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Citazione diretta e indiretta: guida per la corretta citazione in ambito accademico, Appunti di Linguistica

Appunti di linguistica italiana 2023

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 03/02/2023

Luisa_19
Luisa_19 🇮🇹

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La citazione: indiretta e diretta
La citazione indiretta:
• La citazione indiretta consiste nel riportare idee, teorie, conclusioni scritte da altri
autori senza utilizzarne le esatte parole, ma riformulandone il pensiero.
• La formula Cfr. (“confronta”) si usa quando il brano a cui ci si riferisce è stato
rielaborato oppure è stato fonte di una libera ispirazione;
La citazione diretta:
• Si usa quando si riporta letteralmente e per esteso un brano tratto dall’opera di un
autore;
Sia per la citazione indiretta sia per la citazione diretta occorre specificare in nota i
dati bibliografici da cui è stata attinta la citazione (anche il numero della/e pagina/e
citate).
•Se la citazione è breve, va inserita tra virgolette basse all’interno del corpo del testo.
Se è la citazione è lunga, deve essere inserita in posizione centrata e separata dal
corpo del testo.
•È sempre meglio citare il testo in maniera integrale, ma quando si omettono delle
parti di frasi o si apportano delle modifiche bisogna segnalare l’intervento con gli
opportuni segni grafici, in questo caso con i puntini di sospensione o le parole
mancanti all’interno di parentesi quadre. Ad esempio:
«Una buona parte di questi [dinosauri] comparvero durante il Triassico […]»
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La citazione: indiretta e diretta La citazione indiretta:

  • La citazione indiretta consiste nel riportare idee, teorie, conclusioni scritte da altri autori senza utilizzarne le esatte parole, ma riformulandone il pensiero.
  • La formula Cfr. (“confronta”) si usa quando il brano a cui ci si riferisce è stato rielaborato oppure è stato fonte di una libera ispirazione; La citazione diretta:
  • Si usa quando si riporta letteralmente e per esteso un brano tratto dall’opera di un autore; Sia per la citazione indiretta sia per la citazione diretta occorre specificare in nota i dati bibliografici da cui è stata attinta la citazione (anche il numero della/e pagina/e citate). •Se la citazione è breve, va inserita tra virgolette basse all’interno del corpo del testo. Se è la citazione è lunga, deve essere inserita in posizione centrata e separata dal corpo del testo. •È sempre meglio citare il testo in maniera integrale, ma quando si omettono delle parti di frasi o si apportano delle modifiche bisogna segnalare l’intervento con gli opportuni segni grafici, in questo caso con i puntini di sospensione o le parole mancanti all’interno di parentesi quadre. Ad esempio: «Una buona parte di questi [dinosauri] comparvero durante il Triassico […]»

Inserire una nota Le note, che appariranno a piè di pagina o a fine documento, devono avere nel testo il loro richiamo mediante numero arabo in apice (dopo l’eventuale segno d’interpunzione). Es. L’epigrafe è una citazione posta sulla «soglia» dell’opera o di alcune sue parti, al «confine fra la parola e il silenzio».^1 Nel caso di ripetizioni in note successive:  Ibidem: quando la citazione si ripete identica nella nota immediatamente successiva, senza quindi alcuna variazione e frapposizione di altri testi in nota: Es:

  1. Borrelli Clara, La Napoli tragica di Francesco Mastriani , L’Orientale Editrice, Napoli, 2013, p. 22.
  2. Ibidem.  Ivi, a cui segue l’indicazione del numero di p./pp.: quando la citazione di un testo si ripete nella nota immediatamente successiva, ma con riferimento a pagine differenti da quelle appena citate: Es:
  3. Borrelli Clara, La Napoli tragica di Francesco Mastriani , L’Orientale Editrice, Napoli, 2013, p. 122.
  4. Ivi, p. 135. (^1) Genette Gérard, Paratexts: Thresholds of Interpretation , Cambridge University Press, Cambridge, 1997, p. 144.