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Il Turismo come Fattore di Sviluppo Economico: Il Caso di Nizza, Appunti di Sociologia

Del concetto di destinazione turistica e le sue caratteristiche, con particolare riferimento al caso di Nizza. Viene esplorata l'importanza dell'impatto economico del turismo sul territorio, la presenza di strutture turistiche e l'evoluzione del turismo da quello moderno a quello postmoderno. una panoramica della storia del turismo balneare e termale, e illustra come il settore turistico trasformi i sistemi di produzione e la società locale.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 28/12/2020

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francesca-blandino 🇮🇹

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Sociologia economico turistica
La democratizzazione è un passaggio chiave che trasforma il viaggio ed il turismo da una pratica di
tipo elitario ad una largamente diffusa -> mutamento principale che permette di trasformare il
viaggio e turismo maggiormente accessibili.
FATTORI DI SPINTA DELLO SVILUPPO TURISTICO (XVIII secolo)
1. Fattore culturale: riguarda le trasformazioni di natura culturale che interessano il turismo e
le strutture ricettive (es. abbronzatura -> prima negativa poi invece si inizia a pensare che il
sole faccia bene). Nell’evoluzione del turismo l’approccio culturale al viaggio ed alle
pratiche turistiche cambia infatti nel corso dei vari periodi storici. La cultura medica era
molto importante per il turismo poiché consigliava determinate precauzioni a seconda dei
problemi di ognuno -> determinata scelta turistica (es. aria secca ecc.).
Cambiando le mode cambiano anche le fortune delle destinazioni turistiche.
Turismo industriale -> attenzione al sistema produttivo -> attenzione ad osservare i luoghi
dove nascono determinati prodotti.
2. Fattore sociale: legato soprattutto alla conquista del tempo libero. La disponibilità di
tempo libero. Il turismo è infatti una pratica che era inizialmente legata all’ozio -> dedicare
del tempo a stessi. Il turismo è sempre stato un fattore legato alle classi sociali agiate
che potevano permetterselo. Dagli anni 30 del ‘900 inizia ad essere accessibile ai ceti più
bassi grazie all’istituzione delle ferie -> maggiore tempo libero. Nasce una contrapposizione
tra il luogo di lavoro e quello delle vacanze. Vi è così una maggiore democratizzazione
(turismo fenomeno di larga diffusione e non più elitario).
3. Fattore economico (prima rivoluzione industriale): riguarda il reddito a disposizione dei
potenziali turisti. Il viaggio ed il turismo per potersi sviluppare hanno la necessità di essere
praticati da persone caratterizzate da una buona disponibilità economica. Grazie a questo
fattore aumentano anche i flussi turistici facendo sviluppare i paesi che li generano
(Inghilterra, Germania, Francia ecc.) i paesi che li ricevono sono invece quelli meno
industrializzati -> flussi turistici sia interni che esterni.
FASI DEL TURISIMO
La rivoluzione del turismo può essere suddivisa cronologicamente in 4 grandi periodi:
1. Prototurismo -> precede il turismo vero e proprio. Inizia dalle origini del viaggio (antico
Egitto, età romana, medioevo ecc.) ed arriva fino alla metà del Settecento. Mancano delle
attività imprenditoriali per l’inizio del turismo -> non ci sono delle vere e proprie strutture
per il turismo.
2. Turismo moderno -> è la fase in cui il turismo si definisce come azione fine astessa ->
idea di viaggio finalizzata non più per fini commerciali ma per motivazioni culturali o
ludiche. Inizia con la rivoluzione industriale per esaurirsi con la Seconda guerra mondiale.
Nascono le imprese di viaggio, di ristorazione e anche le destinazioni turistiche anche se
comunque è ancora un fenomeno riservato a pochi anche se alla fine inizia ad uscire da
questa fase -> inizio di democratizzazione. Viaggio = accessibile, veloce e comodo.
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Sociologia economico turistica

La democratizzazione è un passaggio chiave che trasforma il viaggio ed il turismo da una pratica di tipo elitario ad una largamente diffusa -> mutamento principale che permette di trasformare il viaggio e turismo maggiormente accessibili. FATTORI DI SPINTA DELLO SVILUPPO TURISTICO (XVIII secolo)

  1. Fattore culturale : riguarda le trasformazioni di natura culturale che interessano il turismo e le strutture ricettive (es. abbronzatura -> prima negativa poi invece si inizia a pensare che il sole faccia bene). Nell’evoluzione del turismo l’approccio culturale al viaggio ed alle pratiche turistiche cambia infatti nel corso dei vari periodi storici. La cultura medica era molto importante per il turismo poiché consigliava determinate precauzioni a seconda dei problemi di ognuno -> determinata scelta turistica (es. aria secca ecc.). Cambiando le mode cambiano anche le fortune delle destinazioni turistiche. Turismo industriale -> attenzione al sistema produttivo -> attenzione ad osservare i luoghi dove nascono determinati prodotti.
  2. Fattore sociale : legato soprattutto alla conquista del tempo libero. La disponibilità di tempo libero. Il turismo è infatti una pratica che era inizialmente legata all’ozio -> dedicare del tempo a sé stessi. Il turismo è sempre stato un fattore legato alle classi sociali agiate che potevano permetterselo. Dagli anni 30 del ‘900 inizia ad essere accessibile ai ceti più bassi grazie all’istituzione delle ferie -> maggiore tempo libero. Nasce una contrapposizione tra il luogo di lavoro e quello delle vacanze. Vi è così una maggiore democratizzazione (turismo fenomeno di larga diffusione e non più elitario).
  3. Fattore economico (prima rivoluzione industriale) : riguarda il reddito a disposizione dei potenziali turisti. Il viaggio ed il turismo per potersi sviluppare hanno la necessità di essere praticati da persone caratterizzate da una buona disponibilità economica. Grazie a questo fattore aumentano anche i flussi turistici facendo sviluppare i paesi che li generano (Inghilterra, Germania, Francia ecc.) i paesi che li ricevono sono invece quelli meno industrializzati -> flussi turistici sia interni che esterni. FASI DEL TURISIMO La rivoluzione del turismo può essere suddivisa cronologicamente in 4 grandi periodi:
  4. Prototurismo -> precede il turismo vero e proprio. Inizia dalle origini del viaggio (antico Egitto, età romana, medioevo ecc.) ed arriva fino alla metà del Settecento. Mancano delle attività imprenditoriali per l’inizio del turismo -> non ci sono delle vere e proprie strutture per il turismo.
  5. Turismo moderno -> è la fase in cui il turismo si definisce come azione fine a sé stessa -> idea di viaggio finalizzata non più per fini commerciali ma per motivazioni culturali o ludiche. Inizia con la rivoluzione industriale per esaurirsi con la Seconda guerra mondiale. Nascono le imprese di viaggio, di ristorazione e anche le destinazioni turistiche anche se comunque è ancora un fenomeno riservato a pochi anche se alla fine inizia ad uscire da questa fase -> inizio di democratizzazione. Viaggio = accessibile, veloce e comodo.
  1. Turismo di massa -> è la fase della democratizzazione del turismo. Inizia con il boom economico del Secondo dopoguerra. Non esiste una vera e propria data di fine perché, seppur modificato, alcune delle sue caratteristiche sono ancora presenti. Mobilità ed accoglienza diventano fondamentali per l’aumento dei turisti.
  2. Turismo postmoderno -> è la fase attuale. Essa è iniziata negli anni Novanta del Novecento. Riscoperta del territorio, valorizzazione del patrimonio artistico, legato alla cultura e ai suoi vari aspetti e ad un turista che cerca un tipo di esperienza personalizzata. Le destinazioni turistiche ed il rapporto turismo-economia - Capitolo 1 LA DESTINAZIONE TURISTICA
  • La destinazione turistica può essere definita come il luogo in cui il turista intende trascorrere il periodo di tempo che ha deciso di passare lontano da casa
  • La destinazione può essere: una città, una stazione turistica (definita da un’attività specifica, tipo stazione sciistica); un territorio, una regione, uno stato.
  • Con destinazione turistica si può intendere sia una singola località che un insieme di tappe poste lungo un territorio: ad esempio i castelli della Baviera. Itinerario che funziona come destinazione turistica. Luogo statico all’interno del quale ci si muove.
  • Esistono percorsi di natura generale (in cui si visitano diversi aspetti, muovendosi si vede un po’ di tutto senza un obiettivo specifico) oppure dei percorsi di natura tematica (che si costruiscono su un prodotto/interesse specifico). Tali percorsi tematici richiedono generalmente la presenza di un turista maggiormente preparato. La destinazione turistica si caratterizza per la presenza di: Attrattive: naturali o artificiali deve esserci qualche tipo di interesse per i turisti (es. cascata, un deserto= naturali, artificiali = parco tematico, sito archeologico opera del lavoro dell’uomo). Destinazione mono attrattiva ≠ sistema di attrattive -> sistema più competitivo che può richiamare un turista più volte, per vedere altro di una destinazione. Strutture turistiche : per parlare di destinazione turistica non basta avere un’attrattiva, bisogna che ci siano delle strutture che consentano ai turisti di soggiornare in quel luogo e che, soprattutto, valorizzino le risorse present i. Il soggiorno è importante e allo stesso tempo una struttura turistica può valorizzare una risorsa (es. terrazza con vista mare, tramonto, cascata).
  • Abbiamo in questo ambito, prima di tutto, le strutture ricettive , ovvero gli alberghi e le altre forme di accoglienza che offrono una serie di servizi.
  • In secondo luogo, sono importanti i sevizi ricreativi : una destinazione, per essere completa, deve infatti offrire ai turisti la possibilità di fare qualcosa che vada la di la del solo soggiorno e della visita ai luoghi storici, d’arte o archeologici. Si può trattar, ad esempio, anche solo della presenza di guide specializzate. Quello che è importante è che tale servizio ricreativo sia studiato appositamente per i turisti anche se può essere fruito anche dai residenti. Servizio ricreativo di una destinazione turistica= studiato appositamente per i turisti, investimento per offrire qualcosa di diverso dalla fruizione della semplice attrattiva.
  • Presenza di infrastrutture : ferrovie del turismo moderno, poi strade, aeroporti nel turismo di massa. Le infrastrutture servono a collegare la destinazione turistica con i mercati da cui si generano i flussi turistici. Spesso i flussi turistici non sono di prossimità quindi diventa necessario collegarli alla destinazione. Devono essere poi sufficientemente comodi e rapidi. Nel
  • Nascono dall’alto, pianificazione turistica a tavolino, identificazione di un territorio per determinate attrattive che si tratta di un territorio che può diventare una destinazione turistica di un certo tipo. Si sceglie di investire. Risultato della pianificazione turistica attuata su un territorio da parte di un’impresa grandi dimensioni (immobiliare, tour operator, divisione di un gruppo finanziario). Quest’impresa controlla interamente l’offerta dei diversi servizi turistici presenti nella destinazione. Criticità: In assenza di controllo da parte dell’ente pubblico, i benefici economici di una destinazione di questo tipo ricadono però in modo ridotto sul territorio. Rientrano in quest’ambito: villaggi vacanze, parchi tematici, complessi balneari, destinazioni turistiche create in un’area non ancora valorizzata turisticamente. La destinazione turistica può essere:
  • Inventata -> nasce in modo non intenzionale, in quanto risulta essere frutto di un nuovo modo di fare turismo, di una nuova pratica turistica (esempio andare al mare d’estate piuttosto che d’inverno). Non c’è alle spalle una pianificazione strategica, destinazioni frutto di casualità. L’interesse dei turisti è generato da meccanismi casuali come i soggiorni di scrittori o di personaggi noti che contribuiscono così a pubblicizzare un luogo facendolo conoscere ad un pubblico più ampio. La nascita della destinazione non è quindi il risultato atteso di una pianificazione strategica.
  • In un secondo caso, la destinazione può essere scoperta/ valorizzata nelle sue maggiori potenzialità turistiche. In località già note e frequentate, vengono infatti identificate delle nuove potenzialità turistiche che, però, non sono state valorizzate al massimo perché, ad esempio, non risultano presenti delle strutture ricettive adeguate o dei servizi ricreativi adeguati.
  • Costruita : in questo caso viene lasciato meno spazio alla casualità in favore della programmazione e della pianificazione strategica. La destinazione si afferma quindi come conseguenza della volontà, da parte degli attori pubblici e privati di darle vita. La istruzione inizia in seguito all’intuizione delle potenzialità turistiche del territorio che possono essere valorizzate per cerare sviluppo e valore. La costruzione è spesso opera di attori interni (pubblici o privati), oppure di attori esterni come nel caso di tour operator internazionali. A partire dal turismo moderno, le destinazioni turistiche sono prevalentemente costruite. Si capisce che tramite il turismo si può creare un apporto economico, si può ricorrere ad attrattive artificiali qualora quelle naturali non siano particolarmente competitive. Intenzionalità di puntare su qualcosa che possa attirare turisti. Impatto economico del turismo sul territorio-destinazione La crescita dell’importanza turistica di un territorio-destinazione crea un impatto economico. Per valutare tale impatto sono 3 gli effetti della spesa per beni e servizi turistici che vanno tenuti in considerazione.
  • Spesa diretta: riguarda i pagamenti effettuati dai turisti per: alberghi, trasporti, ristoranti, acquisti di beni e servizi. Turisti che pagano per i servizi, fanno spese in beni e servizi. Spesa che entra nel circuito economico della destinazione.
  • Spesa indiretta : riguarda le ricadute su altri settori non strettamente turistici generate dalla stessa per investimenti fatti però nel settore turistico (costruzione di nuovi alberghi, acquisto di arredi -> l’albergatore se decide di ampliare, rinnovare il suo albergo, spende in settori che non sono strettamente legati al turismo. Ad essi si aggiungono le spese sostenute dal comparto turistico per acquistare beni e servizi intermedi da fornire poi, come prodotti finiti, ai turisti

(prodotti alimentari, servizi di trasporto). Spesa indiretta che ha una ricaduta sul settore turistico e sul territorio.

  • Spesa indotta : riguarda la spesa generata dalle persone che, direttamente o indirettamente, sono occupate nel comparto turistico. L’aumento del reddito di tali persone, che si traduce in risparmio o in spesa, è il frutto della crescita economica e della creazione di posti di lavoro ottenuta grazie all’incremento del turismo. Percentuale di risparmio e una di spesa. Il successo turistico di una destinazione si traduce in posti di lavoro nuovi o incremento del reddito. Se ho un buon reddito sono propensa ad aumentare le spese e quindi cresce la spesa indotta che incrementa il settore economico.

Il turismo come settore trainante dell’economia

  • Il turismo si caratterizza per essere un settore produttivo con alta intensità di lavoro dato l’elevato numero di persona impiegate.
  • Il turismo coinvolge infatti diversi settori produttivi dando così un notevole contributo alla crescita di un sistema economico. Il turismo è un’attività di tipo intersettoriale.
  • Il turismo richiede oggi l’elaborazione di pani strategici per poter sviluppare al meglio le potenzialità turistiche di un territorio. Anche nel turismo è necessario investire su un turismo ambientale sostenibile e responsabile, attento alle diversità culturali e basato su arrivi selezionati in modo tale da non compromettere l’integrità del territorio. Il turismo come settore economico vulnerabile Il settore turistico è molto vulnerabile essendo esposto, più di altre, all’influsso di diversi fattori estremamente variabili quali:
  • Le fluttuazioni economiche e finanziarie che portano a recessioni o rallentamenti dell’economia globale o regionale;
  • I cambiamenti politici, le guerre, gli atti terroristici ed il generale clima di incertezza politica, sociale ed economica che può riguardare un territorio;
  • I cambiamenti climatici (assenza di neve o uragani ecc.);
  • I cambiamenti di natura culturale, delle mode, degli stili di vita e di consumo che incidono sulla scelta dei luoghi e delle pratiche turistiche. IL PROTOTURISMO Riguarda poche persone ed è caratterizzato dall’assenza di imprese (trasporti e ospitalità) specializzate nel fornire i loro servizi solo ai turisti. L’impatto economico e sociale dei flussi turistici sul territorio può essere considerato come inesistente. Il periodo pre-turistico si conclude con la rivoluzione industriale. IL VIAGGIO ED IL GRAND TOUR Un primo dato di riferimento lo incontriamo analizzando la trasformazione dell’idea del viaggio -> dato dalla trasformazione della villeggiatura (periodo dedicato all’ozio in un contesto che si contrappone alla vita quotidiana in uno spazio lontano dalla città dove ci si dedica alla conversazione e a diverse attività). Tale trasformazione si verifica con chiarezza nella fase di

 Non è solo più dedicato alla FORMAZIONE GIOVANILE perché si trasforma in un viaggio che coinvolge persone ormai adulte e mature (persone che però hanno meno tempo portando così il grand tour a doversi ridurre) -> processo di adattamento di tipo sociale ed economico.  Si registra la RIDUZIONE DELLA DURATA : il grand tour è sempre più veloce passando da alcuni anni ai pochi mesi registrati all’inizio dell’Ottocento. I ritratti dell’epoca -> gomito del barone appoggiato alla colonna che è un rimando all’archeologia classica -> ha vissuto l’epoca del grand tour. In mano ha la cartina dell’Italia -> sfondo: paesaggio italiano che segna l’importanza del viaggio in Italia durante il grand tour. Ritratto di George Legge -> lo sfondo indica il momento in cui il visconte è tornato. Il busto ricorda l’archeologia classica e anche lui ha in mano la cartina dell’Italia per simboleggiare il Grand tour e le strade italiane. Chi non ha fatto il grand tour -> inferiorità sociale poiché il grand tour di per sé indica la superiorità culturale rispetto a chi non ha avuto la possibilità di intraprendere questo viaggio. Il grand tour definisce quella che sarà la linea di sviluppo (da nord a sud) del turismo anche nella fase contemporanea, e cioè uno SPOSTAMENTO che avviene andando verso il sud. Il primo asse di sviluppo del turismo è quello determinato dal grand tour con il viaggiatore che va alla ricerca delle radici della civiltà classica e del Rinascimento. Dal Settecento la diffusione geografica del viaggio sarà quindi sempre più orientato ad andare alla scoperta dei paesi più caldi. I flussi dall’Europa settentrionale e centrale raggiungeranno così le coste del Mediterraneo e l’Italia -> luogo adatto ai lunghi soggiorni balneari anche in inverno. Uno degli itinerari più importanti del Settecento è sicuramente Nizza, che al tempo faceva parte del Regno di Sardegna un altro è il Colle di Tenda che è uno egli itinerari del grand tour che diventa alla fine del ‘700 un cammino agevole che viene utilizzato da diversi viaggiatori del grand tour che d’inverno soggiornano nella Costa Azzurra e poi d’estate valicare il colle per andare a Cuneo. Nel grand tour troviamo ben chiara la necessità di lasciare una testimonianza del viaggio raccontandolo attraverso un resoconto che elabora, a posteriori, il contenuto fissato nel diario di viaggio. È sentita l’esigenza di raccontare la propria esperienza del viaggio in modo tale da far sapere agli altri che il grand tour è stato effettuato. Ci sono diversi modi di testimoniare il viaggio: la pittura e il resoconto del viaggio che fornisce molte informazioni attraverso un diario di viaggio che evidenzia le tappe principali e le difficoltà del viaggio (può essere più o meno interessante). L’esperienza del viaggio di formazione si caratterizzò con un passaggio fondamentale per la civiltà europea in età moderna in grado di coinvolgere sempre nuovi viaggiatori che si affiancheranno agli inglesi, ai francesi ed ai tedeschi, italiani, olandesi e russi. Il grand tour è però anche l’espressione tangibile della sempre più sentita necessità di mobilità presente a partire dal Settecento. Quest’ultima viene favorita, rispetto a solo pochi decenni prima, da un generale miglioramento delle condizioni di svolgimento del viaggio materiale: rete stradale e strutture per l’accoglienza, stazioni di posta e locande. IL VIAGGIO MATERIALE Il viaggiatore di questo periodo si confronta con i diversi aspetti di quello che definiamo come il viaggio materiale. Nei resoconti di viaggio sono infatti presenti le descrizioni non solo di quello che il viaggiatore ha visto, delle persone che ha incontrato, ma anche quelle delle difficoltà incontrate nel corso del viaggio. Le pagine dei viaggiatori descrivono perciò le condizioni del viaggio ( difficoltà : strade, mezzi di trasporto, cibo e qualità del sonno), dove/come hanno mangiato/dormito i viaggiatori, i tipi di servizi “turistici” presenti per i viaggiatori nelle diverse tappe dell’itinerario. Questi elementi ci fanno capire il grado di sviluppo di un luogo -> più persone

ci sono più i servizi turistici sono sviluppati. I mezzi di trasporto (carrozze private, vetturini che però non erano mezzi individuale, carrozze postali -> più economiche ma meno puntuali) cambiano nel corso del tempo e sono fondamentali nel grand tour per il costo. Cresce anche molto il settore alberghiero grazie all’aumento dei turisti. Da questo capiamo così l’evoluzione economica data dall’interazione tra i viaggiatori ed il territorio: se ci sono i viaggiatori del grand tour nascono infatti delle IMPRESE (di tipo turistico) che gli offrono i SERVIZI PRINCIPALI (accoglienza e trasporto). Chi viaggiava in Italia trovava sostanzialmente degli ALBERGHI il cui livello era molto diverso sia che fossero in città (= di lusso, comodi, confortevoli per i livelli qualitativi dell’epoca), sia al di fuori delle città (= le locande “di passo” /alberghi di transito e le osterie erano invece posti di infima categoria). Ospitalità professionale. Nelle tappe del gran tour in cui erano previsti dei soggiorni anche per periodi molto lunghi, come a Roma, non veniva solitamente scelto dai viaggiatori l’albergo (perché era troppo costoso), ma si optava per le più economiche “ camere locande ”. Nell’ospitalità è poi sempre presente la dimensione di scambio/accoglienza per cui il nobile, e non solo, che viaggiava si serviva spesso solo in modo limitato degli alberghi dato che veniva OSPITATO da parte di altri nobili (ospitalità tra pari). IL CICLO DI VITA DELLE LOCALITÀ TURISTICHE Il ciclo di vita di una località turistica è un modello che permette di interpretare, in forma teorica, le fasi evolutive dello sviluppo turistico di un territorio. NEL MOMENTO IN CUI SI USA TALE MODELLO , LO SI DEVE POI ADATTARE AL SINGOLO CASO PRESO IN ESAME. È articolato in sette FASI in modo tale da far capire che ci sono dei momenti diversi nello sviluppo dell’evoluzione di una località turistica. Una difficoltà nel passaggio dal modello al piano reale consiste nel PREVEDERE realmente la durata di ogni singola fase tenendo conto che, non necessariamente, una località turistica deve attraversarle tutte. Nel CICLO DI VITA abbiamo dei fattori diversi che intervengono ed interagiscono tra loro. Essi sono i seguenti:

  • I fattori dell’ ATTRATTIVA e della POSIZIONE sul mercato.
  • Il fattore dell’ OFFERTA TURISTICA DELLA DESTINAZIONE dato che dobbiamo conoscere che cosa offre la destinazione sia a livello di strutture ricettive che ricreative.
  • Il fattore dell’ IMPATTO del turismo sul TERRITORIO con le sue conseguenze non solo sociali ed economiche, ma anche di tipo ambientale. l ciclo di vita delle località turistiche è poi importante per capire lo sviluppo turistico di un territorio. Nel mettere sotto la lente d’osservazioni le varie fasi di sviluppo che interessano una destinazione turistica a partire dalla sua origine, il modello del ciclo di vita permette anche di identificare l’evoluzione, all’interno delle singole fasi temporali, di alcuni indicatori di riferimento.
  1. Il primo concerne l’offerta di strutture e infrastrutture proposte dagli attori locali.
  2. Il secondo è invece relativo alle attrattive ed al posizionamento della destinazione rispetto ai mercati di riferimento.
  3. Il terzo prende in considerazione l’impatto del turismo sul territorio con i suoi spazi dedicati. Risulta poi determinante conoscere l’impatto delle attività turistiche sul settore produttivo.

promozionale diventa ancora più importante sia per sostenere il livello degli arrivi che per destagionalizzare le presenze. Il consolidamento è il momento conclusivo della fase espansiva prima che inizi la fase di decrescita. STAGNAZIONE Con il calo delle presenze , la località entra nella fase della stagnazione i cui tratti possono essere così riassunti:

  • esaurimento dell’effetto novità;
  • concorrenza di prodotti simili a prezzi inferiori;
  • necessità di notevoli campagne promozionali;
  • stabilizzarsi di una clientela abitudinaria;
  • perdita del richiamo internazionale;
  • degrado ambientale;
  • problemi di natura sociale;
  • obsolescenza delle strutture ricettive e ricreative. DECLINO In questa fase la località registra una forte emorragia di visitatori. Diventa preponderante la posizione che la colloca nel circuito delle escursioni giornaliere spesso solo più dotate di un richiamo di carattere locale. Alberghi e ristoranti chiudono per lasciare spazio ad altre attività. RINNOVAMENTO Nel momento in cui, però, gli attori pubblici e privati ritengono di non lasciar franare il richiamo turistico, anche perché è ormai fortemente intrecciato con la vita produttiva e culturale del territorio, devono avviare delle strategie utili ad imboccare la strada del rinnovamento. Quest’ultima consiste in interventi sul prodotto turistico fatti con azioni mirate per modificarlo, segmentarlo, rilanciarlo sui mercati. L’ azione di rilancio della destinazione passa attraverso il rinnovamento dei prodotti, il riposizionamento sui mercati, la valorizzazione delle risorse locali il tutto agendo in una logica di pianificazione strategica mirata alla costruzione di un’offerta tarata sui turisti che si vogliono attrarre. Tale attività può partire proponendo nuove attrattive (casinò) o altri tipi di turismo (congressuale, sportivo, di lavoro), facendo in modo di poter intercettare altri clienti per cercare di far decollare un secondo ciclo di vita della stazione e superare così la fase recessiva. Il rinnovamento, come già detto, nasce dall’intenzione, condivisa da parte di tutti gli attori, pubblici e privati, di continuare ad investire sul turismo per dare l’avvio ad una nuova fase espansiva del ciclo. OSSERVAZIONI SUL MODELLO DEL CICLO DI VITA Il modello è adatto ad analizzare le destinazioni turistiche che hanno avuto una loro evoluzione storica. Il modello non è invece adatto per a nalizzare lo sviluppo delle destinazioni create in modo «artificiale» grazie alla presenza di investimenti di natura esterna. In questi casi, ben presenti anche in località geograficamente lontane dall’Europa, l’evoluzione del ciclo di vita non è determinata dall’interazione degli attori locali, ma dalle scelte strategiche adottate dagli attori esterni che investono sul territorio come i tour operator.

Sul ciclo di vita, in sintesi, si può osservare quanto segue: «Questo modello, utile soprattutto a fini esplicativi, individua anche diversi momenti in cui è importante la collaborazione fra le autorità pubbliche e gli operatori privati nella fase di coinvolgimento, in cui vanno realizzate le infrastrutture per accogliere i primi viaggiatori, nella fase di sviluppo per conservare le risorse naturali e quindi garantire una maggiore longevità turistica, nella fase di stagnazione per ripensare e riprogettare lo sviluppo turistico della località». IL TURISMO BALNEARE INVERNALE E L’IDEA DI ENCLAVE - il caso di Nizza e l’invenzione della stagione invernale TURISMO MODERNO (da metà ‘700 con la rivoluzione industriale fino a dopo la Prima guerra mondiale) Riguarda un numero maggiore di persone seppur sempre molto ridotto (fenomeno che conserva ampi tratti ancora di tipo elitario). In alcune aree più frequentemente iniziano ad essere presenti delle imprese che si specializzano. Queste imprese offrono dei servizi pensati solo per i turisti ( viaggiatori ). Nascono quindi delle professioni legate alla presenza dei viaggiatori e dei villeggianti (es. guide, accompagnatori etc.). Il termine turista inizia ad essere usato agli inizi del ‘900. Inizia anche a maturare la necessità della presenza di un’imprese specifica che sia in grado di fornire, in un unico “pacchetto”, tutti i servizi indispensabili per viaggiare (trasporto, pernottamento, visite turistiche): tour operator. Si definisce anche, in alcuni contesti territoriali, un sistema economico basato sul turismo. Il turismo è fondamentale per lo sviluppo di un territorio e per lo sviluppo del settore turistico attraverso le attrattive e le strutture ricettive all’interno del territorio. Il turismo è un fenomeno non solo di natura sociologica/economica, ma anche di natura spaziale (= riguarda l’urbanistica e la trasformazione di un territorio). Il turismo è quindi “ invasivo ” (ha una dimensione percepibile quindi è normale accorgersi che ci troviamo in un posto “turistico” non solo in base alla presenza di turisti ma in base anche all’aspetto urbanistico) sotto l’aspetto della sua pianificazione urbanistica e della gestione dell’ambiente. Il turismo si manifesta infatti con delle incursioni sul territorio di diversa intensità: l’esempio iniziale è dato dalla costruzione di un albergo. IL TURISMO COME FENOMENO SPAZIALE – IL CASO DI NIZZA Nel turismo modero si definiscono le forme di turismo che conosciamo oggi: il turismo termale, il turismo balneare, il turismo montano e il turismo delle città d’arte (già nell’ ‘800 si forma la struttura su cui si basa il turismo). Il turismo balneare ha due stagioni: quella estiva e quella invernale. Trova le sue origini in Gran Bretagna e si collega a quello termale (caso di Bath) ma quello che cambia nel turismo balneare è che viene sostituito lo stabilimento termale con la spiaggia e il mare. Il bagno di mare è una variante alla cura termale ed è su questo che nasce il turismo balneare; come alternativa a quello termale. I medici a riguardo sostengono che (influenzando i turisti) anche le acque del mare oltre a quelle termali, siano salutari -> acque dei mari freddi (nord Europa o nord del Regno Unito). Il concetto di spiaggia è diverso perché è visto come un luogo dove passeggiare e conversare. La prima fase del turismo balneare è una fase estiva caratterizzata dalla presenza dei mari freddi per una necessità terapeutica -> nuove forme di turismo.

LA COSTRUZIONE DI UN MONDO – fase di coinvolgimento La separazione dei soggiornanti invernali, gli hivernants , rispetto al territorio di Nizza è efficacemente descritta, ad esempio, Charles Dupaty nella quarta delle sue Lettres sur l’Italie en

  1. Ognuno di questi gruppi stranieri tende a chiudersi in una bolla, un mondo a parte senza interazioni con altri turisti o persone che vivono all’interno del territorio. Per usare una categoria della sociologia del turismo, gli hivernants non manifestarono la voglia di conoscere il retroscena la vita reale de territorio che li aveva accolti nelle loro migrazioni sociali (gruppi sociali che si trasferiscono per mesi -> non solo turisti ma tutto un gruppo di persone che devono fornire i servizi ai turisti stessi -> es. medici che si trasferiscono per assicurare assistenza). Il clima, la vegetazione, le passeggiate nei dintorni, saziarono infatti abbondantemente la loro ricerca di cure per il corpo e lo spirito. Il soggiorno invernale a Nizza, negli ultimi decenni del Settecento, non era però ancora una vetrina (un posto per mostrarsi) elitaria pullulante di svaghi dove esibire e rafforzare, da parte dei ceti sociali più elevati, la propria immagine sociale. Le virtù terapeutiche di Nizza risultarono infatti, inizialmente, prive quasi degli aspetti più noti del loisir , teatri, casinò, strutture di accoglienza, tali da generare distrazioni e distinzione sociale lasciando ancora prevalere l’aspetto terapeutico del soggiorno. Alla fine del ‘700 troviamo 3 città -> grazie agli hivernants nasce un modello di città vecchia (quella intorno al porto), ai piedi del castello, dalla planimetria irregolare che non suscitava negli stranieri pensieri diversi dal disprezzo e dalla repulsione -> questione dello spazio. La zona residenziale aristocratica sviluppatasi, verso l’Italia, nel XVIII secolo tra il corso d’acqua del Paillon, il mare e il castello. Era questa la nuova città aristocratica, scelta come residenza anche da alcuni stranieri. Una zona collegata dal cammino di Ponchettes, terminato nel 1790, al porto di Lympia. L’area interessata dalla trasformazione direttamente collegata alla presenza fissa di hivernants, la zona sorta oltre il Paillon (fiume fondamentale per la divisione), verso il Var e la Francia, ed identificata dalla Croix-de-Marbre (realizzazione tangibile di un bisogno della società illuminata di costruire delle città nuove dalla pianta regolare e razionale, rifuggendo così dai vecchi nuclei urbani) -> enclave turistica separata : spazio separato in nodo netto all’interno del quale sono ubicati tutti i servizi per i turisti per tenerli separati dalla popolazione locale che continua a fare la propria vita -> mondo separato. La suddivisione della città era dovuta anche ad un fatto igienico poiché si aveva la necessità di trascorrere del tempo all’aperto. Un insieme di abitazioni sparse nel verde della campagna e dei giardini approntate per alloggiare gli hivernants. Inoltre, partendo da questa trasformazione della società e del territorio indotta, dalla seconda metà del Settecento dall’”invenzione” della stagione invernale mediterranea, si evincerà che il soggiorno climatico presente nella ville d’hivenrnants conteneva già in sé tutte le potenzialità attribuite al turismo come volano del cambiamento economico e sociale. La presenza degli hivenrnants agì infatti come un fattore di progresso per il territorio di Nizza. Fase dello sviluppo – anni centrali dell’Ottocento Con questa separazione, infatti, i gruppi aristocratici possono certamente approfittare delle positive condizioni climatiche della Riviera anche se, a partire proprio dalle ricadute economiche generate dalla loro costane presenza, essi finiscono per dare inizio ad un lento, quanto inarrestabile, processo di trasformazione, non solo urbanistico, ma anche economico del territorio.

I villeggianti stranieri a Nizza si presentarono quindi suddivisi in colonie separate, con alberghi, chiese per i diversi culti, attività ricreative e banche. L’influenza esercitata da queste presenze regolari si estende, lentamente, anche alla realtà che li aveva accolti. Non vi era interazione tra le colonie e la popolazione locale dal punto di vista sociale quanto dal punto di vista di necessità per ragioni di servizio o legati alle transazioni di natura economica. Il loisir diventa un aspetto centrale che rese Nizza (ormai capitale internazionale del turismo) una destinazione attraente nell’orizzonte internazionale delle ville d’hiver -> aspetto che diventa evidente agli occhi dei viaggiatori. In questa fase diventa evidente la presenza di colonie; uno dei luoghi in cui queste colonie si riuniscono sono i luoghi di culto (costruiti al pari dei grandi servizi di accoglienza) -> luoghi che rendono Nizza internazionale. FATTORI ALLA BASE DELL’INVENZIONE DELLA STAGIONE INVERNALE (perché si sviluppa questo tipo di turismo)  Grazie alle proprietà curative insite nel cambiamento d’aria.  L’abitudine, da parte degli stranieri, di trascorrere lunghi periodi di soggiorno in Francia e Italia.  Il fascino, percepito come esotico, del paesaggio e della vegetazione mediterranea.  Il diffondersi di un pensiero medico che riteneva necessario, per la salute, allontanarsi dal Nord Europa durante l’inverno.  Il valore sociale positivo dato dalla possibilità di costituirsi, all’estero, in un gruppo separato dalla popolazione locale (colonie lontane da casa). La linea di sviluppo di Nizza, che rivelerà così alcuni elementi di continuità con la strategia di consolidamento adottata in altre destinazioni, a partire dalla presenza degli spazi per la mondanità (inseriti tra la fase di sviluppo e consolidamento della destinazione), arriverà, negli ultimi decenni dell’Ottocento, a ricomporre la frammentazione urbana superando la barriera del torrente Paillon. Il letto del Paillon, a partire dal 1868, sarà infatti progressivamente ricoperto raccordando così la città vecchia con quella nuova divenuta una delle capitali del turismo internazionale invernale. Questa dimensione spaziale permettere di cogliere solo gli elementi positivi senza avere la necessità interagire con i gruppi sociali presenti nella città molto distanti dalla popolazione sia dal punto di vista economico, polito e sociale -> questo per poter preservare la propria identità e mantenere inalterate le distanze sociali esistenti. I gruppi di hivenrnants agirono perciò come un corpo abbastanza estraneo al territorio che, però, esplicò comunque un’azione determinante per attivare il cambiamento sociale, economico e spaziale. Meccanismo di sviluppo turistico destinato ad estendersi in maniera costante. IL TURISMO MODERNO Quella del turismo moderno è una fase piuttosto lunga che dura, in Europa, più di un secolo e mezzo: metà del Settecento fino alla Prima guerra mondiale. Nel corso di questo periodo si registra un aumento delle persone che praticano il turismo. Anche con il progressivo allargamento

ventaglio più ampio dello svago che caratterizza, e differenzia, l’offerta della stazione termale.

  1. Per ultimi troviamo i servizi ausiliari. In quest’ambito rientrano le prestazioni indispensabili per rendere accessibile la stazione termale. Fanno parte di questa componente dell’offerta termale le imprese attive nel settore dei trasporti, delle informazioni e delle varie forme di assistenza ai turisti termali. ll rapporto tra servizi fondamentali e complementari tende però a modificarsi. Nel momento in cui i servizi complementari sono proposti da tutte le stazioni termali essi diventano necessari per il cliente che si è ormai abituato a fruirli. Osservando l’ evoluzione delle stazioni termali risulta evidente lo spostamento delle lancette dell’offerta verso la dimensione ricreativa. La conseguenza di questa modifica nella classificazione dei servizi comporta quindi un incremento delle imprese impegnate a fornire i servizi della componente non curativa, in senso stretto, dell’offerta termale. BATH Una pratica turistica consolidata quale risultò essere il termalismo, si modificò e, in pochi anni, generò un cambiamento di un luogo trasformandolo in un mondo nuovo: Bath. Bath fu così un modello ed un punto di riferimento per le altre destinazioni termali ma non solo. La città termale divenne infatti una città-teatro, miscuglio di distinzione sociale e di spazi verdi atti a rigenerare: strade, piazze, luoghi pubblici furono il palcoscenico sul quale andò in scena lo spettacolo di una società dell’ozio e della sua sociabilità. Bath si presentò quindi come un caso paradigmatico. Bath fu però anche un esempio significativo di quanto andava germogliando nella società inglese del Settecento tanto che, a fine secolo, essa venne frequentata, più che per la salute, per gli svaghi che erano sempre disponibili e venivano erogati in abbondante quantità. La pratica abituale del gioco d’azzardo risultò essere una notevole attrattiva. Nella Pump Room, i curisti, intesi come coloro che, per effettuare le cure necessitano di trasferirsi, praticando di fatto un’attività anche turistica, nella stazione termale, ebbero la possibilità di bere le acque termali usufruendo di un ambiente fattosi sempre più elegante. Il rito delle “acque” avvenne invece passeggiando e conversando accompagnati dalle note musicali diffuse dall’apposita orchestra. Ad azionare le leve che disegnarono la parabola dello sviluppo settecentesco di Bath provvidero anche gli attori economici coinvolti nell’ampio progetto di trasformazione urbanistica. Si registrò l’utilizzo di capitali esterni sia per finanziare i lavori che per acquistare i materiali da adoperare per costruire gli edifici. Determinante risultò poi il coinvolgimento degli imprenditori locali che, pungolati da una clientela borghese ansiosa di consumare un’offerta fatta di svaghi e divertimenti, si affrettarono a mettere a loro disposizione strutture termali, alberghi, camere in affitto, negozi, ristoranti. Tali fattori di sviluppo, caratterizzanti delle future destinazioni termali, saranno sempre più presenti in un’offerta che unì così le proprietà terapeutiche a quelle del loisir. UN MODELLO DI SVILUPPO Il modello termale definito a Bath trovò quindi una larga diffusione nell’Europa dell’Ottocento durando, nel suo momento di massimo splendore, fino alla Prima guerra mondiale. Se le strutture per le cure e lo svago risultarono determinanti, altrettanto lo furono i frequentatori : re, principi, personalità di rilievo in grado di attivare dei meccanismi di imitazione sociale. Tali presenze, però, per funzionare come fattori di attrazione, necessitarono di essere poste all’interno di una più ampia azione di promozione della stazione.

 Il primo fattore di sviluppo fu l’invenzione, attribuibile a Richard “Beau” Nash, dell’idea di una sorta di casinò termale necessario per aumentare, con il gioco d’azzardo, l’attrattiva ludica della destinazione.  Il secondo riguardò invece il passaggio, ben evidente a Bath, che fece del soggiorno termale una pratica non solo curativa, ma anche di distrazione legata ad attività mondane. Proprio la mondanità si definì attorno alle feste, agli spettacoli, alle danze e, naturalmente, all’autorizzato gioco d’azzardo.  Il terzo aspetto, comune a quasi tutto il continente europeo, risultò invece di natura legislativa. Il Parlamento inglese, nel 1745, proibì infatti il gioco della roulette : una scelta determinata sia da ragioni morali che di ordine pubblico. Il crollo delle rendite derivate dal gioco rese perciò impossibile l’organizzazione delle varie manifestazioni mondane. Allo stesso tempo, i giocatori britannici privati della loro distrazione principale, si diressero verso il più accogliente Continente. LE CARATTERISTICHE FONDAMENTALI DELLA DESTINAZIONE TERMALE In conclusione, possiamo indicare quelle che sono le caratteristiche di fondo della destinazione termale intesa come un modello per le stazioni della villeggiatura del turismo moderno. L’ampio ventaglio dell’offerta ludica, considerata ormai inscindibile da quella terapeutica, riposizionò quindi le stazioni termali all’interno del turismo moderno facendone dei modelli di riferimento ben riassumibili dalle strutture fondamentali presenti nelle diverse stazioni. Nelle stazioni termali europee più o meno note troviamo infatti ben visibili:  un parco con, all’interno, lo stabilimento termale (lo spazio per la pratica curativa);  le strutture ricreative come i casinò, i teatri, i caffè-concerto, i ristoranti, di vario genere, spesso localizzati in prossimità dello stabilimento termale (gli spazi per lo svago);  uno o più grandi alberghi anch’essi posizionati non lontani dallo stabilimento termale (gli spazi per l’ospitalità, l’interazione sociale e l’ostentazione del proprio prestigio sociale ed economico). LA MONTAGNA E IL TURISMO La montagna inizia ad interessare, a livello turistico, abbastanza tardi perché i viaggiatori de Gran Tour la vedono solo come un ostacolo: ultima prova da superare per arrivare in Italia. Importante è l’ interesse scientifico dei naturalisti che la esplorano. L’interesse turistico inizia a manifestarsi nella seconda metà del Settecento quando iniziano ad arrivare, nelle località alpine, alcuni inglesi che sono attratti da un’ideale sportiva: scalare le vette (sono proprio loro che fanno conoscere le Alpi come destinazioni per i soggiorni curativi e svago). Le Alpi (versante italiano, francese e svizzero) iniziano così ad avere un richiamo internazionale con delle persone (sempre a livello elitario) che vedano nei villaggi alpini (la base da cui partire per i propri viaggi/esplorazioni) una meta. Le stazioni climatiche montane si sviluppano seguendo il percorso evolutivo delle stazioni termali e balneari offrendo anche stabilimenti termali. Il primo paese in cui si definisce il turismo montano moderno è la Svizzera che, nell’Ottocento, attrae i viaggiatori per i suoi paesaggi (paesaggio romantico che si sposta dalle rive del mare al centro Europa che nel ‘700 non esisteva).

di servizi), da parte degli abitanti delle montagne, di beni e servizi ai viaggiatori, prima, ed ai turisti. In un secondo tempo. “il rapporto diventa più chiaro quando il montanaro si mette al servizio del viaggiatore per venire ricambiato con mance e ricompense per le prestazioni offerte. Si incontra così una moltitudine che ruota intorno ai viaggiatori alpini fatta di osti, maniscalchi, cavallanti, barcaioli, facchini, oltre ai cacciatori o ai cristallieri, che per primi si improvvisano guide. Nella letteratura del periodo si trovano numerose descrizioni di questo variopinto mondo spesso oggetto di lamentele perché la qualità dei servizi riceduti è scadente o per la supposta esosità degli onorati.” -> abbandono di professioni tradizionali ad attività e professioni legate al turismo. IL TURISMO: DISTINZIONE SOCIALE E IMITAZIONE Le stazioni termali , al pari di quelle climatiche balneari e montane che si diffonderanno in Europa nel corso del XIX secolo, si caratterizzano allora per la loro abbondante offerta di ben visibili percorsi di distinzione sociale (non hanno quindi solo una dimensione pratica). I vari gruppi cercano di tenere una propria posizione considerandosi diversi e superiori agli altri in una realtà sociale stratificata. Il turismo è uno strumento importante per mostrare questa posizione distintiva all’interno dei diversi gruppi. Dobbiamo tenere conto di 3 caratteristiche che definiscono quello che è un meccanismo più ampio di inclusione ed esclusione -> meccanismi della distinzione sociale : l’ ostentazione ossia far vedere agli altri l’utilizzo di un servizio o comportamento, il consumo vistoso di beni considerati prestigiosi -> legato strettamente all’ostentazione e funziona all’interno di un gruppo in cui si può essere in grado di distinguersi, la differenziazione di un bene o un servizio che è limitato -> suite presidenziale. Inclusione : l’individuo vuole essere incluso all’interno di u gruppo definibile come leader. Si creano così dei gruppi leader che lanciano mode e quelli che tutti vogliono imitare per entrare a far parte di questo gruppo -> aristocratici, borghesi. Hanno il diritto all’ozio e alla vacanza. Occupano posizioni sociali più elevate e possono permettersi delle pratiche turistiche che sono desiderate da chi ne risulta escluso e tenta, quindi, di imitare queste pratiche. Un fenomeno di natura anche spaziale favorito, in questo, dalla limitata dimensione dei luoghi della villeggiatura e dalla forte omogeneità sociale dei gruppi in esse presenti -> sono oggetto di imitazione:  le destinazioni : chi imita tende ad andare dove sono presenti i gruppi leader.  Le pratiche turistiche : chi imita desidera praticare un’attività che fanno i membri dei gruppi leader.  Le stagioni : chi imita deve frequentare le destinazioni nel periodo in cui sono presenti anche membri dei gruppi leader. L’ affetto salutare si pose così alla base di una sociabilità (nella cultura del ‘700 era fondamentale la presenza di luoghi come per esempio i salotti) che, dall’ambito culturale, sfociò in quello ludico azzerando le non certo enormi lontananze sociali esistenti sciogliendole in una duplice dimensione : quella della cura e dello svago. Nell’attivare questo meccanismo è molto importante la funzione sociale delle diverse stazioni climatiche che si affermano nell’ambito del turismo moderno. La stazione climatica si pose perciò come un punto di riferimento imprescindibile per i circuiti turistici elitari: contatto con la natura, eleganza, ospitalità sofisticata, presenza di regnanti, aristocratici, furono gli ingredienti capaci di dare lustro a dei palcoscenici destinati a divenire mete privilegiate per la società internazionale. La stazione fu perciò una scena, una cornice adeguata, una vetrina, più o meno edonistica, in grado di rafforzare lo status e di fornire concrete opportunità di mobilità sociale ascendente. Nelle pieghe

più o meno nascoste di questo mondo cosmopolita non tardarono così ad infilarsi anche gli arrampicatori sociali : una categoria sempre presente, nelle destinazioni elitarie. Persone che vedono una possibilità per salire o scendere all’interno della propria società e cambiare il loro gruppo di riferimento. MOBILITÀ SOCIALE Si ha in una società stratificata : la società non è basata sull’uguaglianza economica e sociale. In una società stratificata è presente un movimento, più o meno intenso, da parte di individui o gruppi che cercano di salire nella scala sociale (il turismo è un indicatore di questo movimento nel momento in cui aumentano il numero di turisti -> aumenta la democratizzazione). Sono presenti degli “ ascensori sociali ” che permettono di passare da un gruppo inferiore ad uno superiore ma anche al contrario (matrimonio). Il dinamismo sociale definisce la possibilità che ha una persona di spostarsi da una classe all’altra. La mobilità sociale presuppone anche un cambiamento dello stile di vita (aspetto legato all’ostensione ed al consumo vistoso). Quando ci si sposta all’interno della società bisogna manifestarlo attraverso per esempio il cambiamento dello stile di vita -> es. andare in vacanza. La mobilità sociale è legata all’imitazione perché una persona, quando si sposta nella scala sociale, imita dei comportamenti che distinguono le classi superiori. Nei comportamenti che l’individuo imita sono presenti anche le pratiche turistiche o la scelta di frequentare determinate destinazioni turistiche. Possiamo identificare alcuni tipi di mobilità sociale (non da sapere a memoria):  Mobilità verticale : individuo sale nella scala sociale attraverso il fattore economico o attraverso il prestigio derivante, ad esempio, dalla sua professione. Ma può anche scendere verso il basso perdendo così la ricchezza economica e/o prestigio sociale.  Mobilità orizzontale : dopo l’ascesa sociale, l’individuo deve andare a vivere, ad esempio, in un’altra parte della città: quartiere più centrale, prestigioso, moderno. La dimensione spaziale certifica infatti, in modo ben visibile all’esterno, l’avvenuta ascesa sociale dell’individuo.  Mobilità intra generazionale : l’ascesa sociale avviene all’interno della stessa generazione. Lo stesso individuo, in pochi anni, si arricchisce ed ascende socialmente.  Mobilità intergenerazionale : saranno i figli, grazie a quanto avviato dalla generazione precedente, ad occupare una posizione sociale più elevata. Si parla spesso solo di ascesa ma vi è anche la discesa. L’idea dell’ ostentazione nasce alla fine dell’Ottocento, nel consumo ostentato di beni di lusso la classe agiata, nell’ambito della stratificazione sociale, diviene oggetto di costante imitazione da parte dei quelle inferiori. “la classe agiata si trova alla testa della struttura sociale in fatto di rispettabilità; e per questo il suo modo di vivere e i suoi criteri di valutazione danno il canone di rispettabilità per la comunità. L’osservanza di questi criteri, con una qualche approssimazione, diventa un dovere per tutte le classi più basse nella classe sociale. Nella moderna comunità civile le linee di separazione fra le classi sociali sono diventate imprecise e mobili, e dovunque ciò avviene il canone di rispettabilità imposto dalle classi superiori estende la sua influenza costrittiva sena trovare resistenze attraverso la struttura sociale fino agli stati più bassi. Il risultato è che i membri di ogni stato accettano come loro ideale di onorabilità lo schema di vita in auge nello strato immediatamente superiore e impiegano le loro energie nel vivere secondo questo ideale. Pena la perdita del loro buon nome e