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In base all’andamento della temperatura si individuano 5 sfere: troposfera, stratosfera, mesosfera, termosfera, esosfera
Tipologia: Appunti
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Verso la fine del 700 il chimico francese Lavoisier dimostrò che l’aria che forma l’atmosfera non è un elemento puro, ma un miscuglio di gas, tra i quali, i quattro quinti sono irrespirabili. A questa parte dell’aria egli diede il nome di azoto che vuol dire irrespirabile, alla quinta parte diede il nome di ossigeno. In seguito però si è accertato che la composizione dell’aria è molto più complessa. L’aria pesa e il peso con cui l’atmosfera grava sulla terra è detto pressione atmosferica. Essa può essere misurata con il barometro. L’atmosfera è composta dal 78% di azoto, dal 21% di ossigeno e da altri gas rari. Essa trattiene il gas mediante la forza di gravità, essa inoltre protegge la Terra dai raggi ultravioletta del Sole. In base all’andamento della temperatura si individuano 5 sfere: 1 - Troposfera : parte più bassa e densa, una quota variabile tra gli 8 km ai poli e i 18km all’Equatore. In essa si concentrano il 75% dei gas e la quasi totalità del vapore acqueo. Si formano dei fenomeni atmosferici e climatici. 2 - Stratosfera : si estende fino a 50-60km. I gas sono nella stessa proporzione della troposfera, ma a una densità più bassa. 3 - Mesosfera : subisce un abbassamento della temperatura fino a - 90°. Piccoli meteoriti, entrano in questa fascia diventando incandescenti, si evaporano e si originano scie luminose dette Stelle Candenti. 4 - Termosfera (Inosfera) : presenta la temperatura in forte aumento con rigorosa ionizzazione redendo visibile le aurore Polari. 5 - Esosfera : parte più esterna, non presenta un limite netto con lo spazio cosmico
Il tempo è lo stato di temperatura umidità e pressione in un dato momento. Il clima rappresenta invece le condizioni medie di quegli stessi elementi su una località nei vari periodi dell’anno. Quel che interessa per la conoscenza del clima sono i regimi dei vari elementi, cioè le loro variazioni nel corso delle stagioni. Elementi che li caratterizzano : La Temperatura, La Pressione, I venti, L’umidità e le Precipitazione. Fattori che dipendono questi elementi : latitudine, altitudine, esposizione al sole, vicinanza al mare, tipo di suolo, tipo di ricce e tipo di vegetazione.
I raggi del Sole attraversano l’atmosfera, poi sono assorbiti dalla Terra che li riceve e li converte in calore. Il calore è poi trasmesso nell’aria mediante i raggi a onde lunghe. Tale trasferimento di calore si riferisce al calore vero e proprio e viene misurato con il termometro , esso indica il grado termico di una frazione di aria in un momento e un luogo determinato. I fisici per misurare la temperatura usano diverse scale termometriche , noi facciamo riferimento ai gradi centigradi. L’ inerzia termica aumenta se l’aria è umida, per questo le temperature maggiori non sono raggiunte nella regione equatoriale (zona più irraggiata dal sole, ma umidissima), m nelle regioni tropicali aride. Le temperature massime sono state registrate tutte ai tropici. La temperatura media diurna è la somma tra temperatura massima e temperatura minima di un giorno divisa per due; L’ escursione termica diurna è invece la differenza tra temperatura massima e temperatura minima di un giorno La media mensile è la somma delle medie diurne di un mese divisa per il numero dei giorni dello stesso mese; La media annua è invece la somma delle 12 medie mensili divise per il numero dei giorni: L’ escursione annua è la differenza tra le temperature medie del mese più caldo e di quello più freddo.
È l’aria che esercita sulla superficie terrestre un peso. Essa viene misurato con il Barometro. Il peso medio a livello del mare, a 45° di latitudine e una temperatura di 0° Il peso può cambiare in modo relativamente rapido durante la giornata. Dipende da: Dall’ altitudine → poiché con la diminuzione della quota, diminuisce lo spessore dell’aria permettendo respirare, mentre più si sale l’ari 1 - Umidità: evaporazione per insolazione dalle acque superficiali liquide a presenta una minore densità da non consentire una respirazione autonoma. Dalla temperatura e dall’umidità → l’aria calda e umida è più leggera, perciò tende a salire. Invece, se l’area è fredda e secca, tende a scendere, essendo essa più pesante
3. I VENTI I venti sono masse d’aria che vengono spostati mediante la differenza tra aree di alta pressione (aree anticicloniche) e aree di bassa pressione (aree cicloniche).
Gli elementi meteorologici, i cui valori cambiano in continuazione, sono influenzati da fattori geografici che rimangono costanti. Essi sono: 1.LATITUDINE In quanto la quantità di energia ricevuta cambia con la distanza dall’equatore. Con la latitudine varia l’inclinazione dei raggi solari, per cui essa influenza la temperatura. Le zone equatoriale o prossime all’equatore ricevono la luce e il calore massimo perché lì i raggi arrivano direttamente, mentre le zone polari o prossime ad esse, ricevono la luce o il calore minimo perché i raggi del sole arrivano inclinati. 2.ALTITUDINE Ovvero l’altezza sul livello del mare. Essa influenza sia la temperature che la pressione, in quanto i valori di entrambe diminuiscono alzandosi di quota. La pressione diminuisce perché man mano che si sale c’è meno aria a gravare sul barometro; la diminuzione è tanto regolare che si possono valutare differenze di altezza misurando le variazioni di pressione. La temperatura diminuisce perché nella densa bassa atmosfera il riscaldamento deriva dai raggi solari riflessi dal suolo più che da quelli diretti. 3.ESPOSIZIONE AL SOLE L’esposizione al sole rispetto ai punti cardinali influisce sia sulla temperatura sia sulla ventilazione. 4.LA VICINANZA O LA LONTANANZA DAL MARE Essa influenza l’umidità e la temperatura (quest’ultima è influenzata a causa dell’inerzia termica del mare e dei laghi). 5.LE CORRENTI MARINE Influenzano la temperatura. Esse sono spostamenti d’acqua definiti caldi se la loro temperatura supera quella atmosferica della regione e fredde se capita il contrario. La presenza di correnti fredde può determinare la nascita di deserti costieri.
Ogni regione della Terra si caratterizza per un proprio clima. Fin dall’antichità dono stati vari tentativi di classificazione. Ma no fu, fino a che il geografo e climatologo Waldimir Koppen nel 1918 e perfezionata nel 1936, prevede una classifica dall’Equatore fino i poli. Clima TIPO A - CLIMI UMIDI
1 - Tropicali umidi: collocati fra i topici, caratterizzato da temperature medi mensile, mai sotto i 18°C. Presenza della precipitazione nell’anno, che variano in quantità e distribuzione. 2 - Equatoriale: temperature mediamente elevate e quasi uniforme 25-30°C. Piogga abbondante pioggia e regalare nel mese. 3 - Tropicale con inverno secco (o della savana): minori precipitazioni e un diverso regime pluviometrico, caratterizzato dalla piovosità e non dalla stagionalità calda o fredda. 4 - Monsonico: notevoli precipitazioni e una distribuzione stagionale non uniforme delle piogge. Con venti che soffiano da terra verso mare in inverno e da mare verso terra in estate. Clima TIPO B - CLIM ARIDI 1 - Desertico Freddo: caratterizzati da precipitazioni rare e irregolari. L’evaporazione potenziale è maggiore delle precipitazioni, perciò si originano i fiumi. 2 - Semiaridi o predesertici: con maggiore apporto idrico, senza che questo prevalga sull’evaporazione. Clima TIPO C - CLIMI MESOTERMICI UMIDI 1 - Mediterraneo: mitezza degli inverni e la concentrazione delle piogge nei messi freddi. 2 - Subtropicale umido: maggiore precipitazione e per una loro una migliore distribuzione, senza siccitosi. 3 - Temperato fresco o continentale: temperature sotto lo zero, non sono molto frequenti, per cui quelli inverni sono rari, con precipitazioni ben distribuite in tutto l’arco dell’anno. Clima TIPO D - MICROTERMICI Nivali: inverno lungo e gelido (media inferiore di - 3°C), mentre l’estate ricca di precipitazione e abbastanza calda. Si presentano due manifestazioni climatiche: fredda a state calda e freddo a inverno lungo. Clima TIPO E - GLACIALI Glaciali: latitudine molto alte per lo cui sono ance detti polari. Con un freddo intensissimo e che durante l’estate il sole non tramonta per periodi lunghi, perciò la superficie non viene scaldata. Purtroppo, le precipitazioni sono scarse e di solito nevose. Due principali sottotipi di clima: Tundra e Gelo Perenne. UOMO E CLIMA L’uomo nel corso del tempo si è adatto alle diverse condizioni climatiche. Le sue attività hanno spesso relazioni con il clima attraverso una serie di intense trasformazioni come disboscamenti intensivi, deviazioni di fiumi, ecc. Questo è sempre più inteso per il fatto dell’urbanizzazione, dove le grandi città generano effetti da lungo studiati e conosciuti come < l’isola termica urbana> provocato dall’immenso calore delle fabbriche, dal traffico automobilistico, ecc. Ma l’inquinamento genera anche lo smog e le piogge acide che incidono sulla terra e gli animali, provocando effetti su di essi.
luogo d'origine; vanno fondendosi completamente con l'acqua. La parte sommersa dell'iceberg solitamente è 7 - 8 volte maggiore di quella emersa. Mari e oceani sono soggetti a continui moti, tra i più visibil vi sono le onde sono provocate dal vento;le onde presentano una cresta è un cavo, la distanza fra la cresta e il cavo è l'altezza dell'onda, la distanza fra due creste o due cavi successivi viene chiamata lunghezza d'onda. Durante il movimento delle onde l'acqua non subisce uno spostamento orizzontale ma solamente verticale. L'altezza delle onde dipende dalla forza del vento, solitamente non superano i 7-8 metri,in casi eccezionali possono arrivare a 15 m. Avvicinandosi alla costa l'onda comincia a deformarsi, la parte inferiore dell'onda inizia a rallentare incontrando il fondo, il fronte dell'onda diventa ripido ed a causa della gravità l'onda collassa e si rompe. Dalla spiaggia è possibile vedere come il livello del mare varia durante una giornata, con movimenti ritmici e periodici di innalzamento e di abbassamento, queste sono le maree, si esauriscono in genere in 12 ore 25 minuti; quando l'acqua raggiunge i livelli massimi viene chiamata alta marea, quando l'acqua raggiunge livelli minimi viene definita bassa marea. Le maggiori maree si verificano nei golfi direttamente collegati con gli oceani mentre nei mari chiusi le maree sono nettamente ridotte, raggiungono 50 cm. L'origine delle maree è dovuta all'attrazione gravitazionale della luna, in parte anche del sole, il quale ha una minore influenza dovuta alla maggiore distanza. Il fenomeno delle maree è complesso perché vede coinvolti tre corpi: luna, sole e terra. La periodicità può variare sensibilmente. Nei mari e negli oceani sono presenti circolazioni di correnti superficiali e subacquee, che producono effetti notevoli sul clima, sull'ambiente biologico dei mari e su molte attività dell'uomo. Le correnti Marine sono masse di acqua che si spostano in una direzione quasi costante con caratteristiche (temperatura e salinità) differenti dalle acque circostanti, la loro messa in moto è conseguenza del rigonfiamento delle acque marine equatoriali, dovuta l'elevata temperatura, ne provocano l'espansione e il deflusso verso latitudini più alte. La rotazione terrestre influenza la direzione di queste correnti, vengono così a formarsi veri e propri circuiti oceanici di masse d'acqua in senso orario dell'emisfero boreale, in senso antiorario in quello australe. Anche la conformazione dei continenti influenza queste correnti marine. Le correnti Marine possono essere calde o fredde, quelle equatoriali sono calde e si dirigono verso le zone del Nord le correnti fredde invece si dirigono verso sud. Questo sistema di correnti svolge un ruolo di equilibrio termico naturale. Nell'Oceano Indiano le correnti Marine seguono un senso di scorrimento alternato ai monsoni, venti periodici. Atmosfera, litosfera è idrosfera sono porzioni distinte nel pianeta Terra, ma sono in relazione strettissima, si può notare analizzando il ciclo nell'acqua. Una molecola d'acqua, prima di precipitare sulla superficie terrestre in forma solida o liquida, trascorre in atmosfera, sotto forma di vapore o ghiaccio, una decina di giorni. I continenti nell'insieme ricevono molta più acqua di quella che perdono per evaporazione, pertanto il bilancio idrico per la Terra e impositivo, la situazione cambia quando il riferimento passa a scala regionale, vi sono Infatti regioni con climi equatoriali molto più piovose, e vi sono regioni con climi desertici dove prevale l’assenza l'acqua. Le società umane hanno vissuto in relazione strettissima con i fiumi che hanno contrassegnato lo sviluppo di molte culture. La Pioggia cade sul terreno in parte penetra nel sottosuolo, più o meno rapidamente, a seconda del tipo di terreno e della tipologia delle rocce, le quali se sono porose o fessurate si dicono permeabili,
al contrario sono definite impermeabili quelle più compatte che non consentono un facile passaggio dell'acqua. Le acque penetrano nei terreni impermeabili per forza di gravità, uno strato di roccia impermeabile forma una falda d'acqua, quando la falda fuoriesce in superficie si definisce sorgente. I corsi d'acqua che scorrono in superficie vengono definiti fiumi o torrenti in base alle loro caratteristiche, il flusso dell'acqua è influenzato dalle precipitazioni. Il Solco di scorrimento delle acque viene definito alveo o letto. Per descrivere un corso d'acqua occorre utilizzare una serie di parametri: lunghezza, pendenza, velocità, bacino, portata, regime.
ghiacciai, grandi masse di ghiaccio naturale in movimento, dimensioni diverse e possono percorrere da qualche metro fino a oltre 1 km nel corso di un anno. I ghiacciai possono essere di due tipi:
Con il termine biosfera si intende il massimo sistema di organizzazione biologica, tutte quelle porzioni del nostro pianeta dove sussistono condizioni indispensabili per vari organismi viventi animali e vegetali, i quali si sviluppano in particolari condizioni ambientali. La biosfera costituisce un sistema di grande complessità che interagisce con le altre “sfere ” del pianeta. la terra Infatti è un sistema che va analizzato in modo olistico essendo le relazioni tra mondo inorganico e organico molto strette tra loro, in evoluzione continua dipendono dalla reciprocità di fattori allogeni, geologici e climatici, e di processi autogeni. Gli intensi mutamenti climatici uniti ai movimenti tettonici hanno operato in maniera determinante sugli organismi viventi, provocando sia processi evolutivi sì estinzioni di numerose specie viventi. Per il funzionamento della biosfera è indispensabile l'energia fornita dal sole grazie alla quale si sviluppano i processi di fotosintesi, il motore della vita sulla terra. L'energia luminosa del Sole consente la fotosintesi da parte dei cosiddetti organismi autotrofi in grado di nutrirsi impegnando solamente sostanze inorganiche (come l'esempio l'anidride carbonica e altre sostanze presenti nell'aria nel terreno) producendo materia organica. Questo processo e alla base della catena alimentare di tutti gli esseri viventi. Gli organismi eterotrofi o consumatori sono coloro che non hanno la possibilità di produrre da soli le sostanze nutritive pertanto si nutrono delle sostanze organiche generate da quelli autotrofi:
Ciascuna porzione di biosfera è ripartita in vari ecosistemi chiamati biomi estesi su ampi spazi terrestri contraddistinti da condizioni simili ed a specifiche comunità, vegetali e animali. La biosfera dovrebbe essere protetta al massimo in tutta la sua molteplicità per continuare a produrre al meglio il suo influsso benefico. Le nazioni unite da tempo sono impegnate in questa “protezione” un esempio la conferenza di Rio nel 1992. La biodiversità è assolutamente fondamentale nella conservazione dell'equilibrio della biosfera, consente all'ecosistema di avere una maggiore stabilità e la capacità di adattarsi e di tornare allo stato iniziale in seguito ai cambiamenti avvenuti. I fattori geografici sono molto diversi sulla terra, lo è anche la distribuzione della biodiversità, la foresta pluviale ospita la massima diversità, mentre gli ecosistemi artificiali come quelli urbani agricoli sono contraddistinti dal livelli di diversità molto bassi.Negli ultimi 50 anni in molte specie animali e vegetali si sono estinte e molte altre rischiano di estinguersi, impoverendo così gli ecosistemi di cui facevano parte. La pressione antropica sulla biosfera negli ultimi secoli, è divenuta sempre più invasiva con una pericolosa accelerazione negli ultimi anni, che tendono a modificare gli equilibri naturali e a superare il limite di resilienza ossia il limite oltre al quale un ecosistema non riesce più ad autoripararsi. La vegetazione spontanea è molto sensibile al tipo di clima e alla combinazione dei vari elementi climatici. La vegetazione naturale diffusa sulla terra emersa può essere classificata in base alla sua struttura (arboree, arbustive, erbacee, desertiche) oppure rispetto alle esigenze termiche (megaterme, mesoterme, microterme, echisoterme). L'acqua è fondamentale per le piante ma tuttavia è più importante la quantità annua che esse ricevono, la distribuzione o regime pluviometrico, e l'intensità. In base alla necessità di acqua le piante si possono distinguere in (igrofile, mesofile, xerofile, tropofile). Altrettanto importante è il periodo di insolazione, l’esposizione al sole (si distinguono le piante ombrofile e eliofile).Oltre ai fattori climatici lo sviluppo della vegetazione dipende da quelli geomorfologici come l'esempio la pendenza, appuntamento verso il sole ecc.. Collegate più o meno direttamente con la vegetazione sono le associazioni animali, anch'esse in relazione a specifiche condizioni climatiche.I biomi sono sistemi ambientali complessi, geograficamente estesi e caratterizzati da specifiche condizioni climatiche, in essi le comunità vegetali animali hanno raggiunto una relativa stabilità, costituiscono così una comunità biologica (biocenosi). Tipologia di foreste:
meccanico è dovuta allo scorrimento dell'acqua e dai detriti da essa trasportati e chimica in base alla soluzione e all'effetto che essa ha sulle rocce.Una rottura di pendio forma una cascata, se la corrente d'acqua rallenta non è più in grado di trasportare detriti più pesanti pertanto vengono abbandonati sul letto del fiume, si formano così depositi alluvionali, che di grandi dimensioni diventano pianure alluvionali. Nei tratti di pianura si formano spesso i Meandri in quale aumentano col tempo le proprie curvature, si formano dall'erosione sponde esterne dei corsi d'acqua. Le Foci dei corsi d'acqua possono essere di diverso tipo:
In quanto risorsa ambientale e bene culturale, il paesaggio va salvaguardato. Esso è caratterizzato da diversità ambientali della natura, del clima, della vegetazione, dei processi geomorfologici, ma è anche confronto dei differenti modi attraverso cui i gruppi umani si sono relazionati con lo spazio e le varie società si sono si sono proiettate nell’ambiente, essendo il paesaggio l’esito della cultura che vi si produce. In questo senso, infatti, il paesaggio è l’esito strumento concettuale e chiave significativa per la scoperta di nuove culture. Il paesaggio non può dunque essere compromesso da un uso eccessivo delle risorse. A questo fa riferimento la legge 9 gennaio 2016 n.14 che segnala come il paesaggio svolga “importanti funzioni di interesse generale, sul piano culturale, ecologico, ambientale e sociale” e rappresenti “un elemento chiave del benessere individuale e sociale” per cui la sua salvaguardia e la sua gestione “comportano diritti e responsabilità per ciascun individuo” Nell’art. 1 della stessa Convenzione vengono fornite alcune definizioni di paesaggio come quella in cui esso viene definito come “una determinata parte di territorio, così come è percepita dalla popolazione, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e\o umani e delle loro interrelazioni”. La Convenzione, inoltre, pone l’accento sulla necessità di un forte impegno per “accrescere la sensibilizzazione della società civile, delle organizzazioni private e delle autorità pubbliche al valore dei paesaggi, al loro ruolo e alla loro trasformazione”. La sensibilizzazione è un primo ed essenziale passo per qualsiasi azione che tenda a valorizzare il paesaggio bin tutte le sue espressioni ambientali e socio-culturali. CAPITOLO 8 LA POPOLAZIONE L ’ ecumene , è lo spazio terrestre dove la comunità umana è in grado di risiedere stabilmente e svolgere le attività fondamentali. L’abitante è colui che si appropria dello spazio nel quale vive. Le regioni anecumeniche sono le regioni disabitate, esse rappresentano circa un quinto della superficie terrestre. La maggior parte delle regioni anecumeniche sono le regioni polari perennemente ghiacciate e troppo fredde per l’insediamento umano, oppure le zona con grande vegetazione, come l’Amazzonia. Non esiste un limite definito tra queste due zone, ma c’è una fascia di transizione chiamata subecumene. Questa fascia è abitata solo peridiocamente poiché le condizioni sfavorevoli di tali zone non permettono una permanenza stabile. In queste aree si è sviluppata la pratica dell’allevamento nomade. La densità di popolazione si ottiene dividendo il numero degli abitanti per la superficie sulla quale di norma risiedono: ab/km2. Essa è una forte generalizzazione perché indica un valore medio. Un parametro di densità più attendibile è la densità fisiologica, che si ottiene rapportando la popolazione totale di un Paese non all'intera superficie ma solo a quella coltivata. La popolazione non è distribuita in maniera omogenea, i territori nel tempo, per una serie di motivi, attraggono o respingono le persone. Gli abitanti della Terra sono circa 7 miliardi, gran parte
dell'umanità vive nelle fasce temperate ed in quelle subtropicali. Di questo grande numero appena 1 miliardo vive nei Paesi industrializzati, inoltre, la metà della popolazione, vive nella fascia Asiatica (circa 4,5 miliardi di persone). LA CRESCITA DELLA POPOLAZIONE La crescita o la riduzione varia in base a due dinamiche:
BAMBINI MORTI 0-5 ANNI x 1000 : NATI VIVI LA STRUTTURA DEMOGRAFICA Le dinamiche demografiche naturali relative a natalità e mortalità determinano la struttura della popolazione. Per analizzare la struttura della popolazione bisogna dividere gli abitanti di un comune, di una regione o di uno Stato in classi di età , ogni 5 anni e ogni anno nel caso in cui è necessaria un’analisi più dettagliata. Le fasce d’età possono essere visualizzate attraverso un grafico cartesiano detto piramide dell'età. In essa la prima classe (la classe che si vuole esaminare, ad esempio i bambini compresi nella fascia da 0 a 4 anni) è rappresentata da una banda orizzontale proporzionale al numero delle persone comprese in quella stessa fascia d’età. A questa si sovrappongono progressivamente le altre fasce d’età, sempre rapportate al numero delle persone in queste comprese. Sull’asse delle ordinate sono indicati gli anni delle varie classi d’età. Le classi di età, per la naturale incidenza della mortalità, diminuiscono progressivamente dando vita ad un grafico dalla forma piramidale. (Es. fig 2 pag 132). La figura che viene a formarsi aiuta quindi a comprendere l'evoluzione di una popolazione. Una piramide dalla grande base e dalla punta stretta è classica nei paesi più poveri. Al contrario, una piramide che mostra rigonfiamenti nelle classi anziane e contrazioni nei segmenti relativi ai bambini testimonia un processo di invecchiamento avanzato. L'indice di vecchiaia indica il rapporto demografico tra la popolazione di 65 anni e più è quella di 0-14, moltiplicata per 100. POP.65 ANNI E PIU’ : POP. 0-14 ANNI x 100 IL RILEVAMENTO STATISTICO DELLA POPOLAZIONE La rilevazione della popolazione avviene attraverso delle stime realizzate dagli uffici anagrafi e aggiornati con continuità. Esse vengono realizzate attraverso i chiamate censimenti. Questi si eseguono a scadenza regolare, la rilevazione è diretta e si utilizza per calcolare la popolazione residente sul territorio. Nei censimenti si tiene conto della popolazione residente, quella che ha dimora abituale nel comune. Viene anche registrata la popolazione presente. In Italia a supporto dei cittadini e dei decisori pubblici vi è l’ISTAT. CAPITOLO 9 LE MOBILITA’ E LE DINAMICHE MIGRATORIE Mobilità è sinonimo di movimento, tale movimento negli ultimi decenni è aumentato sempre di più grazie al miglioramento dei trasporti e alla diminuzione dei costi. La tendenza all’accelerazione, pone alcuni interrogativi per quanto riguarda i rischi sociali e ambientali causati da un’eccessiva mobilità. Le società contemporanee si muovono verso forme di ipermobilità. IL FENOMENO MIGRATORIO
Le migrazioni si sono da sempre verificate, esse determinano delle conseguenze e degli effetti di natura economica, politica, culturale, sociale e demografica. Ernest Ravenstein propose una teoria sulle migrazioni: - la maggior parte dei movimenti migratori si sviluppa a breve distanza, - le donne sono più propense degli uomini a migrare all’interno del loro Paese di nascita, ma meno propense a spostarsi all'estero; - ogni corrente migratoria ne genera una opposta