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appunti presi durante la lezione di sociologia
Tipologia: Dispense
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Margaret Archer = sociologa britannica che si è occupata anche di educazione, è stata la prima presidente dell’associazione europea di sociologia. Insieme ad altri autori, ha cercato una via di interpretazione della società provando a mettere insieme contributi di altri autori che hanno esplorato le problematiche della società. L’eredità dei primi 100 anni di sociologia, ci consegna l’idea secondo la quale la realtà sociale è complicata. I vari sociologi osservano la realtà provando a combinare queste letture, l’una non prevale sull’altra. Archer; Teoria morfo-genetica: è una teoria nella quale si ha a che fare con 3 livelli o dimensioni della realtà sociale: 1. Struttura sociale: insieme dei rapporti materiali tra mezzi, risorse e persone. Per Marx, la struttura sociale per eccellenza era la struttura economica e la chiave di lettura era quella del sistema produttivo (la società deve produrre ricchezza e distribuirla). Anche la famiglia replicava il modello della fabbrica (padre al posto del capitalista padrone e coloro che vi mettono la manodopera). In realtà, anche la famiglia di oggi deve fare i conti con il modo in cui è organizzata materialmente la società, con il modo in cui le persone delle famiglia si procurano delle risorse e poi le distribuiscono. Oggi siamo nella società dei consumi: sono importanti i rapporti materiali di consumo. Oggi è meno importante che lavoro faccio, ma è più importante la reputazione sociale. Oggi si parla meno di “struttura sociale”, ma questa continua ad operare, anche all’interno della famiglia. Bisogna tener conto anche della struttura della famiglia intesa come le caratteristiche di quel gruppo famiglia (ad esempio, il numero dei componenti della famiglia è una proprietà del gruppo, non individuale, che crea una diversità). 2. Sistema culturale: background culturale, territorio… Guardare troppo la struttura sociale, ci può far perdere però di vista le caratteristiche immateriali di un gruppo. Le caratteristiche immateriali sono tutti quegli aspetti che si riferiscono al tema del linguaggio, delle norme, dei valori. Due famiglie possono essere uguali dal punto di vista materiale, ma differenti sul piano delle opportunità, delle aspettative. Sia la struttura sociale che il sistema culturale preesistono agli individui: non vengono decise dalla persona. 3. Agire individuale e collettivo: in parte preesiste, perché quando la persona nasce sono gli altri ad agire, ma fin da subito la persona, anche solo cominciando a muoversi, mette in atto delle forme di azione sociale. Questo piano impatta direttamente con il piano degli individui, con le loro condotte, decisioni… Ci sono degli spazi di azione che riguardano poi scelte individuali ed altri che riguardano le scelte collettive. Le tre lenti diverse che utilizzo si trasformano automaticamente in 3 domande relative al cambiamento famigliare: • Sistema culturale: quali sono stati i principali cambiamenti normativi e culturali? • Struttura sociale: quali sono i principali cambiamenti della struttura famigliare? • Agire individuale e collettivo: come sono cambiate le relazioni tra le mura domestiche? (Le relazioni possono essere sempre diverse, anche se il sistema culturale e sociale è simile) La famiglia in Italia Riflessione sulle immagini: Numerosità: è un dato strutturale che può avere a che fare con la cultura (in alcune aree, anche in Italia, c’è un maggior numero di figli). È un dato fattuale, che non ha bisogno di spiegazioni, quindi ha più a che fare con la dimensione della struttura. La struttura può anche essere il prodotto di un orientamento culturale: in alcuni paesi avere tanti figli è un valore. Inoltre, in alcuni paesi è un’opportunità materiale (avere dei figli che danno una mano nel lavoro). Data poi una certa situazione materiale, si possono creare delle tensioni, ma il modo in cui le persone decidono di fare delle scelte non dipende solo dalla dimensione economica, ma anche dai valori di ciascun individuo della famiglia e dal tipo di relazioni che si costruiscono. Per questo i 3 piani sono intrecciati. Etnicità: richiama in sé tanti fattori, come il fattore razziale del DNA, il fattore culturale… I modelli culturali, di educazione, di linguaggio, sono diversi. Si tratta quindi di un dato che riguarda il sistema culturale: le mode, le pratiche, le usanze, ci dicono qualcosa dell’appartenenza culturale. Ruoli sociali: non sono cose materiali, ma sono legati al modello culturale. In base al ruolo, noi determiniamo la legittimità di utilizzare o no determinate risorse. Azioni: sono più che altro dei gesti, come la bambina che posa la mano sulla spalla del papà, l’anziano che sostiene la moglie: sono gesti che richiamano affetto, vicinanza. Il contatto dei due anziani è non solo fisico, ma anche nello sguardo. Nella foto in bianco e nero invece, il padre è molto più rigido nella postura. —> se noi applichiamo queste tre lenti, possiamo quindi vedere degli aspetti. I CAMBIAMENTI NORMATIVI E CULTURALI DELLA FAMIGLIA Per quanto riguarda le trasformazioni delle idee e norme relative alla famiglia, abbiamo due fronti: De-istituzionalizzazione e Privatizzazione della famiglia: Si tratta di due processi o movimenti che avvengono in modo graduale (in alcune fasi si avvertono delle
discontinuità o cambiamenti netti, in altre fasi il processo prosegue senza smottamenti visibili). • La de- istituzionalizzazione è il processo inverso dell’istituzionalizzazione. Istituzionalizzare significa consolidare dal punto di vista normativo e dare uno sviluppo ad una realtà. De-istituzionalizzare la famiglia è un processo che tende invece a smontare alcuni obblighi e residui normativi che nel corso del tempo hanno perso il loro potere coercitivo —> è un impoverimento, una riduzione (non totale). Se un modello è messo in discussione vuol dire che è debole. • Privatizzazione: se la famiglia non viene più intesa come un ordinamento della società (perde questo valore), acquisisce invece un valore importante per chi la fa, per il gruppo interno (non per il pubblico). Questo legittima il fatto che all’interno delle mura domestiche ci debba essere l’autodeterminazione degli individui. La famiglia viene intesa come un fatto privato, ma questo può generare dei problemi. —> le famiglie sono sempre più viste e definite come “unità degli affetti”, piuttosto che come agenzie impegnate nell’assolvimento di compiti e funzioni a forte rilevanza sociale. Prima della costituzione, vi era il “codice della famiglia”, nel quale la moglie ha un ruolo subordinato rispetto al marito. È una norma che parla di come è organizzata la struttura sociale in famiglia. Non prevede il divorzio, vi è l’indissolubilità del vincolo matrimoniale. Il diritto di famiglia tutelava di più l’uomo, e nella separazione le donne avevano un maggiore svantaggio. Venivano solo tutelati solo i figli legittimi, quelli illegittimi non avevano alcuni diritti (come quello dell’asse ereditario). Era un codice che riproduceva un certo tipo di struttura sociale, che regolamentava la famiglia in un certo modo.