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Appunti di Informatica del Dipartimento di Lingue e Letterature straniere del corso di Lingue e Culture per il Turismo (L-15)
Tipologia: Appunti
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Questo corso esiste perché lo sviluppo tecnologico rende presto obsolete le conoscenze tecniche molto dettagliate. L’evoluzione delle applicazioni è rapida e sistematica e per questo motivo è necessario avere una conoscenza generale dell’argomento. Non si vuole mettere al centro la singola applicazione, ma l’obiettivo è quello di riuscire a destreggiarsi con qualsiasi applicazione, anche quelle future; in questo modo le future applicazioni e lo sviluppo tecnologico non renderanno obsoleto il nostro studio. A cosa serve questo corso?
Nasce nel 17 secolo ed è una vera innovazione, la Pascalina permette di fare delle somme, ma questa volta la logica dell’operazione è cablata all’interno della macchina. Abbiamo quindi uno strumento a cui forniamo i due addendi e lei spara fuori il risultato. Il problema della pascalina è che permetteva di fare solo addizioni e sottrazioni; le moltiplicazioni e le divisioni venivano effettuate mediante ripetizioni di addizioni e sottrazioni ma anche qui era l’utente a controllare il processo (passo indietro) → se devo essere io a gestire le moltiplicazioni e addizioni il controllo dell’operazione torna all’utente. Si potrebbe pensare di modificare la macchina in modo da introdurre ingranaggi in grado di gestire moltiplicazione e divisione → questo porta alla nascita di altri problemi, come si calcolano le potenze, radici quadrate ecc.? Anche modificando ancora una volta i meccanismi della macchina non stiamo risolvendo il problema ma lo stiamo solo rimandando. Il problema vero è che la logica che governa le operazioni è cablata all’interno della macchina calcolatrice, ma se sorgesse la necessità di calcolare una NUOVA funzione aritmetica (es. media tra 4 numeri) il controllo tornerebbe all’utente. Quindi queste macchine sanno risolvere solo le operazioni per cui sono state costruite. LA SOLUZIONE è trattare a sua volta la logica come parte dell’imput (dati in ingresso alla macchina per far svolgere la singola operazione es. due numeri) della macchina. MACCHINA ANALITICA Introdotta da Charles Babbage intorno al 1840, è il primo esempio di macchina di calcolo programmabile, in grado sia di eseguire le operazioni ma anche in grado di ricevere come imput la logica di controllo di una nuova operazione. Questo è qualcosa di simile al nostro computer, il computer riceve come imput sia i dati, sia il programma, cioè la logica di operazione.
E’ sufficiente che l’informazione sia rappresentabile in modo digitale, infatti il computer riconosce solo due simboli, 0 e 1, on e off; il computer è composto da tutta una serie di interruttori che possono solo accendersi o spegnersi. TIPI DI SEGNALI
Nel computer ci sono tantissimi interruttori che possono essere accesi o spenti, ognuno di questi interruttori è un BIT in grado di rappresentare un segnale binario ( o 1, acceso o spento). Tutto quello che c’è all’interno del computer è rappresentato da una sequenza di bit, è l’elemento base per rappresentare le informazioni. Ogni elemento è rappresentato dalla sua personale sequenza di bit accesi o spenti. Un bit viene realizzato ad esempio con presenza o assenza di carica elettrica, direzione di magnetizzazione, passaggio non passaggio di luce (cd, dvd). Con un bit si possono rappresentare due informazioni, ossia avendo a disposizione un bit posso rappresentare delle informazioni che possono assumere solo due valori (0 e 1), per esempio si può dare l’approvazione a un esercizio, si sceglie ad esempio che interruttore su 1 la risposta è vera e se è su 0 la risposta è falsa.
byte kilobute megabyte gigabyte terabyte petabyte Exabyte RAPPRESENTAZIONE DEI NUMERI DISTINZIONE TRA NUMERALE E NUMERO: NUMERO: concetto che rappresenta una quantità. NUMERALE: simbolo che rappresenta una quantità. I numerali differiscono dai numeri come le parole differiscono dai concetti che rappresentano. es. 6, sei, VI, sono numerali che rappresentano tutti lo stesso numero NUMERAZIONE DECIMALE DECIMALE: “alfabeto” di 10 cifre base → 0,1,2,3,4,5,6,7,8, numerale 245: 2 centinaia, 4 decine, 5 unità → 2 volte 10 alla seconda, 4 volte 10 alla 1, 5 volte 10 alla o SISTEMA DI NUMERAZIONE BINARIO BINARIO → “Alfabeto” di solo due cifre 0, il numero di cifre coincide con il numero di bit numerale 101 con pedice 2 (mettiamo due in pedice perché è la base del sistema in questo caso binario)→ 1 volta 2 alla seconda, 0 volte 2 alla prima, 1 volta 2 alla zero.
NOTAZIONE POSIZIONALE → La posizione di una cifra in un numerale indica il suo peso in potenze di 2. i pesi sono:
Il numero più grande esprimibile con un dato numero di cifre (decimali, binarie…). Non coincide il numero di informazioni rappresentabili. Per esempio, con 2 cifre decimali rappresento 100 numeri, ma il numero più grande è 99 (si inizia a contare da 0). Il numero più grande che posso esprimere nel sistema binario è sempre 1. 99 si può anche scrivere come 10 alla seconda meno 1. Quindi con n cifre il numero più grande che possiamo scrivere è il numero che precede una potenza di 10 (10 alla N meno 1, dove N è il numero di cifre che voglio scrivere). SISTEMA BINARIO Si può rappresentare da 0 a 11 cioè da 0 a 2 alla seconda meno 1. RIASSUMENDO Quando si è definito il numero di cifre con cui si rappresentano i numeri, si definisce anche il massimo numero rappresentabile (esempi sul block notes)
N.B Le cifre da 0 a 9 rappresentate in ASCII sono CARATTERI (simboli) e non quantità numeriche, quindi:
Ci sono varie tecniche utilizzate per memorizzare in modo digitale un’immagine e poi elaborarla.
Supponiamo di voler rappresentare un’immagine in bianco e nero. Lo scanner quando deve passare un’immagine costituisce una griglia e poi va a vedere se in corrispondenza di ogni puntino di ogni riga o colonna c’è bianco o nero (es. 0= bianco; 1=nero). I puntini sono i pixel. Quindi l’immagine è suddivisa da una griglia formata da linee a distanza costante, in modo che ciascun pixel sia uguale agli altri. Ogni quadrato derivante da tale suddivisione viene chiamato pixel (picture element) e può essere codificato in binario con la convenzione che:
Se io ho 6 pixel dello stesso valore tutti vicini posso scrivere 6 x quel valore. Questa tecnica si chiama LOSSLESS. Formati: gif, tiff, png Le tecniche di compressione LOSSY, invece, causano perdita di informazioni, cioè il processo di compressione “scarta” alcuni dati. Quando si decomprime l’immagine, questa è diversa dall’originale → è degradata in qualità. A quale scopo? la compressione lossy permette di risparmiare molto più spazio della lossless. Formati compressi lossy: jpeg, png CODIFICA DELLE IMMAGINI IN MOVIMENTO (VIDEO). Visto lo spazio elevato richiesto, occorrono tecniche di memorizzazione efficienti: per esempio, sono memorizzate solo le differenze tra un programma e l’altro. ESISTONO VARI FORMATI, SOPRATTUTTO LOSY. CODIFICA DEI SUONI Il suono è uno dei mezzi principali di comunicazione, anche i suoni possono essere codificati in digitale. Un suono è un’onda di pressione che si ha in presenza di un mezzo (l’aria, l’acqua) Quando un suono viene rilevato da un orecchio o da un microfono, viene trasformato in uno stimolo, o segnale, elettrico. Durata, intensità e variazione nel tempo della pressione dell’aria sono le quantità fisiche che rendono un suono diverso da ogni altro. Il tempo e intensità sono quantità analogiche.
PROBLEMA: Passare da rappresentazione analogica a rappresentazione digitale. IDEA: Si effettuano dei campionamenti sull’onda (cioè si misura il valore dell’onda a intervalli costanti nel tempo) e si codificano in forma digitale le informazioni (numeriche) estratte da tali campionamenti. Il telefono usa 8000 campionamenti al secondo (8 kHz) I CD audio usano 44100 campionamenti al secondo (44,1 kHz) Analogamente alle immagini, maggiore è la frequenza dei campionamenti, migliore sarà la precisione con cui il segnale viene memorizzato e la fedeltà all’originale. Sul tempo abbiamo ancora campioni analogici (l’ampiezza è un valore analogico) Occorre discretizzare anche l’ampiezza di ogni campione per poterla esprimere con un numero binario. A ogni livello viene assegnata una sequenza binaria (diversa per ognuno) Nell’esempio, non tutte le combinazioni di 4 bit sono visualizzate e usate. Ogni campione viene approssimato al livello più vicino, al valore indicato con il cerchio. Ogni campione sarà quindi espresso dal numero binario corrispondente al livello più prossimo. La sequenza dei valori numerici ottenuta dai campioni è quindi digitalizzata, si ha una discretizzazione in tempo e una sul valore. CD musicali: 44100 campionamenti al secondo, 16 bit per campione diversi formati: mov, wav, mpeg (mp3), avi, midi Formato midi codifica le note e gli strumenti che devono eseguirle: solo musica, non voce. Formato mp3: lossy, molto diffuso e molto efficiente.
Permette di memorizzare sia il programma che i dati. Fisicamente è formata da componenti elettronici (transitor, resistenze, condensatori) miniaturizzati. Ogni unità elementare può trovarsi a due livelli di tensione elettrica (o carica del condensatore) → il corrispettivo fisico del BIT. E’ strutturata in una sequenza di celle (o locazioni) DI MEMORIA: ogni cella memorizza un byte (ci sono 8 celle); le celle sono numerate in sequenza e si chiamano INDIRIZZI DI MEMORIA. Gli indirizzi di memoria servono a individuare le zone della memoria in cui scrivere e leggere le informazioni. Specificando l’indirizzo di una cella, la CPU è in grado di leggere e/o modificare il valore del byte memorizzato in quella cella. es. una ram di 65536 (2 alla 16) celle di un byte ciascuna. Quanti bit per esprimere un indirizzo compreso tra 0 e 65535 → 16 DIMENSIONI DI MEMORIA Lo spazio di indirizzamento è l’insieme o il numero di celle indirizzabili direttamente. Il numero di celle indirizzabili è una potenza di 2, con: 16 bit si indirizzano 2 alla 16 = 65536 32 bit si indirizzano 2 alla 32= 4294967296 celle Numero di celle indirizzabili = numero di informazioni rappresentabile con un certo numero di bit. l’unità di misura della memoria è il byte. Si usano dei multipli:
Read-Only Memory, memoria in sola lettura. Non può essere modificata (a meno che non sia di un tipo particolare, EPROM) Non è volatile Veloce quasi quanto la RAM Solitamente usata per memorizzare programmi e dati necessari all’avvio dell’elaboratore.
Ogni tipo di processore è in grado di eseguire un numero limitato (centinaia) di istruzioni. Le istruzioni si suddividono in:
E’ la parte più importante del processore: Funzioni:
La CU svolge la sua attività in modo ciclico
E’ la componente del computer in grado di fare operazioni logiche. Esegue operazioni di tipo aritmetico (es. somme) e logico (es. confronti) Preleva gli operandi dai registri e deposita il risultato delle operazioni in uno (o più) registri.
Piccole celle di memoria con tempi di accesso molto più bassi rispetto alla memoria primari. Mantengono le informazioni necessarie per eseguire l’istruzione corrente. Hanno dimensione di 16, 32, o 64 bit (da cui CPU da 16, 32 o 64 bit). Sono in numero molto limitato (10,20,64 o 128), visto che sono all’interno della CPU Si dividono in registri: