



Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Appunti su irpef ires e redditi
Tipologia: Appunti
1 / 5
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!




reddito complessivo lordo : somma algebrica di tutti i redditi che ha realizzato la singola persona fisica. rispetto alle categorie previste dall’art 6 sono sempre più diffuse le ipotesi di quote di reddito che vengono sottratte alla tassazione ordinaria per essere sottoposta alla tassazione proporzionale. personalità dell’irpef che piano piano si perde. gli oneri deducibili sono disciplinate dal t.u delle imposte sui redditi (art 11) e sono oneri che possono esserci come non esserci. il nostro sistema ottiene la personalità dando a ciascun contribuente di far valere i fatti che sono esclusivi e personali nella dichiarazione dei redditi.
reddito netto: viene sottoposto all’applicazione delle aliquote progressive. l’imposta lorda non è l’imposta che dobbiamo versare, andiamo a togliere le detrazioni che sono le più diffuse (spese mediche, figli a carico, coniuge a carico, spese universitarie ecc.). il nostro sistema è costruito per valorizzare alcuni aspetti della personalità e per incentivare l’esercizio di alcune attività. le detrazioni sono uno strumento di politica economica, che il legislatore utilizza con una doppia valenza: da un lato per trovare una posizione di favore per coloro che vogliono investire e dall’altro per favorire l’economia -> mediazione tra soluzioni diverse. la detrazione viene usata per far emergere il c.d. nero, es: il giardiniere pagato in nero. ci sono dei settori in cui il nero è molto diffuso. l’onere abbatte il reddito, mentre la detrazione favorisce i redditi più bassi. in generale le detrazioni sono un fenomeno più diffuso anche perchè legate a motivazioni di tipo politico-economico. per es. nella flat tax l’idea è quella di buttare via tutto, ma anche le detrazioni. questo tipo di sistema è molto faticoso da gestire. una volta che dall’imposta lorda togliamo le detrazioni, allora avremo l’imposta netta che è non necessariamente quello che andremo a versare, ci sono dei meccanismi di tassazioni tali per cui si paga anticipatamente, per es. nel lavoro dipendente tutti i mesi verranno applicate delle trattenute. quando vado ad applicare l’imposta netta, dovrò tener conto delle trattenute, in più potrei avere dei crediti di imposta cioè negli anni precedenti si sono verificate delle situazioni per le quali mi sono ritrovata creditrice dello stato. succede spesso ai pensionati che hanno spesso molte spese mediche che conservano e vanno al caf con il modello 101 e chiedono che i crediti vengano rimborsati. solo alla fine avrò l’imposta che dovrò versare. la personalità fatica ad affermarsi nei sistemi moderni che richiedono sistemi di tassazione più rapidi e snelli (come avviene per le cedolari secche che sono più efficaci dal punto di vista del prelievo).
importanza della nozione di residenza (caratteristica dell’irpef). questo sistema nasce pensando a persone ed economie stanziali, ovviamente include anche i soggetti non residenti ma la non residenza era una possibilità remota ed eventuale. noi invece ci dobbiamo confrontare con un mondo economico che non ha confini e che deve operare nel nostro territorio su soggetti che non hanno un attaccamento reale col nostro territorio, così come i nostri concittadini possono avere ponti aperti su territori diversi dal nostro. l’irpef è dovuta da residenti e non. chi sono i residenti? art 2 t.u. delle imposte sui redditi -> tutte le persone fisiche iscritte all’anagrafe in uno dei comuni d’italia o quelle che per la maggior parte dell’anno risiedono o sono iscritte in un comune italiano. il concetto di residenza si estende anche a coloro che formalmente non sono più residenti nel nostro paese ma lo sono stati se e quando questi hanno trasferito la loro residenza in un paese a basso tenore fiscale. un paese non è virtuoso o quando applica aliquote più basse rispetto al resto del mondo, ma anche quando ha aliquote medie ma non è disponibile a instaurare rapporti di scambio con l’italia. sono residenti non sono quelli che abitano in italia, ma anche quelli che lo sono stati ma si sono trasferiti in un paradiso fiscale a meno che non dimostrino che il loro trasferimento è effettivo. es: pavarotti ad un certo punto sposta la sua residenza a montecarlo e incappa in questa previsione, perchè montecarlo è paradiso fiscale, ma pavarotti è ancora cittadino italiano e quindi deve pagare le imposte anche in italia. pavarotti perde la causa perchè aveva la residenza in un appartamento nel quale non entrava dalla porta. l’onere di provare sta in chi si è trasferito e la prova non è banale: devo dimostrare davvero di viverci. bisogna trasferire il centro dei propri affetti e della propria quotidianità. si applica il principio della mondialità e il principio della territorialità. i residenti soggiacciono al principio della mondialità: quando fanno la dichiarazione dei redditi devono includere tutti i redditi ovunque realizzati. quindi pavarotti che girava per il mondo se fa la dichiarazione in italia deve mettere i proventi realizzati anche all’estero. questo può comportare dei fenomeni di doppia tassazione economica. i non residenti applicano il principio di territorialità, cioè pagano in ragione del reddito che hanno realizzato in italia. se sono residente ho e vivo in un paese da una fiscalità importante, quindi devo pagare un sacco di tributi. se non sono residente mi limito a dichiarare. spesso i suddetti principi si scontrano tra di loro e si creano dei casi di doppia tassazione, ad es. se in francia si applica lo stesso principio italiano paga sia come residente in francia sia come non residente in italia. questo problema si risolve attraverso le convenzioni contro le doppie imposizioni che sono l’unica fonte di diritto internazionale assieme alle consuetudini. le convenzioni le fanno con tutti i paesi del mondo, servono a stabilire condizioni di reciprocità e
fatto di non essere sulla carta dei residenti, ma essere controllati da un residente fa si che la società operante in marocco può essere considerata esistente sul territorio italiano, quindi essa per la tunisia è residente in tunisia e per l’italia residente in italia e qui c’è il problema della doppia imposta, però tale norma è sanzionatoria: io dichiaro di essere residente o non ma molte norme di questo tipo guardano a quando litigheremo. oppure il consiglio di amministrazione di tale società è composto in maggioranza da consiglieri persone fisiche residenti in italia. non c’è il meccanismo dell’inversione dell’onere della prova. qui il procedimento logico e amministrativo diverge: io non mi sono più dichiarato, come società italiana non esisto più, ma l’amministrazione scopre che c’è un operatore di un altro stato, tramite forniture. in marocco c’è una società con nome marocchino e scopro che è controllata dalla società italiana, quindi per l’italia sei italiano. ciò avviene dopo una fase di accertamento ove si passa dall’autodichiarazione a questa modalità.
stabile organizzazione : art 162 del t.u. delle imposte sui redditi. l’espressione stabile organizzazione designa una sede fissa di affari per mezzo della quale l’impresa non residente esercita in tutto o in parte la sua attività sul territorio dello stato. tae art ci dà una definizione generale e astratta di stabile organizzazione che poi purtroppo si allontana dall’art 5 del modello ocse e prosegue con un’individuazione particolare puntuale di che cosa si debba intendere per stabile organizzazione, elenca poi tipizzando le situazione un insieme di casi che sono e che hanno rappresentato in questi ultimi 10 anni la difficoltà del nostro paese di richiamare a tassazione realtà legate alla great economy perchè non si riusciva a collocarli nel territorio dello stato. sicuramente c’è una stabile organizzazione quando c’è una sede di direzione, quando c’è una succursale, un ufficio, un’officina, un laboratorio, una miniera, cantieri che devono perdurare per un’attività non inferiore ai tre mesi. l’art 162 poi esclude tutto ciò che è transitorio (magazzino, imballaggio ecc.), tutto ciò che non è circolazione finalizzata alla vendite e non c’è mai stabile organizzazione quando ci sono attività collegate alla vendita online di servizi e di beni perchè il comma 5 ci dice che non costituisce di per sè stabile organizzazione la disponibilità a qualsiasi titolo di elaboratori elettronici e impianti ausiliari che consentano alla raccolta di dati e informazioni finalizzati alla vendita di beni e servizi. la stabile organizzazione è sottoposta al principio di territorialità, però attrarre nell'unica categoria di reddito qualsiasi investimento e qualsiasi operazione. il non residente anche se è una società si comporta come una persona fisica, quindi significa avere obblighi fiscali simili o uguali al residente. il non residente invece ha meno obblighi, col fisco si rapporta con il rappresentante fiscale (notaio ecc.).
la localizzazione dei soggetti è un fatto importante, c’è una norma di localizzazione (art 162) che introduce la stabile organizzazione che è costruita pensando ad un’economia del passato, entra nel t.u. nel 2003. è vero che c’è una tassazione ordinaria progressiva e personale, ma ci sono molte eccezioni (cedolari) che sono la negazione della progressività. quando la tassazione avviene attraverso le cedolari, perde la personalità perchè mentre in un sistema improntato nell’autoliquidazione attraverso le detrazioni, in una tassazione di tipo proporzionale è irrilevante a chi viene attribuito il reddito. il legislatore ha cercato altre soluzioni per due motivi: