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appunti diritto privato e commerciale
Tipologia: Appunti
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Lezione 1 – 3 ottobre Diritto pubblico→ si attiene rapporti tra lo stato e i cittadini Diritto privato→ non c’è un soggetto che ha un potere di autorità su un altro, regola rapporti tra soggetti equi ordinati ⤷ Rapporti di natura patrimoniale tra le parti I soggetti del diritto privato non sono solo gli esseri umani, ma anche soggetti diversi dagli esseri umani (es. il comune di Milano che potrebbe avere interesse a concludere un contratto di compravendita per l’acquisto di un edificio, in questo caso il comune di Milano è un ente, non è una persona fisica) Nel diritto privato, quindi, i soggetti possono essere sia persone fisiche, sia enti (soggetti diversi dalla persona fisica) Nella categoria degli enti non ci sono soltanto i comuni, accanto agli enti pubblici (comuni, regioni, province) ci sono gli enti privati (università, banca, associazioni, fondazioni, consorzi) Dal punto di vista del diritto privato gli enti sono soggetti di diritto = individui che hanno la capacità giuridica (= idoneità ad essere titolari di un patrimonio→ essere titolari di diritti e/o obblighi) Quando si acquista la capacità giuridica per le persone fisiche e gli enti? Con la nascita A chi la legge riconosce la capacità giuridica? Alle persone fisiche e agli enti Patrimonio= insieme di diritti e obblighi che gravano su un soggetto Capacità di agire = capacità di disporre liberamente dei propri beni (si acquista con la maggiore età) Nel caso di determinate malattie c’è il rischio di perdere la capacità di agire anche se la persona è maggiorenne Lezione 2 – 5 ottobre Esistono due tipi di provvedimenti legislativi emanati dal governo:
Primo atto che dà l’avvio alla negoziazione→ annuncio (il proprietario manifesta l’intenzione di vendere= proposta ) Proposta ≠ invito ad offrire La proposta contiene gli elementi essenziali per la conclusione del contratto L’invito ad offrire non contiene gli elementi essenziali per la vendita Può essere importante stabilire se ci troviamo di fronte ad una proposta o un invito ad offrire Un contratto si conclude quando la proposta viene accettata e il proponente ha avuto conoscenza dell’accettazione Un contratto presuppone l’accettazione della proposta Se ci fosse stato un invito ad offrire anziché una proposta la situazione sarebbe stata diversa, in questo caso il destinatario dell’invito non è messo nella condizione di concludere il contratto con la semplice accettazione Invito ad offrire = invito a mettersi in contatto con il venditore A volte non è chiarissimo se un certo annuncio vale come proposta o vale come invito ad offrire, in questi casi va specificato dicendo: “la presente non vale come proposta contrattuale” Nelle operazioni più complesse non si riesce a capire in concreto chi è il proponente e chi è l’accettante Si tratta di contratti di centinaia di pagine in cui ognuno propone qualcosa all’altro, ad un certo punto, quindi, non interessa più chi è proponente e chi accettante (nella vita di tutti i giorni) Principio di libertà negoziale = le parti si confrontano sul contenuto del contratto (lo negoziano), le parti trattano tra di loro le condizioni dell’operazione Libertà negoziale= facoltà di scegliere se concludere o no il contratto Fin quando il contratto non è concluso, ciascuna delle parti della trattativa è libera di recedere dalle trattative → non c’è un obbligo di continuare a negoziare/trattare Il proprietario è libero di scegliere se vendere o no o se continuare o meno una negoziazione Le trattative possono nel caso concreto raggiungere un livello avanzato di definizione del rapporto→ se le trattative raggiungono uno stadio molto avanzato la libertà di recedere dalle trattative ne viene fortemente limitata/compromessa ⤷ Si può non concludere il contratto, però ci sono delle conseguenze Più vanno avanti le trattative, più si riduce la libertà di concludere il contratto Le trattative sono un punto importantissimo delle relazioni economiche, durante le trattative bisogna comportarsi in maniera corretta (la legge parla di correttezza e buona fede) A cosa possono servire le trattative? Vengono chieste al venditore informazioni sulle caratteristiche del bene ⤷ Il venditore deve comportarsi in modo trasparente e leale Lezione 4 – 10 ottobre Forme di limitazione della libertà negoziale:
Lezione 6 - 14 ottobre Il rappresentante non ha il potere di agire in nome del rappresentato perché non gli è mai stata conferita la procura o sta superando i limiti che stanno all’interno della procura. La conseguenza come abbiamo detto è l’inefficacia dell’atto Rappresentanza apparente= apparenza di rappresentanza, non lo è stato davvero ma sembra che lo sia, contrasto tra quello che sembra è la realtà (sembra che la rappresentanza ci sia, in realtà non c’è ma il contratto è efficace lo stesso) Il terzo acquirente non ha motivo di dubitare che la procura non sia reale, fa affidamento al fatto che è una reale procura lasciata dal rappresentato L’inefficacia è un concetto giuridico, l’atto non è idoneo a produrre gli effetti voluti dall’atto, delle parti Invece, l’invalidità (contratto invalido) ricorre quando il contratto presenta un vizio, ovvero quando il contratto ha un contenuto non conforme a legge Il contratto è invalido quando il suo contenuto non è conforme a legge Norme di contenuto = pongono dei limiti alle forme del contratto, non tutto è tollerato dalla legge Esempio: immobile abusivo, costruito senza permesso: lo voglio comprare ⤷ II proprietario accetta e stipuliamo il contratto di compravendita: il contratto è invalido per vizio di contenuto (perché ha per oggetto un bene che non è commerciabile) Vizi della volontà = si tratta di scelte libere: queste decisioni devono veramente essere frutto di libertà Esempio: qualcuno che viene costretto oppure se e incapace di intendere e di volere (minorenni) Esempio: da ubriaco, vendo il mio Rolex (2.000 euro) per 1.000 euro: non è frutto di una scelta libera e consapevole ⤷ Potrebbe essere influenzata dallo stato di ubriacatezza II giorno dopo me ne rendo conto ma l'altra persona non vuole darmelo Di chi è la colpa? Il terzo contraente può anche non essersi accorto che il proprietario era ubriaco. Da un lato c'è l’interesse del proprietario che non voleva venderlo ma dall'altra parte abbiamo l'acquirente che ha fatto affidamento sull'affidabilità del proprietario Chi tutela la legge? Dipende dalla posizione del terzo contraente, se egli sa che il proprietario è ubriaco perché dovrebbe essere tutelato Il principio fondamentale è che i contratti devono essere stabili e per esserlo bisogna tutelare la controparte (chi compra). Quindi quando c’è di mezzo un vizio di una volontà di una parte, si tratta sempre di trovare un equilibrio tra la tutela della parte viziata, ma dall’altra parte bisogna tutelare la controparte che ha potuto fare affidamento sul buon esito dell’operazione. In gioco non c’è solo la tutela dell’uno e dell’altro, ma anche la tutela della stabilità dei contratti. Più si tutela la parte con la volontà viziata, più stabili sono i contratti. Lezione 7 - 17 ottobre Art. 1427 → Errore, violenza e dolo Il contraente, il cui consenso fu dato per errore, estorto con violenza, o carpito con dolo, può chiedere l’annullamento del contratto. Dobbiamo distinguere due tipi di invalidità :
Lezione 8 – 19 ottobre Il contenuto del contratto è determinato dalla volontà delle parti e se anche le parti non prevendono clausole particolari nel contratto il loro rapporto sarà regolato da disposizioni di legge ⤷ Il contenuto si esaurisce nelle prestazioni delle parti, è integrato da norme di legge che si applicano anche se non espressamente citate nel contratto Il contratto obbliga le parti non solo a quanto è nel medesimo previsto, ma anche a tutte le conseguenze che ne derivano secondo la legge Né le parti del contratto né la legge sono in grado di coprire tutti gli aspetti di un rapporto contrattuale Il contratto vincola le parti a fare ciò che il contratto prevede Art. 1374 →^ integrazione del contratto Il contratto obbliga le parti non solo a quanto è nel medesimo espresso, ma anche a tutte le conseguenze che ne derivano secondo la legge, o in mancanza, secondo gli usi e l’equità. La regola giuridica nasce da ciò che usualmente accade Le fonti della disciplina del rapporto sono:
Se la parte che ha dato la caparra è inadempiente, l'altra può recedere dal contratto, ritenendo la caparra; se inadempiente è invece la parte che l'ha ricevuta, l'altra può recedere dal contratto ed esigere il doppio della caparra. Se però la parte che non è inadempiente preferisce domandare l'esecuzione o la risoluzione del contratto, il risarcimento del danno è regolato dalle norme generali. Non si può recedere dal contratto perché esso ha forza contrattuale tra le parti Caparra penitenziale = corrispettivo per poter recedere il contratto ⤷ Il pagamento può avvenire:
Il mio inadempimento non è grave e quindi non può essere risolto il contratto dato che per risolverlo ci vuole qualcosa di più significativo che incide quell’interesse delle parti Art. 1455 → importanza dell’inadempimento Il contratto non si può risolvere se l'inadempimento di una delle parti ha scarsa importanza, avuto riguardo all'interesse dell'altra. Le parti possono disciplinare nel contratto gli effetti dell’inadempimento inserendo clausole ulteriori e anche in relazione alla risoluzione del contratto ⤷ Le parti possono prevedere la clausola risolutiva espressa Le parti possono stabilire esplicitamente che se una certa prestazione non è eseguita in quel determinato modo il contratto si risolverà automaticamente (risoluzione immediata che consegue al fatto che la parte non ha eseguito la prestazione nei termini in cui la prestazione è stabilita dal contratto) Art. 1456 → clausola risolutiva espressa I contraenti possono convenire espressamente che il contratto si risolva nel caso che una determinata obbligazione non sia adempiuta secondo le modalità stabilite. In questo caso, la risoluzione si verifica di diritto quando la parte interessata dichiara all'altra che intende valersi della clausola risolutiva. Con la clausola risolutiva espressa abbiamo espressamente stabilito che un comportamento difforme è grave ⤷ Serve per dare alla parte non inadempiente uno strumento per risolvere il contratto in caso di inadempimento se la parte non inadempiente è interessata ad utilizzare quello strumento Art. 1457 → termine essenziale per una delle parti Se il termine fissato per la prestazione di una delle parti deve considerarsi essenziale nell'interesse dell'altra, questa, salvo patto o uso contrario, se vuole esigerne l'esecuzione nonostante la scadenza del termine, deve darne notizia all'altra parte entro tre giorni. In mancanza, il contratto s'intende risoluto di diritto anche se non è stata espressamente pattuita la risoluzione. Lezione 9 – 24 ottobre Art. 1218 → responsabilità del debitore Il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non prova che l'inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile. L’analisi delle cause dell’inadempimento è rilevante perché in presenza di alcuni presupposti il debitore si può esonerare dall’obbligo di risarcire il danno La norma è che il debitore deve risarcire il danno, sono casi eccezionali i casi in cui il debitore non deve risarcire il danno→ quando l’inadempimento è dovuto ad una causa a lui non imputabile che ha reso impossibile la prestazione La causa non imputabile deve essere un fattore esterno alla sfera debitore L’inadempimento è un fatto sopravvenuto rispetto al contratto che altera il rapporto contrattuale dal momento che le parti avevano raggiunto un determinato accordo che non si realizza ⤷ Non è l’unico fatto sopravvenuto che altera il rapporto, possono essercene altri:
Art. 1463 → impossibilità totale Nei contratti con prestazioni corrispettive, la parte liberata per la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta non può chiedere la controprestazione, e deve restituire quella che abbia già ricevuta, secondo le norme relative alla ripetizione dell'indebito. Il contratto diventa inutile e le parti sono libere, non c’è forza di legge
Art. 2049 → responsabilità dei patroni e dei committenti I padroni e i committenti sono responsabili per i danni arrecati dal fatto illecito dei loro domestici e commessi nell'esercizio delle incombenze a cui sono adibiti. ⤷ Responsabilità oggettiva per fatto altrui Art. 2051 → danno cagionato da cosa in custodia Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito. Esempio: Se sono inquilino di appartamento e dal balcone di casa mia si stacca una pietra che va su una persona, ne risponde sia il proprietario sia l’inquilino (dal momento che ha in custodia la casa) Art. 2052 → danno cagionato da animali Il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall'animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito. Art. 2053 → rovina di edificio Il proprietario di un edificio o di altra costruzione è responsabile dei danni cagionati dalla loro rovina, salvo che provi che questa non è dovuta a difetto di manutenzione o a vizio di costruzione. Lezione 11 – 28 ottobre La fine delle società è data dalla cancellazione della società dal registro delle imprese ⤷ Atto regolato dalla legge con una disciplina specifica La disciplina delle successioni è una disciplina dettata per le persone fisiche e circoscritta a questo ambito Donazione = concessione / donazione di denaro o un altro bene, slegata da un fine di lucro ⤷ Non c’è uno scambio, essa è un contratto che prevede una prestazione unilaterale che è slegata da un interesse lucrativo È fatta con spirito di liberalità, solo ed esclusivamente per beneficiare l’altra persona Art. 769 →^ definizione La donazione è il contratto col quale, per spirito di liberalità, una parte arricchisce l'altra, disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un'obbligazione. Quando si parla della forma di un contratto si fa riferimento alla necessità che un contratto sia scritto La donazione è un contratto formale (ha soggettato un vincolo di forma) La donazione deve essere fatta per atto pubblico sotto pena di nullità→ deve essere fatta con l’intervento di un notaio perché nel caso della donazione non ho uno scambio, quindi la legge vuole segnalare l’importanza dell’atto Art. 783 → donazioni di modico valore La donazione di modico valore che ha per oggetto beni mobili è valida anche se manca l'atto pubblico, purché' vi sia stata la tradizione. La modicità deve essere valutata anche in rapporto alle condizioni economiche del donante. Per le donazioni di modico valore non c’è bisogno di un atto pubblico Con questi vincoli di forma la legge cerca di trovare un equilibrio tra due opposte esigenze: da un lato quella per la quale va rispettata la volontà di ciascuno di fare del proprio patrimonio ciò che vuole, se però questa donazione non è di modico valore la legge si preoccupa Esempio: Il genitore che vuole donare la casa al figlio fa una donazione e quindi deve andare dal notaio e deve osservare l’articolo 782
Art. 782 → forma della donazione La donazione deve essere fatta per atto pubblico, sotto pena di nullità. Se ha per oggetto cose mobili, essa non è valida che per quelle specificate con indicazione del loro valore nell'atto medesimo della donazione, ovvero in una nota a parte sottoscritta dal donante, dal donatario e dal notaio. L'accettazione può essere fatta nell'atto stesso o con atto pubblico posteriore. In questo caso la donazione non è perfetta se non dal momento in cui l'atto di accettazione è notificato al donante. Prima che la donazione sia perfetta, tanto il donante quanto il donatario possono revocare la loro dichiarazione. Di norma si finge la compravendita di un bene mobile perché il bene mobile non è tracciabile Per evitare il rischio della nullità della donazione di finge di fare la compravendita di un bene mobile, in questo modo non viene richiesto l’atto scritto Per il principio di autonomia negoziale ciascuno di noi è libero di disporre del proprio patrimonio tramite testamento → serve a stabilire che fine faranno i propri beni dopo la morte Ciascuno di noi può disporre soltanto di quella che sia chiama la quota disponibile = non dell’intero patrimonio Ci sono dei soggetti che per legge devono ricevere qualcosa e non è possibile escludere dalla successione attraverso il testamento Esempio: non è possibile che il genitore assegni tutti i beni ad uno dei figli e niente all’altro Nell’ambito del patrimonio complessivo si distingue una quota di legittima e una quota disponibile Quota di legittima = parte del patrimonio che deve essere riservata ai parenti stretti (coniuge, figli, genitori in mancanza di figli e coniuge) ⤷ Per legge deve essere destinata ad alcuni soggetti determinati Quota disponibile = parte residua di cui il testatore può fare ciò che vuole Può darsi anche che una persona muoia senza fare il testamento→ in questo caso di parte la successione legittima ⤷ In questo caso il patrimonio si distribuisce tra determinati soggetti secondo le regole dettate dal codice civile che costituiscono la disciplina delle successioni Art. 565 →^ categorie dei successibili Nella successione legittima l'eredità si devolve al coniuge, ai discendenti, agli ascendenti, ai collaterali, agli altri parenti e allo Stato nell'ordine e secondo le regole stabilite nel presente titolo. Art 568 → successione dei genitori A colui che muore senza lasciare prole, ne' fratelli o sorelle o loro discendenti, succedono il padre e la madre in eguali porzioni, o il genitore che sopravvive. Successione testamentaria → quando c’è un testamento Il patrimonio viene devoluto nel modo indicato dal defunto nel suo testamento nel rispetto di alcune regole Si diventa eredi solo accettando l’eredita, se l’eredità non viene accettata non si diventa eredi Con l’eredità non passano solo gli elementi attivi del patrimonio, ma anche i debiti (di conseguenza essere eredi di qualcuno è per forza una cosa positiva) Accettazione pura e semplice = comporta che l’erede risponde di tutti i debiti illimitatamente (con tutto il proprio patrimonio) In genere si accetta l’eredità se si è sicuri che gli elementi attivi sono superiori a quelli passivi Accettazione con beneficio di inventario = quando l’erede risponde del debito nei limiti dell’attivo ereditario e con i beni che costituiscono l’attivo ereditario Inventario = elenco dei beni del defunto
Art. 2135 → imprenditore agricolo E' imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse. Per coltivazione del fondo, per selvicoltura e per allevamento di animali si intendono le attività dirette alla cura ed allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine. Si intendono comunque connesse le attività, esercitate dal medesimo imprenditore agricolo, dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali, nonché' le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l'utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell’attività agricola esercitata, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla legge. ⤷ È attività agricola quell’attività che ha per oggetto la cura di un ciclo vitale Attività commerciale per connessione = attività intimamente commerciale però se svolta dall’imprenditore agricolo con la materia prima da lui prodotta, quell’imprenditore agricolo continua ad essere imprenditore agricolo Esempio: agriturismo Lezione 13 – 4 novembre Art. 2555 → nozione L'azienda è il complesso dei beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa. Esempio: in un ristorante l’azienda è data dalla cucina, dai tavoli, dall’arredamento, dalle stoviglie… ⤷ È l’apparato materiale che consente l’esercizio dell’attività La nozione d’azienda ha un fine specifico: quello di individuare il presupposto, oggettivo, concreto, materiale, reale per l’applicazione di una certa disciplina Esempio: ciò che possiede un dentista non è un’azienda, poiché il dentista è un libero professionista e non è un’impresa Non ogni complesso di beni funzionale a un’attività produttiva è azienda, ma solo lo specifico particolare complesso di beni che è a servizio di un’attività qualificabile come impresa Se non c’è impresa non c’è azienda Può esistere un’attività qualificabile come impresa che viene esercitata senza un’azienda, cioè senza beni strumentali Esempio: presto soldi La legge dà la definizione d’impresa perché disciplina il trasferimento dell’azienda, la circolazione dell’azienda e la vendita dell’azienda ⤷ Si occupa di regolare una vicenda estremamente frequente che è la vendita dell’azienda da un imprenditore ad un altro La compravendita dell’azienda è regolata sia dalle norme generali sulla compravendita, sia delle norme speciali della compravendita di azienda È importante stabilire se l’oggetto della compravendita è o non è un’azienda, perché l’oggetto della compravendita è un’azienda si applica una disciplina peculiare La vendita dell’azienda è un fenomeno ricorrente che richiede una disciplina finalizzata a tutelare una serie di interessi che ruotano intorno all’attività d’impresa e che non ruotano intorno ad attività diverse dall’impresa Oggi non sono più attuali le ragioni che nel 1942 giustificarono la previsione di una disciplina apposita solo per le attività d’impresa
Art. 2556 → imprese soggette a registrazione Per le imprese soggette a registrazione i contratti che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà o il godimento dell'azienda devono essere provati per iscritto, salva l'osservanza delle forme stabilite dalla legge per il trasferimento dei singoli beni che compongono l'azienda o per la particolare natura del contratto. I contratti di cui al primo comma, in forma pubblica o per scrittura privata autenticata, devono essere depositati per l'iscrizione nel registro delle imprese, nel termine di trenta giorni, a cura del notaio rogante o autenticante. Quando un soggetto compra un ristorante paga un prezzo che viene determinato in seguito ad una valutazione del ristorante in cui viene tenuto conto del valore dei beni strumentali (azienda) Normalmente l’acquirente non paga solo la somma del valore dei beni, ma paga anche l’avviamento= la redditività che quella azienda in esercizio consente di ottenere L’azienda non viene comprata perché piace il frigorifero o altro, viene comprata per subentrare nell’attività svolta con quell’azienda La legge regola la disciplina con una disciplina particolare per tutelare tutti gli interessi coinvolti nella prosecuzione dell’attività da parte dell’acquirente ⤷ Il fatto che un imprenditore subentra ad un altro pone dei problemi che la legge governa con la disciplina dell’azienda La permanenza della clientela è messa a rischio dalla concorrenza Art. 2557 → divieto di concorrenza Chi aliena l'azienda deve astenersi, per il periodo di cinque anni dal trasferimento, dall'iniziare una nuova impresa che per l'oggetto, l'ubicazione o altre circostanze sia idonea a sviare la clientela dell'azienda ceduta. Il patto di astenersi dalla concorrenza in limiti più ampi di quelli previsti dal comma precedente è valido, purché' non impedisca ogni attività professionale dell'alienante. Esso non può eccedere la durata di cinque anni dal trasferimento. Se nel patto è indicata una durata maggiore o la durata non è stabilita, il divieto di concorrenza vale per il periodo di cinque anni dal trasferimento. Nel caso di usufrutto o di affitto dell'azienda il divieto di concorrenza disposto dal primo comma vale nei confronti del proprietario o del locatore per la durata dell'usufrutto o dell'affitto. Le disposizioni di questo articolo si applicano alle aziende agricole solo per le attività ad esse connesse, quando rispetto a queste sia possibile uno sviamento di clientela. ⤷ Chi paga l’azienda paga anche un prezzo per la clientela Non c’è bisogno di prevedere nel contratto di vendita dell’azienda che il venditore non può fare concorrenza, questo problema viene risolto dalla legge Dei debiti sorti nell’esercizio dell’attività, una volta che l’attività è stata venduta, ne risponde il venditore dal momento che un soggetto creditore non può essere privato del proprio debitore senza il proprio consenso Normalmente il creditore fa affidamento sulla redditività dell’attività→ esempio: il fornitore va a vedere se il cliente è in grado di pagare, quindi va a vedere se svolge un’attività redditizia o un’attività in perdita La garanzia è data dalla redditività dell’azienda, non tanto dal patrimonio personale dell’imprenditore ⤷ La legge pertanto considera responsabile del debito anche l’acquirente Chi compra un’azienda, quindi, corre il rischio che un creditore chieda il pagamento di una somma di denaro Normalmente quando si compra un’azienda si fa una verifica dei debiti che quell’azienda porta con sé, in modo tale da rendersi conto di quanto quell’azienda vale La legge stabilisce che l’acquirente risponde solo di quei debiti che risultano dalle scritture contabili Sopravvenienze = debiti che si riferiscono a un periodo anteriore all’acquisto, ma che materializzano dopo ⤷ Di questi debiti, che non risultano nelle scritture, l’acquirente non ne risponde Art. 2560 → debiti relativi all’azienda ceduta L'alienante non è liberato dai debiti, inerenti all'esercizio dell'azienda ceduta anteriori al trasferimento, se non risulta che i creditori vi hanno consentito. Nel trasferimento di un'azienda commerciale risponde dei debiti suddetti anche l'acquirente dell'azienda, se essi risultano dai libri contabili obbligatori.
all'esercizio dell'impresa, pur non essendo preposti ad esso. Art. 2203→ preposizione institoria E' institore colui che è preposto dal titolare all'esercizio di un'impresa commerciale. La preposizione può essere limitata all'esercizio di una sede secondaria o di un ramo particolare dell'impresa. Se sono preposti più institori, questi possono agire disgiuntamente, salvo che nella procura sia diversamente disposto. Art. 2210→ poteri dei commessi dell’imprenditore I commessi dell'imprenditore, salve le limitazioni contenute nell'atto di conferimento della rappresentanza, possono compiere gli atti che ordinariamente comporta la specie delle operazioni di cui sono incaricati. Non possono tuttavia esigere il prezzo delle merci delle quali non facciano la consegna, né concedere dilazioni o sconti che non sono d'uso, salvo che siano a ciò espressamente autorizzati. Art. 2 204 → poteri dell’institore L'institore può compiere tutti gli atti pertinenti all'esercizio dell'impresa a cui è preposto, salve le limitazioni contenute nella procura. Tuttavia non può alienare o ipotecare i beni immobili del preponente, se non è stato a ciò espressamente autorizzato. L'institore può stare in giudizio in nome del preponente per le obbligazioni dipendenti da atti compiuti nell'esercizio dell'impresa a cui è preposto. La procura serve per limitare e regolamentare i poteri di rappresentanza Se la procura manca significa che il potere è illimitato Art. 2207→ modificazione e revoca della procura Gli atti con i quali viene successivamente limitata o revocata la procura devono essere depositati, per l'iscrizione nel registro delle imprese, anche se la procura non fu pubblicata. In mancanza dell'iscrizione, le limitazioni o la revoca non sono opponibili ai terzi, se non si prova che questi le conoscevano al momento della conclusione dell'affare. Art. 2206→ pubblicità della procura La procura con sottoscrizione del preponente autenticata deve essere depositata per l'iscrizione presso il competente ufficio del registro delle imprese. In mancanza dell'iscrizione, la rappresentanza si reputa generale e le limitazioni di essa non sono opponibili ai terzi, se non si prova che questi le conoscevano al momento della conclusione dell'affare.
Lezione 15 – 9 novembre La società è un ente, soggetto di diritto e un’organizzazione di persone Questo comporta che le società sono titolari di un patrimonio al pari delle persone fisiche Organizzazioni che vengono costituite al fine di svolgere un’attività e raggiungere determinati scopi/obbiettivi Oggetto sociale= tipo di attività per il cui esercizio l’attività viene costituita Il diritto considera come attore delle vicende giuridiche non solo le persone fisiche, ma anche enti/organizzazioni Possiamo assimilare alle società anche gli altri enti: fondazioni, associazioni, università… ⤷ Si tratta di organismi che svolgono un’attività Come nasce la società? Viene stipulato un contratto volto a creare la società (si chiama atto costitutivo della società → contratto concluso da due o più persone con il quale le parti manifestano la volontà di creare la società) Viene indicato il nome dei contraenti= soci fondatori (coloro che prendono l’iniziativa per creare la società) Nome= denominazione sociale/ragione sociale Viene indicato l’ oggetto sociale = attività che la società è chiamata a svolgere Si deve trattare di attività economica, di fatto imprenditoriale La società ha come scopo ultimo quello di ricavare un utile che consenta ai soci di guadagnare Scopo di lucro non solo oggettivo, ma anche soggettivo Scopo di lucro oggettivo = l’attività si prefigge l’obbiettivo di realizzare un utile (che è dell’ente che l’ha prodotto, non dei soci) Dall’attività si arricchisce la società in quanto titolare dell’attività L’arricchimento della società è anche indirettamente un arricchimento per i soci e specularmente un impoverimento della società e per i soci Il socio partecipa ai risultati dell’attività, ha una quota della società e fa parte della società→ questo far parte della società ha un valore economico Esempio: Se ho azioni di Mediaset ho nel mio patrimonio un bene rappresentato dalla mia partecipazione in questa società L’essere socio quindi si traduce in termini monetari e implica dal punto di vista del socio la titolarità di un bene che avrà un valore espresso in euro e che dipende dal valore della società alla quale si partecipa Quanto vale questa partecipazione? Non ha un valore in sé, ha un valore che dipende interamente dal valore della società Il lucro soggettivo è rappresentato dalla destinazione ai soci dell’utile prodotto dalla società L’utile entra nel patrimonio sociale e poi può finire ai soci attraverso la distribuzione dei dividenti, ovvero la distribuzione tra i soci dell’utile prodotto dall’attività sociale ⤷ Aspetto fondamentale, questo è lo scopo Le società devono essere costituite per svolgere un’attività finalizzata a produrre un’utile che in linea di principio devono essere distribuiti ai soci È in atto un processo volto a indurre le società a ricercare il lucro soggettivo secondo modalità di gestione sostenibile → consapevolezza da parte delle società dell’impatto che la loro attività può avere sul mondo circostanze Sono molteplici gli interessi esterni alla società che vengono colpiti dalla esternalità negative (ambiente, condizioni dei lavoratori, consumatori…) Ormai si è innescato un meccanismo per il quale essere sostenibili è una carta vincente per l’imprenditore Si stabilisce normalmente il termine di durata della società Bisogna individuare gli amministratori della società→ chi compie gli atti inerenti a quell’attività Gli amministratori possono essere gli stessi soci o possono essere terzi soggetti