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Ipertestualità e Multimedialità: Struttura e Contenuto dei Documenti Web, Appunti di Sistemi Informatici I

I concetti di ipertestualità e multimedialità nel contesto del web, analizzando la struttura reticolare degli ipertesti, la classificazione dei collegamenti, la multimedialità debole e forte, e la convergenza di questi due elementi nell'ipermedialità. Viene inoltre descritta la struttura di un sito web, la classificazione dei siti in base all'emittente e all'organizzazione interna, e il ruolo dei motori di ricerca nel web.

Tipologia: Appunti

2024/2025

Caricato il 04/01/2025

martistudiaora
martistudiaora 🇮🇹

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LABORATORIO
Ipertesto documento digitale informatizzato costituito da porzioni di testo (nodi) collegate
tra loro tramite collegamenti (o link). Di conseguenza il documento assume una struttura
reticolare e si attua una navigazione non lineare
La forma di un ipertesto è definita dai collegamenti fra i nodi e può essere: lineare,
circolare, a stella, gerarchica ografo completo
- in queste strutture i nodi sono considerati unità minimali di informazione, dotati di
autonomia e completezza
stella entrante insieme dei link che puntano allo stesso nodo
stella uscente insieme dei link che partono da uno stesso nodo
koop/cappio su un nodo qualsiasi ci può essere un arco che ha quello stesso nodo come
punto di partenza e di arrivo
I link implementano le connessioni tra parti del documento tematicamente affini o
logicamente correlate e si trovano nelle parole attive o hotwords
Classificazione dei collegamenti
1. distingue i collegamenti interni al nodo da quelli esterni: ossia tra i link che puntano
da una porzione di testo di un certo blocco a un’altra nello stesso blocco, e quelli che
trasportano il lettore in un blocco distinto di testo
2. distingue collegamenti che puntano a nodi all’interno dello stesso sito a cui
appartiene il nodo di partenza da collegamenti che puntano ad altri siti
3. distingue i link di navigazione da quelli di attivazione: i primi consentono uno
spostamento da una pagina all’altra attraverso una transizione predeterminata,
mentre i secondi generano una transizione dinamica da uno stato all’altro
dell’ipertesto
4. distingue i collegamenti testuali da i collegamenti procedurali: quest’ultimi hanno
sede nella cornice ipertestuale, invece i primi hanno sede nel testo vero e proprio
5. distingue i collegamenti associativi, strutturali o sitografici: i primi indirizzano a un
nodo che ha stretta affinità con la specifica lessia in cui a sede il nodo di partenza, i
secondi indirizzano a una sezione dell’ipertesto, mentre gli ultimi sono ospitati in
elenchi che puntano a siti esterni che hanno affinità con quello che ospita i link e
costituiscono una sorta di appendice intertestuale o metatestuale
Per multimediale si intende un documento nel quale c’è la compresenza di una molteplicità
di mezzi di comunicazione diversi, quali testo, grafica, animazione e suono.
-multimedialità debole: è ottenuta per giustapposizione (accostamento) di mezzi e
linguaggi (parlare, guardare immagini, ascoltare musica)
-multimedialità intrinseca: compresenza di immagini e testi (fumetti)
-multimedialità additiva: opere concepite e prodotte con certi linguaggi e mezzi di
comunicazione alle quali si sovrappone una nuova modalità comunicativa (film muti
con pianista in sala, film/opere con sottotitoli)
La multimedialità che interessa ai fini del Web può essere di tipo ristretto, dato dalla
coesistenza e convergenza nello stesso contesto comunicativo di una pluralità di linguaggi e
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LABORATORIO

Ipertesto → documento digitale informatizzato costituito da porzioni di testo (nodi) collegate tra loro tramite collegamenti (o link). Di conseguenza il documento assume una struttura reticolare e si attua una navigazione non lineare La forma di un ipertesto è definita dai collegamenti fra i nodi e può essere: lineare, circolare, a stella, gerarchica o grafo completo

  • in queste strutture i nodi sono considerati unità minimali di informazione, dotati di autonomia e completezza stella entrante → insieme dei link che puntano allo stesso nodo stella uscente → insieme dei link che partono da uno stesso nodo koop/cappio → su un nodo qualsiasi ci può essere un arco che ha quello stesso nodo come punto di partenza e di arrivo I link implementano le connessioni tra parti del documento tematicamente affini o logicamente correlate e si trovano nelle parole attive o hotwords Classificazione dei collegamenti 1. distingue i collegamenti interni al nodo da quelli esterni : ossia tra i link che puntano da una porzione di testo di un certo blocco a un’altra nello stesso blocco, e quelli che trasportano il lettore in un blocco distinto di testo 2. distingue collegamenti che puntano a nodi all’interno dello stesso sito a cui appartiene il nodo di partenza da collegamenti che puntano ad altri siti 3. distingue i link di navigazione da quelli di attivazione : i primi consentono uno spostamento da una pagina all’altra attraverso una transizione predeterminata , mentre i secondi generano una transizione dinamica da uno stato all’altro dell’ipertesto 4. distingue i collegamenti testuali da i collegamenti procedurali : quest’ultimi hanno sede nella cornice ipertestuale , invece i primi hanno sede nel testo vero e proprio 5. distingue i collegamenti associativi, strutturali o sitografici : i primi indirizzano a un nodo che ha stretta affinità con la specifica lessia in cui a sede il nodo di partenza , i secondi indirizzano a una sezione dell’ipertesto , mentre gli ultimi sono ospitati in elenchi che puntano a siti esterni che hanno affinità con quello che ospita i link e costituiscono una sorta di appendice intertestuale o metatestuale Per multimediale si intende un documento nel quale c’è la compresenza di una molteplicità di mezzi di comunicazione diversi , quali testo, grafica, animazione e suono.
  • multimedialità debole : è ottenuta per giustapposizione (accostamento) di mezzi e linguaggi (parlare, guardare immagini, ascoltare musica)
  • multimedialità intrinseca : compresenza di immagini e testi (fumetti)
  • multimedialità additiva : opere concepite e prodotte con certi linguaggi e mezzi di comunicazione alle quali si sovrappone una nuova modalità comunicativa (film muti con pianista in sala, film/opere con sottotitoli) La multimedialità che interessa ai fini del Web può essere di tipo ristretto , dato dalla coesistenza e convergenza nello stesso contesto comunicativo di una pluralità di linguaggi e

di formati digitali per audio, video, testo. Oppure può essere di tipo interattivo nel quale c’è un’ interazione tra utente e sistema Non si deve confondere la multimedialità , che ha a che fare con i contenuti dei documenti , con la multicanalità , che ha a che fare con i molteplici supporti che possono servire a diffonderliIpertestualità → riguarda e definisce la struttura di un documento costituito da blocchi di testo e da collegamenti inter- e intratestuali ● Multimedialità → attributo del singolo blocco legato alle modalità espressive del blocco stesso e alla pluralità di linguaggi impiegati per veicolare il contenuto del documento La convergenza di ipertestualità e multimedialità è definita ipermedialità : un ipermedia è un apparato documentale la cui struttura è ipertestuale e i cui contenuti sono proposti tramite quella pluralità di linguaggi eterogenei che concorrono a trasmettere un significato che è proprio della multimedialità

  • l'applicazione più popolare di questa convergenza è il World Wide Web (WWW, o semplicemente Web); il Web è un sistema documentale ipertestuale multimediale distribuito su Internet Questo ipertesto è costituito da un insieme di documenti detti pagine web , ciascuna delle quali può essere collegata a qualunque altra tramite collegamenti/link unidirezionali. Le pagine sono ospitate da nodi specializzati della Rete detti server web o server http e un utente può navigare nella struttura dei collegamenti usando un apposito programma client detto browser In quanto documenti multimediali, le pagine web sono costituite sul piano del testo superficiale da testi, grafica, immagini, audio ecc… e i formati ammissibili riconosciuti sono jpg/jpeg, gif e png, se invece si vuole incorporare altri formati, l’utente deve installare programmi aggiuntivi di visualizzazione detti plug-in Con il termine sito web si indica un insieme di pagine che godono di una certa coerenza rispetto a determinati fattori:
  • autorialità : un sito è opera di un emittente
  • argomento di comunicazione : un sito tratta di un certo tema principale
  • strategia argomentativa : l’impostazione del layout , della grafica , e dell’ esposizione dei contenuti è unica in tutto il sito
  • destinatario : un sito si rivolge a un pubblico obiettivo (target)
  • collocazione fisica : le pagine di un sito sono ospitate da un solo server web
  • collocazione virtuale : tutte le pagine di un sito condividono un solo indirizzo web radice Un sito web ha una pagina iniziale introduttiva, la homepage , alcuni siti invece hanno anche una pre-home indicata con il nome di splash page , dal contenuto principalmente grafico o animato che propone poi un collegamento alla homepage vera e propria.
  • HTML (HyperText Markup Language): è il linguaggio di marcatura con il quale si compongono le pagine web
  • URL (Uniform Resource Locator): è sia lo schema di identificazione dei contenuti del Web, sia la singola stringa che agisce da identificatore univoco di una risorsa web Per quanto riguarda il protocollo http , ricordiamo che si tratta dell’ insieme di regole che vanno rispettate nella comunicazione tra server e client nel momento dell’effettuazione di uno scambio di comunicazione nel Web.
  • client : ci riferiamo sia al calcolatore dell’utente, sia al suo programma di navigazione (il browser)
  • server : ci riferiamo sia al calcolatore che ospita le pagine web, sia al programma che su quel certo calcolatore si occupa della gestione del sito Un documento scritto sul Web è, in prima battuta, un file scritto con il linguaggio HTML : si tratta di un linguaggio di marcatura, ossia di un formalismo che prevede l’esistenza di marche che servono per suggerire al browser quali comportamenti adottare. Esistono due tipi di marche
  1. marche doppie : racchiudono una porzione di testo sulla quale la marca ha un certo effetto
  2. marche singole : hanno un effetto istantaneo e dunque non hanno la necessità di essere ribadite da una marca di chiusura Le marche hanno 3 compiti principali: definire le caratteristiche di formattazione, specificare i link ipertestuali interni ed esterni alla pagina, incorporare oggetti multimediali nella pagina Per ovviare alla povertà espressiva dell’HTML sono nate soluzioni tecnologiche quali:
  • JavaScript : minilinguaggio di comandi che possono essere incorporati all'interno della pagina HTML e che vengono interpretati ed eseguiti dal browser. Consente di gestire eventi all'interno della pagina come il passaggio del mouse su una certa zona e la conseguente attivazione di funzioni opportune
  • Java : linguaggio di programmazione utilizzabile anche indipendentemente dal web
  • XML : metalinguaggio di marcatura, affermato come formato di descrizione di dati Per quanto riguarda l’URL, questo è modellato su uno schema protocollo://hostname:porta/pathname?query#frammento
  • protocollo (o schema): indica quale protocollo si sta impiegando (valore tipico è http )
  • hostname : è un identificatore di un nodo di rete
  • porta : è un indicatore numerico che permette di distinguere fra più porte di comunicazione in modo che ogni porta costituisca un canale di comunicazione per i pacchetti di dati destinati a un certo processo
  • pathname : definisce un percorso all’interno del file system del server, che identifica in modo univoco in questo file server un certo file
  • query : permette di trasmettere a programmi per la generazione per la generazione di pagine dinamiche informazioni parametriche espresse sotto forma di coppie separate dal carattere “&”
  • frammento : è una stringa che specifica un preciso punto all’interno della pagina

Viene proposta una tripartizione delle modalità di entrata in un sito

  • l’utente può entrare direttamente , ossia digitando nella finestra indirizzo del proprio browser l’indirizzo che gli interessa
  • l’utente può arrivare anche indirettamente , seguendo un link presente in un altro sito
  • l’utente può arrivare in quella pagina perchè spinto da un motore di ricerca motore di ricerca → è un servizio del Web che, a partire da un input costituito da una richiesta di un utente espressa sotto forma di lista di parole chiave legate da operatori logici, restituisce come output una lista di collegamenti a risorse del Web che sono rilevanti rispetto alle chiavi di ricerca Il motore di ricerca non va alla ricerca nel Web nel momento in cui l’utente inoltra la propria richiesta, ma effettua piuttosto una query a un database nel quale sono immagazzinate informazioni relative a un certo numero di pagine web catalogate in precedenza. Dobbiamo immaginare che il motore di ricerca a tempo di interrogazione attivi un programma di gestione di un archivio , che contiene descrizioni e indirizzi di pagine web, determini se le descrizioni soddisfano i criteri di ricerca dell’utente e restituisca come output la lista di tutte le pagine a lui note che per l’appunto sono in linea con i criteri di ricerca L’archivio di ricerca viene costruito e mantenuto aggiornato dal motore di ricerca stesso: il motore dispone di un programma, generalmente indicato con il nome di spider o crawler o più genericamente robot o anche bot , che esplora la Rete alla ricerca di pagine, le analizza e le indicizza. Nella sua ricerca un generico spider parte da una lista di indirizzi noti di pagine web, scorre la lista e man mano visita le pagine corrispondenti agli indirizzi disponibili ; durante la visita, lo spider identifica i collegamenti uscenti dalla pagina e li trascrive nella lista degli indirizzi in archivio; solitamente poi acquisisce il codice della pagina provvedendo poi a un’eventuale successiva analisi, detta indexing o indicizzazione , volta a identificare i termini più significativi contenuti nella pagina. L’ attività dello spider è continua, asincrona rispetto alle richieste degli utenti e ciclica. Inoltre spesso i motori propongono all’utente la cosiddetta copia cache della pagina, permettendo di ispezionare la copia archiviata e dunque corrispondente (magari con qualche irregolarità di formattazione) ai requisiti specificati dall’utente. Nel proporre i risultati, il motore di ricerca svolge anche un’altra operazione importante, si tratta del ranking , cioè l’ ordinamento dei risultati : il motore tenta di stabilire un ordinamento in base ad un algoritmo di pagerank fondato sulla stima della rilevanza rispetto ai criteri di ricerca, nonché sulla popolarità della pagina nella Rete. Alcuni motori antepongono a volte alla lista i cosiddetti sponsored links a pagamento Un motore di ricerca è costituito da
  • un archivio contenente copie delle pagine web a lui note ed eventuali altre informazioni estratte dalle pagine stesse
  • un programma di interrogazione dell’archivio, in grado di recuperare le pagine significative rispetto alle parole chiave indicate dall’utente, di ordinare i risultati in base a criteri di rilevanza e proporre i risultati sotto forma di pagina web
  • un programma di scansione e indicizzazione per ricercare nel Web pagine da inserire nell’archivio
  • utilità : i contenuti soddisfano un reale bisogno informativo dell’utente?
  • usabilità : l’interfaccia è facile da utilizzare?
  • evocatività : gli elementi del design sono usati in modo giusto per suscitare emozioni?
  • reperibilità : i contenuti del sito sono facilmente trovabili (est) e navigabili (int)?
  • accessibilità : l’interfaccia è usabile anche da chi è disabile o è in condizione di impedimento transitorio?
  • credibilità : il sito promuove un sentimento di fiducia?
  • valutabilità : l’interazione promuove un’esperienza memorabile? Si può notare che nell’elenco dei criteri figura l’usabilità come se fosse un sottoinsieme dell’esperienza d’uso