicata a qualsiasi branca della medicina. Ha quindi come scopo:
Lui conta, essendo l’epidemiologia statistica, fa un conteggio del rischio di morti per colera, conta i morti serviti nella zona di Southwark e di Lambeth dividendole per le persone effettivamente servite. La differenza era eclatante, 192 nella Southwark e 0 dalla Lambeth. L’epidemiologia non è una disciplina speculativa, è collegata agli interventi necessari per migliorare le condizioni della popolazione, Snow dopo questa scoperta si attiva per far un intervento di sanità pubblica, ottiene che la maniglia della pompa di Broad street fosse rimossa. A partire da quel giorno i casi di malattia iniziarono a diminuire, ed in pochi giorni l’epidemia si esaurì. L’acqua era contaminata perché prendeva l’acqua dal Tamigi a valle d’Europa quindi quando le fognature degli abitanti di Londra venivano gettate e quindi l’acqua era contaminata invece la Lambeth la prendeva più a monte quindi non era ancora contaminata. John Snow ripercorre perfettamente il processo ciclico della sanità pubblica:
perso 2,5 anni quindi a seconda della disabilità si danno pesi specifici da 0-1 per comparare la perdita di salute tra disabilità e morte permettendo di calcolare i DALY (anni di vita persi-aggiustati dalla disabilità). La maggior parte della salute in Italia viene persa per malattie Cardiovascolari, la seconda sono i tumori. Ci sono malattie che anche se non uccidono sono estremamente importanti per la perdita di salute nella popolazione. Questo ragionamento può essere ribaltato quindi si possono vedere quali fattori di rischio rubano più salute oltre che le malattie, questo la si usa in ambito della prevenzione. Se il fumo è responsabile tramite malattie cardio vascolari, respiratorie, circolatori è causa di grandi malattie, si può intervenire su questo per evitare una grande perdita di salute influenzando il rischio di sviluppare una serie di malattie. Gli indicatori sanitari per ottenerli sono necessari dati: Studi ad hoc: studi epidemiologici, multiscopo Istat, altre indagini di prevalenza (come DOXA) Statistiche Correnti: mortalità, dimissioni ospedaliere (SDO), consumi di farmaci. Queste fonti di dati correnti si possono prendere da ISTAT, ASL, regioni etc. Importante riguarda la classificazione delle malattie delle cause di morte, si utilizza la classificazione internazionale delle malattie ICD-X. È un sistema importante perché gerarchico quindi raggruppa gli eventi morbosi in categorie, di tutto il mondo. Quindi si ha un attribuzione di codici alfanumerici ai termini in cui sono formulate le diagnosi di malattia e gli altri problemi relativi alle condizioni di salute. Si può capire se alcune informazioni provenienti da certa nazioni hanno raggruppato le malattie ad un certo livello dispetto ad un'altra. Una classificazione può permettere quindi vari livelli di dettaglio, permette di raccogliere dati in maniera oggettiva e di comparare dati, permette un oggettivazione e standardizzazione delle cure. ICD-10 è un dizionario, si ha la classificazione di varie tipi di patologie. Ci sono diversi livelli di aggregazione dei dati, spesso le fonti di dati corrente danno informazioni aggregate per regioni o provincia quindi è impossibile avere informazioni a livello individuale, questo per alcune valutazioni non è necessario come per la prevalenza di fumatore per regione, ma se bisogna far valutazione più fini bisogna andar a condurre uno studio ad hoc perché non ci sono fonti di dati correnti che danno classificazione di fumatori ad esempio a livello comunale. Fonti di dati correnti italiane:
Può essere utile per studi eziologici, perché non si deve aspettare l’insorgenza della malattia quindi sulle cause delle malattie così da non aspettare l’insorgenza della malattia. Problemi al posto del rischio e del tasso, la prevalenza dipende sia dall’incidenza, sia dalla durata. Odds: esprime il rapporto tra casi e «non casi» in una data popolazione e un dato periodo di tempo Si calcola dividendo il numero di casi (D) per i «non casi» (N-D) quindi da persone con una certa caratteristiche e persone che non hanno la caratteristica di interesse. n° di casi D Odds = -------------------------------- = ------- n° di Non casi (N-D) essendo una proporzione e non un rapporto va da 0 ad infinito. Calcolare Odds:
Lo stesso per la differenza di tassi: 24 casi di fumatori su 10000 persone anno con infarto miocardico e 14 casi di non fumatori su 20000, la differenza di tassi sarà: Tasso fumatore: 24/10000 py Tasso non fumatore 14/20000 py Rate difference: (24/10000) / (14/20000) = 17/10000 py Volendo sapere se il fumo provoca più tumori del polmone o infarti, si fa nella stessa popolazione il rate ratio e nel caso del tumore al polmone è 14 e l’infarto 1.6 (il fumo è associato ad un aumento di rischio del 14% di volte su tumore e 1.6 su infarto), nel rate difference si ribaltano le cose, 130/1000000 py per tumore e 256/1000000py per infarto. L’infarto nei non fumatori è molto più comune che il tumore ai polmoni quindi moltiplicando a 1.6 un valore già grande si ha un numero assoluto di infarti più alto del tumore di polmone essendo questo moltiplicato per 14 un numero molto piccolo. Un aumento del 60% del rischio di infarto causato dal fumo agirà un rischio di base di infarto molto più alto del rischio di base di tumore del polmone su cui agisce un aumento del rischio del 1400%. La cessazione del fumo quindi salva molte più vite dall’infarto che dal tumore al polmone. Le misure relative sono utili a valutare la causalità dell’associazione quindi se una maggiore esposizione è associata ad una malattia. Le misure assolute sono utili a valutare l’impatto di sanità pubblica dell’associazione studiata.
fumatori e non fumatori ed è un esposizione autoindotta, esposizione ad un fattore benefico come utilizzare un farmaco rispetto a non utilizzarlo. I diversi tipi di studio servono a rispondere a queste finalità:
nel corso del tempo se, in questi soggetti insorge la malattia confrontando poi la frequenza con cui la malattia si è sviluppata negli esposti e non si può capire se sono correlati. Le caratteristiche principali sono: Identificano individui senza la patologia di interesse che vengono classificati in relazione all’esposizione di interesse come esposti e non esposti ad esempio il fumo. Gli individui vengono seguiti nel corso del tempo (follow up), alla fine dello studio si confronta il numero di nuovi casi di malattia tra gli esposti e i non esposti Quindi la misure che vengono valutate sono i tassi e/o i rischi e le rispettive misure di associazione. Le misure utilizzate principalmente sono: Rischio: N. nuovi casi / popolazione a rischio = D/N Tasso: N. nuovi casi / anni-persona a rischio = D/AP Misura Relativa formula Rischio relativo (Risk Ratio) Rischio 1 /Rischio 2 Rapporto di tassi (Rate Ratio) Tasso 1 /Tasso 2 Odds Ratio Odds 1 /Odds 2 Odds Ratio è utile quando non si possono calcolare i rischi ed i tassi quindi può essere un surrogato. Misura Assoluta formula Differenza di Rischi Rischio 1 - Rischio 2 Differenza di tassi Tasso 1 - Tasso 2 Interpretazione rischio relativo RR: RR>1: la probabilità di malattia è maggiore nel gruppo dei soggetti esposti rispetto ai non esposti al fattore studiato. Il fattore studiato è un fattore di rischio. Tanto più il RR è superiore ad 1, tanto più alto è il rischio associato all’esposizione. RR=1: assenza di associazione tra l’esposizione studiata e la malattia RR<1: la probabilità di malattia è minore nel gruppo dei soggetti esposti rispetto ai non esposti al fattore studiato. Pertanto, non si tratta di un fattore di rischio ma di un fattore protettivo. Tanto più il RR è minore di 1, tanto più alto è l’effetto protettivo associato all’esposizione. Vantaggi: -L’esposizione è misurata prima dell’outcome, la qualità e la validità dell’informazione non è in genere associata con l’outcome. L’esposizione è sempre misurata prima, che era una delle debolezze dello studio trasversale. -Efficiente nello studiare il ruolo di esposizioni rare su molteplici outcome. Studiando un esposizione molto rara, si può osservare se la mutazione è associata ad un’esposizione, in questo caso nessuno vieta di prendere le persone con questa malattia per studiare avendo quindi abbastanza esposti per poter avere eventi di interesse potendo calcolare rischi e tassi. -È possibile misurare la tasso e rischio di malattia. Svantaggi: -Inefficiente nello studiare malattie rare, si possono prendere quanti esposti si vuole e quanti non esposti, ma se una malattia è piuttosto rara, non si osserva nessun caso di malattia sia negli esposti che non. -Può essere molto dispendioso, sia in termini di tempo che di denaro infatti il fumo impiega decenni ad aumentare il rischio, questo non è vero per altri tipi di malattie. -Cambiamenti nello stato di esposizione sono difficili da registrare, le persone fumatori possono smettere e non fumatori possono iniziare quindi bisogna ricontattare le persone per riattribuirgli il titolo altrimenti si cambiano i valori dello studio. Caso-Controllo: prima le informazioni sulla malattia e poi, si osserva se nel passato le persone hanno avuto o meno l’esposizione di interesse. Si ribalta lo studio di coorte, si parte dalla popolazione sorgente e si individuano tutti i casi con la malattia di interesse come le persone con
-I controlli ospedalieri sono selezionati da pazienti ricoverati allo stesso ospedale dove sono stati identificati i casi -L’assunto è che i controlli rappresentino la Source popolation che fa riferimento all’ospedale in cui si conduce lo studio -La proporzione di rispondenza è in genere più elevata, la situazione di intervista è la stessa dei casi, la validità e la completezza delle interviste sono teoricamente simili per controlli e casi -Campioni biologici possono essere ottenuti facilmente. Limiti, i controlli ospedalieri ed i casi potrebbero non essere perfettamente confrontabili: -Le persone malate ed ospedalizzate possono avere una prevalenza dell’esposizione differente rispetto alla popolazione generale (ad es. Fumo), le diagnosi associate con l’esposizione in studio devono essere escluse; i controlli devono essere selezionati da numerose patologie differenti. -Un ospedale può avere diverse aree di riferimento a seconda di diverse patologie. Conducendo uno studio caos controllo proprio sulla patologia a cui l’ospedale è specializzato, lo studio rischia di essere distorto siccome i casi provengono da tutta l’Italia mentre i controlli tutti da Vercelli quindi, la popolazione sorgente dei casi non corrisponde alla popolazione sorgente dei controlli quindi la soluzione è utilizzare solo i casi provenienti da Vercelli. Siccome il fumo può causare anche altre patologie, altri tumori quindi si sotto stima la differenza tra i gruppi di casi e controlli quindi i controlli non sono realmente rappresentativi della popolazione sorgente. Studi di Odds: si confrontano le prevalenze di fumo tra casi e controlli ma in realtà vengono confrontati gli Odds. Si parla di Odds di malattia e di Odds di esposizione, daranno valori numerici diversi. 10000 fumatori e 10000 non fumatori, ci sono 9500 non casi negli esposti e 500 casi, 9900 non casi nei non esposti e 100 casi. Rischio esposti: 0, Rischio non esposti: 0, Quindi RR= (0,05/0,01)= 5 ed è il rischio relativo. Immaginando di voler calcolare Odds di malattia, invece di dividere 500/10000 si divide 500/9500 e nel gruppo dei non esposti si divide 100/9900, si ottengono Odds di malattia ed il loro rapporto, OR malattia= (0,0526/0,0101)=5. Non è molto diverso dal rischio relativo, prima si divideva per 10000 ora per 9500 quindi i numeri ottenuti sono molto simili. Immaginando di calcolare Odds di esposizione, si agirà sulle colonne quindi tra i casi (500/100) = 5 E Odds esposizione non casi quindi (9500/990) = 0, OR ( 5 / 0,09595) = 5. Odds ratio di esposizione è sempre identico all’Odds ratio di malattia ed è molto simile al rischio relativo se la patologia è rara. Quindi si può usare uno studio caso-controllo per trovare gli stessi risultati ottenuti dallo studio di coorte. Si estrae un campione casuale tra i non casi della coorte, si avevano 19 mila e 900 persone che non avevano sviluppato la malattia, si estrae una quantità di campione uguale o diversa da quella dei casi. Importante è che la distribuzione sia identica a quella della corte originaria quindi, calcolando la prevalenza di esposizione, rimane invariata. In questo caso non si può calcolare un rischio, e neanche il tasso, l’unica misura che si può calcolare è Odds Ratio. Si ottiene sempre 5.2 quindi lo stesso valore ottenuto nella coorte intera. Quindi si è riusciti ad approssimare il rischio relativo che si poteva calcolare per l’intera coorte. Vantaggi: Sono un metodo efficiente per studiare malattie rare ed esposizioni multiple, se anche rara, siccome si ha una reclutamento dei casi di interesse si possono reclutare per più tempo, per un maggiore luogo. Una volta che si hanno i casi e controlli, nulla vieta di far un questionario vario quindi valutare l’associazione di ognuna di queste esposizioni e la malattia stessa.
Solitamente sono meno costosi in termini di spesa e tempo rispetto agli studi di coorte (nel caso precedente ho studiato 1200 persone invece di 20000), si sono presi direttamente i casi di malattia e quindi non si è dovuto aspettare. Limiti: I casi e i controlli talvolta non sono perfettamente confrontabili altrimenti i risultati saranno distorti. L’informazione sull’esposizione è raccolta dopo la diagnosi della malattia. Può essere difficile ricordarsi esposizioni del passato, il ricordo può essere diverso per i casi e per i controlli, c’è possibilità di causalità inversa. Gli studi caso-controllo solitamente non permettono la stima di incidenza negli esposti e nei non esposti, il caso sta più attento a ricordarsi i fatti e la causa della malattia a differenza dei controlli. Quindi gli studi di caso-controllo sono superiore a quelli trasversali e la scelta tra coorte e caso- controllo dipende dal tipo di studio che si deve effettuare.