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APPUNTI INFORMATICA-lumsa, Appunti di Elementi di Informatica

Informatica 1-concetti di informatica 2-sistema informativo 3-progettazione db 4-matrice di dati 5-dw 6-sdmx 7-qualità dati

Tipologia: Appunti

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Simona0707
Simona0707 🇮🇹

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INFORMATICA!
Perché è importante la gestione informatica dei dati in una impresa
come in una istituzione? !
Perché la struttura informatica ha permeato tutti i processi da quelli
produttivi a quelli organizzativi a quelli conoscitivi. È impossibile
poter pensare una gestione di una impresa, piccola o grande, o di
una istituzione, locale o nazionale, senza l’utilizzo dell’informatica. !
Perché è importante la gestione informatica dei dati in una impresa
come in una istituzione? !
Perché il “dato” risulta l’elemento base per operare qualunque tipo
di scelta, ma questa risulta corretta (o non sbagliata) solo se il dato
sul quale è basata è corretto (o non distorto), qualitativamente
ottimo (pertinente, accurato, coerente, chiaro), ... “vero”. !
Perché è importante la gestione informatica dei dati in una impresa
come in una istituzione? !
Perché in un mondo globalizzato, in veloce trasformazione e in cui
le culture diverse trovano sempre più occasioni di contatto, la
comunicazione diventa un valico imprescindibile. Sapere
comunicare correttamente, e saperlo fare con i dati, senza
distorcerli o fraintenderli, è un imperativo. !
Perché è importante la gestione informatica dei dati in una impresa
come in una istituzione? !
Viviamo nella società dell’informazione: la conoscenza, sia tecnica
che concettuale, è la vera arma vincente. Lo è sempre stata nella
lotta per la sopravvivenza e lo è necessariamente oggi che
abbiamo “scavalcato” la sopravvivenza. !
1. IL SISTEMA INFORMATIVO:
SISTEMA AZIENDA-> Sistema organizzativo-> Sistema
informativo-> Sistema informatico-> BASE DI DATI!
Base di dati: Raccolta di tutte le informazioni importanti. Utilizzabile
per produrre informazioni sul sistema informativo., che potrà dare
informazioni agli altri sistemi.!
SISTEMA ORGANIZZATIVO: Possiamo definirlo come l’insieme di
risorse e regole per lo svolgimento coordinato delle attività al fine
del perseguimento degli scopi dell’azienda. Esso è composto da
risorse: persone, capitali, materiali, informazioni.!
Ad esso può aancarsi il sistema logistico che fornisce il servizio
verso l’interno dell’azienda (reparti produttivi, depositi…) o verso
l’esterno (fornitori e clienti) attraverso un sistema articolato nel
quale possiamo rilevare una componente strutturale (insieme degli
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INFORMATICA

Perché è importante la gestione informatica dei dati in una impresa come in una istituzione? Perché la struttura informatica ha permeato tutti i processi da quelli produttivi a quelli organizzativi a quelli conoscitivi. È impossibile poter pensare una gestione di una impresa, piccola o grande, o di una istituzione, locale o nazionale, senza l’utilizzo dell’informatica. Perché è importante la gestione informatica dei dati in una impresa come in una istituzione? Perché il “dato” risulta l’elemento base per operare qualunque tipo di scelta, ma questa risulta corretta (o non sbagliata) solo se il dato sul quale è basata è corretto (o non distorto), qualitativamente ottimo (pertinente, accurato, coerente, chiaro), ... “vero”. Perché è importante la gestione informatica dei dati in una impresa come in una istituzione? Perché in un mondo globalizzato, in veloce trasformazione e in cui le culture diverse trovano sempre più occasioni di contatto, la comunicazione diventa un valico imprescindibile. Sapere comunicare correttamente, e saperlo fare con i dati, senza distorcerli o fraintenderli, è un imperativo. Perché è importante la gestione informatica dei dati in una impresa come in una istituzione? Viviamo nella società dell’informazione: la conoscenza, sia tecnica che concettuale, è la vera arma vincente. Lo è sempre stata nella lotta per la sopravvivenza e lo è necessariamente oggi che abbiamo “scavalcato” la sopravvivenza.

1. IL SISTEMA INFORMATIVO: SISTEMA AZIENDA -> Sistema organizzativo-> Sistema informativo-> Sistema informatico-> BASE DI DATI Base di dati: Raccolta di tutte le informazioni importanti. Utilizzabile per produrre informazioni sul sistema informativo., che potrà dare informazioni agli altri sistemi. SISTEMA ORGANIZZATIVO : Possiamo definirlo come l’insieme di risorse e regole per lo svolgimento coordinato delle attività al fine del perseguimento degli scopi dell’azienda. Esso è composto da risorse: persone, capitali, materiali, informazioni. Ad esso può affiancarsi il sistema logistico che fornisce il servizio verso l’interno dell’azienda (reparti produttivi, depositi…) o verso l’esterno (fornitori e clienti) attraverso un sistema articolato nel quale possiamo rilevare una componente strutturale (insieme degli

spazi, strutture, attrezzature) e una componente organizzativa, l’insieme delle metodologie e delle procedure necessarie per la gestione delle risorse umane, dei materiali, dei fornitori di servizi e degli elementi costituenti la componente strutturale. SISTEMA INFORMATIVO : È la componente di una organizzazione che gestisce (acquisisce, elabora, conserva, produce) le informazioni di interesse, ovvero dati organizzati per il perseguimento degli scopi dell’organizzazione. Ogni organizzazione ha un sistema informativo. Quasi sempre, il sistema informativo è di supporto ad altri sottosistemi, e va quindi studiato nel contesto in cui è inserito. Il sistema informativo è di solito suddiviso in sottosistemi (in modo gerarchico o decentrato), più o meno fortemente integrati. Nell’ambito di un sistema complesso le informazioni possono provenire da molte fonti e con modalità molto diverse. Quindi il sistema informativo può anche essere visto come l’entità che usi interpone fra persone che hanno esigenze informative e/o problemi e le informazioni stesse e/o il mondo reale, fornendo le informazioni desiderate. SISTEMA INFORMATICO : Il sistema informativo per poter assolvere le funzioni citate deve svolgere alcune procedure elementari, e cioè: -acquisizione dei dati dell’ambiente sotto osservazione (mediante studi e ricerche tecniche, economiche, di mercato, di produzione) -catalogazione e archiviazione) -elaborazione -ritrovamento -disseminazione delle informazioni L’informatica è la scienza che studia l’elaborazione delle informazioni e le sue applicazioni; più precisamente l’informatica si occupa della rappresentazione, dell’organizzazione e del trattamento automatico dell’informazione. Un sistema informatico è quella porzione automatizzata del sistema informativo che gestisce le informazioni con tecnologia informatica. RETI DI CALCOLATORI: La definizione che di rete di computer fornisce l’IEEE, istituto degli ingegneri elettrici e elettronici, è un insieme di nodi di elaborazione totalmente autonomi connessi mediante un opportuno sistema di comunicazione in grado di

LAN, ma che sfrutta, per la connessione tra le apparecchiature, le radio frequenze, connettendo fra loro gli HOST della rete. MAN: Metropolitan Area Network (rete metropolitana o anche rete cittadina). I computer si trovano all’interno di un’area urbana di grandi dimensioni oppure possono essere dislocati in comuni limitrofi. Questo tipo di rete è attivo in alcuni comuni, l coprendone l’intero centro abitato. Un altro esempio può essere riconosciuto dalla connessione di tutte le facoltà o poli universitari dislocati in un’area metropolitana. WAN: Wide Area Network (rete geografica) è una rete di estensione superiore alle precedenti, può essere regionale o nazionale o anche più ampia. Generalmente le WAN sono utilizzate per collegare tra loro più reti di livello inferiore (LAN,MAN) in modo che un utente di una rete possa comunicare con utenti di un’altra rete. Grandi imprese possono costruire WAN per connettere strutture informatiche di proprie unità locali poste su territori molto vasti. GAN: Global Area Network, l’estensione geografica di una rete GAN copre tutti i continenti. È una rete che può sfruttare le reti di dimensione ridotte per ampliarne le connessioni. Una conseguenza di ciò è che le tecnologie impiegate per interconnettere le macchine possono essere svariate, dal più tradizionale cavo in rame del comune doppino telefonico ai recenti sistemi satellitari. MEZZO DI TRASMISSIONE: Attraverso un router, le onde elettromagnetiche, create dal movimento degli elettroni, viaggiano nello spazio (anche vuoto) alla velocità della luce e possono indurre una corrente in un dispositivo ricevente (antenna) anche molto distante. TOPOLOGIA: Questo termine si riferisce al modo in cui sono interconnessi i computer che compongono la rete informatica. Le topologie di rete sono molte e differenti ma , nelle reti locali, si adottano generalmente topologie semplici e regolari come quella “a dorsale” o “a stella” o “ad anello”, mentre nelle reti geografiche si adottano tipicamente topologie “a maglia incompleta”. La topologia che costituisce una rete ha conseguenze significative sulla capacità di collegamento e ,quindi, di trasmissione dei messaggi. Una topologia più semplice, come quella delle reti locali, infatti, permette una connessione veloce e “diretta” tra apparecchi. In topologie molto più irregolari le connessioni possono rallentare il sistema di comunicazione.

TOPOLOGIA A DORSALE: È una struttura molto semplice costituita da un singolo cavo, denominato bus o dorsale, a cui sono collegati tutti i nodi che costituiscono la rete. Quando un computer deve inviare un messaggio ad un altro computer, trasmette le informazioni sul bus servendosi della propria scheda di rete. La topologia a bus richiede che il mezzo trasmissivo sia intrinsecamente bidirezionale ovvero che permetta la propagazione del segnale in entrambe le direzioni. TOPOLOGIA A STELLA: In questa topologia di collegamento i nodi sono collegati ad un componente centrale denominato centro o stella che può essere semplice rigeneratore di segnali (es.un hub) oppure un apparecchio intelligente (es.un bridge o uno switch). Quando un nodo deve inviare un messaggio sulla rete, il messaggio giunge al centro e da questo viene inviato a tutti i nodi ad esso collegati; solo il nodo a cui quel messaggio è indirizzato lo acquisirà ed elaborerà. Questa topologia è più robusta rispetto a quella a bus. TOPOLOGIA AD ANELLO: In questa topologia ogni nodo è connesso al successivo formando un circuito chiuso e l’informazione viaggia in una sola direzione. La comunicazione tra due computer avviene con l’immissione del messaggio da parte del computer trasmittente, messaggio completo dell’indirizzo del nodo di destinazione. Ciascun nodo ripete il messaggio fino a quando quest’ultimo raggiunge il nodo di destinazione il quale, lo acquisisce e modifica il bit di coda del messaggio per confermare al mittente l’avvenuta corretta ricezione. Il nodo mittente verifica la modifica del bit e, se questo conferma la ricezione del messaggio, provvede a rimuoverlo dall’anello. TOPOLOGIA A MAGLIA: Questa topologia prevede l’interconnessione tra i sistemi attraverso canali trasmissioni bidirezionali. Se ogni nodo è collegato con tutti gli altri si parla di topologia a maglia completa (o completamente connessa). Se non tutti i nodi sono collegati con tutti gli altri si parla di maglia incompleta (o parzialmente connessa). La struttura conferisce al sistema un’elevata affidabilità potendo gestire percorsi multipli. Di contro presenta un costo elevato (per ogni nodo aggiuntivo le connessioni crescono del numero di nodi esistenti) e ,inoltre, la

2. MODELLO ER

PROGETTAZIONE DI BASI DI DATI:

  • È una delle attività del processo di sviluppo dei sistemi informativi
  • va quindi inquadrata in un contesto più generale:
  • il ciclo di vita dei sistemi informativi:
    • –^ Insieme e sequenzializzazione delle attività svolte da analisti, progettisti, utenti, nello sviluppo e nell’uso dei sistemi informativi
    • –^ attività iterativa, quindi ciclo FASI DELLA PROGETTAZIONE: Studio di fattibilità: definizione costi e priorità Raccolta e analisi dei requisiti: studio delle proprietà del sistema Progettazione: di dati e funzioni Realizzazione (Implementazione) Validazione e collaudo: sperimentazione Funzionamento: il sistema diventa operativo PROGETTAZIONE: La progettazione di un sistema informativo riguarda due aspetti: -progettazione dei dati-> -i dati hanno un ruolo centrale -i dati sono più stabili -progettazione delle applicazioni -> per garantire prodotti di buona qualità è opportuno seguire una metodologia di progetto, ovvero-> articolazione delle attività in fasi, criteri di scelta, modelli di rappresentazione , generalità e facilità d’uso. PROGETTAZIONE CONCETTUALE: Che cosa (analisi). La progettazione concettuale per la costruzione di un sistema informativo offre una serie di vantaggi rilevanti. L’uso degli schemi concettuali permette: 1.il coinvolgimento e il controllo da parte del committente del risultato 2.maggiore chiarezza degli obiettivi 3.stabilità della progettazione 4.maggiore facilità di integrazione di nuovi dati

5.migliore possibilità di confronto fra sistemi informativi Perché sono utili?

  • servono per ragionare sulla realtà di interesse, indipendentemente dagli aspetti realizzativi
  • permettono di rappresentare le classi di dati di interesse e le loro correlazioni
  • prevedono efficaci rappresentazioni grafiche (utili anche per documentazione e comunicazione) MODELLO ENTITÀ – RELAZIONE (E-R): Il modello di rappresentazione Entità-Relazione è stato proposto da P. P. Chen nel 1976 in ambito informatico allo scopo di facilitare la progettazione di una base di dati. Mediante tale modello è possibile costruire un grafo, ossia uno schema che costituisce una fotografia del fenomeno. Ciascuno schema è il risultato della composizione logica di cinque tipi di strutture di rappresentazione che si avvalgono di regole formali e di una simbologia grafica molto semplice ma estremamente chiara. Tali strutture sono: l'entità, la relazione, l'attributo, il sottoinsieme, la gerarchia di generalizzazione. Il rettangolo rappresenta una entità, ossia un insieme di oggetti di cui sono note alcune caratteristiche. In termini statistici, il rettangolo rappresenta un collettivo di unità statistiche. Occorrenza (o istanza) di entità è un elemento della classe - l'oggetto, la persona, lo studente, ecc. -, non sono i dati! (aspetto intensionale) Nello schema concettuale vengono rappresentate le entità, non le singole istanze (il modello è astratto o concettuale) Ogni entità ha un nome che la identifica univocamente nello schema. È conveniente utilizzare nomi espressivi e al singolare. Il rombo rappresenta una relazione, ovvero un legame logico tra due o più entità. Si trova indicata anche come correlazione o associazione. Ogni entità ha un nome che la identifica univocamente nello schema. È conveniente utilizzare nomi espressivi , al singolare e usando sostantivi invece che verbi. Nell'ambito di una relationship non ci possono essere occorrenze (coppie, ennuple) ripetute. Le relazioni possono essere di tre tipi:

Guardando le cardinalità massime coinvolte nella relationship è possibile stabile il tipo di relazione (uno-uno, uno-molti, molti- molti). Il modello Entità-Relazione può essere utilizzato proficuamente anche per una formale e precisa descrizione qualitativa di un fenomeno collettivo complesso. PROGETTAZIONE LOGICA: Come (schema logico). La progettazione logica della base di dati consiste nella traduzione dello schema concettuale dei dati in uno schema logico che rispecchia il modello dei dati scelto, cioè, nel nostro caso, il modello relazionale. Lo schema logico risultante è indipendente dallo specifico DBMS che verrà scelto al termine della progettazione logica. Inoltre vengono definiti i vincoli di integrità sui dati. Infine durante la progettazione logica si definiscono eventuali schemi esterni (viste) per le specifiche applicazioni. I MODELLI LOGICI: I modelli logici forniscono le regole di derivazione che permettono di passare dalla fase di livello concettuale al quella del livello realizzazione di un database, cioè per trasformare lo schema E-R nello schema delle relazioni. I modelli logici più utilizzati presentano tre strutture di relazione, e sono: MODELLO GERARCHICO: La struttura ad albero che caratterizza il modello gerarchico si basa sulla possibilità di individuare un segmento principale, il padre o la radice, dal quale dipendono n segmenti figli, che a loro volta si trasformano in padri per altri figli e così via. A questi, in virtù della totale dipendenza dal padre, è possibile fare riferimento solo attraverso il passaggio dal nodo principale. Non è possibile dal figlio risalire al padre. MODELLO RETICOLARE: A differenza del modello gerarchico, nel modello reticolare ad ogni record può essere associato un numero qualsiasi di record subordinati e di record precedenti e le correlazioni vengono espresse attraverso record particolari, chiamati record di collegamento (member), che formano delle catene tra le varie parti del sistema. Le strutture utilizzate nel modello reticolare sono due, il record (si pensi ai comuni file) e il set, che permette di correlare i record, per mezzo di catene di puntatori. Dunque una base di dati reticolare è

definita con riferimento ad uno schema, che contiene tipi record collegati fra loro da tipo set. MODELLO RELAZIONALE : È stato proposto nel 1970 da Edgar F. Codd nel suo articolo A Relational Model for Large Shared Data Banks apparso sulla rivista Communications of the ACM. Codd metteva in risalto i limiti dei modelli utilizzati in quegli anni, ovvero i modelli reticolare e gerarchico, e in particolare il fatto che tali modelli non distinguessero il livello logico e quello fisico dei dati. Tali modelli, infatti, operavano attraverso puntatori e l'accesso ai dati avveniva sfruttando la rappresentazione fisica dei dati. Le difficoltà emergevano vuoi per una variazione nella struttura fisica, ad esempio per obsolescenza della macchina, vuoi nella copia dei dati da un elaboratore ad un altro. Il modello relazionale opera una distinzione tra livello fisico e livello logico, ottenendo l’indipendenza dall’organizzazione fisica dei dati. Nel modello relazionale l'accesso ai dati avviene a livello logico astraendo dalla loro rappresentazione fisica. Nonostante ciò il successo del modello relazionale è stato lento, in quanto la proprietà di indipendenza fisica dei dati rese difficile una implementazione efficiente delle basi di dati relazionali. Solo dagli anni ‘80 le basi di dati relazionali sono diventate una realtà e oggi è il modello più diffuso. Il modello relazionale può essere suddiviso in due componenti principali:

  • le strutture che permettono di organizzare i dati;
  • i vincoli di integrità che permettono di inserire solo dati corretti per la realtà modellata. Il modello relazionale si fonda sul concetto di relazione (da non confondere con la relazione concettuale del modello ER), la cui rappresentazione è una tabella. Mentre il concetto di tabella è intuitivo ed è usato in vari contesti che prescindono dalle basi di dati il concetto di relazione è formale e proviene dalla teoria degli insiemi, una parte della matematica. -relazione matematica: come nella teoria degli insiemi -relazione (dall’inglese relationship) che rappresenta una classe di fatti, nel modello Entity-Relationship; tradotto anche con associazione o correlazione. -relazione secondo il modello relazionale dei dati Relazione matematica D1, ..., Dn
  • indipendenza dalle strutture fisiche che possono cambiare dinamicamente
  • si rappresenta solo ciò che è rilevante dal punto di vista dell’applicazione
  • l’utente finale vede gli stessi dati dei programmatori
  • i dati sono portabili più facilmente da un sistema ad un altro PROGETTAZIONE FISICA: Come (schema fisico). La progettazione fisica consiste nella traduzione dello schema logico nel cosiddetto schema interno, cioè in una rappresentazione che tenga conto delle particolari caratteristiche hardware e software del sistema informatico esistente. 3. DALLA MATRICE ALLA BASE DI DATI I dati possono essere rilevati attraverso un questionario, ad esempio chiedendo al cliente i dati rilevanti (nome, cognome, indirizzo, ecc.). Il questionario è certamente uno strumento efficiente per la raccolta dei dati, scopo per il quale è stato inventato, ma costituisce un supporto inadeguato per la conservazione e, soprattutto, per l’analisi dei dati stessi. La tecnologia permette di costruire e operare su matrici di dati. La matrice di dati è una tabella con specifiche relazioni tra righe e colonne. La matrice di dati, detta anche «casi per variabili», consiste in un insieme rettangolare di numeri, dove in riga abbiamo i casi e in colonna le variabili. In ogni cella derivante dall’incrocio fra una riga e una colonna abbiamo un dato, e cioè il valore assunto da una particolare variabile su un particolare caso. Due sono le condizioni necessarie perché le informazioni afferenti ad un certo insieme di casi possano essere organizzate nella forma di matrice-dati:
  • l’unità d’analisi deve essere sempre la stessa: per esempio deve trattarsi di informazioni raccolte tutte su clienti, oppure tutte su ambiti territoriali o, ancora, su prodotti; non si può fare una matrice-dati dove alcune righe contengono clienti, altre prodotti, ecc.;
  • su tutti i casi studiati devono essere state rilevate le stesse informazioni; nella matrice-dati le righe hanno la stessa lunghezza e contengono le stesse variabili; non è possibile costruire una matrice dati se su un certo numero di casi sono state raccolte certe informazioni e su altri casi ne sono state raccolte delle altre. L’operazione di traduzione del materiale empirico grezzo (il pacco di questionari, la pila di documenti) in matrice-dati viene chiamata codifica, e avviene con l’ausilio di due strumenti, il tracciato-record ed il codice:
  • il tracciato-record indica la posizione di ogni variabile nella riga della matrice; il termine «tracciato-record» deriva dalla lingua inglese, dove per «record» si intende la riga della matrice;
  • il codice (codebook) assegna ad ogni modalità della variabile un valore numerico o una etichetta. DAL QUESTIONARIO ALLA MATRICE DEI DATI: La prima domanda è una domanda standard che non pone problemi e dà luogo ad una variabile. Notiamo solo che fra le risposte codificate, oltre a quelle proposte dalla domanda chiusa, abbiamo aggiunto anche il valore 9 per la modalità di risposta «non risponde». Questa eventualità va sempre prevista in tutte le domande. La domanda 2 produce due variabili: quella relativa agli obiettivi indicati per primi, e quella relativa agli obiettivi indicati per secondi. La terza domanda è di fatto una batteria di domande, nel senso che si tratta di più domande aventi lo stesso formato di risposta (quattro alternative). Per comodità grafica esse sono raggruppate apparentemente sotto un’unica domanda, ma di fatto si tratta di 8

È importante sottolineare la differenza tra un database e un programma per la gestione di un database. Il database contiene i dati. Il programma per la gestione del database (DBMS: Database Management System) serve a organizzare i dati e consente all’utente di effettuare le operazioni su di essi, come inserire i dati, modificarli, cancellarli, ricercarli, visualizzarli, stamparli. IL DBMS gestisce collezioni di dati: – grandi

  • persistenti – condivise Il DBMS garantisce: – privatezza
  • affidabilità
  • efficienza – efficacia DAGLI ARCHIVI ALLE BASI DI DATI:
  • Ridondanza:
  • informazioni ripetute
  • Rischio di incoerenza:
  • le versioni possono non coincidere
  • Una base di dati è una risorsa integrata, condivisa fra applicazioni
  • Conseguenze
  • Attività diverse su dati condivisi:
  • meccanismi di autorizzazione
  • Accessi di più utenti ai dati condivisi:
  • controllo della concorrenza
    • I modelli sono insiemi di costrutti utilizzati per organizzare i dati di interesse e descriverne la dinamica
    • Componente fondamentale dei modelli sono i meccanismi di strutturazione (o costruttori di tipo)
    • Ogni modello di dati prevede alcuni costruttori (esempio: il costruttore «relazione» permette di definire insiemi di record omogenei)
      • Per costruire una base di dati necessitano uno schema e una istanza. Lo schema, sostanzialmente invariante nel tempo, ne descrive la struttura (possiamo chiamarlo l’aspetto intensionale). L’istanza, ovvero i valori attuali della tabella, che possono variare (possiamo chiamarlo l’aspetto estensionale del data base).

ARCHITETTURA DI UN DBMS:

Schema logico: descrizione dell’intera base di dati nel modello logico “principale” del DBMS Schema interno (o fisico): rappresentazione dello schema logico per mezzo di strutture fisiche di memorizzazione Schema esterno: descrizione di parte della base di dati in un modello logico (“viste” parziali, derivate, anche in modelli diversi). Come conseguenza dell’articolazione in livelli della banca dati possiamo indicare:

  • che l’accesso avviene solo tramite il livello esterno (che potrebbe anche coincidere con il livello logico) e che può essere tarato per agevolare quanto più possibile l’utente, senza dover intervenire sul livello fisico.
  • Grazie ai livelli diversi che compongono l’architettura di un DBMS possiamo avere una indipendenza fisica e una indipendenza logica
  • il livello logico e quello esterno sono indipendenti da quello interno in quanto:
    • una relazione è utilizzata nello stesso modo qualunque sia la sua realizzazione fisica
    • la realizzazione fisica può cambiare senza che debbano essere modificati i programmi
  • il livello esterno è indipendente da quello logico in quanto:
    • aggiunte o modifiche alle viste non richiedono modifiche al livello logico
    • modifiche allo schema logico che lascino inalterato lo schema esterno sono trasparenti per l’utente Linguaggi per un data base Data definition language (DDL): linguaggi utilizzati per programmi per la definizione di schemi (logici, esterni, fisici) e altre operazioni generali. Viene utilizzato per la creazione della struttura fisica del DB e degli schemi che la connettono con la struttura logica. Data manipulation language (DML): linguaggi utilizzati per programmi di interrogazione e l’aggiornamento di (istanze di) basi di dati.

concettuale e un passo più vicino al livello fisico dei dati. In particolare, il risultato è organizzato secondo il modello dei dati che è stato scelto (il modello relazionale nel nostro caso). Mentre gli attributi del modello relazionale assumono solo valori atomici, il modello ER permette di specificare attributi composti (che assumono una sequenza di valori non omogenei) e attributi multivalore (che assumono una sequenza di valori omogenei). Occorre dunque rimuovere questi attributi mediante una fase preliminare di ristrutturazione del modello ER. In un database organizzato correttamente, ogni tabella dovrebbe contenere dati relativi a un solo argomento. Eventuali dati correlati dovrebbero essere contenuti in altre tabelle. Quindi un data base «pulito» dovrebbe presentare più tabelle «snelle». Inoltre risulta più facile evitare errori dovuti alle ripetute registrazioni di dati uguali e viene facilitata la gestione del database. Infatti le informazioni sono inserite, per quanto possibile, solo una volta, e la variazione di una tabella comporterà l’aggiornamento corretto dell’intero data base. Esempio di un database che descriva i libri presenti in una biblioteca. Se prevedessimo di riportare le informazioni in una sola tabella (sostanzialmente come faremmo se producessimo una tabella in Excel), che chiamiamo «LIBRI», dovremmo replicare il nome e il cognome dell’autore e/o la casa editrice più volte all’interno delle righe della tabella. I dati possono presentarsi una sola volta nella tabella, oppure possono presentarsi molto volte nella tabella. Le righe possono riprodurre anche varie informazioni identiche (ma non essere mai del tutto identiche). COSTRUZIONE DI UNA TABELLA: In questo modo, la tabella non risulterebbe affatto snella: possedere ad esempio trenta libri di Andrea Camilleri porterebbe a registrare per trenta volte nel campo Nome «Andrea» e nel campo Cognome «Camilleri». Inoltre, trascrivere per trenta volte il nome dello stesso autore aumenta notevolmente la probabilità di scriverlo qualche volta in modo errato. n un data base ottimale, quindi, una tabella non deve contenere dati duplicati, e tabelle diverse non devono contenere i medesimi dati. Se un dato è memorizzato in una sola tabella, sarà facile cambiarlo in quanto si modificherà in un’unica posizione.

Inoltre se ciascuna tabella contiene dati relativi a un solo argomento, sarà possibile conservare tali dati indipendentemente gli uni dagli altri. Analogamente a quanto detto per una tabella anche ogni campo dovrebbe contenere un solo dato. Ad esempio nella tabella LIBRI è opportuno distinguere un campo «Nome» e un campo «Cognome» piuttosto che un campo «Autore». In questo modo è possibile effettuare una ricerca più rapida e immaginare una più logica organizzazione dei contenuti. Relazione tra tabelle Una relazione confronta i dati delle colonne chiave, in genere le colonne con lo stesso nome in entrambe le tabelle. Nella maggior parte dei casi la relazione confronta la chiave primaria di una tabella, che fornisce un identificatore univoco per ciascuna riga, con una voce della chiave esterna dell'altra tabella. Esistono tre tipi di relazioni tra tabelle. Il tipo di relazione creata dipende da come sono definite le colonne correlate.

  • uno-a-molti
  • molti-a-molti
  • Uno-a-uno Relazione uno-a-molti Una relazione uno-a-molti è il tipo più comune di relazione. In questo tipo di relazione a una riga della tabella A possono corrispondere molte righe della tabella B, ma a una riga della tabella B può corrispondere solo una riga della tabella A. Ad esempio, le tabelle Squadre e Calciatori hanno una relazione uno-a-molti: ogni squadra detiene molti calciatori ma ciascun calciatore può giocare in una sola squadra. Una relazione uno-a-molti viene creata se solo una delle colonne correlate è una chiave primaria o ha un vincolo univoco. In Access, la parte della chiave primaria di una relazione uno-a- molti è denotata dal simbolo di una chiave. La parte della chiave esterna di una relazione è denotata dal simbolo di infinito. Relazioni molti-a-molti In una relazione molti-a-molti, una riga della tabella A corrisponde a molte righe della tabella B e viceversa. Questa relazione viene creata definendo una terza tabella, detta tabella di collegamento, la cui chiave primaria è costituita dalle chiavi esterne delle tabelle A e B.