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Appunti Glottologia modulo A, Appunti di Glottologia

Appunti Glottologia modulo A, incorporati con il libro "La linguistica. Un corso introduttivo, Novara, UTET Università, 2011" di G. Berruto - M. Cerruti

Tipologia: Appunti

2021/2022

In vendita dal 16/01/2023

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GLOTTOLOGIA: (Sprachwissenschaft)
APPUNTI GLOTTOLOGIA MODULO A
La glottologia: uno degli insegnamenti che si occupa del linguaggio umano e i suoi cambiamenti nel
tempo
Conio di Isai Ascoli: goriziano, Professore 800, primo ad insegnare glottologia a Milano,
disciplina sviluppata prim in Germania, quindi etichetta tedesca
Sprachwissenschaft-->glotto: lingua in greco_/_logia: studio: modello della parola copiato in
struttura e contenuto: calco strutturale
Ascoli: si era formato in ted Bernardino Bondelli: altro linguista italiano che conosceva il tedesco
Grandi città 900<->università provincia
Glottologia: scienza del linguaggio
-Studio funzionamento del linguaggio umano che posso osservare solo nelle lingue
-come le lingue cambiano nel tempo
Domanda fondamentale 800->come cambiano le lingue e funzionano
Prospettiva sincronica : senza considerare la lingua in + fasi storiche ma in un DETERMINATO
MOMENTO
Prospettiva diacronica: seguire l’evoluzione, mutamenti che nel tempo cambiano l’aspetto di una
lingua
Cos’è la linguistica
Studio scientifico del linguaggio umano
Scientifico:
1 formulazione di ipotesi generale che rendano conto del particolare (Di fronte a due ipotesi che
spiegano lo stesso fenomeno è preferibile quella più semplice e di più generale applicazione)
2 formulazione di tali ipotesi in modo chiaro e controllabile (Le ipotesi scientifiche devono essere
falsificabili e basate su esperimenti ripetibili, permettere cioè un controllo pubblico)
IL LINGUAGGIO UMANO:
-è un sistema semiotico: insieme di segni basati sulla facoltà di associare due diversi ordini di
entità: CONTENUTO (Realtà di ordine mentale) ed
ESPRESSIONE (realtà di ordine sensoriale) ES: SEMAFORO
Sistema semiotico: insieme di segni, accoppiamento tra realtà di ordine mentale (acc con mente) e
sensoriale (acc con sensi)
Nel caso del linguaggio principalmente UDITIVO
Qualcosa che impressiona i nostri sensi, viene associato ad un certo contenuto di ordine mentale
Linguaggio: facoltà di associare il contenuto ad un’espressione fonica allo scopo di manifestarlo
Esiste primariamente come associazione di suoni
- I linguaggi come sistemi semiotici sono molti (l. dei fiori, l. dei computer, l. degli animali, l. dei gesti)
alcuni implicano anche espressioni foniche (es. marmotte)
Dunque i linguaggi differenziano per la STRUTTURA
-il linguaggio umano ha una struttura largamente specifica (propria di una sola specie), accessibile
pienamente solo all’homo sapiens.
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GLOTTOLOGIA: (Sprachwissenschaft) APPUNTI GLOTTOLOGIA MODULO A La glottologia: uno degli insegnamenti che si occupa del linguaggio umano e i suoi cambiamenti nel tempo Conio di Isai Ascoli: goriziano, Professore 800, primo ad insegnare glottologia a Milano, disciplina sviluppata prim in Germania, quindi etichetta tedesca Sprachwissenschaft-->glotto: lingua in greco_/_logia: studio: modello della parola copiato in struttura e contenuto: calco strutturale Ascoli: si era formato in ted Bernardino Bondelli: altro linguista italiano che conosceva il tedesco Grandi città 900<->università provincia Glottologia: scienza del linguaggio -Studio funzionamento del linguaggio umano che posso osservare solo nelle lingue -come le lingue cambiano nel tempo Domanda fondamentale 800->come cambiano le lingue e funzionano Prospettiva sincronica: senza considerare la lingua in + fasi storiche ma in un DETERMINATO MOMENTO Prospettiva diacronica : seguire l’evoluzione , mutamenti che nel tempo cambiano l’aspetto di una lingua Cos’è la linguistica Studio scientifico del linguaggio umano Scientifico: 1 formulazione di ipotesi generale che rendano conto del particolare (Di fronte a due ipotesi che spiegano lo stesso fenomeno è preferibile quella più semplice e di più generale applicazione) 2 formulazione di tali ipotesi in modo chiaro e controllabile (Le ipotesi scientifiche devono essere falsificabili e basate su esperimenti ripetibili, permettere cioè un controllo pubblico) IL LINGUAGGIO UMANO: -è un sistema semiotico: insieme di segni basati sulla facoltà di associare due diversi ordini di entità: CONTENUTO (Realtà di ordine mentale) ed ESPRESSIONE (realtà di ordine sensoriale) ES: SEMAFORO Sistema semiotico: insieme di segni, accoppiamento tra realtà di ordine mentale (acc con mente) e sensoriale (acc con sensi) Nel caso del linguaggio principalmente UDITIVO Qualcosa che impressiona i nostri sensi, viene associato ad un certo contenuto di ordine mentale Linguaggio : facoltà di associare il contenuto ad un’espressione fonica allo scopo di manifestarlo Esiste primariamente come associazione di suoni

  • I linguaggi come sistemi semiotici sono molti (l. dei fiori, l. dei computer, l. degli animali, l. dei gesti) alcuni implicano anche espressioni foniche (es. marmotte) Dunque i linguaggi differenziano per la STRUTTURA
  • il linguaggio umano ha una struttura largamente specifica (propria di una sola specie) , accessibile pienamente solo all’homo sapiens.

PRINCIPALI CARATTERISTICHE DEL LINGUAGGIO UMANO:

  • dislocazione : un parlante può produrre enunciati che possono riguardare fatti inaccessibili ai sensi, al contrario i segnali prodotti da un animale riguardano situazioni presenti, non sono in grado di sviluppare enunciati su cose lontane o già accadute.
  • produttività : chiunque parli una lingua può produrre enunciati potenzialmente infiniti. Invece le cicale numero di segni finito a referenza fissa (indica un solo contenuto e non sono combinati: ampiezza del loro linguaggio proporzionale al numero di segni): cicale: 4 segnali, cercopitechi 36 richiami vocali fissi le api non sanno dire “su” : api esploratrici sanno comunicare la distanza, carattere di filtro maggiore, poiché sono a referenza fissa, sono poco o nulla combinati Parole del Linguaggio umano anche dal pov semantico si prestano a molteplici usi: coniglio: animale, ma anche individuo parido. Non ha referenza fissa, ma fatto di segni commutabili tra di loro - doppia articolazione : La definizione è di André Martinet; il linguaggio umano è doppiamente articolato È cioè formato da
  • unità dotate di significato ( 1a articolazione , morfemi, parole) scomponibili ed analizzabili in: - unità prive di significato ( 2a articolazione ) ma combinabili per produrre unità di prima articolazione ES:LEGO: costruzione riconoscimento oggetto casa lego, presi uno per uno non hanno significato ES: Es: <tu non ricordi la casa dei doganieri
  • 1 a articolazione tu non ricordi la casa dei doganieri (7 parole) tu non ricord-i l-a cas-a de-i dogan-ier-i (13 morfemi) 2 a articolazione [tu non ri'kɔrdi la 'ka:za dei doga'nje:ri] (30 foni: sono i suoni di una lingua, infinitamente combinabili I foni [p] [r] [t] [ɔ] [o] possono essere utilizzati per creare la parola ['pɔr.to] Detto ancor più semplicemente: [bus]  [sub] <-> [bau] ANIMALI NO: *[uab] : segnali degli animali non sono doppiamente articolati rum. [ham]  *[mah] ungh. [vau]  *[uav]ideofoni: tentativi di riprodurre suoni umani - trasmissione culturale : patrimonio biologico, filogenetico GATTO: Se nasce in Germania e viene allevato da una famiglia francese farà sempre miao BABY: Se nasce in Germania e viene allevato da una famiglia francese dirà sucette , dodo e non Schnuller, Heia La facoltà di linguaggio è FILOGENETICA: tale perché lui è homosapiens, sarà basato sulla comunità in cui è cresciuto. ES: DANZA: esistono diversi tipi, stili Il linguaggio è sempre parlare una lingua, la lingua dei genitori. La predisposizione al linguaggio è specifica, la varietà storico naturale in cui tale predisposizione si esercita è culturalmente determinata.

tra le parole di un enunciato collegano parole che si trovano a grande distanza Il linguaggio: facoltà trasmessa dai geni lingue: dip dal soggetto e dalle sue relazioni

  • In alcune lingue la distinzione non emerge lessicalmente (ingl. human language, German language, ted. menschliche Sprache, italienische Sprache) Filogenesi  linguaggio (facoltà universale) : dai geni dei genitori Ontogenesi  lingue (manifestazione storicamente determinata della facoltà del linguaggio): crescita dell’individuo nelle sue relazioni, dentro una comunità che fornisce il modello Cos’è una lingua?
  • Manifestazione storico naturale della facoltà del linguaggio, difficile però dare una definizione.
  • realtà strutturata su più livelli, conosciuta alla perfezione dai parlanti, ma inconsapevolmente (sapere chiaro-confuso), ragioni cause strutture retrostanti a quel sapere
  • è un saper fare, è una competenza applicativa che si esplica nel saper dire Leibniz: parlante sa ma non sa perché: sapere chiaro e confuso Metalinguisticità riflessiva : spiegare la lingua con la lingua, l’oggetto si confonde e coincide con l’oggetto che lo spiega SINCRONIA VS DIACRONIA:
  • L’opposizione è ben discussa da Ferdinand de Saussure nel Cours de linguistique génerale (postumo 1916, compilato dagli allievi): attenzione tentativo come funzionano le lingue, non l’ha scritto lui primi anni 900 a Ginevra, mori 1913 senza aver scritto niente che facesse riferimento alle sue lezioni, furono i suoi allievi BALLY e SECHEHAYE a collezionare i suoi appunti e cercarono di completare il pensiero di S. Alunni partendo dai loro appunti cercarono di compilare un’opera che rendesse conto del pensiero di Saussure Volume in cui cercano di presentare i temi che s. trattava: Cours de linguistique génerale
  • non riguarda l’oggetto lingua, bensì modalità di studiarlo
  • Non sono mancati eccessi nello strutturalismo del secolo scorso secondo cui la lingua aveva una natura duplice sincronica e diacronica
  • Per tali errori E. Coseriu parla di un transitus ab intellectu ad rem Ragionando per coppie di concetti … Alcune caratteristiche del linguaggio e delle lingue si comprendono meglio mediante coppie di concetti: Coppie di concetti: scrittura vs parlato la scrittura: non è altro che una tecnologia: potenzia facoltà presente nell’uomo al di là di quella che realmente è. -consente di trasmettere un enunciato a distanza molto superiore di quella che posso. È una mera tecnologia, rendere disponibili contenuti linguistici al di la TARDA AD

AGGIORNARSI, TENDE A DIVENTARE NORMATIVA, SISTEMA DI RAPPR LONTANA DALL’ORALITà, grafie non si aggiornano o poco lentamente per ESEMPIO : francese grafia classica, pronuncia mutata il parlato va incontro ad alcuni limiti fisici che la scrittura può spostare + lontano se non avessi facoltà del linguaggio non potrei scrivere una lettera il parlato è naturale e primario è prioritario sin dalla nascita, POV SINCRONICO: nello stesso tempo POV DIACRONICO: attraverso il tempo Studio diacronico

  • Studio diacronico della lingua: studio di una lingua lungo l’asse della variabile tempo con focus sui cambiamenti es. 1) espressione dell’oggetto diretto: latino  caso accusativo italiano  ordine delle parole es. 2) espressione della determinatezza: latino classico  manca l’articolo latino volgare  con il pronome ille (illus), illa, illud lingue romanze  il continuatore è sempre un articolo preposto il vino o posposto (rumeno vinul ) è espressa attr una strategia comune, unione a sost abbia perso il valore di quello e abbia tenuta il valore di determinatezza: dal non esserci all’esserci Studio sincronico
    • Studio sincronico della lingua: studio di una lingua a tempo 0, cioè studio dei rapporti tra elementi simultanei nella lingua, studio ES portoghese 2020 Es. sistemi vocalici: latino: a,ā e,ē i,ī o,ō u,ū it. standard a ε e i o ɔ u, it. sett. a e (oppure ε ) i o ɔ u arabo classico a,ā i,ī u,ū descrivere funzionamento sistema vocalico, dal sistema 10 voc del latino ne stabilisce uno a 7 Sincronia, diacronia e lingua: approcci nel linguaggio, sono indispensaili x lo studio e comprensione di una lingua
  • Lo studio diacronico ci mostra che le lingue cambiano e ci spinge a chiederci come e perché
  • La sincronia ci mostra che le lingue funzionano in virtù di rapporti strutturali tra elementi
  • In ogni caso però le lingue sia cambiano sia funzionano, per conoscere il fenomeno lingua servono entrambi gli approcci.
  • astratto VS concreto Cosa si intende? Se io pronuncio 10 volte la parola vinti e la registro con strumenti sofisticati mi accorger ò̀che le 10 I sono tutte diverse, ma se davanti a me avevo un parlante italiano le percepisce identiche. A livello mentale il parlante le percepisce uguali sebbene siano diverse. Un inglese le sentirebbe giustamente diverse. Se io abbasso la lingua otterrò venti, vènti, vanti. Se io passo da I a E spesso i parlanti arabofoni non si accorgono della differenza, al contrario di noi
  • tutti i linguisti distinguono un livello astratto e uno concreto ma li chiamano in modo diverso LANGUE VS PAROLE Langue: ciò che i parlanti sanno, la conoscenza sovraindividuale della modalità di parlare in una comunità storica, è un sapere sociale che preesiste e sopravvive al parlante (es. opposizione i vs e) Parole: ciò che i parlanti fanno, esecuzione concreta di atti linguistici (infinite varietà di i ed e) Saussure durante le sue lezioni chiariva che la Langue è la conoscenza sovraindividuale della modalit à̀ di parlare in una comunit à̀ storica, èun sapere sociale che preesiste e sopravvive al parlante. è un insieme di conoscenze astratte. La parole è ci ò̀ che i parlanti fanno, esecuzione concreta di atti linguistici. Jakobson preferisce chiamarli codice e messaggio. Rapporti sintagmatici e paradigmatici
  • Rapporti sintagmatici: in praesentia, rapporti tra elementi compresenti in un enunciato, orizzontali, appartenenti alla ‘parole’
  • Rapporti paradigmatici: in absentia, rapporti intrattenuti tra elementi che possono essere scelti alternativamente in base alla condivisione di qualche caratteristica, verticali, appartenenti alla ‘langue’ Cosa voleva dire Saussure a lezione quando li introduceva? I rapporti sintagmatici sono i rapporti in praesentia, che intercorrono tra elementi simultaneamente presenti in una frase, parole che sono nella stessa frase: un tipico rapporto che definiamo orizzontale. Emergono solo se procedo ad un atto linguistico concreto. Fanno parte della parole. I secondi sono rapporti in absentia , che sono oggetto di scelta alternativa (o uno o l’altro), quindi un rapporto puramente mentale (sono detti rapporti verticali) e fanno parte della langue. Il gatto incontrò un grosso alano sdentato > asse dei rapporti sintagmatici (se mettevo il *gatta devo modificarlo in la gatta quindi si attiva un rapporto sintagmatico). Il cane incontrò un grosso alano sdentato > asse dei rapporti paradigmatici (o scelgo uno o l’altro) Attivo una selezione e una combinazione quindi è un continuo muoversi tra rapporti sintagmatici e paradigmatici.

p.e. Il gatto incontrò un grosso alano sdentato La prima N di incontrò è velare, non tocca i denti; la seconda tocca gli alveoli (denti). Se noi non ci siamo mai accorti della differenza tra le due N, il parlante inglese la sente benissimo. I rapporti sintagmatici sono obbligati, pena la produzione di una frase mal formata; i rapporti paradigmatici hanno un ruolo fondamentale nel far funzionare la lingua. Perch é́ogni elemento si distingue da altri elementi. << La lingua è fatta solo di differenze, ogni elemento si definisce a partire dai limiti posti dai rapporti paradigmatici con altri elementi. >> Saussure stellen = vale per una bottiglia ma non vale per dei fogli (perchè uso legen). In italiano userei sempre mettere ma /mettere/ VS /stellen/ non in tedesco, perché hanno sì un significato affine ma si differenziano per qualcosa. puer VS bambino In latino vale sia per ragazzo che per bambino, a differenza dell’italiano. Possono avere la stessa significazione ma non lo stesso valore. Hanno rapporti paradigmatici perchè si escludono, hanno dei limiti di significato. mangiare VS khordan (persiano) In persiano vale sia come bere che mangiare. andare VS gehen / fahren Fahren limita gehen, gehen limita fahren quindi: parole che hanno lo stesso significato potrebbero non avere lo stesso valore, perchè il valore è un’altra cosa. Questi limiti valgono anche per i suoni: se pronuncio [topo] o [tɔpo] non creo fraintendimenti. In elementi con rapporti più affini posso crearli. le main (les mains) VS hastah (hastau, hasta) Qua dal punto di vista morfologico è diverso perchè in francese ci sono solo 1 singolare e 1 plurale, in sanscrito abbiamo 1 singolare, 1 plurale (due cose) e 1 plurale da 3 cose in su. Questo accade perch é̀ le lingue sono selezioni della realt à̀.

Proprietà del segno linguistico

    1. distintività: si distingue da altri segni maglia ≠ paglia ≠ raglia (ognuno si distingue dall’altro)
    1. linearità: si muove lungo un asse temporale (Anna ama Paolo ≠ Paolo ama Anna; pane ≠ *enap)
    1. arbitrarietà: non vi è alcuna ragione che giustifichi l’unione di un certo significante con un certo significato (cfr. it. luna, ted. Mond, arm. lowsin, ar. qamr, gr. selḗnē ecc.): non mootivato Una metafora biologica
  • Si può dire che tutte le lingue storico- naturali, e quindi il linguaggio umano, si articolino su vari livelli di organizzazione così come gli esseri viventi
  • Gli elementi si combinano in molecole, le molecole in organelli, gli organelli in cellule, le cellule in tessuti, i tessuti in organi, gli organi in apparati, gli apparati in individui ecc. Nel linguaggio umano…
  • I foni (e i fonemi) si combinano in sillabe e in morfemi, i morfemi in parole, le parole in sintagmi, i sintagmi in frasi, le frasi in periodi ecc.
  • in foni, fonemi e sillabe non si hanno segni veri e propri, non c’è cioè contenuto
  • Dai morfemi in poi abbiamo a che fare con livelli segnici, cioè dotati di significato Una scienza per ogni livello
  • Suoni nella loro componente fisico-acustica  fonetica
  • Suoni nel loro valore funzionale e nella possibilità di combinarsi  fonologia
  • Dai morfemi (unità minime dotate di significato) alle parole  morfologia
  • Dai sintagmi ai periodi  sintassi
  • Significato  semantica Cominciando dai suoni…
  • Sono unità in sé prive di significato alcuno, sono cioè unità subsegniche : non segniche
  • Li studiano la fonetica e la fonologia (entrambe scienze foniche) secondo due prospettive diverse Studiano i suoni da due prospettive differenti:
  • La fonetica studia la realtà materiale del suono, cioè: la sua dimensione fisico acustica e articolatoria, studia le COMPONENTI del suono
    1. la produzione dei suoni (fonetica articolatoria ): come si muove l’apparato fonatorio per produrre quei suoni
    2. la sua ricezione (fonetica uditiva e percettiva )
    3. la trasmissione del suono mediante un’onda (fonetica acustica ) Scienza eteroclita: deve tener conto di altre conoscenze e prospettive: esempio la matematica si basa su principi interni non si appoggia ad altro L’unità minima della fonetica e un fono: suono considerato nella sua dimensione fisico-acustica X fonetica: Se due foni sono oggettivamente diversi x la fonetica sono due unità: a identificarli è il criterio della diversità Fonetica
  • La fonologia studia i suoni nelle loro caratteristiche funzionali (distintività): cioè nella loro capacità di far funzionare una lingua
  • L’unità minima della fonologia è il fonema, suono avente carattere distintivo, in grado dunque, se scambiato con un altro fonema, di creare parole di significato diverso (es. mano nano) X fonologia: Se due foni sono oggettivamente diversi ma non possono distinguere sato diverso: sono due varianti della stessa unità Prospettive diverse: occlusive varianti: k e p : papete/kakete : in haitiano
  • Noi ci occuperemo di fonetica articolatoria, cioè di come vengono prodotti i suoni, ecco come è fatto l’apparato fonatorio: crea percorsi div in base ai vari suoni Ostacoli lingua, denti, alcune faringe
    • Le contrazioni del diaframma spingono l’aria fuori dai polmoni: il diaframma permette all’aria d La voce, la sonorità
  • Le pliche vocali o corde vocali possono chiudere il dotto laringeo al passaggio dell’aria, l’aria può riaprirle e così via con una frequenza di 50-200 volte al secondo
  • Questa vibrazione dà luogo alla voce o sonorità, dunque:
  • Suoni sonori con vibrazione delle pliche vocali
  • Suoni sordi  senza vibrazione delle pliche vocali Cosa succede - Le contrazioni del diaframma spingono l’aria fuori dai polmoni: il diaframma permette all’aria di uscire dai polmoni va nei bronchi e passa attraverso la trachea , incontra la laringe : costituita da un anello cartilagineo: glottide, dove vi sono le pliche vocaliche o corde vocali - Da laringe alle labbra: l’aria può incontrare ostacoli - Faringe : tra trachea ed esofago: l’aria può procedere in due direzioni a determinare in che pos proseguirà l’aria è l’ugola : strutt pendola che ha la poss di arretrare insieme alla struttura che la sostiene: velo palatino o palato molle e - se arretra chiude il condotto nasale - se l’ugola rimane rilassata e l’aria può passare per il dotto nasale l’aria o in tutto o in parte passa per il dotto nasale: quindi avremo suoni nasali - l’aria può essere ostavoltata da lingua e labbra - ostacoli superiori del cavo orale: primo si incontra palato molle e palato duro più avanti alveoli e poi denti - ost post: lingua: posteriore: radice, cx: dorso e anteriore: apice - labbra

Il trapezio vocalico Le vocali dell’italiano L’alfabeto IPA

  • I simboli con cui sono rappresentati i foni fanno parte di un sistema di scrittura creato artificialmente alla ricerca della massima biunivocità (un segno = un suono e viceversa): per ogni suono da rappr cìè un solo segno In europa max grado di univocità ce l’ha il CECO La superficie all’interno della quale si muove la lingua, modificando così la forma della camera attr cui passa l’area, l’insiem di tutti i punti all’interno del quale la lingua può muoversi A seconda il punto in cui si collocherà punti ideali div Lo spazio in cui un punto medio ideale della lingua per realizzare i suoni vocalici si può muovere in bocca è un piano circoscritto da un perimetro a trapezio, cioè: quello in rosso I: alta, anteriore , non arrotondata E: medio alta, anteriore , non arrotondata :, medio bassa, anteriore , non arrotondata A: bassa, centrale (medioanteriore) non arrotondata U: alta, posteriore arrotondata O: medio alta, posteriore, arrotondata Ç: medio bassa, posteriore arrotondata
  • L’alfabeto IPA (International Phonetic Association) è di uso universale e cerca di rappresentare i suoni delle lingue umane, ogni trascrizione è infinitamente precisabile, si possono selezionare vari gradi di approssimazione
  • Le trascrizioni fonetiche rappresentano i foni e si pongono tra [], quelle fonologiche rappresentano i fonemi si pongono tra / /: unità fonologiche AIM: riuscire a rappresentare i suoni in maniera non ambigua sistema convenzionale di segni, serve per fissare ai vantaggi della scrittura non esiste trascrizione in ipa standard Arricchito perché mostra vocali che occorrono in tutte le lingue del mondo Convenzionalmente ogni punto del trapezio, permette, mostra una doppia possibilità Sx: non arr, a dx: arr ; La schwa; media, cx non arrotondata V contrario: mediobassa, posteriore, ma non arr. Non esiste una lingua che ha solo queste 4 voc, poss che una lingua tolleri suoni simili tra di loro : ship, sheep LE CONSONANTI:
    • Se l’aria spinta fuori dai polmoni incontra degli ostacoli dalla laringe in poi si generano dei suoni che sono detti consonanti
    • Le consonanti si classificano in base a tre parametri che corrispondono a tre variabili che intervengono nel processo articolatorio, in genere simultaneamente I tre parametri delle consonanti

7 Approssimanti: l’occlusione del canale fonatorio è minima, la lingua si alza di poco al di sopra dei limiti superiori del trapezio vocalico

  • I foni approssimanti sono continui e sonori
  • Es. [j]eri, [w]omo Come si fa a giudicare sordo o sonoro? 3 modi: 1: toccarsi la glottide, dove vibrano le corde vocali: es: f sordo, v sonoro 2: mano sulla scatola cranica 3 : mani sulle orecchie timpani vibrano LUOGO DI ARTICOLAZIONE: SORDA / SONORA OCCLUSIVE: 1- BILABIALE: [ p ] /. [ b ] 2- DENTALE [ t ] / [ d ] 3- VELARE. [ k ] / [ g ] FRICATIVE: 1- LABIODENTALE: [ f ]. / [ v ] 2- ALVEOLARE [ s ] /. [ z ] 3- ALVEOPALATALE [ ] / [3] labio dentale: labbro inferiore e incisivi AFFRICATE: 1- ALVEOLARE: [ ts ] /. [ dz ] 2- ALVEOPALATALE [ t∫ ] / [ d3 ] NASALI: 1- BILABIALE [ m ] 2- ALVEOLARE [ n ] 3- VELARE [ n, ] 4- LABIODENTALE [ m ,] 5- PALATALE [,n] LATERALI 1- ALVEOLARE. [l] 2- PALATALE [ʎ] VIBRANTI : propriamente polivibrante 1- ALVEOLARE: [r] APPROSSIMANTI:si trovano sempre davanti a vocale 1- PALATALE: [j]. :hiya: [‘hi.ja] pron.pers. 3s. f 2- VELARE [w]. : huwa: [‘hu.wa] pron. Pers. 3s m

LA SILLABA:

  • Unità universale, la sillabazione spontanea, NON interferita da altri aspetti è uguale per tutti i parlanti del mondo, è generalmente corretta Sillabazione: scansione in sillabe
  • Si tratta di un’aggregazione di suoni intorno ad un picco di intensità detto nucleo: quando il volume del suono raggiunge un massimo dopo il quale discende Punto dove si alza: fav pause Parte indisp, struttura minima di una sillaba: nucleo NUCLEO è l’unica parte indisp Laterali, vibranti e nasali possono occcupare il nucleo: ted, ingle TESTA O ATTACCO: tutto ciò che precede il nucleo CODA: tutto ciò che c’è dopo il nucleo NUCLEO+CODA=RIMA Anche in lingue conosciute esempi in cui il nucleo di sillaba non è una vocale: Trieste : nome slovenoTrst In croazia chiesa; Crkva In ingle: castle : nucleo di sillaba è laterale In ted: machen : nucleo chn Sonorità intrinseca e sillabazione
  • I suoni possiedono una sonorità intrinseca, ovvero una maggiore intensità naturale indipendente dalla forza con cui l’aria esce dai polmoni: esempio se provo a urlare A e provo P: a parità dis forzo certi suoni hanno un volume maggiore rispetto a un altro
  • La sonorità intrinseca è correlata all’apertura del canale fonatorio, più esso è aperto maggiore è la sonorità intrinseca: più il cavo orale è aperto maggiore sonorità intrinseca, + il cavo orale è chiuso minore sonorità intrinseca
  • In una parola passando da un suono all’altro si hanno variazioni di sonorità intrinseca, ad ogni minimo di sonorità, cioè ad ogni massimo restringimento del canale fonatorio inizia una nuova sillaba - Sonorità intrinseca è connessa con l’apertura del cavo orale : A P In una parola si passa attr vari valori son intrinseca: a ogni min sonorità ovvero max restringento canale fonatoriocomincia una nuova sillaba
  • Se però la seconda vocale è accentata allora sarà nucleo di sillaba, es. guaito: [gwa.'i:.to]: la pres accento sulla i: aumenta nnot son intrinseca: consentendo a i di assumere nucleo di sillaba Se seconda vocale è tonica aumenta son intrinseca vocale: che div automatic nucleo di quella sillaba Vocali e sillabazione: due fatti fonetici
  • Se una vocale è seguita da una nasale all’interno della stessa sillaba (tautosillabica) essa si nasalizza, cioè un po’ d’aria esce anche dal naso UNA VOC SI NASALIZZA QUANDO:
  • Quando seguita da nasale teutosillabica
  • Quando è seguita da una consonante nasale tautosillabica: ovvero appartiene alla stessa sillaba
  • Quando si trova in sillaba chiusa da nasale Sillaba aperta: finisce in voc Sillaba chiusa: fin in consonante, se ultimo fono è una nasale, la vocale precedente si nasalizza

• Es. ['kãn.ta.no], le vocali nasali si notano con ˜

Coda sillabica in nasale: qnd sillaba termina in nasale LA VOCALE PREC SI NASALIZZA SOLO X ITA:

  • Se una vocale si trova contemporaneamente in:
  1. sillaba tonica
  2. sillaba aperta si allunga : solo se si trova in sillaba tonica, aperta e non finale in ita
  3. sillaba non finale Es. [k ã n.'t a:. re], ma [ve.ri.'ta] La lunghezza vocalica in italiano non è mai distintiva: Lunga e breve hanno cost complementari: dove sta una non sta l’altra Tratti sovrasegmentali
  • Ciò che non è intrinseco al segmento fonico, ma gli è esterno come la musica al testo di una canzone, si chiama tratto sovra segmentale, i tratti sovra segmentali sono 4: tratti che sono esterni ai segmenti, molte lingue li usano per aggiungere informazione
    1. accento
    1. lunghezza
    1. tono
    1. intonazione Accento: insieme di 3 strategie simultanee per rendere più percettibile/ udibile/ saliente una sillaba rispetto alle altre Chiamiamo accento 3 strategie per rendere più percettibile, più saliente una sillaba:
    1. pronunciarla con maggiore intensità : magg tensione
    1. pronunciarla più alta
    1. pronunciarla più lunga: farla durare un tempo magiore

Le tre strategie sono generalmente compresenti ma una tende a far prevalere pur applicandole sempre tutte e tre, si avranno così: a) Lingue ad accento espiratorio (italiano) : sillabe accentate sono un pochino piu lughe alte, ma molto piu INTENSE delle atone soprattutto pron con maggiore intensità, per ita e tedesco: sillabe toniche rispetto a quelle atone sono un po più alte, po più lunghe, molto più intensità e volume b) Lingue ad accento musicale (greco cl., serbo-croato ) : sillaba tonica pochino + intensa, lunga ma molto più ACUTA , alta rispetto alle altre c) Lingue ad accento di durata ( georgiano ) sillaba +intensa, + alta ma molto + LUNGA L’elemento più percepibile della sillaba accentata è sempre la vocale.: sillabe toniche po piu intense me alte ma molto più lunghe L’accento: posto inizio sillaba accentata

  • può essere distintivo cfr. it ['me:.ta] vs [me.'ta] e si nota con ' prima della sillaba accentata Nucleo parte della sillaba in cui + si sente l’accento, maggiore udibilità del nucleo sillabico Lunghezza
  • È la durata cronologica della realizzazione di un segmento, ci sono vocali lunghe e brevi, consonanti lunghe e brevi In alcune lingue ha valore distintivo
  • Può avere valore oppositivo:da solo può generare due parole di significato diverso lat. palus “palude”vs pālus “palo”, malus: malvagio<->maalus: melo, levis: leggero<->leevis: liscio mil. [kar] “carro” vs [ka:r] “caro” it. pala vs palla ['pa:.la] vs ['pal.la] gen: casetta: cassetta, caaseta: calza la lunghezza si nota in IPA con : o, nel caso delle consonanti, ripetendo il segno della consonante x trascrizione: per le vocali i due punti per le consonanti duplichiamo il segno nell’occlusiva è più lungo il silenzio prima dell’esplosione qnd consonante lunga: X SILLABAZIONE: CAPPI: kap.pi Tono È l’altezza o variazione di nota musicale associata ad una sillaba (udibile soprattutto sulle vocali)
  • In certe lingue, dette tonali , esso è distintivo:
  • Cinese mandarino 4 toni, es. mā (alto costante) “mamma” má (ascendente) “lino” mǎ (discendente- ascendente) “cavallo” mà (discendente) “ingiuriare, sgridare” la modulazione tonale oppone parole di significato diverso