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Appunti diritto commerciale prof. Demuro
Tipologia: Appunti
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Art. 2082. Imprenditore.
È imprenditore chi esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.
Imprenditore individuale o collettivo, discipline differenti nei due casi.
Nel caso di imprenditore collettivo: esistono regole di convivenza che variano in base al peso e al potere all’interno della società.
Imprenditore è il soggetto, impresa è l’attività di impresa esercitata, la esercita in modo professionale creandosi un’organizzazione data da coordinamento di lavoro e beni strumentali attraverso i quali si svolge l’attività.
Azienda: complesso di beni organizzato dall’imprenditore per svolgere l’attività d’impresa. Esercizio in modo professionale, professionalità equivale ad avere organizzazione, imprenditore può esserlo pur non svolgendo l’attività d’impresa tutto l’anno: ad es stagionalità. Professionalità deve avere alla base un’organizzazione. Attività d’impresa associata a finalità lucrativa, va distinta in:
■ Lucro oggettivo : porre in essere attività economica basata astrattamente su criterio di economicità, coprire coi ricavi le spese.
■ Lucro soggettivo : porre in essere attività impresa basata su criteri economicità per avere utili derivanti dalla differenza tra ricavi e costi.
Lucro soggettivo non è necessario per creare attività d’impresa, questo determina che l’attività d’impresa possa essere posta in essere senza finalità di guadagno-> no profit. Finalità mutualistica: finalità perseguita dalle cooperative-> consentire ai soci di trovare lavoro o beni e servizi a condizioni inferiori rispetto a quelle sul mercato. Criterio di economicità molte volte non viene rispettato-> ci poniamo fuori dall’attività d’impresa-> servizi pubblici erogati per sopperire a determinate esigenze (criterio di supplenza).
Art 2083. Piccoli imprenditori.
Piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia.
Criterio di prevalenza quali-quantitativa di capitale investito, se il lavoro proprio e famigliare è superiore quali-quantitativamente, è riconosciuto come piccolo imprenditore e quindi è soggetto a disciplina di favore. Più cresce l’attività d’impresa in termine di dimensione, più si richiede disciplina e trasparenza. Disciplina pubblicità commerciale-> iscrizione al registro delle imprese.
Distinzione in relazione all’oggetto dell’attività:
■ Imprenditore commerciale
■ Imprenditore agricolo
Precisa individuazione dell’imprenditore agricolo, di conseguenza tutto ciò che non è imprenditore agricolo, è imprenditore comm.le. L’imprenditore comm.le ha uno statuto dell’imprenditore comm.le differente a quello agricolo. L’imprenditore commerciale può fallire, è soggetto ad iscrizione nel registro imprese nella sezione ordinaria, mentre l’imprenditore agricolo no.
Trasferimento azienda: necessita di un titolo come ad esempio il titolo di proprietà su un bene ma la proprietà dei singoli beni non è necessaria, è invece necessaria la disponibilità, oppure altri titoli come locazione, affitto ecc. Ricevere il complesso di beni per esercitare attività, beni devono consentire di esercitare attività, posso trasferire/dare in gestione anche solo un ramo d’azienda e non il complesso. Regole per trasferimento di carattere formale e delle conseguenze in termini di disciplina.
Art 2556. Imprese soggette a registrazione.
Per le imprese soggette a registrazione i contratti che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà o il godimento dell'azienda devono essere provati per iscritto, salva l'osservanza delle forme stabilite dalla legge per il trasferimento dei singoli beni che compongono l'azienda o per la particolare natura del contratto. I contratti di cui al primo comma, in forma pubblica o per scrittura privata autenticata, devono essere depositati per l'iscrizione nel registro delle imprese, nel termine di trenta giorni, a cura del notaio rogante o autenticante.
La forma scritta per il trasferimento ha efficacia solo probatoria salvo beni per cui è necessaria la forma scritta. La forma scritta è necessaria per adempiere agli obblighi pubblicitari dell’azienda, per far sapere ai terzi del trasferimento. Principio carattere generale: è valido il trasferimento d’azienda anche senza forma scritta a meno che non sia richiesta. Al fine di adempiere agli obblighi pubblicitari è richiesta la forma scritta rafforzata tramite atto pubblico o scrittura privata autenticata.
DIVIETO DI NON CONCORRENZA
Art 2557. Divieto di concorrenza.
Chi aliena l'azienda deve astenersi, per il periodo di cinque anni dal trasferimento, dall'iniziare una nuova impresa che per l'oggetto, l'ubicazione o altre circostanze sia idonea a sviare la clientela dell'azienda ceduta. Il patto di astenersi dalla concorrenza in limiti più ampi di quelli previsti dal comma precedente è valido, purché non impedisca ogni attività professionale dell'alienante. Esso non può eccedere la durata di cinque anni dal trasferimento.
Se nel patto è indicata una durata maggiore o la durata non è stabilita, il divieto di concorrenza vale per il periodo di cinque anni dal trasferimento. Nel caso di usufrutto o di affitto dell'azienda il divieto di concorrenza disposto dal primo comma vale nei confronti del proprietario o del locatore per la durata dell'usufrutto o dell'affitto. Le disposizioni di questo articolo si applicano alle aziende agricole solo per le attività ad esse connesse, quando rispetto a queste sia possibile uno sviamento di clientela.
Oggetto ed ubicazione per sviare la clientela sono da valutare quasi caso per caso, fattispecie possono essere molto differenti tra loro. Divieto di concorrenza è una conseguenza legale del trasferimento. È possibile ampliare l’oggetto ma non è possibile ampliare la durata, ampliando l’oggetto non posso però impedire all’alienante qualsiasi attività commerciale. Posso modificare la durata? Se la norma tutela solo le parti del contratto è nella disponibilità delle parti, è possibile, si determina una deduzione del prezzo di acquisto, al netto dell’avviamento. Se la norma tutale anche il consumatore ossia il fruitore dei beni prodotti da quell’imprenditore non è più nelle disponibilità delle parti per evitare confusione. Primo effetto va a creare un limite all’operato dell’alienante a tutela dell’acquirente, altro effetto riguarda il trasferimento dei contratti aziendali, successione dei contratti aziendali. Azienda è un complesso di beni che ha rapporti giuridici, legislatore stabilisce contratti con successione automatica come la locazione.
Art 2558. Successione nei contratti.
Se non è pattuito diversamente, l’acquirente dell’azienda subentra nei contratti stipulati per l’esercizio dell’azienda stessa che non abbiano carattere personale.
Il registro delle imprese è disciplinato in sezione ordinaria e 5 sezioni speciali che hanno efficacia di pubblicità notizia, tutto ciò che è iscritto si presume conosciuto-> presunzione assoluta di conoscenza, mentre vige una presunzione relativa di ignoranza, ossia ciò che non è iscritto non è opponibile salvo che si dimostri che il terzo fosse a conoscenza.
Art 2193. Efficacia dell’iscrizione.
I fatti dei quali la legge prescrive l'iscrizione, se non sono stati iscritti, non possono essere opposti ai terzi da chi è obbligato a richiederne l'iscrizione, a meno che questi provi che i terzi ne abbiano avuto conoscenza. L'ignoranza dei fatti dei quali la legge prescrive l'iscrizione non può essere opposta dai terzi dal momento in cui l'iscrizione è avvenuta. Sono salve le disposizioni particolari della legge.
Presunzione assoluta di conoscenza-> tutto ciò che è scritto si presume conosciuto. Tutto questo rafforza il principio di tipicità. L’iscrizione nel registro delle imprese ha efficacia di pubblicità legale, in alcuni casi:
■ l’iscrizione determina l’applicazione di una determinata normativa-> regolarità di una società può derivare dall’iscrizione nel registro
■ efficacia costitutiva: iscrizione determina acquisto personalità giuridica
■ efficacia sanante: atti di carattere procedurale, nel caso di vizi nel procedimento, l’iscrizione va a sanare questi vizi ad esempio nelle operazione straordinarie
■ strumentale per dirimere il conflitto tra acquirenti: il primo che registra l’acquisto prevale a condizione che sia in buona fede.
Effetti che derivano dall’iscrizione nella sezione ordinaria-> pubblicità legale.
Sezioni speciali hanno funzione di certificazione anagrafica, si devono iscrivere piccoli imprenditori, imprenditori agricoli, imprese sociali, società di professionisti. Elenco di dati che non ha efficacia di opponibilità, gli atti della società semplice non hanno efficacia dichiarativa. L’imprenditore agricolo si deve iscrivere nella sezione speciale ma ha efficacia che deriva dalla sezione ordinaria dove però non si può iscrivere: iscrizione nel registro imprese porta con se assoggettamento a disciplina sulle procedure concorsuali e al fallimento. Quindi l’imprenditore agricolo non si può iscrivere nella sezione ordinaria in modo tale da evitare che l’imprenditore agricolo sia soggetto dalla disciplina sulle procedure concorsuali e al fallimento. Imprenditore agricolo soggetto a rischio d’impresa e rischio ambientale-> imprenditore agricolo in difficoltà-> subisce danno dalla non applicazione della disciplina delle procedure concorsuali.
Art 2189. Modalità dell’iscrizione.
Le iscrizioni nel registro sono eseguite su domanda sottoscritta dall'interessato. Prima di procedere all'iscrizione, l'ufficio del registro deve accertare l'autenticità della sottoscrizione e il concorso delle condizioni richieste dalla legge per l'iscrizione. Il rifiuto dell'iscrizione deve essere comunicato con raccomandata al richiedente. Questi può ricorrere entro otto giorni al giudice del registro, che provvede con decreto.
Vige il principio di tipicità, possono essere iscritti solo gli atti per cui la legge prevede l’iscrizione. Registro delle imprese entra in vigore nel ’96. Iscrizioni eseguite su domanda dell’interessato sottoscrittore. Iscrizione ha procedura particolare: arrivata la domanda, necessaria la protocollazione della domanda, iscrizione non automatica perché può non essere rispettato il principio di tipicità. Non prevista l’iscrizione del sito internet: non vige principio della tipicità quindi non può essere opposto come ufficiale. Concorso delle condizioni richieste dalla legge per l’iscrizione, il controllo del conservatore è meramente formale-> rispetto del principio di tipicità. Il controllo formale positivo da luogo all’iscrizione, controllo formale con esito negativo è possibile fare ricorso contro il provvedimento del conservatore entro 8 gg al giudice del registro che va a vigilare che il comportamento del conservatore sia corretto. Conferma della non iscrizione possibile effettuare ricorso al tribunale.
Art 2190. Iscrizione d’ufficio.
Se un’iscrizione obbligatoria non è stata richiesta, l’ufficio del registro invita mediante raccomandata l’imprenditore a richiederla entro un congruo termine. Decorso inutilmente il termine assegnato, il giudice del registro può ordinarla con decreto.
Qualora il registro viene a conoscenza di un atto che doveva essere iscritto ma non lo è stato, si ha prima una segnalazione all’imprenditore per invitarlo a iscriverlo, nel caso in cui questa segnalazione non avesse alcun riscontro, si procede all’iscrizione d’ufficio. Sostituzione degli amministratori richiesta dal registro imprese, non fatta su istanza di parte, di fronte ai terzi i vecchi amministratori sono ancora in carica, divergenza tra volontà sociale e ciò che è pubblicizzato, iscrizione entro 20 gg e se non provvedono si procede con l’iscrizione d’ufficio.
Art 2191. Cancellazione d’ufficio.
Se un’iscrizione è avvenuta senza che esistano le condizioni richieste dalla legge, il giudice del registro, sentito l’interessato, ne ordina con decreto la cancellazione.
Cancellazione per società che per 3 anni non depositano i bilanci-> società inattive-> cancellazione d’ufficio che determina l’estinzione di quella società. Nel caso in cui si riscontri malafede degli imprenditori nella cancellazione della società perché ad esempio la società ha una posizione debitoria molto elevata, si può chiedere la cancellazione della cancellazione.
Art 2194. Inosservanza dell’obbligo di iscrizione.
Salvo quanto disposto dagli articoli 2626 e 2634, chiunque omette di richiedere l’iscrizione nei modi e nel termine stabilito dalla legge, è punito con la sanzione amministrativa da euro 10 a euro 516.
RAPPRESENTANZA COMMERCIALE
Art. 2203. Preposizione institoria.
E' institore colui che è preposto dal titolare all'esercizio di un'impresa commerciale. La preposizione può essere limitata all'esercizio di una sede secondaria o di un ramo particolare dell'impresa. Se sono preposti più institori, questi possono agire disgiuntamente, salvo che nella procura sia diversamente disposto.
L’institore è il rappresentante commerciale, figura più importante dopo l’imprenditore. Il rappresentante pone in essere un’attività che ricade sul patrimonio del rappresentato. L’institore non risponderà delle obbligazioni contratte in nome e per conto dell’imprenditore, risponde solo l’imprenditore. Preposizione institoria è un atto in cui l’imprenditore prepone un altro soggetto all’attività d’impresa. Il titolare dell’esercizio dell’impresa è l’imprenditore, quindi la preposizione institoria può avvenire sia da imprenditore singolo sia da quello collettivo. Preposizione totale o parziale (una sede secondaria o ramo d’impresa). Il legislatore all’art 2204 individua ex legge i poteri dell’institore rapportati a una preposizione institoria generale o limitata.
Art. 2204. Poteri dell’institore.
L'institore può compiere tutti gli atti pertinenti all'esercizio dell'impresa a cui è preposto, salve le limitazioni contenute nella procura. Tuttavia non può alienare o ipotecare i beni immobili del preponente, se non è stato a ciò espressamente autorizzato. L'institore può stare in giudizio in nome del preponente per le obbligazioni dipendenti da atti compiuti nell'esercizio dell'impresa a cui è preposto.
Preposizione institoria deve essere iscritta nel registro delle imprese. La procura è necessaria per porre delle limitazioni, l’institore può compiere tutti gli atti pertinenti all’esercizio dell’impresa tranne vendere o
Non possono tuttavia esigere il prezzo delle merci delle quali non facciano la consegna, ne' concedere dilazioni o sconti che non sono d'uso, salvo che siano a ciò espressamente autorizzati.
SCRITTURE CONTABILI
Art 2214. Libri obbligatori e altre scritture contabili.
L’imprenditore che esercita un’attività commerciale deve tenere il libro giornale e il libro degli inventari.
Deve altresì tenere le altre scritture contabili che siano richieste dalla natura e dalle dimensioni dell’impresa e conservare ordinatamente per ciascun affare gli originali delle lettere, dei telegrammi e delle fatture ricevute, nonché le copie delle lettere, dei telegrammi e delle fatture spedite.
Le disposizioni di questo paragrafo non si applicano ai piccoli imprenditori.
L’imprenditore agricolo, non esercitando attività commerciale, non è tenuto alla tenuta delle scritture contabili. Nel libro giornale devono essere tenute in ordine cronologico tutte le operazioni che compie l’azienda. Dal libro giornale e dal libro degli inventari deriva il bilancio. Disciplina in crescendo, maggiori sono gli interessi dei soggetti coinvolti dall’attività d’impresa, maggiori sono le discipline.
SEGNI DISTINTIVI
necessariamente coincide col nome civile
insegna oppure insegna non fisica
garanzia di qualità, ma è garanzia di provenienza-> bene proviene da quel determinato imprenditore, il marchio non mi garantisce qualità del bene o servizio. La qualità viene attribuita dai consumatori attraverso l’esperienza.
Cpi: Codice della Proprietà Industriale
Art. 7 cpi - Oggetto della registrazione : possono costituire oggetto di registrazione come marchio d'impresa tutti i segni suscettibili di essere rappresentati graficamente, in particolare le parole, compresi i nomi di persone, i disegni, le lettere, le cifre, i suoni, la forma del prodotto o della confezione di esso, le combinazioni o le tonalità cromatiche, purché siano atti a distinguere i prodotti o i servizi di un'impresa da quelli di altre imprese.
Il marchio lo devo poter disegnare per poterlo registrare, la registrazione porta all’utilizzo esclusivo, in modo da poter contraddistinguere i prodotti e per evitare che il consumatore sia convinto di acquistare prodotti provenienti dall’imprenditore A e invece acquista dall’imprenditore B. La registrazione del marchio è strumentale all’utilizzo esclusivo. Esistono dei marchi di forma come per esempio le bottiglie degli alcolici che devono essere stilizzate ognuna in modo diverso oppure le boccette dei profumi (non ne esistono una uguale all’altra). Per quanto riguarda il colore, è possibile registrare una determinata tonalità di colore. Il marchio deve essere suscettibile di essere rappresentato graficamente e deve essere idoneo a distinguere i prodotti di un’impresa da quelli di un’altra impresa. Se crea confusione non ha capacità distintiva quindi non può essere registrato.
Art 8 cpi – Ritratti di persone, nomi e segni notori : I ritratti di persone non possono essere registrati come marchi senza il consenso delle medesime e, dopo la loro morte, senza il consenso del coniuge e dei figli; in loro mancanza o dopo la loro morte, dei genitori e degli altri ascendenti, e, in mancanza o dopo la morte anche di questi ultimi, dei parenti fino al quarto grado incluso. 2. I nomi di persona diversi da quelli di chi chiede la registrazione possono essere registrati come marchi, purché il loro uso non sia tale da ledere la fama, il credito o il decoro di chi ha diritto di portare tali nomi. L'Ufficio italiano brevetti e marchi ha tuttavia la facoltà di subordinare la registrazione al consenso stabilito al comma In ogni caso, la registrazione non impedirà a chi abbia diritto al nome di farne uso nella ditta da lui prescelta, sussistendo presupposti di cui all’articolo 21, comma 1 (1). 3. Se notori, possono essere registrati o usati (2) come marchio solo dall'avente diritto, o con il consenso di questi, o dei soggetti di cui al comma 1: i nomi di persona, i segni usati in campo artistico, letterario, scientifico, politico o sportivo, le denominazioni e sigle di manifestazioni e quelli di enti ed associazioni non aventi finalità economiche, nonché gli emblemi caratteristici di questi. (1) Le parole: “, sussistendo i presupposti di cui all’articolo 21, comma 1.” sono
state inserite dall’art. 6, co. 1, D.Lgs. 13 agosto 2010, n. 131. (2) Le parole: “o usati” sono state inserite dall’art. 6, co. 2, D.Lgs. 13 agosto 2010, n. 131.
Art 9 cpi - Marchio di forma : Non possono costituire oggetto di registrazione come marchio d'impresa i segni costituiti esclusivamente dalla forma imposta dalla natura stessa del prodotto, dalla forma del prodotto necessaria per ottenere un risultato tecnico, o dalla forma che dà un valore sostanziale al prodotto.
Un marchio collettivo viene utilizzato da più imprenditori facendo parte di un consorzio che stabilisce il disciplinare della produzione e quindi, rispettando quel disciplinare, è possibile utilizzare quel marchio. Sul marchio collettivo possiamo ipotizzare che sia garanzia di qualità grazie agli standard elevati che vengono fissati dai disciplinari. Il marchio deve consentire di poter individuare i prodotti sul mercato. Il marchio deve essere strumentale a non creare confusione, gli imprenditori che offrono beni/servizi devono poter essere individuati.
Art. 12 – Novità : 1. Non possono costituire oggetto di registrazione come marchio d'impresa i segni che alla data del deposito della domanda:
a) siano identici o simili ad un segno già noto come marchio o segno distintivo di prodotti o servizi fabbricati, messi in commercio o prestati da altri per prodotti o servizi identici o affini, se a causa dell'identità o somiglianza tra i segni e dell'identità o affinità fra i prodotti o i servizi possa determinarsi un rischio di confusione per il pubblico, che può consistere anche in un rischio di associazione fra i due segni. Si considera altresì noto il marchio che ai sensi dell'articolo 6-bis della Convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale, testo di Stoccolma 14 luglio 1967, ratificato con legge 28 aprile 1976, n. 424, sia notoriamente conosciuto presso il pubblico interessato, anche in forza della notorietà acquisita nello Stato attraverso la promozione del marchio. L'uso precedente del segno, quando non importi notorietà di esso, o importi notorietà puramente locale, non toglie la novità, ma il terzo preutente ha diritto di continuare nell'uso del marchio, anche ai fini della pubblicità, nei limiti della diffusione locale, nonostante la registrazione del marchio stesso. L'uso precedente del segno da parte del richiedente o del suo dante causa non è di ostacolo alla registrazione;
b) siano identici o simili a un segno già noto come ditta, denominazione o ragione sociale, insegna e nome a dominio usato nell'attività economica, o altro segno distintivo adottato da altri, se a causa della identità o somiglianza fra i segni e dell'identità o affinità fra l'attività d'impresa da questi esercitata ed i prodotti o servizi per i quali il marchio è registrato possa determinarsi un rischio di confusione per il pubblico, che può consistere anche in un rischio di associazione fra i due segni. L'uso precedente del segno, quando non importi notorietà di esso, o importi notorietà puramente locale, non toglie la novità. L'uso precedente del segno da parte del richiedente o del suo dante causa non è di ostacolo alla registrazione;
Si crea confusione quando un marchio non nuovo va a contraddistinguere dei prodotti che vanno a soddisfare gli stessi bisogni. In questo caso è necessaria la distinzione tra marchi notori e marchi non notori. Marchi notori: hanno esigenza di tutela che va oltre la categoria merceologica per il quale è nato, determina la nascita del merchandising-> prestare il marchio notorio per l’utilizzo dello stesso in un settore non affine al settore per il quale è stato registrato, il marchio notorio ha un diritto di esclusiva che va oltre all’attività principale.
Art. 13 - Capacità distintiva : 1. Non possono costituire oggetto di registrazione come marchio d'impresa i segni privi di carattere distintivo e in particolare: a) quelli che consistono esclusivamente in segni divenuti di uso comune nel linguaggio corrente o negli usi costanti del commercio; b) quelli costituiti esclusivamente dalle denominazioni generiche di prodotti o servizi o da indicazioni descrittive che ad essi si riferiscono, come i segni che in commercio possono servire a designare la specie, la qualità, la quantità, la destinazione, il valore, la provenienza geografica ovvero l'epoca di fabbricazione del prodotto o della prestazione del servizio o altre caratteristiche del prodotto o servizio.
Altro requisito del marchio è la capacità distintiva, ossia la capacità che questo segno distintivo ha di essere individuato nel mercato. Carenza del requisito capacità distintiva cosi come carenza del requisito della novità, i marchi non possono essere registrati.
Art. 14 - Liceità e diritti di terzi : 1. Non possono costituire oggetto di registrazione come marchio d'impresa: a) i segni contrari alla legge, all'ordine pubblico o al buon costume;
Art. 2256. Uso illegittimo delle cose sociali.
Il socio non può servirsi, senza il consenso degli altri soci, delle cose appartenenti al patrimonio sociale per fini estranei a quelli della società.
Da punto di vista societario, il socio non può utilizzare i beni sociali senza consenso degli altri soci. I soci rispondono con il proprio patrimonio dei debiti della società ma il patrimonio della società non risponde ai debiti del socio.
L’amministrazione è data dalla gestione dell’attività d’impresa. Amministrazione della società semplice e in nome collettivo in 2 modalità:
Salvo diversa pattuizione, l'amministrazione della società spetta a ciascuno dei soci disgiuntamente dagli altri.
Se l'amministrazione spetta disgiuntamente a più soci, ciascun socio amministratore ha diritto di opporsi all'operazione che un altro voglia compiere, prima che sia compiuta.
La maggioranza dei soci, determinata secondo la parte attribuita a ciascun socio negli utili, decide sull'opposizione.
Se nulla è detto, tutti i soci sono amministratori in modo disgiunto. Pur se vi è coincidenza soggettiva non vi è coincidenza di disciplina, responsabilità come socio e come amministratore. Atto costitutivo può decidere che amministrazione della società non sia affidata a tutti i soci. Amministrazione disgiunta: ogni amministratore può fare ciò che vuole. I soci individuano la modalità attraverso la quale gestire la società, circoscrivere gli amministratore tra tutti i soci. Il cumulo di funzione è anche cumulo di disciplina. Soci amministratori responsabili di malagestio come amministratori e non come soci. Rischio che amministratore pone in essere per mezzo dei suoi potere atti che potrebbero non essere di corretta gestione. Il correttivo sta nel secondo comma, che determina che ciascun socio amministratore può opporsi col diritto di veto prima che l’atto sia compiuto. Diritto di veto, contrasto tra due amministratori che hanno lo stesso potere. Nel caso in cui l’atto si sia già perfezionato non si può esercitare il veto. In presenza di stallo decisionale, la maggioranza dei soci calcolata sulle quote di partecipazione agli utili, decide sulla fondatezza dell’opposizione che rappresenta la distinzione tra socio e amministratore. Decisione non autorizza il compimento dell’atto. Esempio: 70%, 10%, 10%, 10%. Il socio che ha conferito il 70% è in maggioranza sugli altri tre. Gli altri tre non hanno la maggioranza sulla decisione. Se l’opposizione non fosse fondata, l’amministratore continua ad avere discrezionalità gestoria, non è obbligato a concludere l’atto.
Se l'amministrazione spetta congiuntamente a più soci, è necessario il consenso di tutti i soci amministratori per il compimento delle operazioni sociali. Se è convenuto che per l'amministrazione o per determinati atti sia necessario il consenso della maggioranza, questa si determina a norma dell'ultimo comma dell'articolo precedente. Nei casi preveduti da questo articolo, i singoli amministratori non possono compiere da soli alcun atto, salvo che vi sia urgenza di evitare un danno alla società.
Non necessariamente deve essere affidata a tutti i soci, possibile che venga affidata solo ad alcuni. Per compiere gli atti gestori, decisione compiuta dai soci amministratori all’unanimità o a maggioranza basata sulla partecipazione agli utili. 40%, 15%, 15%, maggioranza non per teste ma per quote di interesse, in questo caso è data dalla volontà del socio col 40%. Rischio: se necessario che vi sia il consenso di tutti gli amministratori per un determinato atto. Correttivo nel terzo comma: si ripristina amministrazione disgiuntiva. Decisione dell’atto amministrativo in merito all’amministrazione può essere caratterizzata da disgiuntiva e congiuntiva, può essere prevista una soglia di denaro.
Art. 2259: Revoca della facoltà di amministrare.
La revoca dell'amministratore nominato con il contratto sociale non ha effetto se non ricorre una giusta causa.
L'amministratore nominato con atto separato è revocabile secondo le norme sul mandato.
La revoca per giusta causa può in ogni caso essere chiesta giudizialmente da ciascun socio.
Giusta causa di revoca: può venir meno la fiducia in presenza di una situazione oggettiva che potrebbe far venir meno la fiducia perché si scopre che l’amministratore è pluri-protestato, condotta commerciale che può avere ripercussioni negative nei confronti società. Per la revoca è necessario il consenso di tutti i soci, senza il consenso di tutti non può essere revocato. Norma di riserva a tutela della società nel terzo comma, nel caso in cui non ci sia consenso di tutti i soci, ciascun socio nei confronti di giusta causa può chiedere la revoca al tribunale.
Art. 2260. Diritti e obblighi degli amministratori.
I diritti e gli obblighi degli amministratori sono regolati dalle norme sul mandato.
Gli amministratori sono solidalmente responsabili verso la società per l'adempimento degli obblighi ad essi imposti dalla legge e dal contratto sociale. Tuttavia la responsabilità non si estende a quelli che dimostrino di essere esenti da colpa.
Mandato è il contratto attraverso il quale un soggetto affida ad un altro la gestione di una propria attività economica. Il terzo deve adempiere diligentemente le proprie attività, risponda degli eventuali danni causati da comportamento non corretto nell’attività svolta. Regole del mandato: il mandatario deve adempiere al proprio incarico secondo le regole del buon padre di famiglia. Parametro riferimento rapportato all’attività svolta è del buon amministratore. Serve per valutare se sia possibile imputare in capo all’amministratore una responsabilità e quindi il pagamento. Responsabili nei confronti dei soci, società e dei terzi (raro). Obbligazione solidale: più soggetti obbligati, tutti possono essere obbligati per il totale dell’obbligazione. Verso i terzi, può essere chiamato solidalmente ciascun amministratore. Dell’atto di malagestio posto in essere da un amministratore, rispondono anche gli altri amministratori che non hanno posto in essere quell’atto. Correttivo: tuttavia la responsabilità non si estende a quelli che dimostrino di essere esenti da colpa. Onere probatorio. Anche regime amministrazione disgiuntiva, necessario per gli amministratori di vigilare sugli altri. Valutazione che va fatta nel caso concreto. Amministrazione disgiuntiva: due amministratori A e B. A pone essere atto che causa un danno da 10 mila, di questo danno rispondono A e B. Atto di malagestio posto essere da A ricade su B, per evitare che ricada su B, B deve dimostrare che ha fatto tutto quello in sua competenza per evitare il danno.
Art. 2261: Controllo dei soci.
I soci che non partecipano all'amministrazione hanno diritto di avere dagli amministratori notizia dello svolgimento degli affari sociali, di consultare i documenti relativi all'amministrazione e di ottenere il rendiconto quando gli affari per cui fu costituita la società sono stati compiuti.
Se il compimento degli affari sociali dura oltre un anno, i soci hanno diritto di avere il rendiconto dell'amministrazione al termine di ogni anno, salvo che il contratto stabilisca un termine diverso.
Attribuire in capo ai soci che non partecipano all’amministrazione dei poteri di controllo. Giusta causa di revoca: mancata tenuta della contabilità. Integrare giusta causa di revoca sulla facoltà di amministrare. Attività di controllo è strumentale a difendere la propria attività di socio. Socio non amministratore deve essere messo in grado di avere cognizione di causa degli atti per i quali potrà essere chiamato in causa in quanto socio. Nelle società di persone, il rendiconto è il bilancio e ha struttura molto più semplice rispetto alle società di capitali. Rendiconto consente di valutare il comportamento di chi ha la facoltà di amministrare.
Art. 2262: Utili.
Salvo patto contrario ciascun socio ha diritto di percepire la sua parte di utili dopo l'approvazione del rendiconto.
Gli amministratori presentano ai soci un rendiconto annuale, se risultano degli utili, la sola approvazione del rendiconto attribuisce il diritto di credito del socio nei confronti società a percepire gli utili. La parte degli utili di ciascun socio viene determinata dall’art 2263 nel caso di silenzio del contratto sociale.
Art. 2263: Ripartizione dei guadagni e delle perdite.
Art. 2269: Responsabilità del nuovo socio.
Chi entra a far parte di una società già costituita risponde con gli altri soci per le obbligazioni sociali anteriori all'acquisto della qualità di socio.
Art. 2270: Creditore particolare del socio.
Il creditore particolare del socio, finché dura la società, può far valere i suoi diritti sugli utili spettanti al debitore e compiere atti conservativi sulla quota spettante a quest'ultimo nella liquidazione.
Se gli altri beni del debitore sono insufficienti a soddisfare i suoi crediti, il creditore particolare del socio può inoltre chiedere in ogni tempo la liquidazione della quota del suo debitore. La quota deve essere liquidata entro tre mesi dalla domanda, salvo che sia deliberato lo scioglimento della società.
Esempio: A debitore verso la banca per un mutuo. Nel patrimonio del socio è presente la quota della società che attribuisce tra gli altri il diritto di ricevere utili, il creditore può chiedere che gli utili di A vengano destinati al pagamento del proprio credito. Non può aggredire il patrimonio della società. La banca può porre in essere degli atti conservativi sulla quota di liquidazione. A conferisce patrimonio alla società. Se A vuole uscire dalla società, ha diritto ad avere una quota di liquidazione che è la restituzione del conferimento iniziale attualizzato. A conferisce 10 mila €, se il valore dell’azienda raddoppia, A ha diritto a ricevere 20 mila € di quota di liquidazione. Il creditore particolare anche quando ottiene la quota di liquidazione non può agire sul patrimonio della società, può agire sulla quota parte del patrimonio che spetta al suo debitore o sui diritti sociali derivanti dalla società.
SOCIETA’ IN NOME COLLETTIVO
Art. 2291: Nozione.
Nella società in nome collettivo tutti i soci rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali.
Il patto contrario non ha effetto nei confronti dei terzi.
Nella S.N.C delle obbligazioni sociali rispondono tutti i soci illimitatamente. A, B, C soci di una S.n.C, il patto contrario ha solo efficacia interna, i creditori possono rivolgersi a tutti i soci ma C può chiedere in forza del patto contrario il rimborso della somma.
Art. 2304: Responsabilità dei soci.
I creditori sociali, anche se la società è in liquidazione, non possono pretendere il pagamento dai singoli soci, se non dopo l'escussione del patrimonio sociale.
La preventiva escussione è automatica. Non si fa riferimento ai beni che si possono facilmente aggredire (come nella S.S.) ma a tutto il patrimonio sociale.
Art. 2305: Creditore particolare del socio.
Il creditore particolare del socio, finché dura la società, non può chiedere la liquidazione della quota del socio debitore.
Altra differenza con la S.S., in quel caso il creditore particolare poteva chiedere la liquidazione della quota.
Società irregolare: irregolarità è data dalla mancata iscrizione nel registro delle imprese. Determina che quella società di persone irregolare, si applica la disciplina della società semplice. Il fatto che si acquisti la qualità di imprenditore e socio illimitatamente responsabile basandosi su situazioni di fatto, determina che la giurisprudenza estende la qualifica di socio in situazioni di fatto: socio occulto e socio apparente. Nel momento in cui la società non adempie alle proprie obbligazioni, i soci sono nullatenenti, i creditori cercano di dimostrare che A, che non appare formalmente come socio, è un socio occulto e quindi si rivarranno su di lui per le obbligazioni sociali di una società nella quale A non ne fa formalmente parte.
Art. 2272: Cause di scioglimento.
La società si scioglie:
Art. 2273. Proroga tacita.
La società è tacitamente prorogata a tempo indeterminato quando, decorso il tempo per cui fu contratta, i soci continuano a compiere le operazioni sociali.
Vige il principio di effettività, proroga tacita determina che società sarà prorogata a tempo indeterminato. Trasformazione società a tempo indeterminato, creditore particolare del socio anche nella S.n.C. potrà chiedere la liquidazione della quota del socio. Proroga tacita comporta mutamento del rischio. Integrarsi causa scioglimento determina modifica scopo società. Se viene costituita per porre essere attività impresa con finalità lucrative e continuità aziendale. Quando si va ad integrare clausola scioglimento, modifica di scopo, non ha più finalità produttiva ma finalità liquidatoria, non ha prospettiva di continuità ma di liquidazione. Fase di liquidazione: gestire i rapporti pendenti, liquidare ossia trasformare in denaro il patrimonio società, pagare i creditori, ripartire il residuo, se il patrimonio non fosse sufficiente per coprire i debiti sociali, i soci sono responsabili illimitatamente.
Il venir meno pluralità dei soci provoca scioglimento non immediato ma dopo 6 mesi, gli amministratori in mesi di società unipersonale hanno tutti i poteri. Solo decorsi i 6 mesi ci sarà limitazione ai poteri degli amministratori che avranno poteri conservativi.
Art. 2274. Poteri degli amministratori dopo lo scioglimento.
Avvenuto lo scioglimento della società, i soci amministratori conservano il potere di amministrare, limitatamente agli affari urgenti, fino a che siano presi i provvedimenti necessari per la liquidazione.
Provvedimenti necessari: sostituzione amministratori coi liquidatori, chi gestisce la liquidazione della società. Amministratori possono essere nominati liquidatori. Primo atto della liquidazione è nomina dei liquidatori.
Art. 2275. Liquidatori.
Se il contratto non prevede il modo di liquidare il patrimonio sociale e i soci non sono d'accordo nel determinarlo, la liquidazione è fatta da uno o più liquidatori, nominati con il consenso di tutti i soci o, in caso di disaccordo, dal presidente del tribunale.
I liquidatori possono essere revocati per volontà di tutti i soci e in ogni caso dal tribunale per giusta causa su domanda di uno o più soci.
I soci al momento costituzione possono dire come si dovrà procedere alla liquidazione e chi saranno i liquidatori. Disciplina del residuo, lascia la prima scelta al contratto sociale. In mancanza disposizione del contratto sociale, c’è volontà dei soci.
Art. 2276: Obblighi e responsabilità dei liquidatori.
Si vende il patrimonio sociale, si pagano i creditori sociale e posso ripartire l’eventuale residuo attivo tra i soci. Esempio: patrimonio sociale 100 mila, debiti sociali 80 mila, liquidatori vanno a pagare i debiti della società e i 20 mila di residuo viene ripartito fra i soci dando una restituzione dei conferimenti e ripartiti seguendo gli stessi criteri seguiti per la distribuzione degli utili. Nel caso i debiti sociali fossero superiori al patrimonio, i liquidatori dovranno chiedere ai soci di farsi carico dei debiti residui. Il passivo viene chiesto in proporzione alle perdite. Vige il principio della solidarietà esterna e ripartizione interna della responsabilità.
Determinazione delle perdite la valuto nel momento in cui la società si scioglie. Esempio: socio ha diritto a quota di liquidazione di 5 mila, nell’altro caso ogni socio dovrà pagare 50 mila. Ciascun socio aveva conferito mille. Società dal ’96 al ’18. Ogni esercizio determina possibilità di avere utili o pagare per le obbligazioni sociali. Quindi se nel corso degli anni chi ha conferito mille ha pagato 50 mila di debiti sociali e non sono stati distribuiti degli utili, i 5mila rispetto ai 51 che ha investito in società rappresentano una perdita di 44 mila. Nel secondo caso, se ci fossero state ripartizioni utili per 60 mila e nessuna richiesta di pagare perdite, l’investimento è positivo di 10 mila. Il conferimento rappresenta quanta parte del proprio patrimonio un soggetto è disposto a rischiare di perdere. Da valutare tutti gli accadimenti della società. In grado di valutare quanto i soldi abbiano reso solo alla liquidazione dell’impresa. Scioglimento società determina il cambiamento dei poteri e scopo di liquidare. I conferimenti possono essere effettuati anche in godimento, società non proprietaria di quel bene. Disponibilità e non proprietà determina l’impossibilità di venderlo da parte dei liquidatori e chi l’ha conferito ha il diritto alla restituzione del bene.
Art. 2281: Restituzione dei beni conferiti in godimento.
I soci che hanno conferito beni in godimento hanno diritto di riprenderli nello stato in cui si trovano. Se i beni sono periti o deteriorati per causa imputabile agli amministratori, i soci hanno diritto al risarcimento del danno a carico del patrimonio sociale, salva l'azione contro gli amministratori.
Se il valore del bene in godimento si è deteriorato o il bene è deperito per responsabilità degli amministratori, il socio che ha conferito diventa creditore e ha diritto al risarcimento del danno salvo possibilità della società di agire in responsabilità per malagestio degli amministratori
Art. 2282. Ripartizione dell'attivo.
Estinti i debiti sociali, l'attivo residuo è destinato al rimborso dei conferimenti. L'eventuale eccedenza è ripartita tra i soci in proporzione della parte di ciascuno nei guadagni.
L'ammontare dei conferimenti non aventi per oggetto somme di danaro è determinato secondo la valutazione che ne è stata fatta nel contratto o, in mancanza secondo il valore che essi avevano nel momento in cui furono eseguiti.
Ciclicamente norme agevolazione per assegnazione beni ai soci.
Art. 2308: Scioglimento della società.
La società si scioglie, oltre che per le cause indicate dall'articolo 2272, per provvedimento dell'autorità governativa nei casi stabiliti dalla legge, e, salvo che abbia per oggetto un'attività non commerciale, per la dichiarazione di fallimento.
S.S non può fallire, possono fallire solo gli imprenditori che svolgono attività comm.le. Le S.S, svolgendo attività non comm.li, non possono fallire. La S.S è iscritta nella sezione speciale del registro delle imprese,
l’iscrizione che determina efficacia dichiarativa e non pubblicità legale come la SNC. La fase di liquidazione non ha disposizione normativa che preveda l’iscrizione nel registro imprese dei liquidatori. SNC la non iscrizione registro imprese determina irregolarità della società, non si applicano disposizioni normative tra le quali creditore particolare del socio.
Art. 2309: Pubblicazione della nomina dei liquidatori.
La deliberazione dei soci o la sentenza che nomina i liquidatori e ogni atto successivo che importa cambiamento nelle persone dei liquidatori devono essere, entro trenta giorni dalla notizia della nomina, depositati in copia autentica a cura dei liquidatori medesimi per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese.
Nel dare pubblicità, deve avvenire entro 30 gg e a cura degli stessi liquidatori. Efficacia dichiarativa dello status della società.
Art. 2310: Rappresentanza della società in liquidazione.
Dall'iscrizione della nomina dei liquidatori la rappresentanza della società, anche in giudizio, spetta ai liquidatori.
S.S: una volta pagati i creditori sociali, il residuo viene ripartito tra i soci.
Art. 2311: Bilancio finale di liquidazione e piano di riparto.
Compiuta la liquidazione, i liquidatori devono redigere il bilancio finale e proporre ai soci il piano di riparto.
Il bilancio, sottoscritto dai liquidatori, e il piano di riparto devono essere comunicati mediante raccomandata ai soci, e s'intendono approvati se non sono stati impugnati nel termine di due mesi dalla comunicazione.
In caso di impugnazione del bilancio e del piano di riparto, il liquidatore può chiedere che le questioni relative alla liquidazione siano esaminate separatamente da quelle relative alla divisione, alle quali il liquidatore può restare estraneo.
Con l'approvazione del bilancio i liquidatori sono liberati di fronte ai soci.
Nella SNC si ha una maggiore procedura per l’attività di ripartizione. Non è semplice trasformare in denaro i beni della società. Predisporre il piano di riparto ai soci. Approvazione tacita del bilancio di liquidazione, in caso di silenzio si ha l’approvazione.
Vengono individuati due momenti della fase di liquidazione:
responsabilità limitata, per questo solo atti di ordinaria amministrazione per evitare che l’ingresso nuovo socio si trovi a rispondere di atti straordinari. Amministratore provvisorio (anche terzo) che non ha responsabilità illimitata e non va assumere qualifica di socio accomandatario.
Art. 2324: Diritti dei creditori sociali dopo la liquidazione.
Salvo il diritto previsto dal secondo comma dell'articolo 2312 nei confronti degli accomandatari e dei liquidatori, i creditori sociali che non sono stati soddisfatti nella liquidazione della società possono far valere i loro crediti anche nei confronti degli accomandanti, limitatamente alla quota di liquidazione.
No uni personalità sopravvenuta, che discende dal venir meno di un socio. Può avvenire per tre circostanze:
■ Morte di un socio
■ Volontà del socio: recesso
■ Volontà derivante dalla maggioranza dei soci che esclude il socio: esclusione
In presenza di queste circostanze, problema di determinare i rapporti fra l’ex socio e la società, necessario prevedere quota liquidazione. Salvo ipotesi di morte del socio, si aprono contestazioni in presenza di recesso o nell’esclusione. Queste situazioni creano incertezza in merito accertamento della causa in merito al venir meno del socio. Morte: valutare i rapporti tra eredi del socio defunto e la società
Art. 2284. Morte del socio.
Salvo contraria disposizione del contratto sociale, in caso di morte di uno dei soci, gli altri devono liquidare la quota agli eredi, a meno che preferiscano sciogliere la società ovvero continuarla con gli eredi e questi vi acconsentano.
Se nulla è detto, gli altri soci devono liquidare la quota agli eredi. L’alternativa nel silenzio dell’atto costitutivo è lo scioglimento della società. Oppure possono decidere i soci di continuare la società con gli eredi, a condizione che vi acconsentano: nessuno può diventare socio di società a responsabilità illimitata senza il suo consenso perché i nuovi soci diventano illimitatamente responsabili per le obbligazioni pregresse, necessario il consenso. Clausole di consolidamento e di continuazione:
■ Clausole di consolidamento: in caso di morte del socio, agli eredi verrà liquidata la quota del socio. Si consolida la partecipazione.
■ Clausole di continuazione: i soci si obbligano inizialmente a continuare l’attività con gli eredi del socio defunto.
Art. 2285. Recesso del socio.
Ogni socio può recedere dalla società quando questa è contratta a tempo indeterminato o per tutta la vita di uno dei soci.
Può inoltre recedere nei casi previsti nel contratto sociale ovvero quando sussiste una giusta causa.
Nei casi previsti nel primo comma il recesso deve essere comunicato agli altri soci con un preavviso di almeno tre mesi.
Nessuno può rimanere vincolato a vita ad un contratto. L’ordinamento riconosce il diritto di esercitare il diritto di recesso. Interpretare come società contratta per tutta la vita di un socio, società contratta con termine di durata che va oltre la durata normale della vita dei soci, consente di individuare una clausola di recesso. Si può recedere per i casi previsti nel contratto sociale ovvero quando sussiste giusta causa.
Giusta causa: è data da situazione nella quale si è rotto un rapporto di fiducia, oggettivamente non sono più in grado di rimanere socio. Recesso per giusta causa potrebbe determinare contenzioso, conseguenza del venir meno del socio c’è un soggetto in meno con responsabilità illimitata, in capo a tutti i soci un danno, perché i creditori potranno rivalersi su un patrimonio in meno. Giusta causa: motivare il perché dell’uscita dalla società. Da valutare nel caso concreto.
Art. 2286. Esclusione.
L'esclusione di un socio può aver luogo per gravi inadempienze delle obbligazioni che derivano dalla legge o dal contratto sociale, nonché per l'interdizione, l'inabilitazione del socio o per la sua condanna ad una pena che importa l'interdizione anche temporanea, dai pubblici uffici.
Il socio che ha conferito nella società la propria opera o il godimento di una cosa può altresì essere escluso per la sopravvenuta inidoneità a svolgere l'opera conferita o per il perimento della cosa dovuto a causa non imputabile agli amministratori.
Parimenti può essere escluso il socio che si è obbligato con il conferimento a trasferire la proprietà di una cosa, se questa è perita prima che la proprietà sia acquistata alla società.
Esclusione di diritto o facoltativa:
■ Esclusione di diritto: situazione oggettiva e automaticamente il socio viene escluso. Dato oggettivo
■ Esclusione facoltativa: al verificarsi di determinati presupposti oggettivi o soggettivi, l’integrazione di questi presupposti fornisce la facoltà di escludere il socio. Presupposti possono essere sia oggettivi che soggettivi.
Primo comma: cause esclusione derivanti dal comportamento del socio verso la società o che dipendono dallo status personale del socio, socio non in grado di intendere e di volere è un’esclusione anche a tutela del socio. Interdizione dai pubblici uffici è una pena accessoria.
Le cause esclusione riguardano rapporti socio-società e situazioni personali del socio. Al verificarsi dei presupposti può iniziare il procedimento di esclusione.
Art. 2287: Procedimento di esclusione.
La esclusione è deliberata dalla maggioranza dei soci, non computandosi nel numero di questi il socio da escludere, ed ha effetto decorsi trenta giorni dalla data della comunicazione al socio escluso.
Entro questo termine il socio escluso può fare opposizione davanti al tribunale, il quale può sospendere l'esecuzione.
Se la società si compone di due soci, l'esclusione di uno di essi è pronunciata dal tribunale, su domanda dell'altro.
Maggioranza per teste, non computato il socio da escludere. Esclusione ha effetto dopo 30 giorni, per far in modo che il socio escluso possa far opposizione. Si apre un contenzioso. Qualora ci siano due soci, l’esclusione è pronunciata dal tribunale, chi domanda l’esclusione deve provare l’esistenza dei presupposti.
Nelle tre ipotesi del scioglimento del rapporto è necessario liquidare la quota: