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Appunti esame geografia generale, Appunti di Geografia

In base all’andamento della temperatura si individuano 5 sfere: troposfera, stratosfera, mesosfera, termosfera, esosfera

Tipologia: Appunti

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CAPITLO 3: L’ASTOMOSFERA E IL CLIMA
Verso la fine del 700 il chimico francese Lavoisier dimostrò che l’aria che forma l’atmosfera non è
un elemento puro, ma un miscuglio di gas, tra i quali, i quattro quinti sono irrespirabili. A questa
parte dell’aria egli diede il nome di azoto che vuol dire irrespirabile, alla quinta parte diede il nome
di ossigeno. In seguito però si è accertato che la composizione dell’aria è molto più complessa.
L’aria pesa e il peso con cui l’atmosfera grava sulla terra è detto pressione atmosferica. Essa può
essere misurata con il barometro.
L’atmosfera è composta dal 78% di azoto, dal 21% di ossigeno e da altri gas rari. Essa trattiene il
gas mediante la forza di gravità, essa inoltre protegge la Terra dai raggi ultravioletta del Sole.
In base all’andamento della temperatura si individuano 5 sfere:
1- Troposfera: parte più bassa e densa, una quota variabile tra gli 8 km ai poli e i 18km
all’Equatore. In essa si concentrano il 75% dei gas e la quasi totalità del vapore acqueo. Si
formano dei fenomeni atmosferici e climatici.
2- Stratosfera: si estende fino a 50-60km. I gas sono nella stessa proporzione della troposfera,
ma a una densità più bassa.
3- Mesosfera: subisce un abbassamento della temperatura fino a -90°. Piccoli meteoriti,
entrano in questa fascia diventando incandescenti, si evaporano e si originano scie luminose
dette Stelle Candenti.
4- Termosfera (Inosfera): presenta la temperatura in forte aumento con rigorosa ionizzazione
redendo visibile le aurore Polari.
5- Esosfera: parte più esterna, non presenta un limite netto con lo spazio cosmico
CLIMA E TEMPERATURA
Il tempo è lo stato di temperatura umidità e pressione in un dato momento.
Il clima rappresenta invece le condizioni medie di quegli stessi elementi su una località nei vari
periodi dell’anno.
Quel che interessa per la conoscenza del clima sono i regimi dei vari elementi, cioè le loro
variazioni nel corso delle stagioni.
Elementi che li caratterizzano: La Temperatura, La Pressione, I venti, L’umidità e le
Precipitazione.
Fattori che dipendono questi elementi: latitudine, altitudine, esposizione al sole, vicinanza al
mare, tipo di suolo, tipo di ricce e tipo di vegetazione.
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CAPITLO 3: L’ASTOMOSFERA E IL CLIMA

Verso la fine del 700 il chimico francese Lavoisier dimostrò che l’aria che forma l’atmosfera non è un elemento puro, ma un miscuglio di gas, tra i quali, i quattro quinti sono irrespirabili. A questa parte dell’aria egli diede il nome di azoto che vuol dire irrespirabile, alla quinta parte diede il nome di ossigeno. In seguito però si è accertato che la composizione dell’aria è molto più complessa. L’aria pesa e il peso con cui l’atmosfera grava sulla terra è detto pressione atmosferica. Essa può essere misurata con il barometro. L’atmosfera è composta dal 78% di azoto, dal 21% di ossigeno e da altri gas rari. Essa trattiene il gas mediante la forza di gravità, essa inoltre protegge la Terra dai raggi ultravioletta del Sole. In base all’andamento della temperatura si individuano 5 sfere: 1 - Troposfera : parte più bassa e densa, una quota variabile tra gli 8 km ai poli e i 18km all’Equatore. In essa si concentrano il 75% dei gas e la quasi totalità del vapore acqueo. Si formano dei fenomeni atmosferici e climatici. 2 - Stratosfera : si estende fino a 50-60km. I gas sono nella stessa proporzione della troposfera, ma a una densità più bassa. 3 - Mesosfera : subisce un abbassamento della temperatura fino a - 90°. Piccoli meteoriti, entrano in questa fascia diventando incandescenti, si evaporano e si originano scie luminose dette Stelle Candenti. 4 - Termosfera (Inosfera) : presenta la temperatura in forte aumento con rigorosa ionizzazione redendo visibile le aurore Polari. 5 - Esosfera : parte più esterna, non presenta un limite netto con lo spazio cosmico

CLIMA E TEMPERATURA

Il tempo è lo stato di temperatura umidità e pressione in un dato momento. Il clima rappresenta invece le condizioni medie di quegli stessi elementi su una località nei vari periodi dell’anno. Quel che interessa per la conoscenza del clima sono i regimi dei vari elementi, cioè le loro variazioni nel corso delle stagioni. Elementi che li caratterizzano : La Temperatura, La Pressione, I venti, L’umidità e le Precipitazione. Fattori che dipendono questi elementi : latitudine, altitudine, esposizione al sole, vicinanza al mare, tipo di suolo, tipo di ricce e tipo di vegetazione.

ELEMENTI CHE CARATTERIZZANO TEMPO E CLIMA:

1.LA TEMPERATURA

I raggi del Sole attraversano l’atmosfera, poi sono assorbiti dalla Terra che li riceve e li converte in calore. Il calore è poi trasmesso nell’aria mediante i raggi a onde lunghe. Tale trasferimento di calore si riferisce al calore vero e proprio e viene misurato con il termometro , esso indica il grado termico di una frazione di aria in un momento e un luogo determinato. I fisici per misurare la temperatura usano diverse scale termometriche , noi facciamo riferimento ai gradi centigradi. L’ inerzia termica aumenta se l’aria è umida, per questo le temperature maggiori non sono raggiunte nella regione equatoriale (zona più irraggiata dal sole, ma umidissima), m nelle regioni tropicali aride. Le temperature massime sono state registrate tutte ai tropici. La temperatura media diurna è la somma tra temperatura massima e temperatura minima di un giorno divisa per due; L’ escursione termica diurna è invece la differenza tra temperatura massima e temperatura minima di un giorno La media mensile è la somma delle medie diurne di un mese divisa per il numero dei giorni dello stesso mese; La media annua è invece la somma delle 12 medie mensili divise per il numero dei giorni: L’ escursione annua è la differenza tra le temperature medie del mese più caldo e di quello più freddo.

2. LA PRESSIONE

È l’aria che esercita sulla superficie terrestre un peso. Essa viene misurato con il Barometro. Il peso medio a livello del mare, a 45° di latitudine e una temperatura di 0° Il peso può cambiare in modo relativamente rapido durante la giornata. Dipende da: Dall’ altitudine → poiché con la diminuzione della quota, diminuisce lo spessore dell’aria permettendo respirare, mentre più si sale l’ari 1 - Umidità: evaporazione per insolazione dalle acque superficiali liquide a presenta una minore densità da non consentire una respirazione autonoma. Dalla temperatura e dall’umidità → l’aria calda e umida è più leggera, perciò tende a salire. Invece, se l’area è fredda e secca, tende a scendere, essendo essa più pesante

3. I VENTI I venti sono masse d’aria che vengono spostati mediante la differenza tra aree di alta pressione (aree anticicloniche) e aree di bassa pressione (aree cicloniche).

FATTORI DEL TEMPO E CLIMA

Gli elementi meteorologici, i cui valori cambiano in continuazione, sono influenzati da fattori geografici che rimangono costanti. Essi sono: 1.LATITUDINE In quanto la quantità di energia ricevuta cambia con la distanza dall’equatore. Con la latitudine varia l’inclinazione dei raggi solari, per cui essa influenza la temperatura. Le zone equatoriale o prossime all’equatore ricevono la luce e il calore massimo perché lì i raggi arrivano direttamente, mentre le zone polari o prossime ad esse, ricevono la luce o il calore minimo perché i raggi del sole arrivano inclinati. 2.ALTITUDINE Ovvero l’altezza sul livello del mare. Essa influenza sia la temperature che la pressione, in quanto i valori di entrambe diminuiscono alzandosi di quota. La pressione diminuisce perché man mano che si sale c’è meno aria a gravare sul barometro; la diminuzione è tanto regolare che si possono valutare differenze di altezza misurando le variazioni di pressione. La temperatura diminuisce perché nella densa bassa atmosfera il riscaldamento deriva dai raggi solari riflessi dal suolo più che da quelli diretti. 3.ESPOSIZIONE AL SOLE L’esposizione al sole rispetto ai punti cardinali influisce sia sulla temperatura sia sulla ventilazione. 4.LA VICINANZA O LA LONTANANZA DAL MARE Essa influenza l’umidità e la temperatura (quest’ultima è influenzata a causa dell’inerzia termica del mare e dei laghi). 5.LE CORRENTI MARINE Influenzano la temperatura. Esse sono spostamenti d’acqua definiti caldi se la loro temperatura supera quella atmosferica della regione e fredde se capita il contrario. La presenza di correnti fredde può determinare la nascita di deserti costieri.

TIPI DI CLIMA

Ogni regione della Terra si caratterizza per un proprio clima. Fin dall’antichità dono stati vari tentativi di classificazione. Ma no fu, fino a che il geografo e climatologo Waldimir Koppen nel 1918 e perfezionata nel 1936, prevede una classifica dall’Equatore fino i poli. Clima TIPO A - CLIMI UMIDI

1 - Tropicali umidi: collocati fra i topici, caratterizzato da temperature medi mensile, mai sotto i 18°C. Presenza della precipitazione nell’anno, che variano in quantità e distribuzione. 2 - Equatoriale: temperature mediamente elevate e quasi uniforme 25-30°C. Piogga abbondante pioggia e regalare nel mese. 3 - Tropicale con inverno secco (o della savana): minori precipitazioni e un diverso regime pluviometrico, caratterizzato dalla piovosità e non dalla stagionalità calda o fredda. 4 - Monsonico: notevoli precipitazioni e una distribuzione stagionale non uniforme delle piogge. Con venti che soffiano da terra verso mare in inverno e da mare verso terra in estate. Clima TIPO B - CLIM ARIDI 1 - Desertico Freddo: caratterizzati da precipitazioni rare e irregolari. L’evaporazione potenziale è maggiore delle precipitazioni, perciò si originano i fiumi. 2 - Semiaridi o predesertici: con maggiore apporto idrico, senza che questo prevalga sull’evaporazione. Clima TIPO C - CLIMI MESOTERMICI UMIDI 1 - Mediterraneo: mitezza degli inverni e la concentrazione delle piogge nei messi freddi. 2 - Subtropicale umido: maggiore precipitazione e per una loro una migliore distribuzione, senza siccitosi. 3 - Temperato fresco o continentale: temperature sotto lo zero, non sono molto frequenti, per cui quelli inverni sono rari, con precipitazioni ben distribuite in tutto l’arco dell’anno. Clima TIPO D - MICROTERMICI Nivali: inverno lungo e gelido (media inferiore di - 3°C), mentre l’estate ricca di precipitazione e abbastanza calda. Si presentano due manifestazioni climatiche: fredda a state calda e freddo a inverno lungo. Clima TIPO E - GLACIALI Glaciali: latitudine molto alte per lo cui sono ance detti polari. Con un freddo intensissimo e che durante l’estate il sole non tramonta per periodi lunghi, perciò la superficie non viene scaldata. Purtroppo, le precipitazioni sono scarse e di solito nevose. Due principali sottotipi di clima: Tundra e Gelo Perenne. UOMO E CLIMA L’uomo nel corso del tempo si è adatto alle diverse condizioni climatiche. Le sue attività hanno spesso relazioni con il clima attraverso una serie di intense trasformazioni come disboscamenti intensivi, deviazioni di fiumi, ecc. Questo è sempre più inteso per il fatto dell’urbanizzazione, dove le grandi città generano effetti da lungo studiati e conosciuti come < l’isola termica urbana> provocato dall’immenso calore delle fabbriche, dal traffico automobilistico, ecc. Ma l’inquinamento genera anche lo smog e le piogge acide che incidono sulla terra e gli animali, provocando effetti su di essi.

luogo d'origine; vanno fondendosi completamente con l'acqua. La parte sommersa dell'iceberg solitamente è 7 - 8 volte maggiore di quella emersa. Mari e oceani sono soggetti a continui moti, tra i più visibil vi sono le onde sono provocate dal vento;le onde presentano una cresta è un cavo, la distanza fra la cresta e il cavo è l'altezza dell'onda, la distanza fra due creste o due cavi successivi viene chiamata lunghezza d'onda. Durante il movimento delle onde l'acqua non subisce uno spostamento orizzontale ma solamente verticale. L'altezza delle onde dipende dalla forza del vento, solitamente non superano i 7-8 metri,in casi eccezionali possono arrivare a 15 m. Avvicinandosi alla costa l'onda comincia a deformarsi, la parte inferiore dell'onda inizia a rallentare incontrando il fondo, il fronte dell'onda diventa ripido ed a causa della gravità l'onda collassa e si rompe. Dalla spiaggia è possibile vedere come il livello del mare varia durante una giornata, con movimenti ritmici e periodici di innalzamento e di abbassamento, queste sono le maree, si esauriscono in genere in 12 ore 25 minuti; quando l'acqua raggiunge i livelli massimi viene chiamata alta marea, quando l'acqua raggiunge livelli minimi viene definita bassa marea. Le maggiori maree si verificano nei golfi direttamente collegati con gli oceani mentre nei mari chiusi le maree sono nettamente ridotte, raggiungono 50 cm. L'origine delle maree è dovuta all'attrazione gravitazionale della luna, in parte anche del sole, il quale ha una minore influenza dovuta alla maggiore distanza. Il fenomeno delle maree è complesso perché vede coinvolti tre corpi: luna, sole e terra. La periodicità può variare sensibilmente. Nei mari e negli oceani sono presenti circolazioni di correnti superficiali e subacquee, che producono effetti notevoli sul clima, sull'ambiente biologico dei mari e su molte attività dell'uomo. Le correnti Marine sono masse di acqua che si spostano in una direzione quasi costante con caratteristiche (temperatura e salinità) differenti dalle acque circostanti, la loro messa in moto è conseguenza del rigonfiamento delle acque marine equatoriali, dovuta l'elevata temperatura, ne provocano l'espansione e il deflusso verso latitudini più alte. La rotazione terrestre influenza la direzione di queste correnti, vengono così a formarsi veri e propri circuiti oceanici di masse d'acqua in senso orario dell'emisfero boreale, in senso antiorario in quello australe. Anche la conformazione dei continenti influenza queste correnti marine. Le correnti Marine possono essere calde o fredde, quelle equatoriali sono calde e si dirigono verso le zone del Nord le correnti fredde invece si dirigono verso sud. Questo sistema di correnti svolge un ruolo di equilibrio termico naturale. Nell'Oceano Indiano le correnti Marine seguono un senso di scorrimento alternato ai monsoni, venti periodici. Atmosfera, litosfera è idrosfera sono porzioni distinte nel pianeta Terra, ma sono in relazione strettissima, si può notare analizzando il ciclo nell'acqua. Una molecola d'acqua, prima di precipitare sulla superficie terrestre in forma solida o liquida, trascorre in atmosfera, sotto forma di vapore o ghiaccio, una decina di giorni. I continenti nell'insieme ricevono molta più acqua di quella che perdono per evaporazione, pertanto il bilancio idrico per la Terra e impositivo, la situazione cambia quando il riferimento passa a scala regionale, vi sono Infatti regioni con climi equatoriali molto più piovose, e vi sono regioni con climi desertici dove prevale l’assenza l'acqua. Le società umane hanno vissuto in relazione strettissima con i fiumi che hanno contrassegnato lo sviluppo di molte culture. La Pioggia cade sul terreno in parte penetra nel sottosuolo, più o meno rapidamente, a seconda del tipo di terreno e della tipologia delle rocce, le quali se sono porose o fessurate si dicono permeabili,

al contrario sono definite impermeabili quelle più compatte che non consentono un facile passaggio dell'acqua. Le acque penetrano nei terreni impermeabili per forza di gravità, uno strato di roccia impermeabile forma una falda d'acqua, quando la falda fuoriesce in superficie si definisce sorgente. I corsi d'acqua che scorrono in superficie vengono definiti fiumi o torrenti in base alle loro caratteristiche, il flusso dell'acqua è influenzato dalle precipitazioni. Il Solco di scorrimento delle acque viene definito alveo o letto. Per descrivere un corso d'acqua occorre utilizzare una serie di parametri: lunghezza, pendenza, velocità, bacino, portata, regime.

  • la lunghezza di un fiume: È la distanza che passa dalla sorgente alla foce.
  • la pendenza: è il rapporto tra il dislivello sorgente-foce e la lunghezza di un fiume. La pendenza è bassa nei fiumi il cui corso si sviluppa in pianura, mentre è notevolissima nei torrenti montani. La pendenza varia anche nel corso di uno stesso fiume.
  • la velocità: determinata dalla forza di gravità, dipende in gran parte dalla pendenza e varia con essa. La velocità è maggiore nei corsi d'acqua di montagna, è minore in quelli di pianura. Altri fattori che hanno influenza su questo parametro sono la profondità e la rugosità del letto.
  • il bacino idrografico o imbrifero: è la superficie che convoglia le acque piovane in un determinato fiume è delimitata dalla linea spartiacque. L'ampiezza del bacino è naturalmente collegata la lunghezza del fiume.
  • la portata: è un parametro di grandissima importanza essa indica la quantità d'acqua che passa attraverso una sezione trasversale del fiume nell'unità di tempo, si esprime di solito in metri cubi al secondo. Le portate maggiori si verificano con sezioni trasversali molto ampie, nelle quali il corso dell'acqua scorre velocemente. La portata, dipende dalle precipitazioni e può variare sensibilmente nel corso dell'anno e nei diversi luoghi lungo il corso d'acqua. Per ciascun corso d'acqua si può calcolare una portata media, minima definita di magra e una massima che viene definita di piena. il Rio delle Amazzoni è quello con le portate maggiori medie annua. I corsi d'acqua trasportano anche materiale solido definiti detriti.
  • regime: Strettamente collegato alla portata dipende dalle temperature che causano l'evaporazione ed alla piovosità. Non esistono fiumi a portata costante, alcuni possono presentare un regime regolare, tuttavia la maggior parte ha oscillazioni con minimi e massimi livelli nel corso dell'anno. I fiumi con una portata massima in inverno è minima in estate sono chiamati iemali. I fiumi estivi sono alimentati soprattutto dalla fusione dei ghiacciai e delle nevi, in inverno si registra il periodo di magra. Dopo piogge prolungate e abbondanti, l'alveo non riesce a contenere il carico d'acqua, si registrano così alluvioni ed esondazioni.Il disboscamento, le costruzioni e le cementificazioni dell'uomo lungo il corso del fiume aumentano la drasticità di questi eventi. Il lago è costituito da una massa d'acqua, generalmente dolce, raccolta in una concavità del terreno senza comunicazione diretta con il mare. La palude è una depressione coperta da uno strato ridotto di acqua, con abbondanza di vegetazione. Le maremme sono piane acquitrinose, estese in prossimità del mare, ricoperte di folta vegetazione.

ghiacciai, grandi masse di ghiaccio naturale in movimento, dimensioni diverse e possono percorrere da qualche metro fino a oltre 1 km nel corso di un anno. I ghiacciai possono essere di due tipi:

  • di montagna, lunghi e stretti occupano le valli preesistenti
  • continentali, i quali possono estendersi su una superficie notevolmente ampia, sommersa da colti molto spesse. Se il fondo roccioso del ghiacciaio è irregolare, si generano tensioni che producono i crepacci. Quando più crepacci si incontrano si formano i seracchi. La parte più alta sopra il limite delle nevi permanenti è la zona di accumulo o di alimentazione, vi si trova il bacino collettore del ghiacciaio. Nei ghiacciai di montagna la parte superiore è costituita dal circo glaciale mentre quella inferiore è definita la lingua del ghiacciaio. Nella parte sotto il limite delle nevi prevale la fusione o ablazione. La lingua del ghiacciaio termina con un fronte dal quale fuoriesce acqua che va ad alimentare Il torrente glaciale. L'arretramento o scioglimento delle lingue glaciali si sta registrando in tutto il mondo. Nelle zone polari si può individuare attraverso il distacco di blocchi iceberg.

CAPITOLO 5 BIOSFERA

Con il termine biosfera si intende il massimo sistema di organizzazione biologica, tutte quelle porzioni del nostro pianeta dove sussistono condizioni indispensabili per vari organismi viventi animali e vegetali, i quali si sviluppano in particolari condizioni ambientali. La biosfera costituisce un sistema di grande complessità che interagisce con le altre “sfere ” del pianeta. la terra Infatti è un sistema che va analizzato in modo olistico essendo le relazioni tra mondo inorganico e organico molto strette tra loro, in evoluzione continua dipendono dalla reciprocità di fattori allogeni, geologici e climatici, e di processi autogeni. Gli intensi mutamenti climatici uniti ai movimenti tettonici hanno operato in maniera determinante sugli organismi viventi, provocando sia processi evolutivi sì estinzioni di numerose specie viventi. Per il funzionamento della biosfera è indispensabile l'energia fornita dal sole grazie alla quale si sviluppano i processi di fotosintesi, il motore della vita sulla terra. L'energia luminosa del Sole consente la fotosintesi da parte dei cosiddetti organismi autotrofi in grado di nutrirsi impegnando solamente sostanze inorganiche (come l'esempio l'anidride carbonica e altre sostanze presenti nell'aria nel terreno) producendo materia organica. Questo processo e alla base della catena alimentare di tutti gli esseri viventi. Gli organismi eterotrofi o consumatori sono coloro che non hanno la possibilità di produrre da soli le sostanze nutritive pertanto si nutrono delle sostanze organiche generate da quelli autotrofi:

  • erbivori: si nutrono in maniera diretta di tali sostanze
  • carnivori:si nutrono in maniera indiretta dei vegetali.
  • decompositori: batteri e funghi che si nutrono dei resti presenti nel terreno.

Ciascuna porzione di biosfera è ripartita in vari ecosistemi chiamati biomi estesi su ampi spazi terrestri contraddistinti da condizioni simili ed a specifiche comunità, vegetali e animali. La biosfera dovrebbe essere protetta al massimo in tutta la sua molteplicità per continuare a produrre al meglio il suo influsso benefico. Le nazioni unite da tempo sono impegnate in questa “protezione” un esempio la conferenza di Rio nel 1992. La biodiversità è assolutamente fondamentale nella conservazione dell'equilibrio della biosfera, consente all'ecosistema di avere una maggiore stabilità e la capacità di adattarsi e di tornare allo stato iniziale in seguito ai cambiamenti avvenuti. I fattori geografici sono molto diversi sulla terra, lo è anche la distribuzione della biodiversità, la foresta pluviale ospita la massima diversità, mentre gli ecosistemi artificiali come quelli urbani agricoli sono contraddistinti dal livelli di diversità molto bassi.Negli ultimi 50 anni in molte specie animali e vegetali si sono estinte e molte altre rischiano di estinguersi, impoverendo così gli ecosistemi di cui facevano parte. La pressione antropica sulla biosfera negli ultimi secoli, è divenuta sempre più invasiva con una pericolosa accelerazione negli ultimi anni, che tendono a modificare gli equilibri naturali e a superare il limite di resilienza ossia il limite oltre al quale un ecosistema non riesce più ad autoripararsi. La vegetazione spontanea è molto sensibile al tipo di clima e alla combinazione dei vari elementi climatici. La vegetazione naturale diffusa sulla terra emersa può essere classificata in base alla sua struttura (arboree, arbustive, erbacee, desertiche) oppure rispetto alle esigenze termiche (megaterme, mesoterme, microterme, echisoterme). L'acqua è fondamentale per le piante ma tuttavia è più importante la quantità annua che esse ricevono, la distribuzione o regime pluviometrico, e l'intensità. In base alla necessità di acqua le piante si possono distinguere in (igrofile, mesofile, xerofile, tropofile). Altrettanto importante è il periodo di insolazione, l’esposizione al sole (si distinguono le piante ombrofile e eliofile).Oltre ai fattori climatici lo sviluppo della vegetazione dipende da quelli geomorfologici come l'esempio la pendenza, appuntamento verso il sole ecc.. Collegate più o meno direttamente con la vegetazione sono le associazioni animali, anch'esse in relazione a specifiche condizioni climatiche.I biomi sono sistemi ambientali complessi, geograficamente estesi e caratterizzati da specifiche condizioni climatiche, in essi le comunità vegetali animali hanno raggiunto una relativa stabilità, costituiscono così una comunità biologica (biocenosi). Tipologia di foreste:

  • equatoriale: si distingue per il gran numero di specie arboree presenti, per la densità della vegetazione, per le dimensioni degli alberi, numerosi sono anche i cespugli e le liane. La densità degli alberi e degli arbusti costituiscono una folta vegetazione sempre verde che non permette ai raggi del sole di raggiungere il suolo. Questo è dovuto alla mancanza dell'alternarsi delle stagioni infatti le foglie cadono in diverse stagioni. La fauna è abbondante soprattutto per quanto riguarda gli uccelli e le scimmie, gli animali che vivono a terra generalmente sono di piccole dimensioni eccetto tartarughe e coccodrilli.
  • foresta pluviale e monsonica: sono foreste molto simili a quella equatoriale, la foresta monsonica ha una struttura più aperta rispetto alle altre due.
  • forze esogene o esterne, attivate dai fenomeni legati all'atomosfera, al l'idrosfera e alla biosfera. Queste forze tendono ad eliminare i dislivelli, demolendo le aree sollevate, colmando le depressioni e plasmando la superficie terrestre attraverso una serie di azioni di alterazione, erosione, trasporto e deposito. Il modellamento della superficie terrestre, avviene in modo progressivo e in tempi generalmente molto lunghi eccezione fatta per eventi improvvisi. Il processo morfogenetico ha diversi stadi di riconoscimento, lo fase finale eh quando viene raggiunta una superficie quasi pianeggiante; ringiovanimento processo che prevede l'inizio di un nuovo ciclo di erosione. Le rocce subiscono un continuo processo di degradazione e alterazione prodotto dagli agenti atmosferici, questi possono essere fisici e chimici dovuti all’ oscillazione di temperatura, dovute al riscaldamento o il raffreddamento improvviso o quando le differenze termiche sono molto forti e rapide. In tali condizioni le rocce innestano un processo di lenta disgregazione e frantumazione detto termoclastismo. Quando le temperature oscillano tra i + e - 0° gradi gli effetti sono ancora più visibili a causa del congelamento la fusione dell'acqua. Anche gli organismi viventi possono accelerare la disgregazione delle rocce, un esempio sono le radic,i le quali si inoltrano e allargano le fessure presenti all'interno delle rocce. I processi chimici sono dovuti principalmente all'azione dell'ossigeno, dell'acqua, e dell'anidride carbonica. Il franamento è la più dannosa forma di denudazione dei versanti, prevede la discesa improvvisa di una quantità variabile di massa causa effetto di gravità. Questo fenomeno approssimativamente si può distinguere in vari tipi:
  • di crollo
  • di scivolamento
  • di colamento
  • di ribaltamento In un processo franoso normalmente si riscontrano tre parti principali:
  • area di distacco
  • pendio di fana
  • zona di accumulo Il Franamento dipende da cause naturali, per esempio l'intensità di alcuni eventi meteorologici in molti casi però è dovuto anche all’azione dell'uomo con la costruzione di case, di strade e all'abbattimento di alberi. Le gocce d'acqua durante la precipitazione avvia un processo erosivo esteso in modo capillare su gran parte della superficie terrestre, data la sua larga diffusione sulla superficie del pianeta questo tipo di erosione viene definita normale. Alcune rocce sono attaccate in maniera pronunciata rispetto alle altre a causa della loro struttura e della materia dalle quali sono costituite. L'acqua piovana asporta materiali detritici di piccole o grandi dimensioni, si formano così solchi che con il tempo si approfondiscono in misura più o meno energica. Il modellamento della superficie terrestre operata dai corsi d'acqua si vede attraverso i processi di erosione, di trasporto e di deposito. La forza di erosione dipende dalla quantità d'acqua, dalla pendenza,dal tipo di roccia. L’erosione di tipo

meccanico è dovuta allo scorrimento dell'acqua e dai detriti da essa trasportati e chimica in base alla soluzione e all'effetto che essa ha sulle rocce.Una rottura di pendio forma una cascata, se la corrente d'acqua rallenta non è più in grado di trasportare detriti più pesanti pertanto vengono abbandonati sul letto del fiume, si formano così depositi alluvionali, che di grandi dimensioni diventano pianure alluvionali. Nei tratti di pianura si formano spesso i Meandri in quale aumentano col tempo le proprie curvature, si formano dall'erosione sponde esterne dei corsi d'acqua. Le Foci dei corsi d'acqua possono essere di diverso tipo:

  • delta: è una porzione di terra costruita dall'azione combinata del fiume e del mare in prossimità della foce
  • a zampa d'oca: presenta depositi molto allungati lungo i vari canali fluviali
  • a estuario: si presentano larghe e a imbuto quando l'ampiezza di marea è pronunciata e subisce le forti correnti nella marea, sono presenti lungo le coste degli oceani. Quindi la differenza tra delta ed estuario consiste nella diversa distribuzione di detriti fluviali. Oggi i ghiacciai occupano 15 milioni di chilometri quadrati, nel passato i ghiacciai erano molto più estesi. Numerosi continenti hanno subito il modellamento dei ghiacciai attraverso l'erosione, il trasporto è il deposito.
  • l'erosione avveniva in maniera meccanica mediante lo sfregamento a opera dei detriti l'interno dei ghiacci, sulle pareti e sul letto roccioso. Questo erosioni hanno creato il circolo e la valle glaciale.
  • Il circolo ha una cavità semicircolare più o meno ampia e ha una forma a ferro di cavallo.
  • la valle glaciale è un lungo incavo, con un fondo abbastanza ampio e piatto. Quando le erosioni glaciali avvengono sotto il livello del mare vengono definite criptodepressioni. Il ghiacciaio può trasportare detriti di piccola e di grande dimensione, non effettua una selezione del materiale trasportato, il materiale trasportato proviene dai versanti e dal fondo chiamato Morena. Le morene possono essere di vario tipo: di fondo, interne e di superficie. Lo scioglimento dei ghiacciai permette a molti corsi d'acqua di mantenere un buon livello anche nei periodi di magra in cui le precipitazioni sono scarse. La Costa è la zona di contatto tra le parti emerse e quelle sommerse dalla superficie terrestre. Il mare, ma soprattutto l'azione delle onde, svolgono una continua opera di modellamento delle rocce. Una prima classificazione delle Coste può essere:
  • dritte
  • articolate Si ha una costa alta quando il terreno scende al mare con un pendio rapido, l'azione delle onde produce una lunga scanalatura chiamata solco di battigia che può produrre nel tempo il crollo della parete rocciosa sovrastante. Tipologia di Costa alta:

In quanto risorsa ambientale e bene culturale, il paesaggio va salvaguardato. Esso è caratterizzato da diversità ambientali della natura, del clima, della vegetazione, dei processi geomorfologici, ma è anche confronto dei differenti modi attraverso cui i gruppi umani si sono relazionati con lo spazio e le varie società si sono si sono proiettate nell’ambiente, essendo il paesaggio l’esito della cultura che vi si produce. In questo senso, infatti, il paesaggio è l’esito strumento concettuale e chiave significativa per la scoperta di nuove culture. Il paesaggio non può dunque essere compromesso da un uso eccessivo delle risorse. A questo fa riferimento la legge 9 gennaio 2016 n.14 che segnala come il paesaggio svolga “importanti funzioni di interesse generale, sul piano culturale, ecologico, ambientale e sociale” e rappresenti “un elemento chiave del benessere individuale e sociale” per cui la sua salvaguardia e la sua gestione “comportano diritti e responsabilità per ciascun individuo” Nell’art. 1 della stessa Convenzione vengono fornite alcune definizioni di paesaggio come quella in cui esso viene definito come “una determinata parte di territorio, così come è percepita dalla popolazione, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e\o umani e delle loro interrelazioni”. La Convenzione, inoltre, pone l’accento sulla necessità di un forte impegno per “accrescere la sensibilizzazione della società civile, delle organizzazioni private e delle autorità pubbliche al valore dei paesaggi, al loro ruolo e alla loro trasformazione”. La sensibilizzazione è un primo ed essenziale passo per qualsiasi azione che tenda a valorizzare il paesaggio bin tutte le sue espressioni ambientali e socio-culturali. CAPITOLO 8 LA POPOLAZIONE Lecumene , è lo spazio terrestre dove la comunità umana è in grado di risiedere stabilmente e svolgere le attività fondamentali. L’abitante è colui che si appropria dello spazio nel quale vive. Le regioni anecumeniche sono le regioni disabitate, esse rappresentano circa un quinto della superficie terrestre. La maggior parte delle regioni anecumeniche sono le regioni polari perennemente ghiacciate e troppo fredde per l’insediamento umano, oppure le zona con grande vegetazione, come l’Amazzonia. Non esiste un limite definito tra queste due zone, ma c’è una fascia di transizione chiamata subecumene. Questa fascia è abitata solo peridiocamente poiché le condizioni sfavorevoli di tali zone non permettono una permanenza stabile. In queste aree si è sviluppata la pratica dell’allevamento nomade. La densità di popolazione si ottiene dividendo il numero degli abitanti per la superficie sulla quale di norma risiedono: ab/km2. Essa è una forte generalizzazione perché indica un valore medio. Un parametro di densità più attendibile è la densità fisiologica, che si ottiene rapportando la popolazione totale di un Paese non all'intera superficie ma solo a quella coltivata. La popolazione non è distribuita in maniera omogenea, i territori nel tempo, per una serie di motivi, attraggono o respingono le persone. Gli abitanti della Terra sono circa 7 miliardi, gran parte

dell'umanità vive nelle fasce temperate ed in quelle subtropicali. Di questo grande numero appena 1 miliardo vive nei Paesi industrializzati, inoltre, la metà della popolazione, vive nella fascia Asiatica (circa 4,5 miliardi di persone). LA CRESCITA DELLA POPOLAZIONE La crescita o la riduzione varia in base a due dinamiche:

  1. Dinamica naturale , determinata dalla natalità e dalla mortalità. Questo valore può essere definito come:
  • valore assoluto = numero di nati - numero di morti,
  • come rapporto tra la differenza tra il numero di nati e il numero di morti e il numero complessivo degli abitanti. Il tasso di incremento naturale è quindi calcolato con: (NATI-MORTI) x 1000: POPOLAZIONE. In genere il numero delle nascite risulta maggiore a quello dei decessi, anche se negli ultimi 10 anni, nei Paesi Industrializzati il crollo delle natalità è evidente. La velocità con la quale la popolazione è andata aumentando negli anni è impressionante. Anno 0 = 250 milioni → 1° raddoppio della popolazione. Ha impiegato tanto tempo perché è stato un processo del tutto naturale senza interventi sulla natalità o sulla mortalità. Ci sono voluti 150 anni. Anno 1650 = 500.000. Anno 1820 = 1.000.000.000 → 2°raddoppio durante il periodo della rivoluzione industriale. Anno 1930 = 2.000.000. Anno 1975 = 5.000.000.000___la popolazione non si è raddoppiata, ma è semplicemente aumentata. Anno 2008 = 7.350.000. La rivoluzione demografica si deve al progresso della medicina, norme igieniche, dello sviluppo agricolo ed all'alimentazione più ricca e variata al miglioramento qualità di vita. La popolazione è aumentata non perché è aumentato il tasso di natalità, ma perché è diminuito il tasso di mortalità. LA NATALITA’ Il tasso di natalità è il numero di nascite in un arco di tempo, esso si calcola con la seguente formula: NATI x 100 : POPOLAZIONE Esso dipende da diversi fattori: 1)Dalle condizioni sociali ed economiche di un Paese, come il tipo di professione e espirazioni lavorative, dalle famiglie(contadini, classe borghese, nobili), , dal ruolo della donna nella società e da determinati controlli politici sulle nascite.
  1. Da aspetti demografici come il numero e la percentuale di donne in età feconda (15- 4 9 anni), dalla struttura della popolazione;

BAMBINI MORTI 0-5 ANNI x 1000 : NATI VIVI LA STRUTTURA DEMOGRAFICA Le dinamiche demografiche naturali relative a natalità e mortalità determinano la struttura della popolazione. Per analizzare la struttura della popolazione bisogna dividere gli abitanti di un comune, di una regione o di uno Stato in classi di età , ogni 5 anni e ogni anno nel caso in cui è necessaria un’analisi più dettagliata. Le fasce d’età possono essere visualizzate attraverso un grafico cartesiano detto piramide dell'età. In essa la prima classe (la classe che si vuole esaminare, ad esempio i bambini compresi nella fascia da 0 a 4 anni) è rappresentata da una banda orizzontale proporzionale al numero delle persone comprese in quella stessa fascia d’età. A questa si sovrappongono progressivamente le altre fasce d’età, sempre rapportate al numero delle persone in queste comprese. Sull’asse delle ordinate sono indicati gli anni delle varie classi d’età. Le classi di età, per la naturale incidenza della mortalità, diminuiscono progressivamente dando vita ad un grafico dalla forma piramidale. (Es. fig 2 pag 132). La figura che viene a formarsi aiuta quindi a comprendere l'evoluzione di una popolazione. Una piramide dalla grande base e dalla punta stretta è classica nei paesi più poveri. Al contrario, una piramide che mostra rigonfiamenti nelle classi anziane e contrazioni nei segmenti relativi ai bambini testimonia un processo di invecchiamento avanzato. L'indice di vecchiaia indica il rapporto demografico tra la popolazione di 65 anni e più è quella di 0-14, moltiplicata per 100. POP.65 ANNI E PIU’ : POP. 0-14 ANNI x 100 IL RILEVAMENTO STATISTICO DELLA POPOLAZIONE La rilevazione della popolazione avviene attraverso delle stime realizzate dagli uffici anagrafi e aggiornati con continuità. Esse vengono realizzate attraverso i chiamate censimenti. Questi si eseguono a scadenza regolare, la rilevazione è diretta e si utilizza per calcolare la popolazione residente sul territorio. Nei censimenti si tiene conto della popolazione residente, quella che ha dimora abituale nel comune. Viene anche registrata la popolazione presente. In Italia a supporto dei cittadini e dei decisori pubblici vi è l’ISTAT. CAPITOLO 9 LE MOBILITA’ E LE DINAMICHE MIGRATORIE Mobilità è sinonimo di movimento, tale movimento negli ultimi decenni è aumentato sempre di più grazie al miglioramento dei trasporti e alla diminuzione dei costi. La tendenza all’accelerazione, pone alcuni interrogativi per quanto riguarda i rischi sociali e ambientali causati da un’eccessiva mobilità. Le società contemporanee si muovono verso forme di ipermobilità. IL FENOMENO MIGRATORIO

Le migrazioni si sono da sempre verificate, esse determinano delle conseguenze e degli effetti di natura economica, politica, culturale, sociale e demografica. Ernest Ravenstein propose una teoria sulle migrazioni: - la maggior parte dei movimenti migratori si sviluppa a breve distanza, - le donne sono più propense degli uomini a migrare all’interno del loro Paese di nascita, ma meno propense a spostarsi all'estero; - ogni corrente migratoria ne genera una opposta

  • le persone sono disposte a percorrere lunghe distanze per vivere in paesi poco popolati, mentre non lo farebbero per un paese come il Regno Unito
  • i flussi principali sono quelli che dalle campagne arrivano alla città. Definizione di migrazione: una migrazione è lo spostamento di una singola persona, di un gruppo di persone o di un’intera popolazione dal luogo di origine per stanziarsi, anche solo temporaneamente, in un altro luogo. Immigrazione → flusso in entrata; Emigrazione → flusso in uscita. Il saldo migratorio è il conteggio dei flussi che risulta positivo quando le immigrazioni sono superiori delle emigrazioni, negativo se le immigrazioni sono minori delle emigrazioni. Gli indici sono : Tasso di emigrazione : numero medio di emigrati x 1.000 abitanti Tasso di immigrazione : numero medio di immigrati x 1000 abitanti Le migrazioni possono essere distinte:
  1. In base al movimento entro o fuori i confini politici:
  • Interne o nazionali: quando non si attraversa il confine politico, in esse il cittadino conserva gli stessi diritti civili e politici;
  • Internazionali: quando si attraversa il confine politico;
  1. In base alla durata:
  • Permanenti: sono le migrazioni di lungo periodo, fino al trasferimento completo;
  • Temporanee: sono caratterizzate da un movimento ciclico (comporta una minore permanenza lontano dall’abituale residenza) o periodico (comporta una maggiore permanenza lontano dall’abituale residenza). Un esempio di migrazione temporanea può essere il lavoro stagionale;
  • Quotidiane: pendolarismo
  1. In base alla consistenza numerica delle migrazioni:
  • Di massa: quando comprendono lo sposamento di gruppi massicci di persone o interi popoli
  • Per infiltrazione: quando riguardano singole persone, nuclei familiari o piccoli gruppi