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Del concetto di destinazione turistica e le sue caratteristiche, con particolare riferimento al caso di Nizza. Viene esplorata l'importanza dell'impatto economico del turismo sul territorio, la presenza di strutture turistiche e l'evoluzione del turismo da quello moderno a quello postmoderno. una panoramica della storia del turismo balneare e termale, e illustra come il settore turistico trasformi i sistemi di produzione e la società locale.
Tipologia: Appunti
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La democratizzazione è un passaggio chiave che trasforma il viaggio ed il turismo da una pratica di tipo elitario ad una largamente diffusa -> mutamento principale che permette di trasformare il viaggio e turismo maggiormente accessibili. FATTORI DI SPINTA DELLO SVILUPPO TURISTICO (XVIII secolo)
(prodotti alimentari, servizi di trasporto). Spesa indiretta che ha una ricaduta sul settore turistico e sul territorio.
Il turismo come settore trainante dell’economia
Non è solo più dedicato alla FORMAZIONE GIOVANILE perché si trasforma in un viaggio che coinvolge persone ormai adulte e mature (persone che però hanno meno tempo portando così il grand tour a doversi ridurre) -> processo di adattamento di tipo sociale ed economico. Si registra la RIDUZIONE DELLA DURATA : il grand tour è sempre più veloce passando da alcuni anni ai pochi mesi registrati all’inizio dell’Ottocento. I ritratti dell’epoca -> gomito del barone appoggiato alla colonna che è un rimando all’archeologia classica -> ha vissuto l’epoca del grand tour. In mano ha la cartina dell’Italia -> sfondo: paesaggio italiano che segna l’importanza del viaggio in Italia durante il grand tour. Ritratto di George Legge -> lo sfondo indica il momento in cui il visconte è tornato. Il busto ricorda l’archeologia classica e anche lui ha in mano la cartina dell’Italia per simboleggiare il Grand tour e le strade italiane. Chi non ha fatto il grand tour -> inferiorità sociale poiché il grand tour di per sé indica la superiorità culturale rispetto a chi non ha avuto la possibilità di intraprendere questo viaggio. Il grand tour definisce quella che sarà la linea di sviluppo (da nord a sud) del turismo anche nella fase contemporanea, e cioè uno SPOSTAMENTO che avviene andando verso il sud. Il primo asse di sviluppo del turismo è quello determinato dal grand tour con il viaggiatore che va alla ricerca delle radici della civiltà classica e del Rinascimento. Dal Settecento la diffusione geografica del viaggio sarà quindi sempre più orientato ad andare alla scoperta dei paesi più caldi. I flussi dall’Europa settentrionale e centrale raggiungeranno così le coste del Mediterraneo e l’Italia -> luogo adatto ai lunghi soggiorni balneari anche in inverno. Uno degli itinerari più importanti del Settecento è sicuramente Nizza, che al tempo faceva parte del Regno di Sardegna un altro è il Colle di Tenda che è uno egli itinerari del grand tour che diventa alla fine del ‘700 un cammino agevole che viene utilizzato da diversi viaggiatori del grand tour che d’inverno soggiornano nella Costa Azzurra e poi d’estate valicare il colle per andare a Cuneo. Nel grand tour troviamo ben chiara la necessità di lasciare una testimonianza del viaggio raccontandolo attraverso un resoconto che elabora, a posteriori, il contenuto fissato nel diario di viaggio. È sentita l’esigenza di raccontare la propria esperienza del viaggio in modo tale da far sapere agli altri che il grand tour è stato effettuato. Ci sono diversi modi di testimoniare il viaggio: la pittura e il resoconto del viaggio che fornisce molte informazioni attraverso un diario di viaggio che evidenzia le tappe principali e le difficoltà del viaggio (può essere più o meno interessante). L’esperienza del viaggio di formazione si caratterizzò con un passaggio fondamentale per la civiltà europea in età moderna in grado di coinvolgere sempre nuovi viaggiatori che si affiancheranno agli inglesi, ai francesi ed ai tedeschi, italiani, olandesi e russi. Il grand tour è però anche l’espressione tangibile della sempre più sentita necessità di mobilità presente a partire dal Settecento. Quest’ultima viene favorita, rispetto a solo pochi decenni prima, da un generale miglioramento delle condizioni di svolgimento del viaggio materiale: rete stradale e strutture per l’accoglienza, stazioni di posta e locande. IL VIAGGIO MATERIALE Il viaggiatore di questo periodo si confronta con i diversi aspetti di quello che definiamo come il viaggio materiale. Nei resoconti di viaggio sono infatti presenti le descrizioni non solo di quello che il viaggiatore ha visto, delle persone che ha incontrato, ma anche quelle delle difficoltà incontrate nel corso del viaggio. Le pagine dei viaggiatori descrivono perciò le condizioni del viaggio ( difficoltà : strade, mezzi di trasporto, cibo e qualità del sonno), dove/come hanno mangiato/dormito i viaggiatori, i tipi di servizi “turistici” presenti per i viaggiatori nelle diverse tappe dell’itinerario. Questi elementi ci fanno capire il grado di sviluppo di un luogo -> più persone
ci sono più i servizi turistici sono sviluppati. I mezzi di trasporto (carrozze private, vetturini che però non erano mezzi individuale, carrozze postali -> più economiche ma meno puntuali) cambiano nel corso del tempo e sono fondamentali nel grand tour per il costo. Cresce anche molto il settore alberghiero grazie all’aumento dei turisti. Da questo capiamo così l’evoluzione economica data dall’interazione tra i viaggiatori ed il territorio: se ci sono i viaggiatori del grand tour nascono infatti delle IMPRESE (di tipo turistico) che gli offrono i SERVIZI PRINCIPALI (accoglienza e trasporto). Chi viaggiava in Italia trovava sostanzialmente degli ALBERGHI il cui livello era molto diverso sia che fossero in città (= di lusso, comodi, confortevoli per i livelli qualitativi dell’epoca), sia al di fuori delle città (= le locande “di passo” /alberghi di transito e le osterie erano invece posti di infima categoria). Ospitalità professionale. Nelle tappe del gran tour in cui erano previsti dei soggiorni anche per periodi molto lunghi, come a Roma, non veniva solitamente scelto dai viaggiatori l’albergo (perché era troppo costoso), ma si optava per le più economiche “ camere locande ”. Nell’ospitalità è poi sempre presente la dimensione di scambio/accoglienza per cui il nobile, e non solo, che viaggiava si serviva spesso solo in modo limitato degli alberghi dato che veniva OSPITATO da parte di altri nobili (ospitalità tra pari). IL CICLO DI VITA DELLE LOCALITÀ TURISTICHE Il ciclo di vita di una località turistica è un modello che permette di interpretare, in forma teorica, le fasi evolutive dello sviluppo turistico di un territorio. NEL MOMENTO IN CUI SI USA TALE MODELLO , LO SI DEVE POI ADATTARE AL SINGOLO CASO PRESO IN ESAME. È articolato in sette FASI in modo tale da far capire che ci sono dei momenti diversi nello sviluppo dell’evoluzione di una località turistica. Una difficoltà nel passaggio dal modello al piano reale consiste nel PREVEDERE realmente la durata di ogni singola fase tenendo conto che, non necessariamente, una località turistica deve attraversarle tutte. Nel CICLO DI VITA abbiamo dei fattori diversi che intervengono ed interagiscono tra loro. Essi sono i seguenti:
promozionale diventa ancora più importante sia per sostenere il livello degli arrivi che per destagionalizzare le presenze. Il consolidamento è il momento conclusivo della fase espansiva prima che inizi la fase di decrescita. STAGNAZIONE Con il calo delle presenze , la località entra nella fase della stagnazione i cui tratti possono essere così riassunti:
Sul ciclo di vita, in sintesi, si può osservare quanto segue: «Questo modello, utile soprattutto a fini esplicativi, individua anche diversi momenti in cui è importante la collaborazione fra le autorità pubbliche e gli operatori privati nella fase di coinvolgimento, in cui vanno realizzate le infrastrutture per accogliere i primi viaggiatori, nella fase di sviluppo per conservare le risorse naturali e quindi garantire una maggiore longevità turistica, nella fase di stagnazione per ripensare e riprogettare lo sviluppo turistico della località». IL TURISMO BALNEARE INVERNALE E L’IDEA DI ENCLAVE - il caso di Nizza e l’invenzione della stagione invernale TURISMO MODERNO (da metà ‘700 con la rivoluzione industriale fino a dopo la Prima guerra mondiale) Riguarda un numero maggiore di persone seppur sempre molto ridotto (fenomeno che conserva ampi tratti ancora di tipo elitario). In alcune aree più frequentemente iniziano ad essere presenti delle imprese che si specializzano. Queste imprese offrono dei servizi pensati solo per i turisti ( viaggiatori ). Nascono quindi delle professioni legate alla presenza dei viaggiatori e dei villeggianti (es. guide, accompagnatori etc.). Il termine turista inizia ad essere usato agli inizi del ‘900. Inizia anche a maturare la necessità della presenza di un’imprese specifica che sia in grado di fornire, in un unico “pacchetto”, tutti i servizi indispensabili per viaggiare (trasporto, pernottamento, visite turistiche): tour operator. Si definisce anche, in alcuni contesti territoriali, un sistema economico basato sul turismo. Il turismo è fondamentale per lo sviluppo di un territorio e per lo sviluppo del settore turistico attraverso le attrattive e le strutture ricettive all’interno del territorio. Il turismo è un fenomeno non solo di natura sociologica/economica, ma anche di natura spaziale (= riguarda l’urbanistica e la trasformazione di un territorio). Il turismo è quindi “ invasivo ” (ha una dimensione percepibile quindi è normale accorgersi che ci troviamo in un posto “turistico” non solo in base alla presenza di turisti ma in base anche all’aspetto urbanistico) sotto l’aspetto della sua pianificazione urbanistica e della gestione dell’ambiente. Il turismo si manifesta infatti con delle incursioni sul territorio di diversa intensità: l’esempio iniziale è dato dalla costruzione di un albergo. IL TURISMO COME FENOMENO SPAZIALE – IL CASO DI NIZZA Nel turismo modero si definiscono le forme di turismo che conosciamo oggi: il turismo termale, il turismo balneare, il turismo montano e il turismo delle città d’arte (già nell’ ‘800 si forma la struttura su cui si basa il turismo). Il turismo balneare ha due stagioni: quella estiva e quella invernale. Trova le sue origini in Gran Bretagna e si collega a quello termale (caso di Bath) ma quello che cambia nel turismo balneare è che viene sostituito lo stabilimento termale con la spiaggia e il mare. Il bagno di mare è una variante alla cura termale ed è su questo che nasce il turismo balneare; come alternativa a quello termale. I medici a riguardo sostengono che (influenzando i turisti) anche le acque del mare oltre a quelle termali, siano salutari -> acque dei mari freddi (nord Europa o nord del Regno Unito). Il concetto di spiaggia è diverso perché è visto come un luogo dove passeggiare e conversare. La prima fase del turismo balneare è una fase estiva caratterizzata dalla presenza dei mari freddi per una necessità terapeutica -> nuove forme di turismo.
LA COSTRUZIONE DI UN MONDO – fase di coinvolgimento La separazione dei soggiornanti invernali, gli hivernants , rispetto al territorio di Nizza è efficacemente descritta, ad esempio, Charles Dupaty nella quarta delle sue Lettres sur l’Italie en
I villeggianti stranieri a Nizza si presentarono quindi suddivisi in colonie separate, con alberghi, chiese per i diversi culti, attività ricreative e banche. L’influenza esercitata da queste presenze regolari si estende, lentamente, anche alla realtà che li aveva accolti. Non vi era interazione tra le colonie e la popolazione locale dal punto di vista sociale quanto dal punto di vista di necessità per ragioni di servizio o legati alle transazioni di natura economica. Il loisir diventa un aspetto centrale che rese Nizza (ormai capitale internazionale del turismo) una destinazione attraente nell’orizzonte internazionale delle ville d’hiver -> aspetto che diventa evidente agli occhi dei viaggiatori. In questa fase diventa evidente la presenza di colonie; uno dei luoghi in cui queste colonie si riuniscono sono i luoghi di culto (costruiti al pari dei grandi servizi di accoglienza) -> luoghi che rendono Nizza internazionale. FATTORI ALLA BASE DELL’INVENZIONE DELLA STAGIONE INVERNALE (perché si sviluppa questo tipo di turismo) Grazie alle proprietà curative insite nel cambiamento d’aria. L’abitudine, da parte degli stranieri, di trascorrere lunghi periodi di soggiorno in Francia e Italia. Il fascino, percepito come esotico, del paesaggio e della vegetazione mediterranea. Il diffondersi di un pensiero medico che riteneva necessario, per la salute, allontanarsi dal Nord Europa durante l’inverno. Il valore sociale positivo dato dalla possibilità di costituirsi, all’estero, in un gruppo separato dalla popolazione locale (colonie lontane da casa). La linea di sviluppo di Nizza, che rivelerà così alcuni elementi di continuità con la strategia di consolidamento adottata in altre destinazioni, a partire dalla presenza degli spazi per la mondanità (inseriti tra la fase di sviluppo e consolidamento della destinazione), arriverà, negli ultimi decenni dell’Ottocento, a ricomporre la frammentazione urbana superando la barriera del torrente Paillon. Il letto del Paillon, a partire dal 1868, sarà infatti progressivamente ricoperto raccordando così la città vecchia con quella nuova divenuta una delle capitali del turismo internazionale invernale. Questa dimensione spaziale permettere di cogliere solo gli elementi positivi senza avere la necessità interagire con i gruppi sociali presenti nella città molto distanti dalla popolazione sia dal punto di vista economico, polito e sociale -> questo per poter preservare la propria identità e mantenere inalterate le distanze sociali esistenti. I gruppi di hivenrnants agirono perciò come un corpo abbastanza estraneo al territorio che, però, esplicò comunque un’azione determinante per attivare il cambiamento sociale, economico e spaziale. Meccanismo di sviluppo turistico destinato ad estendersi in maniera costante. IL TURISMO MODERNO Quella del turismo moderno è una fase piuttosto lunga che dura, in Europa, più di un secolo e mezzo: metà del Settecento fino alla Prima guerra mondiale. Nel corso di questo periodo si registra un aumento delle persone che praticano il turismo. Anche con il progressivo allargamento
ventaglio più ampio dello svago che caratterizza, e differenzia, l’offerta della stazione termale.
Il primo fattore di sviluppo fu l’invenzione, attribuibile a Richard “Beau” Nash, dell’idea di una sorta di casinò termale necessario per aumentare, con il gioco d’azzardo, l’attrattiva ludica della destinazione. Il secondo riguardò invece il passaggio, ben evidente a Bath, che fece del soggiorno termale una pratica non solo curativa, ma anche di distrazione legata ad attività mondane. Proprio la mondanità si definì attorno alle feste, agli spettacoli, alle danze e, naturalmente, all’autorizzato gioco d’azzardo. Il terzo aspetto, comune a quasi tutto il continente europeo, risultò invece di natura legislativa. Il Parlamento inglese, nel 1745, proibì infatti il gioco della roulette : una scelta determinata sia da ragioni morali che di ordine pubblico. Il crollo delle rendite derivate dal gioco rese perciò impossibile l’organizzazione delle varie manifestazioni mondane. Allo stesso tempo, i giocatori britannici privati della loro distrazione principale, si diressero verso il più accogliente Continente. LE CARATTERISTICHE FONDAMENTALI DELLA DESTINAZIONE TERMALE In conclusione, possiamo indicare quelle che sono le caratteristiche di fondo della destinazione termale intesa come un modello per le stazioni della villeggiatura del turismo moderno. L’ampio ventaglio dell’offerta ludica, considerata ormai inscindibile da quella terapeutica, riposizionò quindi le stazioni termali all’interno del turismo moderno facendone dei modelli di riferimento ben riassumibili dalle strutture fondamentali presenti nelle diverse stazioni. Nelle stazioni termali europee più o meno note troviamo infatti ben visibili: un parco con, all’interno, lo stabilimento termale (lo spazio per la pratica curativa); le strutture ricreative come i casinò, i teatri, i caffè-concerto, i ristoranti, di vario genere, spesso localizzati in prossimità dello stabilimento termale (gli spazi per lo svago); uno o più grandi alberghi anch’essi posizionati non lontani dallo stabilimento termale (gli spazi per l’ospitalità, l’interazione sociale e l’ostentazione del proprio prestigio sociale ed economico). LA MONTAGNA E IL TURISMO La montagna inizia ad interessare, a livello turistico, abbastanza tardi perché i viaggiatori de Gran Tour la vedono solo come un ostacolo: ultima prova da superare per arrivare in Italia. Importante è l’ interesse scientifico dei naturalisti che la esplorano. L’interesse turistico inizia a manifestarsi nella seconda metà del Settecento quando iniziano ad arrivare, nelle località alpine, alcuni inglesi che sono attratti da un’ideale sportiva: scalare le vette (sono proprio loro che fanno conoscere le Alpi come destinazioni per i soggiorni curativi e svago). Le Alpi (versante italiano, francese e svizzero) iniziano così ad avere un richiamo internazionale con delle persone (sempre a livello elitario) che vedano nei villaggi alpini (la base da cui partire per i propri viaggi/esplorazioni) una meta. Le stazioni climatiche montane si sviluppano seguendo il percorso evolutivo delle stazioni termali e balneari offrendo anche stabilimenti termali. Il primo paese in cui si definisce il turismo montano moderno è la Svizzera che, nell’Ottocento, attrae i viaggiatori per i suoi paesaggi (paesaggio romantico che si sposta dalle rive del mare al centro Europa che nel ‘700 non esisteva).
di servizi), da parte degli abitanti delle montagne, di beni e servizi ai viaggiatori, prima, ed ai turisti. In un secondo tempo. “il rapporto diventa più chiaro quando il montanaro si mette al servizio del viaggiatore per venire ricambiato con mance e ricompense per le prestazioni offerte. Si incontra così una moltitudine che ruota intorno ai viaggiatori alpini fatta di osti, maniscalchi, cavallanti, barcaioli, facchini, oltre ai cacciatori o ai cristallieri, che per primi si improvvisano guide. Nella letteratura del periodo si trovano numerose descrizioni di questo variopinto mondo spesso oggetto di lamentele perché la qualità dei servizi riceduti è scadente o per la supposta esosità degli onorati.” -> abbandono di professioni tradizionali ad attività e professioni legate al turismo. IL TURISMO: DISTINZIONE SOCIALE E IMITAZIONE Le stazioni termali , al pari di quelle climatiche balneari e montane che si diffonderanno in Europa nel corso del XIX secolo, si caratterizzano allora per la loro abbondante offerta di ben visibili percorsi di distinzione sociale (non hanno quindi solo una dimensione pratica). I vari gruppi cercano di tenere una propria posizione considerandosi diversi e superiori agli altri in una realtà sociale stratificata. Il turismo è uno strumento importante per mostrare questa posizione distintiva all’interno dei diversi gruppi. Dobbiamo tenere conto di 3 caratteristiche che definiscono quello che è un meccanismo più ampio di inclusione ed esclusione -> meccanismi della distinzione sociale : l’ ostentazione ossia far vedere agli altri l’utilizzo di un servizio o comportamento, il consumo vistoso di beni considerati prestigiosi -> legato strettamente all’ostentazione e funziona all’interno di un gruppo in cui si può essere in grado di distinguersi, la differenziazione di un bene o un servizio che è limitato -> suite presidenziale. Inclusione : l’individuo vuole essere incluso all’interno di u gruppo definibile come leader. Si creano così dei gruppi leader che lanciano mode e quelli che tutti vogliono imitare per entrare a far parte di questo gruppo -> aristocratici, borghesi. Hanno il diritto all’ozio e alla vacanza. Occupano posizioni sociali più elevate e possono permettersi delle pratiche turistiche che sono desiderate da chi ne risulta escluso e tenta, quindi, di imitare queste pratiche. Un fenomeno di natura anche spaziale favorito, in questo, dalla limitata dimensione dei luoghi della villeggiatura e dalla forte omogeneità sociale dei gruppi in esse presenti -> sono oggetto di imitazione: le destinazioni : chi imita tende ad andare dove sono presenti i gruppi leader. Le pratiche turistiche : chi imita desidera praticare un’attività che fanno i membri dei gruppi leader. Le stagioni : chi imita deve frequentare le destinazioni nel periodo in cui sono presenti anche membri dei gruppi leader. L’ affetto salutare si pose così alla base di una sociabilità (nella cultura del ‘700 era fondamentale la presenza di luoghi come per esempio i salotti) che, dall’ambito culturale, sfociò in quello ludico azzerando le non certo enormi lontananze sociali esistenti sciogliendole in una duplice dimensione : quella della cura e dello svago. Nell’attivare questo meccanismo è molto importante la funzione sociale delle diverse stazioni climatiche che si affermano nell’ambito del turismo moderno. La stazione climatica si pose perciò come un punto di riferimento imprescindibile per i circuiti turistici elitari: contatto con la natura, eleganza, ospitalità sofisticata, presenza di regnanti, aristocratici, furono gli ingredienti capaci di dare lustro a dei palcoscenici destinati a divenire mete privilegiate per la società internazionale. La stazione fu perciò una scena, una cornice adeguata, una vetrina, più o meno edonistica, in grado di rafforzare lo status e di fornire concrete opportunità di mobilità sociale ascendente. Nelle pieghe
più o meno nascoste di questo mondo cosmopolita non tardarono così ad infilarsi anche gli arrampicatori sociali : una categoria sempre presente, nelle destinazioni elitarie. Persone che vedono una possibilità per salire o scendere all’interno della propria società e cambiare il loro gruppo di riferimento. MOBILITÀ SOCIALE Si ha in una società stratificata : la società non è basata sull’uguaglianza economica e sociale. In una società stratificata è presente un movimento, più o meno intenso, da parte di individui o gruppi che cercano di salire nella scala sociale (il turismo è un indicatore di questo movimento nel momento in cui aumentano il numero di turisti -> aumenta la democratizzazione). Sono presenti degli “ ascensori sociali ” che permettono di passare da un gruppo inferiore ad uno superiore ma anche al contrario (matrimonio). Il dinamismo sociale definisce la possibilità che ha una persona di spostarsi da una classe all’altra. La mobilità sociale presuppone anche un cambiamento dello stile di vita (aspetto legato all’ostensione ed al consumo vistoso). Quando ci si sposta all’interno della società bisogna manifestarlo attraverso per esempio il cambiamento dello stile di vita -> es. andare in vacanza. La mobilità sociale è legata all’imitazione perché una persona, quando si sposta nella scala sociale, imita dei comportamenti che distinguono le classi superiori. Nei comportamenti che l’individuo imita sono presenti anche le pratiche turistiche o la scelta di frequentare determinate destinazioni turistiche. Possiamo identificare alcuni tipi di mobilità sociale (non da sapere a memoria): Mobilità verticale : individuo sale nella scala sociale attraverso il fattore economico o attraverso il prestigio derivante, ad esempio, dalla sua professione. Ma può anche scendere verso il basso perdendo così la ricchezza economica e/o prestigio sociale. Mobilità orizzontale : dopo l’ascesa sociale, l’individuo deve andare a vivere, ad esempio, in un’altra parte della città: quartiere più centrale, prestigioso, moderno. La dimensione spaziale certifica infatti, in modo ben visibile all’esterno, l’avvenuta ascesa sociale dell’individuo. Mobilità intra generazionale : l’ascesa sociale avviene all’interno della stessa generazione. Lo stesso individuo, in pochi anni, si arricchisce ed ascende socialmente. Mobilità intergenerazionale : saranno i figli, grazie a quanto avviato dalla generazione precedente, ad occupare una posizione sociale più elevata. Si parla spesso solo di ascesa ma vi è anche la discesa. L’idea dell’ ostentazione nasce alla fine dell’Ottocento, nel consumo ostentato di beni di lusso la classe agiata, nell’ambito della stratificazione sociale, diviene oggetto di costante imitazione da parte dei quelle inferiori. “la classe agiata si trova alla testa della struttura sociale in fatto di rispettabilità; e per questo il suo modo di vivere e i suoi criteri di valutazione danno il canone di rispettabilità per la comunità. L’osservanza di questi criteri, con una qualche approssimazione, diventa un dovere per tutte le classi più basse nella classe sociale. Nella moderna comunità civile le linee di separazione fra le classi sociali sono diventate imprecise e mobili, e dovunque ciò avviene il canone di rispettabilità imposto dalle classi superiori estende la sua influenza costrittiva sena trovare resistenze attraverso la struttura sociale fino agli stati più bassi. Il risultato è che i membri di ogni stato accettano come loro ideale di onorabilità lo schema di vita in auge nello strato immediatamente superiore e impiegano le loro energie nel vivere secondo questo ideale. Pena la perdita del loro buon nome e