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Appunti esami microb, Dispense di Diritto Costituzionale Comparato

Appunti per esame approfondito

Tipologia: Dispense

2025/2026

Caricato il 31/01/2026

Meliaga
Meliaga 🇮🇹

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Economia politica I
CAPITOLO 1: PROBLEMI DI ANALISI ECONOMICA
L'economia politica studia le decisioni in un contesto di scarsità; studia, quindi, come allocare le risorse
scarse, siano esse tangibili (materiali) o immateriali (es. tempo, spazio...).
L’economia è composta da due branchie:
- La microeconomia che studia le scelte economiche degli individui (consumatori, imprese…) e ne
analizza il comportamento
- La macroeconomia: che studia l’andamento generale dell’economia di una nazione, il
comportamento degli aggregati economici quali reddito e occupazione, tasso di interesse,
inflazione e andamento dei prezzi
I singoli agenti economici possono essere:
- i consumatori (individui o famiglie)
- le imprese (produttori o venditori)
L'interazione tra le due classi costituisce il mercato, ossia un'istituzione economica che fornisca agli
individui l'opportunità di acquistare e vendere beni e servizi, definendo le procedure per lo scambio.
La microeconomia ci aiuta a comprendere le singole parti che congiuntamente danno luogo a un modello
economico completo e ci fornisce le fondamenta per esaminare il ruolo del governo nell’economia e gli
effetti delle azioni governative.
I modelli economici sono come una “mappa stradale”: prendono una realtà fisica complessa e la riducono
allo stretto necessario, trascurando dettagli di valore unici ma permettendo di avere una rappresentazione
più chiara.
Qualsiasi modello deve specificare quali variabili saranno prese come date nell’analisi e quali invece
devono essere determinate dal modello.
Si distingue tra:
- Variabile esogena: se il suo valore è dato da alcuni processi esterni al modello
- Variabile endogena: è una variabile il cui valore è determinato internamente al modello
Esempio: In un modello volto a determinare le scelte di consumo di un certo bene (es. abbigliamento):
- Quantità del bene domandata è Variabile endogena
- Prezzo e Reddito sono variabili esogene
Il fatto che una variabile sia esogena o endogena dipende da ciò che siamo interessati a spiegare con un
certo modello. Per esempio, in un modello che studia la scelta fra lavoro e tempo libero, il reddito (che
nell’esempio precedente era una variabile esogena) assume la valenza di variabile endogena perché
dipende dal numero di ore che un individuo decide di dedicare al lavoro (cioè è determinato dal modello).
I modelli si basano su tre strumenti analitici:
- Ottimizzazione vincolata
- Analisi dell’equilibrio
- Statica comparata
OTTIMIZZAZIONE VINCOLATA
Uno strumento di analisi utilizzato quando un individuo cerca di fare la scelta ottimale prendendo in
esame qualsiasi limitazione o restrizione nella scelta. Il problema è formato da due parti:
- La funzione obbiettivo: è la funzione che il soggetto deve ottimizzare (massimizzare o
minimizzare)
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Economia politica I

CAPITOLO 1: PROBLEMI DI ANALISI ECONOMICA

L'economia politica studia le decisioni in un contesto di scarsità; studia, quindi, come allocare le risorse scarse, siano esse tangibili (materiali) o immateriali (es. tempo, spazio...). L’economia è composta da due branchie:

  • La microeconomia che studia le scelte economiche degli individui (consumatori, imprese…) e ne analizza il comportamento
  • La macroeconomia: che studia l’andamento generale dell’economia di una nazione, il comportamento degli aggregati economici quali reddito e occupazione, tasso di interesse, inflazione e andamento dei prezzi I singoli agenti economici possono essere:
  • i consumatori (individui o famiglie)
  • le imprese (produttori o venditori) L'interazione tra le due classi costituisce il mercato , ossia un'istituzione economica che fornisca agli individui l'opportunità di acquistare e vendere beni e servizi, definendo le procedure per lo scambio. La microeconomia ci aiuta a comprendere le singole parti che congiuntamente danno luogo a un modello economico completo e ci fornisce le fondamenta per esaminare il ruolo del governo nell’economia e gli effetti delle azioni governative. I modelli economici sono come una “mappa stradale”: prendono una realtà fisica complessa e la riducono allo stretto necessario, trascurando dettagli di valore unici ma permettendo di avere una rappresentazione più chiara. Qualsiasi modello deve specificare quali variabili saranno prese come date nell’analisi e quali invece devono essere determinate dal modello. Si distingue tra:
  • Variabile esogena : se il suo valore è dato da alcuni processi esterni al modello
  • Variabile endogena : è una variabile il cui valore è determinato internamente al modello Esempio: In un modello volto a determinare le scelte di consumo di un certo bene (es. abbigliamento):
  • Quantità del bene domandata è Variabile endogena
  • Prezzo e Reddito sono variabili esogene Il fatto che una variabile sia esogena o endogena dipende da ciò che siamo interessati a spiegare con un certo modello. Per esempio , in un modello che studia la scelta fra lavoro e tempo libero, il reddito (che nell’esempio precedente era una variabile esogena) assume la valenza di variabile endogena perché dipende dal numero di ore che un individuo decide di dedicare al lavoro (cioè è determinato dal modello). I modelli si basano su tre strumenti analitici :
  • Ottimizzazione vincolata
  • Analisi dell’equilibrio
  • Statica comparata OTTIMIZZAZIONE VINCOLATA Uno strumento di analisi utilizzato quando un individuo cerca di fare la scelta ottimale prendendo in esame qualsiasi limitazione o restrizione nella scelta. Il problema è formato da due parti:
  • La funzione obbiettivo : è la funzione che il soggetto deve ottimizzare (massimizzare o minimizzare)
  • Il vincolo : le limitazioni e le restrizioni poste al decisore in un problema di ottimizzazione vincolata Esempio: recinto del pastore Molti dei problemi di ottimizzazione vengono per lo più risolti con la valutazione marginale. In microeconomia infatti la soluzione di un qualsiasi problema di ottimizzazione vincolata dipende da un impatto marginale delle variabili decisionali sul valore della funzione obbiettivo. Marginale indica come una variabile dipendente cambi come risultato di un incremento unitario di una variabile indipendente. Il costo marginale fornisce una misura dell’ impatto incrementale dell’ultima unità di una variabile indipendente (l’output) sulla variabile dipendente (il costo totale). Può essere visto come il tasso di variazione della variabile dipendente al variare di quella indipendente. ANALISI DELL’EQUILIBRIO L’equilibrio di un sistema è uno stato o una condizione che permane indefinitamente finché un fattore esogeno al sistema rimane costante, ovvero fintanto che un agente esterno non sposta il sistema di equilibrio. L’equilibrio di un mercato competitivo è il punto nel quale la domanda eguaglia l’offerta (cioè il punto nel quale le curve di domanda e offerta si intersecano). (prezzo in cui la quantità offerta in vendita eguaglia la quantità richiesta dai consumatori) La pendenza negativa (o verso il basso) della curva di domanda ci mostra che i prezzi più alti tendono a far ridurre il consumo di caffè e quindi la domanda. La pendenza positiva (o verso l’alto) della curva di offerta ci fa capire che l’aumento dei prezzi tende a stimolare la produzione Variabile esogena (quantità nota):
  • metri di steccato disponibili (F) Variabili endogene (i loro valori possono essere scelti dal pastore):
  • lunghezza del recinto (L)
  • ampiezza del recinto (W) Obiettivo: scegliere L e W in modo da massimizzare l'area del reddito max Area: LW L,W Sotto il vincolo: 2L + 2W ≤ F

La curva D rappresenta la curva di domanda di mercato cioè la quantità che i compratori sono disposti ad acquistare a diversi livelli di prezzo. Vi viene rappresentata la domanda aggregata da parte di tutti gli acquirenti del bene nel mercato. Una parte della domanda descritta rappresenta la domanda aggregata ossia quella che deriva dalla produzione e vendita di altri beni. Un’altra sezione è la domanda diretta cioè la domanda del bene stesso. La curva di domanda descrive il prezzo più alto che il mercato sopporterà per una data quantità o offerta di prodotto. Nel disegnare la curva di domanda sono prese come costanti ( fissi ) tutte le altre variabili economiche (reddito, prezzo altri beni, ecc.) che possono influire sulla domanda. Ha una pendenza negativa : più basso è il prezzo, più alta è la quantità domandata e più alto è il prezzo, più bassa è la quantità domandata. La relazione inversa tra prezzo e domanda , tenendo fissi gli altri fattori che influenzano la domanda, è chiamata legge della domanda. FUNZIONE DI DOMANDA DIRETTA E INVERSA La funzione di domanda di mercato può essere espressa:

  • in forma diretta : la quantità domandata è espressa in funzione del prezzo. Per esempio: Q = a – bP La quantità domandata è data da una costante (intercetta sull’asse delle ascisse → a ), e da una variabile ( prezzo , moltiplicato per b, l’inverso del coefficiente angolare). L’intercetta sull’asse delle ascisse ci indica il livello di consumo che si avrebbe nel caso in cui il prezzo fosse zero (cioè il bene fosse offerto gratuitamente)
  • in forma inversa : il prezzo è espresso in funzione della quantità domandata. Per esempio: P = c – dQ Il prezzo è dato da una costante (intercetta sull’asse delle ordinate, c ) e da una variabile (quantità, moltiplicata per il coefficiente d : il coefficiente angolare, che indica la pendenza della retta). L’intercetta sull’asse delle ordinate indica il livello di prezzo per il quale la quantità domandata si annulla (chiamato anche «choke price», prezzo di «soffocamento»: un prezzo così alto da soffocare la domanda. DOMANDA INDIVIDUALE E DI MERCATO
  • la domanda di mercato è data dalla somma di tutte le domande individuali per un certo bene o servizio
  • dal punto di vista grafico, le curve di domanda sono sommate orizzontalmente per ottenere la curva di domanda di mercato.
  • in altri termini, per ottenere la domanda di mercato dobbiamo sempre sommare le funzioni di domanda diretta, e non le funzioni di domanda inversa: si sommano le quantità domandate (per ogni livello di prezzo) e non i prezzi corrispondenti alle quantità. Una caratteristica importante della domanda di mercato è che questa è sempre meno inclinata (più piatta, con un coefficiente angolare più basso) rispetto alle domande individuali che la compongono. Questo perché per ogni variazione sull’asse delle ordinate (prezzo), la variazione della somma delle quantità è maggiore rispetto alla variazione delle quantità individuali. Per esempio, quando il prezzo varia da 1€ a 1.50 €
  • ∆𝑝 = 0.50 • ∆𝑞1 = 2 → ∆𝑝 ∆𝑞1 = 0.25 pendenza curva di domanda di Caterina
  • ∆𝑞2 = 1 → ∆𝑝 ∆𝑞2 = 0.50 pendenza curva di domanda di Nicola
  • ∆𝑞𝑚 = 3 → ∆𝑝 ∆𝑞𝑚 = 0.167 pendenza curva di domanda di mercato

APPROFONDIMENTO

Come ricavare la funzione di domanda diretta dalla scheda di domanda

  • nel caso di funzioni lineari, data la scheda di domanda possiamo ricavare le funzioni di domanda diretta ed inversa.
  • funzione di domanda diretta: dalla scheda di domanda vediamo che quando il prezzo è zero, la q. domandata è pari a 12. Questa è l’intercetta sull’asse delle ascisse.
  • la funzione di domanda diretta sarà: Q = 12 – bP
  • osserviamo un altro livello di prezzo e quantità: per esempio, al prezzo di 1,50 la quantità domandata è 6. Sostituendo nella funzione di domanda 6 = 12 - b1,50 b1,50 = 12 - 6 → b = 6/1, 50 = 4
  • abbiamo quindi trovato il coefficiente b: per trovare qualunque altro livello di quantità possiamo semplicemente inserire nella funzione di domanda diretta un certo livello di prezzo, e ricaviamo la quantità corrispondente. Per esempio: Q = 12 – 4*2 = 4
  • quale sarà la quantità domandata al prezzo 2, 50? Q = 12 – 4*2, 50 = 2 Come ricavare la funzione di domanda inversa dalla scheda di domanda
  • funzione di domanda inversa: dalla scheda di domanda vediamo che quando il prezzo è 3, la q. domandata è pari a zero. Questa è l’intercetta sull’asse delle ordinate.
  • la funzione di domanda inversa sarà: P = 3 – d*Q
  • osserviamo un altro livello di prezzo e quantità: per esempio, quando il prezzo è 0.50, la quantità domandata è 10. Sostituendo nella funzione di domanda inversa: 0 , 50 = 3 – d10 → d10= 3 – 0 , 50 → d = 2, 50 /10 = 0, 25
  • abbiamo quindi trovato il coefficiente d (il coefficiente angolare della retta): per trovare qualunque altro livello di prezzo possiamo semplicemente inserire nella funzione di domanda inversa una certa quantità, e ricaviamo il prezzo corrispondente. Per esempio, per q = 2 avremo: P = 3 – 0 ,25*2= 2, 50
  • quale sarà il prezzo corrispondente alla quantità domandata 3, 50? P = 3 – 0 ,253,5= 2,125. Possiamo verificare la risposta controllando sulla funzione di domanda diretta: Q = 12 – 42,125 = 3, 5 CURVA DI OFFERTA

Approfondimento: Come ricavare la funzione di offerta diretta dalla scheda di offerta

  • nel caso di funzioni lineari possiamo ricavare la funzione di offerta diretta a partire dalla scheda di offerta. Basterà risolvere un sistema di due equazioni per trovare le due incognite, a e b , da inserire nella funzione di offerta.
  • nel nostro esercizio, osserviamo che al prezzo di 0,50€ (o inferiore) la quantità offerta è pari a zero, mentre viene venduta una unità di prodotto quando il prezzo è pari a 1€. Sostituendo nella funzione di offerta diretta (espressa in forma implicita), avremo: Q = a + bP →* 0 = a + b0,50 → a = - 0 , 50 b 1 = a + b1 → 1 = - 0 , 50 b + b → 1= b(- 0 , 50 +1) → b= a = - 0 , 50 2 → a = - 1 Sostituendo i valori trovati per a e per b, otteniamo la funzione di offerta diretta espressa in forma esplicita: Q = - 1 + 2 P Data la funzione di offerta diretta, si possono individuare le quantità offerte per ogni dato livello di prezzo. Per esempio al prezzo 3€ Q = - 1 + 23 = 5, come indicato nella nostra scheda d’offerta. E se il prezzo arriva a 6€ quale sarà l’offerta? Q = - 1 + 26 = 11 Approfondimento: Come ricavare la funzione di offerta inversa dalla scheda di offerta
  • lo stesso procedimento vale se si vuole individuare la funzione di offerta inversa a partire dalla scheda di offerta. Basterà risolvere il sistema di due equazioni per trovare le due incognite, c e d , da inserire nella funzione di offerta inversa.
  • nel nostro esercizio, osserviamo che al prezzo di 0,50€ (o inferiore) la quantità offerta è pari a zero, mentre viene venduta una unità di prodotto quando il prezzo è pari a 1€. Sostituendo nella funzione di offerta inversa (espressa in forma implicita), avremo: P = c + dQ* → 0,50 = c + d0 → c = 0, 50 1 = c + d1 → 1 = 0, 50 + d*1 → d = 0 , 50 Sostituendo i valori trovati per c e per d, otteniamo la funzione di offerta diretta espressa in forma esplicita: P = 0, 50 + 0 , 5 0Q Data la funzione di offerta inversa, si può vedere quali livelli di prezzo sarebbero necessari perché vengano offerte certe quantità. Per esempio per la quantità 2 P = 0, 50 + 0 , 50 *2 = 1, 50 , come indicato nella nostra scheda d’offerta. Quale sarà il prezzo necessario perché i venditori siano disposti a offrire 12 unità? P = 0, 50 + 0 , 50 *12 = 6, 50
EQUILIBRIO DI MERCATO

Con il termine di equilibrio si fa riferimento ad una situazione in cui il prezzo ha un livello tale per cui la quantità domandata è esattamente uguale alla quantità offerta del bene ( quantità domandata eguaglia quella offerta ). Se abbiamo le funzioni di domanda e di offerta, possiamo facilmente trovare l’equilibrio risolvendo una semplice equazione. Date le nostre funzioni di domanda e di offerta dirette: Q𝑑 = 12 – 4P Q𝑜 = −1 + 2P Q𝑑 = Q𝑜 → 12 – 4P = −1 + 2P → 𝑝 = 13 6 = 2.167 𝑝𝑟𝑒𝑧𝑧𝑜 𝑑𝑖 𝑒𝑞𝑢𝑖𝑙𝑖𝑏𝑟𝑖o Per trovare la quantità di equilibrio, possiamo sostituire in una delle due funzioni, di domanda o di offerta: Q𝑑 = 12 − 4 ∗ 2.167 = 3. Q𝑜 = −1 + 2 ∗ 2.167 = 3. La quantità di equilibrio è quindi 3.33, ed è scambiata al prezzo di mercato di 2. Il punto E di intersezione tra le due curve è il punto di equilibrio.

  • eccesso di offerta : situazione in cui la quantità offerta a un determinato prezzo supera la quantità domandata → il prezzo diminuisce, aumenta la quantità domandata, la quantità offerta si riduce e il mercato ritorna nel punto di equilibrio
  • eccesso della domanda : una situazione in cui la quantità domandata a un determinato prezzo supera la quantità offerta → si determina una spinta verso l’alto dei prezzi; all’aumentare dei prezzi anche la quantità offerta aumenta, la quantità domandata si riduce e si raggiunge l’equilibrio. La legge della domanda e dell’offerta dice che il prezzo di ogni bene si modifica in modo da portare i compratori e i venditori esattamente alla quantità di equilibrio. PREZZO E QUANTITÀ DI EQUILIBRIO Equilibrio Prezzo di equilibrio Quantità di equilibrio 2, ,3, 33
  • i consumatori aumentano la quantità domandata di un determinato bene a seguito di un aumento del redito disponibile;
  • vi è uno spostamento verso destra della curva della domanda
  • quindi ad ogni livello di prezzo la quantità domandata è maggiore rispetto a prima e l’equilibrio dal punto A al punto B
  • lo spostamento determina sia un aumento del prezzo che della quantità di equilibrio.
    • Un aumento della domanda associato ad una curva dell’offerta invariata , si traduce in un prezzo di equilibrio più alto e una maggiore quantità di equilibrio Variazioni dell’offerta Le variazioni nell’Offerta possono riguardare:
  • un movimento lungo la curva di offerta di un bene può essere provocato solo da una variazione del prezzo del bene.
  • spostamenti sulla stessa curva: sono quelli visti precedentemente, riguardano la variazione della quantità offerta in seguito a una certa variazione del prezzo del bene
  • la variazione di qualunque altro fattore che incida sulla disponibilità dei produttori ad offrire il bene si traduce in uno spostamento della curva di offerta
  • spostamenti della curva: a parità di prezzo, i venditori possono essere disposti ad offrire quantità maggiori ( spostamento verso destra/esterno ), o minori ( spostamento verso sinistra/interno ), sul mercato. I fattori che possono determinare uno spostamento della curva sono:
  • variazioni nei prezzi degli input
  • mutamenti tecnologici
  • variazioni nelle aspettative
  • variazioni nel mercato Variazioni dell’offerta:
  • variazioni nei prezzi degli input : se il costo dei fattori (materie prime, macchinari, lavoro, etc.) diminuisce, i produttori saranno disposti ad accettare un prezzo inferiore per la stessa quantità, o a vendere una quantità superiore allo stesso prezzo: la curva di offerta si sposta verso destra (aumenta l’offerta); viceversa nel caso di un aumento del costo degli input.
  • mutamenti tecnologici : un miglioramento della tecnologia che permetta un aumento della produttività ha lo stesso effetto di una riduzione dei costi degli input.
  • variazioni nelle aspettative: se i venditori si aspettano che il prezzo del bene aumenti nel prossimo futuro, tenderanno a posticipare la vendita: nel breve periodo l’offerta diminuisce.
  • variazioni nel mercato : l’ingresso sul mercato di nuovi venditori determina uno spostamento verso destra della curva di offerta; crisi naturali o sociali possono portare ad una riduzione dell’offerta (spostamento a sinistra della curva)

Ipotesi di diminuzione dell’offerta

  • per i costi troppo alti la capacità produttiva viene ridotta;
  • la curva dell’offerta si sposta verso sinistra
  • per ogni livello di prezzo verrebbe offerta una minore quantità di prodotto e l’equilibrio si muove dal punto A al punto B
  • la diminuzione dell’offerta associata ad una curva di domanda invariata , determina un prezzo di equilibrio più alto ed una minore quantità di equilibrio. Quindi:
  1. Aumento della domanda + curva dell’offerta invariata = prezzo di equilibrio più alto e maggiore quantità di equilibrio
  2. Diminuzione dell’offerta + curva di domanda invariata = prezzo di equilibrio più alto e minore quantità di equilibrio
  3. Diminuzione della domanda + curva dell’offerta invariata = prezzo di equilibrio più basso e minore quantità d’equilibrio
  4. Aumento dell’offerta + curva di domanda invariata = prezzo di equilibrio più basso e quantità d’equilibrio maggiore Esempio: Si consideri la curva di offerta aggregata di un certo bene. Quale, fra le condizioni elencate di seguito, NON sposta la curva di offerta aggregata verso destra? Scegli un'alternativa: a) un aumento del prezzo del bene. b) una riduzione del salario degli addetti alla produzione di quel bene. c) un'innovazione tecnologica che riduce il costo del processo produttivo di quel bene. d) un aumento del numero di imprese produttrici di quel bene. e) non rispondo La diminuzione della domanda tende a spingere verso il basso la quantità di equilibrio, l’aumento dell’offerta tende a spingere la quantità d’equilibrio verso l’alto. Esempio: spostamento di domanda e offerta
  • Scenario iniziale: Qd = 600 −3P Qs = 50 + 2P
  • A seguito di cambiamenti di fattori esogeni: Qd = 800 – 3 P Qs = 50 + P Come cambia l’equilibrio? Equilibrio iniziale (calcolato in precedenza): QE^ = 270 PE^ = 110 Equilibrio finale: 800 – 3 P = 50 + P ⇒ PE^ = 750 4
= 187, 5 QE^ = 800 − 3×187,5 = 237, 5
QE^ = 237,50 PE^ = 187,

ELASTICITÀ DELLA DOMANDA AL PREZZO (εQ,P) Misura la sensibilità della quantità domandata al prezzo. È la variazione percentuale della quantità domandata Q determinata dalla variazione del prezzo P di un punto percentuale: e = 𝑣𝑎𝑟𝑖𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 % 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑖𝑡à 𝑣𝑎𝑟𝑖𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 % 𝑑𝑒𝑙 𝑝𝑟𝑒𝑧𝑧𝑜

VALORE
DELL’ELASTICITÀ
CLASSIFICAZIONE SIGNIFICATO

Domanda perfettamente anelastica La quantità domandata è completamente insensibile al prezzo Tra 0 e - 1 Domanda anelastica La quantità domandata è relativamente insensibile al prezzo. Se P aumenta dell’1%, Qd diminuisce meno dell’1%

- 1 Domanda con elasticità unitaria L’aumento % della quantità domandata è uguale al decremento % del prezzo. Se P aumenta dell’1%, Qd diminuisce esattamente dell’1% Tra - 1 e meno infinito Domanda elastica La quantità domandata è relativamente sensibile al prezzo Se P aumenta dell’1%, Qd diminuisce più dell’1%. Meno infinito Domanda perfettamente elastica Ogni incremento del prezzo si traduce in una riduzione della quantità domandata fino a zero, ed ogni incremento del prezzo si traduce in un aumento fino all’infinito della quantità domandata. ELASTICITÀ LUNGO SPECIFICHE CURVE DI DOMANDA Curve di domanda lineari Rappresentata dall’equazione Q = a – bP , dove a e b sono costanti positive ; a sono gli effetti di tutti i fattori diversi dal prezzo (reddito, prezzi di altri beni) mentre b riflette la misura in cui il prezzo di un bene influenza la quantità domandata. Elasticità della domanda al prezzo per la curva di domanda lineare:

εQ,P = −𝒃

Ogni curva di domanda ha una corrispondente curva di domanda inversa che esprime il prezzo come una funzione della quantità.

𝐚 𝐛

𝟏 𝐛

𝐐 oppure P = c – dQ

( c è il prezzo al quale la domanda è pari a zero) il termine a/b è il prezzo al quale la quantità domandata scene a 0: Possiamo verificare che la quantità richiesta scende a 0 a tale prezzo sostituendo P = a/b nell’equazione della curva di domanda: Q = a – b

= a – a = 0 c è il prezzo al quale la domanda è pari a zero

L’ elasticità della domanda lineare è: Nella metà superiore rispetto al punto medio M, la domanda è elastica e varia da meno infinito a - 1. Nella metà inferiore rispetto ad M, la domanda è anelastica e varia da - 1 a 0. L’equazione sopra evidenzia la differenza tra la pendenza della domanda , - b, e la sua elasticità al prezzo , - b(P/Q). la pendenza misura la variazione assoluta della domanda determinata da una variazione unitaria del prezzo. L’ elasticità misura la variazione percentuale della domanda determinata dalla variazione dell’1% del prezzo. Curve di domanda con elasticità costante Q = aP-b^ → a e b sono costanti positive l’elasticità della domanda è sempre uguale all’esponente – b ELASTICITÀ DELLA DOMANDA AL PREZZO E RICAVI TOTALI Quando un imprenditore deve decidere se aumentare o meno il prezzo di vendita deve tener conto del trade off. Ricavo Totale: TR = P * Q Se P↑ → Q↓ → TR ↑ ↓? L’effetto su TR di un aumento del prezzo del bene dipende dalla reattività della domanda alle variazioni di prezzo (ovvero dall’elasticità della domanda al prezzo):

  • se la domanda è elastica , l’aumento del prezzo determinerà una diminuzione del ricavo, mentre una diminuzione del prezzo comporterà un incremento nel ricavo.
  • se la domanda è anelastica , l’aumento del prezzo determinerà un incremento nel ricavo, mentre la diminuzione del prezzo comporterà una diminuzione del ricavo. Quindi, conoscere l’elasticità della domanda al prezzo può aiutare un imprenditore a prevedere l’impatto sul ricavo totale di un aumento nel prezzo. DETERMINANTI DELL’ELASTICITÀ DELLA CURVA DI DOMANDA RISPETTO AL PREZZO I fattori che influenzano l’elasticità della domanda di un prodotto al prezzo sono.
  • disponibilità di beni sostituti: la domanda tende ad essere più elastica al prezzo se vi sono dei beni sostitutivi → quanto più il bene è sostituibile, tanto più elastica sarà la sua domanda (se il prezzo aumenta, sarà possibile utilizzare un bene sostituto il cui prezzo non è aumentato, o è aumentato in misura inferiore). Se invece il bene non è facilmente sostituibile, la domanda sarà rigida : p.es. la benzina

Tipici esempi di beni inferiori sono i beni di qualità più bassa, per esempio i prodotti dei «discount», o i beni succedanei (che somigliano a certi beni «normali» ma sono di qualità più bassa: p.es. margarina, olio non extra vergine di oliva, etc.). ELASTICITÀ INCROCIATA DELLA DOMANDA RISPETTO AL PREZZO È il rapporto tra la variazione percentuale della quantità domandata del prodotto i e la variazione percentuale del prezzo del prodotto j (mantenendo tutti gli altri fattori costanti).

εQi,Pj =

Pj è il prezzo iniziale del prodotto j e Qi è la quantità inizialmente domandata del prodotto i. L’elasticità può essere:

  • positiva : l’aumento del prezzo del bene j fa aumentare la domanda del bene i. I due prodotti sono beni sostituti → due beni correlati tali che se aumenta il prezzo di uno aumenta la domanda per l’altro.
  • negativa : un prezzo più alto del prodotto j fa diminuire la domanda del prodotto i. I due prodotti sono beni complementi → due beni correlati tali che se aumenta il prezzo di uno, diminuisce la domanda per l’altro. ELASTICITÀ DELL’OFFERTA RISPETTO AL PREZZO L’elasticità dell’offerta rispetto al prezzo misura la sensibilità della quantità offerta Qs^ al prezzo. L’elasticità dell’offerta rispetto a prezzo mostra la variazione % della quantità offerta per ogni variazione del prezzo. Per misurare l'elasticità dell'offerta si usa il coefficiente di elasticità dell'offerta che viene determinato, generalmente, con riferimento al prezzo , dato che questo è il fattore principale dal quale dipende l'offerta di beni e servizi da parte delle imprese.

εQs,P =

Si applica sia a livello di

  • impresa : sensibilità dell’offerta di una singola impresa al prezzo
  • mercato : sensibilità dell’offerta di mercato rispetto al prezzo L’elasticità dell’offerta al prezzo è influenzata dalla capacità dei venditori di variare la quantità di beni che offrono sul mercato.
MAGGIORE ELASTICITÀ NEL LUNGO PERIODO RISPETTO AL BREVE PERIODO

Per un consumatore non è possibile adattare immediatamente le proprie abitudini d’acquisto in risposta a un cambiamento del prezzo di un bene. Per esempio di fronte all’aumento del prezzo del gas naturale, un consumatore può nel breve periodo ridurre la temperatura del termostato, limitando così i propri consumi, ma nel lungo periodo lo stesso consumatore potrebbe abbassare il consumo di gas naturale anche sostituendo la vecchia caldaia di casa con un modello energeticamente superiore più efficiente. Per un prodotto è bene distinguere :

  • Curva di domanda di lungo periodo : periodo di tempo in cui il consumatore può adattare pienamente le proprie abitudini d’acquisto a cambiamenti del prezzo. È più orizzontale rispetto a quella di breve.
  • Curva di domanda di breve periodo : periodo di tempo in cui il consumatore non può adattare pienamente le proprie abitudini d’acquisto a cambiamenti del prezzo. È più verticale rispetto a quella di lungo. L’aumento della quantità offerta come risultato del prezzo sarà maggiore nel lungo rispetto al breve. Quindi, per un prodotto la curva di lungo è più piatta rispetto a quella di breve. Per esempio , nel breve periodo, un produttore di semiconduttori potrebbe non essere in grado di incrementare di molto la propria offerta di chip in risposta ad un aumento di prezzo, principalmente a causa di limitazioni nella produzione (anche se venissero assunti nuovi lavoratori, un laboratorio di questo tipo può produrre solo un certo numero massimo di pezzi). Tuttavia, qualora l’aumento venisse ritenuto stabile, l’azienda potrebbe decidere di aumentare le capacità produttive dei propri laboratori o, addirittura, di costruirne di nuovi.

Offerta Per alcuni beni, l’offerta di mercato nel lungo periodo può essere meno elastica rispetto all’offerta di mercato nel breve periodo. Questo avviene nel caso di beni che possono essere riciclati e rivenduti in mercati secondari. Per questi beni, l’offerta di mercato nel lungo può essere meno elastica rispetto all’offerta di breve. Per esempio , nel breve periodo un aumento del prezzo dell’alluminio potrebbe portare a un aumento dell’offerta su due fronti: da un lato la produzione aggiuntiva di alluminio, dall’altro l’alluminio ottenuto dal riciclo. Nel lungo periodo, tuttavia, le scorte di alluminio da riciclo diminuiranno e l’aumento della quantità offerta indotto dall’aumento del prezzo verrà principalmente dalla produzione ex novo del metallo. STIME DI CURVE DI DOMANDA LINEARI EFFETTUATE USANDO INFORMAZIONI SU QUANTITÀ, PREZZO ED ELASTICITÀ. Se la curva di domanda è di tipo lineare ( Q = a – bP ), è possibile derivarne l’equazione (ovvero i valori di a e b ) a partire da tre informazioni principali: il prezzo prevalente , la quantità prevalente e l’ elasticità calcolata. εQ,P = −𝒃

Q* e P* sono valori noti di quantità e prezzo

εQ,P è il valore calcolato dell’elasticità della domanda rispetto al prezzo.

b = - εQ,P

Per ottenere l’intercetta a, Q^ e P^ devono stare sulla curva di domanda. Quindi i punti (Q, P) che soddisfano b = - εQ,P Q∗ P∗ devono soddisfare anche la funzione lineare Q^ = a – bP, quindi otteniamo per sostituzione: a = Q*^ + (- εQ,P

Q∗
P∗

)P* Da cui:

a = (1 - εQ,P)Q*

Le formule di a e b forniscono un insieme di formule per determinare l’equazione di una curva di domanda lineare Esempio: mercato dei polli statunitense Nel 199, il consumo pro capite era di circa 70 libbre a persona, mentre al dettaglio corretto per l’inflazione era di circa $0.70 per libbra. La domanda di polli è relativamente inelastica rispetto al prezzo, stimata tra

  • 0,5 e - 0,6, Quindi: Q*^ = 70 b = - (-0,55) 70 0 , 70

P*^ = 0,70 a = [1 – (-0,55)]70 = 108. ϵQ, P = 0, Dunque, l’equazione per la curva di domanda di polli del 1990 è Q = 108.5 – 55P

Curva di domanda a elasticità costante Qd^ = aP-b^ → εQ, P = - b ↓ a = QdPb^ → a = QdPb^ = QdP

- εQ, P Esempio: IDENTIFICAZIONE DELLA Qd^ E Qs Uno spostamento della curva di Qs(P) ci consente di calcolare la pendenza di Qd(P), se questa rimane ferma. Qd = a – bP - b =

=

a = Q’ + bP’ Uno spostamento della curva di Qd(P) ci consente di calcolare la pendenza di QS(P), se questa rimane ferma. Qs = f + hP h =

f = Q’ – hP’