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appunti la vita operosa bontempelli, Appunti di Letteratura Italiana

appunti la vita operosa bontempelli

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 19/04/2021

la_dani
la_dani 🇮🇹

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LEZIONE 8
BONTEMPELLI
Si tratta di un libro divertente, si rischia di perdersi negli
approvvigionamenti e la procedura a zig zag dell’autore. Non è una
trama lineare, una serie di mosse che intenzionalmente ti
spiazzano. Bontempelli ambisce a farci perdere l’orientamento, e il
lettore deve assecondarlo. Poi ce lo fa ritrovare, e in ogni caso lo fa
in una maniera trasparente. Bontempelli agisce polemicamente,
contestando attraverso una sorta di divertimento. Vuole arrivare a
questo risultato attraverso la descrizione di un mondo che da un
lato contesta ma dall’altro fotografa.
Con verga c’era un sostanziale pessimismo, come se fosse
costantemente accigliato.
Bontempelli scrive la vita operosa dopo 30 rispetto alla stesura di
MDG, è un uomo completamente diverso sia per cultura che per
carattere.
In questi 30 anni è cambiato il mondo, nonostante non sia
tantissimo. Rispetto a quello di verga è un abisso culturale e storico.
Il mondo di verga, i pescatori dei malavoglia o dipendenti di mdg
sembrano addirittura più vecchi di 100 anni ,inseriti in una porzione
della società italiana ancora precedente a quella di riferimento alla
contemporaneità di verga. In Bontempelli si evince
l’industrializzazione. Bont. Parla di Milano, metropoli per
antonomasia, parla di cose tipo l’illuminazione notturna. B. giudica i
cambiamenti senza un atteggiamento personale, ma proprio si
interroga sul cambiamento in atto. Nel 1920 comincia a ragionare a
partire da un evento che taglia in due la storia di italia, ovvero la
prima guerra mondiale, l’italia che esce dalla prima guerra
mondiale è un’italia condizionata dalla consapevolezza che la
vicenda bellica, passando dal disastro di caporetto alla morte di 600
mila italiani morti sul Carso. Questo enorme lutto nazionale
determina i lmodo in cui si ricomincia.
La maniera in cui bont apre la narrazione è proprio questa. I primi 3
capitoli mostrano proprio questo pur facendo mostra di occuparsi
invece di tutt’altro.
Bont è stato un ufficiale dell’artiglieria nella prima guerra mondiale
ed era consapevole che questo bagno di sangue condiziona la
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LEZIONE 8

BONTEMPELLI

Si tratta di un libro divertente, si rischia di perdersi negli approvvigionamenti e la procedura a zig zag dell’autore. Non è una trama lineare, una serie di mosse che intenzionalmente ti spiazzano. Bontempelli ambisce a farci perdere l’orientamento, e il lettore deve assecondarlo. Poi ce lo fa ritrovare, e in ogni caso lo fa in una maniera trasparente. Bontempelli agisce polemicamente, contestando attraverso una sorta di divertimento. Vuole arrivare a questo risultato attraverso la descrizione di un mondo che da un lato contesta ma dall’altro fotografa. Con verga c’era un sostanziale pessimismo, come se fosse costantemente accigliato. Bontempelli scrive la vita operosa dopo 30 rispetto alla stesura di MDG, è un uomo completamente diverso sia per cultura che per carattere. In questi 30 anni è cambiato il mondo, nonostante non sia tantissimo. Rispetto a quello di verga è un abisso culturale e storico. Il mondo di verga, i pescatori dei malavoglia o dipendenti di mdg sembrano addirittura più vecchi di 100 anni ,inseriti in una porzione della società italiana ancora precedente a quella di riferimento alla contemporaneità di verga. In Bontempelli si evince l’industrializzazione. Bont. Parla di Milano, metropoli per antonomasia, parla di cose tipo l’illuminazione notturna. B. giudica i cambiamenti senza un atteggiamento personale, ma proprio si interroga sul cambiamento in atto. Nel 1920 comincia a ragionare a partire da un evento che taglia in due la storia di italia, ovvero la prima guerra mondiale, l’italia che esce dalla prima guerra mondiale è un’italia condizionata dalla consapevolezza che la vicenda bellica, passando dal disastro di caporetto alla morte di 600 mila italiani morti sul Carso. Questo enorme lutto nazionale determina i lmodo in cui si ricomincia. La maniera in cui bont apre la narrazione è proprio questa. I primi 3 capitoli mostrano proprio questo pur facendo mostra di occuparsi invece di tutt’altro. Bont è stato un ufficiale dell’artiglieria nella prima guerra mondiale ed era consapevole che questo bagno di sangue condiziona la

società la vita dell’italia. L’italia affronta la guerra sulla spinta di grande consenso nazionale. I grandi intellettuali dell’epoca, incluso bont, erano di stampo interventista, nel senso che erano del parere che dovesse intervenire. Già precedentemente in periodo risorgimentale, i grandi intellettuali, desideravano un’unità nazionale, una lingua unica parlata e non una serie di dialetti che talvolta variavano da città a città, anche molto vicine tra loro. In seguito ai risvolti politici derivanti l’unità d’italia, molti pensatori pensano sia positivo affrontare uno sforzo bellico come quello del 1915, gli interventisti dell’epoca consideravano questa componente ideale, cioè una guerra per riscattare quella parte di italia ancora connessa all’austria. Quindi la spinta dell’entrata in guerra da parte dell’italia era fortemente di stampo idealista. Bont pensava che attraverso questo sforzo collettivo, soprattutto da parte di giovani, attraverso laconsidivisone della trincea degli italiani nuovi e riacquisire trento e trieste, sarà l’occsasione persentirsi davveroitaliani,senza barriere. Verso il 1920 comincia a pensare di avere sbagliato, essere strato vittima di un equivoco. Si è trattato di una carneficina, l’abbattimento di migliaia di giovani di 20 e 30 anni. L’europa è stata spaccata e il mondo si risveglia con un grande lutto. Tutta la seconda parte della vita di bont la passa convinto di aver preso parte ad un errore, pensava che la guerra avrebbe prodotto un’italia nuova invece è una grande carneficina. E la Milano del 1920è una città in cui gli affari costituiscono l’unica ragione della vita quotidiana .Per quello che abbiano atteso la fine della guerra lontani dalle trincee, passano sulla pelle dei caduti. Lui non lo dirà mai esplicitamente, tuttavia orienta il discorso è polemico ostilità, come se lui ce l’avesse con queste persone, anche se lo fa procedendo volutamente a caso, per farci perdere la bussola come dice nel primo capitolo. Bont conosce Marinetti, padre del futurismo, evento fondamentale nella sua vita. Marinetti è il più radicale ed estremo della soluzione interventista, fondatore del futurismo e che conosce la sua nascita nel 1909, con il Manifesto. Marinetti è un uomo sorprendentemente colto, un uomo bilingue. La usa tentazione è quella di scrivere in francese. E’ uno scrittore/poeta che crede nella letteratura e nella bellezza ma poi comincia a pensare che la bellezza nella maniera antica, sia diventata obsoleta, cioè irrimediabilmente vecchia e che

segnala la sua volontà di mettersi in contatto e in linea con il pensiero di Marinetti. Ha un atteggiamento quasi di rinnegazione verso le sue prime poesie dell’inizio del novecento. E nella Vita Intensa e nella Vita Operosa replica il caos del mondo, portando proprio il caos dentro il libro. Riproduce il caos di Milano che ricomincia a vivere, in un’Italia che esce dalla guerra vittoriosa. Che idea ha Bont del rapporto tra letteratura e l’idea che un educatore che ha la letteratura, Bont pensa che il compito della letteratura sia contestare tutto, mettersi contro le consuetudini della scrittura e portare il caos in quello che pensavamo fosse l’ordine del test sia un valore fondamentale. Bont vuole farci ridere, sollecitando la nostra mente, le sue gag, le sue situazioni, a volte palesemente assurde. Bontempelli pensa che potenzialmente ci sia da ridere in ogni passaggio del suo testo, ma non in tal senso non interviene in alcun modo, anzi rimane tremendamente serio.