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Una introduzione alla statistica, spiegando le differenze tra popolazioni reali e concettuali, il vantaggio del campionamento e la classificazione delle unità statistiche. Viene inoltre discusso sulla codificazione di caratteri qualitativi e la classificazione unidimensionale. Il testo include anche informazioni su frequenze cumulate e rappresentazioni grafiche.
Tipologia: Appunti
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La statistica rappresenta uno strumento per la soluzione e l'interpretazione di grosse quantità di dati. Per svolgere un'indagine statistica, noi prendiamo i dati da diverse fonti, che possono essere: censimenti, indagini campionarie, fonti amministrative, database di alto livello... In Italia la fonte ufficiale è l'Istituto Nazionale di Statistica, ISTAT. L'oggetto di ogni indagine statistica è la conoscenza di una popolazione, cioè le unità elementari in cui il fenomeno si manifesta. Esistono due tipi di popolazioni:
(Qui abbiamo raggruppato le confessioni in 3 classi dei paesi UE, e la modalità è una distribuzione di frequenza assoluta ) ( Qui abbiamo semplicemente fatto la versione in percentuale es. 8/15*100, chiamasi frequenze percentuali ) (Qui la distribuzione di frequenze relative, senza la moltiplicazione *100), in statistica si utilizzano di più queste e non quelle percentuali. REGOLE COSTRUZIONE DELLE CLASSI
Grafici a nastro: Come sopra, ma le barre sono orizzontali, utile per caratteri qualitativi sconnessi. Grafici a barre (o nastri) suddivisi: Rappresentazioni grafiche di caratteri QUANTITATIVI: Istogramma (modalità raggruppate in classi): L’istogramma è un grafico costituito da barre non distanziate, con basi in generale diverse, ogni barra possiede un’area proporzionale alla corrispondente frequenza o quantità. NOTA! -> Se abbiamo classi di uguale ampiezza , l’istogramma è uguale ad un grafico a barre, ma le barre NON SONO DISTANZIATE! (sinistra frequenza assoluta, sotto classi) NOTA! -> Se abbiamo classi di diversa ampiezza, dobbiamo calcolare l’altezza del rettangolo! ( sinistra densità di frequenza, sotto classi) Altezza angolo = (frequenza classe assoluta / ampiezza della corrispondente classe)
Poligono di frequenza: Unisce i punti centrali delle basi superiori dei rettangoli dell’istogramma, permette più facilmente il confronto tra distribuzioni diverse. Rappresentazione grafica dei dati elementari: Esistono anche grafici utili per rappresentare direttamente i dati elementari di un carattere (cioè i dati che abbiamo direttamente nella matrice senza calcolare nessuna frequenza) Grafico a dispersione: Consiste nel rappresentare le modalità assunte da ciascuna unità statistica come punti lungo una retta. E’ una rappresentazione non accurata adatta a caratteri quantitativi continui che tendono ad assumere valori tutti diversi tra loro, abbiamo il problema di rappresentare le unità statistiche che assumono modalità uguali. Grafico a stella: Si basa sulla rappresentazione delle modalità del carattere come lunghezze del raggio di un cerchio. o Adatto alla rappresentazione di caratteri quantitativi che assumono solo valori positivi o Adatto a rappresentare quanto i valori associali alle singole unità si allontanano dalla “media” generale o Diventa poco leggibile se le modalità sono molte
Serie indice a base mobile: Se, invece, interessa studiare le variazione relative di Q da un tempo t-1 a quello successivo di t, si divide ogni valore q, per il precedente, e si ottiene la serie dei numeri indici a base mobile. NON E’ POSSIBILE DETERMINARE IN NUMERO INDICE RELATIVO IL TEMPO INIZIALE!