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Obiettivo del marketing è prevedere aspettative e bisogni dei clienti, guida il processo di creazione dell’offerta aziendale in modo tale da lanciare sul mercato il prodotto. Quando ho realizzato prodotto o servizio che soddisfa le aspettative dei consumatori, solo a quel punto divulgo la mia offerta che ha la funzione di stimolare l’acquisto. COSTUMER VALUE PROPOSITION = set di benefici sui quali è posizionato il valore dell’azienda rispetto ai competitor. In un contesto di incertezza Mc Donald diventa una certezza (per esempio all’estero) perché so la proposta dello scambio di valore.
Fase B) Se il cliente è soddisfatto comprerà nuovamente. Risultato: incremento del valore per l’impresa. Il marketing non può prescindere dai cambiamenti in atto, queste trasformazioni hanno spinto le imprese a prestare attenzione a 3 nuovi fattori:
Approccio globale: piramide dei bisogni di Maslow desideri passano da desideri di ordine inferiore (bisogno di sicurezza) a ordini superiori (sentirsi amati).
Keller – 3 categorie di associazioni:
Concetti fondamentali per lo sviluppo della relazione con il cliente, attenzione alle aspettative del cliente, se troppo basse, il cliente sarà soddisfatto ma non riuscirò ad attirare nuovi clienti; se troppo alte, rischio di deludere il cliente, perché le prestazioni possono essere inferiori alle attese.
Un insieme di acquirenti e venditori che effettuano transazioni su un prodotto o su una classe di prodotti.
I consumatori fanno marketing quando ricercano un prodotto e interagiscono con l’impresa per effettuare acquisti.
4 P del marketing:
Le fasi precedenti sono propedeutiche a questa. L’intensità relazionale può essere diversa, alcune la hanno molto semplice, di base, in cui l’obiettivo è incremento del numero di clienti (basso margine di profitto x cliente, quindi importante la numerosità). Altri considerano i clienti come parte fondamentale del business. Abbiamo poi partnership complete – pochi clienti, alti profitti. Esistono sistemi di marketing specifici per rafforzare il rapporto con i clienti – Fidaty Card.
Fase che consente di acquisire in cambio del valore offerto un valore per l’azienda. Creando valore superiore per consumatore, l’azienda acquista soddisfazione nella clientela, che porta all’incremento di acquisto.
Oggi la fedeltà di un cliente è un elemento cruciale. I consumatori sono sempre più attenti a ciò che acquistano. à maggiore attenzione a cosa riceve dall’azienda 1 - Sfruttando il valore del ciclo di vita del cliente Customer lifetime value = valore dell’intero flusso di acquisti effettuati dal cliente in caso di fedeltà a vita. Fondamentale per derivare valore da un cliente In formula: valore attuale netto dei prevedibili acquisti futuri 2 - Sviluppando la quota cliente Quota acquisti, ossia la percentuale di acquisti di un cliente nella propria categoria di prodotto. la massimizzazione della quota degli acquisti del cliente conquistata dall’impresa per una categoria di prodotto. Le aziende possono offrire maggiore varietà di prodotti (cross-selling) oppure coinvolgere il personale dell’azienda affinché proponga maggior numero di prodotti a clienti esistenti (upselling) o li guidino nell’acquisto di prodotti di più alta gamma all’interno di portafoglio aziendale (trading- up). 3 - Sviluppando valore della clientela Customer equity – valore complessivo dei flussi di reddito o di cassa generato da tutti i clienti dell’impresa nell’arco del loro ciclo di vita Può essere considerata un parametro più efficace della performance d’impresa. In formula: valore attuale netto dei prevedibili acquisti futuri (customer lifetime value) + valore delle competenze e della reputazione positiva + potenziale di crescita 4 - Costruire la relazione giusta con i clienti giusti Non tutti i clienti rappresentano un investimento corretto per l’impresa. I clienti fedeli non tutti generano profitto, anzi a volte sono meno vantaggiosi di altre tipologie di clienti. Per massimizzare il valore l’azienda deve interrogarsi su quali sono i clienti da mantenere nel portafoglio.
Piani strategici - hanno come obiettivo quello di sviluppare le attività aziendali adeguandole a quelli che sono i cambiamenti dello scenario competitivo così da consentire all'impresa di essere pronta a intercettare e sfruttare appieno tutte le opportunità che si presentano sul mercato La pianificazione strategica:
Vision = modo in cui il management vede i mercati nel lungo periodo, cosa intendiamo per visione aziendale Mission = la strada che si decide di percorrere per raggiungere il sogno, ovvero la vision. La mission dovrebbe essere chiara, orientata al mercato e definita in termini di bisogni del cliente, unica.
Ossia l’insieme di prodotti o marche dell’impresa caratterizzati da potenziale che generi crescita e liquidità. Per essere efficace il portafoglio deve saper valorizzare punti di forza dell’azienda e deve attenuare debolezze che possono esporre l’azienda a minacce di competitor. Avere un portafoglio diversificato consente di ridurre la dipendenza verso un solo prodotto o un solo gruppo di prodotti. Combinazione di attività prodotti e brand sui quali si regge l’impresa. 2 fasi distinte: prima di procedere con la pianificazione del portafoglio è indispensabile analisi del portafoglio attuale per comprendere l’importanza delle attività attualmente attive e capire quanto investire per espandere il portafoglio attività. Come analizzare il portafoglio attuale? Tramite ANALISI SWOT: Strenghts Interne e controllabili Weaknesses Interne e controllabili Opportunities Esterne e non controllabili Threats (minacce) Esterne e non controllabili
Passi: 1 - Individuare settori di attività/unità strategiche di affari – Strategic Business Unit (SBU) 2 - Valutazione delle potenzialità delle SBU 3 - Allocazione delle risorse Questo processo si basa su due dimensioni: a- Attrattività del mercato – tasso di crescita del mercato b- Forza/stabilità della posizione competitiva – quota di mercato relativa MATRICE BCG: strumento di supporto alle decisioni. Sull’asse verticale abbiamo attrattività di mercato, su quella orizzontale la quota di mercato relativa (attuale posizione dell’impresa nel mercato in cui compete, esprime quanto l’impresa è forte in un mercato) 𝑄𝑈𝑂𝑇𝐴 𝐷𝐼 𝑀𝐸𝑅𝐶𝐴𝑇𝑂 𝑅𝐸𝐿𝐴𝑇𝐼𝑉𝐴 =
» Prodotti STAR : quota dominante in mercati caratterizzati da crescita, hanno importanza da parte dell’impresa quindi assorbono molte risorse. Generano ricavi elevati ma richiedono molte risorse per poter supportare la produzione e promozione. Poiché il mercato ha un potenziale di crescita rilevante, le aziende elaborano strategie di mercato che massimizzano quota di mercato per far fronte alla competizione. » Prodotti CASH COW (o mucca da mungere) : quota di mercato dominante che però sono in un mercato con basso potenziale di crescita. Sono prodotti ormai affermati che richiedono investimenti per restare dove sono nel mercato. Generano profitti che l’azienda può usare per altre tipologie di prodotti. » Prodotti QUESTION MARK: basse quote di mercato in mercati a rapida crescita. Non è riuscita a competere con successo su quel mercato, prodotto offre un set di benefici inferiore rispetto ai competitor, o prezzo troppo alto. Potrebbe destinare altri investimenti alla commercializzazione di questi prodotti per aumentare quota di mercato, però per intraprendere questa strada bisogna sapere che l’incremento potrebbe portare alla perdita di risorse finanziando un prodotto non in grado di competere con competiror (=vale la pena?). » Prodotti DOG: rispetto i quali l’azienda ha una quota di mercato in un mercato con bassa crescita. Azienda cerca di liberarsi di questi prodotti offrendoli a aziende più piccole.
Trilogia del marketing strategico: 1 - Segmentazione Processo di suddivisione del mercato in gruppo di acquirenti ben distinti con bisogni, caratteristiche e comportamenti diversi. Al termine di questa fase si troveranno diversi cluster di mercato, diversi gruppi che rispondono alla nostra necessità. Dal momento che questi gruppi sono impossibili da soddisfare tutti, è bene concentrarsi sul soddisfacimento di uno o poco più segmenti di mercato 2 - Targeting Definizione del mercato obiettivo, a quali segmenti intendo rivolgere l’attività/offerta. Effettuata valutazione di ciascun segmento (caratteristiche, peculiarità), per poi definire il segmento che presentano attrattività maggiore per l’impresa. 3 - Posizionamento e Differenziazione Scelta della posizione che si vuole occupare ella mente dei consumatori rispetto ai propri concorrenti. L’obiettivo è sviluppare un posizionamento originale in grado di generare una percezione di valore nella testa dei consumatori. Offro valore superiore solo se differenzio l’offerta di mercato dai miei competitor. Dopo questa fase c’è la progettazione del Marketing Mix, ossia l’insieme degli strumenti che possono essere progettati, gestiti, controllati e integrati dall’impresa per ottenere le reazioni desiderate all’interno del mercato target. Si compone di ciò che influenza la domanda dei prodotti. Il marketing mix può essere ricondotto alle 4 P del marketing: 1 - Prodotto Combinazione di beni e servizi offerti al mercato target dall’azienda. Parliamo di: » Design » Qualità » Varietà » Caratteristiche » Nome della marca » Confezione » Servizi 2 - Prezzo » Prezzo di listino » Sconti » Agevolazioni » Tempi di pagamento » Condizioni di credito 3 - Promozione
Attività poste in essere dall’azienda per stabilire comunicazione con clienti target; obiettivo illustrare i valori del prodotto e convincere il cliente a comprare. » Pubblicità » Vendita personale » Promozione delle vendite » Pubbliche relazioni 4 - Punto vendita » Canali » Copertura » Assortimento » Localizzazione » Scorte » Trasporto » Logistica Consentono di influenzare la percezione di valore da parte del cliente. Un piano di marketing di successo ha una perfetta combinazione di questi 4 elementi, portando l’azienda a raggiungere i suoi obiettivi.
Il modello delle 4P omette alcune questioni, il modello delle 4c lo completa. 4p si concentra sulla prospettiva del venditore ma non il punto di vista del consumatore/cliente. Prodotto à Cliente » Bisogni » Desideri » Benefici attesi Prezzo à Costi per il cliente » Monetari » Non monetari (sforzi per acquistare un prodotto, come per reperire il prodotto, costo in termini di tempo) Punto vendita à Convenienza » Fisica (rendere più facile l’accesso e la facilità di reperibilità di un prodotto semplifica lo sforzo richiesto dal consumatore per acquisire il prodotto, prodotto più accessibile è più appetibile). » Economica » Cognitiva Promozione à^ Comunicazione finalizzata a creare valore
L’azienda si deve tutelare affinchè gli investimenti portino ad un ritorno. La valutazione dei risultati deve valutare le performance del marketing, per capire se le leve del marketing mix sono utilizzate in maniera corretta.
Redditività dell’investimento di marketing – marketing ROI o ROMI Rendimento netto dell’investimento/costi dell’investimento. Il ROI spesso è complicato da misurare. Per il ROI finanziario c’è un criterio che consente di valutare il ritorno dell’investimento in termini monetari, per il ROI del marketing è più complicato. Abbiamo solo misure aleatorie, mancano misure condivise nel mondo del marketing. Nel marketing si prendono in considerazione consapevolezza di marca, volume di vendite o quota di mercato, ma ad oggi non hanno raggiunto uniformità e consenso da parte dei professionisti. Per questo motivo molte aziende usano i cruscotti di marketing, sistemi per la presentazione congiunta di insiemi significativi di misure della performance di marketing. Oltre a misurare la redditività di marketing tramite vendite o quote di mercato, vengono utilizzate anche misure che vanno ad integrarsi: fedeltà del cliente, aumento della customer equity o lifetime value. Si può in questo modo valutare la performance presente e futura dell’investimento di marketing.
Ad oggi la competitività di mercato è molto marcata, è importante abbandonare l’approccio incentrata sul prodotto, bensì focalizzarsi sul cliente. Le aziende devono: a- Creare relazioni profittevoli e durature con i clienti b- Conquistare un vantaggio competitivo. Con vantaggio competitivo intendiamo il vantaggio acquisito sulla concorrenza in virtù dell’offerta di valore superiore sul prodotto che viene offerto. 3 fasi del vantaggio competitivo: 1 - Conseguimento – generare vantaggio competitivo 2 - Mantenimento 3 - Sfruttamento del vantaggio in modo corretto
Modalità tramite le quali le aziende analizzano le mosse dei loro competitor e come sviluppano strategie in grado di creare un valore per i loro clienti. 1 - Analisi competitiva Processo di individuazione, valutazione e selezione dei principali concorrenti 2 - Strategie competitive Strategia di posizionamento della proposta di valore differenziale a vantaggio dei clienti, agendo su tutte le leve del marketing mix. Come l’azienda va ad agire sulle varie leve di marketing per attuare una strategia piuttosto che un’altra.
L’analisi competitiva è un processo a 3 fasi: 1 - Identificazione dei competitor 2 - Valutazione dei competitor e rispettivi punti di forza/debolezza e obiettivi 3 - Selezione dei concorrenti da sfidare o da evitare
Aziende in grado di offrire un beneficio analago o che hanno lo stesso obiettivo etc. Le imprese possono identificare i competitor: a- Per settore : l’attività dell’impresa viene inquadrata all’interno di uno specifico settore (es. bevande, farmaceutico etc.) – Coca Cola vs. Pepsi
d- Spazi di mercato privi di concorrenti Posizionamento nei vuoti di offerta – Strategia dell’oceano blu , in cui si rende irrilevante la concorrenza (come quando è stato lanciato l’iPhone).
Le strategie competitive di base sono 4: 1 - Leadership di costo Impresa dovrebbe ridurre i costi di produzione e distribuzione per applicare prezzi inferiori rispetto ai concorrenti e quindi conquistare una elevata quota di mercato. Un esempio è quello rappresentato da compagnie aeree low cost, che si fondano su: » I servizi offerti non sono gli stessi garantiti dalle altre compagnie, sono molto più ristretti ma posso aggiungere altri servizi pagando. » Ridotti costi di approvvigionamento (accordi con scali minori) » Minori costi di gestione (velivoli più piccoli ed economici) » Minori costi di distribuzione (vendita online, no intermediari) Un altro esempio è quello di Ikea: » Non viene offerto un servizio di montaggio, riduzione dei costi di trasporto COMPETENZE E RISORSE CONDIZIONI ORGANIZZATIVE
Un’impresa si differenzia quando è l’unica a soddisfare alcuni bisogni della clientela. Questa unicità se riconosciuta dai clienti viene ricompensata con prezzi superiori alla media. COMPETENZE E RISORSE CONDIZIONI ORGANIZZATIVE