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Sulla protezione dei diritti fondamentali in Italia, con un focus sulla consuetudine e il positivismo come fonti di riconoscimento e tutela. Esplorato il concetto di diritti di matrice consuetudinaria e il ruolo della Corte Costituzionale. Discussione sulla lentezza e l'importanza della consuetudine come fonte di riconoscimento e tutela dei diritti fondamentali.
Tipologia: Appunti
Caricato il 11/03/2017
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vengono così definiti:
cognome della persona, infatti a differenza del passato oggi le corti europee riconoscono questo diritto come fondament+ale. Questo è interessante esaminare per i collegamenti che la materia presenta con la società il contesto culturale, sociale e tecnologico. Con i tipi di approccio di cui si parlava prima, diventa sempre più difficile, perché anche se uno vuole ave1111re un approccio positivista deve avere a che fare con la filosofia sociologia ecc. lo stesso dato normativo non è più sufficiente a risolvere tutte le nostre questioni. Non possiamo dire che un diritto è fondamentale solo perché ce lo ha detto la costituzione, perché ormai molti diritti sono fuori dalla costituzione, e sono fuori oltre anche le carte internazionali. Il diritto alla vita non vi è nella costituzione, ma veniva dato per presupposto. In questo caso dandolo per presupposto l’approccio positivistico non c’è più, la presupposizione da dove si prende? Si prende da motivi sociologici, religioso ecc. è una materia complessa. Vari tipi di approcci relativi alla materia dei diritti di libertà. I diritti di libertà in senso tecnico cioè in senso moderno della cosa, ne possiamo parlare soltanto con il costituzionalismo moderno, c’è sono quando al centro dell’ordinamento giuridico, al centro dell’organizzazione dei poteri statali si pone l’individuo, si impone l’idea per cui i poteri devono essere al servizio dell’individuo e non l’individuo ai servizi dei poteri. Una delle grandi conquiste del costituzionalismo moderno è quella di scrivere in costituzione di fissare principi di costituzione in cui la forma di governo i poteri sono strumentali diritti di libertà e non viceversa. Il principio di massima espansine ei diritti individuali, che strettamente connessa questa situazione, cioè l’idea per cui che in un ordinamento liberare democratico l’individuo deve poter essere libero di fare tendenzialmente quello che vuole, cioè deve essere messo nelle condizioni, art. 2 3 della costituzione, di esprimere liberamente la propria libertà, salvo i limiti che sono previsti dall’ordinamento. Legittimamente significa nel rispetto delle norme costituzionali. E per contro il principio di legalità per cui invece i poteri costituiti devono poter fare solo ciò che consente loro di fare il diritto le norme giuridiche. Per gli individui vige una situazione diversa ai primi tempi, che l’individuo deve essere come regola libero. L’ordinamento deve fare in modo di rendere gli individui liberi. Invece i poteri vanno controllati fare in modo che rispettino le regole; nel complesso questa situazione è lo stato di diritto. Stiamo ragionando dalla situazione attuale e escludere completamente che anche in epoche antiche non ci fossero delle situazioni riconducibili a forme di diritti, non del tutto corretto c’è una solita bibliografia anche di storici di filosofia ecc. che dimostra come anche nell’epoca medievale una sorta di situazioni giuridiche di vantaggio, che però non avevano l’aspetto la fisionomia e le caratteristiche, di quelli che oggi sono i diritti di sindacati. Però c’erano dei diritti di matrice consuetudinaria, i primi elementi da mettere a fuoco sono la nascita di diritti su base consuetudinaria, ma anche diritti banali come diritti abitudinari. Per la nostra materia hanno una fondamentale importanza i diritti fondamentali su base consuetudinaria. Particolarmente se poi queste consuetudini sono poi di livello internazionale,
CONSUETUDINE INTERNAZIONALE: è una fonte della costituzione di diritto. Nasce a seguito di un comportamento ripetuto nel tempo. Come prima fonte di riconoscimento la più antica, dei diritti fondamentali la consuetudine. Pro e contro della consuetudine come fonte della tutela dei diritti fondamentali; mediatico e frugatici; i diritti fondamentali possono trovare la consuetudine una fonte efficace di riconoscimento e tutela? In particolare quando un diritto fondamentale è riconosciuto fa parte di una consuetudine fonte di diritti di riconoscimento dal basso; dalla società, è un comportamento molto sentito da parte della società, la consuetudine nazionale è una fonte molto radicata e quindi molto sentita ed importante. Quindi i: PRO sono il radicamento del diritto CONTRO sono una tutela aleatoria al momento di chiedere di rivendica la sussistenza della consuetudine stessa. Lentezza, Esempio di diritto fondamentale attuale: diritto alla fecondazione assistita. La consuetudine è una fonte di riconoscimento che richiede tempi molto lunghi. Come si è nel tempo anche per rimediare a queste manchevolezze, in questo tipo di tutela, e in generale in materia di tutela dei diritti fondamentali, imposto in primo piano (approccio consuetudinario) un approccio diverso è stato quello così detto positivista. Seguendo questo tipo di approccio centrale è il ruolo della legge, nel riconoscimento dei diritti fondamentali. Quali sono le caratteristiche della legge, tanto è un riconoscimento calato dall’alto cioè è il legislatore che d’imperio riconosce un determinato diritto come fondamentale.
Progressione dello stato moderno in riferimento alla tutela dei diritti fondamentali.
Una progressione progressa perché passa dal principio di legalità cioè la difesa della libertà con forma riduttiva dello stato costituzionale di diritto in difesa delle libertà contro lo stesso parlamento e alla responsabilità internazionale dello stato, in difesa delle libertà contro lo stesso stato. La costituzione tutta è servente alla difesa delle libertà fondamentali; l’organizzazione dello stato, il presidente della repubblica, la corte costituzionale ecc. non è fine a ses stessa, ma servono a garantire al meglio quelle che sono le nostre libertà costituzionali. Perché se noi queste libertà non li abbiamo ma non le possiamo garantire, poco ci importa di come è strutturato lo stato; l’idea stessa dello stato moderno cioè lo stato liberale, si radica sull’idea della difesa della libertà il famoso ARTICOLO 16 DELLA DISCHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL’UOMO del 1789 si dice che lo stato che on pratica la separazione dei poteri, e la protezione dei diritti fondamentali non ha addirittura la costituzione. I liberali non riconoscevano come costituzione un testo costituzionale che non fosse strutturato in modo da separare i poteri al fine di proteggere le libertà fondamentali. Quindi si può dire da un punto di vista teorico, che le costituzioni sono le uniche testi fondamentali, in cui vengono espressi i principi fondati sull’organizzazione la struttura di base dello stato ma dal punto di vista della tecnologia liberale, queste stesse costituzioni non sarebbero riconosciute tali se tutta questa strutturazione non
convergesse a questo simile, a proteggere le libertà fondamentali. Anche la nostra costituzione visibilmente sfidata a questo principio, il principio della separazione dei poteri. I poteri sono disegnati in maniera autonoma e distinti uno dall’altro, e poi perché troviamo anche delle tracce testuali nella costituzione circa questo studio; quando la costituzione parla della magistratura, dice che un ordine distinto autonomo, indipendente rispetto agli altri poteri. La garanzia di potere non sconosciuta al testo europeo regionale, anzi è tutto presupposto. La CORTE COSTITUZIONALE dedica anche dei conflitti tra distribuzione fra poteri, l’idea è quella di disarticolare il potere dello stato perché non sia concentrato, in un unico soggetto che potrebbe fare il bello e cattivo tempo del privilegio delle libertà. Più il potere statale è disarticolato più noi siamo protetti, perché il potere è diffuso, non è concentrato, non è arbitrario. Le nostre libertà sono tutelate in autonoma, questo è un principio importante. Noi abbiamo tutto un catalogo nella nostra costituzione sulla libertà che sono capillarmente e dettagliatamente tutelate, e come cappello di queste liberta si può individuare, l’articolo chiave che è L’ARTICOLO 2 DELLA COSTITUZIONE , (questo è il nostro identikit costituzionale.) Quindi concludendo:
« La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali dove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. » Quest’articolo enuncia che lo Stato italiano, comprese le regioni, province, comuni e tutti coloro che si trovano nel territorio italiano, riconosce quei diritti inviolabili (elencati nella parte prima dei Diritti e Doveri dei cittadini), vale a dire quei diritti riconosciuti a tutti che nessuna legge può infrangere, cioè sopprimere e che nessuna persona può violare; lo Stato non solo deve rispettarli ma deve anche proteggerli dalle violazioni provenienti dai soggetti privati. Con la parola “riconosce” si intende che i diritti inviolabili fanno parte del patrimonio d’ogni individuo, sia come singolo (diritto al nome, alla libertà d’espressione, ecc), sia come membro d’organizzazioni sociali (famiglia, partiti politici, ecc). I noltre è introdotto il principio di solidarietà politica, economica e sociale. I doveri di solidarietà politica si riferiscono a situazioni in cui la persona è chiamata a partecipare alla vita della comunità di cui fa parte (diritto di voto). Adempiere ai doveri di solidarietà economica significa agire non pensando solo al nostro tornaconto, ma considerare anche gli altri (pagare le tasse). Adempiere ai doveri di solidarietà sociale significa mettersi a disposizione gratuita dichi ha bisogno (volontariato). RICONOSCE: vuol dire che li riconosce e quindi ci sarebbero comunque anche se la costituzione, non se occupasse. Il fatto stesso che si nasce si ha la donazione della libertà; il fatto che la nostra costituzione dica riconosce è un cedimento dei diritti naturali. GARANTISCE: Il fatto che un diritto venga garantito non significa che il diritto venga inventato ma che viene protetto. Tecnica della tutela della garanzia dei diritti. LA REPUBBLICA: quando si parla di STATO si riferisce allo stato persona, lo stato governo, l’apparato dello stato, i cittadini, comprende anche le strutturazioni costituzionali che non appartengono allo stato; tutte le conformazioni sociali. INVIOLABILI: non possono essere violati, nessuno può violarli la costituzione lo
ordinamento esistono attualmente due categorie di stranieri: i cittadini dell'Unione europea che godono di una tutela e di garanzie simili a quelle del cittadino italiano; i cittadini extracomunitari, non appartenenti all'Unione europea, che possono essere soggetti a restrizioni per quanto riguarda l'ingresso e la permanenza nel nostro paese. Non esiste una legge specifica per la questione degli stranieri ma l’unica che stabilisce diritti e doveri dello straniero è la Legge Bossi-Fini del 2002. Essa prevede che l'espulsione, emessa in via amministrativa dal Prefetto della Provincia dove viene rintracciato lo straniero clandestino, sia immediatamente eseguita con l'accompagnamento alla frontiera da parte della forza pubblica. Gli immigrati clandestini, privi di validi documenti di identità, vengono portati in centri di permanenza temporanea, istituiti dalla Legge Turco Napolitano, al fine di essere identificati. La legge prevede il rilascio del permesso di soggiorno, della residenza e cittadinanza italiana alle persone che dimostrino di avere un lavoro o un reddito sufficienti per il loro mantenimento economico. A questa regola generale si aggiungono i permessi di soggiorno speciali e quelli in applicazione del diritto di asilo. La norma ammette i respingimenti al Paese di origine in acque extraterritoriali, in base ad accordi bilaterali fra Italia e Paesi limitrofi, che impegnano le polizie dei rispettivi Paesi a cooperare per la prevenzione dell'immigrazione clandestina. Nel terzo e nel quarto comma, la Repubblica italiana garantisce a tutti i cittadini stranieri, ai quali siano stati negati i diritti e le libertà democratiche nei loro paesi, di poter esercitare tali diritti nel territorio dello stato italiano, grazie al diritto di asilo. L'ultimo comma prevede che nel nostro paese non sia ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici. Lo Stato italiano rifiuta l'estradizione, cioè il rimandare la persona al paese d’origine, di un cittadino straniero che sia ricercato per reati politici commessi in opposizione a regimi antidemocratici, nei quali vengono attuate politiche persecutorie nei confronti dei diritti umani. Viene escluso dal novero dei reati politici il delitto di genocidio, per il quale è prevista l'estradizione sia per lo straniero che per il cittadino. (v. L. cost. del 21 giugno 1967, n.1 - Estradizione per i delitti di genocidio). DIRITTO DI RECIPROCITA’ : è lo stesso diritto che uno straniero ha in Italia come l’italiano avrebbe se andasse nello stato di quello straniero. Quindi per quanto riguarda gli immigrati se li abbiamo nel nostro paese dobbiamo dargli i diritti che gli spettano in base alla nostra costituzione. I diritti inviolabili dell’uomo ART 2 COST. ha delle ripercussioni anche gravi spessori ,i fatti che questi sono degli uomini non dei cittadini ci porta a capire che anche noi abbiamo il dovere nei confronti dell’uomo anche noi cittadini di garantire queste libertà quando il suo ordinamento di appartenenza non gliele garantisce. Sempre parlando dell’articolo 2, intende come formazione sociale anche la famiglia, e DOVE SI SVOLGE LA SUA PERSONALITA’: significa anche avere un diritto libero a svolgere la propria personalità. Le FORMAZIONI SOCIALI di cui parla sono molto importanti e sono positive solo se fatte come la costituzione dice. Riconosce come singolo e come formazione sociale, ma la formazione sociale deve sapere che l’uomo non si può perdere la propria visibilità, ma bisogna continuare a conservare la piena disponibilità dei propri diritti inviolabili. E nelle carte internazionali questo è ancora più chiaro. Si parla del diritto del matrimonio, del diritto di ricongiungimento famigliare, ecc. tutti diritti che vanno verso la protezione del singolo e la sua socialità. Anche gli omosessuali sono protetti dall’ART.2.
INDEROGABILI DI SOLIDARIETÀ POLITICA, ECONOMICA E SOCIALE.»: se ci sono dei diritti ci sono anche inevitabilmente dei doveri. DALLA RIVOLUZIONE FRANCESE deriva il concetto di EGUALITE’, LIBETE’, FRATENITE’, ma oggi non esiste più la fraternita. LO STATO SOCIALE : ARRIVA dopo che mette in auge più degli altri il terzo requisito della rivoluzione francese, LA Fraternità LA SOLIDRIETA’, Quando questa solidarietà è istituzionalizzata come diritto tutelato dalla norma diventa un dovere Dello stato e della norma. ART 53 DELLA COSTITUZIONE : Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività. Tutti devono contribuire alle spese pubbliche pagando i tributi (imposte, tasse, contributi), secondo i due principi della capacità contributiva (ognuno deve pagare secondo le proprie possibilità economiche, manifestate dal reddito percepito, dal patrimonio posseduto, dalle spese effettuate) e della progressività (all’aumentare della capacità contributiva il carico non aumenta proporzionalmente, ma più che proporzionalmente). IL PRINCIPIO DI PROGRESSIVITA’’: non avrebbe nessuna giustificazione, e il PRINCIPIO DI PROPORZIONALITA’ è incostituzionale applicato in maniera sistematica. I doveri nascono in base al diritto di solidarietà. I doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale di cui la costituzione parla, possono fedeltà alla patria, difendere la patria ecc. I diritti inviolabili sono quelli che la costituzione ci dice che sono inviabili o ce ne sono altri? La corte costituzionale tedesca nel 2009 ha detto che esiste un diritto inviolab ile ALL’INTEGRITA’ DEI PROPRI SISTEMI INFORMATICI. I diritti inviolabili non è che non si possono aggredire, si possono fare quando entrano in conflitto con un altro diritto inviolabile. Normalmente è il legislatore che crea altri diritti. Nella costituzione ci sono solo qelli fondamentali. Diritti di crediti diritto di proprietà sono inviolabili. Il DIRITTO SOGGETTIVO è più ampio. Ed è immediatamente giustiziabile. l diritto soggettivo è una situazione giuridica soggettiva attiva, attribuita a un soggetto di diritto nel suo interesse. Solo una definizione così generica è in grado di ricomprendere le varie accezioni con le quali il termine viene utilizzato. Il concetto coglie il significato del termine diritto quando viene usato in senso soggettivo, per denotare un qualcosa che un soggetto ha (ad esempio, quando si dice che Tizio ha il diritto di proprietà di un bene o la libertà di parola). Il termine "diritto" viene usato anche in senso oggettivo, per denotare l'insieme delle norme che costituiscono l'ordinamento giuridico (ad esempio, il diritto italiano, svizzero, canonico, internazionale, ecc.) o una sua parte (ad esempio, il diritto civile, amministrativo, costituzionale, ecc.); in relazione a questo significato si parla di diritto oggettivo (norma agendi, in contrapposizione al diritto soggettivo, facultas agenti). Oltre che in italiano tale duplicità di significato è presente anche nel latino ius, nel francese droit, nel tedesco recht, nello spagnolo derecho, nel portoghese direito, mentre l'inglese ha termini distinti per il diritto in senso soggettivo (right) e oggettivo (law). La tutela dei diritti multilivello
fatto questo perché il principio di legalità ottocentesco poteva prestarsi ad abusi. Chi fa la legge diventa a sua volta tirannico. Se la legge esprime la volontà generale allora si può dire quello che si vuole senza pensare al bene comune e alla libertà del sottoposto. Il parlamento non aveva limiti. Allora si è inventato il principio di legalità costituzionale. La costituzione e' lo strumento per mettere sotto anche il parlamento. La costituzione flessibile è servita per mettere sotto il re ma non il parlamento. Il nuovo progresso del diritto e' lo stato costituzionale che è ancora meglio di quello legale. Viene introdotta quindi la costituzione rigida che protegge la costituzione dal parlamento. Chi protegge la costituzione in questo caso? La corte costituzionale. Ora invece c'è il potere internazionale che è ancora oltre lo stato. Le regole del diritto internazionale valgono tra gli stati ma non tra i cittadini di ogni stato perché c'è il velo della sovranità di ciascuno stato. Si incomincia ora ad aprirsi la barriera. Ci sono anche i tribunali internazionali che puniscono lo stato. Ora un singolo cittadino può fare causa ad un interno stato. Questo perché? Perché si va avanti e il diritto progredisce come una scienza esatta. L'ampliamento della tutela dei diritti: prima il re, poi il parlamento ed ora persino lo stato. In Europa abbiamo la convenzione dei diritti dell'uomo del 1950, la cosiddetta cedu. Se non si rispettano i principi della carta ci impegniamo a sottoporsi al tribunale europeo di Strasburgo sui diritti dell'uomo. La corte di giudizio è un giudice tale che se si ledono i diritti dell'uomo. Per ripassare quello appena spiegato Gli avanzamenti dello stato moderno sono: Principio di legalità Principio di legalità costituzionale Principio della responsabilità internazionale dello stato. La tutela giurisdizionale La nostra costituzionale è lunga perché ha sia i diritti che la parte organizzativa. Nella costituzione americana mancano dei diritti per questa ragione è pieno di emendamenti perché aggiungono quelle cose che nella costituzione americana non ci sono. I francesi hanno una costituzione con un catalogo di diritti. I francesi, come si può notare anche nella loro costituzione attuale (risalente al 1957), si portano sempre appresso i principi che derivano dalla rivoluzione del 1789 in poi. I francesi arrivano a riconoscere la libertà di associazione nel 1901. La nostra è una costituzione che ha un catalogo dei diritti
che parte della art. 13 all'art. 54 mettendo anche i doveri. L'art. 28 conclude i diritti sociali. I diritti costituzionale della costituzione italiana. Dal 1848 al 1921 c'è stato lo statuto Albertino. Ci sono i diritti e delle libertà che vengono garantite. C'è un articolo dello statuto Albertino che parla dell'uguaglianza tra uomini e donne eppure le donne hanno iniziato ad avere il diritto di voto solo nel 1946. Quindi molti diritti non sono stati attuati. Si è dovuto aspettare fino al 1955 per l'introduzione del diritto di famiglia, fino al 1963 per dar la possibilità alle donne di diventare magistrati. Nello statuto Albertino c'era la libertà di stampa. Lo statuto disciplinava la libertà di stampa e la legge ne reprime gli abusi. Qua si capisce da una parte concedi questa libertà e d'altra concedi alla parlamento di fare quello che vuole. È uno stato di polizia. È il periodo in cui ci sono movimenti popolari che cercano di venire a galla, ci sono partiti antisistemi etc. Il partito liberale cerca di reprimere queste rivolte delle masse attraverso delle leggi liberticide. Poi all'inizio del novecento c'è stata La belle époque. C'è stata anche in Italia. I partiti politici riuscivano a trovare degli accordi tra loro. C'è stato Giolitti etc. Dopo la prima guerra mondiale tutti i paesi si sono ritrovati peggio di prima. Poi in Italia c'è stato Mussolini. Lui è salito al poter perché si aveva paura della rivoluzione bolscevica anche in Italia. La costituzione italiana quindi nasce da un'esperienza tragica. Quando vediamo queste libertà pensiamo che esse sono state conquistate. Lezione di pubblico comparato - lezione di martedì 27 settembre mattino Nelle prossime settimane faremo la tutela dei diritti da parte dell'Unione europea, applicazione della carta e della convenzione. Le ordinanze contingibili e urgenti Gli statuti regionali possono disciplinare i diritti fondamentali? Questo problema si è posto con la riforma del titolo quinto. La stessa nozione di diritto fondamentale è difficile da mettere a fuoco. Lo statuto della Regione Liguria non è del tutto esente da questo. Vari statuti hanno previsto varie disposizioni sui diritti fondamentali. Quali sono i contro? Se si interviene su materie delicate come i diritti fondamentali si possono creare delle disparità di trattamento sul territorio. Una situazione può essere tutelata in una regione e in una altra no. Quindi sono fonti del diritto volti a garantire l'eguaglianza. Sul caso toscano è intervenuta la corte costituzionale con le sentenze numero 478 e 479 del
utenti. Sono un po' come i decreti leggi che però hanno valenza circoscritta al comune. Il numero delle ordinanze al giorno d'oggi sono dieci volte di più rispetto che negli anni 50. Queste ordinanze rischiano però di andare contro i diritti fondamentali. Es: ordinanza che vieta di girare per strada senza oggetti di notte. Questa è una violazione del diritto di circolazione. Tre sentenze della corte Sentenza 8/1956: si occupa dell'art. 2 del testo unico di pubblica sicurezza che diceva che era vietato gridare che sono arrivati i giornali da parte di postini ed edicolanti. La corte dice che l'ordinanza è legittima ma ad alcune condizioni.
Marbury a giudice. Marbury a questo punto si rivolge alla corte suprema lamentando che madison, in base a quello che prevedeva la legge, non doveva rifiutarsi di ratificare la nomina fatta dal presidente degli Stati Uniti. Una legge federale prevedeva che madison avrebbe dovuto ratificare la nomina da parte del presidente john Adams. La costituzione sul punto non prevedeva niente e quindi madison avrebbe dovuto ratificare. Il problema di fondo è che la costituzione americana prevede che possano rivolgersi alla corte suprema solo ambasciatori ed altri soggetti qualificati. Marbury era solo un semplice giudice di primo grado e non poteva ricorrere ad interpellare la corte. La corte da ragione a madison proprio per questo, per un vizio procedurale possiamo dire. Abbiamo quindi un antinomia tra quello che prevede la legge federale. Secondo la corte suprema una legge che va contro a ciò che è scritto nella costituzione non è considerata nemmeno una legge. Viene considerato proprio per queste ragioni il primo caso di giustizia costituzionale. Le carte dei diritti internazionali In queste parte del corso faremo le carte dei diritti internazionali. Per quanto riguardo la convenzione dei diritti dell'uomo. Quando nasce il consiglio d'Europa? La dichiarazione universale dei diritti dell'uomo è del 1946. Dopo la seconda guerra mondiale ci si rende conto che forse nemmeno la tutela dei diritti dell'uomo a livello interno è sufficiente. È in quel periodo che vengono emanata costituzioni rigide e sorvegliati dalle corti costituzionali. C'è l'idea che domestic jurisdiction non sia sufficiente. Domestic jurisdiction -> le questioni interne degli Stati sia competenza esclusiva degli Stati stessi. Non ci deve essere ingerenza da parte di altre entità. Questa idea che è stata cardine dal 1800 viene messa in discussione dal 1950 in poi. L'idea di base riguarda la vera e propria necessità di creare delle organizzazioni di carattere internazionale con lo scopo specifico di sorvegliare sul rispetto dei diritti dell'uomo. Queste parti internazionali possono essere di tipo universale o di carattere regionale. Tra queste organizzazioni internazionali c'è proprio il consiglio d'Europa. È un organizzazione internazionale di carattere regionale nato negli anni 50 con lo scopo specifico di tutelare i diritti fondamentali contenuti nella convenzione europea dei diritti dell'uomo (la cedu). E' chiamato consiglio d'Europa perché all'epoca gli Stati fondatori erano solo europei. Il consiglio d'Europa a livello
portata di tipo pratico. Montecarlo è entrata nel 2003 nel consiglio d'Europa per mantenere il giro d'affari che aveva. In Inghilterra vedremo come uscirà dall'ue, ma non ci pensa minimamente dall uscire dal consiglio d'Europa. Lo human right Act è ciò che impegna la costituzione inglese a rispettare il consiglio d'Europa. Fa parte della corte europea dei diritti dell'uomo un giudice per ogni stato. I giudici devono avere un curriculum molto solido e però sono proposti dagli Stati. Il nostro giudice, guido Raimondi, è addirittura presidente. Queste nomine devono essere poi accettate. Quindi nella corte ci sono 47 giudici e hanno un mandato di nove anni non rinnovabile. I giudici a loro volta eleggono un presidente e due vice che hanno mandato triennale e sono rieleggibili. Dal punto di vista organizzativo la corte si divide in 5 sezioni che tengono conto anche del fatto di fattori giuridici, culturali e del sistema giuridico del si gongolo stato. Ci sono ogni anno comitati composti da tre giudici. Queste figure hanno il compito di visualizzare in vis preliminare le proposte da mandare alla corte. Col protocollo 14 è stata istituita la figura del giudice unico per velocizzare il lavoro della corte. Questi giudici possono anche loro visualizzare le questioni da inviare alla corte in via preliminare. Questo è dovuto al fatto che la corte è indietro di una marea di cause da visualizzare. Questo perché? Perché ciascun individuo può rivolgersi alla corte europea dei diritti dell'uomo. Alla corte costituzionale invece possono rivolgersi solo i giudici a quo. La regola di base è che per accedere alla corte europea dei diritti dell'uomo bisogna dimostrare di aver esperito a tutti i rimedi interni. Bisogna aver esperito sia corte di primo grado, d'appello e di cassazione prima di rivolgersi alla corte europea dei diritti dell'uomo. Su questa base i giudici e il giudice unico dichiarano inrecevibili quasi tutte le proposte che loro ricevono. All'interno di ciascuna sezione ci sono 7 camere composte da 7 giudici. Quando uno stato lamenta la propria contrarietà nei confronti di una causa delle sezioni semplici si può chiedere alla corte di analizzarla in grande camera (una sorte di appello delle sezioni semplici). Per andare alla grande camera bisogna dimostrare che la questione è innovativa. La grand chambre è formata da 17 membri (presidente, 2 vice presidenti e altri 14 giudici). È stato modificato anche il regolamento dello statuto anche per le decisioni pilota delle
decisioni dei diritti dell'uomo. Le decisioni pilota della corte avvengono quando in uno stato c'è un problema strutturale di diritti. Sono delle decisioni che vincolano gli stati a prendere certe misure anche a tipo legislativo. Quando si tratta di sentenze semplici della corte Europa che succede? Normalmente la corte condanna lo stato per non aver rispettato dei diritti contenuti nella convenzione. Questa condanna è una condanna che è sul lato pratico di tipo economico. Perché questo? Mettiamo il caso del diritto al giusto processo. Io lamento davanti alla corte europea dei diritti dell'uomo per non essere stato ascoltata al processo. La corte mi da ragione. Non dice di rifare il processo ma mi riconosce un risarcimento per il fatto di non essere stata ascoltata nel corso del processo. Come il caso del crocifisso nelle aule scolastiche. I non cristiani si sono rivolti La corte europeo nel caso lauzi ha dato ragione a loro perché siamo in un paese laico e ha condannato l'Italia. Ma non ha condannato l'Italia a levare i crocifissi ma a pagare un indennità. Non c'è unobbligo di fare da parte della normativa. Però una volta che c'è una condanna nei confronti dello stato allora tutti si rivolgono alla corte per una violazione dei diritti. L'Italia per evitare che chiunque chieda soldi perché c'è il crocifisso a scuola modifica la propria normativa. Altrimenti dovrebbe dare soldi a tutti quelli che fanno ricorso alla corte per questo. È un influenza indiretta della corte sul cambio di normativa. Le decisioni pilota invece hanno un'impatto diverso e diretto. L'Italia continuava a subire condanne per il sovraffollamento carcerario. Nella sentenza torregiani la corte ha condannato l'Italia per lart. 3 della convenzione sui trattamenti inumani e degradanti. Secondo la corte quindi l'Italia aveva violato questo aritmico.. La corte ha imposto al nostro paese di introdurre uno spazio nelle celle almeno di 9 metri. A corte in questo caso ha voluto proprio cambiare il nostro ordinamento. Lezione lunedì 3 ottobre - Costanzo L'art. 3 riguarda il diritto di eguaglianza. Principio di non discriminazione per certe situazioni. L eguaglianza più che un diritto è una condizione. Non vale discriminare tra cittadini e non cittadini per una situazione di eguaglianza. C'è anche l'apolide, che non è figlio di nessuno poiché nessun ordinamento è casa sua. Nella nostra costituzione si vieta che qualcuno possa perdere la cittadinanza per motivi politici. La condizione di cittadino è una posizione
leggere. O viceversa. La parità morale tra coniugi non c'è in tutto il mondo. Nella nostra costituzione ci sono delle parti che tutelano la donna lavatrice madre. Il matrimonio è fondato sull'uguaglianza morale e giuridica dei coniugi coi limiti stabiliti dalla legge sulla garanzia dell'unità familiare. La legge può garantire la parità, ovviamente non quella morale. I nostri padri costituenti hanno stabilito che la famiglia se non c'è anarchia. Come mai i figli prendono il cognome del padre? Non c'è una norma che lo dica, è una consuetudine che poi è diventata prassi. È una ragione di pregevolezza sociale. Lart. 29 permette questa deroga dell'uguaglianza perché teoricamente non sarebbe possibile. Ora si può mettere il nome di chi vuoi. Anche la patria potestà ora si chiama responsabilità genitoriale. Il diritto quindi vediamo che si evolve ed è impossibile tornare indietro perché sarebbe un regresso. L.art 2 della legge sulle unioni civili parla di formazione sociale, indipendentemente dal sesso. Non è matrimonio, ma è un patto. Ovviamente non ha gli stessi effetti giuridici del matrimonio. Quando noi parliamo di terzo sesso non si parla di omosessualità ma di uno che non si riconosce in una realtà codificata, ne uomo ne donna. Il concetto di essere umano garantisce la dignità in tutti i casa. L'umanità è come il minimo comune denominatore. L'art. 51 .... Da vedere Il concetto di razza è un concetto antropologico. Il costituente del 46 e 47 ha messo una serie di distinzioni con divieto assoluto di discriminazione. Ha messo diciamo quelle più importanti perché se non si discrimina su quello allora anche tutti gli alti motivi per discriminare non hanno alcun senso. La razza si basa su caratteristiche fisiologiche e fisiche. L'etnia invece si basa anche su caratteristiche culturali, religiose etc. Lart. 6 della costituzione tutela le minoranze linguistiche che sono appunto delle etnie. Nell'articolo 6 si parla di queste etnie per dare maggior tutele a loro. Ma come mai questo considerando che siamo tutti uguali? Perché c'è la parola minoranza che indica un rapporto sociale debole. Non ha la forza dei numeri. La costituzione quindi tutela di più la minoranza della maggioranza. Nessuno minaccia la maggioranza, ma i pericoli di essere minacciate sono per le minoranze. Il genocidio è un omicidio di un genere. Nella costituzione non si parla di genocidio però nel art 3 è stata oggetto di una revisione costituzionale molto antica. L'estradizione per
genocidio. Il genocidio non copre i delitti politici. Lezione trucco - ore 17. I contenuti della convenzione. Si può inviare una lettere indicando ciò che si vuole denunciare alla corte europea dei diritti dell'uomo con sede a Strasburgo. Bisogna esporre l'oggetto precisando quali sono i motivi della violazione dello stato e gli atti chi i pubblici poteri hanno adottato a danno dei cittadini. Bisogna precisare anche la data e l'autorità che le ha emesse. È meglio inserire una copia di tutto che si invia a Strasburgo perché poi non viene più restituito. La prima cosa che fa la corte è emettere un formulario del ricorso con tutti i campi da compilare. È poi importante il termine indicato all'art.35. Termine perentorio: il termine è entro e non oltre i sei mesi dall'ultima decisione definitiva dell'ultimo giudice interno. Dopo sei mesi dall'ultimo sentenza della corte di cassazione non p Denuncia di eccessiva durata dei processi ai sensi dell'articolo 6 della convenzione. L Art. 35 in questo caso non trova applicazione. Ai sensi dell'articolo 35 per ovvie ragioni la corte rigetta domande anonime e che non contengano fatti nuovi rispetto a domande già mosse. Le lingue ufficiali della corte sono l'inglese e il francese. Il ricordo può essere formulato anche in italiano, ma quando la corte dichiara ricevibile il ricordo, bisogna poi tradurre i successivi interventi o in francese o in inglese. Ci sono casi rari in cui la corte autorizza ad utilizzare la propria lingua. Questo avviene nei casi di grave violazione dei diritti. Il ricorso individuale può essere mosso da persona fisica, organizzazioni non governative e gruppi di privati. La procedura davanti alla corte è pubblica ma a fronte di particolari esigente si può decidere di procede a porte chiuse. Davanti alla corte è necessaria la nomina di un legale ed è previsto il patrocinio per i non abbienti. Una volta che è partito un diritto, come nel caso delle carceri, è lo stato stesso che da il risarcimento senza aspettare che si faccia fare causa. Viene nominato un giudice relatore che redige un rapporto da mandare o al comitato dei tre membri o alla camera. L'udienza di audizione viene fatta a Strasburgo e quando può la corte evita di far andare le parti fino a Strasburgo e si basa solo sugli elementi raccolti. Questo dipende da caso per caso.